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	<title>Archeologia, Restauro | Gangemi</title>
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	<title>Archeologia, Restauro | Gangemi</title>
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	<item>
		<title>La Madonna di Costantinopoli ad Alatri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 15:01:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Opera di straordinaria complessità, la Madonna di Costantinopoli, conservata nella chiesa di S. Maria Maggiore ad Alatri, è avvolta dal mistero non soltanto per il nome con cui è tradizionalmente nota. Dubbie ne sono le origini, dubbia la struttura originaria, dubbia la funzione liturgica. Certa, invece, è la sua importanza, che la pone tra i capolavori della scultura medievale, anche per l’incomparabile presenza di quattro pannelli istoriati con episodi di Cristo e della Vergine. Concluso il restauro, che ne ha migliorato le condizioni conservative e consentito il recupero della policromia originale, si presentano qui dati inediti e approfondite ricerche condotte dall’équipe di tecnici e studiosi che vi hanno preso parte.</p>
<p>A cura di Paola Refice, Lorenzo Riccardi, Monica Sabatini.</p>
<p>Hanno scritto in questo volume: Gaetano Curzi, Lorenzo Mattone,<br />
Gaia Pedriglieri, Paola Refice, Lorenzo Riccardi, Monica Sabatini.</p>
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		<title>Marco Aurelio nell&#8217;era digitale</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/marco-aurelio-nellera-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:58:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore dei Musei Capitolini, l’Esedra di Marco Aurelio, progettata da Carlo Aymonino, tra i primi innesti a Roma di architettura contemporanea nell’antico, diventa un laboratorio in cui memoria e progetto, storia e tecnologia si misurano l’una con l’altra. Il volume racconta il lungo viaggio del monumento – tra spostamenti, restauri e collocazioni – e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore dei Musei Capitolini, l’Esedra di Marco Aurelio, progettata da Carlo Aymonino, tra i primi innesti a Roma di architettura contemporanea nell’antico, diventa un laboratorio in cui memoria e progetto, storia e tecnologia si misurano l’una con l’altra. Il volume racconta il lungo viaggio del monumento – tra spostamenti, restauri e collocazioni – e insieme la nascita del suo gemello digitale: una voce che registra dati e condizioni ambientali, trasformando la statua e lo spazio che la accoglie in un organismo sensibile. Nuvole di punti, modelli numerici, sensori e algoritmi non sono qui esercizi di stile, ma strumenti di cura: permettono di prevenire il rischio, migliorare la gestione energetica, immaginare forme più consapevoli di conservazione e fruizione. Ne nasce un racconto corale, in cui ingegneri, architetti, storici dell’arte e restauratori intrecciano saperi diversi per mostrare come il patrimonio antico possa diventare dispositivo di conoscenza per un futuro capace di curare e trasmettere la propria preziosa eredità storica.</p>
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		<title>LA GRECIA A ROMA</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-grecia-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 08:00:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mostra presenta una ricca selezione di opere d’arte greche giunte a Roma attraverso secoli di rapporti complessi: dapprima, dalle origini fino al III secolo a.C., come prodotti d’importazione; poi, dopo la seconda guerra punica, come bottini di guerra; infine, dalla metà del II secolo a.C., grazie all’arrivo a Roma di artisti greci il cui ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra presenta una ricca selezione di opere d’arte greche giunte a Roma attraverso secoli di rapporti complessi: dapprima, dalle origini fino al III secolo a.C., come prodotti d’importazione; poi, dopo la seconda guerra punica, come bottini di guerra; infine, dalla metà del II secolo a.C., grazie all’arrivo a Roma di artisti greci il cui linguaggio formale venne assimilato e adattato alle esigenze romane. Il celebre verso di Orazio (Epistole 2, 156), secondo cui la Grecia conquistata finì per conquistare il suo vincitore introducendo le arti nel Lazio, simboleggia questa fase conclusiva. La mostra ricorda come il Lazio non<br />
fosse affatto “agreste” né Roma “rozza”, ma già da tempo interessata ai temi artistici, smentendo l’immagine tradizionale che la voleva dedita solo alla guerra e al lavoro nei campi.</p>
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		<title>L&#8217;affascinante spiritualità dell&#8217;antico Egitto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/laffascinante-spiritualita-dellantico-egitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 05:10:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mostra, immersiva e multimediale, permette di scoprire lo scavo condotto ad Assuan dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Essa svela una società di frontiera multietnica e multiculturale, composta da egiziani, nubiani, persiani, fenici, greci e romani, che condivideva i culti funerari locali e la ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mostra, immersiva e multimediale, permette di scoprire lo scavo condotto ad Assuan dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Essa svela una società di frontiera multietnica e multiculturale, composta da egiziani, nubiani, persiani, fenici, greci e romani, che condivideva i culti funerari locali e la loro promessa di eternità. Il percorso invita a riflettere anche sui tratti distintivi della cultura faraonica, fondata sul concetto di maat, ovvero l’ordine cosmico,<br />
che il faraone garantiva mantenendo l’equilibrio tra le forze della natura e la vita umana.</p>
<p>Patrizia Piacentini, socia dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Ambrosiana e socia corrispondente dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, è professore Ordinario di Egittologia e Archeologia egiziana all’Università degli Studi di Milano, dove è anche responsabile scientifica della Biblioteca e degli Archivi egittologici da lei fondati.</p>
<p>Massimiliana Pozzi Battaglia, egittologa con specializzazione in didattica museale, è fondatrice della SCA &#8211; Società Cooperativa Archeologica che dal 1994 si occupa di scavi, schedature museali, attività didattiche, esposizioni temporanee.</p>
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		<title>Vestito come una statua antica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vestito-come-una-statua-antica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 11:57:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai da molti anni, il rapporto di reciproca fiducia e collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Fondazione Paola Droghetti onlus dà vita a progetti virtuosi, di indiscussa qualità scientifica, volti al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale dei musei civici romani. Le attività promosse e curate dalla Fondazione nel campo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da molti anni, il rapporto di reciproca fiducia e collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Fondazione Paola Droghetti onlus dà vita a progetti virtuosi, di indiscussa qualità scientifica, volti al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale dei musei civici romani. Le attività promosse e curate dalla Fondazione nel campo della conservazione dei beni culturali hanno la peculiarità e il pregio di dispiegarsi entro un vasto e variegato campo di azione, che spazia dall’archeologia all’arte contemporanea, comprendendo anche l’arte applicata. Si tratta di una scelta coraggiosa che porta la Fondazione Paola Droghetti onlus, nonché le istituzioni e i professionisti da essa coinvolti, a confrontarsi con problematiche conservative sempre differenti e talvolta inedite, mettendo in campo competenze specifiche e tecnologie avanzate. Basta scorrere il sostanzioso elenco dei titoli della pregevole collana INTERVENTI d’Arte sull’Arte, in cui il presente volume ha il privilegio di inserirsi, per avere una cartina tornasole della missione e dell’operato della Fondazione e dei risultati da essa conseguiti.<br />
Sono trascorsi esattamente dieci anni dall’ultimo intervento conservativo generosamente sostenuto dalla Fondazione Paola Droghetti onlus a beneficio di un’opera del Museo Napoleonico. Allora – era il 2015 – venne restaurata la Pendola Urania, raffinato esempio di orologeria del periodo del Primo Impero napoleonico. Nell’occasione odierna, la scelta della Fondazione è ricaduta su un altro dei manufatti rari e pregiati di cui il Museo Napoleonico è custode per statuto e vocazione; un oggetto che, al di là del suo intrinseco e innegabile valore artistico ed estetico, possiede la proprietà di raccontare storie e vicende legate alla famiglia Bonaparte, spesso di capitale importanza storica, in cui il registro narrativo pubblico e quello privato si intrecciano indissolubilmente. Si tratta di un prezioso manteau de théâtre appartenuto a Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, realizzato in finissima lana gialla e decorato lungo i bordi da un elegante ricamo a motivi fitomorfi di ispirazione classica eseguito in lamina d’argento.<br />
Il presente volume, sempre a cura della Fondazione, illustra l’intervento conservativo del manufatto e dà conto degli studi condotti per l’occasione; questi hanno consentito di appurare che il mantello, confezionato da una raffinata manifattura francese, verosimilmente al tempo del Consolato, era utilizzato da Luciano Bonaparte e dalla troupe di familiari e amici da lui diretta per interpretare ruoli tragici greci e romani nel théâtre de société praticato nelle sue residenze, prima in Francia e successivamente in Italia. L’opera, giunta nelle collezioni del Museo Napoleonico nel 1996 grazie alla donazione di Giovanna della Chiesa, principessa Barberini, discendente della famiglia del Gallo di Roccagiovine, a sua volta imparentata con i Bonaparte, era stata finora conservata in deposito a causa del suo delicato stato conservativo. A conclusione dell’intervento di restauro, grazie al sostegno della Fondazione si è proceduto a realizzare un manichino sartoriale su cui allestire il manteau; a tal fine si è scelto di riferirsi, nel modo più possibile filologico, ai modelli dei costumi per le tragedie di ispirazione classica illustrati nelle opere sul costume teatrale francese pubblicate al tempo della Rivoluzionee nell’età napoleonica.<br />
Se oggi il prezioso mantello potrà andare ad arricchire la Galleria degli Abiti del Museo Napoleonico ed essere finalmente riconsegnato allo sguardo del pubblico è solo grazie al prodigo mecenatismo della Fondazione Paola Droghetti onlus e all’encomiabile volontà dei suoi instancabili animatori, Vincenzo Ruggieri e Lia Piccolella, di instaurare una proficua<br />
sinergia tra privato e pubblico a favore della conservazione del patrimonio culturale nazionale e della promozione della cultura storico-artistica.</p>
<p>A loro va la nostra più sentita gratitudine.<br />
Ilaria Miarelli Mariani<br />
Direttrice Direzione Musei Civici<br />
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Francesco Trevisani dalla Basilica Vaticana a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e al Quirinale</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/francesco-trevisani-dalla-basilica-vaticana-a-santa-maria-degli-angeli-e-dei-martiri-e-al-quirinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 15:42:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>« … Quantunque però questo sopraffino artificio, e nuovo metodo non più pratticato possa senza dubbio aver reso al Signore Trevisani non puoco travaglio, che appresso ridonderà in molto vantaggio dell’Opera tutta, e della Reverenda Fabbrica stessa, e che ne tempi avvenire non darà motivo di critica al nome di chi ha pensato a tal ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>« … Quantunque però questo sopraffino artificio, e nuovo metodo non più pratticato possa senza dubbio aver reso al Signore Trevisani non puoco travaglio, che appresso ridonderà in molto vantaggio dell’Opera tutta, e della Reverenda Fabbrica stessa, e che ne tempi avvenire non darà motivo di critica al nome di chi ha pensato a tal nuova invenzione … »</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/francesco-trevisani-dalla-basilica-vaticana-a-santa-maria-degli-angeli-e-dei-martiri-e-al-quirinale/">Francesco Trevisani dalla Basilica Vaticana a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e al Quirinale</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Verso un restauro digitalmente inteso</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/verso-un-restauro-digitalmente-inteso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 16:28:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il restauro digitalmente inteso propone una riflessione sul ruolo delle tecnologie digitali nella conoscenza, conservazione e trasformazione controllata dell’architettura storica. Dall’HBIM ai Gemelli Digitali, fino all’Intelligenza Artificiale, il volume esplora le nuove modalità di rappresentazione, gestione e progetto del patrimonio costruito. In un dialogo continuo tra materia e dato, tradizione e innovazione, il restauro si ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il restauro digitalmente inteso propone una riflessione sul ruolo delle tecnologie digitali nella conoscenza, conservazione e trasformazione controllata dell’architettura storica. Dall’HBIM ai Gemelli Digitali, fino all’Intelligenza Artificiale, il volume esplora le nuove modalità di rappresentazione, gestione e progetto del patrimonio costruito. In un dialogo continuo tra materia e dato, tradizione e innovazione, il restauro si configura come un processo cognitivo e condiviso, capace di coniugare l’etica della conservazione con le<br />
sfide della contemporaneità. Ne nasce una riflessione interdisciplinare che guarda al futuro del restauro come pratica culturale consapevole, in cui la memoria del passato incontra l’intelligenza delle tecnologie emergenti.</p>
<p>Nicola Masini, è direttore di ricerca presso l’ISPC-CNR e della missione scientifica ITACA-Peru, è docente all’Università della Basilicata in ambito restauro e archeologia. Fa parte di due collegi di dottorato e ricopre il ruolo di Vice Presidente del Cluster Basilicata Creativa. Ha all’attivo oltre 400 pubblicazioni e il coordinamento di numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali sulle scienze applicate al patrimonio culturale, con focus su telerilevamento e diagnostica per il restauro.</p>
<p>Giandamiano Fiore è un architetto e dottorando in Heritage Science presso La Sapienza e il CNR-ISPC. Laureato con lode in Architettura e Ingegneria Edile all’Università della Basilicata, si occupa di metodologie innovative per la conservazione del patrimonio culturale. Ha maturato esperienza professionale presso studi internazionali e collabora con enti di ricerca e università italiane, promuovendo l’interdisciplinarità tra architettura, conservazione e tecnologie digitali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Madonna in terracotta di Sommati</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-madonna-in-terracotta-di-sommati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 13:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume è interamente dedicato alla scultura in terracotta policroma cinquecentesca raffigurante la Madonna in adorazione anticamente invocata con il titolo di Santa Maria del Soccorso. L’opera, recuperata dopo il sisma del 2016 dalla chiesa di Sant’Egidio di Sommati (Amatrice), è stata interessata da un complesso restauro effettuato grazie al finanziamento dell’Art Bonus messo a ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume è interamente dedicato alla scultura in terracotta policroma cinquecentesca raffigurante la Madonna in adorazione anticamente invocata con il titolo di Santa Maria del Soccorso. L’opera, recuperata dopo il sisma del 2016 dalla chiesa di Sant’Egidio di Sommati (Amatrice), è stata interessata da un complesso restauro effettuato grazie al finanziamento dell’Art Bonus messo a disposizione dell’Ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016. L’intervento ha permesso di scoprire non solo le sembianze originarie della scultura, ma anche l’alta qualità della policromia e della tecnica esecutiva. La comune volontà di valorizzare il manufatto nel suo contesto originario, restituendolo di fatto anche al culto della popolazione locale, è andata di pari passo con la ricostruzione di una cappella votiva realizzata e messa a disposizione dall’associazione Egidio e Pasqua Valentini ETS di Sommati, che ha collaborato attivamente per offrire le migliori condizioni di tutela e di predisposizione estetica ai fini espositivi. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all’azione sinergica della Diocesi di Rieti e del Comune di Amatrice che, insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, hanno condiviso l’iniziativa nella consapevolezza di essere protagonisti comuni di un ulteriore segno di rigenerazione culturale e religiosa di un territorio ricco di peculiarità e di fascino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il restauro della Crocifissione di Guido Reni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-restauro-della-crocifissione-di-guido-reni-nella-basilica-di-san-lorenzo-in-lucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 12:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La celebre Crocifissione laurentina fu dipinta da Guido Reni nel 1637 nel capoluogo emiliano, su commissione dell’importante famiglia bolognese Angelelli. A causa delle tragiche vicende che segnarono la famiglia, prima l’assassinio del capostipite Andrea Angelelli, seguito dalla morte prematura del figlio Francesco, il dipinto fu peregrino tra Bologna e Roma e qui rimase definitivamente a ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La celebre Crocifissione laurentina fu dipinta da Guido Reni nel 1637 nel capoluogo emiliano, su commissione dell’importante famiglia bolognese Angelelli. A causa delle tragiche vicende che segnarono la famiglia, prima l’assassinio del capostipite Andrea Angelelli, seguito dalla morte prematura del figlio Francesco, il dipinto fu peregrino tra Bologna e Roma e qui rimase definitivamente a partire dal 1669 quando, grazie al lascito testamentario della vedova Angelelli, la Marchesa Cristiana Duglioli, fu donato alla Basilica di San Lorenzo in Lucina e prese l’attuale collocazione. A più di cinquant’anni dall’ultimo intervento conservativo, risalente al 1976 ad opera del restauratore romano Ermete Domenico Crisanti, il restauro attuale, affiancato in ogni sua fase da un’accurata campagna diagnostica, ha consentito di conoscere dettagli inediti relativi alla tecnica esecutiva e ai materiali costitutivi impiegati dall’artista bolognese, che, comparati con studi analoghi condotti su altri dipinti conservati in collezioni internazionali, portano ad una maggiore conoscenza della figura di questo importante artista.</p>
<p>The famous Crucifixion in San Lorenzo in Lucina was painted by Guido Reni in 1637 in Bologna, commissioned by the eminent Bolognese family, the Angelelli. As a result of the tragic events that marked the family, first the murder of its head, Andrea Angelelli, followed by the premature death of his son Francesco, the painting travelled backwards and forward between Bologna and Rome, before settling permanently in the papal city in 1669 when, thanks to the bequest of Angelelli’s widow, the Marchesa Cristiana Duglioli, it was donated to the Basilica of San Lorenzo in Lucina, and placed where it hangs today. More than fifty years after the last conservation work, carried out in 1976 by the Roman restorer Ermete Domenico Crisanti, the current restoration, accompanied at every stage by an in-depth campaign of diagnostic investigation, has revealed previously unknown details of the painting technique and the materials employed by Guido Reni. These findings, when compared with similar studies carried out on other of his works in international collections, have led to a greater and more profound understanding of this important artist.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A devozione di Madonne e Santi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/a-devozione-di-madonne-e-santi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 13:34:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 2019 e il 2024, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina ha restaurato o supervisionato il restauro di nove preziosi simulacri lignei venerati in altrettante località del frusinate (Amaseno, Casalvieri, Ferentino, Filettino, Gallinaro, Giuliano di Roma, San Vittore del Lazio, Villa Santo Stefano). Qui se ne ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 2019 e il 2024, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina ha restaurato o supervisionato il restauro di nove preziosi simulacri lignei venerati in altrettante località del frusinate (Amaseno, Casalvieri, Ferentino, Filettino, Gallinaro, Giuliano di Roma, San Vittore del Lazio, Villa Santo Stefano). Qui se ne offrono i resoconti, con uguale attenzione agli aspetti storico-artistici e a quelli tecnici e del restauro, in una pubblicazione corale che pone le basi a un più ampio e analitico repertorio della scultura lignea nel Lazio meridionale tra XII e XV secolo. Un patrimonio ancora in buona parte sconosciuto, eppure di grande fascino e rilevanza, pieno di sorprese e scoperte.</p>
<p>A cura di Lorenzo Riccardi<br />
Hanno scritto in questo volume: Chiara Arrighi, Ilenia Bove, Cristina Caldi, Irene Caracciolo, Gaetano Curzi, Marco D’Attanasio, Tancredi Farina, Alessandra Montedoro, Chiara Munzi, Gaia Pedriglieri, Lorenzo Riccardi, Daniele Rivoletti, Monica Sabatini, Sara Scioscia.</p>
<p>Lorenzo Riccardi è funzionario Storico dell’arte del Ministero della Cultura in servizio presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina. Suoi principali interessi di ricerca sono la produzione artistica della Grecia e dell’Italia centro meridionale tra X e XIV secolo. È autore del volume dedicato alla Calabria del Corpus della pittura<br />
monumentale bizantina in Italia (2021).<br />
Ha curato, per la Soprintendenza, La gloria degli angeli: i restauri delle pitture medievali rupestri della provincia di Frosinone: con un’appendice sulla cattedrale di Anagni (2023) e Il restauro della Fontana Pia: gli edifici e lo spazio urbano di piazza Santa Maria Maggiore ad Alatri (2023).</p>
<p>Transiti scaturisce dall’attività istituzionale di tutela e valorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio sul suo territorio di competenza nel Lazio Meridionale. Un territorio che, fin dall’epoca antica e ancora oggi – dopo la creazione novecentesca delle province di Frosinone e Latina – è di frontiera e passaggio, di contaminazione e confronto. Un territorio<br />
caratterizzato da un ricco ed eterogeneo patrimonio culturale, qui affrontato con un approccio multidisciplinare e olistico.</p>
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