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	<title>Architettura, Urbanistica, Ambiente | Gangemi</title>
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	<title>Architettura, Urbanistica, Ambiente | Gangemi</title>
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		<title>Annali del Barocco in Sicilia 11</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/annali-del-barocco-in-sicilia-11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:33:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La conoscenza e la valorizzazione dei luoghi Annali del Barocco in Sicilia, Vol XI Editoriale di Lucia Trigilia Saggi Luca Pucci I pellegrinaggi in Grecia antica: il caso della Pithaïs ateniese a Delfi Marina Righetti Medioevo in cammino Lucia Trigilia, Alessia Cicero Attraverso i luoghi del sacro: l’esempio dei “cammini” europei e la riscoperta del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La conoscenza e la valorizzazione dei luoghi</em><br />
<em>Annali del Barocco in Sicilia, Vol XI</em></p>
<p><strong><br />
Editoriale</strong> di Lucia Trigilia</p>
<p><strong>Saggi</strong></p>
<p>Luca Pucci<br />
I pellegrinaggi in Grecia antica: il caso della Pithaïs ateniese a Delfi</p>
<p>Marina Righetti<br />
Medioevo in cammino</p>
<p>Lucia Trigilia, Alessia Cicero<br />
Attraverso i luoghi del sacro: l’esempio dei “cammini” europei e la riscoperta del paesaggio di Noto antica</p>
<p>Giuseppe Giugno<br />
Ad processionem sollemnem solitam fiendam. Cammini sacri e percorsi celebrativi nella Caltanissetta dei Moncada tra Sei e Settecento</p>
<p>Paolo Dinaro<br />
Il “Giro dei Santi”: evoluzione del circuito processionale nella Terra feudale di Francofonte tra XVI e XX secolo</p>
<p>Simona Gatto<br />
Dal viaggio in ginocchio al “cammino dell’anima”: continuità e trasformazione del pellegrinaggio nel territorio messinese</p>
<p>Fernando Quiles Garcia<br />
Artes en tránsito, promotores itinerantes. Entre las tierras italianas y Sevilla (m. XVII)</p>
<p>Andrea La Rosa<br />
Appendice documentaria</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Geologia della Caffarella</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/geologia-della-caffarella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:34:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana L’APPIA ANTICA E ROMA diretta da Rachele Dubbini   La Valle della Caffarella è un patrimonio naturale e storico di straordinario valore a soli 4 km dal centro di Roma. Questa monografia nasce con l’intento di offrire ai cittadini, agli studiosi e agli appassionati uno strumento di conoscenza e approfondimento su un territorio che, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana L’APPIA ANTICA E ROMA diretta da Rachele Dubbini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Valle della Caffarella è un patrimonio naturale e storico di straordinario valore a soli 4 km dal centro di Roma. Questa monografia nasce con l’intento di offrire ai cittadini, agli studiosi e agli appassionati uno strumento di conoscenza e approfondimento su un territorio che, nonostante le trasformazioni urbane circostanti, conserva intatta la sua identità paesaggistica, ambientale e culturale. Attraverso un approccio multidisciplinare, il volume racconta la storia geologica della valle, la sua evoluzione idrologica, le caratteristiche ambientali e le dinamiche di gestione che ne hanno garantito la tutela e la valorizzazione. Il fiume Almone, le sorgenti, i terreni vulcanici e le cavità sotterranee sono protagonisti di un racconto che intreccia scienza, memoria e partecipazione civica.</p>
<p>Maurizio Parotto ha iniziato la sua attività didattica e scientifica presso l’Università di Roma “La Sapienza”, dove, nominato Ordinario di Geologia, ha tenuto il corso di Geologia per Scienze geologiche e diversi altri corsi, tra cui Rilevamento Geologico, fino al 1992, anno in cui ha partecipato alla fondazione della nuova Università degli Studi “Roma Tre”, come Direttore del Dipartimento di Scienze Geologiche e, in seguito, come Presidente del Corso di Studi in Geologia.<br />
Ha studiato la geologia della Caffarella affidando e seguendo specifiche tesi di laurea e ha contribuito alla sua divulgazione con pubblicazioni e conferenze sul tema.</p>
<p>Parole chiave: Cartografia storica, Carte Geologiche, Cavità sotterranee, Datazioni 40Ar/39Ar, Datazioni al Radiocarbonio, Geologia, Idrogeologia, Falda acquifera, Sorgente, Fiume Almone, Flussi piroclastici, Foto aeree, Foto satellitari, Geochimica delle acque, Piroclastiti da ricaduta eolica, Radon, Sinkhole, Tufi, Valle della Caffarella.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Yearbook 10 – Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/yearbook-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 16:37:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perseguire il miglioramento della nostra vita investendo in un’azione collettiva è il senso etico del verbo convivere. In questo senso, condividere e diffondere approcci corretti è fondamentale, e lo Yearbook rappresenta un contributo concreto. Racconta il coraggio e la capacità degli architetti italiani che hanno partecipato al Premio, offrendo il loro indispensabile contributo. Yearbook è ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perseguire il miglioramento della nostra vita investendo in un’azione collettiva è il senso etico del verbo convivere. In questo senso, condividere e diffondere approcci corretti è fondamentale, e lo Yearbook rappresenta un contributo concreto. Racconta il coraggio e la capacità degli architetti italiani che hanno partecipato al Premio, offrendo il loro indispensabile contributo.<br />
Yearbook è giunto alla decima edizione: non è un evento circostanziale, ma il risultato della volontà e della perseveranza per consegnare una testimonianza al tempo.</p>
<p>Striving to improve our lives through collective action is the ethical meaning of the verb to live together. In this sense, sharing and disseminating correct approaches is fundamental, and the Yearbook represents a concrete contribution. It tells the story of the courage and ability of Italian architects who have participated in the Award, offering their indispensable contribution.<br />
The Yearbook has reached its tenth edition: it is not a circumstantial event, but the result of the will and perseverance to leave a legacy to posterity.</p>
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		<item>
		<title>Il giardino di Palazzo Farnese a Caprarola</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dalla-rocca-alla-villa-il-giardino-di-palazzo-farnese-a-caprarola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 16:38:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dai Giardini gemelli incardinati al cristallino disegno del pentagono del Vignola fino al Barchetto immerso nel parco, voluto dal cardinale Alessandro Farnese e completato dal nipote Odoardo, si ricostruisce il processo di creazione dei giardini che trasformarono l’originaria rocca in una villa. Con la storia e il contesto, il volume rende anche conto degli esiti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai Giardini gemelli incardinati al cristallino disegno del pentagono del Vignola fino al Barchetto immerso nel parco, voluto dal cardinale Alessandro Farnese e completato dal nipote Odoardo, si ricostruisce il processo di creazione dei giardini che trasformarono l’originaria rocca in una villa. Con la storia e il contesto, il volume rende anche conto degli esiti dei restauri condotti nell’ambito del progetto PNRR e, per la prima volta, degli aspetti naturalistici e della biodiversità.</p>
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		<item>
		<title>Eupolis</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/eupolis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:25:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine “Eupolis” non è solo un nome evocativo, ma una visione: una città pensata come sistema complesso orientato al bene comune, capace di evolversi in equilibrio con l’ambiente, la società e le sue infrastrutture cognitive e tecnologiche. Nel titolo di questo libro, Eupolis non rappresenta una città ideale, una delle città invisibili di Calvino, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine “Eupolis” non è solo un nome evocativo, ma una visione: una città pensata come sistema complesso orientato al bene comune, capace di evolversi in equilibrio con l’ambiente, la società e le sue infrastrutture cognitive e tecnologiche. Nel titolo di questo libro, Eupolis non rappresenta una città ideale, una delle città invisibili di Calvino, ma una possibile traiettoria di trasformazione delle città reali. Una traiettoria guidata dal pensiero sistemico, capace di leggere e governare la complessità urbana attraverso reti, flussi, relazioni e retroazioni. Una città che non si limita a “funzionare”, ma che cerca consapevolmente la sostenibilità come condizione di lungo periodo per la qualità della vita, la giustizia spaziale e la resilienza. In quest’ottica, il pensiero sistemico impone una riflessione sulla necessaria minimizzazione dell’entropia urbana, intesa come dispersione di energia, risorse, opportunità e coesione sociale. La città sostenibile è quella che riesce a ridurre gli sprechi, ad aumentare l’efficienza dei suoi sottosistemi, a mantenere elevata la qualità delle relazioni spaziali e sociali, e a rigenerarsi senza eccedere i limiti ecologici del proprio territorio. Eupolis è dunque un invito a ripensare l’urbanistica non solo come tecnica di regolazione spaziale, ma come intelligenza della trasformazione urbana. Un’intelligenza che connette saperi, aspirazioni collettive e tempo, per accompagnare la città verso un futuro sostenibile, desiderabile e condiviso.</p>
<p>Romano Fistola • Professore Ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso l’Università Federico II di Napoli. I suoi studi principali riguardano: la città come sistema complesso, la relazione tra innovazione tecnologica e trasformazioni territoriali, la formalizzazione dell’entropia urbana e l’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale nella pianificazione urbanistica.</p>
<p>Stella Pennino • Dottoranda in Ingegneria dei Sistemi Civili presso l’Università Federico II di Napoli. La sua ricerca analizza la città come sistema complesso, introducendo il concetto di entropia urbana per promuovere la sostenibilità. Attualmente si concentra su strategie di adattamento al cambiamento climatico e modelli di governance della transizione ecologica.</p>
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		<item>
		<title>Romanum Collegium speculum caeli</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/romanum-collegium-speculum-caeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 15:30:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il complesso del Collegio Romano costituisce uno dei più grandi isolati edificati da ordini o congregazioni religiose a partire dal XVI secolo nella città di Roma. L’isolato dei Gesuiti denominato “Collegio Romano”, denuncia da subito la rilevanza degli Studia e quindi del dato formativo come attività prevalente. Gli studi storici e sul campo aventi per ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il complesso del Collegio Romano costituisce uno dei più grandi isolati edificati da ordini o congregazioni religiose a partire dal XVI secolo nella città di Roma. L’isolato dei Gesuiti denominato “Collegio Romano”, denuncia da subito la rilevanza degli Studia e quindi del dato formativo come attività prevalente. Gli studi storici e sul campo aventi per oggetto la fabbrica del Collegio Romano rivelano di continuo interessanti scoperte che in qualche modo ridefiniscono la cronaca delle vicende e le stesse modalità di approccio al monumento.<br />
Le recenti esperienze confermano questo asserto. È bastato variare il punto di vista dell’analisi dei luoghi e dei fenomeni, ovvero dal “cielo verso la terra”, seguendo una considerazione espressa dallo stesso S. Ignazio di Loyola, per formulare originali ipotesi di ricerca che hanno in parte arricchito di nuovi spunti le conoscenze relative alla storia costruttiva e alle destinazioni di uso degli spazi.<br />
Il grande complesso del Collegio Romano necessita di una continua manutenzione per soddisfare le esigenze, derivanti dalle complicazioni statiche, della conservazione e dell’adattamento. Cantieri inseriti nel contesto dei lavori programmati a partire dal 2020 riguardano: l’Osservatorio di padre Angelo Secchi, la Galleria Tacchini, le Stanze di San Luigi, le Aule del Liceo E. Q. Visconti, il Camminamento Nord-Est, la Scala lignea elicoidale nella proiezione della Torre con l’orologio cinquecentesco e sabaudo, mentre sono di prossima partenza: il ballatoio Secchi, e il retro timpano della facciata della chiesa di S. Ignazio, i prospetti della Torre Calandrelli, il Giardino-orto dei semplici e la Sala dell’ex refettorio ora Sala Spadolini.</p>
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		<item>
		<title>Le parole del giardino</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-parole-del-giardino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:35:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume Le parole del giardino comprende oltre seicento voci strutturate per temi, con l’obiettivo di offrire un quadro interpretativo dei significati culturali, simbolici e antropologici che hanno plasmato l’identità del giardino nella cultura italiana. È uno strumento scientifico e divulgativo al tempo stesso rivolto a studiosi, restauratori, appassionati e proprietari di giardini. Colma una ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume Le parole del giardino comprende oltre seicento voci strutturate per temi, con l’obiettivo di offrire un quadro interpretativo dei significati culturali, simbolici e antropologici che hanno plasmato l’identità del giardino nella cultura italiana.<br />
È uno strumento scientifico e divulgativo al tempo stesso rivolto a studiosi, restauratori, appassionati e proprietari di giardini.<br />
Colma una lacuna significativa nel panorama degli studi sul patrimonio giardiniero italiano legata all’assenza di un linguaggio condiviso e di un codice terminologico universalmente riconosciuto.<br />
Il giardino è, per sua natura, un oggetto polimaterico, crocevia di saperi nel quale convergono architettura, botanica, idraulica, arte, storia. Questa complessità rende necessaria un’indagine conoscitiva che non si limiti a una compilazione lessicografica, ma si configuri come restituzione critica di un universo semantico stratificato nel tempo.<br />
Ripartito in dodici sezioni, il volume offre una lettura crono-tipologica dall’Antichità all’età contemporanea. I capitoli in cui l’opera si articola affrontano diverse tematiche: le tipologie, le modellazioni del terreno, i manufatti architettonici, gli elementi di arredo, le architetture vegetali, i sistemi idraulici. Ad essere indagate sono anche le dimensioni culturali profonde: il dialogo con le arti figurative, la scenografia degli spazi, il sostrato mitologico e gli aspetti emozionali.<br />
Due sezioni sono dedicate alle metodologie di indagine e agli interventi conservativi, tracciando la filiera che va dalla conoscenza analitica alla tutela, al restauro. Un’ultima sezione è infine riservata ai neologismi e alla terminologia legata alle sfide del cambiamento climatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong><br />
<a href="https://ilmanifesto.it/giardino-la-ricchezza-di-un-vocabolario">Il manifesto &#8211; 7/03/2026 &#8211; Giardino, la ricchezza di un vocabolario</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il giardino italiano del Novecento</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-giardino-italiano-del-novecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi il 24 e 25 settembre 2024 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’iniziativa, nata dalla collaborazione fra la Direzione generale Creatività contemporanea (DGCC) e l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI), si proponeva di indagare lo stato degli studi sul giardino italiano a partire dagli anni Venti ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-giardino-italiano-del-novecento/">Il giardino italiano del Novecento</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi il 24 e 25 settembre 2024 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’iniziativa, nata dalla collaborazione fra la Direzione generale Creatività contemporanea (DGCC) e l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia (APGI), si proponeva di indagare lo stato degli studi sul giardino italiano a partire dagli anni Venti del secolo scorso, proponendone una lettura trasversale in chiave storica e autoriale.</p>
<p>I saggi contenuti nel volume, pubblicati sia in italiano sia in inglese, riflettono la struttura delle giornate di studio, articolate in tre sessioni: Storia, Modernità e Identità. La prima parte esamina la riscoperta del giardino nella prima metà del XX secolo tra restauro e revival, evidenziando il ruolo delle riviste, delle grandi mostre di Torino e Firenze e la significativa presenza femminile tra committenza e progettazione. La sessione sulla modernità si focalizza sul secondo dopoguerra, prendendo spunto dalla partecipazione italiana alla mostra londinese <em>The Landscape of Work and Leisure</em> (1948) per indagare figure centrali come Elena Luzzatto, Maria Teresa Parpagliolo e Pietro Porcinai. Infine, la sezione dedicata all&#8217;identità approfondisce giardini simbolici e &#8220;autobiografici&#8221; legati alla personalità del committente o al <em>Genius loci</em>, dove il rapporto tra natura e architettura assume un valore evocativo e percettivo.</p>
<p>A completamento dei contributi scientifici, il volume presenta una sezione fotografica dedicata a quindici giardini del Novecento, selezionati per il loro valore storico e progettuale.  L&#8217;indagine, affidata a cinque fotografi chiamati a documentare tre siti ciascuno, vuole restituire attraverso un punto di vista autoriale, l’identità dei luoghi e il dialogo tra elementi vegetali e architettura.</p>
<p>L’integrazione tra i contributi scientifici e questo moderno apparato iconografico permette di delineare una visione aggiornata del giardino novecentesco come luogo di memoria e di progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><i><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Interventi di</span></i></strong></p>
<p><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Angelo Piero Cappello</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Onofrio Cutaia </span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Ludovico Ortona</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Maria Vittoria Marini Clarelli</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Vincenzo Cazzato</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Francesca R. Liserre</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Massimo de Vico Fallani</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Maria Adriana Giusti</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Alessandro Cremona</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Sandro Santolini</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Alberta Campitelli</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Cristina Imbroglini</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Monica Prencipe</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Franco Panzini</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Tessa Matteini</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Alfonso Ippolito</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Alessandra Vinciguerra</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Andrea Bruciati</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Roberto Serino, Pasquale Palmieri</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Guglielmo Bilancioni</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Elena Pelosi</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Giuseppe La Mastra</span><br />
<span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Caterina Tantillo</span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;"> </span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Fotografie di</span></strong></em></p>
<p><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; font-style: normal;">Roberto Boccaccino<br />
Matteo Carassale<br />
Antonio Di Cecco<br />
Dario Fusaro<br />
Gabriele Rossi</span></p>
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		<title>Stati generali del patrimonio industriale 2026</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/stati-generali-del-patrimonio-industriale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:08:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente I Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e sono volti a rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale. Nel promuovere l’iniziativa quadriennale, una sorta ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>I Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e sono volti a rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale. Nel promuovere l’iniziativa quadriennale, una sorta di “Olimpiade dell’archeologia industriale”, AIPAI intende permettere di tracciare un bilancio degli studi e delle esperienze maturati e di delineare strategie e visioni per il futuro, favorendo il confronto tra studiosi, operatori, istituzioni e comunità locali. Il patrimonio industriale comprende le testimonianze materiali e immateriali della civiltà del lavoro e risponde a istanze conoscitive e tensioni progettuali che coinvolgono non solo la ricerca accademica, ma anche le comunità e il mondo produttivo, in relazione alle sfide culturali, socio-economiche e ambientali contemporanee. Il suo riconoscimento è il risultato di processi complessi, rilevanti per l’evoluzione delle città e dei paesaggi industriali e post-industriali. In tale prospettiva, il confronto periodico consente di approfondire significati e valori dell’eredità industriale secondo gli approcci consolidati dell’archeologia industriale. Il congresso è articolato in dieci aree tematiche e ha previsto la presentazione di contributi singoli, sessioni specifiche e attività di formazione dottorale, oltre a visite e performance. Un dovuto ringraziamento al Politenico di Bari, all’Università della Basilicata e al CNR ISPC di Lecce, insieme ai partner e agli sponsor, per aver ospitato e supportato l’organizzazione dell’iniziativa. Tanto più importante la localizzazione nei prestigiosi centri di ricerca del “Levante di Italia” che permette anche la realizzazione di uno speciale panel dedicato alla costruzione di una rete patrimoniale industriale dell’area mediterranea promossa da AIPAI in collaborazione con TICCIH.</p>
<p>The Third Estates General of Industrial Heritage continues the process begun in 2018 and aims to provide a comprehensive representation of the heritage and social realities linked to the memories of production and labour throughout the country. In promoting this four-year initiative, a sort of “Olympics of industrial archaeology”, AIPAI intends to take stock of the experiences gained and outline strategies and visions for the future, encouraging dialogue between scholars, operators, institutions and local communities. Industrial heritage includes the tangible and intangible evidence of the recent past of working civilisation and responds to cognitive demands that involve not only academic research but also communities and the productive world, in relation to contemporary cultural, socio-economic and environmental challenges. Its recognition is the result of complex processes that are relevant to the evolution of cities and industrial and post-industrial landscapes. In this perspective, periodic discussion allows for a deeper understanding of the values of industrial heritage according to established approaches in industrial archaeology. The conference was divided into ten thematic areas and includes individual presentations, thematic sessions and doctoral training activities, as well as visits and performaces. We would like to express our gratitude to the Polytechnic University of Bari, the University of Basilicata and the CNR ISPC in Lecce, together with our partners and sponsors, for hosting and supporting the organisation of the initiative. The location in the prestigious research centres of “Eastern Italy” is all the more important, as it also allows for the creation of a special panel dedicated to the construction of an industrial heritage network in the Mediterranean area promoted by AIPAI in collaboration with TICCIH.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<title>Ricominciare la città</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ricominciare-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 14:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo libro raccoglie le esperienze maturate all’interno della Facoltà di Architettura dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara nella redazione dei Piani di ricostruzione dei comuni di Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Capitignano, Ofena, dopo il sisma che il 6 aprile del 2009 ha colpito l’Abruzzo. Partendo da un’impostazione metodologica che considera centri storici e territori di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro raccoglie le esperienze maturate all’interno della Facoltà di Architettura dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara nella redazione dei Piani di ricostruzione dei comuni di Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Capitignano, Ofena, dopo il sisma che il 6 aprile del 2009 ha colpito l’Abruzzo.<br />
Partendo da un’impostazione metodologica che considera centri storici e territori di pertinenza come realtà necessariamente inscindibili, i Piani sono stati proposti come piani integrati strategici, caratterizzati cioè da una molteplicità di scale di approccio e di competenze diverse: dallo Stato rappresentato dal Commissario delegato, supportato da un’apposita Struttura Tecnica di Missione, agli enti territoriali della Regione e delle Provincie, ad altre autorità come la Direzione Regionale, le Soprintendenze, i Parchi Nazionali e Regionali, fino agli uffici tecnici comunali e agli abitanti dei singoli centri terremotati, per forza di cose principali interlocutori di qualsiasi discorso sulla ricostruzione.<br />
Il lavoro svolto con i Piani di ricostruzione ha tentato di prefigurare la nuova identità della regione dopo lo shock del terremoto, cercando di esorcizzare il rischio, già corso in Abruzzo dopo la seconda guerra mondiale, non solo di una ricostruzione poco consapevole dei valori in gioco ma anche tale da essere avviata e poi interrotta, per quel processo di nuova migrazione possibile con la ricostruzione delle case, delle speranze e della possibilità per la regione di vivere non solo attraverso i centri più grandi, peraltro numericamente trascurabili, ma pure e soprattutto attraverso quelli minori.</p>
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