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	<title>Fotografia | Gangemi</title>
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	<title>Fotografia | Gangemi</title>
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		<title>I collettori lungotevere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:00:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine dell’Ottocento, una grandiosa opera di ingegneria sanitaria – nascosta e sconosciuta all’ampio pubblico – supporta la costruzione di Roma contemporanea: il sistema dei collettori lungotevere, anche noti come “grandi bassi”, a cui questo volume è dedicato. Una monumentale infrastruttura prevalentemente ipogea che – composta da 30 chilometri di condotti in galleria e numerosi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine dell’Ottocento, una grandiosa opera di ingegneria sanitaria – nascosta e sconosciuta all’ampio pubblico – supporta la costruzione di Roma contemporanea: il sistema dei collettori lungotevere, anche noti come “grandi bassi”, a cui questo volume è dedicato. Una monumentale infrastruttura prevalentemente ipogea che – composta da 30 chilometri di condotti in galleria e numerosi manufatti ausiliari, in cui albergano spettacolari dispositivi idraulicomeccanici – rivoluziona il funzionamento delle antiche cloache. Intercettando i condotti preesistenti, che scaricavano direttamente nel tratto urbano del fiume, e conducendone le acque a valle della città, i “grandi bassi” liberano il Tevere dalle “materie luride” e la città dagli “insalubri rigurgiti” che si manifestavano in caso di piena, rappresentando, ancora oggi, parte integrante delle difese idrauliche e dell’assetto sanitario di Roma Capitale. Il presente volume restituisce la memoria storica di tale straordinaria opera, riscoperta nell’ambito di un accordo istituzionale che riunisce il Dipartimento di Ingegneria Civile e Informatica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Archivio di Stato di Roma e l’Azienda Acea Ato 2, anche al fine di tratteggiare possibili scenari per la sua valorizzazione, culturale e materiale. La lettura si articola in tre sezioni: “le fonti”, dedicata ai documenti dell’Archivio dell’Ufficio speciale per il Tevere e l’Agro romano; “la storia”, focalizzata sulle vicende del progetto e della costruzione dei collettori, tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento; “l’attualità”, comprendente punti di vista sulle opere in esercizio e un approfondimento sulla Cloaca Massima, matrice del sistema fognario romano.</p>
<p>Vincenzo De Meo, già funzionario archivista dell’Archivio di Stato di Roma, è stato responsabile della succursale dell’Istituto, in via Galla Placidia, del fondo del Genio Civile di Roma e dei progetti per la valorizzazione dell’archivio dell’Ufficio speciale per il Tevere e l’Agro romano.</p>
<p>Ilaria Giannetti, architetto, dottore di ricerca in Ingegneria Civile, è professoressa associata di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.</p>
<p>Stefania Mornati, architetto, è professoressa ordinaria di Architettura Tecnica presso il<br />
Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.</p>
<p>Massimo Spizzirri, ingegnere sanitario-ambientale e dottore di ricerca nel trattamento delle acque reflue, già responsabile della Depurazione e delle Fognature di Acea Ato 2. Attualmente è dirigente presso Acea Acqua SPA, con competenze specialistiche nella gestione del ciclo idrico integrato, nella depurazione delle acque e nello sviluppo di infrastrutture e servizi ambientali.</p>
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		<title>Gli occhi non invecchiano</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gli-occhi-non-invecchiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:45:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume in preordine: prenota subito la tua copia "Tutti i segreti della fotografia" Compendio dell'opera fotografica di Lorenzo Dall'Olio. Oltre trecento illustrazioni raccontano visioni inedite di: Architettura Natura Paesaggio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Volume in preordine: prenota subito la tua copia</strong></h3>
<p><em>&#8220;Tutti i segreti della fotografia&#8221;</em></p>
<p>Compendio dell&#8217;opera fotografica di Lorenzo Dall&#8217;Olio.<br />
Oltre trecento illustrazioni raccontano visioni inedite di:</p>
<p><em>Architettura</em><br />
<em>Natura</em><br />
<em>Paesaggio</em></p>
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		<title>Fabiola Ferrero. Las grietas</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/fabiola-ferrero-las-grietas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Premio IILA-Fotografia è uno dei progetti di cooperazione culturale dell'IILA-Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, dedicato ai fotografi latinoamericani under 40, reso possibile grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (DGCS/MAECI) e alla collaborazione dei Paesi latinoamericani membri IILA. Nato nel 2008, il Premio rappresenta un'importante piattaforma di valorizzazione della fotografia ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Premio IILA-Fotografia è uno dei progetti di cooperazione culturale dell&#8217;IILA-Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, dedicato ai fotografi latinoamericani under 40, reso possibile grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (DGCS/MAECI) e alla collaborazione dei Paesi latinoamericani membri IILA. Nato nel 2008, il Premio rappresenta un&#8217;importante piattaforma di valorizzazione della fotografia emergente latinoamericana, contribuendo a rafforzare il dialogo interculturale e la collaborazione tra l&#8217;Italia e l&#8217;America Latina.<br />
In quest&#8217;ambito, l&#8217;IILA presenta l&#8217;esposizione personale della fotografa venezuelana Fabiola Ferrero, Las grietas. Sulle tracce di una fantasia. Attraverso l&#8217;immagine delle crepe (grietas), Ferrero articola una narrazione visiva intensa e stratificata che intreccia memoria collettiva, fragilità sociale, trasformazioni urbane e tensioni storiche, muovendosi attraverso quattro capitoli fondamentali del suo lavoro, fondendo progetti di maggior rilievo internazionale con la sua rielaborazione della realtà romana: Whispering Walls (2026); I Can&#8217;t Hear the Birds (2017-2024); Reinas (2025 – in corso); Contramonumento (2025).</p>
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		<title>Giuliopoli</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/giuliopoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo libro fotografico è molto più di una raccolta di immagini: è il racconto di una comunità che ha custodito la propria identità attraverso i volti, i gesti e i luoghi della vita quotidiana. Le fotografie restituiscono dignità alla memoria, trasformando i ricordi delle famiglie in un patrimonio condiviso. Tra le immagini emergono anche gli ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro fotografico è molto più di una raccolta di immagini: è il racconto di una comunità che ha custodito la propria identità attraverso i volti, i gesti e i luoghi della vita quotidiana. Le fotografie restituiscono dignità alla memoria, trasformando i ricordi delle famiglie in un patrimonio condiviso. Tra le immagini emergono anche gli chef di Giuliopoli, simbolo di una tradizione che ha saputo portare il nome del paese ben oltre i suoi confini, senza mai recidere il legame con le proprie radici.</p>
<p>(dal testo di Antonio Blasioli)</p>
<p>Alberta Maranzano, componente del direttivo della Pro Loco di Giuliopoli è referente per le attività culturali. Nata in Abruzzo ha vissuto a Giuliopoli fino all’età di dieci anni con la famiglia, poi trasferitasi a Roma.<br />
Laureata in Scienze Biologiche, ha insegnato Scienze dell’alimentazione presso l’Istituto Professionale di Stato per l’Alimentazione di Roma. Per molti anni è stata impegnata sui temi dell’ambiente e ha partecipato a iniziative per la tutela del territorio. Nel 2012 è tornata a vivere nella sua terra di origine. L’Associazione Pro Loco di Giuliopoli costituita il 9 settembre 1981 ha sede legale nel Comune di Rosello &#8211; frazione di Giuliopoli, piazza Vittorio Emanuele 15. Aderisce all’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia APS. Svolge la propria attività ai fini della promozione turistica e della valorizzazione delle realtà e delle potenzialità naturalistiche culturali, storiche e sociali del territorio. Presso la sede della Pro Loco di Giuliopoli è attivo un Punto FAI, che promuove e sostiene varie iniziative della Delegazione FAI di Lanciano e del FAI nazionale.</p>
<p>Sostenitori del progetto La fotografia come memoria collettiva di Giuliopoli Antonelli Tiziana, Bending Emma, Beneduce Fernando, Beneduce Gianacarlo e Giulia Sammarone, Beneduce Giulia, Beneduce Marina, Beneduce Rosaria, Buzzetti Fabrizio, Cimone Paola, Colaizzo Laura, Colaizzo Marco, D’Amico Maria Domenica, Di Croce Nicola e Antonella Gangemi, Di Menna Giuseppe e Marilena Nobis, Di Girolamo Emma-Nuela, Di Girolamo Francesca, Di Girolamo Mario, Di Girolamo Stefano, Di Tommaso Anna, Di Tommaso Sante, Francescelli Enzo, Francescelli Pasquale, Iannariello Antonella, Iannariello Loredana, La Penna Romano, Luciano Settimio, Manchisi Marco, Manchisi Marina, Maranzano Alberico, Maranzano Alberta, Maranzano Antonietta, Maranzano Daniele, Maranzano Eliodoro, Maranzano Eva, Maranzano Lisa, Maranzano Mario e Lucie D’Haeyer, Maranzano Nicoletta, Marcotullio Anna Pia, Marcotullio Massimo e Maria Vittoria Bellellli, Marcovecchio Michele, Margiotta Arturo, Margiotta Augusto, Margiotta Carmine, Margiotta Cecilia, Margiotta Fernanda, Margiotta Giuseppe, Margiotta Lino, Margiotta Mary, Margiotta Silvia, Martella Cristiana, Milone Adelina, Montalbò Pina, Motterlini Mauro e Daniela Di Girolamo, Motterlini Simone e Caterina Mariani, Palmieri Adalberto, Palmieri Angelo, Palmieri Gianluca, Palmieri Giulio e Vera Montalbò, Palmieri Mario, Palmieri Massimo, Palmieri Maurizio, Palmieri Rina, Palmieri Stefany, Panzirone Francesca, Pellegrini Enzo, Pellegrini Fiorella, Pellegrini Patrizio, Porcaro Alessandro, Roccheforti Maranzano Floriana, Sabatini Giulio e Mirella La Penna, Sabatini Giuseppe, Sammarone Angela, Sammarone Anna, Sammarone Claudio, Sammarone Cosimo, Sammarone Fabio e Alessia D’Angelo, Sammarone Lia, Sammarone Mario e Ghislaine Henry, Sammarone Massimo e Marisa Piovella, Sammarone Nadia, Stellin Lucia, Stellin Marta, Stucchi Luca, Tundo Marisa.</p>
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		<item>
		<title>Italians do it beautifully</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/italians-do-it-beautifullly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 06:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ogni viaggio corrisponde a un movimento interiore, un attraversamento dell’anima prima ancora che del territorio. Ogni luogo, dal borgo nascosto alla città d’arte, custodisce un modo diverso di abitare e di pensare la bellezza. Italians do it beautifully nasce da questo sguardo errante, da un percorso che attraversa il Paese senza una direzione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia ogni viaggio corrisponde a un movimento interiore, un attraversamento dell’anima prima ancora che del territorio.<br />
Ogni luogo, dal borgo nascosto alla città d’arte, custodisce un modo diverso di abitare e di pensare la bellezza. Italians do it beautifully nasce da questo sguardo errante, da un percorso che attraversa il Paese senza una direzione prestabilita, inseguendo storie, architetture, interni, giardini, visioni di vita. È un viaggio nomade, dove la creatività italiana si manifesta non come stile ma come attitudine, la capacità di armonizzare misura e desiderio, radici e visione.<br />
Nella nostra amata penisola l’abitare è sempre un racconto di continuità. Anche il progetto più innovativo nasce dal confronto con ciò che esiste, con una materia costruita nei secoli e un paesaggio che non ammette neutralità.<br />
Qui l’architettura si misura con vincoli, regole, tempi lunghi; ma è proprio dentro questa complessità che prende forma un modo unico di intendere lo spazio. Restaurare, trasformare, rielaborare significa interpretare, leggere, ascoltare. Ogni muro, ogni corte, ogni pavimento antico chiede di essere compreso prima ancora che modificato. Il progetto diventa così gesto di cura e conoscenza, un atto che tiene insieme passato e presente senza nostalgia, perché la modernità, per noi, non è mai cancellazione ma dialogo.<br />
Le dimore raccolte in questo volume — residenze e hotels — rivelano la stessa tensione, ovvero quel creare armonia senza rinunciare al carattere. Sono spazi che parlano di equilibrio e di emozione, dove la luce costruisce la forma e la materia restituisce verità. Ogni intervento racconta un’Italia diversa, quella che si rinnova con discrezione, che riconosce nella qualità dei dettagli e nell’intelligenza dei gesti il proprio linguaggio più autentico.<br />
A guidare questo percorso siamo noi, Gianni e Roberto, osservatori e interpreti di un Paese che continua a sorprendere per la sua capacità di reinventarsi. Le nostre parole e i nostri sguardi tracciano una geografia emotiva dell’abitare: da Nord a Sud, dalle città ai paesaggi rurali, raccontiamo il Bel Paese fatto di architetti, artigiani, artisti e committenti che condividono un’idea di armonia come misura umana e civile.<br />
Non esiste un unico modo di essere italiani, così come non esiste un’unica idea di bellezza. Vi è però un filo che unisce tutto, la capacità di trasformare la quotidianità in esperienza estetica, di dare valore al fare, di creare continuità tra mano e mente. È questo sguardo condiviso, consapevole e curioso che anima il nostro volume, un mosaico di luoghi e persone che restituiscono al verbo abitare il suo significato più profondo… Appartenere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italy every journey corresponds to an inner experience, a traversing of the soul before that of the territory. Every site, from a hidden hamlet to a city of art, preserves a different way of dwelling and of imagining beauty. Italians do it beautifully was inspired by this wandering gaze, by an itinerary that crisscrosses the country without a preset destination, chasing stories, architectures, interiors, gardens, and visions of life. It is a nomadic journey, one where Italian creativity is visible, not as a style but as an inclination, the ability to harmonize measure and desire, roots and vision.<br />
In our beloved peninsula, dwelling is always a story of continuity. Even the most innovative project starts by having to deal with what exists, with what has been built over the centuries, and with a landscape that banishes neutrality. In Italy architecture has to consider restrictions, regulations, and the long term; but it is this complexity that leads to our unique way of understanding space.<br />
Restoration, transformation and redevelopment involve interpretation, comprehension and listening. Every wall, every courtyard, every old floor asks to be understood before being modified. This is how a project becomes a gesture of care and knowledge, an act that combines past and present but without ceding to nostalgia, because for us Italians modernity is never erasure but dialogue.<br />
The buildings illustrated in this book – houses and hotels – reveal the same tension, in other words the creation of harmony without foregoing character. These spaces speak of balance and emotion, where light generates form and matter restores truth. Every project narrates a different Italy, an Italy that is discreetly renewed, that acknowledges its most authentic language as being hidden in the quality of the details and in intelligent gestures.<br />
We – Gianni and Roberto – are the ones taking you along this path; observers and interpreters of a country that continues to surprise us with the ability to reinvent itself. Our words and visions map out an emotional geography of dwelling. From North to South, from cities to rural landscapes, we will tell you the tale of the Bel Paese, of architects, craftsmen, artists and clients who share the same idea of harmony, considered as a human and civil order.<br />
There is no one way of being Italian; likewise, there is no one concept of beauty. There is, however, a thin red line uniting everything: the ability to transform an everyday routine into an aesthetic experience; to consider making and creating as something important; to generate continuity between hand and mind. This book was inspired by this shared, informed and curious gaze: a mosaic of places and people who have bestowed on the verb dwelling a much deeper meaning… Belonging.</p>
<p>Gianni Franchellucci and Roberto Begnini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong><br />
<a href="https://voyagehouston.com/interview/conversations-with-gianni-franchellucci">Voyage Houston 3/12/2025 Conversations with Gianni Franchellucci</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Migrazioni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/migrazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 15:20:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Premio IILA-Fotografia è uno dei progetti di cooperazione culturale dell’IILA-Organizzazione internazionale italo-latino americana, dedicato ai fotografi latinoamericani under 40, reso possibile grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano (DGCS/MAECI) e alla collaborazione dei Paesi latinoamericani membri IILA. Nato nel 2008, il Premio rappresenta un’importante piattaforma di valorizzazione della ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Premio IILA-Fotografia è uno dei progetti di cooperazione culturale dell’IILA-Organizzazione internazionale italo-latino americana, dedicato ai fotografi latinoamericani under 40, reso possibile grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano (DGCS/MAECI) e alla collaborazione dei Paesi latinoamericani membri IILA. Nato nel 2008, il Premio rappresenta un’importante piattaforma di valorizzazione della fotografia emergente latinoamericana, contribuendo a rafforzare il dialogo interculturale e la collaborazione tra l’Italia e l’America Latina. Il tema scelto per questa edizione – Migrazioni – affronta un fenomeno universale e complesso, che attraversa epoche, geografie, identità, che qui viene declinato attraverso diverse narrazioni visive. In mostra i lavori di Fabiola Ferrero (Repubblica Bolivariana del Venezuela), vincitrice di questa sedicesima edizione del premio; Karolainne Rosero (Colombia) e Alfredo Zúniga (Nicaragua), menzioni d’onore; Andrés Pérez (Repubblica Bolivariana del Venezuela), vincitore della precedente edizione; e – con l’intento di rafforzare il fecondo dialogo fra fotografia latinoamericana e fotografia italiana – Giovanni De Angelis.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.2duerighe.com/cultura/189296-martedi-30-settembre-2025-ore-1800-inaugurazione-museo-di-roma-in-trastevere.html">2duerighe &#8211; 22/09/2025 &#8211; Martedì 30 settembre 2025, ore 18:00: inaugurazione Museo di Roma in Trastevere</a></li>
<li><a href="https://www.ilmessaggero.it/roma/eventi/migrazioni_mostra_roma_la_fotografia_latinoamericana_racconta_storie_di_viaggio_radici-9096639.html">Il Messaggero &#8211; 29/09/2025 &#8211; &#8220;Migrazioni in mostra a Roma: la fotografia latinoamericana racconta storie di viaggio e radici”</a></li>
<li><a href="https://insideart.eu/2025/09/30/premio-iila-fotografia-a-roma-lo-sguardo-latinoamericano-sulle-migrazioni/">Insideart.eu &#8211; 30/09/2025 &#8211; Premio IILA-Fotografia, a Roma lo sguardo latinoamericano sulle migrazioni </a></li>
<li><a href="https://agrpress.it/premio-iila-fotografia-2025-fabiola-ferrero-vince-la-xvi-edizione-con-buscando-los-olivos/">Agrpress.it &#8211; 01/10/2025 &#8211; Premio IILA-Fotografia 2025: Fabiola Ferrero vince la XVI edizione con “Buscando los olivos”</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Le chiese dimenticate della Corsica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-chiese-dimenticate-della-corsica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 07:40:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’architettura cristiana nei luoghi sacri più remoti della Corsica raccontata da Riccardo Budini tramite la fotografia. Questo è un viaggio attraverso strade tortuose ed antichi sentieri alla ricerca della bellezza nella bellezza: monumenti realizzati da esperti maestri dell’architettura romanica, rinascimentale e barocca in un territorio fatto di fitti boschi, coste panoramiche e verdi rilievi montuosi ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-chiese-dimenticate-della-corsica/">Le chiese dimenticate della Corsica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’architettura cristiana nei luoghi sacri più remoti della Corsica raccontata da Riccardo Budini tramite la fotografia. Questo è un viaggio attraverso strade tortuose ed antichi sentieri alla ricerca della bellezza nella bellezza: monumenti realizzati da esperti maestri dell’architettura romanica, rinascimentale e barocca in un territorio fatto di fitti boschi, coste panoramiche e verdi rilievi montuosi rimasti nei secoli pressoché inalterati. La documentazione fotografica è stata raccolta e selezionata durante una serie di oltre 50 attente esplorazioni dell’isola nell’arco di cinque anni. Le oltre 190 fotografie in bianco e nero sono il risultato della paziente ricerca, in ogni sito, della migliore luce possibile. Gli scatti sono accompagnati da una sintetica analisi formale, morfologica ed ambientale dei monumenti. Questo libro è anche un’importante memoria visiva sullo stato di fatto degli edifici in rovina. Ci racconta in molte sue parti una straordinaria metonimia dove la casa del dio cristiano costruita dagli uomini ed in seguito abbandonata, incontra e si fonde con la natura, che è essa stessa espressione della creazione. Una figura retorica visuale fugace ed in continua evoluzione ma destinata a consumarsi fino al totale oblio del manufatto in favore della natura fintanto che non venga fissata con una fotografia o che l’edificio non venga sottoposto ad un restauro preventivo che ne freni il degrado.</p>
<p>L’architecture chrétienne dans les lieux sacrés les plus reculés de la Corse, racontée par Riccardo Budini à travers la photographie. C’est un voyage à travers des routes sinueuses et d’anciens sentiers, à la recherche de la beauté dans la beauté: des monuments réalisés par des maîtres chevronnés de l’architecture romane, de la Renaissance et du baroque, au cœur d’un territoire composé de forêts denses, de côtes panoramiques et de collines verdoyantes, restés pratiquement inchangés au fil des siècles. La documentation photographique a été patiemment recueillie et soigneusement sélectionnée au cours de plus d’une cinquantaine d’explorations minutieuses de l’île, réparties sur cinq années. Les plus de 190 photographies en noir et blanc sont le fruit d’une patiente recherche, sur chaque site, de la meilleure lumière possible.<br />
Les clichés sont accompagnées d’une analyse synthétique, à la fois formelle, morphologique et environnementale, des monuments. Ce livre constitue également une précieuse mémoire visuelle de l’état actuel des édifices en ruine. Il nous raconte, à travers nombre de ses pages, une extraordinaire métonymie, où la maison du dieu chrétien, construite par les hommes, puis abandonnée, rencontre et se fond dans la nature, elle-même expression de la création. Une figure rhétorique visuelle, fugace et en perpétuelle évolution, vouée à s’effacer jusqu’à l’oubli total de l’ouvrage, au profit de la nature, à moins qu’elle ne soit figée par une photographie, ou que l’édifice ne fasse l’objet d’une restauration préventive capable d’en freiner la dégradation.</p>
<p>RICCARDO BUDINI si è laureato con lode in architettura ed ha lavorato come architetto prima di dedicarsi alla fotografia a tempo pieno. È stato finalista ai Sony World Photography Awards (World Photography Organisation) a Londra nel 2012 ed ha esposto le sue foto a Roma, Venezia e New York. Ha lavorato su commissione per compagnie private ed enti culturali governativi come ministeri, università e musei europei e statunitensi. Riccardo è autore del libro Undiagnosed / Senza diagnosi ed è attualmente impegnato nel completamento di altri tre libri: Lebanon, 30 years of reconstruction, una documentazione fotografica della ricostruzione postbellica del Libano; Spiritus Terrae, il respiro della terra, un progetto fotografico sugli alberi e sulle foreste; Nella Foresta Segreta, un saggio sull’eremitaggio e la vita nei boschi.</p>
<p>RICCARDO BUDINI est diplômé en architecture avec mention très bien et a exercé en tant qu’architecte avant de se consacrer entièrement à la photographie. Finaliste des Sony World Photography Awards (World Photography Organisation) à Londres en 2012, il a exposé ses œuvres à Rome, Venise et New York. Il a travaillé sur commande pour des entreprises privées ainsi que pour des institutions culturelles publiques telles que des ministères, des universités et des musées européens et américains. Riccardo est l’auteur du livre Undiagnosed / Senza diagnosi, et travaille actuellement à la finalisation de trois autres ouvrages: Lebanon, 30 Years of Reconstruction, une documentation photographique de la reconstruction post-conflit au Liban; Spiritus Terrae, il respiro della terra, un projet photographique consacré aux arbres et aux forêts; Nella Foresta Segreta, un essai sur l’érémitisme et la vie dans les bois.</p>
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		<title>I muraglioni del Tevere urbano</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-muraglioni-del-tevere-urbano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 14:38:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La piena del Tevere del 28 dicembre 1870 segna un punto di svolta per affrontare radicalmente il problema della difesa idraulica del centro di Roma, “imbrigliando” il fiume. Il tracciato dei nuovi argini – nella forma degli “insommergibili” muraglioni verticali immaginati da Canevari e ridefiniti da numerosi attori – regolarizza l’alveo fluviale, inserendo nel tessuto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La piena del Tevere del 28 dicembre 1870 segna un punto di svolta per affrontare radicalmente il problema della difesa idraulica del centro di Roma, “imbrigliando” il fiume. Il tracciato dei nuovi argini – nella forma degli “insommergibili” muraglioni verticali immaginati da Canevari e ridefiniti da numerosi attori – regolarizza l’alveo fluviale, inserendo nel tessuto edilizio una sinuosa e iconica “scultura” a scala urbana. Il lungo cantiere che, dal 1876 alla seconda metà del Novecento, affianca, non senza difficoltà, la vita della città, offre una rappresentazione dei trovati dell’ingegneria costituendo, al contempo, una costante minaccia per i fabbricati e i monumenti che interferiscono con i lavori.<br />
Il volume raccoglie testi che, attraverso sondaggi puntuali sulla documentazione di archivio e sulla bibliografia dell’epoca, commentati da un ricco apparato iconografico, restituiscono la storia, i progetti e la costruzione dei muraglioni. Gli studi presentati sono l’esito di un lavoro collettivo e multidisciplinare condotto da ricercatori e archivisti nell’ambito di collaborazioni di ricerca tra l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Archivio di Stato di Roma e l’Archivio Storico Capitolino, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio documentale, la cui conoscenza è ormai imprescindibile anche per la tutela di questa monumentale infrastruttura del Tevere urbano.</p>
<p>Maria Grazia D’Amelio, architetto, è professore ordinario di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa ‘Mario Lucertini’. I suoi studi sono rivolti all’architettura e alla città nel Rinascimento e nel Barocco e all’architettura del primo Novecento in Italia, segnatamente alle inestricabili relazioni tra committente e architetto, progetto e costruzione.</p>
<p>Ilaria Giannetti, architetto, è professore associato di Architettura Tecnica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica. La sua attività di ricerca si concentra sulla storia della costruzione e dell’ingegneria, con riferimento all’evoluzione delle tecniche costruttive nel cantiere italiano, e sulla tutela e valorizzazione del patrimonio costruito.</p>
<p>Stefania Mornati, architetto, è professore ordinario di Architettura Tecnica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica. La sua attività di ricerca è volta allo studio della costruzione italiana moderna e contemporanea con particolare attenzione alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell’architettura moderna.</p>
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		<title>Nicola Delfino. Sguardi d’autore</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/nicola-delfino-sguardi-dautore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 10:27:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nicola Delfino è nato a Pellaro (R.C.) il 29 ottobre 1919. La famiglia lo aveva destinato alla carriera religiosa ma dopo qualche anno nel seminario di Reggio Calabria capì che non era portato per quella vita e continuò gli studi nel liceo della città, laureandosi, poi, in veterinaria. Un’esperienza che lo segnò molto fu la ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nicola Delfino è nato a Pellaro (R.C.) il 29 ottobre 1919. La famiglia lo aveva destinato alla carriera religiosa ma dopo qualche anno nel seminario di Reggio Calabria capì che non era portato per quella vita e continuò gli studi nel liceo della città, laureandosi, poi, in veterinaria. Un’esperienza che lo segnò molto fu la guerra, durante la quale partecipò alla campagna di Russia. Nel 1951 fu veterinario ad Africo Vecchio, un paesino nel cuore dell’Aspromonte, dove conobbe Adelinda Colombini, quella che poi sarebbe diventata sua moglie. Fu veterinario a San Luca per diversi anni. Dopo un periodo a Pellaro e la nascita di tre figli fece una breve esperienza di lavoro in Malawi, dal quale restò affascinato tanto che soleva dire che il mal d’Africa è una malattia reale. Vinse, quindi, il concorso come veterinario comunale a Gerace dove divenne per tutti “u veterinariu” e dove visse fino alla morte avvenuta il 31 dicembre 1985. La fotografia era una delle sue passioni. Nei suoi giri di lavoro per le campagne e i paesi della Locride, con in spalla la sua fedele macchina fotografica, non mancava mai di immortalare facce o paesaggi che lo colpivano. La sua sensibilità al bello lo portò pure a cimentarsi nella pittura con paesaggi e ritratti.</p>
<p>Orsola Laura Delfino è nata a Reggio Calabria il 23 gennaio 1954. Si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Messina. Ha lavorato per 14 anni al Museo Nazionale di Reggio Calabria e per 18 anni al Museo e Parco Archeologico di Locri. Negli anni 2019 e 2020 è stata direttrice del Museo e Parco Archeologico Archeoderi di Bova Marina. Insieme a Rossella Agostino, direttrice del Museo di Locri, ha ideato e scritto i testi del progetto “Il museo dei ragazzi” e della guida didattica dello stesso sito archeologico “La città dell’arcobaleno”. Ha scritto, con Rossella Agostino e Antonella Ursino, “ Cibo e tradizione, Il gusto che ci lega agli antenati locresi” e ha collaborato con la rivista “Il Calabrone”. Ha preso in consegna l’archivio fotografico del padre e, studiandolo attentamente, ha raggiunto la consapevolezza che quella documentazione doveva essere valorizzata e conosciuta.</p>
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		<title>Frascati e le Ville Tuscolane nel Novecento nelle fotografie dell’Istituto Luce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sorpresa e l’emozione nell’aprire la pagina del sito web dell’Archivio Storico Luce sono state suscitate dallo scoprire le migliaia di documenti ivi presenti a testimonianza visiva delle vicende successe nello scorso secolo in Italia e nel mondo. Un gruppo importante di testimonianze fotografiche presenti nell’Archivio Luce è dedicato alle vicende e ai suoi protagonisti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sorpresa e l’emozione nell’aprire la pagina del sito web dell’Archivio Storico Luce sono state suscitate dallo scoprire le migliaia di documenti ivi presenti a testimonianza visiva delle vicende successe nello scorso secolo in Italia e nel mondo. Un gruppo importante di testimonianze fotografiche presenti nell’Archivio Luce è dedicato alle vicende e ai suoi protagonisti accaduti negli anni del Novecento nella città di Frascati, nelle sue Ville e nel sito archeologico di Tuscolo. I protagonisti sono ripresi durante l’inaugurazione dell’Istituto Internazionale per la Cinematografia Educativa, nelle visite alle Ville Tuscolane, durante le manifestazioni del Carnevale e del Campionato Mondiale di Ciclismo, negli incontri al centro di ricerca del Sincrotrone e in importanti fatti di cronaca avvenuti a Frascati. Alessandro Badiale è legato alla sua città natale, su cui ha tradotto il diario di viaggio dell’Ottocento di Ellis Cornelia Knight. Ha poi scritto su Baldomer Gili Roig, fotografo spagnolo che narra con le sue immagini le vicende dei primi anni del Novecento a Frascati e a Roma, e sul documentario svedese degli anni Sessanta, in cui si racconta della città attraverso le attività della famiglia Cristofanelli. Cecilia Sofia Badiale, giovane architetta, ha coadiuvato con le sue abilità la stesura della nuova opera che racconta la storia di Frascati, delle sue Ville e di Tuscolo svoltasi lungo il secolo scorso attraverso le vicende e le immagini custodite nell’Archivio Storico dell’Istituto Luce. Gli autori sperano che le memorie esposte con i fatti nel libro siano di stimolo per tutti i lettori a visitare i luoghi dove sono accaduti e a riviverne le vicende.</p>
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