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	<title>Open Access Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Open Access Archivi | Gangemi</title>
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	<item>
		<title>Contributi per gli Archivi del Disegno di Architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/contributi-per-gli-archivi-del-disegno-di-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Nell’evoluzione dei processi elaborativo-conoscitivi dei cosiddetti “Archivi del Disegno di Architettura”, oltre agli elaborati grafici (nelle loro diverse declinazioni tematiche) e agli altri documenti “materiali” che li accompagnano – corrispondenze e diari di progetto, relazioni tecniche, fotografie, plastici, ecc. – è importante riconosce il valore crescente nelle pratiche ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</strong></h3>
<p>Nell’evoluzione dei processi elaborativo-conoscitivi dei cosiddetti “Archivi del Disegno di Architettura”, oltre agli elaborati grafici (nelle loro diverse declinazioni tematiche) e agli altri documenti “materiali” che li accompagnano – corrispondenze e diari di progetto, relazioni tecniche, fotografie, plastici, ecc. – è importante riconosce il valore crescente nelle pratiche archivistiche più avanzate di tutte quelle informazioni ulteriori che possono ampliare il processo conoscitivo.<br />
Ad esempio, nell’ambito del cosiddetto patrimonio immateriale, è importante contestualizzare i dati dell’archivio dei disegni – testimonianze fondative di ogni raccolta archivistica – con i loro riferimenti culturali e visivi, con le varie testimonianze, con le biografie degli autori, ecc.<br />
Tra questi documenti, un ruolo di particolare valore è svolto dal tema delle “interviste ai protagonisti”, fonti orali del patrimonio immateriale, fondamentali testimonianze per la costruzione degli archivi del disegno di architettura, esempio che costituisce l’oggetto specifico di questo volume, elaborato dallo scrivente all’interno di una più ampia ricerca oggetto del PRIN (2025-2027) PAD-Arch., dal titolo Piattaforma per gli Archivi Digitali del Disegno di Architettura: esperienze, processi e sostenibilità.<br />
I vari temi compresi nell’atto conoscitivo dell’intervista ai protagonisti possono svolgere un ruolo fondamentale di integrazione e ampliamento del patrimonio documentario archiviato, approfondendo più dimensioni interpretative e testimoniali dei documenti, restituendo parti del contesto culturale, intellettuale e operativo in cui i disegni sono stati concepiti.<br />
In altre parole, il disegno archiviato e descritto non esaurisce tutto il potenziale comunicativo e documentale del bene conservato, che anche attraverso il contributo delle fonti orali offerte dalle interviste può ampliare le conoscenze di molti altri caratteri della rappresentazione grafica, tramandando memorie e narrazioni soggettive, trasmettendo caratteri non sempre palesi o oggettivi, come le interpretazioni e le intenzioni personali, i processi decisionali vissuti, le pratiche progettuali e il metodi di lavoro utilizzato, il contesto culturale e teorico dei tempi in cui è stato elaborato, ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<title>Città invisibili tra memoria e rappresentazione (XVI-XIX secolo)</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/citta-invisibili-tra-memoria-e-rappresentazione-xvi-xix-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Antico/Futuro diretta da Claudio Varagnoli n.24 Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Adottando una prospettiva multidisciplinare che intreccia storia della scienza, dell’arte e dell’architettura, il volume indaga come, tra XVI e XIX secolo, storici, artisti, scienziati e viaggiatori abbiano osservato, rappresentato e talvolta reinventato città e paesaggi perduti. Dai territori del Regno di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Collana Antico/Futuro diretta da Claudio Varagnoli n.24</strong></p>
<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Adottando una prospettiva multidisciplinare che intreccia storia della scienza, dell’arte e dell’architettura, il volume indaga come, tra XVI e XIX secolo, storici, artisti, scienziati e viaggiatori abbiano osservato, rappresentato e talvolta reinventato città e paesaggi perduti. Dai territori del Regno di Napoli al Vicino Oriente e al Nuovo Mondo, i saggi mostrano come la presenza o l’assenza di testimonianze materiali abbia alimentato un ricco immaginario, in cui il viaggio diventa indagine, l’arte strumento di conoscenza e la scienza forma di narrazione. Il volume propone un duplice approccio: da un lato la ricostruzione storico-scientifica, dall’altro l’analisi delle modalità di rappresentazione e diffusione del sapere. La città perduta emerge così come categoria culturale e spazio mentale, in cui memoria, immaginazione e ricerca si intrecciano.</p>
<p>Through a multidisciplinary lens, encompassing the history of science, art, and architecture, the volume explores how, between the 16th and 19th centuries, historians, artists, scientists, and travellers observed, depicted, and at times reinvented lost cities and landscapes. From the Kingdom of Naples to the Near East and the New World, the essays reveal how the presence &#8211; or absence &#8211; of material evidence shaped a rich imagination, where travel becomes inquiry, art a tool of knowledge, and science a narrative device. The book offers a dual approach: on one hand, historical and scientific reconstruction; on the other, a reflection on modes of representation and knowledge transmission. Lost cities thus emerge as cultural constructs and mental spaces where memory, imagination, and investigation converge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testi di / Texts by:<br />
Arianna Campiani, Stefania Castellana, Lorenzo Gatta, Diletta Haberl, Domenico Laurenza, Milena Viceconte, Lorenzo Vigotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<item>
		<title>Nella stanza vuota</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/nella-stanza-vuota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, si rivelano strumenti ermeneutici di straordinaria efficacia: esse restituiscono l’orditura architettonica degli ambienti, la qualità degli arredi, la disposizione dei libri e quell’universo di dettagli, ormai perduti, che raramente le sole fonti scritte consentono di afferrare.<br />
Esemplare, in tal senso, è il caso della biblioteca di Federico da Montefeltro, concepita quale ambizioso e consapevole progetto politico-culturale volto alla promozione della sapienza e della spiritualità. Di quella raccolta mirabile, costituita in pochi anni secondo un disegno di compiuta universalità, successivamente confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a Urbino resta soltanto una stanza vuota, che nemmeno l’immaginazione riesce a colmare.<br />
Proprio questa stanza diventa il focus del presente studio che, attraverso un serrato dialogo tra testimonianze scritte, fonti visive e tracce materiali, propone una ricostruzione della facies originale della famosa Libraria urbinate, ricomponendo l’unità perduta tra contenitore e contenuto, tra forma e sostanza, che è l’essenza di ogni biblioteca.</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI è professoressa associata di storia dell’arte medievale nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Urbino. La sua attività scientifica si caratterizza per un’attenzione particolare al rapporto tra fonti documentarie, patrimonio materiale, ricostruzione storica e visualizzazione scientifica attraverso gli strumenti digitali. Fra i suoi lavori di più ampio respiro, si ricordano: l’edizione dei documenti di archivio sulla scultura e l’arredo in legno fra Marche e Umbria, con la quale ha ricevuto una menzione d’onore al ‘Premio Salimbeni per la storia e la critica d’arte’; il catalogo delle sculture lignee del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, frutto di una ricerca finanziata dalla Getty Foundation di Los Angeles; la curatela del numero monografico della rivista ‘Opus incertum’ dedicato al tema del bianco in architettura; lo studio finalizzato alla ricostruzione virtuale del ciclo di affreschi del monastero delle Palazze a Spoleto, staccato e oggi conservato in frammenti in vari musei, come il Fogg Art Museum di Harvard a Cambridge e il Museum of Fine Arts di Boston; il volume sui calendari monumentali, scritto con Manuel Castiñeiras della Universitat Autònoma de Barcelona; la prima monografia sulla chiesa nazionale dei Senesi nella centralissima via Giulia a Roma; la curatela, insieme a Tommaso di Carpegna Falconieri e Antonio Corsaro, degli atti del convegno internazionale Federico da Montefeltro nel terzo millennio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell’arte</em><br />
1. Gli affreschi delle Palazze. Una storia tra Umbria e America / The Palazze Frescoes. A Tale between Umbria and America<br />
2. Medievalismi italiani (secoli XIX-XXI)<br />
3. Il tempo sulla pietra. La raffigurazione dei mesi nella scultura medievale<br />
4. Lost and Found. Ricostruire ciò che è andato distrutto, recuperare ciò che è andato disperso<br />
5. Nella stanza vuota. La perduta biblioteca di Urbino com’era, dov’era</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<item>
		<title>Stati generali del patrimonio industriale 2026</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/stati-generali-del-patrimonio-industriale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:08:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente I Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e sono volti a rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale. Nel promuovere l’iniziativa quadriennale, una sorta ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>I Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale proseguono il percorso avviato a partire dal 2018 e sono volti a rappresentare in modo organico le realtà patrimoniali – tecniche, economiche, culturali e sociali – legate alla produzione e al lavoro sull’intero territorio nazionale. Nel promuovere l’iniziativa quadriennale, una sorta di “Olimpiade dell’archeologia industriale”, AIPAI intende permettere di tracciare un bilancio degli studi e delle esperienze maturati e di delineare strategie e visioni per il futuro, favorendo il confronto tra studiosi, operatori, istituzioni e comunità locali. Il patrimonio industriale comprende le testimonianze materiali e immateriali della civiltà del lavoro e risponde a istanze conoscitive e tensioni progettuali che coinvolgono non solo la ricerca accademica, ma anche le comunità e il mondo produttivo, in relazione alle sfide culturali, socio-economiche e ambientali contemporanee. Il suo riconoscimento è il risultato di processi complessi, rilevanti per l’evoluzione delle città e dei paesaggi industriali e post-industriali. In tale prospettiva, il confronto periodico consente di approfondire significati e valori dell’eredità industriale secondo gli approcci consolidati dell’archeologia industriale. Il congresso è articolato in dieci aree tematiche e ha previsto la presentazione di contributi singoli, sessioni specifiche e attività di formazione dottorale, oltre a visite e performance. Un dovuto ringraziamento al Politenico di Bari, all’Università della Basilicata e al CNR ISPC di Lecce, insieme ai partner e agli sponsor, per aver ospitato e supportato l’organizzazione dell’iniziativa. Tanto più importante la localizzazione nei prestigiosi centri di ricerca del “Levante di Italia” che permette anche la realizzazione di uno speciale panel dedicato alla costruzione di una rete patrimoniale industriale dell’area mediterranea promossa da AIPAI in collaborazione con TICCIH.</p>
<p>The Third Estates General of Industrial Heritage continues the process begun in 2018 and aims to provide a comprehensive representation of the heritage and social realities linked to the memories of production and labour throughout the country. In promoting this four-year initiative, a sort of “Olympics of industrial archaeology”, AIPAI intends to take stock of the experiences gained and outline strategies and visions for the future, encouraging dialogue between scholars, operators, institutions and local communities. Industrial heritage includes the tangible and intangible evidence of the recent past of working civilisation and responds to cognitive demands that involve not only academic research but also communities and the productive world, in relation to contemporary cultural, socio-economic and environmental challenges. Its recognition is the result of complex processes that are relevant to the evolution of cities and industrial and post-industrial landscapes. In this perspective, periodic discussion allows for a deeper understanding of the values of industrial heritage according to established approaches in industrial archaeology. The conference was divided into ten thematic areas and includes individual presentations, thematic sessions and doctoral training activities, as well as visits and performaces. We would like to express our gratitude to the Polytechnic University of Bari, the University of Basilicata and the CNR ISPC in Lecce, together with our partners and sponsors, for hosting and supporting the organisation of the initiative. The location in the prestigious research centres of “Eastern Italy” is all the more important, as it also allows for the creation of a special panel dedicated to the construction of an industrial heritage network in the Mediterranean area promoted by AIPAI in collaboration with TICCIH.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<item>
		<title>Pianificazione sostenibile e consumo di suolo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/pianificazione-sostenibile-e-consumo-di-suolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:55:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Il presente report illustra le attività svolte dall’Unità Operativa dell’Università dell’Aquila nell’ambito del progetto GeoSciencesIR, infrastruttura di ricerca nazionale finalizzata al rafforzamento della conoscenza territoriale e geologica a supporto delle politiche pubbliche. Il lavoro si inserisce nel contesto delle strategie europee e nazionali per la sostenibilità, il contenimento ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Il presente report illustra le attività svolte dall’Unità Operativa dell’Università dell’Aquila nell’ambito del progetto GeoSciencesIR, infrastruttura di ricerca nazionale finalizzata al rafforzamento della conoscenza territoriale e geologica a supporto delle politiche pubbliche. Il lavoro si inserisce nel contesto delle strategie europee e nazionali per la sostenibilità, il contenimento del consumo di suolo e il miglioramento della qualità dei processi di pianificazione territoriale.<br />
Il documento descrive lo sviluppo di un sistema informativo integrato e di un toolkit operativo progettati per supportare regioni, province e comuni nell’analisi delle trasformazioni territoriali e nella valutazione delle dinamiche socio-economiche, ambientali e insediative. Attraverso la standardizzazione e l’integrazione di basi dati ufficiali, rese interoperabili secondo le direttive INSPIRE, la piattaforma consente letture multiscalari e confrontabili nel tempo, superando le criticità legate alla frammentazione normativa e amministrativa.<br />
Particolare attenzione è dedicata al tema del consumo di suolo e alle difficoltà di monitoraggio derivanti dall’eterogeneità del quadro legislativo regionale e dalla struttura insediativa dispersa che caratterizza ampie porzioni del territorio nazionale. Il report presenta la costruzione di 46 indicatori tematici e la selezione di sette indicatori chiave, concepiti come base metodologica per la definizione di un indicatore composito finalizzato all’individuazione<br />
delle aree più vulnerabili e alla valutazione della coerenza delle trasformazioni territoriali rispetto agli obiettivi di piano.<br />
Nel suo insieme, il toolkit si configura come uno strumento di supporto alle decisioni e di governance territoriale, orientato alla trasparenza, alla verificabilità dei dati e al rafforzamento della capacità amministrativa degli enti locali, contribuendo a processi di pianificazione più informati, coerenti e orientati alla sostenibilità e alla resilienza territoriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Layers of knowledge</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/layers-of-knowledge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 09:38:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente The activities collected in this volume are developed within the framework of the research programme PNRRPE5 – CHANGES, Extended Partnership 5, and specifically within Spoke 8 – Sustainability and Resilience of Tangible Cultural Heritage, funded by the Italian National Recovery and Resilience Plan (PNRR). Spoke 8 addresses the ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>The activities collected in this volume are developed within the framework of the research programme PNRRPE5 – CHANGES, Extended Partnership 5, and specifically within Spoke 8 – Sustainability and Resilience of Tangible Cultural Heritage, funded by the Italian National Recovery and Resilience Plan (PNRR). Spoke 8 addresses the challenges of Tangible Cultural Heritage (TCH) through an integrated research model that combines technological innovation, scientific methodologies, and humanistic approaches. Its main objectives include the development of digital infrastructures for inventories and cadastral systems to support multiple knowledge pathways and maximise accessibility; evidence-based evaluation workflows to identify the relevance, value, and cultural potential of sites, areas, and territories; and tailored strategies for inclusive and participatory management, fostering sustainability, resilience, and community engagement. Within this research framework, the Study Days, called Layers of Knowledge: Space, Time and Meaning, were held on 1–2 December in Venosa (PZ) at the museum venue of the Archaeological Park, marking the conclusion of a three-year research path. The initiative was synergistically organised by the Thematic Lines 1 and 2 and, while presenting their respective outcomes, it aimed at displaying their strong complementary perspectives.<br />
According to this approach, the event brought together all the Spoke partners and the projects funded through the cascade calls, providing a comprehensive overview of the results achieved, the interactions among research strands, and future perspectives. The Study Days were structured into thematic sessions focused on the core methodological pillars of Spoke 8, including georeferencing strategies, the analysis of temporal stratification, and the semantic integration of heterogeneous data through advanced platforms for querying, interpretation, and dissemination.<br />
Contributions from partners and cascade call projects demonstrated the richness and coherence of the research activities, highlighting how different lines of investigation operated within a shared conceptual and operational framework.<br />
Two case studies were central to the event: the Complex of the Santissima Trinità in Venosa and the Cathedral of Acerenza. Exhibitions and guided visits at both sites enabled direct comparison of 3D documentation campaigns and architectural analyses conducted during the project, fostering dialogue with other research lines and providing historical and architectural perspectives that effectively integrated the digital tools and methodologies developed within Spoke 8.<br />
The Study Days also represented an important dissemination opportunity, encouraging the sharing of results and dialogue among partners, researchers, professionals, and cascade call teams. The collaborative atmosphere and continuous interdisciplinary exchange confirmed the strength of the network established over the three years and its potential to generate new shared research trajectories. The initiative concluded the Spoke 8 research path with a positive assessment, highlighting both the quality of the results and the maturity of the collaborations.</p>
<p>This volume collects the pre-acts of the Venosa Study Days, reflecting the thematic organisation of the event and the structure of the research programme. Section I, dedicated to PNRR partner projects, is articulated into three parts: Archaeology and Historical Landscapes; Cultural Heritage, Communities and Value Creation; and Digital Methods and Information Systems for Heritage Knowledge. Section II presents the projects funded through cascade calls and focuses on Innovation, Governance and Intelligent Systems for Cultural Heritage, showcasing experimental approaches, applied research, and innovative models that expand the research framework of Spoke 8.<br />
Taken together, the contributions in this volume demonstrate how archaeological and architectural studies, community engagement, governance models, and advanced digital methods converge into an integrated framework for the sustainable, resilient, and shared knowledge of tangible cultural heritage.</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La prefabbricazione leggera in Calabria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-prefabbricazione-leggera-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 14:49:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Gli sviluppi dell’industrializzazione edilizia in Italia, e della prefabbricazione leggera in particolare, sono stati finora indagati soprattutto con riferimento alle aree del Paese più avanzate, mentre sono meno considerate le vicende di realtà minori, tra cui quella calabrese, nelle quali derivazioni della sperimentazione nazionale hanno preso forma grazie ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Gli sviluppi dell’industrializzazione edilizia in Italia, e della prefabbricazione leggera in particolare, sono stati finora indagati soprattutto con riferimento alle aree del Paese più avanzate, mentre sono meno considerate le vicende di realtà minori, tra cui quella calabrese, nelle quali derivazioni della sperimentazione nazionale hanno preso forma grazie ai programmi statali per l’edilizia scolastica e postale, e in forza di grandi opere pubbliche.<br />
Questo volume propone un percorso di lettura della produzione, maturata in Calabria tra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento, contraddistinta dall’introduzione di componenti a matrice industrializzata in un apparecchio costruttivo incentrato su scheletri cementizi gettati in opera, e da alcuni episodi di prefabbricazione leggera propriamente detta, il cui valore spicca nel contesto ordinario della regione.</p>
<p>Le tracce della fragile industrializzazione edilizia che interessa la Calabria sono ricomposte in una prima lettura di sintesi che individua i temi del ragionamento prevalenti nello scenario regionale (prefabbricazione di stato, facciate industrializzate, microindustrializzazione). Un secondo contributo presenta la metodologia di analisi che integra nel percorso di conoscenza degli edifici il Building Information Modeling. Sono poi approfonditi tre episodi che campeggiano nella produzione regionale: l’aerostazione di Lamezia Terme-Sant’Eufemia, il campus dell’Università della Calabria a Rende, la scuola Tajani a Cutro.</p>
<p><em>Laura Greco</em>, è professoressa associata di Architettura tecnica nel Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria. I suoi studi riguardano le tecniche costruttive nel Novecento in Italia, con riferimento al rapporto tra architettura e costruzione nel patrimonio nazionale.</p>
<p><em>Francesco Spada</em>, dottore di ricerca, collabora all’attività scientifica e didattica del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria. I suoi studi riguardano l’evoluzione delle tecniche costruttive in Italia nel Novecento, con<br />
riferimento agli sviluppi della prefabbricazione.</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0). </em></p>
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		<title>World Heritage and Food to Feed. Atti</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/world-heritage-and-food-to-feed-atti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 08:28:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ARCHITECTURE HERITAGE and DESIGN | 17 Series founded and directed by Carmine Gambardella XXIII FORUM WORLD HERITAGE and FOOD TO FEED The theme “World Heritage and Food to Feed” explores the connection between world heritage and food, highlighting how culinary traditions and cultural landscapes can contribute to sustainable nutrition and address global challenges such as ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ARCHITECTURE HERITAGE and DESIGN | 17 Series founded and directed by Carmine Gambardella</p>
<p><strong>XXIII FORUM WORLD HERITAGE and FOOD TO FEED</strong></p>
<p>The theme “World Heritage and Food to Feed” explores the connection between world heritage and food, highlighting how culinary traditions and cultural landscapes can contribute to sustainable nutrition and address global challenges such as food security and climate change. Culinary traditions, like the Mediterranean diet and Japanese washoku, are protected by UNESCO for their cultural value and respect for sustainable agricultural practices. Other examples include agricultural landscapes like the rice terraces of the Philippines and historic olive groves, which promote biodiversity and sustainability. These agricultural landscapes are also linked to architecture, cities, and historic centers, where architectural design integrates food production and sustainability. Traditional agricultural practices, such as crop rotation and the use of local varieties, can ensure food security without harming the environment. Biodiversity is crucial, with agricultural practices that preserve unique ecosystems and reduce environmental impact. Architecture plays an important role in reflecting food and cultural values. Designing homes that promote conviviality, sustainability, and a connection to nature, such as traditional Mediterranean houses, Japanese homes, or rural dwellings in developing countries, fosters a connection between food, community, and the environment. Sustainability in architecture can also be seen in contemporary projects that combine tradition and innovation, like modular bamboo homes in Vietnam or urban agriculture projects in Cuba. Historic Italian buildings, like masserie in Southern Italy, trulli in the Valle d’Itria, courtyard houses in the Po Valley, and the Sassi di Matera, reflect the bond between architecture, food, and landscape. These historical buildings were designed to meet agricultural and food production needs, such as food preservation and production. Italian architectural solutions are examples of sustainability that integrate traditional food practices with the surrounding environment. Global challenges require an integrated approach to food sustainability. Scientific communities and governments must cooperate to promote agricultural practices that preserve biodiversity and encourage food self-sufficiency. Architecture, therefore, becomes a powerful tool to reflect values related to food and sustainability, creating spaces that celebrate cultural diversity and promote innovative solutions for a more sustainable and connected future. Finally, architecture and food are closely linked to cultural heritage, and innovative and resilient solutions can inspire global design that respects the environment and promotes equitable access to food. Scholars are called upon to contribute with research and proposals to develop sustainable practices that integrate food with daily life and architectural context, reflecting local traditions and global needs.</p>
<p><strong>CARMINE GAMBARDELLA</strong></p>
<p>UNESCO Chair on Landscape, Cultural Heritage, and Territorial Governance; President and CEO of the Benecon University Consortium – Research Centre on Cultural Heritage, Ecology, Economy. Seal of Merit awarded by the Ministry of University and Research, as a mark of distinction demonstrating its commitment to preparing programs aimed at responding promptly and with greater autonomy to the renewed demands for new learning and research in a rapidly changing economic, social and technological world. Full Professor of Drawing at the Pegaso University and at the University of Campania. President of the International Forum ‘Le Vie dei Mercanti’ since its first edition in 2003 to the XXIII edition in 2025. Editor and Founder of the series “Surveying is/or Project”, “Knowledge Factory” and “Architecture, Heritage and Design”. Component of the Scientific Committee of International A Class Magazine ‘Abitare la Terra’/‘Dwelling on Earth’ (Gangemi Editor International Publishing). He covered various roles for the University of Campania, including the Pro Rector of Institutions, Academic Senator, Director of the Department of Architecture and Industrial Design Luigi Vanvitelli, Dean of the Faculty of Architecture Luigi Vanvitelli, Director of the Department of Culture of Design, Director of Doctoral School in the Discipline of Architecture, Coordinator of the PhD in Protection, Safety and Representation of the Environment and Structures and Territorial Governance, Coordinator of the PhD Program in Surveying and Representation of Architecture and the Environment. He is author of numerous scientific international papers, publications and proceedings on surveying and representation of the built and natural heritage.</p>
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<p><em><strong>Le Vie dei Mercanti &#8211; Collana online di proceedings </strong></em><br />
<em><strong>ISSN: 3035-5141 </strong></em></p>
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		<title>World Heritage and Food to Feed. Abstract</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/world-heritage-and-food-to-feed/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 11:08:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ARCHITECTURE HERITAGE and DESIGN | 16 Series founded and directed by Carmine Gambardella From the XXII FORUM WORLD HERITAGE and CITIES IN EMERGENCIES to the XXIII FORUM WORLD HERITAGE and FOOD TO FEED The theme “World Heritage and Food to Feed” explores the connection between world heritage and food, highlighting how culinary traditions and cultural ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ARCHITECTURE HERITAGE and DESIGN | 16 Series founded and directed by Carmine Gambardella</p>
<p><strong>From the XXII FORUM WORLD HERITAGE and CITIES IN EMERGENCIES </strong><strong>to the XXIII FORUM WORLD HERITAGE and FOOD TO FEED</strong></p>
<p>The theme “World Heritage and Food to Feed” explores the connection between world heritage and food, highlighting how culinary traditions and cultural landscapes can contribute to sustainable nutrition and address global challenges such as food security and climate change. Culinary traditions, like the Mediterranean diet and Japanese washoku, are protected by UNESCO for their cultural value and respect for sustainable agricultural practices. Other examples include agricultural landscapes like the rice terraces of the Philippines and historic olive groves, which promote biodiversity and sustainability. These agricultural landscapes are also linked to architecture, cities, and historic centers, where architectural design integrates food production and sustainability. Traditional agricultural practices, such as crop rotation and the use of local varieties, can ensure food security without harming the environment. Biodiversity is crucial, with agricultural practices that preserve unique ecosystems and reduce environmental impact. Architecture plays an important role in reflecting food and cultural values. Designing homes that promote conviviality, sustainability, and a connection to nature, such as traditional Mediterranean houses, Japanese homes, or rural dwellings in developing countries, fosters a connection between food, community, and the environment. Sustainability in architecture can also be seen in contemporary projects that combine tradition and innovation, like modular bamboo homes in Vietnam or urban agriculture projects in Cuba. Historic Italian buildings, like masserie in Southern Italy, trulli in the Valle d’Itria, courtyard houses in the Po Valley, and the Sassi di Matera, reflect the bond between architecture, food, and landscape. These historical buildings were designed to meet agricultural and food production needs, such as food preservation and production. Italian architectural solutions are examples of sustainability that integrate traditional food practices with the surrounding environment. Global challenges require an integrated approach to food sustainability. Scientific communities and governments must cooperate to promote agricultural practices that preserve biodiversity and encourage food self-sufficiency. Architecture, therefore, becomes a powerful tool to reflect values related to food and sustainability, creating spaces that celebrate cultural diversity and promote innovative solutions for a more sustainable and connected future. Finally, architecture and food are closely linked to cultural heritage, and innovative and resilient solutions can inspire global design that respects the environment and promotes equitable access to food. Scholars are called upon to contribute with research and proposals to develop sustainable practices that integrate food with daily life and architectural context, reflecting local traditions and global needs.</p>
<p><strong>CARMINE GAMBARDELLA</strong></p>
<p>UNESCO Chair on Landscape, Cultural Heritage, and Territorial Governance; President and CEO of the Benecon University Consortium – Research Centre on Cultural Heritage, Ecology, Economy. Seal of Merit awarded by the Ministry of University and Research, as a mark of distinction demonstrating its commitment to preparing programs aimed at responding promptly and with greater autonomy to the renewed demands for new learning and research in a rapidly changing economic, social and technological world. Full Professor of Drawing at the Pegaso University and at the University of Campania. President of the International Forum ‘Le Vie dei Mercanti’ since its first edition in 2003 to the XXIII edition in 2025. Editor and Founder of the series “Surveying is/or Project”, “Knowledge Factory” and “Architecture, Heritage and Design”. Component of the Scientific Committee of International A Class Magazine ‘Abitare la Terra’/‘Dwelling on Earth’ (Gangemi Editor International Publishing). He covered various roles for the University of Campania, including the Pro Rector of Institutions, Academic Senator, Director of the Department of Architecture and Industrial Design Luigi Vanvitelli, Dean of the Faculty of Architecture Luigi Vanvitelli, Director of the Department of Culture of Design, Director of Doctoral School in the Discipline of Architecture, Coordinator of the PhD in Protection, Safety and Representation of the Environment and Structures and Territorial Governance, Coordinator of the PhD Program in Surveying and Representation of Architecture and the Environment. He is author of numerous scientific international papers, publications and proceedings on surveying and representation of the built and natural heritage.</p>
<h4><a href="https://gangemieditore.com/import/materialiVari/WORLD_HERITAGE_AND_FOOD_TO_FEED_ABSTRACTS_XXIII_FORUM.pdf">Clicca per scaricare gli abstract a diffusione gratuita / Click here to download the Abastracts</a></h4>
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		<title>World Heritage and Cities in Emergencies. Atti</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/world-heritage-and-cities-in-emergencies/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 10:07:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ARCHITECTURE HERITAGE and DESIGN | 15 Series founded and directed by Carmine Gambardella From the XXI FORUM WORLD HERITAGE and DWELLING ON EARTH to the XXII FORUM WORLD HERITAGE and CITIES IN EMERGENCIES World Heritage and Dwelling on Space – World Heritage and Cities in Emergencies: this is the title of the International Forum “Le ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/world-heritage-and-cities-in-emergencies/">World Heritage and Cities in Emergencies. Atti</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ARCHITECTURE HERITAGE and DESIGN | 15 Series founded and directed by Carmine Gambardella</p>
<p><strong>From the XXI FORUM WORLD HERITAGE and DWELLING ON EARTH to the XXII FORUM WORLD HERITAGE and CITIES IN EMERGENCIES</strong><br />
World Heritage and Dwelling on Space – World Heritage and Cities in Emergencies: this is the title of the International Forum “Le Vie dei Mercanti” which reached its XXII Edition in 2024. A story of love for the Earth, its Inhabitants, Landscapes, Architecture, Cultural and Archaeological Heritage told by more than 7000 Scholars and Lecturers from all over the World to with the aim of integrating expertise, sharing and disseminating scientific knowledge and implementing best practices to protect and safeguard our planet. The focus of the Forum is no longer be only Inhabiting the Earth but is stretched and extended to Inhabiting Space, in a broader sense, to reflect on the impact of natural ecological disasters and armed conflicts on Cultural Heritage. Now more than ever, with the war in Ukraine, geographically closer than others, and with the latest events in the Middle East, the theme of wars and conflicts has become even more present in our lives. Armed conflicts, synonymous with death and destruction, as well as weakening the social and economic fabric, put at risk the cultural heritage of besieged countries whose destruction has a strong symbolic as well as strategic significance because of the enormous identity value that resides in cultural heritage which stimulates a sense of belonging and social cohesion. And it is precisely in order to deal with the tragic devastation of entire cities and territories and the terrible wound inflicted on the cultural heritage of peoples that the scientific community must create starting points to implement important and immediate actions aimed at safeguarding monuments, architectural works, archaeological sites, works of art, manuscripts, books and other objects of artistic, historical or archaeological interest, as well as scientific collections of all kinds. If the future is an eternal now, as I remind every year, it is good for the Academy, Scientific Institutions, civil society, and stakeholders involved to make their knowledge and expertise available to promote a more widespread and in-depth knowledge on the issues regarding the safeguarding cultural heritage during armed conflicts.</p>
<p><strong>Dal XXI FORUM WORLD HERITAGE and INHABIT THE EARTH Al XXII FORUM WORLD HERITAGE and CITIES IN EMERGENCIES</strong><br />
World Heritage and Dwelling on Space – World Heritage and Cities in Emergencies: è questo il titolo del Forum Internazionale “Le Vie dei Mercanti”, che nel 2024 ha raggiunto la sua XXII Edizione. Una storia d’amore per la Terra, per i suoi Abitanti, i Paesaggi, l’Architettura, i Beni Culturali e Archeologici raccontata da oltre 7000 Studiosi e Docenti da tutto il Mondo per integrare competenze, condividere e diffondere conoscenze scientifiche e mettere in atto best practices volte alla protezione e salvaguardia del nostro pianeta. L’obiettivo del Forum non è più solo quello di Abitare la Terra ma è proteso e si estende verso l’Abitare lo Spazio, in senso più ampio, per riflettere sull’impatto dei disastri ecologici naturali e dei conflitti armati sul Patrimonio Culturale. Oggi più che mai, con la guerra in Ucraina, geograficamente più vicina di altre, e con gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente, il tema delle guerre e dei conflitti si è fatto ancor più presente nelle nostre vite. I conflitti armati, sinonimo di morte e distruzioni, oltre che di indebolimento del tessuto sociale ed economico, mettono a rischio il patrimonio culturale dei paesi assediati la cui distruzione ha un forte significato simbolico oltre che strategico per l’enorme valore identitario che risiede nel patrimonio culturale che stimola senso di appartenenza e coesione sociale. Ed è proprio per far fronte alla tragica devastazione di intere città e territori e alla terribile ferita inflitta al patrimonio culturale dei popoli, che la comunità scientifica deve creare spunti per mettere in atto azioni importanti ed immediate volte alla salvaguardia di monumenti, opere architettoniche, siti archeologici, opere d’arte, manoscritti, libri e altri oggetti di interesse artistico, storico o archeologico, nonché collezioni scientifiche di qualsiasi tipo. Se il futuro è un eterno presente, come ricordo ogni anno, è bene che l’Accademia, le Istituzioni Scientifiche, la società civile, gli stakeholders coinvolti, mettano a disposizione le loro conoscenze e competenze per promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della salvaguardia del patrimonio culturale durante i conflitti armati.</p>
<p>CARMINE GAMBARDELLA, UNESCO Chairholder on Landscape, Cultural Heritage, and Territorial Governance; President and CEO of the Benecon University Consortium &#8211; Research Centre on Cultural Heritage, Ecology, Economy (Pegaso University, University of Campania “Luigi Vanvitelli”, University Federico II of Naples, University of Salerno, University of Sannio). Full Professor of Drawing at the Pegaso University and at the University of Campania. President of the International Forum ‘Le Vie dei Mercanti&#8217; since its first edition in 2003 to the XXI edition in 2023. Editor and Founder of the series “Surveying is/or Project”, “Knowledge Factory” and “Architecture, Heritage and Design”. Component of the Scientific Committee of International A Class Magazine ‘Abitare la Terra&#8217;/‘Dwelling on Earth‘ (Gangemi Editore International Publishing). He covered various roles for the University of Campania, including the Pro Rector of Institutions, Academic Senator, Director of the Department of Architecture and Industrial Design Luigi Vanvitelli, Dean of the Faculty of Architecture Luigi Vanvitelli, Director of the Department of Culture of Design, Director of Doctoral School in the Discipline of Architecture, Coordinator of the PhD in Protection, Safety and Representation of the Environment and Structures and Territorial Governance, Coordinator of the PhD Program in Surveying and Representation of Architecture and the Environment. He is author of numerous scientific international papers, publications and proceedings on surveying and representation of the built and natural heritage.</p>
<h6><a href="https://cdn.gangemieditore.com/import/materialiVari/WORLD_HERITAGE_AND_CITIES_IN_EMERGENCIES_ATTI_XXII_FORUM.PDF">Clicca per scaricare gli atti a diffusione gratuita</a></h6>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/world-heritage-and-cities-in-emergencies/">World Heritage and Cities in Emergencies. Atti</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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