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	<title>Acierno Marta Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Acierno Marta Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Il complesso monumentale di Sant&#8217;Andrea in flumine presso Ponzano Romano</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-complesso-monumentale-di-santandrea-in-flumine-presso-ponzano-romano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana LAZIO RITROVATO. Ricerche e restauriIl complesso monumentale di Sant'Andrea in flumine, un tempo una fiorente abbazia benedettina, sorge sopra le rovine di una villa romana presso Ponzano, in prossimità del Tevere con il quale visse in perenne simbiosi. Il fiume rappresentò, infatti, nei secoli il motore vitale per lo sviluppo dell'economia e degli scambi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana LAZIO RITROVATO. Ricerche e restauri</p>
<p>Il complesso monumentale di Sant&#8217;Andrea in flumine, un tempo una fiorente abbazia benedettina, sorge sopra le rovine di una villa romana presso Ponzano, in prossimità del Tevere con il quale visse in perenne simbiosi. Il fiume rappresentò, infatti, nei secoli il motore vitale per lo sviluppo dell&#8217;economia e degli scambi commerciali dell&#8217;alto Lazio. Il volume illustra gli scavi e i restauri promossi dalla SBAP del Lazio in occasione del Giubileo 2000 e realizzati negli anni 2000-2006. Gli interventi, particolarmente articolati, hanno richiesto l&#8217;apporto coordinato di diversi specialisti per risolvere problemi complessi, dalla messa in sicurezza delle strutture attraverso dispositivi antisismici, allo scavo eseguito con metodi rigorosi, all&#8217;adeguamento funzionale ed impiantistico nel rispetto delle esigenze di conservazione dell&#8217;ex monastero. Lo studio delle plurisecolari vicende del cenobio benedettino, strettamente intrecciate alla storia della Chiesa di Roma ed agli ordini monastici insediati intorno al Soratte, ha costituito una premessa indispensabile alle delicate operazioni di restauro effettuate su un monumento così rilevante dal punto di vista architettonico. Le motivazioni teoriche che hanno rappresentato i criteri guida dei vari interventi sono chiarite nelle riflessioni che l&#8217;architetto Stefania Cancellieri, responsabile dei lavori e curatrice del volume, ha elaborato nel commento volto non solo a presentare i risultati delle opere di restauro ed i metodi adottati, ma anche a stimolare un costruttivo confronto con gli operatori del settore. </p>
<p>Stefania Cancellieri, architetto specializzato in &#8220;Restauro dei Monumenti&#8221;presso l&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, dal 1980 opera nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal 1990 progetta e dirige impegnativi cantieri di restauro, come funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonioci e per il Paesaggio del Lazio. Inoltre svolge l&#8217;attività di controllo e di tutela del patrimonio monumentale e paesistico nel territorio della Provincia di Roma. Ha collaborato al corso di &#8220;Restauro e Museografia&#8221; diretto dal prof. Franco Minissi, e dal 2000 partecipa ai seminari di tirocinio a Sermoneta per la Scuola di specializzazione in &#8220;Restauro dei Monumenti&#8221; diretta dal prof. Giovanni Carbonara. È autrice di numerosi saggi pubblicati su riviste specializzate e negli atti dei Convegni &#8220;Scienza e Beni Culturali&#8221; (Bressanone).Tra i contributi più significativi si segnalano i resoconti dei restauri realizzati nel Lazio e pubblicati in &#8220;Architettura e Giubileo&#8221;, Electa 2002, in &#8220;L&#8217;Episcopio di Porto presso Fiumicino&#8221;, Gangemi 2002, in &#8220;Annali del Barocco in Sicilia&#8221; Gangemi 2004. Ha coordinato diverse manifestazioni culturali e partecipato alla mostra itinerante &#8220;Il paesaggio del Lazio&#8221; (2007), organizzata dall&#8217;Ufficio Attività Culturali della Soprintendenza.</p>
<p>Saggi di Stefania Cancellieri, Antonino Gallo Curcio, Fabrizio De Cesaris, Clementina Sforzini, Donatina Olivieri, Giovanni Testa, Rosa Gemma Cipollone, Giovanni Bonci, Maria Margarita Segarra Lagunes, Annarosa Cerutti Fusco, Anna Maria Ramieri, Paola Proietti, Anna Coliva, Stefano Petrocchi, Maria Costanza Pierdominici, Marta Acierno, Giovanni Carbonara</p>
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		<title>Il forte di Nettuno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-forte-di-nettuno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un'attenzione specifica e costante da parte della storiografia ha contrassegnato da sempre il piccolo forte borgiano realizzato a Nettuno agli albori del XVI secolo. Fin dall'Ottocento, gli scrittori dediti a ricostruire gli sviluppi delle opere di fortificazione a seguito dei progressi tecnologici dell'artiglieria hanno segnalato l'importanza di questa fabbrica, individuandone il valore nodale nell'evoluzione delle ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-forte-di-nettuno/">Il forte di Nettuno</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;attenzione specifica e costante da parte della storiografia ha contrassegnato da sempre il piccolo forte borgiano realizzato a Nettuno agli albori del XVI secolo. Fin dall&#8217;Ottocento, gli scrittori dediti a ricostruire gli sviluppi delle opere di fortificazione a seguito dei progressi tecnologici dell&#8217;artiglieria hanno segnalato l&#8217;importanza di questa fabbrica, individuandone il valore nodale nell&#8217;evoluzione delle strutture difensive a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento. E ciò è stato riconfermato via via, in un quadro sempre più ampio di conoscenze, da tutta la letteratura successiva, sino ai nostri giorni. Molteplici sono dunque i riferimenti e le considerazioni di cui l&#8217;opera ha beneficiato, seppure molto limitata sia stata la sua analisi diretta e approfondita, tanto sul piano filologico che in merito a quelle stesse qualità particolari che vi si riscontrano. Da qui l&#8217;iniziativa del presente volume che affronta il monumento da diverse angolazioni, trattando temi storici, costruttivi e di restauro, nell&#8217;ottica di un inquadramento diacronico. Obiettivo prescelto, infatti, è stato quello di intraprendere un&#8217;indagine organicamente coordinata, tesa a presentare l&#8217;edificio in modo circostanziato, a ricostruirne il più possibile la vicenda, ad individuare istanze e a focalizzare ambiti dì riferimento di vasta portata in cui esso rientra.  In questo senso, i saggi redatti dai diversi autori &#8211; in sé autonomi e frutto di approfondimenti mirati &#8211; compongono nel loro insieme un&#8217;analisi dell&#8217;opera in rapporto alle sequenze spazio-temporali che la riguardano, sino al presente, ossia immersa nella storia.</p>
<p>Maurizio Caperna è professore associato di restauro architettonico presso l&#8217;Università degli studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Autore di diversi saggi e articoli su riviste specializzate, rivolge soprattutto la sua attenzione all&#8217;analisi dei processi di trasformazione delle architetture e della città, con particolare riguardo al tardo Cinquecento e all&#8217;Ottocento romano. <br />Oggetto delle sue principali pubblicazioni sono stati: la chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni (1989, 1990, 1992); la piazza del Quirinale e le Scuderie papali (1990, 2001, 2007), la pianta di Roma al tempo di Sisto V (1992), il &#8216;quartiere del Rinascimento&#8217; (1994), la decorazione interna della basilica di S. Pietro in Vaticano (1997), la basilica di S. Prassede (1993, 1999, 2002). Attualmente è impegnato nello studio dei restauri eseguiti sulle chiese romane al tempo di Pio IX e nell&#8217;approfondimento relativo alle opere di sistemazione compiute nel campo dell&#8217;archeologia cristiana durante il XIX secolo.</p>
<p>Marta Acierno, specializzanda in Restauro dei monumenti, sta ultimando la sua tesi di Dottorato in Storia e Restauro dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Storia dell&#8217;architettura, Restauro e Conservazione dei beni architettonici (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), con una ricerca sugli &#8220;Edifici religiosi dell&#8217;XI secolo in Terra di Lavoro&#8221;. </p>
<p>Clemente Busiri Vici, architetto (Roma), svolge attività professionale. Pronipote di Carlo Busiri Vici (1856-1925), restauratore nel 1920 del forte di Nettuno, ha curato in questo volume una nota biografica sulla sua figura.</p>
<p>Piero Cimbolli Spagnesi, professore associato di Storia dell&#8217;architettura (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;). È autore di studi diversi: sull&#8217;architettura greca e romana augustea ad Atene; su quella indo-greca; sulle costruzioni medievali dell&#8217;isola greca di Chios; sull&#8217;architettura degli ordini mendicanti in Italia e in America Latina; sulla basilica Vaticana in età barocca; sul Castel S. Angelo di Roma e sull&#8217;architettura militare dello Stato ecclesiastico in età moderna.</p>
<p>Leonardo Faraone, architetto (Anzio), si è laureato nel 2002 con una tesi in restauro sul forte di Nettuno (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, rel. prof. Maurizio Caperna), ripresa in questo volume.</p>
<p>Donatella Fiorani, professore straordinario di Restauro architettonico (Facoltà di Ingegneria, Università di L&#8217;Aquila), insegna presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei monumenti dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Ha svolto ricerca prevalentemente nel campo delle tecniche costruttive storiche, dell&#8217;architettura medievale, della teoria del restauro in architettura, argomenti su cui ha pubblicato diversi saggi e monografie. Ha progettato e diretto diversi restauri su monumenti dell&#8217;Italia centrale.</p>
<p>Emanuela Montelli, specialista in Restauro dei monumenti, sta ultimando la sua tesi di Dottorato in Storia e Restauro dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Storia dell&#8217;architettura, Restauro e Conservazione dei beni architettonici (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), con una ricerca su &#8220;Mattoni e laterizi medievali in area romana&#8221;.</p>
<p>Barbara Repetto, architetto (Roma), dopo studi iniziali su Baccio Pontelli, architetto militare, ha conseguito un Master Europeo in restauro presso la facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Roma Tre e partecipato come relatrice a convegni in Italia e all&#8217;estero, approfondendo il tema dell&#8217;architettura militare in Italia centrale nella seconda metà del XV secolo.</p>
<p>Paola Zampa, professore associato di Storia dell&#8217;architettura (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;). È autrice di numerosi saggi sull&#8217;architettura e la trattatistica italiana tra XV e XVIII secolo, con particolare riguardo agli studi sull&#8217;antico e alla nascita, formazione e trasformazione del linguaggio degli ordini architettonici<br />.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-forte-di-nettuno/">Il forte di Nettuno</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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