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	<title>Barberis Walter Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Barberis Walter Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Verso il 2011</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 17 marzo 1861 veniva proclamato il Regno d'Italia; cinquant'anni dopo veniva solennemente inaugurato questo monumento dedicato all'Unità della Patria e alla Libertà dei Cittadini. "All'Unità del Patria", "Alla Libertà dei Cittadini": in queste due iscrizioni del Vittoriano è racchiusa l'eredità spirituale dei Padri. Sono gli ideali che hanno ispirato l'azione e le lotte degli ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 17 marzo 1861 veniva proclamato il Regno d&#8217;Italia; cinquant&#8217;anni dopo veniva solennemente inaugurato questo monumento dedicato all&#8217;Unità della Patria e alla Libertà dei Cittadini. &#8220;All&#8217;Unità del Patria&#8221;, &#8220;Alla Libertà dei Cittadini&#8221;: in queste due iscrizioni del Vittoriano è racchiusa l&#8217;eredità spirituale dei Padri. Sono gli ideali che hanno ispirato l&#8217;azione e le lotte degli uomini del Risorgimento; ideali ripresi dalla Resistenza e posti a fondamento delle scelte dei Costituenti. In questi stessi ideali si sono riconosciuti nel tempo milioni di Italiani, diversi per condizione economica e sociale, per convinzioni politiche e per credo religioso, tutti consapevoli della comune appartenenza. L&#8217;anniversario dell&#8217;Unità della Nazione è opportunità per dare avvio a questo processo. Il tempo che ci separa dal 2011 deve essere utilizzato per creare circostanze, eventi, momenti, &#8220;prodotti&#8221; che favoriscano una riflessione diffusa e insieme approfondita sul significato dell&#8217;essere italiani oggi; una rivisitazione del nostro passato e con essa la consapevolezza dei valori che lo hanno animato, rendendo possibile il conseguimento di impegnativi traguardi. Dalla coscienza e dall&#8217;orgoglio della nostra storia dobbiamo trarre l&#8217;energia per ritrovare slancio e fiducia in noi stessi. Il successo del 2011 si misurerà su questo terreno. Tali sono i sentimenti che ispirano il lavoro del Comitato dei Garanti, ricco delle diversità dei suoi componenti; sentimenti in cui si è pienamente riconosciuto, trovandovi la propria coesione. Come è noto al Comitato dei Garanti sono assegnati dalla legge compiti di &#8220;verifica e monitoraggio&#8221; dell&#8217;insieme delle manifestazioni celebrative del 2011, mentre le funzioni di programmazione, di istruttoria e di valutazione dei progetti e delle iniziative proposte sono affidate all&#8217;esclusiva responsabilità del Comitato dei Ministri appositamente costituito, coadiuvato da una struttura amministrativa operante presso la Presidenza del Consiglio. Il Comitato dei Garanti si occuperà di assicurare la coerenza con l&#8217;evento e la qualità delle iniziative, in particolare di quelle di carattere culturale, nell&#8217;ambito del percorso che ci condurrà alla scadenza del 2011. Su alcuni indirizzi generali esso si è già espresso con orientamento unanime: necessità di rivolgersi ai giovani e di farli partecipi della costruzione della memoria storica; preferenza per opere e iniziative di carattere duraturo; diffusione delle manifestazioni su tutto il territorio nazionale. Ricordo che già nel 2009 celebreremo il 150° anniversario della seconda guerra d&#8217;indipendenza, che liberò dalla dominazione straniera gran parte dell&#8217;Italia Settentrionale. Nel 2010 celebreremo i Plebisciti dell&#8217;Italia Centrale, manifestazione di libertà piena, espressione diretta della volontà popolare. Nello stesso anno ricorderemo l&#8217;impresa dei Mille che, sotto le insegne garibaldine, riunì uomini &#8220;di tutte le età e di tutti i ceti, di tutte le parti e di tutte le opinioni&#8221; per ricongiungere all&#8217;Italia il Sud; nel 2010 cade anche il bicentenario della nascita di Cavour, il grande &#8220;tessitore&#8221; dell&#8217;Unità. Penso a Cavour &#8220;unico uomo veramente europeo del Risorgimento&#8221;. Europeo per formazione, cultura, interessi, aspirazioni, al punto che uno dei nostri maggiori storici lo definì &#8220;lontano dalla tradizione culturale italiana&#8221;. Forse il giudizio di Chabod è eccessivo, ma non c&#8217;è dubbio che ci fossero  Guizot e Constant, BenthameAdamSmith a influenzare il pensiero di Cavour e il suomodo di porsi di fronte ai problemi etici, politici, sociali, intellettuali che l&#8217;Europa del suo tempo, borghese e liberale, si trovava ad affrontare. Era, quella Europa dei primi decenni dell&#8217;Ottocento, una società in profonda trasformazione e il giovane Cavour ne prendeva conoscenza e coscienza non solo attraverso le letture, ma direttamente con la presenza assidua nelle due nazioni dove più si agitavano i fermenti del cambiamento: Francia e, soprattutto, Inghilterra, &#8220;madre delle istituzioni liberali, modello insuperabile di quel progresso graduale e moderato al quale guardavano con invidia i liberali di tutto il mondo&#8221;. Francia e Inghilterra &#8211; annotava Cavour citando de Lamartine &#8211; erano &#8220;il piedistallo dei diritti del genere umano&#8221; perché &#8220;la libertà del mondo ha un piede sul suolo britannico, un piede sul suolo francese&#8221;. A Parigi coglie appieno lo spirito del suo tempo, &#8220;di una società e di un&#8217;epoca &#8211; fa osservare Romeo &#8211; che, accanto a forme rinnovate di scetticismo voltairiano, che contribuivano in tanti settori al trionfo di un mediocre e volgare materialismo, esaltavano la passione e il sentimento, alimentando un culto dei valori e una capacità di dedizione all&#8217;ideale che non senza ragione sono rimasti nella coscienza comune come il tratto più caratteristico dell&#8217;era romantica&#8221;. Ieri come oggi non è nella progettazione astratta delle riforme che si esercita il genio politico, &#8220;ma nella intuizione del limite e delle condizioni&#8221;; Cavour mostrò sempre di esserne consapevole, agendo di conseguenza. Al tempo stesso restò coerente con i principi ai quali si era formato e ai quali la sua azione non venne mai sostanzialmente meno. L&#8217;espressione dell&#8217;adesione convinta e della pratica di quei principi si ritrova nell&#8217;affermazione e nella realizzazione della libertà dei commerci e dell&#8217;integrazione delle economie, presupposti indispensabili per accrescere il benessere economico e insieme rinsaldare le istituzioni. Gli spiriti più illuminati, anche nei periodi oscuri della storia europea, hanno sempre guardato a questi obiettivi come a fattori in grado di determinare stabilmente le condizioni per la pace e per il progresso sociale ed economico del nostro Continente. La tenacia di questo disegno ha portato al traguardo storico della costituzione dell&#8217;Unione Europea; alla creazione delle istituzioni necessarie per il suo funzionamento. Non sono uno storico, nonostante l&#8217;interesse per la storia, soprattutto del Risorgimento. Credo, però, di poter sottolineare alcuni tratti della personalità di Cavour, alcune sue caratteristiche per così dire a-storiche, alle quali si può guardare come ad altrettanti valori. Mi riferisco all&#8217;intuito sicuro con cui comprende prontamente l&#8217;evolversi dei processi storici, alla sua &#8220;fede nel progresso&#8221;, che non è acritica infatuazione per il &#8220;moderno&#8221;, ma spregiudicata e coraggiosa analisi di contesti e di vincoli, valutazione rigorosa di costi immediati e di risultati prospettici.</p>
<p>Dal &#8220;saluto&#8221; di  Carlo Azeglio Ciampi, Presidente Emerito della Repubblica Italiana</p>
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