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	<title>Bocchi Renato Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Bocchi Renato Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Paesaggi Culturali &#8211; Cultural Landscapes</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema dei paesaggi culturali, dibattuto da tempo nei paesi anglosassoni e in Europa, si pone da non molti anni anche all'attenzione della società italiana; provvisto di sfaccettature molteplici e differenti, si offre come punto di equilibrio tra la necessità di un ambiente a misura d'uomo, la memoria e il desiderio di un paesaggio abitabile. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema dei paesaggi culturali, dibattuto da tempo nei paesi anglosassoni e in Europa, si pone da non molti anni anche all&#8217;attenzione della società italiana; provvisto di sfaccettature molteplici e differenti, si offre come punto di equilibrio tra la necessità di un ambiente a misura d&#8217;uomo, la memoria e il desiderio di un paesaggio abitabile. Il termine stesso sembrerebbe peraltro indicare una differenza tra paesaggi &#8220;culturali&#8221; e &#8220;altri&#8221; paesaggi, imponendo un confronto tra punti di vista diversi: da una parte i paesaggi culturali tutelati dall&#8217;ideologia della conservazione, attenta ai valori consolidati delle comunità, dall&#8217;altra invece quei paesaggi in forte trasformazione, luoghi in cui la città si disperde e si confonde in qualcosa d&#8217;altro, oggetto di attenzione da parte delle discipline geografiche e del territorio. L&#8217;opera, che raccoglie saggi di specialisti di diversi settori, intende offrire una sintesi articolata di studi eterogenei ma tutti convergenti sul tema, attraversando i campi della storia, dell&#8217;estetica, della conservazione, della pianificazione, della geografia, delle rappresentazioni e delle mediazioni culturali.</p>
<p>Rossella Salerno, Architetto, è professore associato presso il DiAP del Politecnico di Milano; i suoi temi di ricerca, il cui esito è costituito da saggi e pubblicazioni in volume, sono saldamente incardinati nell&#8217;area della rappresentazione, pur relazionandosi a problematiche interdisciplinari riferibili alla storia, alla progettazione e alla conservazione a scala ambientale. Intrattiene rapporti di scambio culturale e collaborazione scientifica con diverse scuole di architettura europee. Tra le sue pubblicazioni: Architettura e rappresentazione del paesaggio, Guerini, Milano, 1995; La macchina del disegno. Teorie della rappresentazione dell&#8217;architettura nel XIX secolo (cura), Clueb, Bologna, 2000; Rappresentazioni di città. Immaginari emergenti e linguaggi residuali? (cura con D. Villa), F. Angeli, Milano, 2006; Paesaggi Forme Immagini, Clup, Milano, 2006.</p>
<p>Camilla Casonato, Architetto, Dottore di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici, è titolare di assegno di ricerca presso il DiAP del Politecnico di Milano, dove insegna nell&#8217;area disciplinare del disegno, come professore a contratto della Facoltà di Architettura e Società. Le sue pubblicazioni vertono sulla storia e la critica del disegno di architettura e di paesaggio. Attualmente si interessa alle metodologie di rappresentazione per la costruzione di sistemi informativi, dedicati allo studio degli insiemi ambientali minori e diffusi.</p>
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		<title>Geometrie del paesaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/geometrie-del-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spazio Paesaggio Architettura, collana diretta da Renato Bocchi.Geometrie del paesaggio, a cura di Sara Marini, raccoglie le riflessioni mosse da sette tesi di laurea discusse all'Università IUAV di Venezia e sedimentate in un seminario tenutosi nella stessa sede il 2.12.2002.Il suolo quindi la materia, il territorio ovvero la struttura, i paesaggi spartiti musicali di differenti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spazio Paesaggio Architettura, collana diretta da Renato Bocchi.</p>
<p>Geometrie del paesaggio, a cura di Sara Marini, raccoglie le riflessioni mosse da sette tesi di laurea discusse all&#8217;Università IUAV di Venezia e sedimentate in un seminario tenutosi nella stessa sede il 2.12.2002.<br />Il suolo quindi la materia, il territorio ovvero la struttura, i paesaggi spartiti musicali di differenti atteggiamenti culturali e riferimenti figurativi, le geometrie impresse su queste lastre di terra; l&#8217;intreccio di questi elementi viene evocato dalle differenti voci presenti nel testo. Voci della memoria di uno sguardo al passato di un paesaggio-simbolo, voci del presente di un territorio che non può attendere, che esplicita e dichiara le proprie “insulae” artificiali, voci dal futuro per un disegno che non ci sarà ma forse è già presente in un altrove, in un vocabolario architettonico in attesa di essere ri-composto, voci della terra che si corruga e si scava invadendo la città assopita, voci di un gioco di oggetti-architetture-movimenti per significare un vuoto che non ha la dignità del significato, voci di una macchina che articola e complica gli spazi frammentandone l&#8217;orizzontalità ed infine voci della storia come anima di un paesaggio addormentato dalle nebbie lagunari.</p>
<p>Introduzione di Renato Bocchi<br />Scritti di Katia Bellamio, Roberta Bordignon, Matteo Cesano, Daniela De Santis, Manola Magri, Sara Marini, Giovanna Pittarello, Emanuele Zanin.</p>
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		<title>Per la città</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/per-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro che vi accingete a leggere, a consultare o a sfogliare (le tre opzioni sono aperte e in certo modo previste nella sua struttura) non è la consueta monografia sull'opera di un architetto di fama.La figura di Raffaele Panella – operatore culturale che spazia fra esperienze didattiche e di ricerca e esperienze di direzione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro che vi accingete a leggere, a consultare o a sfogliare (le tre opzioni sono aperte e in certo modo previste nella sua struttura) non è la consueta monografia sull&#8217;opera di un architetto di fama.<br />La figura di Raffaele Panella – operatore culturale che spazia fra esperienze didattiche e di ricerca e esperienze di direzione scientifica entro l&#8217;Università, esperienze professionali nel campo dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica, esperienze di organizzazione e gestione degli interventi presso gli enti locali, sfiorando spesso l&#8217;impegno politico diretto nelle amministrazioni – è una figura così poliedrica e sfaccettata da non poter essere incasellata senza sbiadire di tono in uno solo dei suddetti settori di attività.<br />La frequente tangenza della sua opera con discipline “sorelle” all&#8217;architettura, dalla pianificazione territoriale alla sociologia urbana, dalle scienze della terra all&#8217;archeologia, in un empito vivo di dialogo interdisciplinare, ne rende ancora più complesso il quadro di attività e di risultati acquisiti.<br />Infine la costante volontà di trasfondere tali esperienze in brani di teoria della progettazione della città, rendendole patrimonio di ricerca e fonti per l&#8217;innovazione didattica, completa la ragnatela di relazioni con cui l&#8217;opera di Panella si presenta, rinviando ai suoi numerosi e tuttavia non sistematici scritti intorno all&#8217;architettura e alla città.<br />La complessità della sua produzione e della sua figura di didatta e di operatore culturale e politico pare quasi ricalcarsi con sorprendente coincidenza sulle linee di sviluppo che caratterizzavano la personalità del suo primo e indimenticato maestro, Giuseppe Samonà, figura centrale dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica italiana, oltre che delle scuole d&#8217;architettura europee, nel secolo XX, sulla cui opera non a caso non esiste a tutt&#8217;oggi una monografia esauriente e veramente rivelatrice.Raffaele Panella  vive e lavora  a Roma  come architetto e come docente presso la  Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni della Sapienza . Si è laureato a Venezia presso l&#8217;IUAV con Giuseppe Samonà dove ha partecipato con Carlo Aymonino ed altri al Gruppo Architettura. Ha diretto il Dipartimento di Architettura e Analisi della città ed è attualmente membro del senato accademico della Sapienza.<br />I suoi scritti e i suoi progetti sono pubblicati in volumi e riviste</p>
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		<title>Finestre sul paesaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/finestre-sul-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'architettura oggi è piú che mai un'architettura di relazioni anziché di puri oggetti, di spazi relazionali dinamici anziché di scene statiche.È spesso un progetto come geografia, ossia si assume il compito di commentare e arricchire le forme della geografia. È spesso un progetto come mediatore fra contesti morfologici diversi, ossia un progetto che si assume ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;architettura oggi è piú che mai un&#8217;architettura di relazioni anziché di puri oggetti, di spazi relazionali dinamici anziché di scene statiche.<br />È spesso un progetto come geografia, ossia si assume il compito di commentare e arricchire le forme della geografia. <br />È spesso un progetto come mediatore fra contesti morfologici diversi, ossia un progetto che si assume il compito di mettere in relazione o comunque di sottolineare le differenze fra diverse situazioni morfologiche e proprio da queste intersezioni trae vita. <br />È spesso un progetto di spazi intrecciati e complessi, che dialogano strettamente con la struttura articolata e rarefatta della città e del territorio contemporanei.<br />Lo spazio ha da sempre un ruolo centrale nella composizione architettonica, cosí come nelle esperienze artistiche contemporanee. È sempre piú importante indagare la concezione dello spazio architettonico e il ruolo del vuoto nella composizione di un sistema di relazioni significative fra edificio e luogo e, in particolare, nelle strategie e nelle tecniche di soluzione dei rapporti interno-esterno.<br />C&#8217;è tutto un filone dell&#8217;architettura contemporanea che progetta per vuoti, che insegue come risultato primo dell&#8217;operazione progettuale la realizzazione di spazi architettonici &#8220;materici&#8221; prima ancora che di oggetti architettonici volumetricamente pensati, la realizzazione di involucri e di interni prima che di masse e di esterni. L&#8217;architettura e la città cosí concepite sono, prima d&#8217;ogni cosa, sistemi di relazioni fra spazi, concatenazioni di spazi. In questo senso si può istituire un sottile rapporto di sintonia fra la concezione dello spazio che lega alcune ricerche rinascimentali e quella che è alla base delle ricerche sullo spazio moderno, nonché delle sperimentazioni di molti autori contemporanei, non solo nel campo dell&#8217;architettura ma anche dell&#8217;arte.<br />Il paesaggio ha ormai assunto una centralità inusitata nella costituzione morfologica della città contemporanea. <br />Le aree &#8220;vuote&#8221;, un tempo spesso concepite come lacune nel tessuto della città compatta, diventano oggi sempre piú occasioni fondanti della nuova forma urbana. <br />Le aree di margine, di interstizio, di risulta, possono diventare aree strutturanti la nuova città-paesaggio. Non piú città-città o città-territorio o città diffusa, ma città-paesaggio, ovvero una città tendenzialmente conformata dal paesaggio e dai suoi elementi caratterizzanti, in cui il progetto del vuoto può diventare prevalente sul progetto del pieno, in cui anzi lo spazio vuoto è potenzialmente il pieno, la materia stessa della costruzione urbana. <br />Una città, quindi, che ritorna a fare della geografia il carattere fondante della propria forma, in cui l&#8217;architettura si ripropone quale strumento di &#8220;collaborazione con la terra&#8221; e di &#8220;misurazione della terra&#8221; e non piú come elemento oppositivo, in quanto artificiale, alla natura dei luoghi.<br />Nell&#8217;azione progettuale sulle aree urbane di margine, ai confini fra città e territorio naturale e agricolo, nei pressi di infrastrutture di grande scala, in margine a elementi geografici rilevanti (aree fluviali, marittime, pendici montane ecc.), in presenza di aree dismesse da installazioni industriali, minerarie, ecc., il riferimento primario dell&#8217;architettura non sembra allora piú essere tanto la consueta attenzione per la morfologia urbana e lo spazio urbano tradizionale, quanto un diretto rapporto con le forme del paesaggio &#8220;terrestre&#8221;. In questo senso sembra necessario aggiornare gli strumenti di analisi e di progetto che nella nostra tradizione italiana sono stati elaborati con un&#8217;attenzione speciale alla morfologia urbana, e che devono ormai mettere in campo anche la morfologia del paesaggio (urbano e naturale).<br />I testi proposti in questa collana tendono a definire strategie intese a &#8220;fondare&#8221; un progetto in un luogo, tenendo conto primariamente degli aspetti relazionali tra architettura e luogo, e piú specificamente tra architettura e paesaggio, che possono informare di sé il progetto stesso e diventarne quindi fattori decisivi nel processo ideativo.</p>
<p>Nel settembre 2000 il Comune di Fermignano (Pesaro-Urbino), patria di Donato Bramante, e la facoltà di architettura dell&#8217;Università Iuav di Venezia, organizzarono un seminario internazionale di progettazione della durata di due settimane, al titolo Fermignano: architetture fra città e paesaggio, cui partecipò un folto gruppo di studenti di architettura provenienti da università spagnole, slovene e italiane. <br />Il presente libro riproduce, nella forma di un&#8217;antologia, le lezioni sul tema dei rapporti fra architettura e paesaggio proposte dai docenti invitati, con l&#8217;integrazione di alcuni saggi più recenti. <br />Nell&#8217;appendice è riportata una sintetica documentazione della sperimentazione progettuale compiuta sulla città di Fermignano durante il workshop e nelle parallele esperienze didattiche all&#8217;Iuav di Venezia.</p>
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		<title>Situazioni di paesaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/situazioni-di-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spazio Paesaggio Architettura, collana diretta da Renato Bocchi. La pubblicazione presenta una sintesi dell'esperienza didattica e di ricerca svolta presso l'Università IUAV di Venezia, Facoltà di Architettura nel Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Paesaggio, all'interno del Laboratorio Integrato di Paesaggio del primo anno, durante l'anno accademico 2006/07.La sperimentazione interdisciplinare ha indagato la ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spazio Paesaggio Architettura, collana diretta da Renato Bocchi. </p>
<p>La pubblicazione presenta una sintesi dell&#8217;esperienza didattica e di ricerca svolta presso l&#8217;Università IUAV di Venezia, Facoltà di Architettura nel Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Paesaggio, all&#8217;interno del Laboratorio Integrato di Paesaggio del primo anno, durante l&#8217;anno accademico 2006/07.<br />La sperimentazione interdisciplinare ha indagato la possibilità di ripensare il sistema termale storico di Montecatini mediante una serie di progetti di architettura e di paesaggio che rileggono la complessità urbana e relazionale della città termale, attraverso modi d&#8217;uso e fruibilità propri del mondo giovanile. Il libro, a cura di Paola Cavallini e Chiara Azzali, raccoglie i contributi dei docenti titolari del Laboratorio Integrato di Paesaggio1: Prof. Renato Bocchi (composizione architettonica), Prof. Paolo L.Bürgi (architettura del paesaggio), Prof. Enrico Fontanari (urbanistica) e la raccolta antologica di alcuni lavori svolti dagli studenti del corso.</p>
<p>Paola Cavallini, architetto, attualmente collabora con l&#8217;Università IUAV di Venezia all&#8217;interno del Laboratorio Integrato di Paesaggio del primo anno e ha collaborato con la Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso per i corsi sul Governo del Paesaggio. Si occupa prevalentemente di progettazione di spazi pubblici in contesti urbani, riqualificazione di aree extraurbane e fluviali, costruzione di paesaggi connessi alla realizzazione di nuove infrastrutture e restauro di parchi storici. Ha partecipato a concorsi nazionali ed internazionali ottenendo premi e segnalazioni.</p>
<p>Chiara Azzali, architetto, si laurea all&#8217;Università IUAV di Venezia nel 2006. Dal 2007 collabora alla didattica presso l&#8217;Università IUAV di Venezia all&#8217;interno del Laboratorio Integrato di Paesaggio e Progettazione Architettonica e Urbana. Attualmente è dottoranda in Architecture for the City and the Landscape presso l&#8217;Università di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale. E&#8217; consulente per le attività svolte dalla Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia.</p>
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		<title>Progettare lo spazio e il movimento</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/progettare-lo-spazio-e-il-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spazio Paesaggio Architettura, collana diretta da Renato Bocchi. Questo libro raccoglie dodici scritti scelti di Renato Bocchi, che ruotano attorno al tema dei rapporti fra arte architettura spazio e paesaggio, in evidente stretta connessione con il titolo della collana "Spazio Paesaggio Architettura" che dirige per le nostre edizioni. Si tratta di una rielaborazione aggiornata di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spazio Paesaggio Architettura, collana diretta da Renato Bocchi. </p>
<p>Questo libro raccoglie dodici scritti scelti di Renato Bocchi, che ruotano attorno al tema dei rapporti fra arte architettura spazio e paesaggio, in evidente stretta connessione con il titolo della collana &#8220;Spazio Paesaggio Architettura&#8221; che dirige per le nostre edizioni. Si tratta di una rielaborazione aggiornata di un ciclo di lezioni tenuto nell&#8217;estate del 2005 nell&#8217;ambito del master &#8220;Ciudad Paisaje Medio Ambiente&#8221; presso la Universidad Nacional de La Plata, Argentina, e che, più recentemente, ha formato la base teorica del seminario internazionale coordinato a Santa Cruz de Tenerife nel marzo del 2009 nell&#8217;ambito della Bienal de Canarias, al titolo &#8220;The Belly ofArchitecture (Space and Landscape)&#8221;, con la partecipazione di Pablo Beitia, Giuliana Bruno, Agostino De Rosa, Veronique Faucher, Andrew Fierberg, Luigi Latini, Alina Marazzi, Juhani Pallasmaa, Ruggero Pierantoni, Marc Pouzol. Il libro è ordinato in quattro capitoli tematici su: Città e paesaggio; Spazio e architettura peripatetica; Arte, natura e paesaggio; Architettura e geometrie del paesaggio.</p>
<p>Renato Bocchi (Trento, 1949), è professore ordinario di Composizione architettonica e urbana all&#8217;Università Iuav di Venezia. Dal 2006 al 2009 ha diretto il Dipartimento di Progettazione Architettonica di quella Università. Insegna anche dal 2003 alla Facoltà di Ingegneria, corso di laurea in ingegneria edile-architettura, dell&#8217;Università di Trento. Il campo principale della sua ricerca è il rapporto fra architettura, città e paesaggio. Su questi temi ha coordinato (con M.Cunico e E.Fontanari) la serie di cinque Convegni internazionali &#8220;Dessiner sur l&#8217;herbe&#8221;, fra il 2004 e il 2008 (atti pubblicati nella collana Iuav de Il Poligrafo, Padova), collegati anche alla sua attività di coordinatore del corso di laurea magistrale in architettura per il paesaggio. È stato redattore della rivista &#8220;Restauro &#038; Città&#8221; (1990-95) e direttore della rivista d&#8217;architettura &#8220;Archint&#8221;, 1998-2000. In campo professionale, è stato consulente urbanistico del Comune di Trento per il Piano del Centro Storico (1980-84) e per il nuovo Piano Regolatore Generale (2000-2001).</p>
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