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	<title>Bon Valsassina Caterina Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Bon Valsassina Caterina Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Ajanta Dipinta &#8211; Painted Ajanta Vol. 1 e 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 14:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>2 volumi e DVD in un'unica confezione.Il sito archeologico di Ajanta, nello stato indiano del Maharashtra, è composto da cinque templi e ventiquattro monasteri buddhisti, scavati nella parete rocciosa della valle del fiume Waghora a partire dal 200 a.C. Dopo essere stati per secoli un centro di vitale spiritualità, i santuari vennero poi abbandonati intorno ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>2 volumi e DVD in un&#8217;unica confezione.</p>
<p>Il sito archeologico di Ajanta, nello stato indiano del Maharashtra, è composto da cinque templi e ventiquattro monasteri buddhisti, scavati nella parete rocciosa della valle del fiume Waghora a partire dal 200 a.C. Dopo essere stati per secoli un centro di vitale spiritualità, i santuari vennero poi abbandonati intorno al 650 d.C. e gradualmente dimenticati fino a quando, nel 1819, furono riscoperti fortuitamente durante una spedizione inglese di caccia alla tigre. Inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;UNESCO, il complesso di Ajanta è considerato, con il suo tesoro di pittura e scultura, un eccezionale repertorio delle origini e dell&#8217;evoluzione dell&#8217;arte classica indiana. La tradizione italiana in materia di restauro e conservazione ha reso l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma l&#8217;interlocutore ideale per un progetto di cooperazione internazionale finalizzato allo studio della tutela e della conservazione delle pitture della grotta 17, valutando le evidenze scientifiche, esaminando i dati storici e gli elementi culturali. L&#8217;interdisciplinarità a cui si ispira il metodo di ricerca dell&#8217;ISCR ha garantito il dialogo tra le diverse competenze. In questi due volumi i risultati delle indagini sono stati raccolti e documentati da un ricco apparato di immagini, per presentare finalmente un quadro completo e aggiornato sulle condizioni ambientali, sui materiali costitutivi e sullo stato di conservazione delle pitture murali e per indicare nuove direzioni per il futuro del restauro ad Ajanta. </p>
<p>The archaeological site of Ajanta in the Indian state of Maharashtra is made up of five temples and twenty-four Buddhist monasteries, hewn in the rock wall of the Waghora river valley. Their construction dates back to about 200 BC and the shrines were a focus of spirituality for centuries. Then, around 650 AD they were abandoned and gradually forgotten, until they were rediscovered by a British tiger-hunting expedition in 1819. Today, the Ajanta complex is a UNESCO world heritage site and, with its treasure of paintings and sculptures, is considered an exceptional repertory of the origins and evolution of classical Indian art. In choosing the ideal interlocutor for a project of international cooperation, the Italian tradition of restoring works of art made the Rome-based Higher Institute for Conservation and Restoration (ISCR) the ideal choice. The aim of the project is to study and safeguard the paintings in cave number 17, assessing the scientific evidence by examining the historical data and the cultural elements. The interdisciplinary approach which forms the basis of the ISCR&#8217;s method of research ensures a useful dialogue between the various professional skills involved. The results of the surveys have been gathered together in these two volumes accompanied by a handsome collection of photographs, to present a complete and updated picture of environmental conditions, costitutive materials and state of conservation of the wall paintings, and to show the way ahead for the future restoration of the artworks at Ajanta.</p>
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		<title>Beautiful L&#8217;Aquila must never die</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/beautiful-laquila-must-never-die/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 14:03:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume costituisce un importante repertorio della ricchezza del patrimonio d'arte e di cultura conservato nel capoluogo de l'Aquila e negli altri centri colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, che ha richiesto un vasto intervento di soccorso e recupero. Il repertorio mette in evidenza le peculiarità artistiche e iconografiche dell'area aquilana, presentando alcuni dei ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume costituisce un importante repertorio della ricchezza del patrimonio d&#8217;arte e di cultura conservato nel capoluogo de l&#8217;Aquila e negli altri centri colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, che ha richiesto un vasto intervento di soccorso e recupero. Il repertorio mette in evidenza le peculiarità artistiche e iconografiche dell&#8217;area aquilana, presentando alcuni dei suoi capolavori rimasti intatti all&#8217;indomani del terremoto e altri che, al contrario, hanno subito gravi danni. Il repertorio offre al lettore una panoramica storico artistica della regione, prima e dopo gli interventi di restauro, un percorso completo ed emozionante attraverso i luoghi, i monumenti e il vissuto dei centri artistici, un&#8217;occasione per conoscere e apprezzare la bellezza e la ricchezza dei siti presi in esame.</p>
<p>INDICE<br />INTRODUZIONI:</p>
<p>SILVIO BERLUSCONI<br />Prime Minister of Italy<br />Presidente del Consiglio dei Ministri</p>
<p>SANDRO BONDI<br />Minister of Cultural Heritage<br />Ministro per i Beni e le Attività Culturali</p>
<p>GUIDO BERTOLASO<br />Undersecretary of State at the Presidency of the Council of Ministers Department of Civil Protection<br />Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri<br />Dipartimento della Protezione Civile</p>
<p>GIANNI CHIODI<br />President of the Abruzzo Region<br />Presidente della Regione Abruzzo</p>
<p>STEFANIA PEZZOPANE<br />President of the Province of L&#8217;Aquila<br />Presidente Provincia L&#8217;Aquila</p>
<p>MASSIMO CIALENTE<br />Mayor of L&#8217;Aquila<br />Sindaco dell&#8217;Aquila</p>
<p>LUCIANO MARCHETTI<br />Vice Commissioner of Cultural Heritage for the Earthquake Emergency General Commissioner of the Exhibition<br />Vice Commissario per i Beni Culturali per l&#8217;Emergenza Terremoto Commissario generale della mostra</p>
<p>CATERINA BON VALSASSINA<br />Director of the Superior Institute for Conservation and Restoration<br />Direttrice dell&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro</p>
<p>GIUSTINA DESTRO<br />President of Libera Fondazione<br />Presidente Libera Fondazione</p>
<p>SAGGI:</p>
<p>The exhibition<br />La mostra<br />ALESSANDRO NICOSIA<br />Curator and Organiser of the Exhibition /Curatore e Organizzatore della mostra</p>
<p>Veritas liberabit vos (Ioh. 8,33)<br />Veritas liberabit vos (Gv. 8,33)<br />RAFFAELE COLAPIETRA</p>
<p>Abruzzo and the Central Role of the Italic World<br />L&#8217;Abruzzo e la centralità del mondo italico<br />ANNA MARIA REGGIANI</p>
<p>Between Epochal Turning Points and Discontinuities: the territory of L&#8217;Aquila as a frontier during the Middle Ages in the light of archaeological investigations<br />Tra discontinuità e passaggi epocali: il territorio aquilano quale frontiera alla luce della ricerca archeologica nel Medioevo<br />FABIO REDI</p>
<p>The Figurative Arts in L&#8217;Aquila in the Late Middle Ages<br />Le arti figurative all&#8217;Aquila nel basso Medioevo<br />CRISTIANA PASQUALETTI</p>
<p>The Figurative Arts in L&#8217;Aquila in the 15th and 16th Century<br />Le arti figurative all&#8217;Aquila tra Quattrocento e Cinquecento<br />ALESSANDRO ANGELINI</p>
<p>The Figurative Arts in L&#8217;Aquila in the 17th and 18th Century<br />Le arti figurative all&#8217;Aquila tra Seicento e Settecento<br />MICHELE MACCHERINI</p>
<p>The Rebuilding of L&#8217;Aquila after the Earthquake of 1703<br />La ricostruzione dell&#8217;Aquila dopo il terremoto del 1703<br />DANIELA DEL PESCO</p>
<p>After the Fear: a Heritage Rescued <br />Dopo la paura: un patrimonio salvato<br />ANNA IMPONENTE</p>
<p>The Sounds of the City. Events and Personalities in the Musical World of L&#8217;Aquila<br />I suoni della città. Vicende e protagonisti della musica all&#8217;Aquila<br />FRANCESCO ZIMEI</p>
<p>L&#8217;Aquila and its History <br />L&#8217;Aquila e la sua storia</p>
<p>Saving Art: A Historical and Artistic Journey<br />Opere salvate: un percorso storico-artistico</p>
<p>The Excellence of Italian Restoration for Artworks Requiring Recovery<br />L&#8217;eccellenza del restauro italiano per le opere da recuperare</p>
<p>The Superior Institute of Conservation and Restoration<br />L&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro<br />PATRIZIA MIRACOLA</p>
<p>The Restoration Centre for works damaged in the Abruzzo earthquake at the Museo Archeologico Preistorico in Celano <br />Celano. Il Laboratorio di Restauro delle opere danneggiate dal sisma Abruzzo. Museo Archeologico Preistorico<br />PATRIZIA MIRACOLA<br />CARLA D&#8217;ANGELO</p>
<p>45 Monuments<br />45 Monumenti</p>
<p>Monuments to &#8220;adopt&#8221;<br />Monumenti da adottare</p>
<p>Chronology <br />Cronologia</p>
<p>Recommended bibliography <br />Bibliografia consigliata</p>
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		<title>Le coperture delle aree archeologiche</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-coperture-delle-aree-archeologiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2006 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Istituto Centrale per il Restauro e l'ENEA hanno portato a termine un innovativo progetto di ricerca che, mediante un approccio interdisciplinare ed impiegando gli strumenti già messi a punto nel caso della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale, ha consentito di individuare i maggiori fattori di rischio chimico, biologico e fisico che entrano in gioco ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Istituto Centrale per il Restauro e l&#8217;ENEA hanno portato a termine un innovativo progetto di ricerca che, mediante un approccio interdisciplinare ed impiegando gli strumenti già messi a punto nel caso della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale, ha consentito di individuare i maggiori fattori di rischio chimico, biologico e fisico che entrano in gioco nella conservazione dei siti archeologici. La ricerca ha inoltre consentito di definire i criteri da seguire nel corso della progettazione di queste strutture, alle quali in molti casi è affidata la salvaguardia dei siti archeologici.<br />Nel corso della ricerca sono state progettate coperture protettive innovative per la Villa di Arianna di Castellammare di Stabia e per il sito di Punta D&#8217;Alaca a Vivara. Quale esempio dimostrativo è stata realizzata la copertura nella Villa di Arianna.</p>
<p>Indice<br />Introduzione<br />Caterina Bon valasassina</p>
<p>La storia del progetto<br />Sergio Omarini</p>
<p>STRUTTURA del progetto<br />Maria Concetta Laurenti</p>
<p>I Parte<br />La Banca Dati della Carta del Rischio</p>
<p>Coperture archeologiche e metodologia della Carta del Rischio<br />G. Accardo </p>
<p>La vulnerabilità dei monumenti e dei complessi archeologici:<br />schedatura conservativa e calcolo dell&#8217;indice<br />C. Cacace, A. M. Ferroni</p>
<p>La vulnerabilità archeologica: efficienza e adeguatezza <br />delle coperture di protezione<br />C. Cacace, S. D&#8217;Agostino A. M. Ferroni, M. C. Laurenti </p>
<p>Stato di conservazione e schedatura analitico strumentale<br />A. Altieri, E. Giani, A. Giovagnoli</p>
<p>Banca dati sui Materiali delle coperture di aree archeologiche <br />C. Prosperi Porta <br />	Allegato<br />Coperture di protezione. Studi pregressi e ricerche in corso<br />A. M. Ferroni M. C. Laurenti<br />	La nascita del problema<br />	Analisi delle coperture di protezione</p>
<p>II parte <br />La fase sperimentale</p>
<p>I LUOGHI DELLA SPERIMENTAZIONE SCIENTIFICA<br />Inquadramento storico e archeologico dei siti campione<br />	La villa romana del Varignano  L. Gervasini<br />	La Domus di Piano S. Giacomo  A. Campanelli<br />	La Villa di Arianna a Castellammare di Stabia  M. Pagano<br />	Il sito dell&#8217;età del bronzo di Punta d&#8217;Alaca a Vivara  C. Pepe<br />	Le mura greche di Reggio Calabria  E.Andronico<br />	La villa del Casale a Piazza Armerina  F. Santalucia</p>
<p>Premessa metodologica<br />A. Altieri, M. Bartolini, E. Giani, A. Giovagnoli, M. P. Nugari, S. Ricci<br />I siti campione: collocazione geografica e caratteristiche<br />A. Altieri, M. Bartolini, E. Giani, A. Giovagnoli, M. P. Nugari, S. Ricci<br />	Ambiente submontano/rurale<br />	Ambiente marino/rurale<br />	Ambiente marino/suburbano<br />	Ambiente collinare/rurale</p>
<p>La sperimentazione scientifica <br />A. Altieri, M. Bartolini, E. Giani, A. Giovagnoli, M.P. Nugari, S. Ricci<br />	Monitoraggio microclimatico interno ed esterno<br />	Monitoraggio della qualità dell&#8217;aria<br />	Studio del degrado<br />	Allestimento ed esposizione di provini campione<br />	Studio dello stato di conservazione dei materiali in opera<br />	Le tecniche e le indagini</p>
<p>CLIMA E MICROCLIMA  M. Citterio, E. Giani<br />	La villa del Casale a piazza Armerina<br />	La Villa di Arianna a Castellammare di Stabia<br />	La villa romana del Varignano Vecchio<br />	La Domus di Piano S. Giacomo a Corfinio</p>
<p>LA QUALITÀ DELL&#8217;ARIA<br />Chimica  A.Giovagnoli, C.Metallo, A.Poli<br />	Introduzione<br />	Le aree di studio<br />	Monitoraggio ambientale<br />	Risultati<br />Biologia  M. P. Nugari, A. Roccardi<br />Analisi Aerobiologiche </p>
<p>VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE<br />DEI MATERIALI IN OPERA<br />Analisi biologiche  M. Bartolini, M. P. Nugari, S. Ricci, A. Roccardi<br />Indagini sulla colonizzazione lichenica  A. Roccardi<br />Indagini sulla colonizzazione ad opera della microflora autotrofa<br />ed eterotrofa e delle briofite  M. P. Nugari, S. Ricci<br />Valutazione dell&#8217;efficacia nel tempo di trattamenti biocidi <br />sui tasselli  M. Bartolini, M. P. Nugari, S. Ricci</p>
<p>SPERIMENTAZIONE SUI PROVINI CAMPIONE <br />Analisi biologiche  A. Altieri, M. Bartolini, M. P. Nugari, S. Ricci<br />Risultati delle indagini con videomicroscopio  A. Altieri, S. Ricci<br />Valutazione della contaminazione biologica vitale  M. Bartolini<br />Determinazione quali/quantitativa della microflora eterotrofa <br />sui provini di intonaco  M. P. Nugari</p>
<p>Analisi chimiche  A. Giovagnoli, A. Paradisi, C. Polidoro<br />Caratterizzazione del deposito superficiale<br />	Caratterizzazione colorimetrica<br />	Determinazione dei Sali solubili <br />	Analisi FTIR</p>
<p>SINTESI DELLE INFORMAZIONI<br />I siti campione: analisi integrata delle informazioni <br />M.C. Laurenti, A. Altieri, C. Cacace, A. Giovagnoli, E. Giani, <br />M. P. Nugari, S. Ricci</p>
<p>SPERIMENTAZIONE SULL&#8217;USO DELLE TERRE <br />DALLO SCAVO ARCHEOLOGICO<br />Introduzione alla problematica  C. Prosperi Porta <br />Analisi di laboratorio per la caratterizzazione delle terre di scavo <br />e dei mattoni  D. Poggi<br />	Prelievo dei campioni<br />	La sperimentazione in situ<br />	Appendice</p>
<p>III PARTE<br />Il progetto delle due coperture</p>
<p>Realizzazione di un prototipo <br />di copertura protettiva  <br />M. C. Laurenti, C. Prosperi Porta	<br />	Linee guida e parametri  <br />	Requisiti generali </p>
<p>LA VILLA DI ARIANNA<br />Villa di Arianna nel contesto di &#8220;Stabiae&#8221;  P. G. Guzzo<br />I modelli di simulazione per la previsione del microclima <br />M. Citterio, E. Giani<br />Provvedimenti di restauro nella Villa di Arianna  G. Fazio<br />Le indagini biologiche finalizzate al restauro  S. Ricci<br />Le analisi chimiche  D. Artioli, M. Coladonato, A. Giovagnoli<br />Caratterizzazione di malte, tessere musive, stucchi  L. Conti<br />Le indagini fisiche di fluorescenza X e di spettrofotocolorimetria <br />sugli intonaci  S. Omarini<br />La nuova copertura della Villa di Arianna  C. Prosperi Porta</p>
<p>IL SITO DI VIVARA <br />Aspetti relativi alla fruizione del sito di Vivara  P. Negri Scafa<br />Un intervento bio-geo-ingegneristico finalizzato alla stabilizzazione <br />del versante nei pressi dello scavo archeologico di P.ta Alaca<br />C. Polizzano	<br />Il progetto della copertura dello scavo di Punta d&#8217;Alaca a Vivara<br />C. Prosperi Porta</p>
<p>APPENDICE	<br />	Bibliografia essenziale sulle coperture delle aree archeologiche<br />	Lista delle tipologie di danno (da Carta del Rischio)<br />	Elenco delle Coperture schedate <br />	(estratto dalla Banca Dati Carta del Rischio)</p>
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		<title>Filologia dei materiali e trasmissione al futuro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/filologia-dei-materiali-e-trasmissione-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente sull&#8217;analisi delle fonti, piuttosto che sull&#8217;esame delle opere, con il forte rischio che, in un&#8217;epoca in cui riallestimenti emostre si susseguono ormai a ritmo serrato, in assenza di adeguate informazioni che indirizzino verso indagini e scelte conservative coerenti e mirate, la storia materiale dei dipinti si perda per sempre. Queste riflessioni sono state alla base del progetto che l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ha attuato sui dipinti murali staccati custoditi nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che possiede la più grande collezione al mondo di queste opere. Il lavoro si è avvalso di una scheda conservativa creata ad hoc &#8211; qui presentata per la prima volta &#8211; che ha l&#8217;ambizione di coniugare i dati relativi alle tecniche conservative ed allo stato di conservazione attuale con la storia dell&#8217;oggetto. Indagini scientifiche mirate hanno poi arricchito le conoscenze sull&#8217;ambiente di conservazione e sulla storia del restauro, in particolare sui materiali e le modalità utilizzati per l&#8217;imponente struttura lignea e per il risarcimento delle lacune, nonché per ravvivare e/o proteggere le superfici dipinte. Lo studio contribuisce ad accrescere in modo decisivo le nostre conoscenze sulla storia del restauro di queste opere, rendendo disponibile ai responsabili dei musei uno strumento per scelte conservative meditate.</p>
<p>Il volume è a cura di Gabriella Prisco.</p>
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