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	<title>Brizzi Carlo Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Brizzi Carlo Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Principe della chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 1999 13:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>N° 23 della collana "Le storie della Storia" fondata da Giuseppe Selvaggi e diretta da Silvio Traversa "Grande era stata la festa per la cerimonia della consacrazione a cardinale di sua eminenza Pietro Testa; tutti i compagni d'armi del capitano Testa non vollero mancare all'evento e una masnada di belligeri anghiaresi sciamò per Firenze. La ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>N° 23 della collana &#8220;Le storie della Storia&#8221; fondata da Giuseppe Selvaggi e diretta da Silvio Traversa </p>
<p>&#8220;Grande era stata la festa per la cerimonia della consacrazione a cardinale di sua eminenza Pietro Testa; tutti i compagni d&#8217;armi del capitano Testa non vollero mancare all&#8217;evento e una masnada di belligeri anghiaresi sciamò per Firenze. La funzione religiosa fu tenuta da Sua Santità Eugenio IV a Santa Maria del Fiore alla presenza d&#8217;un pubblico numeroso che poté ammirare i cinque nuovi Principi della Chiesa mentre effettuavano con grande compunzione e massima devozione il rituale previsto. Il Santo Padre in seguito ricevette i neo cardinali per un pranzo intimo e frugale, perché ogni forma di mondanità fosse bandita dall&#8217;elezione del ristretto numero degli ecclesiae cardines, il sostegno stesso dell&#8217;assemblea dei cristiani&#8221;.</p>
<p>Un territorio umano, un territorio storicamente indicato in una area della più &#8220;Bella Italia&#8221;. Per virtù di narratore, Carlo Brizzi fa coincidere la &#8220;piccola patria&#8221; di ogni lettore, qualsiasi siano latitudine e longitudine, con questa da lui narrata. Come nella letteratura che resta sempre verde, il lettore troverà se stesso, e i propri prati del sogno e della realtà, nei luoghi e nelle persone che solo in apparenza non gli appartengono.</p>
<p>Carlo Brizzi è nato a Roma nel 1930 da genitori toscani dai quali ha ereditato l&#8217;amore profondo per la terra d&#8217;origine. Compiuti gli studi universitari ha svolto varie attività che lo hanno condotto in giro per il mondo prima d&#8217;approdare alla letteratura, che da hobby s&#8217;è trasformata in impegno professionale. Ha pubblicato il primo romanzo, &#8220;Il Ritratto del Colonnello&#8221; nel 1988, e a breve distanza sono seguiti &#8220;Addio Ismail&#8221; nel 1991 e &#8220;La Ciana&#8221; nel 1994. I romanzi hanno ottenuto riconoscimenti ai premi &#8220;Pompei&#8221;, &#8220;Scopri l&#8217;Autore&#8221; e &#8220;Hemingway&#8221;. Nel 1997 è stato pubblicato &#8220;Appena Ieri&#8221;, un&#8217;opera breve nella quale per la prima volta l&#8217;autore si è concesso una meditazione sulla società dei nostri giorni, che ha vinto il Premio Internazionale Alessandro Manzoni. Con l&#8217;Editore Gangemi ha pubblicato nel 1998 il romanzo &#8220;Capitano di Cavalli&#8221; che è strettamente connesso nel progetto narrativo alla presente opera. &#8220;Capitano di Cavalli&#8221; ha ottenuto nello scorso mese di Giugno il Premio &#8220;Omaggio a Pirandello&#8221; per la sezione narrativa. Carlo Brizzi ha scritto inoltre poesie, racconti e commedie partecipando a importanti premi nazionali ed esteri.</p>
<p>Questo romanzo di Carlo Brizzi prosegue, in volata con incontro finale tra la fantasia e la Storia, l&#8217;avvio di un ciclo. Partenza &#8220;Capitano di Cavalli&#8221;, nella stessa collana. Il pregio spontaneo e meditato di questo scrittore è di costringere il lettore al divertimento e alla cultura: una costrizione che è il dono della perenne buona letteratura narrante, di sorpresa tanto più sorprendente se provocata con fatti e siti che si ritengono conosciuti. Carlo Brizzi va elaborando, e questo romanzo n&#8217;è conferma, un proprio modello di raccontare la verità facendola passare per fantasia, e provocare la fantasia con la verità della storia: tanto più esatta se è fantasticata. Il lettore troverà nelle pagine, leggendole con la golosità della lettura avvincente, una forma attuale di narrare, superando la crisi della bella pagina che resta solo bella pagina. In ciò Carlo Brizzi entra nella pienezza della narrativa mondiale, persino futuribile. È scrittore insieme di popolari &#8220;tirature&#8221;, pur restando anche uno scrittore di minoranza intellettuale, com&#8217;è lo storico. Nella letteratura contemporanea italiana, sterile nel racconto intimistico senza azione festosa e drammatica, come è la vita, uno quale Brizzi è un narratore &#8220;nuovo&#8221;, nel senso del vivo.<br />Giuseppe Selvaggi </p>
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		<title>Capitano di cavalli</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/capitano-di-cavalli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 1998 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>N° 16 della collana "Le storie della Storia" fondata da Giuseppe Selvaggi e diretta da Silvio Traversa "Paolo aveva spuntato la spada, ed impugnato il martello d'arme, stava menando colpi all'impazzata con effetti disastrosi per i nemici, ma era destinato a soccombere quando Diomede e alcuni suoi belligeri si buttarono come indemoniati nella mischia urlando ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>N° 16 della collana &#8220;Le storie della Storia&#8221; fondata da Giuseppe Selvaggi e diretta da Silvio Traversa </p>
<p>&#8220;Paolo aveva spuntato la spada, ed impugnato il martello d&#8217;arme, stava menando colpi all&#8217;impazzata con effetti disastrosi per i nemici, ma era destinato a soccombere quando Diomede e alcuni suoi belligeri si buttarono come indemoniati nella mischia urlando &#8220;Testa! Testa!&#8221;, e i ducali furono a loro volta costretti a indietreggiare per riorganizzare le fila. Intensa nel frattempo era la zuffa sui fossati, con un gran tirare di balestre, e i fanti s&#8217;affrontavano sulle ripe e nell&#8217;acqua, a volte perdendo per poi riconquistare le posizioni&#8221;.</p>
<p>La narrativa di Carlo Brizzi, collaudata in più romanzi, ha il potere di essere &#8220;narrante&#8221;, cioè trasportare il lettore lungo il racconto ch&#8217;è paesaggio umano e paesaggio ove natura e storia hanno stratificato il tempo della memoria. Lo scrittore è approdato ad una operativa<br />coscienza letteraria dopo essersi impegnato in lavori spesso opposti alla scrittura. Da qui la modernità delle sue pagine, in cui l&#8217;attenzione alle parole si equilibra nella misura dei fatti: qualità che fonde giornalismo e resa poetica della prosa, determinando una lettura attuale, fresca <br />pur nel romanzo deliberatamente &#8220;storico&#8221;.</p>
<p>Carlo Brizzi è nato nel 1930 a Roma da genitori toscani, dai quali ha ereditato la passione per la terra d&#8217;origine.<br />Compiuti gli studi universitari presso La Sapienza di Roma in Giurisprudenza ha svolto varie attività che lo hanno condotto in giro per il mondo prima d&#8217;approdare alla letteratura che da hobby s&#8217;è pian piano trasformata in impegno professionale.<br />Ha pubblicato il primo romanzo, &#8220;Il Ritratto del Colonnello&#8221; nel 1988, e a breve distanza sono seguiti &#8220;Addio Ismail&#8221; nel 1991 e &#8220;La Ciana&#8221; nel 1994.<br />I romanzi hanno avuto riconoscimenti ai premi &#8220;Pompei&#8221;, &#8220;Scopri l&#8217;Autore&#8221; e &#8220;Hemingway&#8221;.<br />Negli ultimi mesi è stato dato alle stampe il romanzo &#8220;Appena ieri&#8221;, un&#8217;opera breve nella quale per la prima volta l&#8217;autore si è concesso un&#8217;occasione di meditazione sulla società dei nostri giorni.<br />Carlo Brizzi ha scritto inoltre poesie, racconti e commedie partecipando a importanti premi nazionali e esteri; ha collaborato alla realizzazione d&#8217;un servizio storico per la trasmissione televisiva &#8220;Bell&#8217;Italia&#8221;, ed ha pubblicato su &#8220;Scena Illustrata&#8221; un saggio sulla battaglia d&#8217;Anghiari.</p>
<p>Di un romanzo, e di più per &#8220;Capitano di cavalli&#8221; di Carlo Brizzi, narrante amori ed armi, non bisogna in anticipo rivelare nemmeno una traccia del suo enigma. Anche se questo può essere, come in questo romanzo, storicamente conosciuto. L&#8217;ultima pagina, come in Carlo Brizzi, avrà allora un brivido inatteso. Magari il libro vi chiederà una seconda lettura, e può capitare per &#8220;Capitano di cavalli&#8221;, ed allora pur conoscendo il &#8220;fatto&#8221; si potranno degustare, sì assaporare, alcuni particolari: nel racconto e nel suo modo di scrittura. La prosa di Brizzi risente un interiore galoppo, di palpitazioni e divertimenti, che dai personaggi si trasmettono al lettore. C&#8217;è altro, ed è la qualità, meditata e parallelamente spontanea, del narratore. I ritmi della prosa, i &#8220;daccapo&#8221; persino, obbediscono alla narrazione. Si ottiene una fusione tra forme e tematica, ed in tale qualità emerge lo scrittore Brizzi, con una sua scrittura.<br />Cavalli e cavalieri di questa storia agiscono, e si destinano persino alla morte bella per onore e gloria, per amore e destino, sullo sfondo di una terra che ha ben decise connotazioni storiche, geografiche, topografiche. Eppure il lettore di improvviso può sentirsi trasferito nella propria natività, di cieli e cultura, persino collocando armi ed amori antichi in tempi nostri. Tale è la suggestione partecipante che Carlo Brizzi sa travasare nel lettore, tramite questo suo narrare: ove gioiosità e dramma sono possibile verità di ognuno. Sino all&#8217;ultima pagina, anzi all&#8217;ultimo rigo: in cui la vita prosegue e risorge nel più felice dei modi, che ognuno ha realizzato. O spera di realizzare. I cavalli nel perenne galoppo di Adamo ed Eva. In ognuno di noi. Così &#8220;canta&#8221; la prosa di Brizzi. </p>
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