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	<title>Busacca Piera Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Busacca Piera Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Spazi, storie e soggetti del welfare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 14:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel commentare l'attribuzione alla Ue del Nobel per la pace 2012 Jurgen Habermas sottolinea come, accanto al merito di aver garantito la pace dopo ripetute guerre fratricide e di aver sviluppato la forza costitutiva della democrazia, il comitato svedese abbia messo in evidenza la terza grande performance dell'Europa: il suo modello sociale fondato sul welfare ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel commentare l&#8217;attribuzione alla Ue del Nobel per la pace 2012 Jurgen Habermas sottolinea come, accanto al merito di aver garantito la pace dopo ripetute guerre fratricide e di aver sviluppato la forza costitutiva della democrazia, il comitato svedese abbia messo in evidenza la terza grande performance dell&#8217;Europa: il suo modello sociale fondato sul welfare state. I testi riuniti in questo volume, inizialmente pensati per un seminario tenuto a Siracusa nel 2010 ma poi variamente riscritti, s&#8217;inseriscono all&#8217;interno di un programma di ricerca interessato a sondare proprio il ruolo svolto dalle politiche di welfare nella definizione non solo della società europea ma anche della sua più evidente manifestazione fisica: la città. Cosa sono state le politiche di welfare oggi tanto criticate se non addirittura denigrate? Quale è stato il loro valore e il loro ruolo nella definizione della città italiana? E, ancora, quali possono essere le strade da seguire oggi per un loro reale rinnovamento? Queste sono alcune domande che studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari (urbanistica, economia, storia urbana) provano qui ad affrontare.</p>
<p>STEFANO MUNARIN (1964), urbanista, Professore Associato all&#8217;Università IUAV di Venezia, ha insegnato anche nelle Università di Catania e Trento. Ha partecipato a diverse ricerche universitarie (Itaten, The transformation of the urban habitat in Europe; Returb, I futuri della città) e lavorato ad alcuni piani urbanistici (Brescia, Pesaro, Macerata, Ferrara, Belluno). Oltre a vari saggi, indagando i processi di trasformazione del territorio veneto ha scritto il libro Tracce di città (Angeli, 2001) e, quale esito della ricerca welfare space in Europe, ha recentemente pubblicato il libro Gli spazi del welfare (Quodlibet, 2011).</p>
<p>VITO MARTELLIANO (1969), ingegnere, Dottore di Ricerca in Progetto e recupero architettonico, urbano e ambientale presso l&#8217;Università degli Studi di Catania e Docteur en Architecture presso l&#8217;Université de Paris VIII Saint Denis-Vincennes. Già titolare di assegno di ricerca biennale sul tema della pianificazione paesaggistica, dal 2005 è docente a contratto presso l&#8217;Università degli Studi di Catania dove attualmente tiene l&#8217;insegnamento di Progettazione urbana. È autore di pubblicazioni inerenti la storia urbana, la progettazione urbanistica e la pianificazione del paesaggio.</p>
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		<title>Il racconto del territorio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-racconto-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2000 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sempre maggior frequenza di momenti di crisi del territorio ­ che con periodica ricorrenza alimentano il dibattito sui temi ambientali ­ porta spesso ad adottare una logica emergenziale che affronta i problemi in una prospettiva esclusivamente settoriale, finendo per trascurare le loro cause autentiche il più delle volte riconducibili alla stratificazione di modelli di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sempre maggior frequenza di momenti di crisi del territorio ­ che con periodica ricorrenza alimentano il dibattito sui temi ambientali ­ porta spesso ad adottare una logica emergenziale che affronta i problemi in una prospettiva esclusivamente settoriale, finendo per trascurare le loro cause autentiche il più delle volte riconducibili alla stratificazione di modelli di sfruttamento e di consumo ecologico del territorio. La ricerca di strumenti per l&#8217;analisi ed il progetto dei sistemi territoriali in una prospettiva ambientale e di recupero della efficienza ecologica costringe ad una attenta comprensione delle interrelazioni che legano reti e cicli ecologici e sistema antropico, per come essi si sono co­evoluti e stratificati nel tempo. Partendo da tale ipotesi è possibile costruire una dimensione della conoscenza efficace e finalizzata al progetto consapevole e responsabile dei sistemi territoriali. La storia delle specificità locali costituisce quindi un elemento centrale della nuova attenzione ai fatti del territorio ed impone un atteggiamento pragmatico che di volta in volta produce una forma del racconto ispirata dallo specifico locale. Oggetto di questo studio è il versante orientale dell&#8217;Etna in cui sono presenti condizioni di alta vulnerabilità, tanto nella sua armatura urbana e territoriale quanto negli straordinari valori ambientali ed ecologici; e di elevata dinamicità, sia per intensa concentrazione di interessi economici che per una straordinaria velocità nella generazione e trasformazione morfologica del territorio. Qui l&#8217;attività del vulcano ha un ruolo determinante sulla genesi dell&#8217;assetto antropico invertendo spesso la relazione tempi storici / tempi biologici. In questo contesto, ricco di storia e natura, l&#8217;evoluzione recente del sistema insediativo ha accresciuto la diffusione di processi degenerativi, amplificando fattori di vulnerabilità, di squilibrio e di degrado presenti nel territorio. Ciò che emerge è un quadro ricco e composito di risorse legate al sistema stratificato di valori storico­ambientali, ma anche una sintesi dei fattori di degrado che rischiano di portare a collasso il sistema. Ne deriva uno scenario dinamico costituito da una pluralità di luoghi la cui identità è legata a forme organizzative e traiettorie di sviluppo dettate dal diverso rapporto tra uomo ed territorio: ambiti nei quali gli insediamenti urbani hanno conservato i vecchi equilibri tra l&#8217;insediamento e le aree agricole; ambiti nei quali i modi di espansione dell&#8217;urbano hanno progressivamente isterilito i territori a corona; ambiti nei quali i processi di periferizzazione della città capoluogo hanno completamente cancellato i segni del paesaggio rurale.</p>
<p>Piera Busacca è Professore Associato di Tecnica Urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università di Catania dove ha anche tenuto i Corsi di Urbanistica, Pianificazione Territoriale Urbanistica ed Ingegneria del Territorio. Nel suo itinerario di ricerca grande rilevanza assumono i temi della tutela del territorio e della salvaguardia delle risorse, investigati attraverso l&#8217;attenzione agli aspetti operativi e gestionali della pianificazione in aree ad elevato valore ambientale. È attualmente direttore del Laboratorio per la Progettazione Ambientale del Territorio del Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell&#8217;Università di Catania e Coordinatore del gruppo interdisciplinare incaricato della redazione del Piano Territoriale del Parco dell&#8217;Etna. Tra i suoi lavori: &#8220;Analisi di suscettività ambientale Comuni di Bronte e Maletto Zona C del Parco dell&#8217;Etna&#8221;(Catania 1989); &#8220;Invarianti territoriali ed Assetto socio­economico del Bacino del Simeto&#8221; (Cagliari 1992); &#8220;Volcano and Sea: an ecological redesign of the South­Estern slope of M. Etna&#8221; (Oporto 1998).</p>
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		<title>L&#8217;occhio d&#8217;Arlecchino</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/locchio-darlecchino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai da più di un secolo Catania si pone il problema del risanamento dei suoi quartieri popolari. Se questo tema mantiene ancora una rilevante attualità è necessario registrare uno scacco rispetto ad alcune delle ipotesi di risanamento avanzate sino ad oggi. Forse è giunto il momento di cominciare a chiedersi se oltre ad evidenti debacle ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/locchio-darlecchino/">L&#8217;occhio d&#8217;Arlecchino</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da più di un secolo Catania si pone il problema del risanamento dei suoi quartieri popolari. Se questo tema mantiene ancora una rilevante attualità è necessario registrare uno scacco rispetto ad alcune delle ipotesi di risanamento avanzate sino ad oggi. Forse è giunto il momento di cominciare a chiedersi se oltre ad evidenti debacle della politica, non vi sia qualcosa di errato in alcune convinzioni sino ad oggi passanti: in ciò che fa veramente problema quando si parla di risanamento urbano; nella natura delle questioni che vanno affrontate se ci si vuole confrontare con questi problemi; nelle rappresentazioni dei problemi realmente presenti in questi quartieri; in alcune descrizioni date troppo facilmente per scontate. Se cioè la mancata soluzione del problema non sia da attribuire ad un errore di paradigma, più che ad un limite di processo. Un errore di paradigma dettato in buona misura dai postulati della modernità e dalle sue forme di produzione della conoscenza. Errore che porta, ad esempio, al convincimento che la forma della città esistente e quelle del suo futuro possano essere descritte o pensate da forse ad essa esterne. Questo lavoro si propone quale contributo critico per ampliare gli sguardi sui possibili futuri della nostra città e strumento per orientare l&#8217;azione di alcuni dei soggetti esclusi o rei marginali nel dibattito sul piano in elaborazione.</p>
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