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	<title>Cellini Francesco Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Cellini Francesco Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Abitare la Terra n.59/2022 – Dwelling on Earth</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 14:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>EDITORIALE / EDITORIAL Paolo Portoghesi LA CITTÀ, DOMANI / THE CITY, TOMORROW Lucia Galli Eduard Mörike PASSEGGIATA / FUSSREISE Francesco Cellini Torricelli Associati NUOVA CHIESA AI TRE RONCHETTI, MILANO / NEW CHURCH AT TRE RONCHETTI, MILAN Lorenzo Dall'Olio SANAA / Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa NUOVO CAMPUS URBANO UNIVERSITÀ BOCCONI / NEW URBAN CAMPUS FOR ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>EDITORIALE / EDITORIAL<br />
Paolo Portoghesi<br />
LA CITTÀ, DOMANI / THE CITY, TOMORROW</p>
<p>Lucia Galli<br />
Eduard Mörike<br />
PASSEGGIATA / FUSSREISE</p>
<p>Francesco Cellini<br />
Torricelli Associati<br />
NUOVA CHIESA AI TRE RONCHETTI, MILANO / NEW CHURCH AT TRE RONCHETTI, MILAN</p>
<p>Lorenzo Dall&#8217;Olio<br />
SANAA / Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa<br />
NUOVO CAMPUS URBANO UNIVERSITÀ BOCCONI / NEW URBAN CAMPUS FOR BOCCONI UNIVERSITY</p>
<p>Leone Spita<br />
Sou Fujimoto Architects<br />
HOUSE OF MUSIC</p>
<p>Matteo Aimini<br />
ARC ò &#8211; Architettura e cooperazione<br />
RICOSTRUIRE COMUNITÀ SOSTENIBILI IL CASO DELL&#8217;ASILO “NEW CHILDREN&#8217;S LAND” A GAZA / REBUILDING SUSTAINABLE COMMUNITIES THE STORY OF THE ‘NEW CHILDREN&#8217;S LAND&#8217; KINDERGARTEN IN GAZA</p>
<p>Mario Pisani<br />
NATUR-PARK SCHÖNEBERGER SÜDGELÄNDE, BERLINO. PREMIO INTERNAZIONALE CARLO SCARPA PER IL GIARDINO / NATUR-PARK SCHÖNEBERGER SÜDGELÄNDE, BERLIN. CARLO SCARPA INTERNATIONAL GARDEN AWARD</p>
<p>Lina Malfona<br />
L&#8217;UNIVERSO DELLA CASA / THE UNIVERSE OF THE HOME</p>
<p>Aurosa Alison<br />
LA NATURA POETICA DELLO SPAZIO: MODELLI DI MEMORIA SENSIBILE / THE POETICS OF SPACE: AESTHETIC REMEMBRANCE IN ARCHITECTURE</p>
<p>Pisana Posocco<br />
G124 Renzo Piano<br />
LA CASA DEGLI AFFETTI RITROVATI UN PROGETTO DEL G124 DI RENZO PIANO PER LA CASA<br />
CIRCONDARIALE FEMMINILE DI REBIBBIA: UN LUOGO DI INCONTRO TRA MADRI DETENUTE E FAMIGLIA /<br />
THE HOME OF THE LOVED ONES A PROJECT BY RENZO PIANO&#8217;S G124 FOR THE FEMALE PRISON OF REBIBBIA: A MEETING PLACE BETWEEN DETAINED MOTHERS AND THEIR FAMILIES</p>
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		<title>Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 14:09:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D'Amato A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D'Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/">Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D&#8217;Amato</p>
<p>A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D&#8217;Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche molto differenti: partendo dai maestri e amici, sino a raccogliere le testimonianze dei più giovani docenti e architetti formatisi presso la “scuola barese” di architettura. Quest&#8217;ultima, dal professore istituita e creata a partire dal 1990, è stata caratterizzata da una chiara forte identità, riconosciuta a livello accademico nazionale e internazionale, che ha attirato a sé grandi elogi e critiche per il suo modo di essere e voler essere differente e progressista per mezzo della tradizione e il culto della storia. L&#8217;intento è, dunque, quello di presentare più “letture” autoriali per tentare di dipanare il duplice e al contempo multiforme tema focalizzato sul prof. Claudio D&#8217;Amato e sulla sua scuola di architettura barese.<br />
Il libro è articolato in tre parti: I curatori, Tre Rettori del Politecnico di Bari e Contributi. La prima parte è relativa a due saggi: la visione dell&#8217;ex alunno ora docente (Giuseppe Fallacara), e quella di un collega caro amico (Amerigo Restucci). La seconda parte raccoglie i contributi dei Rettori del Politecnico di Bari che hanno segnato tre tappe fondamentali della vita di D&#8217;Amato: l&#8217;origine della creazione della Facoltà di Architettura (Umberto Ruggiero), l&#8217;assegnazione del titolo di Professore Emerito (Eugenio Di Sciascio), l&#8217;attuale Rettore (Francesco Cupertino). La terza parte rappresenta la raccolta di tutti i contributi suddivisi in sei sezioni: 3.1. Il maestro; 3.2. Gli amici; 3.3 La Facoltà di Architettura di Bari; 3.4. I primi allievi e docenti; 3.5. Gli allievi, i dottori di ricerca e gli specializzati; 3.6. Recensioni. Le sezioni, tutte organizzate nella successione alfabetica degli autori, si compongono secondo un avvicendamento generazionale che dal maestro Paolo Portoghesi giunge sino ai più giovani autori, come Ilaria Cavaliere e Dario Costantino, che hanno conosciuto il professore solamente ai primi anni del loro percorso universitario barese e che oggi studiano e indagano sul suo operato ancora foriero di grandi e profonde riflessioni future, con un contributo dal titolo Didattica dell&#8217;Architettura e Professione: l&#8217;ultimo convegno organizzato da Claudio D&#8217;Amato. I contributi, con la componente personale che li connota, vengono accomunati da alcuni temi ricorrenti, quali i ricordi di esperienze trascorse insieme a D&#8217;Amato – soprattutto nel caso degli amici –; la storia della Facoltà di Architettura di Bari a partire dalla sua fondazione; l&#8217;attività accademica a cui il professore ha dedicato tutto sé stesso; gli indirizzi di ricerca che hanno caratterizzato e che continuano a caratterizzare la scuola barese; le esperienze degli allievi.<br />
Si ringraziano per questo tutti coloro che hanno partecipato, con il loro apporto, alla realizzazione di questo volume.<br />
(Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Introduzione, pp. XIV, XV).</p>
<p>Giuseppe Fallacara (Bitonto &#8211; Bari, 17 dicembre 1973) è Architetto e Dottore di Ricerca.<br />
Dal primo aprile 2020 è Professore Ordinario in Composizione Architettonica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari, dove dirige il New Fundamentals Research Group. È coordinatore del CESAR, Corso di Alta Formazione Applicata in Architettura e Restauro della Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari. Esperto di Stereotomia e architettura in pietra, ha pubblicato numerose monografie e articoli scientifici sul tema e ha realizzato prototipi sperimentali litici. Ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2006 e annualmente, dal 2005, al Marmomac di Verona, nel settore Università e Ricerca. È stato visiting professor, tra le altre università, presso il NYIT (New York Institute of Technology) e il MISIS (National University of Science et Technology) di Mosca. È stato curatore della mostra Stereotomy 2.0 and Digital Construction Tools (New York, maggio 2018) ed è stato invitato da Alessando Melis a esporre presso il Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia del 2021.</p>
<p>Amerigo Restucci (Matera, 10 novembre 1942) laureato in Architettura.<br />
Ha insegnato Storia dell&#8217;Architettura in qualità di Professore Ordinario all&#8217;Università IUAV di Venezia, della quale è stato Rettore dal 2010 al 2016. Dal 1987 al 1995 ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia e Storia dell&#8217;Arte dell&#8217;Università degli Studi di Siena. Nel 1989 è stato eletto nel Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali e ha esaminato, tra gli altri, i restauri della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, del Ponte Sisto a Roma, delle Torri medioevali di Pavia e della Reggia di Caserta. Dal 1992 è entrato nel Consiglio Direttivo dell&#8217;ICOMOS-UNESCO per la tutela del patrimonio mondiale nel settore dei monumenti e dell&#8217;ambiente e nel 1996 è stato nominato nel comitato internazionale per lo studio ed il restauro della Basilica di Sant&#8217;Antonio a Padova. Dal 1999 al 2003 è stato Presidente dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 2002 è stato eletto nel Consiglio Direttivo della Biennale di Venezia; nel 2004 ha ricevuto l&#8217;incarico da parte del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo del MIBACT e dell&#8217;APT della Basilicata per la progettazione degli itinerari di Federico II di Svevia in Basilicata e Puglia. Nel 2015 ha coordinato l&#8217;elaborazione del dossier di candidatura de Il paesaggio vitivinicolo delle colline di Conegliano e Valdobbiadene iscritto nel 2019 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p><em>Con saggi di:</em><br />
Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Francesco Cupertino, Eugenio Di Sciascio, Umberto Ruggiero, Paolo Portoghesi, Alfonso Acocella, Giuseppe Arcidiacono, Lucio Valerio Barbera, Enrico Bordogna, Augusto Romano Burelli, Francesco Cellini, Giangiacomo D&#8217;Ardia, Alberto Ferlenga, Cherubino Gambardella, Ghisi Grütter, Giuseppe Carlo Marano, Marco Trisciuoglio, Bruno Messina, Vincenzo Pavan, Domenico Potenza, Franz Prati, Franco Purini, Fabio Tellia, Paolo Tombesi, Angelo Torricelli, Duccio Trombadori, Paolo Zermani, Michele Balice, Rossana Carullo, Giovanni Cucci, Rossella de Cadilhac, Francesco Defilippis, Loredana Ficarelli, Matteo Ieva, Antonio Labalestra, Marco Mannino, Anna Bruna Menghini, Mauro Mezzina, Carlo Moccia, Michele Montemurro, Lorenzo Netti, Spartaco Paris, Attilio Petruccioli, Antonio Riondino, Giorgio Rocco, Giuseppe Strappa, Vincenzo Paolo Bagnato, Annalisa Di Roma, Calogero Montalbano, Giulia Annalinda Neglia, Anna Rosa Pagliarulo, Nicola Parisi, Mariangela Turchiarulo, Mariangela Alicino, Maurizio Barberio, Micaela Colella, Nicola Boccadoro, Claudia Calabria, Maria Rita Campa, Vito Cascione, Ilaria Cavaliere, Dario Costantino , Niccolò Dambrosio, Vito De Bellis, Graziella Fittipaldi, Alessandro Iacovuzzi, Rosaria Valeria Loliva, Nicola Martielli, Alessandra Mongelli, Ubaldo Occhinegro, Marco Stefano Orsini, Alessandra Paresce, Giuseppe Rociola, Hilde Grazia Teresita Romanazzi, Nicola Sacco, Mohamed Saidi, Raffaella Sanseverino, Alessandra Scarcelli, Francesco Scricco, Marco Stigliano, Luigi Alini, Roberta Amirante</p>
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		<title>Studi sulla casa urbana</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/studi-sulla-casa-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ricchezza del dibattito e delle sperimentazioni internazionali sul tema della casa urbana dimostrano un'attenzione sempre viva della cultura architettonica intorno a questo argomento.Le sperimentazioni sul blocco urbano a medio-alta densità sviluppate negli ultimi anni consentono di avviare alcune riflessioni sui nuovi significati che gli spazi dell'abitare assumono nella cultura contemporanea. Il confronto con alcuni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricchezza del dibattito e delle sperimentazioni internazionali sul tema della casa urbana dimostrano un&#8217;attenzione sempre viva della cultura architettonica intorno a questo argomento.<br />Le sperimentazioni sul blocco urbano a medio-alta densità sviluppate negli ultimi anni consentono di avviare alcune riflessioni sui nuovi significati che gli spazi dell&#8217;abitare assumono nella cultura contemporanea. Il confronto con alcuni esempi di case urbane romane del primo dopoguerra evidenzia la validità del modello del blocco denso nel contesto della città contemporanea.</p>
<p>Il volume è a cura di Milena Farina con interventi di : Francesco Cellini, Milena Farina, Stefano Battaglia, Sara Ferazzoli, Giorgia De Pasquale, Jana Kuhnle.</p>
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		<title>Quaderni del Master 1. Architettura Storia Progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/quaderni-del-master-1-architettura-storia-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Direttrice della Collana Maria Margarita Segarra LagunesIl materiale critico e progettuale contenuto in questa pubblicazione documenta alcune fasi di un'esperienza di studio post-universitario inconsueta e sperimentale: quella proposta da un Master in cui si miscelano, confrontandosi, sovrapponendosi, integrandosi, ingredienti che invece nella didattica di architettura sono e sono stati (quasi) sempre separati.Oggi infatti, in tutti ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Direttrice della Collana Maria Margarita Segarra Lagunes</p>
<p>Il materiale critico e progettuale contenuto in questa pubblicazione documenta alcune fasi di un&#8217;esperienza di studio post-universitario inconsueta e sperimentale: quella proposta da un Master in cui si miscelano, confrontandosi, sovrapponendosi, integrandosi, ingredienti che invece nella didattica di architettura sono e sono stati (quasi) sempre separati.<br />Oggi infatti, in tutti i correnti ordinamenti universitari, la storia e la riflessione sulle ragioni dell&#8217;architettura e sui suoi esiti sono trattate come un sistema a sé, disciplinarmente arroccato su predefiniti standards culturali; d&#8217;altra parte anche il progetto tende ora ad esser collocato in una sorta di mondo autonomo e frettolosamente specifico, chiamando di volta in volta in causa, nell&#8217;approssimativa definizione di questa specificità, o gli aspetti più pratici e professionali del mestiere, ovvero la proposizione di diversi e talora labili sistemi di riferimento teorico.<br />Qui invece, nel Master, le due cose, progetto di architettura e storia dell&#8217;architettura (e storia del progetto ecc.) stanno assieme, forse in una relazione tendenziale e problematica, talvolta più di tensione che di accordo, ma certo senza pasticci: pasticci che certamente consisterebbero nel pretendere di sottomettere la prassi del progetto all&#8217;autorità della storiografia e della teoria (la critica operativa), ovvero nel pensare possibile un&#8217;attività professionale e artistica del tutto autoreferente, arrogante, irruente e, come spesso oggi si vorrebbe, libera da ogni responsabilità.<br />Nella filosofia del Master è invece limpida l&#8217;idea dell&#8217;apertura, della ricerca e del confronto; c&#8217;è la consapevolezza che le più vitali strutture di una cultura attiva risiedano proprio nelle infinite relazioni incrociate del fare col già fatto e del pensare col già pensato, e che queste relazioni debbano essere scrupolosamente analizzate e delicatamente preservate dal dogmatismo, proprio per la loro intrinseca mutevolezza e fragilità.<br />Applicare tutto ciò alla didattica chiede ai docenti ed agli allievi una particolare disponibilità a confrontare con pazienza molti e spesso dissonanti punti di vista; chiede di cimentarsi con diversi tipi di esperienza critica, analitica e progettuale; chiede poi di allargare il proprio campo visivo e conoscitivo al reale spazio del dibattito architettonico contemporaneo, che è da tempo, ed indiscutibilmente, internazionale e chiede di farlo con lucidità. La dinamica globale della cultura specifica è, infatti, dietro la patina omogenea dei suoi fenomeni più noti, abbastanza frammentaria, contraddittoria, a-sistematica; è un assieme incoerente di valori, energie e ritmi (alcuni anche lenti e deboli, come sono ora quelli della produzione italiana, altri urgenti e vivaci), su cui rimisurare tutto: opportunità, spazi, interazioni, rilanci, sconfitte, eredità culturali, patrimoni critici.<br />Ecco quindi la ragione delle varie peculiarità del Master, e prima di tutte, della sua natura binaria, realizzata dall&#8217;interazione di un modulo italiano con un modulo estero, svolto presso varie e qualificate università consorziate (Valladolid e Waterloo, per l&#8217;anno oggetto di questa pubblicazione, e oggi anche Granada e Porto); ecco ancora la ragione della stessa struttura dialogica e interattiva dei moduli, italiani ed esteri, organizzati secondo una serrata alternanza di corsi distinti per tema e taglio, di conferenze, tenute da molti progettisti e personalità della cultura mondiale, e di attività, di workshops progettuali e di tesi critiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/quaderni-del-master-1-architettura-storia-progetto/">Quaderni del Master 1. Architettura Storia Progetto</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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