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	<title>Cento Emilia Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Cento Emilia Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Archivio storico comunale di Tivoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2004 12:01:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;Inventario della sezione preunitaria dell&#8217;Archivio Storico Comunale di Tivoli si avvia la pubblicazione degli indispensabili strumenti per la ricerca sulle fonti documentarie conservate presso uno dei più prestigiosi archivi della regione Lazio. Le carte più antiche dell&#8217;archivio storico tiburtino, aperto al pubblico da qualche anno, risalgono alla seconda metà del secolo XIII, ma è solo a partire dalla seconda metà del secolo XVI che le serie si presentano nella loro varietà e ricchezza. Il lavoro di ordinamento e inventariazione si deve ai curatori del volume e a Mario Marino anche la preziosa e inedita ricerca introduttiva sulla storia istituzionale di Tivoli, ricostruita prevalentemente attraverso gli atti comunali. La collana dedicata agli inventari dei fondi conservati nell&#8217;Archivio Storico Comunale tiburtino si inserisce in una serie di iniziative tese a valorizzarne il patrimonio documentario, che periodicamente viene esposto in mostre a tema e consultato da studiosi e soprattutto da scolaresche che possono così conoscere, apprezzare e tutelare le memorie della loro città.</p>
<p>Emilia Cento, laureata in Lettere, diplomata alla Scuola Speciale per Archivi e Biblioteche dell&#8217;Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha insegnato per alcuni anni nella scuola superiore e ordinato vari archivi storici, prevalentemente comunali. Dal 1997 si occupa di didattica della storia negli archivi, di valorizzazione e promozione di archivi storici presso l&#8217;Assessorato Cultura della Regione Lazio.</p>
<p>Mario Marino, laureato in Lettere, diplomato presso la Scuola di Archivistica e Diplomatica dell&#8217;Archivio di Stato di Roma, in qualità di consulente del Comune di Tivoli garantisce l&#8217;apertura del locale Archivio Storico, avendo tra l&#8217;altro curato la regestazione delle oltre 200 pergamene in esso conservate. Ha redatto inoltre diversi saggi e articoli sulle fonti archivistiche tiburtine, comprendenti edizioni parziali e integrali di numerosi documenti di epoca medievale. Ha partecipato e partecipa tuttora a diversi lavori di riordinamento e inventariazione di archivi storici di comuni del Lazio e di altre istituzioni laiche e religiose con sede in Roma. </p>
<p>Anna Ponzani, laureata in Filosofia, ha ordinato diversi archivi comunali della provincia di Roma e Rieti e attualmente insegna storia e filosofia nelle scuole superiori.</p>
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		<title>Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/atlante-dei-beni-culturali-delle-aree-naturali-protette-di-romanatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. È un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l&#8217;esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. È un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento le cui macerie non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che l&#8217;arte talvolta riesce a ritrovare. Marc Augé, Rovine e macerie. Il senso del tempo, Torino 2004</p>
<p>Il paesaggio, insegnano gli esperti di quello che è ormai diventato un argomento disciplinare, è qualcosa che ha più a che fare con la Storia che con la Geografia. È la memoria storica di un territorio, così come ci appare grazie ai tanti elementi che lo compongono. Il territorio (la geografia), così come è stato determinato dalla natura, ma anche come è stato trasformato dalla specie umana nelle diverse epoche (la storia). Il paesaggio, quindi, è storia naturale, ma anche storia di genti, di culture, di tradizioni, di eventi e accadimenti, di vittorie e di sconfitte, di costruzioni e distruzioni. Ogni elemento di un paesaggio è insieme evento in sé e testimone di eventi, testimone di ciò che lo stesso paesaggio ricorda e rappresenta. Il territorio compreso nelle Riserve Naturali di RomaNatura fa parte di quella vasta area attorno a Roma conosciuta come Campagna Romana, un ambiente emblematico della peculiarità del paesaggio agrario italiano dove la presenza umana costituisce un fattore condizionante e al tempo stesso caratterizzante. Il filo conduttore del volume è dato appunto dai Beni Culturali in quanto interpreti e testimoni della memoria storica ed insieme segni connotativi del paesaggio. L&#8217;individuazione di sistemi di paesaggio che contengono i Beni Culturali quale espressione di rilievo, costituisce la maglia progettuale del volume; all&#8217;interno, i diversi tematismi-sistemi (le fortificazioni, i casali, i luoghi del sacro ecc.) si articolano in percorsi narrativi sviluppati prevalentemente in senso diacronico, corredati da schede descrittive dedicate ai singoli monumenti e/o siti del passato più antico e di quello più recente. Le singole sezioni accolgono inoltre alcuni approfondimenti su tematismi di particolare rilievo (le famiglie baronali, il Grand Tour ecc.) ed una sezione ricorrente &#8220;Osservare il paesaggio. Un punto di vista&#8221; che ospita contributi intesi come uno sguardo d&#8217;insieme sul paesaggio e le sue trasformazioni. A raccontare questo territorio, insieme ai testi, un ricco apparato iconografico, dove le immagini fotografiche si fondono con i colori delle mappe acquerellate del Catasto Alessandrino o con le rappresentazioni di artisti come S. Corrodi, F.M. Granet, I. Caffi, A. Pinelli, J.M.W. Turner, R.M. Mazzacurati o ancora si alternano agli scatti d&#8217;epoca di fotografi-viaggiatori della Collezione Ashby, in un unico sguardo incantato.</p>
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