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	<title>Cimbolli Spagnesi Piero Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Cimbolli Spagnesi Piero Archivi | Gangemi</title>
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		<title>IFAU &#8217;18 &#8211; Territori fragili. Paesaggi_Città_Architetture / Fragile territories. Landscapes_Cities_Architecture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per acquistare l'ebook con il proprio account e leggerlo su Google Libri clicca quiCollana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d' Annunzio, Chieti-PescaraIFAU 2018 – 2nd International Forum on Architecture and Urbanism ha lo scopo di portare a confronto docenti, ricercatori e studiosi per condividere e scambiarsi le ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/ifau-18-territori-fragili-paesaggi_citta_architetture-fragile-territories-landscapes_cities_architecture/">IFAU &#8217;18 &#8211; Territori fragili. Paesaggi_Città_Architetture / Fragile territories. Landscapes_Cities_Architecture</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://play.google.com/store/books/details?id=kcm-DwAAQBAJ" title="vai alla pagina di Google Books per acquistare l'ebook" target="_blank" style="color: #a94442;" rel="noopener">Per acquistare l&#8217;ebook con il proprio account e leggerlo su Google Libri clicca qui</a></strong></p>
<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d&#8217; Annunzio, Chieti-Pescara</p>
<p>IFAU 2018 – 2nd International Forum on Architecture and Urbanism ha lo scopo di portare a confronto docenti, ricercatori e studiosi per condividere e scambiarsi le proprie esperienze e risultati di ricerca su tutti gli aspetti legati a Paesaggi_Città_Architetture all&#8217;interno di TERRITORI FRAGILI. Ha anche lo scopo di offrire un foro interdisciplinare per ricercatori, professionisti e docenti per presentare e discutere le innovazioni ed i trends più recenti, problemi e sfide affrontate e le soluzioni adottate per i Territori Fragili nelle Città in Transizione. Il Forum concentrerà la propria attenzione su paesaggi, città ed architetture localizzati all&#8217;interno di contesti e territori che rivelano una loro fragilità. La seconda edizione ampia i propri orizzonti tramite una serie di sguardi incrociati attraverso l&#8217;Euro Regione Adriatica-Ionica, da poco istituzionalizzata ed estesa oggi anche alla regione Balcanica. La fragilità di contesti e territori è infatti di molteplice natura. Esiste una fragilità dei territori dovuta a fenomeni naturali (terremoti, frane, alluvioni, incendi, siccità, ecc.) che creano situazioni di rischio sismico, idrogeologico ed ambientale che caratterizzano gran parte dell&#8217;Italia centrale e della regione Adriatica e dei Balcani. Esiste una fragilità economica e sociale soprattutto nei territori interni dove si riscontrano condizioni di vita e di lavoro precarie dovute allo spopolamento, all&#8217;emigrazione ed alla generalizzata crisi economica. Esiste una fragilità politica e sociale in quei territori che non hanno ancora raggiunto una stabilità e che sono stati interessati, anche recentemente, da fenomeni bellici e terroristici. Esiste una fragilità di quei territori attraversati da grandi flussi di migranti che si spostano da luoghi di conflitto verso luoghi dove ricercano una vita ordinaria e pacifica. Esiste una fragilità religiosa, linguistica ed etnica a seguito di tensioni ataviche e storiche laddove non si è ancora creata armonia e condivisione tra persone simili ma provenienti da credi, idiomi ed origini diverse. Esiste una fragilità del territorio agricolo che spesso non è più in grado di essere competitivo rispetto a produzioni industrializzate e non riesce a mantenere l&#8217;antico equilibrio tra paesaggio e produzione. Esiste una fragilità ambientale a seguito dell&#8217;inquinamento, della dispersione di rifiuti, di emissioni dannose che compromettono in maniera irreversibile il nostro habitat, sia naturale che antropizzato. Esiste una fragilità culturale nei luoghi dove la modernizzazione e globalizzazione non sono riuscite a svilupparsi in armonia con le tradizioni e le storie locali. Ma soprattutto tutte le nostre città sono interessate da fenomeni di abbandono e dismissione di aree centrali, periferiche e periurbane che creano una fragilità che diventa sempre più evidente e determina uno stravolgimento del senso dei luoghi e delle città. A questa si accompagna una dismissione di edifici, fabbriche, officine, magazzini e costruzioni di vario genere, che hanno perso la loro primaria funzione e sono abbandonati o in attesa di una nuova vita.</p>
<p>Con saggi di:<br />Federico Bulfone Gransinigh, Lucia Cappiello, Alessandra Carlini, Mihael Dešman, Adele Fiadino, Lia Giancristofaro, Raffaele Giannantonio, Ilenia Gioia, Andrea Improta, Michele Lepore, Claudio Mazzanti, Enrico Mirra, Caterina Palestini, Ilaria Pecoraro, Dario Flore, Claudia Turco, Francesca Clarizia, Marivita Suma, Veronica Salomone, Alfredo Mantini, Francesco Scialla, Amr Abdelfattah, Hind Alshoubaki, Lucio Zazzara, Emina Arapcic, Emina Zejnilovic, Erna Husukic, Ottavia Aristone, Angela Cimini, Giovanni Bello, Guya Bertelli, Pasquale Mei, Michele Roda, Bojana Bojanic Obad Šcitaroci, Ana Sopina, Martina Bordoni, Francesca Calace, Teresa Cilona, Stefania D&#8217;Alterio, Giuseppe De Luca, Luca Di Figlia, Claudia Di Girolamo, Maddalena Ferretti, Antonia Fratino, Paolo Fusero, Piero Di Carlo, Raffaella Massacesi, Lorenzo Massimiano, Maura Mantelli, Tullia Rinaldi, Roberto Gerundo, Renata Lopez, Livia Russo, Sahar Karray, Ángel Raúl Ruiz Pulpón, Hichem Rejeb, Demetra Katsota, Constantinos Petrakos, Sara Khasib, Mohammad Abualrob, Fabrizio Leoni, Michele Manigrasso, Maura Mantelli, Nicola Martinelli, Vito D&#8217;Onghia, Silvana Milella, Lorenzo Massimiano, Luciana Mastrolonardo, Jonida Meniku, Loreta Çapeli, Endrit Tuzi, Giuseppe Milano, Patrizia Montuori, Marco Felli, Vincenzo Di Florio, Ana Nikezic, Naoko Oishi, Klea Papando, Nicola Petaccia, Carlo Pisano, Veronica Saddi, Gabriella Pultrone, Enrico Redetti, Michelangelo Savino, Piero Rovigatti, Faika Saidi, Said Maazouz, Nicola Davide Selvaggio, Anna Terracciano, Mariangela Turchiarulo, Chiara Amato, Chiara Ravagnan, Francesca Rossi, Silvia Uras, Arba Baxhaku, Paolo Belardi, Paolo Bonvini, Gianluigi Mondaini, Oketa Borici Bora Braçe, Anna Yunnitsyna, Gianni Brandolino, Gaetano Gineex, Vincenzo Gioffrè, Massimo Lauria, Domenico Mediati, Mariana Bucat, Morana Ostojic, Nikola Bojanic, Antonio Capestro, Cinzia Palumbo, Francesca Ciampa, Maria Adele Colicchio, Antonella Contin, Stefano Sanna, Giulia Tagliente, Chiara Corazziere, Emilia Corradi, Cassandra Cozza, Massimo Crotti, Vincenzo d&#8217;Abramo, Silvia Dalzero, Farnaz Dehqani, Andrea Di Giovanni, Federico di Lallo, Clelia Carbotti, Marta Cardone, Maria Catamo, Donato Di Ludovico, Pierluigi Properzi, Andrea Donelli, Camillo Frattari, Chiara Garau, Giulia Desogus, Francesca Garzilli, Vincenzo Gioffrè, Lorenzo Giordano, Paolo Giordano, Giulio Girasante, Cristian Gori, Silvia Gron, Cristiano Tosco, Stefania Gruosso, Elton Hala, Florian Nepravishta, Ledita Mezini, Andrea Iorio, Predrag Jovanovic, Zoran Ðukanovic, Luna Kappler, Silvana Kühtz, Chiara Rizzi, Maria Leonardi, Jacopo Leveratto, Politecnico di Milano; Michela Bassanelli, Madalina Ghibusi, Andrea Mammarella, Klaud Manehasa, Kristi Muharremi, Giuseppe Marinelli De Marco, Anna Bruna Menghini, Giulia Menzietti, Anna Maria Miracco, Luisa Santini, Alessandro Santucci, Michele Montemurro, Maddalena Colonna, Aldo Pisanello, Carla Mottola, Lejla Odobasic, Romolo Ottaviani, Caterina Padoa Schioppa, Libero Carlo Palazzolo, Nicola Parisi, Elena Paudice, Daphne Petratou, Michela Pirro, Valentina Coccia, Gemma Renella, Domenico Potenza, Antonella Salucci, Francesca Liberatore, Francesca Sarno, Andi Shameti, Irina Branko, Juljan Veleshnja, Ezio Siciliano, Tomaž Slak, Pasquale Tunzi, Maurizio Unali, Ettore Vadini, Margherita Valcanover, Alberto Verde, Paolo Verducci, Angela Fiorelli, Armand Vokshi, Claudio Zanirato, Francesco Alberti, Roberto Fiaschi, Marco Natali, Francesca Tommasoni, Maria Beatrice Andreucci, Romina D&#8217;Ascanio, Antonio Basti, Michele Manigrasso, Maria Capuozzo, Roberto Bianchi, Roberto Ruggiero, Carlo Bianchini, Piero Cimbolli Spagnesi, Tommaso Empler, Samuele Biondi, Giovanni Mataloni, Sergio Montelpare, Marina Block, Roberto Bologna, Giulio Hasanaj, Luigi Cappelli, Sebastiano Carbonara, Davide Stefano, Paolo Carli, Valentina Dessì, Matteo Clementi, Tae Han Kim, Cristiana Cellucci, Fabrizio Chella, Erica Scalcione, Matteo Clementi, Carlotta Fontana, Maria Cristina Forlani, Giuseppe d&#8217;Agostino, Raffaela De Martino, Rossella Franchino, Caterina Frettoloso, Nicola Pisacane, Giorgia De Pasquale, Michele Di Sivo, Daniela Ladiana, Giacinto Donvito, Maria Rita Schirru, Cristina Fiore, Serena Fiorelli, Nimish Biloria, Elisa Ieie, Giuseppe Marino, Rossella Maspoli, Raffaella Massacesi, Federica Montalto, Consuelo Nava, Federico Orsini, Federica Ottone, Enrica Petrucci, Dajla Riera, Marta Pilleri, Marta Rabazo Martin, Alessandro Rogora, Paolo Carli, Erica Scalcione, Alberto Viskovic, Donatella Radogna, Maria Cristina Forlani</p>
<p><strong><a href="https://play.google.com/store/books/details?id=kcm-DwAAQBAJ" title="vai alla pagina di Google Books per acquistare l'ebook" target="_blank" style="color: #a94442;" rel="noopener">Per acquistare l&#8217;ebook con il proprio account e leggerlo su Google Libri clicca qui</a></strong></p>
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		<title>Il forte di Nettuno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-forte-di-nettuno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un'attenzione specifica e costante da parte della storiografia ha contrassegnato da sempre il piccolo forte borgiano realizzato a Nettuno agli albori del XVI secolo. Fin dall'Ottocento, gli scrittori dediti a ricostruire gli sviluppi delle opere di fortificazione a seguito dei progressi tecnologici dell'artiglieria hanno segnalato l'importanza di questa fabbrica, individuandone il valore nodale nell'evoluzione delle ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;attenzione specifica e costante da parte della storiografia ha contrassegnato da sempre il piccolo forte borgiano realizzato a Nettuno agli albori del XVI secolo. Fin dall&#8217;Ottocento, gli scrittori dediti a ricostruire gli sviluppi delle opere di fortificazione a seguito dei progressi tecnologici dell&#8217;artiglieria hanno segnalato l&#8217;importanza di questa fabbrica, individuandone il valore nodale nell&#8217;evoluzione delle strutture difensive a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento. E ciò è stato riconfermato via via, in un quadro sempre più ampio di conoscenze, da tutta la letteratura successiva, sino ai nostri giorni. Molteplici sono dunque i riferimenti e le considerazioni di cui l&#8217;opera ha beneficiato, seppure molto limitata sia stata la sua analisi diretta e approfondita, tanto sul piano filologico che in merito a quelle stesse qualità particolari che vi si riscontrano. Da qui l&#8217;iniziativa del presente volume che affronta il monumento da diverse angolazioni, trattando temi storici, costruttivi e di restauro, nell&#8217;ottica di un inquadramento diacronico. Obiettivo prescelto, infatti, è stato quello di intraprendere un&#8217;indagine organicamente coordinata, tesa a presentare l&#8217;edificio in modo circostanziato, a ricostruirne il più possibile la vicenda, ad individuare istanze e a focalizzare ambiti dì riferimento di vasta portata in cui esso rientra.  In questo senso, i saggi redatti dai diversi autori &#8211; in sé autonomi e frutto di approfondimenti mirati &#8211; compongono nel loro insieme un&#8217;analisi dell&#8217;opera in rapporto alle sequenze spazio-temporali che la riguardano, sino al presente, ossia immersa nella storia.</p>
<p>Maurizio Caperna è professore associato di restauro architettonico presso l&#8217;Università degli studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Autore di diversi saggi e articoli su riviste specializzate, rivolge soprattutto la sua attenzione all&#8217;analisi dei processi di trasformazione delle architetture e della città, con particolare riguardo al tardo Cinquecento e all&#8217;Ottocento romano. <br />Oggetto delle sue principali pubblicazioni sono stati: la chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni (1989, 1990, 1992); la piazza del Quirinale e le Scuderie papali (1990, 2001, 2007), la pianta di Roma al tempo di Sisto V (1992), il &#8216;quartiere del Rinascimento&#8217; (1994), la decorazione interna della basilica di S. Pietro in Vaticano (1997), la basilica di S. Prassede (1993, 1999, 2002). Attualmente è impegnato nello studio dei restauri eseguiti sulle chiese romane al tempo di Pio IX e nell&#8217;approfondimento relativo alle opere di sistemazione compiute nel campo dell&#8217;archeologia cristiana durante il XIX secolo.</p>
<p>Marta Acierno, specializzanda in Restauro dei monumenti, sta ultimando la sua tesi di Dottorato in Storia e Restauro dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Storia dell&#8217;architettura, Restauro e Conservazione dei beni architettonici (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), con una ricerca sugli &#8220;Edifici religiosi dell&#8217;XI secolo in Terra di Lavoro&#8221;. </p>
<p>Clemente Busiri Vici, architetto (Roma), svolge attività professionale. Pronipote di Carlo Busiri Vici (1856-1925), restauratore nel 1920 del forte di Nettuno, ha curato in questo volume una nota biografica sulla sua figura.</p>
<p>Piero Cimbolli Spagnesi, professore associato di Storia dell&#8217;architettura (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;). È autore di studi diversi: sull&#8217;architettura greca e romana augustea ad Atene; su quella indo-greca; sulle costruzioni medievali dell&#8217;isola greca di Chios; sull&#8217;architettura degli ordini mendicanti in Italia e in America Latina; sulla basilica Vaticana in età barocca; sul Castel S. Angelo di Roma e sull&#8217;architettura militare dello Stato ecclesiastico in età moderna.</p>
<p>Leonardo Faraone, architetto (Anzio), si è laureato nel 2002 con una tesi in restauro sul forte di Nettuno (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, rel. prof. Maurizio Caperna), ripresa in questo volume.</p>
<p>Donatella Fiorani, professore straordinario di Restauro architettonico (Facoltà di Ingegneria, Università di L&#8217;Aquila), insegna presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei monumenti dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Ha svolto ricerca prevalentemente nel campo delle tecniche costruttive storiche, dell&#8217;architettura medievale, della teoria del restauro in architettura, argomenti su cui ha pubblicato diversi saggi e monografie. Ha progettato e diretto diversi restauri su monumenti dell&#8217;Italia centrale.</p>
<p>Emanuela Montelli, specialista in Restauro dei monumenti, sta ultimando la sua tesi di Dottorato in Storia e Restauro dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Storia dell&#8217;architettura, Restauro e Conservazione dei beni architettonici (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), con una ricerca su &#8220;Mattoni e laterizi medievali in area romana&#8221;.</p>
<p>Barbara Repetto, architetto (Roma), dopo studi iniziali su Baccio Pontelli, architetto militare, ha conseguito un Master Europeo in restauro presso la facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Roma Tre e partecipato come relatrice a convegni in Italia e all&#8217;estero, approfondendo il tema dell&#8217;architettura militare in Italia centrale nella seconda metà del XV secolo.</p>
<p>Paola Zampa, professore associato di Storia dell&#8217;architettura (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;). È autrice di numerosi saggi sull&#8217;architettura e la trattatistica italiana tra XV e XVIII secolo, con particolare riguardo agli studi sull&#8217;antico e alla nascita, formazione e trasformazione del linguaggio degli ordini architettonici<br />.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-forte-di-nettuno/">Il forte di Nettuno</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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