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	<title>Cipollone Giulio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Cipollone Giulio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>La sfida delle migrazioni: rischi e opportunità &#8211; The challenge of migration: risks and opportunities</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 14:07:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Convegno internazionale - Pontificia Università Gregoriana - Roma, 27-28 ottobre 2014Il dramma dell'immigrazione è sotto gli occhi di tutti e gli atteggiamenti sostenuti dalla stampa di orientamenti diversi rivelano ogni giorno posizioni di ogni tipo, spesso più attente ai sintomi che alle radici. Mentre però il crescente dramma è sotto gli occhi di tutti: la ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Convegno internazionale &#8211;  Pontificia Università Gregoriana &#8211; Roma, 27-28 ottobre 2014</p>
<p>Il dramma dell&#8217;immigrazione è sotto gli occhi di tutti e gli atteggiamenti sostenuti dalla stampa di orientamenti diversi rivelano ogni giorno posizioni di ogni tipo, spesso più attente ai sintomi che alle radici. Mentre però il crescente dramma è sotto gli occhi di tutti: la misura di questo dramma sembra sfuggire ai tentativi di misurarlo. Esso si inserisce in un contesto più vasto che non si può non chiamare crisi, di dimensioni vaste e profonde, anche se non possiamo e non vogliamo dimenticare che la crisi contiene, più o meno nascosti, elementi di trasformazione e di speranza. La ‘pretesa&#8217; quindi di una Istituzione accademica, non è quindi tanto presuntuosa e arrogante da immaginare di fornire ‘la&#8217; risposta, ma soltanto quella doverosa e responsabile dell&#8217;esplorazione e della ricerca, tentando di offrire i risultati ottenuti come momenti nel cammino incessante della scienza protesa al servizio del bene comune per l&#8217;umanità intera; dato che le dimensioni coinvolte sono di ordine antropologico nel senso più fondamentale ed ampio della parola. La ‘Cattedra Vedovato&#8217; intitolata “Etica delle relazioni internazionali”, ha fin dagli inizi affrontato tematiche di grande rilievo per il mondo in cui viviamo; ora lo spirito di Vedovato rimane spinta per la ricerca e lo studio di un tema così vitale come quello del fenomeno migratorio che a ragione si può dire epocale e di dimensioni planetarie.<br />Franco Imoda, s.j.</p>
<p>Nel messaggio di papa Francesco del 3 Settembre 2014 per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato (18 Gennaio 2015), ha richiamato all&#8217;attenzione la stretta interconnessione tra il fenomeno che studiamo con il traffico di esseri umani e le nuove schiavitù. Con lo stesso vigore papa Francesco nel messaggio del 20 Agosto 2015 per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato (17 Gennaio 2016; la prima si celebrò il 21 Febbraio 1915) presenta il dramma dei migranti e rifugiati come “una realtà che ci deve interpellare”, e colloca il fenomeno migratorio nel rapporto tra giustizia e misericordia, due dimensioni di un&#8217;unica realtà: “Essendo discepola di Gesù, la Chiesa è sempre chiamata ad annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavitù della società moderna”. Sono molte le valutazioni e le esortazioni sul fenomeno dei rifugiati e degli emigranti nella generale dialettica dello squilibrio delle ingiustizie sociali tra ‘ricchi&#8217; e ‘poveri&#8217;. Come non citare le sue chiare parole quando denunzia: la globalizzazione dell&#8217;indifferenza; l&#8217;anestesia del cuore; il respingimento dei migranti come “un atto di guerra”.<br />Giulio Cipollone</p>
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		<title>Giuseppe Vedovato</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/giuseppe-vedovato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 14:06:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Atti del Convegno internazionale Camera dei Deputati Roma, 27 marzo 2014L'identità europea non è soltanto volontà di vivere insieme: si crea e cresce attraverso il riconoscimento mai finito di una eredità comune e condivisa. “Non c'è sopravvivenza dei popoli senza che si affermi un ethos condiviso” scriveva il Senatore Vedovato.François-Xavier Dumortier, s.j.Vedovato insiste dicendo che ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Atti del Convegno internazionale Camera dei Deputati Roma, 27 marzo 2014</p>
<p>L&#8217;identità europea non è soltanto volontà di vivere insieme: si crea e cresce attraverso il riconoscimento mai finito di una eredità comune e condivisa. “Non c&#8217;è sopravvivenza dei popoli senza che si affermi un ethos condiviso” scriveva il Senatore Vedovato.<br />François-Xavier Dumortier, s.j.</p>
<p>Vedovato insiste dicendo che per poter costruire l&#8217;Europa c&#8217;è bisogno – è il termine che lui usa – di popolarizzarla. Bisogna renderla emotivamente coinvolgente, bisogna che l&#8217;Europa venga sentita come qualcosa di analogo al sentimento della patria, al sentimento emotivo della politica.<br />Gerardo Bianco</p>
<p>Un vero grande animatore culturale, autorevole e imponente, non solo nella figura fisica statuaria, ma anche per la profonda conoscenza dei problemi delle istituzioni e della società. Sostenuto da una forte, incrollabile ispirazione di cattolico praticante, era dotato di una particolare ulteriore qualità: un sereno distacco dalle cose materiali, non solo nel tempo più recente, ma da sempre.<br />Alfonso Andria</p>
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		<title>Riflessi di politica papale verso i Saraceni al tempo di Innocenzo III</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/riflessi-di-politica-papale-verso-i-saraceni-al-tempo-di-innocenzo-iii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 14:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>COLLECTANEA ARCHIVI VATICANI, 87VIII Centenario del Mosaico di San Tommaso in Formis (1210-2010)Congresso internazionale - Pontificia Università Urbaniana 26-28 gennaio 2011I colori sono l'argomento di questo libro: non deve sorprendere, trattandosi di un mosaico. In questo caso tuttavia, oltre ad assumere un valore simbolico – come tutte le rappresentazioni iconografiche cristiane – l'immagine esprime una ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COLLECTANEA ARCHIVI VATICANI, 87<br />VIII Centenario del Mosaico di San Tommaso in Formis (1210-2010)<br />Congresso internazionale &#8211; Pontificia Università Urbaniana 26-28 gennaio 2011</p>
<p>I colori sono l&#8217;argomento di questo libro: non deve sorprendere, trattandosi di un mosaico. In questo caso tuttavia, oltre ad assumere un valore simbolico – come tutte le rappresentazioni iconografiche cristiane – l&#8217;immagine esprime una sensibilità nuova, certo non nel campo teologico, bensì in quello delle relazioni di Dio con l&#8217;umanità e della stessa natura di questa umanità. Su questo tema i partecipanti hanno portato luci, partendo da punti di vista diversi; inoltre il significato del mosaico di S. Tommaso trova echi particolari nel mondo odierno. [Jean-Marie MARTIN, Directeur de recherche CNRS – Paris]
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		<title>La geopolitica della solidarietà: dal locale al globale</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-geopolitica-della-solidarieta-dal-locale-al-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:05:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quaderni del Seminario Giuseppe Vedovato sull'etica nelle relazioni internazionaliUna delle evidenze nel mondo attuale è la necessità sempre più diffusa e reclamata di equità e solidarietà. Nel dibattito internazionale sul tema della solidarietà interviene opportunamente, e con un suo taglio, questo volume che è il quarto della Collana. I diritti sociali fondamentali oggi interpellano, con ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quaderni del Seminario Giuseppe Vedovato sull&#8217;etica nelle relazioni internazionali</p>
<p>Una delle evidenze nel mondo attuale è la necessità sempre più diffusa e reclamata di equità e solidarietà. Nel dibattito internazionale sul tema della solidarietà interviene opportunamente, e con un suo taglio, questo volume che è il quarto della Collana. I diritti sociali fondamentali oggi interpellano, con esigenza di valutazione, sulle adempienze o inadempienze, sulla fedeltà o infedeltà all&#8217;itinerario di un progetto planetario di solidarietà e sulla efficacia dei percorsi. Ciò che emerge è che esiste una duplice solidarietà: nel bene nel male. La solidarietà o complicità nel peccato: produce non equità e incoerenze che sostengono prassi diffusa di ingiustizia, corruzione, disuguaglianza; tanto da far sostenere da vari studiosi che si viva in un tempo ancora ‘troppo barbaro&#8217; rispetto alle esigenze irrinunciabili della dignità umana e della uguaglianza tra umani. Ma, come saggiamente evidenziato nell&#8217;impianto del Congresso e quindi nel volume degli Atti, si può e si deve aprire l&#8217;orizzonte della solidarietà nel bene. Il contributo della cultura cattolica, che si riannoda al messaggio nucleare del Vangelo di Cristo, ha espresso ed esprime un riferimento mondiale di primaria importanza per un possibile cambio di cultura in favore della solidarietà. Valgano come riferimento di autorità le parole di Paolo VI: “La solidarietà universale, che è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere”. [Franco Imoda,s.j.]
<p>Èmia convinzione,maturata da una lunga esperienza di vita di studioso e di uomo politico, che la carenza di impegno scientifico-culturale, diffusamente lamentata, favorisce sempre più la decadenza dei valori etici, quasi un ‘misfatto di intelligenza&#8217; nel processo generale di globalizzazione del XXI secolo. Dinanzi a questo processo di globalizzazione, la solidarietà sociale è forza attiva e cosciente a fronte dei disastri compiuti dal cieco individualismo accaparratore, nel tempo in cui un mondo solidale avrebbe tutti i mezzi per risolvere problemi epocali. Essa è inoltre testimonianza, perché il suo stesso manifestarsi è dimostrazione che esiste una grande alternativa rispetto al mondo che preferisce il moltiplicarsi della miseria e la logica delle guerre, che sottraggono gigantesche risorse alla soddisfazione dei bisogni elementari. Ed è la premessa perché si giunga al tempo nuovo e maturo, in cui si passi dal primato dell&#8217;ordine al primato dell&#8217;uomo, dal primato del potere al primato del diritto, dal primato dei forti al primato del diritto di tutti. [Giuseppe Vedovato]
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		<title>Città di Greci. Culture in dialogo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/citta-di-greci-culture-in-dialogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:04:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un'epoca come l'attuale che sembra trasmettere prevalentemente disvalori che non contribuiscono ad una crescita sana ed armoniosa della società, ed in cui il passato richiamato nelle sue varie ricorrenze è spesso ridotto a semplici frammenti del ricordo, una Biblioteca, secondo una sentenza classica, è sempre una silenziosa ed eloquente custode del sapere e della ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;epoca come l&#8217;attuale che sembra trasmettere prevalentemente disvalori che  non contribuiscono ad una crescita sana ed armoniosa della società, ed in cui il passato richiamato nelle sue varie ricorrenze è spesso ridotto a semplici frammenti del ricordo, una Biblioteca, secondo una sentenza classica, è sempre una silenziosa ed eloquente custode del sapere e della conoscenza scritta degli uomini; o meglio, come vuole Jorge Louis Borges, &#8220;un modello dell&#8217;Universo che include tutte le strutture verbali, tutte le variazioni permesse dai venticinque simboli ortografici ma non uno solo in senso assoluto&#8221;. Frequentiamola questa Biblioteca. È come una sfera nella cui circonferenza le frontiere e tutte le linee di confine diventano sempre più permeabili: politicamente, linguisticamente, culturalmente. Per rilevare pari dignità tra pensiero laico e pensiero religioso nell&#8217;obiettiva ricerca della verità; e per rintracciare la continuità integrativa tra passato e presente e scoprire compatibilmente i segni del futuro. [GIUSEPPE VEDOVATO]
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		<title>Leggere e rileggere il Mosaico di S. Tommaso in Formis (1210-2010)</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/leggere-e-rileggere-il-mosaico-di-s-tommaso-in-formis-1210-2010/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 14:04:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/leggere-e-rileggere-il-mosaico-di-s-tommaso-in-formis-1210-2010/">Leggere e rileggere il Mosaico di S. Tommaso in Formis (1210-2010)</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIII Centenario 1210-2010 Mosaico di S. Tommaso in Formis</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/viii-centenario-1210-2010-mosaico-di-s-tommaso-in-formis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 14:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/viii-centenario-1210-2010-mosaico-di-s-tommaso-in-formis/">VIII Centenario 1210-2010 Mosaico di S. Tommaso in Formis</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/viii-centenario-1210-2010-mosaico-di-s-tommaso-in-formis/">VIII Centenario 1210-2010 Mosaico di S. Tommaso in Formis</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Valori etici e sviluppo integrale della persona nel tempo della globalizzazione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/valori-etici-e-sviluppo-integrale-della-persona-nel-tempo-della-globalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non si è ancora spento, anche se resta flebile, l'eco del messaggio di Gabriel Marcel sull'uomo come 'mistero' più che 'problema'. Ritroviamo l'invito nell'asse portante dell'ultima enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate: la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica" (n. 75). Il vero sviluppo non consiste primariamente nel fare: "Chiave dello sviluppo - ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si è ancora spento, anche se resta flebile, l&#8217;eco del messaggio di Gabriel Marcel sull&#8217;uomo come &#8216;mistero&#8217; più che &#8216;problema&#8217;. Ritroviamo l&#8217;invito nell&#8217;asse portante dell&#8217;ultima enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate: la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica&#8221; (n. 75). Il vero sviluppo non consiste primariamente nel fare: &#8220;Chiave dello sviluppo &#8211; sottolinea il Papa &#8211; è un&#8217;intelligenza in grado di pensare la tecnica e di cogliere il senso pienamente umano del fare dell&#8217;uomo, nell&#8217;orizzonte di senso della persona presa nella globalità del suo essere&#8221; (ivi, n. 70). Gli studi raccolti in questo volume sono infatti di evidente utilità per riappropriarsi di questa persona non solo come faber e macchina di produzione e di consumo, ma soprattutto come artifex della complessa e straordinaria esperienza umana dove entra in gioco &#8216;tutto l&#8217;uomo&#8217;: mente, cuore, coscienza e dignità. Politica, etica ed estetica hanno fatto consistere insieme le grandi domande e le grandi risposte nella riflessione dell&#8217;impianto della polis greca. A duemila anni dal messaggio nucleare di Cristo trasmesso nel suo Vangelo, la coscienza della piccola cosa che è il pianeta terra e della straordinaria grandezza dell&#8217;uomo, può indurre al recupero di valori etici che aprano alla prassi della solidarietà, intesa come &#8216;sistema&#8217; nel rapporto fra le persone e i beni&#8221;. (Franco Imoda, s.j.)</p>
<p>&#8220;La globalizzazione fa perno su due aspetti, lo spazio e la sua percezione. Essa è fondamentalmente la tendenza dell&#8217;economia ad assumere una dimensione mondiale, anche se il fenomeno economico della crescente integrazione dei mercati dei beni, dei servizi e dei fattori produttivi ha dato luogo ad implicazioni politiche, culturali e ambientali, e si è manifestata non priva di rischi, diluendo le responsabilità, aumentando le diseguaglianze. I conflitti etnoculturali con implicazioni religiose, e i contrasti tra varie realtà identitarie approfondiscono le distanze tra il Nord e il Sud del pianeta contribuendo alla dilatazione di aree &#8216;esplosive&#8217; in varie parti del mondo. Benedetto XVI, facendo eco alle illuminate parole di Paolo VI della Populorum progressio, scriveva alla vigilia del G20 a Londra: &#8220;Questa crisi ci insegna che l&#8217;etica non è &#8216;fuori&#8217;dell&#8217;economia,ma &#8216;dentro&#8217;, e che l&#8217;economia non funziona se non porta in sé l&#8217;elemento etico. Nell&#8217;attuale stadio di sviluppo integrativo, l&#8217;Unione Europea non può dimenticare che essa è una comunità di valori: i valori individuali e universali della dignità umana, della libertà di pensiero, di coscienza e di religione, del diritto all&#8217;integrità della persona, dell&#8217;eguaglianza e della solidarietà&#8221;. (Giuseppe Vedovato)</p>
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		<item>
		<title>Etica dell&#8217;informazione nelle relazioni internazionali</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/etica-dellinformazione-nelle-relazioni-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La riflessione sull'etica nelle relazioni internazionali apre, per una sua logica interna, allo studio della trasmissione delle notizie e dell'informazione che ne deriva. Si tratta quindi di correlare l'informazione con i principi etici. È un fenomeno che si osserva immediatamente quello che vede il mondo contemporaneo, in certo modo assolutamente diverso dal mondo che lo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/etica-dellinformazione-nelle-relazioni-internazionali/">Etica dell&#8217;informazione nelle relazioni internazionali</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La riflessione sull&#8217;etica nelle relazioni internazionali apre, per una sua logica interna, allo studio della trasmissione delle notizie e dell&#8217;informazione che ne deriva. Si tratta quindi di correlare l&#8217;informazione con i principi etici. È un fenomeno che si osserva  immediatamente quello che vede il mondo contemporaneo, in certo modo assolutamente diverso dal mondo che lo ha preceduto, proprio per la sua attuale peculiarità di spazio in  cui si riversano in mille modi e in tempo reale, da una parte all&#8217;altra del pianeta, una inarrivabile mole di notizie. I sociologi ci ricordano che fra i vari impianti di potere, quello ‘di informazione&#8217; è tra i più efficaci e – nell&#8217;ambivalenza che lo caratterizza – tra i più temibili. L&#8217;uso dell&#8217;informazione è quindi uso del potere con tutte le sue conseguenze. Il magistero della Chiesa è attento al ‘corretto&#8217; uso dei media con evidente riferimento al bene della persona, di tutte le persone. Essa, partendo dal Vangelo, crede in un impegno sempre più esteso nel mondo, di trasmissione di ‘buone novelle&#8217; che siano di sostegno e guida, e possibilmente al servizio di ogni uomo, oltre l&#8217;appartenenza etnica, nazionale, religiosa, politica e la capacità economica. Da qui  le ragioni per la speranza e la comune attesa di un mondo migliore alla cui realizzazione mirano anche i ricchi contributi del seminario qui presentato”.<br />Franco Imoda, s.j.</p>
<p>“Nella grammatica delle comunicazioni, la parola etica con la sua variata aggettivazione, pur nella proliferazione concettuale e nella macerazione interpretativa, assume un ruolo fondamentale. Gli strumenti di divulgazione, se giustamente sono garantiti della libertà d&#8217;informazione in vista della ricerca della verità, sono tenuti a rispettare, con obiettività e lealtà, la dignità umana, lo sviluppo della persona, i diritti dell&#8217;uomo e tutti i valori fondamentali. Si tratta di edificare una nuova consapevolezza della responsabilità etica nei singoli individui e nelle collettività. Da qui è necessaria una svolta della ‘parabola mediatica&#8217;, legando in forma indissolubile l&#8217;etica alla politica, attuando un&#8217;etica comunitaria e solidaristica realizzabile attraverso un sapere  la propria singolarità in connessione con la relazione interumana, e tentando di conferire ‘un senso al mondo&#8217;, poiché è per questa via che si può, e si deve, delineare e fondare un sistema di valori profondi a cui gli uomini, le istituzioni, le comunità possano ispirarsi quali referenti di comportamento nel loro rispettivo agire quotidiano, superando così divisioni di nazionalità, di classe, di cultura e di religione”.<br />Giuseppe Vedovato</p>
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		<title>Tra cristianità e Islam &#8211; Between Christianity and Islam</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 1999 13:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Colore e pietra diretta da Giuseppe Selvaggi...L'arte 'via breve' per la mutua accoglienza tra Cristianità e Islam e per la pace.Il tempo effervescente e intriso di speranza di fine millennio è occasione opportuna per fare bilanci e per sognare. Tra le pagine gradevoli della storia dei millenni dell'umanità, vanno annoverate quelle in cui leggiamo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Colore e pietra diretta da Giuseppe Selvaggi</p>
<p>&#8230;L&#8217;arte &#8216;via breve&#8217; per la mutua accoglienza tra Cristianità e Islam e per la pace.<br />Il tempo effervescente e intriso di speranza di fine millennio è occasione opportuna per fare bilanci e per sognare. Tra le pagine gradevoli della storia dei millenni dell&#8217;umanità, vanno annoverate quelle in cui leggiamo fatti di tolleranza, di pace e di pacifica convivenza.<br />L&#8217;avvenimento giubilare dell&#8217;8° centenario (1198/595H ­ 1998/1419H) della nascita dei Trinitari, cristiani disarmati: redentori e liberatori di cristiani e di musulmani in pieno tempo di crociata e di gviha-d, è stato &#8216;festeggiato&#8217; con un congresso interdisciplinare di studi storici: &#8220;La liberazione dei captivi tra Cristianità e Islam. Oltre la crociata e il gviha-d: tolleranza e servizio umanitario&#8221;, e con una esposizione d&#8217;arte internazionale &#8220;Oltre l&#8217;inimicizia gesti di liberazione&#8221;, cui hanno partecipato una quarantina di artisti di cultura cristiana e musulmana, provenienti da Egitto, Francia, Italia, Siria, USA. Questo incontro comune ha sottolineato la bontà del discorso &#8216;con poche parole&#8217; e l&#8217;immediatezza della partecipazione estetica come veicoli privilegiati per la reciproca accoglienza e una stabile pace tra i credenti monoteisti cristiani e musulmani.<br />Da questa &#8216;festa dell&#8217;immagine&#8217;: messaggio immediato, l&#8217;occasione di questo Catalogo e delle riflessioni in esso contenute&#8230;<br />(dalla Presentazione) </p>
<p>Art: ‘a short path&#8217; leading Christianity and Islam to mutual acceptance and to peace.<br />The effervescent period imbued with hope at the end of a millennium is the right occasion far weighing achievements in the balance and dreaming of a better future. Some of the most agreeable pages in the history of mankind in the millennia are those that show examples of tolerance, peace and peaceful coexistence of peoples. The 8th centenary (1198/595 H – 1998/1419 H) of the foundation of Trinitarians, unarmed Christians committed to setting free and redeeming both Christian and Muslim prisoners right during the times of the crusades and jihad, was a happy occasion celebrated with two events: an interdisciplinary congress of historical studies &#8220;The Liberation of Captives between Christianity and Islam. Beyond Crusade and jihad: Tolerance and Humanitarian Service&#8217; and an international art exhibition &#8220;Beyond Enmity, Gestures of Liberation&#8221;. The latter saw the participation of some forty Christian and Muslim artists from Egypt, France, Italy, Syria and the U S. This shared event has highlighted that communication &#8216;through few words&#8217; and the immediacy of aesthetic participation are privileged means of promoting mutual acceptance and long-lasting peace between Christian and Muslim monotheists. This &#8216;feast of image&#8217; as an immediate message is the origin of the present catalogue and the reflections thereof.<br />The exhibition proved to be bold, original and opened the door to that sense of hope with which humanity as a whole is approaching the third millennium of the Christian era. Christian and Muslim artists gathered to provide a synoptic and aesthetic interpretation of the humanitarian issues of liberation, tolerance and service as alternatives to aggressive actions and systematic quarrelsome attitudes of opposing people that declare themselves religious and monotheist.</p>
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