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	<title>Coccia Luigi Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Coccia Luigi Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Letture incrociate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 14:06:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per oltre un decennio, a partire dalla fine degli anni Sessanta, la Facoltà di Architettura di Pescara è stata un centro propulsore della Tendenza: un polo intermedio tra l'asse Milano-Venezia e il caposaldo napoletano. Hanno insegnato a Pescara, tra gli altri, Aldo Rossi (1967/70), Giorgio Grassi (1968/76), Antonio Monestiroli (1972/76) e Agostino Renna (1967/82), costruendo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per oltre un decennio, a partire dalla fine degli anni Sessanta, la Facoltà di Architettura di Pescara è stata un centro propulsore della Tendenza: un polo intermedio tra l&#8217;asse Milano-Venezia e il caposaldo napoletano. Hanno insegnato a Pescara, tra gli altri, Aldo Rossi (1967/70), Giorgio Grassi (1968/76), Antonio Monestiroli (1972/76) e Agostino Renna (1967/82), costruendo una scuola dalle peculiari impronte della didattica e della ricerca: la prima stagione della scuola di Pescara (altre, differenti, avrebbero seguito). <br />A quell&#8217;epoca, i miei coetanei ed io scorrazzavamo ancora tra i banchi delle scuole medie e del liceo: è bene sottolinearlo. Gli attori della giornata di riflessione che il Dottorato di Pescara ha ritenuto importante organizzare, infatti, per ragioni anagrafiche non hanno avuto un coinvolgimento diretto nelle vicende oggetto dell&#8217;incontro. E, proprio per questo, possiedono il giusto distacco per non cadere nella commemorazione, per poterle osservare freddamente e per valutare se nel progetto culturale della Tendenza vi sia qualcosa di nuovamente attuale: qualcosa da spendere, eventualmente, nell&#8217;agire contemporaneo. La presente pubblicazione vuole rendere disponibili le acquisizioni e le questioni emerse in quella giornata di riflessione, per contribuire ad un lavoro critico sulla Tendenza che, dopo una forse inevitabile fase di rimozione, può essere osservata sotto una diversa luce.</p>
<p>Federico Bilò (1965) è architetto e professore associato di Composizione Architettonica presso il Dipartimento di Architettura di Pescara. Tra le pubblicazioni più recenti: Figura, sfondo, schemi configurazionali. Due saggi sull&#8217;architettura di Costantino Dardi (Roma 2012); Matera e Adriano Olivetti. Conversazioni con Albino Sacco e Leonardo Sacco (Roma 2013); Luminosi e privi di barriere. Un&#8217;indagine sui collegi di Giancarlo De Carlo a Urbino (Melfi 2014); Tessiture dello spazio. Tre progetti di Giancarlo De Carlo del 1961 (Macerata 2014). È socio fondatore dello studio GAP AA di Roma, con il quale svolge, dal 1992, l&#8217;attività professionale.</p>
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		<title>Conformazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 14:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'azione del conformare rimanda al significato del conferire forma a qualcosa ponendo particolare attenzione agli elementi che entrano in gioco e alle reciproche relazioni. Nella costruzione di un luogo l'atto del conformare si traduce nel far corrispondere, nell'adattare una forma ad un sito, attività che richiede una imprescindibile conoscenza topografica attraverso la quale far emergere ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;azione del conformare rimanda al significato del conferire forma a qualcosa ponendo particolare attenzione agli elementi che entrano in gioco e alle reciproche relazioni. Nella costruzione di un luogo l&#8217;atto del conformare si traduce nel far corrispondere, nell&#8217;adattare una forma ad un sito, attività che richiede una imprescindibile conoscenza topografica attraverso la quale far emergere dal palinsesto del territorio figure già espresse o segni interrotti. Il progetto di architettura, inteso come esercizio conformativo, acquisisce una valenza conoscitiva traducendosi in strumento ricognitivo e interpretativo dei territori antropizzati. Secondo tale approccio, la pratica del progetto costituisce una possibile modalità di fare ricerca in architettura e il risultato raggiunto, espresso in forma disegnata o realizzata, si offre come ulteriore materia di indagine su cui soffermare l&#8217;attenzione, sollevando nuovi spunti di riflessione.</p>
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		<title>Abitare il recinto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/abitare-il-recinto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abitare il recinto è una raccolta di riflessioni attorno al tema della casa a patio, realizzata sulla base di sperimentazioni didattiche. Tali esercitazioni sono state condotte all'interno di due facoltà di architettura, Venezia e Ascoli, che hanno visto coinvolti due laboratori di progettazione del primo anno in una sorta di gemellaggio fondato sullo scambio di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abitare il recinto è una raccolta di riflessioni attorno al tema della casa a patio, realizzata sulla base di sperimentazioni didattiche. Tali esercitazioni sono state condotte all&#8217;interno di due facoltà di architettura, Venezia e Ascoli, che hanno visto coinvolti due laboratori di progettazione del primo anno in una sorta di gemellaggio fondato sullo scambio di saperi, collaborazioni e confronti e, non ultimo, su un rapporto di amicizia.<br />I materiali contenuti nel libro, pazientemente ordinati da Alessandro Gabbianelli, sono costituiti da contributi teorici delle due docenze attorno al tema dell&#8217;abitare, con particolare riferimento al tipo della casa a patio, e da alcune sperimentazioni progettuali svolte dagli studenti.<br />Il primo anno, in molti corsi di studi incentrato sull&#8217;approfondimento dell&#8217;abitazione, rappresenta un&#8217;occasione importante, un banco di prova, per sviscerare il nucleo primario dell&#8217;idea di abitare. Perché la casa a patio, è presto detto. Essa rappresenta uno degli archetipi dell&#8217;organizzazione spaziale della casa. Ci è sembrato opportuno prendere l&#8217;avvio dallo studio di un modello originario, vivisezionandolo, reinterpretandolo per giungere, ampliando lo sguardo alle modalità dell&#8217;abitare<br />contemporaneo, a coglierne la profonda attualità.<br />La ricerca sulla casa in Italia sta vivendo un periodo di stasi e il nostro interesse intende spingersi al di là del significato didattico di tale lavoro, per aprire una riflessione più ampia sulle problematiche attuali dell&#8217;housing.<br />La casa a patio costituisce, a nostro avviso, un valido modello alternativo, contrapposto alla casa unifamiliare su lotto che ha contribuito a costruire per anni il paesaggio della città diffusa. Essa ingloba inoltre il codice genetico di tessuti urbani minori che da sempre<br />hanno rappresentato quel connettivo così riconoscibile nella città araba e, in generale, mediterranea.<br />Il nostro sforzo, insieme a quello degli studenti, è volto pertanto a indagare e trasmettere, seppure in modo incompleto, come tale archetipo possa essere ancora portatore di valenze, di suggestioni, di visioni per una nuova idea di casa.</p>
<p>Alessandro Gabbianelli nasce a Corinaldo nel 1973, si laurea in Architettura a Venezia nel 2005 con Roberta Albiero, con lei condivide anche attività di ricerca dal 2000 al 2005 e partecipa a concorsi di progettazione pubblicati su libri e riviste di architettura. Dal 2005 frequenta la scuola di dottorato in Conoscenza e progetto delle forme d&#8217;insediamento presso l&#8217;Università degli Studi di Camerino &#8211; Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno.<br />Nella stessa facoltà collabora all&#8217;attività didattica e di ricerca di Luigi Coccia. I suoi studi e le sue ricerche si rivolgono principalmente all&#8217;architettura del paesaggio. Svolge attività professionale nelle Marche dedicandosi al garden design.</p>
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