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	<title>Colucci Isabella Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Colucci Isabella Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXIV/2020</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxiv-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 14:08:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SOMMARIO LUISA LAUREATI BRIGANTI Domietta del Drago: mai prevedibile STEFANO SUSINNO Laurent Pécheux, ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani Boccapaduli, 1777 LILIANA BARROERO Il ritratto di Margherita Gentili Boccapaduli nel contesto internazionale contemporaneo SYLVAIN LAVEISSIÈRE Le peintre de la marquise Boccapaduli, Laurent Pécheux GRAZIETTA BUTAZZI Moda e lumi. Il ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SOMMARIO</p>
<p>LUISA LAUREATI BRIGANTI<br />
Domietta del Drago: mai prevedibile</p>
<p>STEFANO SUSINNO<br />
Laurent Pécheux, ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani Boccapaduli, 1777</p>
<p>LILIANA BARROERO<br />
Il ritratto di Margherita Gentili Boccapaduli nel contesto internazionale contemporaneo<br />
SYLVAIN LAVEISSIÈRE<br />
Le peintre de la marquise Boccapaduli, Laurent Pécheux</p>
<p>GRAZIETTA BUTAZZI<br />
Moda e lumi. Il ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani Boccapaduli di Laurent Pécheux</p>
<p>ANNIBALE MOTTANA<br />
“Va radunando un gabinetto di storia naturale che si rende interessante di giorno in giorno”: le specie minerali e il loro uso ostensivo</p>
<p>MASSIMO APPOLLONI, CARLA MARANGONI, ALBERTO ZILLI<br />
Naturalia nella collezione di Margherita Gentili Boccapaduli: i reperti zoologici</p>
<p>MARIA GRAZIA PICOZZI<br />
Statue di “famiglia” e altre antichità nel “cabinet d&#8217;histoire naturelle” della marchesa Margherita Gentili Boccapaduli</p>
<p>ANGELA CIPRIANI<br />
Un&#8217;ipotesi per André Lebrun: intorno a un ritratto perduto</p>
<p>ISABELLA COLUCCI<br />
Dalla corrispondenza della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli. Addenda e testimonianze tra scienza e arte</p>
<p>MARIA ELISA TITTONI<br />
Antonio d&#8217;Este e Alessandro Verri: vicende di un busto</p>
<p>LUCIA PIRZIO BIROLI STEFANELLI<br />
Un “graveur en camées” nel salotto della marchesa Boccapaduli. Ancora sul soggiorno romano di Nath Marchant</p>
<p>DIANA SCARISBRICK<br />
Discovering the World: Margaret, Duchess of Portland (1715-1785)</p>
<p>MARIA GRAZIA BRANCHETTI<br />
Farfalle in posa. La Collezione di Margherita Boccapaduli e i mosaici di Giacomo Raffaelli tra Roma e Milano (1777-1810)</p>
<p>In ricordo<br />
LUCIA PIRZIO BIROLI STEFANELLI<br />
Gaetano Rebecchini, un presidente entusiasta</p>
<p>Pubblicazioni 2020<br />
Notiziario dei Musei 2020<br />
Attività degli “Amici dei Musei di Roma” 2020<br />
Organi sociali 2018-2020<br />
Soci 2020<br />
Musei e Monumenti di Roma Capitale</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXIII/2019</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxiii-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 14:08:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SOMMARIO ISABELLA COLUCCI Il ritratto della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli di Laurent Pécheux. Fortuna visuale e critica EVA SCURTO I graffiti provenienti dalla casa di Rodolfo Pio da Carpi in via Tomacelli, ora al Museo di Roma: nuovi percorsi di ricerca e indagini documentarie FEDERICA DE GIAMBATTISTA Preziose testimonianze dal lapidario del Museo di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SOMMARIO</p>
<p>ISABELLA COLUCCI<br />
Il ritratto della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli di Laurent Pécheux. Fortuna visuale e critica</p>
<p>EVA SCURTO<br />
I graffiti provenienti dalla casa di Rodolfo Pio da Carpi in via Tomacelli, ora al Museo di Roma: nuovi percorsi di ricerca e indagini documentarie</p>
<p>FEDERICA DE GIAMBATTISTA<br />
Preziose testimonianze dal lapidario del Museo di Roma. Due epigrafi cinquecentesche dei Magistri viarum<br />
FRANCESCO PAOLO ARATA<br />
Dal Belvedere Vaticano al Campidoglio. Le alterne fortune di due busti rinascimentali raffiguranti<br />
Diana e Alessandro Magno</p>
<p>CRISTINA DELVECCHIO<br />
Abiti antichi e tradizionali nella grafica di Bartolomeo Pinelli presso il Museo di Roma. Rilettura di un repertorio</p>
<p>CARLOTTA TARELLI<br />
Luigi Fabri e la sua raccolta di Bartolomeo Pinelli al Museo di Roma</p>
<p>LAURA MORESCHINI<br />
Luoghi romani nelle opere inedite di Francesco Diofebi</p>
<p>Gioacchino Ersoch (1815-1902), architetto comunale<br />
ANNA ALETTA<br />
Libri e Stampe di provenienza Ersoch al Museo di Roma</p>
<p>CLAUDIO IMPIGLIA<br />
Gioacchino Ersoch e le girandole. Le stampe delle macchine pirotecniche al Museo di Roma</p>
<p>Mostre<br />
FABIO BENEDETTUCCI<br />
Canova. Eterna bellezza</p>
<p>MARCO PUPILLO<br />
Aspettando l&#8217;Imperatore. Roma napoleonica 1809-1814: nuove ricerche nelle collezioni del Museo di Roma e del Museo Napoleonico</p>
<p>Musei<br />
MARIA PAOLA DEL MORO, LUCREZIA UNGARO et al.<br />
Vi racconto il mio museo. Modi e linguaggi per comunicare la cultura davvero a tutti</p>
<p>Pubblicazioni 2017-2019<br />
Notiziario dei Musei 2017<br />
Notiziario dei Musei 2018<br />
Notiziario dei Musei 2019<br />
Attività degli “Amici dei Musei di Roma” 2019<br />
Organi sociali 2018-2022<br />
Soci 2019<br />
Musei e Monumenti di Roma Capitale</p>
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		<item>
		<title>Dal Giardino al Museo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dal-giardino-al-museo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 14:05:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.12La pubblicazione di questo libro conclude un lungo viaggio che vede al suo termine il recupero dei dipinti di Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze che decoravano l'esterno del Casino del Bufalo¬Cancellieri. Un edificio sacrificato nel 1885 ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.12</p>
<p>La pubblicazione di questo libro conclude un lungo viaggio che vede al suo termine il recupero dei dipinti di Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze che decoravano l&#8217;esterno del Casino del Bufalo¬Cancellieri. Un edificio sacrificato nel 1885 per la realizzazione degli assi stradali della città di Roma divenuta Capitale d&#8217;Italia. Dipinti strappati e trasferiti su pannelli che devono il loro valore non solo alla qualità dell&#8217;opera ma anche alla rarità essendo tra i pochi esempi ancora esistenti delle decorazioni che avevano caratterizzato, nei primi decenni del Cinquecento, le quinte stradali romane popolate di scene ottenute con il chiaroscuro che evocavano, con effetti illusionistici, i preziosi rilievi marmorei dell&#8217;antica Roma. Il grave stato di conservazione di questi dipinti richiedeva di mettere in atto un programma con interventi lunghi e impegnativi che è stato reso possibile solo da una stretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati che dal 2007 a oggi hanno collaborato per far tornare in vista queste preziose testimonianze.</p>
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		<title>Papi in Posa. 500 anni di Ritrattistica Papale</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/papi-in-posa-500-anni-di-ritrattistica-papale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la mostra “Papi in posa”, ospitata nell'autunno 2004 nel Palazzo Braschi sede del Museo di Roma, il tema della ritrattistica papale viene proposto per la prima volta in USA nel John Paul II Cultural Centre di Washington con la mostra “Portraits of Popes”. L'evento celebre il grande pontefice che ci ha lasciato in una ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/papi-in-posa-500-anni-di-ritrattistica-papale/">Papi in Posa. 500 anni di Ritrattistica Papale</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la mostra “Papi in posa”, ospitata nell&#8217;autunno 2004 nel Palazzo Braschi sede del Museo di Roma, il tema della ritrattistica papale viene proposto per la prima volta in USA nel John Paul II Cultural Centre di Washington con la mostra “Portraits of Popes”.<br />
L&#8217;evento celebre il grande pontefice che ci ha lasciato in una sede prestigiosa a lui dedicata e si inaugura proprio il giorno della sua elezione. La mostra non si propone soltanto come una pregevole esposizione di capolavori provenienti da grandi musei internazionali – quali i Musei Vaticani o gli Uffizi – e da prestigiose collezioni private, ma si illustra soprattutto per essere una delle più importanti mostre di ritrattistica mai realizzate, sia per la ragguardevole qualità e la considerevole quantità dei dipinti e delle sculture presentati – eseguiti dai massimi artisti europei degli ultimi cinque secoli – sia per l&#8217;alto valore spirituale e sociale degli eminenti personaggi raffigurati: i principali Pontefici che dal XVI secolo ad oggi si sono succeduti sulla Cathedra Petri. È suggestivo constatare, percorrendo il singolare itinerario artistico proposto dai curatori della mostra, come attraverso il progressivo divenire delle epoche storiche ed in particolar modo in virtù della verve estetica e dell&#8217;intima sensibilità degli artisti, la descrizione della persona umana si sia orientata, con estrema duttilità plastica ed acutezza fisiognomica, a rappresentare non soltanto le linee somatiche caratterizzanti il soggetto effigiato ma, in particolar modo, i tratti più intimi dell&#8217;animo, la vivace mobilità del pensiero, le più riposte linee caratteriali, in un intenso dialogo di notazioni chiaroscurali dal quale si evincono le note caratterizzanti di personalità complesse, che appaiono in modo affatto chiaro ed evidente unicamente a coloro che sono capaci di sublimare il loro sguardo rendendolo acuta osservazione. Da questa prestigiosa galleria di ritratti emerge inequivocabilmente come il cammino in senso antropocentrico del pensiero umano si sia palesemente riverberato nell&#8217;ambito delle arti figurative attraverso una progressiva contestualizzazione, che vede il soggetto rappresentato svincolato da un&#8217;aura metatemporale di rarefatta astrazione e collocato, naturalisticamente, in un preciso e ben definito ambito spazio-temporale. Parallelamente si assiste ad una graduale definizione del personaggio rappresentato in quanto portatore di una chiara connotazione personale – il sé e l&#8217;identità, che sembrano essere invisibili e dunque impossibili da rappresentare – e non più, pareneticamente, quale emblema idealizzato e metaforico di valori assoluti in ossequio ad una concezione estetica marcatamente etico-pedagogica.<br />
Dalle opere esposte, che si collocano a pieno titolo fra le testimonianze più insigni della ritrattistica, traspare una profonda armonia spirituale generatrice di bellezza e scaturisce un vivace dialogo con l&#8217;osservatore fondato su una vera e propria economia dello sguardo, pur svincolata dall&#8217;esercizio di uno psicologismo orientato verso derive incontrollabili. La ricezione del significato dei sistemi formali – pose e gesti riflessivi – implica infatti la presenza attiva dello spettatore in una sorta di dialogo visivo con il ritratto, che non viene considerato esclusivamente come un sistema commemorativo fisso bensì quale struttura interattiva. Nella prospettiva della ricezione l&#8217;osservatore si fa un elemento fondamentale per la costruzione del significato dell&#8217;immagine che, in questa particolarissima prospettiva, risente di evidenti trasformazioni epocali.<br />
Osservatore ed immagine divengono così parti integranti di un affascinante sistema di scambio visivo del tutto simile ai meccanismi del dialogo verbale: entrambi i membri della “coppia” rivestono contemporaneamente il duplice ruolo di soggetto – oggetto, riproponendo la complessa rete relazionale che si stabilisce in un rapporto tra un “io” e un “tu”. Al di là delle contingenze temporali, ogni ritratto si racconta e ci seduce attraverso il linguaggio universale della fama: esso incarna, nel profondo, il tentativo dell&#8217;artista di descrivere la personalità dei soggetti ritratti, consegnandone la multiforme essenza del carattere ad un gesto o ad una singola espressione, facendo ricorso ad una raffinata introspezione psicologica nel tentativo di rendere, visivamente, l&#8217;interiorità.<br />
È a motivo delle considerazione esposte in precedenza che, mentre plaudo alla felice iniziativa di dare vita ad una mostra di così vasto respiro culturale, sono ad augurare che tutti coloro i quali avranno il piacere di visitarla o almeno di sfogliare le pagine del presente catalogo, possano percepire i ritratti dei singoli pontefici non come altrettanti elementi a-sé-stanti, bensì come parti integranti di un insieme corale di uomini che, pur dibattendosi fra le molteplici ambasce del quotidiano, si sono studiati di servire Cristo nei fratelli, ciascuno nella chiara percezione di sé in quanto servus servorum Dei!<br />
Attraverso sguardi, gestualità, simboli, che l&#8217;artista consegna in un articolato codice iconografico alla pagina pittorica o scultorea, l&#8217;osservatore accorto non può non cogliere una larvata armonia spirituale, che riflette il profondo mistero della fede e propaga una eco della ineffabile bellezza di Dio, rivelando come, attraverso l&#8217;arte, l&#8217;uomo – divaricato tra l&#8217;eterno e il transeunte – tenti di avvicinarsi al suo Creatore.</p>
<p>Cardinal Francesco Marchisano<br />
Vicario del Papa per lo Stato della Città del Vaticano</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Papi in Posa. 500 Years of Papal Portraiture</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/papi-in-posa-500-years-of-papal-portraiture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>The exhibition entitled “Papi in Posa,” i.e., “Papal Portraiture,” with the highly refined and historically significant Braschi Palace – home of the Museum of Rome – in 2004, and now in Washington, The John Paul II Center, is not offered only as an excellent exposition of masterpieces from major international museums – such as the ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>The exhibition entitled “Papi in Posa,” i.e., “Papal Portraiture,” with the highly refined and historically significant Braschi Palace – home of the Museum of Rome – in 2004, and now in Washington, The John Paul II Center, is not offered only as an excellent exposition of masterpieces from major international museums – such as the Vatican Museums – and prestigious private collections, but stands out in particular because it is one of the most important expositions of portrait painting ever because of both the outstanding quality and the considerable number of paintings and sculptures offered – executed by Europe&#8217;s leading artists from the last five centuries – and the great spiritual and social significance of the personages portrayed: the greatest Pontiffs who from the 16th century to the present have sat in the Chair of Saint Peter.<br />It is suggestive to observe, as we scan the unique artistic itinerary offered by the curators of the exhibition, how through the succession of historical periods and particularly by virtue of the esthetic verve and inner sensitivity of the artists, the description of the human person was oriented, with extreme plastic ductility and acuity in their perception of their subjects&#8217; physiognomy, to represent not only the body lines of the subject being depicted but, in particular, the most intimate traits of the heart, the lively mobility of their thought, the innermost lines of the subject&#8217;s character, in an intense dialogue of chiaroscuro observations from which the characterizing notes of complex personages are evinced – persons who appear completely clear and evident only to those who are capable of sublimating their outward appearance into an acute observation.<br />From this prestigious gallery of portraits it emerges unmistakably how the anthropocentric path of human thought has manifestly reverberated within the bounds of the figurative arts through a progressive contextualization, which sees the subject represented unbound through a metatemporal aura of rarefied abstraction and placed, naturalistically, in a precise and well defined spatiotemporal sphere. At the same time, we witness a gradual definition of the personage portrayed as the bearer of a clear personal connotation – the self and the identity, which seem to be invisible and thus impossible to represent – no longer, hortatively, as an idealized and metaphoric emblem of absolute values in deference to a markedly ethical and pedagogical conception.<br />The exhibited works, which rightfully range themselves among the most outstanding expressions of portraiture, reveal a deep spiritual harmony evocative of beauty and unleash a lively dialogue with the onlooker based on a real and inherent economy of the act of viewing, albeit freed from the exercise of a psychologism oriented toward uncontrollable wanderings.<br />The reception of the meaning of the formal systems – thoughtful poses and attitudes – involves, to be sure, the active presence of the spectator in a sort of visual dialogue with the portrait that is not considered exclusively as a fixed commemorative system but rather as an interactive structure.<br />In the perspective of the reception, the observer becomes a fundamental element for the construction of the meaning of the image that, from this very private perspective, undergoes obvious momentous transformations.<br />Observer and image thus become integral parts of a fascinating system of visual exchange not unlike the mechanisms of verbal dialogue: both members of the “pair” take on contemporaneously the dual role of subject/object, restructuring the complex relational web established in a rapport between an “I” and a “you.”<br />Beyond the temporal contingencies, each portrait is recounted and seduces us through the universal language of fame: this incarnates, deeply, the artist&#8217;s attempt to describe the personality of the subjects portrayed, consigning the multiform essence of their nature to one attitude or to a single expression by resorting to a refined psychological introspection in an attempt to render visually the subject&#8217;s inner world.<br />It is owing to the above considerations that, while I applaud the felicitous initiative of giving life to such a culturally transcendent exhibition, I would wish that all those who will have the pleasure of visiting it or at least of perusing the pages of this catalogue will be able to perceive the portraits of the individual popes not as so many freestanding elements, but rather as integrated parts of a related set of men who, albeit struggling with the many and varied anxieties of everyday life, endeavored to serve Christ among their brothers, each one with a clear perception of himself as servo servorum Dei – the servant of God&#8217;s servants!<br />Through looks, attitudes and symbols committed by the artist in a well-constructed iconographic code to the pictorial or sculptural page, the discerning observer cannot help but grasp a veiled spiritual harmony that reflects the profound mystery of faith and propagates an echo of the ineffable beauty of God, revealing how, through art, man – pulled between the eternal and the transient – strives to draw close to his Creator.</p>
<p>Francesco Cardinal Marchisano<br />Vicar General of the Pope for the State of Vatican City</p>
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