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	<title>Corazzi Roberto Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Corazzi Roberto Archivi | Gangemi</title>
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		<title>UID 2016 &#8211; Le ragioni del Disegno. Pensiero, Forma e Modello nella Gestione della Complessità / The reasons of Drawing. Thought, Shape and Model in the Complexity Management</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 14:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062XIII Congresso UID – Firenze, 15/17 settembre 2016 "La funzione del disegno è [...] di assegnare agli edifici e alle parti che li compongono una posizione appropriata, un'esatta proporzione, una disposizione conveniente e un ordinamento armonioso, di modo che tutta la forma della costruzione riposi interamente nel disegno stesso. Ciò premesso, il disegno sarà ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/uid-2016-le-ragioni-del-disegno-pensiero-forma-e-modello-nella-gestione-della-complessita-the-reasons-of-drawing-thought-shape-and-model-in-the-complexity-management/">UID 2016 &#8211; Le ragioni del Disegno. Pensiero, Forma e Modello nella Gestione della Complessità / The reasons of Drawing. Thought, Shape and Model in the Complexity Management</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062</p>
<p>XIII Congresso UID – Firenze, 15/17 settembre 2016 <br />&#8220;La funzione del disegno è [&#8230;] di assegnare agli edifici e alle parti che li compongono una posizione appropriata, un&#8217;esatta proporzione, una disposizione conveniente e un ordinamento armonioso, di modo che tutta la forma della costruzione riposi interamente nel disegno stesso. Ciò premesso, il disegno sarà un tracciato preciso e uniforme, concepito nella mente, eseguito per mezzo di linee ed angoli, e condotto a compimento da persona dotata d&#8217;ingegno e di cultura”.<br />Leon Battista Alberti, De re aedificatoria</p>
<p>La tradizione accademica fiorentina nell&#8217;ambito del &#8220;DISEGNO&#8221;, quale mezzo per l&#8217;analisi, l&#8217;espressione e la figurazione dell&#8217;architettura e del suo ambiente, vanta per privilegio storico molti illustri rappresentanti. Ne sono testimonianza due antiche istituzioni: l&#8217;Accademia delle Arti del Disegno ed il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dove sono raccolti esempi magistrali di disegni con caratteristiche e intenzioni mirate nella rappresentazione. Dunque le geometria degli architetti rinascimentali e gli studi della prospettiva del Brunelleschi e di Piero della Francesca hanno indicato una strada sapiente e che nel solco della tradizione si è evoluta in particolare nel concetto della rappresentazione, operazione mai disgiunta da una scientificità controllata e controllabile. Il Convegno UID Le ragioni del disegno parte da questa realtà per un confronto con la complessità degli strumenti attuali e la elaborazione degli esiti ottenuti impiegando le nuove tecnologie nelle elaborazioni grafiche ormai “oltre” le convenzioni bidimensionali e tridimensionali. Questi prodotti sono spesso sorprendenti, ma talvolta risultano impoveriti nel lessico espressivo del disegno e nella costruzione corretta del necessario &#8220;Modello&#8221; di riferimento che permetta di indagare, di analizzare e conoscere la realtà materiale e le intenzioni immateriali contenute nella forma visibile. È nozione riconosciuta dagli esperti che approfondendo la costruzione di questi elaborati innovativi si ritrovino regole geometriche e analitiche sempre derivate da quella geometria ordinatrice di controllo e di ricerca che era ed è la base culturale del disegno. </p>
<p>Il problema che si apre è la pluralità dei linguaggi e dei metodi scientifici di elaborazione che ogni campo, nel caso, tecnologico possiede e che occorre coordinare e saper bene interpretare verso le finalità prestabilite. Nell&#8217;ultimo dopoguerra l&#8217;area disciplinare del Disegno ha assunto una configurazione precisa, non solo didattica, ma teorica e di studio. Gli ambiti di interesse sono riconducibili alla elaborazione e determinazione degli elementi fondanti di ricerca progettuale nel senso più largo, dalla documentazione alla conoscenza critica, con l&#8217;uso del mezzo grafico quale veicolo insostituibile per chi, anche se in campi diversi, interviene a modificare, capire e conservare l&#8217;ambiente. La vitalità della ricerca si è poi trasferita nell&#8217;organizzazione della didattica con nuovi profili e declinazioni di successo. Questo connubio fra ricerca e docenza deve essere riconosciuto come testimonianza di vivacità della disciplina che ha saputo gestire tradizione ed innovazione e ha messo a disposizione, ad un livello alto, le proprie conquiste scientifiche in ambito didattico e interdisciplinare. Dalle considerazioni effettuate emerge il carattere di un&#8217;area che, orientata su obiettivi interdisciplinari, muove sempre dalle competenze specifiche del Disegno. Va preso atto che si tratta di un&#8217;area assai ricca di contenuti e di tradizione scientifica e sperimentale che, ponendosi come campo di analisi la matrice formale e l&#8217;elaborazione di verifica, può diventare fonte di risultati che recuperano i fondamenti della rappresentazione e la elaborazione teorica della forma attraverso la sua scomposizione e riacquisizione nell&#8217;immagine, bidimensionale o tridimensionale che sia, nella sua accezione statica, dinamica e interattiva.</p>
<p>XIII Congress UID – Florence, 15/17 September 2016<br />“Aim of the drawing is […] to assign, to buildings and their parts, an exact proportion, an appropriate arrangement and a balanced organisation, so that the shape of the construction completely lays on the drawing itself. That said, the drawing will be composed of a precise and uniform line, conceived by the mind, performed through lines and angles, and accomplished by a man of intellect and culture”.<br />Leon Battista Alberti, De re aedificatoria<br />The Florentine academic tradition in the field of &#8220;DESIGN&#8221;, as a means for the analysis, expression and figuration of architecture and its environment, boasts for many historical privileges many illustrious representatives. Two ancient institutions bear witness to this: the Academy of Design Arts and the Uffizi Drawings and Prints Cabinet, where masterful examples of drawings are collected with characteristics and intentions aimed at representation. Thus the geometry of Renaissance architects and the studies of perspective by Brunelleschi and Piero della Francesca indicated a wise path and that in the wake of tradition evolved in particular in the concept of representation, an operation never separated from a controlled and controllable scientificity. The UID Conference The reasons for the design start from this reality for a comparison with the complexity of the current tools and the elaboration of the results obtained by using the new technologies in the graphic elaborations now &#8220;beyond&#8221; the two-dimensional and three-dimensional conventions. These products are often surprising, but sometimes they are impoverished in the expressive lexicon of design and in the correct construction of the necessary &#8220;Model&#8221; of reference that allows to investigate, to analyze and to know the material reality and the intangible intentions contained in the visible form. It is a notion recognized by experts that deepening the construction of these innovative works we find geometric and analytical rules always derived from the ordering and control geometry that was and is the cultural basis of drawing.</p>
<p>The problem that opens up is the plurality of languages and scientific methods of processing that every field, in the case, technological possesses and that it is necessary to coordinate and know how to interpret well towards the pre-established goals. In the last post-war period the disciplinary area of Design took on a precise configuration, not only didactic, but theoretical and study. The areas of interest can be traced back to the elaboration and determination of the fundamental elements of design research in the broadest sense, from documentation to critical knowledge, with the use of graphic medium as an irreplaceable vehicle for those who, even if in different fields, intervene to modify, understand and preserve the environment. The vitality of the research was then transferred to the organization of teaching with new profiles and successful declinations. This combination of research and teaching must be recognized as a testimony of the liveliness of the discipline that has managed to manage tradition and innovation and has made available, at a high level, its scientific achievements in the didactic and interdisciplinary field. From the considerations made, the character of an area emerges which, oriented to interdisciplinary objectives, always moves from the specific competences of Design. It should be noted that this is an area that is very rich in content and in scientific and experimental tradition, which can be the source of results that recover the fundamentals of representation and theoretical elaboration of the form through its decomposition and reacquisition in the image, two-dimensional or three-dimensional that is, in its static, dynamic and interactive meaning.</p>
<p><strong>Autori/Authors</strong><br />Fabrizio Agnello, Mirco Cannella, Laura Aiello, María Clara Amoedo, Fabrizio I. Apollonio, Marco Gaiani, Federico Fallavollita, Elisabetta C. Giovannini, Riccardo Foschi, Alessandro Bandinelli, Marco Giorgio Bevilacqua, Ewa Karwacka, Davide Barbato, Sara Morena, Eduardo María Baviera Llópez, José Luis Denia Ríos, Jorge Llopis Verdú, Jorge Francisco Martínez Piqueras, Eduardo María Baviera Llópez, Jorge Llopis Verdú, José Luis Denia Ríos, Rafael Emilio, Marín Tolosa, Monica Bercigli, Francesco Bergamo, Otello Bergamo, Carlo Bianchini, Fabio Bianconi, Marco Filippucci, Matteo Bigongiari, Alessio Bortot, Stefano Zoerle, Fabiana Carbonari, Emanuela Chiavoni, Mario Docci, Fernando Gandolfi, Eduardo Gentile, Ana Ottavianelli, Alessio Cardaci, Antonella Versaci, Luca Renato Fauzia, Marco Carpiceci, Carlo Inglese, Fabio Colonnese, Andrea Angelini, Andrea Casale, Mario Centofanti, Stefano Brusaporci, Pamela Maiezza, Pilar Chias Navarro, Tomás Abad, Emanuela Chiavoni, Francesca Porfiri, Gaia Lisa Tacchi, Michela Cigola, Saverio D&#8217;Auria, Arturo Gallozzi, Leonardo Paris, Rodolfo Maria Strollo, Vincenzo Cirillo, Paolo Clini, Ludovico Ruggeri, Antonio Corso, Gianni Plescia, Luigi Cocchiarella, Fabio Colonnese, Marcello Fagiolo, Sara Conte, Roberto Corazzi, Luigi Corniello, Andrea Maliqari, Vito Maria Benito Vozza, Cesare Cundari, Gian Maria Bagordo, Gian Carlo Cundari, Maria Rosaria Cundari, Giuseppe Antuono, Pierpaolo D&#8217;Agostino, Filomena De Robertis, Antonella di Luggo, Paolo Di Pietro Martinelli, Andrea Donelli, Patrizia Falzone, Veronica Fazzina, Giuseppe Fortunato, José Antonio Franco Taboada, Mariateresa Galizia, Cettina Santagati, Nuccio Giuffrida, Fabrizio Gay, Irene Cazzaro, Stefano Giannetti, Andrea Giordano, Chiara Nichele, Paolo Giordano, Horacio José Gnemmi Bohogú, Renata Guadalupi, Guido Guidano, Carlo Battini, Manuela Incerti, Gaia Lavoratti, Alfonso Ippolito, Martina Attenni, Dominik Lengyel, Catherine Toulouse, Mariangela Liuzzo, Sebastiano Giuliano, Egidio Di Maggio, Gabriella Liva, Laura A. Lopresti, Marianela Lara, Laura L. Fuertes, Sergio J. Gavino, Gabriel H. Defranco, Cecilia Maria Roberta Luschi, Francesco Maggio, Alessia Maiolatesi, Matteo Flavio Mancini, Maria Martone, Giuseppe Mazzacuva, Giampiero Mele, Roberta Ziosi, Barbara Messina, Giuseppe Damone, Salvatore Barba, Manuela Milone, Letizia Musaio Somma, Giuseppe Nicastro, Giuseppa Novello, Daniela Oreni, Daniela Palomba, Leonardo Paris, Sandro Parrinello, Ivana Passamani, Assunta Pelliccio, Davide Pellis, Paolo Perfido, Francesca Picchio, Renata Pinedo Valdiviezo, Andrea Pirinu, Sara Porzilli, Paola Puma, Nevena Radojevic, Paola Raffa, Leopoldo Repola, Michele Russo, Livio Sacchi, Alberto Sdegno, Silvia Masserano, Veronica Riavis, Juan Serra, Pedro Cabezos, Javier Cortina, Susana Iñarra, Giacinto Taibi, Rita Valenti, Simona Gatto, Emanuela Paternò, Aurelio Vallespín Muniesa, Luis Agustín Hernández, Ignacio Cabodevilla-Artieda, Giorgio Verdiani, Cesare Verdoscia, Anna Christiana Maiorano, Mario di Puppo, Riccardo Tavolare, Angela dell&#8217;Acqua, Marco Vitali, Ornella Zerlenga, Piero Albisinni, Alessandro Basso, Otello Bergamo, Antonio Bixio, Cecilia Bolognesi, Francesco Broglia, Giorgio Buratti, Daniele Calisi, Michele Calvano, Laura Carnevali, Fabio Lanfranchi, Francesco Carota, Franco Cervellini, Massimiliano Ciammaichella, Fabio Colonnese, Marco Carpiceci, Irene Di Bernardino, Gabriella Curti, Giuseppe D&#8217;Acunto, Francesco Di Paola, Andrea Mercurio, Maria Linda Falcidieno, Federico Ferrari, Daniele Felice Sasso, Roberto Ferraris, Victoria Ferraris, Isabella Friso, Noelia Galván Desvaux, Antonio Álvaro Tordesillas, Giorgio Garzino, Paolo Giandebiaggi, Gaetano Ginex, Michela M. Grisoni, M. Pompeiana Iarossi, Giampiero Mele, Michela Rossi, Antonio Giulio Loforese, Elena Teresa Clotilde Marchis, Luca Martini, Giovanna Ramaccini, Fatima Melis, Maria Evelina Melley, Andrea Maiocchi, Antonio Mollicone, Cosimo Monteleone, Marco Muscogiuri, Pablo Navarro Camallonga, Pablo Navarro Esteve, Caterina Palestini, Francesca Paluan, Maria Bruna Pisciotta, Daniele Rossi, Federico O. Oppedisano, Maria Elisabetta Ruggiero, Luca James Senatore, Carlo Inglese, Valentina Spataro, Giacinto Taibi, Mariangela Liuzzo, Rita Valenti, Tiziana Patanè, Pasquale Tunzi, Maurizio Unali, Graziano Mario Valenti, Chiara Vernizzi, Giuseppe Amoruso, Barbara Aterini, Leonardo Baglioni, Marco Fasolo, Riccardo Migliari, Vincenzo Bagnolo, Marcello Balzani, Federica Maietti, Carlo Biagini, Vincenzo Donato, Donatella Bontempi, Giorgia Bianchi, Giovanni Caffio, Antonio Calandriello, Cristina Càndito, Mara Capone, Emanuela Lanzara, Raffaele Catuogno, Stefano Chiarenza, Luca Cipriani, Silvia Bertacchi, Jorge Francisco Martínez Piqueras, Filippo Fantini, Carmela Crescenzi, Sara D&#8217;Amico, Sanaz Davardoust, Anna Osello, Matteo Del Giudice, Anna Osello, Anna Delcampo Carda, Ana Torres Barchino, Fausta Fiorillo, Emanuela De Feo, Daniela Musmeci, Riccardo Florio, Teresa Della Corte, Vincenza Garofalo, Francesca Gasperuzzo, Carlo Inglese, Anna Marotta, Valeria Menchetelli, Giuseppe Moglia, Francesca M. Ugliotti, Anna Osello, Maurizio Dellosta, Anna Osello, Marco Zerbinatti, Valeria Uffredi, Matteo Del Giudice, Niccolò Rapetti, Rosaria Palomba, Giovanni Pancani, Martino Pavigano, Chiara Pietropaolo, Ramona Quattrini, Romina Nespeca, Roberto Pierdicca, Adriana Formato, Anna Paola Pugnaloni, Luca Ribichini, Jessica Romor, Antonella Salucci, Marta Salvatore, Roberta Spallone, Maria Luisa Spreafico, Gianfranco Casnati, Roberto Notari, Martino Pavignano, Ursula Zich, Ursula Zich, Ugo Comollo, Adriana Arena, Fabrizio Avella, Matteo Ballarin, Hugo Barros Costa, Cristiana Bartolomei, Alfonso Ippolito, Paolo Belardi, Enrica Bistagnino, Nazarena Bruno, Andrea Zerbi, Marianna Calia, Carolina Capitanio, Valeria Cera, Elisa Mariarosaria Farella, Domenico Iovane, Maria Grazia Cianci, Daniele Calisi, Enrico Cicalò, Michele Cornieti, Michela De Domenico, Giuseppe Di Gregorio, Francesca Fatta, Manuela Bassetta, Antonino Frenda, José Luis Higón Calvet, Jorge Llopis Verdú, Javier Pérez Igualada, Pedro Cabezos Bernal, Jorge Martínez Piqueras, Elena Ippoliti, Mariya Komarova, Jorge Llopis Verdú, F. Hidalgo Delgado, J. Torres Barchino, J. Serra Lluch, R.E. Marín Tolosa, Massimiliano Lo Turco, Alessio Tommasetti, Paula Lomonaco, Alessandro Luigini, Marta Magagnini, Rosario Marrocco, Alessandro Merlo, Gaia Lavoratti, Andrea Aliperta, Alessandra Meschini, Filippo Sicuranza, Carlos Montes Serrano, Marta Alonso Rodríguez, Lia Maria Papa, Giuseppe Antuono, Giulia Pettoello, Manuela Piscitelli, Paola Quattrini, Adriana Rossi, Rossella Salerno, Marcello Scalzo, Starlight Vattano, Daniele Villa</p>
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		<title>UID 2014 &#8211; Italian survey &#038; international experience</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/uid-2014-italian-survey-international-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 14:06:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062XI Congresso UID – Parma, 18/20 settembre 2014I convegni/congressi periodici delle società scientifiche sono sempre stati lo strumento migliore e più efficace per rendersi conto dello stato di salute, di vivacità e di avanzamento della ricerca di una specifica comunità scientifica. Continuano ad esserlo, nonostante la scarsa considerazione che ad essi era stata riservata ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/uid-2014-italian-survey-international-experience/">UID 2014 &#8211; Italian survey &#038; international experience</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062</p>
<p>XI Congresso UID – Parma, 18/20 settembre 2014<br />I convegni/congressi periodici delle società scientifiche sono sempre stati lo strumento migliore e più efficace per rendersi conto dello stato di salute, di vivacità e di avanzamento della ricerca di una specifica comunità scientifica. Continuano ad esserlo, nonostante la scarsa considerazione che ad essi era stata riservata nelle prime impostazioni della VQR 2004-2010 e dai criteri per l&#8217;Abilitazione Scientifica Nazionale, che in parte permane e che rischia di allontanare da essi gli studiosi più giovani e più esposti alle estemporanee suggestioni derivanti da presunte ventate rinnovatrici, importate da tradizioni e realtà lontane dalla nostra.<br />Difficilmente da questi incontri viene fuori l&#8217;eccellenza assoluta, delegata da sempre – a seconda della specificità e della tradizione della comunità considerata – a monografie (come per le aree umanistico-sociali e in parte anche per la nostra) o ad articoli su prestigiose riviste scientifiche, internazionali ma talvolta anche solo nazionali, indicizzate o meno. Essi tuttavia danno un quadro più completo della situazione, su cosa si muove e come, sui temi di prevalente interesse (anche quando si è in presenza di incontri tematici) in una determinata fase, sulle tendenze in atto e sulla loro evoluzione.<br />Gli atti relativi sono quanto di più significativo possa esistere per una lettura in tal senso. Da sempre, cerco di acquisire quelli dei convegni della nostra area, anche di quelli ai quali non ho partecipato; li esamino, evidenziando ciò che, allo stato, mi pare più interessante; li conservo con cura, consultandoli immancabilmente quando debbo delineare lo stato dell&#8217;arte su qualche argomento che mi appresto ad affrontare.<br />Gli atti di questo Convegno di Parma – il 36° dei docenti delle Discipline della Rappresentazione nelle Facoltà di Architettura e di ingegneria – non si sottraggono a queste caratteristiche, anzi le confermano in pieno.<br />In primo luogo attestano – a dispetto di quanto gli uccelli di malaugurio, presenti anche al nostro interno, affermano – la consistente ripresa dell&#8217;attività di ricerca nell&#8217;area della rappresentazione grafica.<br />Sono pervenuti ben 119 contributi: un numero di tutto rispetto, se si pensa che siamo di fronte a convegni annuali, mentre altri appuntamenti omologhi, come i congressi di EGA o la International Conference on Geometry and Graphic (per citare incontri periodici ai quali partecipano alcuni di noi) si svolgono invece con cadenza biennale.<br />E se si considera che ben 54 contributi di colleghi italiani sono stati inviati, nello stesso tempo, a revisione per il Congreso internazionale EGrafiA 2014, che si terrà a Rosario (Argentina) solo due settimane dopo l&#8217;incontro di Parma.<br />Si conferma quindi, dopo i 117 interventi inviati al precedente convegno UiD di Matera, anche la forte ripresa di interesse per il nostro più importante appuntamento annuale. A tal fine, di sicuro ha giovato la decisione di renderlo finalmente itinerante – come si verifica per tutti quelli omologhi, ovunque nel mondo – con conseguente stimolo di dinamicità, protagonismo positivo delle sedi interessate, emulazione e tendenza ad adottare i protocolli più condivisi e le migliori pratiche organizzative: così come messo in atto dal gruppo di Parma, coordinato da Paolo Giandebiaggi, al quale va il più vivo ringraziamento dell&#8217;Unione e mio personale. Positivi, pertanto, sono stati l&#8217;anticipazione dei tempi di definizione delle tematiche e della call; l&#8217;adozione della responsabilità scientifica in capo allo stesso Comitato Tecnico Scientifico della UiD e di procedure partecipate di valutazione e selezione degli interventi, con la revisione mediante rigoroso processo di double blind peer review (con l&#8217;invio a un terzo revisore nei casi controversi), che ha coinvolto più di trenta colleghi, italiani e stranieri; l&#8217;adeguata stampa degli atti.<br />Ancora irrilevante in termini numerici la presenza di colleghi stranieri, a testimoniare da un lato la pochezza di relazioni internazionali di carattere istituzionale della UID e, dall&#8217;altro, il fatto che nell&#8217;ambito delle comunità scientifiche riconducibili alla rappresentazione grafica il Rilievo – tema del Convegno – è praticato con specifiche valenze didattiche e scientifiche quasi esclusivamente dagli italiani, dagli spagnoli di Expresión Gráfica Arquitectónica e (quello a vista) dagli argentini.<br />Di contro, come a Matera, dove gran parte degli interventi era comunque riconducibile a rilievi, proprio il tema scelto ha di sicuro aiutato la numerosa partecipazione a conferma che, ormai, gran parte dell&#8217;attività di ricerca del settore si sviluppa, in Italia, nel campo del Rilievo. È questo un dato inequivocabile, connesso a molti fattori di varia natura, a volte contrastanti e spesso correlati, sul quale dobbiamo riflettere a fondo, continuando il dibattito avviato nel 2012 al Convegno di Roma, «Elogio della teoria. Identità delle discipline del disegno e del rilievo».<br />Fino a che punto, ad esempio, ciò è dovuto al fatto che mentre nel campo della rappresentazioni infografica in effetti non si sono più registrati, a partire dall&#8217;ultimo decennio del secolo scorso, sviluppi rivoluzionari, il Rilievo, invece, ha continuato ad avere negli ultimi anni trasformazioni/innovazioni significative? Di sicuro è il campo che ci offre la maggiore visibilità e le maggiori possibilità operative, in ambito accademico nelle relazioni scientifiche con altre aree culturali, nel trasferimento tecnologico, e quello nel quale si svolge la quasi totalità delle nostre attività di finanziamento mediante convenzioni conto terzi. È quello nel quale più possiamo mettere in mostra, oltre al “sapere”, la nostra capacità di “sapere fare”, tanto per usare uno slogan che negli ultimi due decenni ha caratterizzato, non sempre positivamente, tutta l&#8217;università italiana.<br />Certo, proprio questo Convegno conferma – pure con gli interventi pervenuti per la terza sessione – che, nel migliore dei casi, continua a trattarsi di ricerca applicata. Ne deriva che occorre porsi il problema della possibilità, più che dei margini, di affrontare anche in questo campo questioni ascrivibili alla ricerca teorica di base; magari con apporti interdisciplinari e strette relazioni con altri settori (informatica, in primo luogo).<br />A ben vedere, però, si tratta di un&#8217;attività che non solo coinvolge in maniera quasi esclusiva le generazioni più giovani della nostra area, ma ha avuto – sta avendo – conseguenze immense, impensabili prima, come sempre succede, e, forse, ormai già irreversibili per la nostra identità culturale e scientifica.<br />Non sono cambiati infatti solo e semplicemente gli strumenti e le tecniche di rilevamento e restituzione, che hanno stravolto il modo di operare e il linguaggio, rendendo in breve obsolete procedure che sembravano innovative e introducendo termini nuovi che hanno stravolto il lessico specifico, ancora alla ricerca di una propria stabilità. E che, come bene illustrato da Carlo Bianchini, delineano un «vero e proprio salto evoluzionistico: un cambiamento così radicale che credo possa portare a definire un Rilievo 2.0».<br />Sta cambiando l&#8217;oggetto stesso del nostro operare che, dal rilievo dell&#8217;architettura e degli ambiti urbani, si è esteso in maniera e in misura sempre più consistenti e ragguardevoli al rilievo di dipinti, parietali e non, anche di tombe, di sculture (antiche e contemporanee) e di oggetti, non più solo archeologici ma anche di design, perfino dei disegni di moda. In una parola, si potrebbe dire che si è esteso al rilievo dei beni culturali, in senso ampio; e non solo. Si è a un passo, e qualcuno di noi già l&#8217;ha fatto, dal dedicarsi anche al rilievo di qualsiasi oggetto, anche di quelli di interesse in campo medico – dalle parti del corpo umano alle loro eventuali protesi – così come già compiuto nell&#8217;ultimo decennio dai colleghi di altre aree della rappresentazione ingegneristica.<br />Se qualcuno può restare interdetto, è solo il caso di ricordare che proprio attraverso gli studi sul corpo e sulle proporzioni umane Albrecht Dürer colse la necessità di rappresentare gli oggetti mediante la doppia proiezione ortogonale, anticipando di circa tre secoli l&#8217;impostazione di Gaspard Monge. Al punto che, agli inizi del Novecento, Federico Amodeo lo ritenne «il vero padre fondatore della Geometria descrittiva» e giunse addirittura a proporre di chiamare il metodo delle proiezioni ortogonali «metodo di Dürer-Monge».<br />A chi è interessato più al futuro che al passato va invece fatto rilevare che proprio questi lavori, questi oggetti di investigazione, non solo testimoniano un profondo allargamento della sfera del nostro sapere, ma stanno lentamente ma inesorabilmente riconfigurando il nostro specifico, quasi come in una mutazione genetica. Da esperti di disegno dell&#8217;architettura – nelle sue varie e ampie declinazioni, dei suoi fondamenti scientifici e delle sue applicazioni – stiamo passando a essere soprattutto gli esperti dell&#8217;elaborazione e dell&#8217;utilizzazione di immagini visive. Ad aggregare così anche noi a quella che, un quarto di secolo fa, Gary Bertoline delineò come una nascente area scientifica: quella della visual science, le cui basi collocava in tre aree – «spatial cognition, imaging, and geometry» – e per le cui applicazioni individuava due settori, artistico e tecnico.<br />Più nel merito delle singole relazioni, va detto che per certi versi risulta un po&#8217; forzata la classificazione, sulla base delle indicazioni degli stessi autori, nelle tre sessioni; in particolare, alcuni interventi della sezione “La ricerca avanzata” potrebbero stare meglio in una delle altre due. Gran parte delle comunicazioni sono frutto di progetti di ricerca e campagne specifiche, anche in ambito internazionale (soprattutto in Europa dell&#8217;Est e in America latina), spesso finanziati a valle di bandi con procedure competitive.<br />Vi sono interventi di carattere generale, sulla funzione e il ruolo del Rilievo, anche in ambito didattico, e con qualche interessante confronto tra le esperienze di vari paesi. Riflessioni sui diversi tipi di rilievo, in particolare tra quello architettonico, quello archeologico (che sta interessando sempre più la nostra area) e quello per il design (che è già tutto dentro la visual science); sulle finalità – per la documentazione, per il restauro – dell&#8217;operazione.<br />in numerose comunicazioni vi è un adeguato approccio critico, non semplicemente operativo, all&#8217;utilizzazione delle nuove procedure (di presa dei dati, elaborazione e restituzione degli stessi), in particolare sulla modellazione parametrica, sull&#8217;estensione al rilievo di logiche BiM, HBiM (Historic BiM) e di interoperabilità, sull&#8217;introduzione di realtà aumentata, l&#8217;uso di software open source. Talvolta è chiaro il tentativo di contribuire a ottimizzare le operazioni, fino a delineare una compiuta metodologia specifica, tuttora in molti casi in via di definizione.<br />Sorprende che si continui a non soffermarsi, come sarebbe auspicabile, sulle eventuali conseguenze della perdita del contatto immediato e diretto con la misura, connessa all&#8217;impiego delle apparecchiature tecnologicamente più avanzate, atteso che l&#8217;architettura, proprio come l&#8217;ingegneria, è imprescindibile dalla misura.<br />Diminuiscono in misura drastica, fin quasi ad annullarsi, i rilievi in Italia di centri storici, di edifici monumentali, di architetture vernacolari, di testimonianze di archeologia industriale e di fortificazioni, sui quali in passato si è lavorato tanto. Aumentano, invece, quelli su tali temi all&#8217;estero e, anche in Italia, quelli su tematiche e tipologie costruttive poco coltivate in passato: siti Unesco, cimiteri, costruzioni rupestri, segmenti specifici di particolari stagioni dell&#8217;architettura (tardo gotico sardo, chiese gotiche napoletane, architettura religiosa italo-greca) e, soprattutto, di pitture parietali.<br />Si registra una sorta di stasi sui rilievi delle realtà territoriali e urbane, per i quali si hanno poche relazioni (il gruppo di Carmine Gambardella, Andrea Rolando, ad esempio), a dispetto delle grandi possibilità che le nuove procedure consentono, facendo intravedere per la prima volta potenzialità per superare i limiti della rappresentazione tradizionale.<br />Curiosamente, l&#8217;analisi multicriteria, sulla quale tanto si è lavorato alla SUN; la rappresentazione delle caratteristiche immateriali del territorio, tema avviato in Italia quindicina d&#8217;anni fa alla Facoltà di ingegneria dell&#8217;Università di Salerno; le sperimentazioni e le pratiche dei gruppi di ricerca del Politecnico di Torino in merito alla rappresentazione dell&#8217;ambiente e del territorio, restano ancora esperienze isolate che non hanno avuto ricadute significative nel nostro ambito.<br />Di contro, si profila un interessante allargamento per il rilievo architettonico tradizionale, in particolare con l&#8217;esigenza, oggi più approcciabile, di tenere presente non semplicemente lo spazio fisico-geometrico ma anche quello che Rosario Marrocco definisce nel suo intervento lo «spazio percepito […] in buona parte inteso e identificabile come lo spazio vissuto». Uno spazio che tiene conto, quindi, della dimensione tempo e delle trasformazioni dello spazio fisico per effetto di fattori endogeni ed esogeni (p.e. illuminazione, corpi in movimento).<br />E che di fatto potrebbe essere inteso come lo spazio architettonico tout-court, considerato che ormai è quasi un secolo che, con l&#8217;acquisizione della consapevolezza della dimensione tempo e con l&#8217;impiego massiccio del vetro e dei suoi derivati o surrogati come materiale da costruzione, si è rotta l&#8217;identità spazio-volume, spazio architettonico- spazio geometrico e il primo è diventato qualcosa di ben più complesso e articolato.<br />Come in ogni processo complesso, si sono fatti molti passi avanti, ma anche qualcuno indietro.<br />Scompaiono quasi del tutto, per fortuna, le comunicazioni elaborate sulla base di rilievi effettuati dagli studenti, forse perché questi non dispongono (ancora) delle attrezzature necessarie per le nuove tecnologie.<br />Altri elementi positivi sono l&#8217;ampia partecipazione di giovani non strutturati, quasi la metà del totale, e il fatto che moltissimi professori esperti abbiano sottoposto, senza batter ciglio, i loro interventi alle revisioni anonime.<br />Le comunicazioni si arricchiscono di opportuno taglio ampio e di aperture interdisciplinari, di note, non solo bibliografiche, e di citazioni anche esterne al nostro ambiente. Nel contempo pare che, in alcune nostre frange, sia attecchito il fenomeno dell&#8217;autocitazione, in misura ormai dilagante, fino ad assumere dimensioni preoccupanti, al limite della degenerazione. Ovviamente non vi è nulla di male nell&#8217;autocitarsi, in alcuni casi e ove indispensabile, in un ambito di ampio respiro che in primo luogo tenga conto dei lavori fondamentali e di riferimento sull&#8217;argomento trattato; ma citare solo o prevalentemente se stessi e il proprio intorno è inqualificabile, da qualsiasi punto di vista, e squalifica chi persegue tale prassi.</p>
<p>XI Congress UID – Parma, 18/20 September 2014<br />The periodic conferences / congresses of scientific societies have always been the best and most effective tool for realizing the state of health, vivacity and research progress of a specific scientific community. They continue to be so, despite the lack of consideration given to them in the first set-up of the VQR 2004-2010 and the criteria for the National Scientific Qualification, which in part remains and which threatens to distance the younger and more exposed scholars from them. to the extemporaneous suggestions deriving from presumed renewing winds, imported from traditions and realities far from ours.<br />It is difficult for these meetings to come up with absolute excellence, always delegated &#8211; according to the specificity and tradition of the community in question &#8211; to monographs (as for the humanistic-social areas and partly to ours) or to articles on prestigious magazines scientific, international but sometimes even only national, indexed or not. However, they give a more complete picture of the situation, on what moves and how, on issues of prevailing interest (even when there are thematic meetings) in a given phase, on current trends and their evolution.<br />The relative acts are the most significant that can exist for a reading in this sense. Always, I try to acquire those of the conventions in our area, even those I have not attended; I examine them, highlighting what, at present, seems to me most interesting; I keep them with care, consulting them invariably when I have to outline the state of the art on some subject that I am going to face.<br />The acts of this Parma Conference &#8211; the 36th of the Teachers of the Disciplines of the Representation in the Faculties of Architecture and Engineering &#8211; do not escape these characteristics, rather they fully confirm them.<br />First of all they attest &#8211; in spite of what the ominous birds, present also in our interior, affirm &#8211; the consistent resumption of the research activity in the area of graphic representation.<br />119 contributions were received: a respectable number, if we consider that we are in front of annual conferences, while other similar appointments, such as the EGA congresses or the International Conference on Geometry and Graphic (to mention periodic meetings in which some of us) instead take place every two years.<br />And if we consider that as many as 54 contributions by Italian colleagues were sent, at the same time, to review the EGrafiA 2014 International Congress, to be held in Rosario (Argentina) only two weeks after the Parma meeting.<br />Therefore, after the 117 interventions sent to the previous UiD conference in Matera, the strong recovery of interest for our most important annual appointment is confirmed. To this end, it certainly benefited the decision to make it finally itinerant &#8211; as is the case for all of its counterparts, anywhere in the world &#8211; with a consequent stimulus of dynamism, positive leadership of the interested sites, emulation and tendency to adopt the most shared protocols and best organizational practices: as implemented by the Parma group, coordinated by Paolo Giandebiaggi, to which the Union and my staff are most grateful. Positive, therefore, were the anticipation of the timing of the definition of the issues and of the call; the adoption of the scientific responsibility of the Technical Scientific Committee of the UiD and of participatory procedures for the evaluation and selection of the interventions, with the revision through a rigorous double blind peer review process (with the dispatch to a third reviewer in controversial cases) , which involved more than thirty Italian and foreign colleagues; the appropriate printing of the documents.<br />The presence of foreign colleagues is still irrelevant in numerical terms, bearing witness on the one hand to the paucity of international relations of an institutional nature of the UID and, on the other, to the fact that within the scientific communities attributable to the graphic representation, the Relief &#8211; theme of the Convention &#8211; is practiced with specific educational and scientific values almost exclusively by the Italians, by the Spanish of Expresión Gráfica Arquitectónica and (the one in sight) by the Argentines.</p>
<p>On the other hand, as in Matera, where most of the interventions could be traced back to surveys, the chosen theme certainly helped the large participation, confirming that, by now, a large part of the research activity of the sector develops, in Italy, in the field of Relief. This is an unequivocal fact, connected to many factors of various nature, sometimes conflicting and often correlated, on which we must reflect deeply, continuing the debate started in 2012 at the Rome Conference, &#8220;In praise of theory. Identity of the disciplines of design and survey ».<br />To what extent, for example, this is due to the fact that while in the field of infographic representations revolutionary developments have not actually been recorded since the last decade of the last century, Relief, instead, continued to have in recent years significant transformations / innovations? Certainly it is the field that offers us the greatest visibility and the greatest operational possibilities, in the academic field in scientific relations with other cultural areas, in technology transfer, and that in which almost all of our financing activities are carried out by means of third party agreements . It is the one in which we can show off, in addition to &#8220;knowledge&#8221;, our ability to &#8220;know how to do&#8221;, just to use a slogan that in the last two decades has characterized, not always positively, the whole Italian university.<br />Certainly, this conference confirms &#8211; even with the interventions received for the third session &#8211; which, at best, continues to be applied research. It follows that the problem of the possibility, rather than of the margins, of addressing issues relating to basic theoretical research in this field, too; perhaps with interdisciplinary contributions and close relationships with other sectors (IT in the first place).<br />On closer inspection, however, it is an activity that not only involves the younger generations of our area in an almost exclusive way, but has had &#8211; is having &#8211; immense consequences, unthinkable before, as always happens, and, perhaps, by now already irreversible for our cultural and scientific identity.<br />In fact, the tools and techniques for surveying and restitution have not changed simply and simply, which have upset the way of operating and language, making obsolete procedures that seemed innovative in short, and introducing new terms that have upset the specific lexicon, still in search of its own stability. And that, as well illustrated by Carlo Bianchini, delineate a &#8220;real evolutionary leap: a change so radical that I believe can lead to defining a Relief 2.0&#8221;.<br />The very object of our work is changing which, from the relief of architecture and urban environments, has been extended in a more and more consistent and remarkable way to the relief of paintings, wall paintings and not, also of tombs, of sculptures ( ancient and contemporary) and objects, not only archaeological but also of design, even fashion designs. In a word, we could say that it extended to the relief of cultural heritage, in a broad sense; and not only. We are one step ahead, and some of us have already done it, from also dedicating ourselves to the survey of any object, even those of interest in the medical field &#8211; from the parts of the human body to their eventual prostheses &#8211; as already done in the last decade by colleagues from other areas of engineering representation.<br />If anyone can be dumbfounded, it is only appropriate to recall that through studies on the body and human proportions Albrecht Dürer grasped the need to represent objects by means of double orthogonal projection, anticipating Gaspard Monge&#8217;s approach by about three centuries. To the point that, at the beginning of the twentieth century, Federico Amodeo considered him &#8220;the true founding father of descriptive geometry&#8221; and even went so far as to propose calling the orthogonal projection method &#8220;Dürer-Monge method&#8221;.<br />To those who are more interested in the future than in the past it should instead be pointed out that these works, these objects of investigation, not only testify to a profound enlargement of the sphere of our knowledge, but they are slowly but inexorably reconfiguring our specific, almost like in a genetic mutation. As experts in architectural design &#8211; in its various and broad variations, in its scientific foundations and in its applications &#8211; we are moving above all to be experts in the processing and use of visual images. This is how we too join what, a quarter of a century ago, Gary Bertoline outlined as a nascent scientific area: that of visual science, whose bases placed in three areas &#8211; &#8220;spatial cognition, imaging, and geometry&#8221; &#8211; and for the whose applications identified two sectors, artistic and technical.<br />More on the merits of the individual reports, it must be said that in some ways the classification is somewhat forced, based on the indications of the same authors, in the three sessions; in particular, some of the interventions in the &#8220;Advanced search&#8221; section could be better in one of the other two. Most communications are the result of specific research projects and campaigns, including internationally (especially in Eastern Europe and Latin America), often financed after calls for bids with competitive procedures.<br />There are general interventions on the function and role of the survey, also in the didactic field, and with some interesting comparisons between the experiences of various countries. Reflections on the different types of relief, in particular between the architectural, the archaeological (which is increasingly affecting our area) and that for design (which is already all within the visual science); on the purpose &#8211; for documentation, for restoration &#8211; of the operation.<br />in numerous communications there is an adequate critical approach, not simply operational, to the use of the new procedures (of data taking, processing and return of the same), in particular on parametric modeling, on the extension to the survey of logic BiM, HBiM ( Historic BiM) and interoperability, on the introduction of augmented reality, the use of open source software. Sometimes the attempt to help optimize operations is clear, to the point of outlining a complete specific methodology, which is still being defined in many cases.<br />It is surprising that we continue not to dwell, as would be desirable, on the possible consequences of the loss of immediate and direct contact with the measure, connected to the use of the most technologically advanced equipment, given that architecture, just like engineering, is essential from the measure.<br />The reliefs in Italy of historic centers, monumental buildings, vernacular architecture, evidence of industrial archeology and fortifications, on which a lot has been worked in the past, have drastically decreased. On the other hand, those on these issues abroad are on the increase and, even in Italy, those on subjects and building types that have been little cultivated in the past: Unesco sites, cemeteries, cave constructions, specific segments of particular architectural seasons (late Gothic Sardinian, churches Neapolitan gothic, Italian-Greek religious architecture) and, above all, of wall paintings.<br />There is a sort of stasis on the reliefs of the territorial and urban realities, for which there are few relationships (the group of Carmine Gambardella, Andrea Rolando, for example), despite the great possibilities that the new procedures allow, giving a glimpse of the first time potential to overcome the limits of traditional representation.<br />Curiously, the multicriteria analysis, on which so much has been worked on at SUN; the representation of the intangible features of the territory, a theme started in Italy some fifteen years ago at the Faculty of Engineering of the University of Salerno; the experiments and practices of the research groups of the Polytechnic of Turin regarding the representation of the environment and the territory, there are still isolated experiences that have not had significant repercussions in our field.<br />On the other hand, there is an interesting enlargement for the traditional architectural survey, in particular with the need, now more approachable, to keep in mind not only the physical-geometric space but also what Rosario Marrocco defines in his intervention the &#8220;perceived space [ &#8230;] largely understood and identifiable as the lived space ». A space that takes into account, therefore, the time dimension and the transformations of the physical space due to endogenous and exogenous factors (e.g. illumination, moving bodies).<br />And that in fact could be understood as the architectural space tout-court, considering that by now it is almost a century that, with the acquisition of the awareness of the time dimension and with the massive use of glass and its derivatives or surrogates as material from construction, the space-volume identity, architectural space-geometric space is broken and the first has become something much more complex and articulated.<br />As in any complex process, many steps have been taken, but also someone has come back.<br />Fortunately, communications prepared on the basis of surveys carried out by the students disappear almost completely, perhaps because they do not (yet) have the necessary equipment for the new technologies.<br />Other positive elements are the wide participation of unstructured young people, almost half of the total, and the fact that many expert professors have submitted, without blinking, their interventions to anonymous reviews.<br />The communications are enriched with an appropriate broad cut and interdisciplinary openings, with notes, not only bibliographic, and citations also external to our environment. At the same time it seems that, in some of our fringes, the phenomenon of self-referencing has taken root, to a degree that is by now rampant, to the point of assuming alarming dimensions, on the verge of degeneration. Obviously there is nothing wrong with autocitarsi, in some cases and where indispensable, in a wide-ranging field that firstly takes into account the fundamental and reference works on the subject matter; but citing only or predominantly oneself and one&#8217;s own surroundings is unqualified, from any point of view, and disqualifies those who pursue this practice.</p>
<p><strong>Autori/Authors</strong><br />Cristiana Achille, Erika Alberti, Giuseppe Amoruso, Andrea Angelini, Francesca Antoci, Marinella Arena, Pasquale Argenziano, Alessandra Avella, Leonardo Baglioni, Vincenzo Bagnolo, Giovanni Maria Bagordo, Matteo Ballarin, Marcello Balzani, Piero Barlozzini, Hugo António Barros Da Rocha E Costa, Maria Teresa Bartoli, Cristiana Bartolomei, Manuela Bassetta, Carlo Battini, Paolo Belardi, Angelo Bernetti, Silvia Bertacchi, Stefano Bertocci, Alessandro Bianchi, Giorgia Bianchi, Carlo Bianchini, Fabio Bianconi, Michela Bigagli, Montserrat Bigas Vidal, Antonio Bixio, Maria Cristina Boido, Cecilia Maria Bolognesi, Donatella Bontempi, António Álvaro Borges Abel, Paolo Borin, Alessio Bortot, Cristian Boscaro, Lluis Bravo Farré, Fausto Brevi, Raffaella Brumana, Stefano Brusaporci, Giorgio Buratti, Marianna Calia, Daniele Calisi, Michele Calvano, Dario Boris Campanale, Massimiliano Campi, Marco Canciani, Chiara Cannavicci, Alessio Capone, Mara Capone, Tiziana Caponi, Alessio Cardaci, Tiziana Cardinale, Laura Carnevali, Marco Carpiceci, Paola Casu, Raffaele Catuogno, Gerardo Maria Cennamo, Mario Centofanti, Francesca Cerasoli, Francesco Cervellini, Emanuela Chiavoni, Maria Grazia Cianci, Michela Cigola, Gianluca Cioffi, Alessandra Cirafici, Luigi Cocchiarella, Paola Cochelli, Daniele Colistra, Fabio Colonnese, Antonio Conte, Roberto Corazzi, Luigi Corniello, Oscar Jesus Cosido Cobos, Carmela Crescenzi, Giovanna Cresciani, Cesare Cundari, Gian Carlo Cundari, Maria Rosaria Cundari, Pierpaolo D&#8217;agostino, Giuseppe Damone, Daniela Elisabetta De Mattia, Massimo De Paoli, Diego De Re, Roberto De Rubertis, Matteo Del Giudice, Teresa Della Corte, Antonella Di Luggo, Francesco Di Paola, Mario Di Puppo, Andrea Donelli, Gilda Emanuele, Maria Linda Falcidieno, Patrizia Falzone, Laura Farroni, Stefano Fasolini, Francesco Fassi, 3d Survey Group – Politecnico Di Milano, Francesca Fatta, Federico Ferrari, Loredana Ficarelli, Marco Filippucci, Riccardo Florio, Maria Gloria Font Basté, Paola Foschi, Carmela Frajese D&#8217;amato, Andrea Frattolillo, Isabella Friso, Flora Gaetani, Maria Teresa Galizia, Simona Gallina, Arturo Gallozzi, Carmine Gambardella, Giorgio Garzino, Francesca Gasperuzzo, Fabrizio Gay, Paolo Giandebiaggi, Andrea Giordano, Paolo Giordano, Gaspare Giovinco, Claudio Giustiniani, Maria Pompeiana Iarossi, Manuela Incerti, Davide Indelicato, Carlo Inglese, Laura Inzerillo, Elena Ippoliti, Alfonso Ippolito, Stefania Iurilli, Tatiana Kirilova Kirova, Lucia Krasovec Lucas, Mariella La Mantia, Fabio Lanfranchi, Massimo Leserri, Massimiliano Lo Turco, Agnese Lorenzon, Marcella Macera, Federica Maietti, Francesco Maiolino, Anna Christiana Maiorano, Anna Maria Manferdini, Andrea Manti, Anna Giuseppina Marotta, Rosario Marrocco, Luca Martini, Maria Martone, Giovanna Angela Massari, Silvia Masserano, Lorenzo Matteoli, Domenico Mediati, Giampiero Mele, Maria Evelina Melley, Valeria Menchetelli, Juan Mercade Brulles, Alessandra Meschini, Davide Mezzino, Francisco Martínez Mindeguía, Giuseppe Moglia, Antonio Mollicone, Cosimo Monteleone, Roberta Montella, Pablo Navarro Camallonga, Pablo José Navarro Esteve, Romina Nespeca, Marilina Nichilo, Giuseppa Novello Massai, Valentina Nuccitelli, Daniela Oreni, Anna Osello, Diego Paderno, Alessandra Pagliano, Caterina Palestini, Luis Manuel Palmero Iglesias, Daniela Palomba, Francesca Paluan, Federico Panarotto, Giovanni Pancani, Maria Onorina Panza, Floriana Papa, Leonardo Papa, Lia Maria Papa, Leonardo Paris, Sandro Parrinello, Maria Ines Pascariello, Marco Pedron, Assunta Pelliccio, Andrea Pirinu, Nicola Pisacane, Maria Bruna Pisciotta, Manuela Piscitelli, Claudia Pisu, Claudio Presta, Paola Puma, Ramona Quattrini, Silvia Rinalduzzi, Andrea Rolando, Adriana Marina Rossi, Daniele Rossi, Michela Rossi, Michele Russo, Arturo Livio Sacchi, Francisco Javier Sanchis Sampedro, Cettina Santagati, Pedro Sarabia, Chiara Scali, Marcello Scalzo, Alessandro Scandiffio, Alberto Sdegno, Luca James Senatore, Filippo Sicuranza, Giovanna Spadafora, Roberta Spallone, Valentina Spataro, Cristina Speranza, Gaia Lisa Tacchi, Riccardo Tavolare, Enza Tolla, Camillo Trevisan, Angelo Triggianese, Pasquale Tunzi, Graziano Mario Valenti, Uliva Velo, Cesare Verdoscia, Chiara Vernizzi, Antonella Versaci, Daniele Villa, Marco Vitali, Maurizio Vitella, Wissam Wahbeh, Andrea Zerbi, Ornella Zerlenga, Stefano Zoerle.</p>
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		<title>Metodologie integrate per il rilievo, il disegno, la modellazione dell&#8217;architettura e della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 14:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto nazionale di ricerca Prin 2007 sulle Metodologie integrate per il rilievo, il disegno, la modellazione dell'architettura e della città ha concluso il suo percorso e oggi i risultati conseguiti dalle cinque unità locali vengono resi pubblici con questo volume. Le metodologie di rilevamento laser si sono consolidate in questi anni, anche se permangono ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto nazionale di ricerca Prin 2007 sulle Metodologie integrate per il rilievo, il disegno, la modellazione dell&#8217;architettura e della città ha concluso il suo percorso e oggi i risultati conseguiti dalle cinque unità locali vengono resi pubblici con questo volume. Le metodologie di rilevamento laser si sono consolidate in questi anni, anche se permangono da parte di taluni studiosi alcuni equivoci, come ad esempio quello di considerare la registrazione della nuvola di punti il punto di arrivo (risultato finale) del processo di rilevamento. Uno degli obiettivi raggiunti da questa ricerca nazionale è stato quello di far chiarezza tra il concetto di modello numerico, fase iniziale del rilevamento laser, e quello di modello geometrico, o matematico, che costituisce la fase finale, dal quale è possibile ricavare i grafici che rappresentano il risultato ultimo con la rappresentazione dei punti caratterizzanti l&#8217;opera. È dall&#8217;insieme di questi grafici e del modello geometrico virtuale che si realizza il risultato del processo di rilevamento con l&#8217;impiego dei laser scanner. Un altro risultato significativo di questa ricerca è costituito proprio dallo studio dei modelli impiegati nel rilevamento, tanto che attraverso di essi si è potuto avviare quel processo di teorizzazione che ha consentito di porre le basi per un teoria del rilevamento. Non si può sottacere tra i risultati conseguiti, quello degli studi sulla fotomodellazione, che apre importanti strade soprattutto nel settore del rilevamento archeologico, come mostrano gli studi su tali tematiche presenti in questo volume. Riteniamo che una delle prossime frontiere del rilevamento architettonico, archeologico e urbano, sarà proprio quella della fotomodellazione come processo semplificato del rilevamento laser. Certamente la conoscenza profonda dell&#8217;architettura e della città, attraverso le nuove metodologie di rilevamento messe a punto anche in questa ricerca, ha fatto un ulteriore passo avanti.</p>
<p>MARIO DOCCI, Professore Emerito, ordinario di Rilevamento dell&#8217;Architettura, preside della Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Roma La Sapienza dal 1988 al 2000, docente presso la scuola di specializzazione in Restauro dei Monumenti nella stessa università, è stato Direttore del Dipartimento RADAAr (Rilievo, Analisi e Disegno dell&#8217;Ambiente e dell&#8217;Architettura) fino al 2010. Membro del Comitato Tecnico Scientifico per la Qualità dell&#8217;architettura e dell&#8217;arte Contemporanea, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Autore di numerosi contributi e pubblicazioni, ideatore e Direttore dal 1989 della rivista Disegnare. Idee, immagini, pubblicata da Gangemi Editore. Fra i suoi numerosi scritti si segnalano Il Manuale di Disegno (Laterza 1990), Scienza della Rappresentazione, in collaborazione con RiccardoMigliari (NIS 1992),Manuale del rilevamento architettonico e urbano, in collaborazione con DiegoMaestri (Laterza 1994 e nuova edizione 2009), Scienza del Disegno, in collaborazione con Diego Maestri (UTET 2000), Disegno e Analisi grafica (Laterza 2009).</p>
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		<title>Metodi e tecniche integrate di rilevamento per la realizzazione di modelli virtuali dell&#8217;architettura della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto nazionale di ricerca Prin 2004 sui "Metodi e tecniche integrate di rilevamento per la realizzazione di Modelli Virtuali dell'Architettura e della Città" ha concluso il suo percorso e oggi i risultati vengono resi pubblici con questo volume.La disponibilità di molti dati sotto forma digitale ha determinato l'integrazione tra le diverse metodologie di rilevamento, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto nazionale di ricerca Prin 2004 sui &#8220;Metodi e tecniche integrate di rilevamento per la realizzazione di Modelli Virtuali dell&#8217;Architettura e della Città&#8221; ha concluso il suo percorso e oggi i risultati vengono resi pubblici con questo volume.<br />La disponibilità di molti dati sotto forma digitale ha determinato l&#8217;integrazione tra le diverse metodologie di rilevamento, sia innovative che tradizionali, il che costituisce un notevole progresso per giungere ad una conoscenza profonda e globale dell&#8217;architettura e della città.<br />Negli ultimi quaranta anni alle tradizionali tecniche di rilevamento architettonico, che si erano sostanzialmente mantenute immutate per molti secoli, si sono aggiunte in modo imprevedibile e con sempre maggiore rapidità una serie di nuove metodologie. L&#8217;avvento negli anni ottanta dell&#8217;informatica ha determinato mutamenti radicali nella disciplina, dapprima investendo la stessa fotogrammetria, trasformandola da analogica a digitale, e successivamente aprendo le porte intorno alla metà degli anni &#8217;90 alla nuova metodologia basata sui laser scanner 3D.</p>
<p>Mario Docci, professore ordinario di Rilevamento dell&#8217;architettura, preside della Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Roma La Sapienza dal 1988 al 2000, docente presso la scuola si specializzazione in Restauro dei Monumenti nella stessa università, è Direttore del Dipartimento RADAAR (Rilievo, Analisi e Disegno dell&#8217;Ambiente e dell&#8217;Architettura) e membro del Comitato Tecnico Scientifico per la Qualità dell&#8217;architettura e dell&#8217;arte Contemporanea (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali).<br />Autore di numerose pubblicazioni, è ideatore e Direttore dal 1989 della rivista &#8220;Disegnare. Idee. Immagini&#8221;, pubblicata per i tipi della Gangemi Editore. </p>
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