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	<title>D&#039;Amico Antonio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>D&#039;Amico Antonio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Paolo VI</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/paolo-vi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 14:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della Mostra aperta a Roma presso il Museo di Roma, Palazzo Braschi dal 08 dicembre 2018 al 17 febbraio 2019[…] il Papa in Campidoglio. Questo è un ritorno; Noi non siamo forestieri qui dentro; quante memorie, quanti monumenti lo dicono! Ma quale ritorno? Qua venne, circa un secolo fa, Pio XI; ma quanto diversamente. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della Mostra aperta a Roma presso il Museo di Roma, Palazzo Braschi dal 08 dicembre 2018 al 17 febbraio 2019</p>
[…] il Papa in Campidoglio. Questo è un ritorno; Noi non siamo forestieri qui dentro; quante memorie, quanti monumenti lo dicono! Ma quale ritorno? Qua venne, circa un secolo fa, Pio XI; ma quanto diversamente. Noi non abbiamo più alcuna sovranità temporale da affermare quassù. Conserviamo di essa il ricordo storico, come quello d&#8217;una secolare, legittima e, per molti versi, provvida istituzione di tempi passati; ma oggi non abbiamo per essa alcun rimpianto, né alcuna nostalgia, né tanto meno alcuna segreta velleità rivendicatrice. Però, anche se un&#8217;altra minuscola sovranità temporale, quasi più simbolica che effettiva, Ci qualifica nei vostri riguardi liberi e indipendenti, non Ci mancano i titoli per appartenere al popolo di Roma; e Noi volentieri Ci sentiamo fieri ed onorati di far Nostra la professione di San Paolo, come quella d&#8217;un&#8217;eccellente umana dignità: civis Romanus, cittadino romano: teniamo anche Noi a proclamarci tali. </p>
<p>Sono, queste, le parole pronunciate da Paolo VI in occasione della sua visita in Campidoglio, il 16 aprile 1966, la prima da parte di un papa da quel 1870 che segnò, con la Breccia di Porta Pia, la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale dei pontefici. Eletto papa nel 1963, Giovanni Battista Montini aveva già avuto occasione, prima di quella storica visita, di salire al Campidoglio, nel 1962 quando, ancora cardinale, era responsabile della diocesi di Milano. Erano i tempi dell&#8217;avvio del Concilio Vaticano II, voluto e indetto dal suo predecessore, Giovanni XXIII, e chiuso dallo stesso Paolo VI nel 1965. Ci piace, allora, nell&#8217;accogliere una mostra a lui dedicata negli spazi del Museo di Roma, sito tra i più rappresentativi della Roma papalina, considerarla come una sua “terza visita” alla Casa della municipalità cittadina, consapevoli della portata determinante del suo pontificato in quella preziosa opera di ricucitura tra Stato e Chiesa che non erano riusciti a porre in essere, in modo pieno, né il Concordato del 1929, né l&#8217;apertura di via della Conciliazione in occasione del Giubileo del 1950. Molto invece, in tale direzione, si deve proprio alla profonda sensibilità, umana e culturale, di questo papa che ha reso possibile il ritorno di un Pontefice sul Campidoglio e che ha individuato, nell&#8217;arte, il tramite diretto e universale per ricondurre sulla via del dialogo il confronto sui grandi temi di Dio, dell&#8217;Uomo e della Bellezza. Un dialogo possibile, e portatore di ricchezza, solo se mette sullo stesso piano i suoi interlocutori e, soprattutto, se non impone canoni fissi e prestabiliti di espressione, ma lascia al libero sentire dell&#8217;artista contemporaneo, con la sua capacità creatrice, la via per arrivare al Verbo. E alla conseguente sua rappresentazione sensibile. </p>
<p>Claudio Parisi Presicce<br />Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali ad interim</p>
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		<title>Palermo. Il patrimonio artistico del Fondo Edifici di Culto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/palermo-il-patrimonio-artistico-del-fondo-edifici-di-culto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 14:09:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell'ambito delle iniziative volte a celebrare la città di Palermo quale “Capitale italiana della Cultura 2018“, il Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) ha voluto realizzare una particolare pubblicazione che mettesse in risalto le principali forme di espressione artistica, alcune delle quali profondamente legate al tessuto culturale del capoluogo siciliano. Prendono così forma quattro volumetti che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito delle iniziative volte a celebrare la città di Palermo quale “Capitale italiana della Cultura 2018“, il Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) ha voluto realizzare una particolare pubblicazione che mettesse in risalto le principali forme di espressione artistica, alcune delle quali profondamente legate al tessuto culturale del capoluogo siciliano. Prendono così forma quattro volumetti che focalizzano l&#8217;attenzione su “i mischi e tramischi”, ovvero sulle tarsìe marmoree tipiche della decorazione barocca; su “ i mosaici bizantini” nella loro forma più aulica; su “i Crocifissi di Fra Umile”, il Frate scultore di Petralìa che ha rappresentato nel legno la drammatica passione di Cristo; su “ la pittura di Pietro Novelli”, l&#8217;artista che ha caratterizzato con la sua opera il Seicento in Sicilia. Nell&#8217;ambito di tale ripartizione tematica ben si collocano le opere raffigurate, provenienti dalle principali Chiese palermitane del Fondo Edifici di Culto, ognuna delle quali ricca di storia, di cultura e di arte. Se la valorizzazione è l&#8217;espressione più tangibile del vasto patrimonio che il F.E.C. custodisce, sicuramente la conservazione e il restauro sono attività altrettanto importanti e complesse che il Fondo realizza attraverso un&#8217;attenta programmazione annuale. Per chi volesse approfondire la conoscenza del Fondo Edifici di Culto, si invita a leggere la sua storia che risale alla seconda metà del 1800.</p>
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		<title>I Papi dei Concili dell&#8217;era moderna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-papi-dei-concili-dellera-moderna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 14:09:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra presso i Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 17 maggio al 9 dicembre 2018 “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra presso i Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 17 maggio al 9 dicembre 2018</p>
<p>“Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell&#8217;ammirazione. E questo grazie alle vostre mani&#8230;”.</p>
<p>Sono le parole di Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, nel suo messaggio agli artisti al termine dei lavori del Concilio Vaticano II, chiuso l&#8217;8 dicembre 1965.<br />
Parole che ribadivano l&#8217;impegno montiniano a favore di poeti, pittori, scultori e musicisti per l&#8217;alto valore tributato dallo stesso Pontefice all&#8217;arte e a quel suo ruolo di avvicinamento, per il tramite delle cose create, dell&#8217;esperienza sensibile allo spirito divino. È un cammino articolato e complesso, caratterizzato nei secoli dall&#8217;alternarsi di aspri conflitti a timide aperture che investivano, e condizionavano, usi e costumi dei tempi, del vivere quotidiano come dell&#8217;arte. Cambiamenti radicali, nella storia della Chiesa, sia sotto il profilo teologico-dottrinale, che artistico, sono stati determinati dagli ultimi tre Concili dell&#8217;era moderna, di cui questa mostra ripercorre la storia attraverso la figura dei Pontefici che li hanno indetti e officiati.<br />
Dipinti, sculture e cimeli a essi appartenuti alimentano un percorso espositivo per illustrare tre momenti salienti nella storia del gusto, sia sul piano artistico che su quello liturgico-devozionale, abbracciando quell&#8217;arco di tempo che dal 1545, anno in cui Paolo III Farnese apre il Concilio di Trento, passa per il Concilio Vaticano I, indetto da Pio IX Mastai Ferretti nel 1869, e arriva al Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII nel 1962 e chiuso da Paolo VI nel 1965.<br />
“Bisogna ristabilire l&#8217;amicizia tra la Chiesa e gli artisti…” ebbe a dire Papa Montini solo un anno prima, il 7 maggio 1964, agli artisti riuniti nella magica sfera della Cappella Sistina. Era un auspicio, e un intento, volto a rinsaldare un antico sodalizio, forza necessaria alla Chiesa per assolvere al suo magistero di “far vedere” il fascino del Vangelo, e a proseguire sul cammino della innovazione nei rapporti tra mondo laico e fede cattolica.</p>
<p>Claudio Parisi Presicce<br />
Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/i-papi-dei-concili-dellera-moderna/">I Papi dei Concili dell&#8217;era moderna</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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