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	<title>De Giorgio Teodoro Archivi | Gangemi</title>
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		<title>San Teodoro. L&#8217;invincibile guerriero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 14:08:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli imperatori bizantini lo elessero patrono del proprio esercito, lo invocarono prima delle battaglie e gli intitolarono chiese e città. Nel Medioevo san Teodoro conobbe una venerazione senza pari, come rivelano gli appellativi che gli vennero assegnati: trismakarios («tre volte beato»), megalomartire e invincibile. Al principio del VII secolo il titolo di sauroctonos («uccisore del drago») accrebbe ulteriormente la sua fama grazie alla circolazione di colorite leggende agiografiche. La venerazione di Teodoro si diffuse dall&#8217;Oriente cristiano all&#8217;Occidente e la principessa Anna Comnena lo definì pubblicamente «il più grande tra i martiri». Queste pagine, tra testi patristici, icone antiche, racconti leggendari, immagini prodigiose, luoghi sacri e misteriose traslazioni di ossa, narrano la storia del più grande – e, al tempo stesso, meno conosciuto – santo guerriero della cristianità e offrono il fedele resoconto di un culto che supera le divisioni tra cattolici e ortodossi.</p>
<p>«Nell&#8217;immaginario collettivo il cavaliere che trafigge un drago posto sotto i suoi piedi viene oggi (ed a partire dall&#8217;XI secolo) perlopiù identificato con san Giorgio. Eppure questa è un&#8217;identificazione che si diffuse e addirittura prevalse su quella originaria che invece rappresentava esclusivamente san Teodoro. Fu infatti nella Georgia del VII secolo che venne introdotta l&#8217;immagine di Teodoro “sauroctono”, mentre a san Giorgio, che spesso lo affiancava, spettava il compito di debellare e trafiggere il nemico umano. In questo libro Teodoro De Giorgio (nome e cognome che devono averne predestinato gli interessi di studio!) ci guida lungo i secoli in un viaggio affascinante di devozione e culto fra testi e immagini, dalle prime testimonianze patristiche del IV secolo fino alle ancor oggi vive tradizioni devozionali (per l&#8217;Italia, da Brindisi a Venezia). Ne viene fuori una figura che appartiene alla storia, sia reale che mitica, religiosa e sociale, di Bisanzio, dell&#8217;Oriente Cristiano, dell&#8217;Occidente. Non solo, De Giorgio ci fa sapere, fra tanto altro, che Teodoro è anche un caso unico di santo dalla cui originaria identità è sortito quello che oggi diremmo un “clone”: al culto del semplice soldato o coscritto, ricordato dal suo appellativo di “Tirone”, si è infatti più tardi affiancato quello del generale, ovvero “Stratelate”. Con altri famosi santi, come Giorgio e soprattutto Nicola, i due Teodori sono oggi ancora simbolo dell&#8217;ecumene cristiana e questo libro ce ne chiarisce bene le ragioni e ce ne illustra le testimonianze». VALENTINO PACE</p>
<p>Teodoro De Giorgio (1979), storico dell&#8217;arte, è dottore di ricerca in Studi sulla rappresentazione visiva all&#8217;Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, dal 2013 entrato a far parte della Scuola Normale Superiore di Pisa. Nella sua attività di ricerca si occupa prevalentemente di iconografia e iconologia, di storia e teoria della rappresentazione visiva e di gestione del patrimonio culturale. Ha ideato e curato importanti esposizioni artistiche poste sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche. Dal 2012 è direttore pro-tempore del Centro Studi Teodoriani e socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia. Scrive sull&#8217;«Huffington Post» di questioni inerenti alla tutela e alla politica del patrimonio culturale.</p>
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