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	<title>Dettori Maria Paola Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Dettori Maria Paola Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Giovanni Marghinotti e il filellenismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 14:09:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie per la prima volta tutte le opere a oggi note dedicate nel corso del XIX secolo al tema del Filellenismo da artisti isolani, a cominciare dal maggiore di essi, Giovanni Marghinotti. La ricerca ha consentito di ricondurre l'interesse del pittore a una ben definita temperie culturale, quella pienamente risorgimentale del 1848 e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie per la prima volta tutte le opere a oggi note dedicate nel corso del XIX secolo al tema del Filellenismo da artisti isolani, a cominciare dal maggiore di essi, Giovanni Marghinotti. La ricerca ha consentito di ricondurre l&#8217;interesse del pittore a una ben definita temperie culturale, quella pienamente risorgimentale del 1848 e degli anni iniziali del cosiddetto ‘decennio di preparazione&#8217;, correggendo precedenti letture che derubricavano l&#8217;adesione dell&#8217;artista a una attardata partecipazione di maniera. In parallelo con quanto vanno ricostruendo gli storici, che documentano come il movimento filellenico coinvolga, in qualche modo, anche la Sardegna, anche dal punto di vista artistico è stato possibile appurare come la produzione del Marghinotti, benché marginale, risponda per tempo a sollecitazioni e pulsioni che non solo ne dichiarano la collocazione in un chiaro ambito politico, quello della Sinistra del deputato e letterato Angelo Brofferio e dei suoi amici e compagni sardi Giorgio Asproni e Giovanni Antonio Sanna, l&#8217;imprenditore che ne è altresì il maggiore collezionista, ma anche la piena condivisione del fervore rivoluzionario che agita l&#8217;Italia intorno al 1848.</p>
<p>Maria Paola Dettori, storica dell&#8217;arte, direttrice della Pinacoteca nazionale di Sassari e funzionario della  Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, si è occupata, in modo particolare, del panorama artistico in Sardegna tra Ottocento e Novecento. Suoi diversi studi sulle opere appartenenti alle collezioni statali, sulle quali ha scritto sia un volume dedicato alla pittura (con Lucia Arbace), sia uno sulla grafica del Novecento. Studiosa di storia dell&#8217;arte coloniale, ha indagato le presenze artistiche ‘italiane&#8217; e straniere e il ruolo della Sardegna, periferica terra esotica, tra XIX e XX secolo, tra immaginario romantico e formazione di un&#8217;arte coloniale, cui contribuirono anche gli artisti isolani. Curatrice di mostre, ha presentato i risultati delle sue ricerche in diverse esposizioni.</p>
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		<title>Visioni di Sardegna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/visioni-di-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 14:06:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Terra di “parenti poveri” per quanto riguardava la pittura, la Sardegna seppe esprimere all'inizio del XX secolo, nel giro di pochi anni, una scuola di straordinari incisori; l'esordio vincente fu come xilografi, ma alcuni di essi raggiunsero presto l'eccellenza anche nelle altre tecniche. Ci fu allora chi attribuì questo fatto a innate tendenze di razza, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Terra di “parenti poveri” per quanto riguardava la pittura, la Sardegna seppe esprimere all&#8217;inizio del XX secolo, nel giro di pochi anni, una scuola di straordinari incisori; l&#8217;esordio vincente fu come xilografi, ma alcuni di essi raggiunsero presto l&#8217;eccellenza anche nelle altre tecniche. Ci fu allora chi attribuì questo fatto a innate tendenze di razza, chi lo lesse come evolversi del tradizionale intaglio dei pastori, chi più lucidamente, come Stanis Dessy, uno dei più grandi tra loro, ricostruì i momenti iniziali della xilografia in Sardegna legandoli alla stessa circostanza che portò alla sua diffusione anche altrove in Italia, cioè al  debutto del gruppo della rivista spezzina “L&#8217;Eroica”, cui due sardi – Giuseppe Biasi e, in misura minore, Mario Mossa Demurtas – parteciparono quasi sin dal principio. Privi di una tradizione artistica consolidata i sardi raggiunsero perciò la vetta in una branca dell&#8217;arte che in quel momento nel nostro paese doveva anch&#8217;essa, in qualche modo, ripartire da zero: affacciatisi solo allora a quel mondo, là dove le condizioni di partenza erano uguali per tutti essi non esitarono a cogliere l&#8217;occasione, seppero osare, sperimentare e trionfare, costituendo una scuola regionale dalla quale emersero figure tra le maggiori nella storia dell&#8217;incisione del Novecento italiano. </p>
<p>Maria Paola Dettori, storico dell&#8217;arte, è funzionario della Soprintendenza per i Beni architettonici e storico artistici di Sassari. Si occupa in particolare di catalogazione dei beni culturali, ha progettato e diretto numerosi restauri. Attuale direttrice della Pinacoteca Mus&#8217;a di Sassari, ha curato diverse mostre, dedicandosi soprattutto alla storia dell&#8217;arte sarda del Novecento; tra le sue pubblicazioni, Pittura sarda del Novecento.</p>
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