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	<title>Dezzi Bardeschi Marco Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Dezzi Bardeschi Marco Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Eugenio Battisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.7In continuità con i seminari organizzati sui docenti che hanno dato prestigio alla Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (oggi Facoltà di Architettura e Società) nella seconda metà del '900 - Franca Helg (2006),Marco Zanuso (2007), Vittoriano Viganò (2008) - il convegno ha come obiettivo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.7</p>
<p>In continuità con i seminari organizzati sui docenti che hanno dato prestigio alla Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (oggi Facoltà di Architettura e Società) nella seconda metà del &#8216;900 &#8211; Franca Helg (2006),Marco Zanuso (2007), Vittoriano Viganò (2008) &#8211; il convegno ha come obiettivo la presentazione critica della figura e della ricerca di Eugenio Battisti: storico, innovatore degli studi interpretativi dell&#8217;arte e dell&#8217;architettura, anticipatore dell&#8217;interdisciplinarità tra storia e progetto.<br />Con questa iniziativa, la Triennale di Milano intende rendere omaggio a Battisti, curatore della mostra &#8220;Il luogo del lavoro. Dalla manualità al comando a distanza&#8221;, organizzata nel 1986 in preparazione della XVII Esposizione internazionale, che ha rappresentato uno straordinario momento di analisi e dibattito sul tema della progettazione degli spazi destinati al lavoro, investiti da profonde, talvolta traumatiche, trasformazioni, con ripercussioni sulle abitudini di vita e sui rapporti sociali.</p>
<p>A cura di Antonio Piva e Pierfranco Galliani.</p>
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		<title>I Nostri Giardini</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-nostri-giardini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I nostri giardini: il titolo sembrerebbe indicare un senso di proprietà; al contrario, il possessivo "nostri" vuol suggerire la necessità del "prendersi cura", l'urgenza di una nuova responsabilità che non sia solo di chi possiede o ha in gestione il parco o il giardino, ma diventi un sentire comune. La scelta dei "case studies" è ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri giardini: il titolo sembrerebbe indicare un senso di proprietà; al contrario, il possessivo &#8220;nostri&#8221; vuol suggerire la necessità del &#8220;prendersi cura&#8221;, l&#8217;urgenza di una nuova responsabilità che non sia solo di chi possiede o ha in gestione il parco o il giardino, ma diventi un sentire comune. La scelta dei &#8220;case studies&#8221; è ricaduta su alcuni giardini di proprietà demaniale – gestiti dalle Soprintendenze e dai Poli museali – interessati in anni recenti da progetti o da interventi di restauro: il Parco di Racconigi, Villa Pisani a Stra, il Parco di Miramare a Trieste, il Giardino di Boboli, il Parco della Villa del Colle del Cardinale a Perugia, Villa d&#8217;Este a Tivoli, il Parco della Reggia di Caserta. A queste &#8220;sette stelle&#8221; del Ministero si sono poi aggiunte tre altre diverse realtà: il Parco delle Terme di Lévico, in gestione alla Provincia Autonoma di Trento, i giardini della Kolymbetra, in consegna al Fondo per l&#8217;Ambiente Italiano, il Parco del castello di S. Maria del Monte a Montella. Ne è emersa una casistica ampia: restauri nella maggior parte dei casi attenti alla fragilità del manufatto, idealmente legati fra loro da un comune intento conservativo, ma talvolta oggetto anche di scelte non sempre condivise. Il risultato è un confronto sui metodi e sulle tecniche di intervento nei parchi e nei giardini storici, sulle modalità di uso e sulle strategie di valorizzazione; un confronto utile a disegnare una politica nazionale coordinata, che dia un senso più incisivo  all&#8217;impegno che caratterizza l&#8217;attività svolta nelle diverse sedi.</p>
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		<title>Tracce storiche e progetto contemporaneo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tracce-storiche-e-progetto-contemporaneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>All'interno del territorio italiano, nei molteplici insediamenti che ne fanno parte, le città minori costituiscono un modello consolidato di una traccia ancora riconoscibile, che si traduce in condizione positiva, individuando nei centri storici gli elementi propulsori.Anche se l'ambiente costruito risponde oggi a funzioni che nel passato non esistevano e la sua portata è meno rilevante, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno del territorio italiano, nei molteplici insediamenti che ne fanno parte, le città minori costituiscono un modello consolidato di una traccia ancora riconoscibile, che si traduce in condizione positiva, individuando nei centri storici gli elementi propulsori.<br />Anche se l&#8217;ambiente costruito risponde oggi a funzioni che nel passato non esistevano e la sua portata è meno rilevante, il Centro Storico ne rappresenta ancora il valore identitario. A distanza di quasi cinquanta anni dalle prime valutazioni sul futuro dei centri storici &#8211; e sulla necessità di un loro attento recupero &#8211; in seguito alle veloci trasformazioni che coinvolgono anche il loro modo d&#8217;uso, viene da chiedersi quale sia lo stato di molte piccole città. In seguito anche alla sempre maggiore rilevanza degli studi, negli ultimi anni quello dei centri storici è stato un settore che, dopo essere stato per molto tempo un argomento settoriale, ha acquistato sempre maggiore rilevanza. Sempre più, riuso, riqualificazione, rivitalizzazione sono concetti attorno ai quali si muovono molte politiche urbane, pertanto risulta importante comprendere strategie di recupero di edifici e spazi nei contesti storici. Si intende qui riflettere sul valore del progetto architettonico e urbano all&#8217;interno del recupero dei centri storici minori, applicando tali riflessioni ad un ambito specifico, il territorio comunale di un piccolo centro, in cui ritrovare i temi della trasformazione e dell&#8217;identità. Queste potrebbero sembrare parole contrastanti, ma la città stessa ha sempre contenuto tale dualità. Difatti riconversione, nuova costruzione, ristrutturazione hanno sempre convissuto nella città e sono all&#8217;origine della nozione di questa stratificazione. Il presente volume è una ricognizione di idee e progetti sulla dimensione contemporanea della città storica, i contenuti, i valori e i nuovi significati che le vengono attribuiti, evidenziando come i centri storici minori possono essere il luogo di una nuova stagione di sperimentazione progettuale. Nato dall&#8217;omonimo seminario, ne contiene e riordina i materiali proponendo una selezione di contributi che ruotano attorno al tema del recupero dei centri storici e del progetto contemporaneo in contesti urbani storicizzati. Il libro raccoglie una serie di conoscenze e riflessioni che, in una ideale tavola rotonda tra esperti (Mario Guido Cusmano, Marco Dezzi Bardeschi, Massimo Dringoli, Roberto Gambino, Franco Mancuso, Adolfo Natalini, Manuela Ricci, Fabrizio Rossi Prodi) ricostruiscono un racconto-confronto tra esperienze diverse. </p>
<p>Andrea Iacomoni (Arezzo, 1973) architetto. Laureato alla Facoltà di Architettura di Firenze, dove dal 2001 svolge attività didattica e di ricerca. Dal 2004 è ricercatore presso la Fondazione Giovanni Michelucci. Docente a contratto in Urbanistica (2003-2007), attualmente è Dottorando di ricerca in Progettazione Urbana e Territoriale presso la stessa Facoltà. Svolge la professione in prevalenza in ambito toscano, affrontando i temi della progettazione sia in contesti urbani che territoriali, dove l&#8217;attenzione al luogo non preclude forme di sperimentazione. Oltre alla riflessione critica e teorica presentata in vari convegni, partecipa a numerosi concorsi di progettazione (ricevendo premi e segnalazioni). Suoi lavori, scritti e ricerche sono stati pubblicati in libri e riviste specializzate ed esposti in mostre.</p>
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