<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Di Bene Anna Archivi | Gangemi</title>
	<atom:link href="https://gangemi.com/contributore/di-bene-anna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gangemi.com/contributore/di-bene-anna/</link>
	<description>Gangemi Editore -  Shop</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Mar 2025 15:31:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://gangemi.com/wp-content/uploads/gangemi_favicon2-66x66.png</url>
	<title>Di Bene Anna Archivi | Gangemi</title>
	<link>https://gangemi.com/contributore/di-bene-anna/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Paesaggio Agrario. Una questione non risolta</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/paesaggio-agrario-una-questione-non-risolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/paesaggio-agrario-una-questione-non-risolta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il termine “paesaggio” assume una pluralità di significati, che corrispondono a differenti sensibilità: agroforestali, architetti, artisti, biologi, ecologi, economisti, filosofi, geografi, geologi, giuristi, paesaggisti, scrittori, semiotici, sociologi, storici, urbanisti; ma anche, solo per fare altri esempi, popolazioni “urbane” e “rurali”; agricoltori “produttori” di paesaggio e turisti “consumatori” di paesaggio. «Due gruppi sociali che operano fianco ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/paesaggio-agrario-una-questione-non-risolta/">Paesaggio Agrario. Una questione non risolta</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine “paesaggio” assume una pluralità di significati, che corrispondono a differenti sensibilità: agroforestali, architetti, artisti, biologi, ecologi, economisti, filosofi, geografi, geologi, giuristi, paesaggisti, scrittori, semiotici, sociologi, storici, urbanisti; ma anche, solo per fare altri esempi, popolazioni “urbane” e “rurali”; agricoltori “produttori” di paesaggio e turisti “consumatori” di paesaggio. «Due gruppi sociali che operano fianco a fianco in uno stesso ambiente, svolgendo attività diverse vedono certo le stesse cose [&#8230;] ma non vedono lo stesso territorio».<br />Il termine “paesaggio” è sfuggente, ogni relatore in ogni convegno ne dà una definizione più o meno fortunata; la geografia, la filosofia, l&#8217;ecologia ed altre discipline hanno provato a farlo proprio, senza riuscirvi. Si è tentato di sostituirl con il concetto di ambiente. Si è tentato di imbrigliarlo e poi demolirlo ope legis. Si è abusato del termine parlando di “paesaggio politico”, “paesaggio economico” e quanto altro. Dal Dopoguerra ad oggi si è anche banalizzato il paesaggio attraverso i processi di industrializzazione dell&#8217;agricoltura con la Politica agricola comune (PAC), passando dalla “policultura” alla “monocultura”. I risultati evidenti sono stati sia la semplificazione della biodiversità per la perdita dei mosaici paesaggistici e della ricchezza delle colture promiscue, sia la contrazione delle aree agricole a favore, da un lato, della rinaturalizzazione a pascolo e rimboschimento e, dall&#8217;altro lato, dell&#8217;espansione urbana. Si è consumata buona parte della superficie libera da asfalto e cmento aumentando lo spazio procapite per le infrastrutture, le attrezzature, i servizi e le abitazioni. Si è così determinato in gran parte del Paese uno spazio ibrido, in bilico tra città e campagna, dovuto alla dispersione urbana. Accanto a queste “macro” trasformazioni del paesaggio sono state altrettanto pericolose le “micro” trasformazioni, a cui si presta meno attenzione, anche tra gli osservatori più sensibili. Chi percorre un&#8217;autostrada può vedere ancora un bel paesaggio, ma non vede persone che vi lavorano: vi sono molti “spettatori” e pochi “attori”. Chi in un giorno di bel tempo prend un aereo e sorvola il nostro Paese vede ancora campi e boschi, ma non vede territori integri da costruzioni. Chi passa una serata in campagna vede ancora un cielo stellato mozzafiato, ma anche le crescenti luci di manufatti, aggregati o isolati. Chi torna a contemplare un paesaggio della propria memoria lo trova senza siepi e muretti a secco, con brutte cancellate e con strade più dritte e meno bianche. <br />Il rischio evidente è nella la perdita delle colture, dei colori, degli odori e dei sapori che innescano inevitabilmente un danno alla biodiversità, alla qualità dei prodotti agricoli, al benessere fisico e all&#8217;identità culturale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/paesaggio-agrario-una-questione-non-risolta/">Paesaggio Agrario. Una questione non risolta</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli impianti eolici: suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gli-impianti-eolici-suggerimenti-per-la-progettazione-e-la-valutazione-paesaggistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 13:02:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/gli-impianti-eolici-suggerimenti-per-la-progettazione-e-la-valutazione-paesaggistica/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Linee-guida per l'inserimento paesaggistico degli impianti eolici intendono facilitare l'applicazione dell'Allegato Tecnico del DPCM 12 dicembre 2005 che definisce finalità, criteri di redazione e contenuti della Relazione Paesaggistica che deve accompagnare le richieste di autorizzazione paesaggistica (art. 146, comma 2, del Codice per i Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/gli-impianti-eolici-suggerimenti-per-la-progettazione-e-la-valutazione-paesaggistica/">Gli impianti eolici: suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Linee-guida per l&#8217;inserimento paesaggistico degli impianti eolici intendono facilitare l&#8217;applicazione dell&#8217;Allegato Tecnico del DPCM 12 dicembre 2005 che definisce finalità, criteri di redazione e contenuti della Relazione Paesaggistica che deve accompagnare le richieste di autorizzazione paesaggistica (art. 146, comma 2, del Codice per i  Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e sue modificazioni) e che dà indirizzi per la valutazione dei progetti.<br />Le Linee-guida forniscono indirizzi, criteri, informazioni generali e supporti tecnici. Si rivolgono ai progettisti e ai responsabili della valutazione perché, da un lato il punto di vista paesaggistico venga inserito organicamente nel progetto  fin dalle sue prime fasi di elaborazione, dall&#8217;altro la valutazione possa entrare pienamente nel merito delle proposte e non limitarsi a una verifica formale dei documenti. Si rivolgono anche alle popolazioni, nella consapevolezza che una crescita conoscitiva delle problematiche specifiche, è condizione essenziale per scelte appropriate e condivise.<br />La struttura della guida è costituita da un testo esplicativo generale, da approfondimenti tematici, da schede tecniche, da schede informative su documenti di indirizzo elaborati all&#8217;estero e in Italia, da una bibliografia ragionata e  da riferimenti bibliografici generali. Un ampio apparato iconografico commentato esemplifica casi studio, soluzioni tecniche di progettazione e di rappresentazione, problematiche di valutazione. Una lista di domande chiave intende aiutare a costruire e a verificare i diversi passaggi dell&#8217;elaborazione progettuale e della valutazione delle proposte di realizzazione di impianti eolici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/gli-impianti-eolici-suggerimenti-per-la-progettazione-e-la-valutazione-paesaggistica/">Gli impianti eolici: suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La relazione paesaggistica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-relazione-paesaggistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/la-relazione-paesaggistica/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha in programma la pubblicazione di una serie di Linee-Guida relative alle principali tipologie delle opere di trasformazione territoriale previste dall'Allegato Tecnico del DPCM del 12 dicembre 2005 per il loro corretto inserimento paesaggistico. Esse hanno lo scopo di orientare tecnici, amministrazioni e collettività, offrendo informazioni ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-relazione-paesaggistica/">La relazione paesaggistica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha in programma la pubblicazione di una serie di Linee-Guida relative alle principali tipologie delle opere di trasformazione territoriale previste dall&#8217;Allegato Tecnico del DPCM del 12 dicembre 2005 per il loro corretto inserimento paesaggistico. Esse hanno lo scopo di orientare tecnici, amministrazioni e collettività, offrendo informazioni generali sui temi progettuali in oggetto e su come essi siano affrontati in esperienze straniere e italiane, indicazioni metodologiche, informazioni tecniche, esemplificazioni, supporti documentari e bibliografici ragionati. Questo volume presenta il DPCM e il suo Allegato con scritti esplicativi e di commento di tecnici del Ministero e delle Regioni che hanno lavorato alla sua elaborazione e stesura. In allegato, oltre al testo del Decreto, vi sono alcune schede  informative sulle principali esperienze europee e italiane in tema di  strumenti per la “compatibilità” paesaggistica dei progetti di trasformazione del territorio e il Protocollo informatico del Ministero BAC per la gestione delle autorizzazioni paesaggistiche (SITAP-IAP).</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-relazione-paesaggistica/">La relazione paesaggistica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Landscape Report</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/the-landscape-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/the-landscape-report/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Taken from: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Servizio II - PaesaggioLa Relazione Paesaggistica. Finalità e contenutiedited by Anna Di Bene and Lionella Scazzosi, published by Gangemi, Rome 2006English translationEnglish translation: Carla Riccio</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/the-landscape-report/">The Landscape Report</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Taken from: <br />Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Servizio II &#8211; Paesaggio<br />La Relazione Paesaggistica. Finalità e contenuti<br />edited by Anna Di Bene and Lionella Scazzosi, published by Gangemi, Rome 2006</p>
<p>English translation</p>
<p>English translation: Carla Riccio</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/the-landscape-report/">The Landscape Report</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le «Rapport Paysager»</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-rapport-paysager/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/le-rapport-paysager/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il est très facile de dire que le paysage doit être protégé, que les valeurs exprimées par le territoire doivent être conservées, que les interventions doivent être de qualité. Et qu'il faut respecter le contexte. Le problème est de savoir comment traduire ces idées dans la pratique. Présentées de la sorte, il s'agit d'affirmations apodictiques ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-rapport-paysager/">Le «Rapport Paysager»</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il est très facile de dire que le paysage doit être protégé, que les valeurs exprimées par le territoire doivent être conservées, que les interventions doivent être de qualité. Et qu&#8217;il faut respecter le contexte. Le problème est de savoir comment traduire ces idées dans la pratique. Présentées de la sorte, il s&#8217;agit d&#8217;affirmations apodictiques qui ont tout au plus le mérite caché de vouloir bien faire, mais elles ne résolvent pas le problème des pouvoirs publics qui sont appelés à dire « ce qui » doit être réalisé et « comment » le réaliser.<br />Même les manuels s&#8217;avèrent peu utiles. Ils ne le sont ni pour construire un bâtiment ni, à plus forte raison, pour apprécier la complexité d&#8217;un thème comme celui du paysage qui diffère d&#8217;un point à l&#8217;autre, d&#8217;un lieu à l&#8217;autre et qui, tantôt se définit principalement en fonction de la composante naturelle, tantôt en fonction de la composante de la stratification historique. Les manuels, tous les manuels, ont le défaut de ne donner qu&#8217;une image possible de la réalité et si on se limite à les utiliser précisément comme des manuels, sans faire preuve du moindre esprit critique, ils peuvent avoir des effets désastreux, et engendrer la répétitivité et l&#8217;aplatissement de la capacité expressive, au lieu de permettre une véritable compréhension de ce que l&#8217;on est en train de projeter. D&#8217;autres domaines et d&#8217;autres disciplines abandonnent eux aussi peu à peu le chemin des normes prescriptives pour se tourner vers les normes plus performancielles. Et si ce n&#8217;est pas le cas du paysage, cet exemple veut signifier que l&#8217;époque des règles uniques et de l&#8217;application univoque est révolue, que l&#8217;époque du « livre de recettes » est terminée; la tendance actuelle privilégie la formulation d&#8217;orientations et la définition de critères pour atteindre certains objectifs, basées avant tout sur une approche cognitive.<br />L&#8217;esprit du « Rapport paysager » contenu dans le D.P.C.M. du 12 Décembre 2005 va principalement dans ce sens. Mais on ne peut prétendre que le Journal Officiel produise un traité, ou l&#8217;idée qui sous-tend l&#8217;action institutionnelle qui a avancé la norme. La présente publication, la première de la série, se propose d&#8217;expliciter le sens et le contenu du dispositif, tels qu&#8217;ils ont été conçus au fil des travaux préparatoires à la rédaction de l&#8217;instrument normatif.<br />L&#8217;objectif principal du D.P.C.M. est de fournir des indications quant aux différents modes de lecture du paysage et, par conséquent, aux différentes manières de projeter les transformations (à toutes les échelles et pour tous les types d&#8217;intervention); l&#8217;instrument normatif oblige à une réflexion sur la nécessité de projeter à l&#8217;intérieur du contexte et non pas sur le contexte, sans superposition acritique, voire brutale, à cet ensemble de nature et d&#8217;histoire qui a produit ce qu&#8217;aujourd&#8217;hui nous appelons « paysage ».<br />Ce qui fait la différence, c&#8217;est la connaissance, la reconnaissance des lieux pour ce qu&#8217;ils sont, l&#8217;appréciation des valeurs de l&#8217;histoire et de la nature. Ce qui fait la différence, c&#8217;est la volonté de projeter les transformations et non de les introduire, c&#8217;est la prise de conscience que ce territoire stratifié est une ressource pour le Pays.<br />C&#8217;est pourquoi il faut rechercher des critères plus uniformes et partagés de tous, avec la collaboration des Régions dont le rôle fondamental est de spécifier et d&#8217;approfondir les thématiques et les indications en fonction des caractéristiques du territoire qui leur est propre. Une telle collaboration entre État et Régions, toujours annoncée et presque jamais réalisée, est importante car elle offre la possibilité de définir des formes d&#8217;intégration verticale et horizontale des politiques paysagères, et permet aux pouvoirs publics de se doubler d&#8217;une fonction didactique/pédagogique, à tous les niveaux, pour affirmer l&#8217;idée d&#8217;une qualité paysagère diffuse, à laquelle la population participerait en se prononçant concrètement sur les choix à faire. Il s&#8217;agit d&#8217;une exigence qui dépasse les frontières italiennes et touche d&#8217;autres Pays, comme le prouvent les études préliminaires à la rédaction du D.P.C.M.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-rapport-paysager/">Le «Rapport Paysager»</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
