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	<title>Di Genova Giorgio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Di Genova Giorgio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Interventi ed erratiche esplorazioni sull’arte &#8211; Tomo IV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 15:11:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con questo quarto e ultimo volume (uscito postumo con gli scritti scelti già dall’autore nella forma che qui si presenta) si conclude l’antologia dei testi critici di Giorgio Di Genova, quelle “erratiche esplorazioni dell’arte” che hanno attraversato il Novecento dal secondo dopoguerra in poi e i primi due decenni del XXI secolo. La strada è ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo quarto e ultimo volume (uscito postumo con gli scritti scelti già dall’autore nella forma che qui si presenta) si conclude l’antologia dei testi critici di Giorgio Di Genova, quelle “erratiche esplorazioni dell’arte” che hanno attraversato il Novecento dal secondo dopoguerra in poi e i primi due decenni del XXI secolo. La strada è quella maestra di una evoluzione dialettica di idee e linguaggi. Il <em>fil rouge </em>della selva di testi prodotta nel corso di un’intera vita dedicata alla cultura visiva è una lettura degli accadimenti in chiave gramsciana, senza dimenticare la lezione della psicoanalisi e il sottotesto inconscio che guida le sperimentazioni creative. Il libro si apre sui “Viaggi d’arte”, tra gli Stati Uniti e Berlino, mentre in chiusura atterra a Parigi, con divertiti reportages di mostre corredati da libertà di critica, nel rispetto delle fonti e lontano dai diktat delle mode. Centrali sono i capitoli dedicati alla <em>Realtà del</em> <em>fantastico</em>, linea interpretativa fondamentale negli studi dell’autore, che riemerge anche nelle presentazioni del lavoro degli artisti (Osvaldo Licini). Seguono poi sferzanti testimonianze di alcune edizioni di Biennali e Quadriennali che si svolsero tra il finire degli anni ’80 e i primi dei ’90, e puntute analisi del fascismo in arte, a partire da Mario Sironi “in camicia nera”. Anche la scultura è protagonista: l’occasione è una mostra, Di Genova lamenta l’oblio destinato a una folta schiera di artiste fra cui Regina, Antonietta Raphaël, Nedda Guidi, che invece hanno arricchito il panorama della scultura italiana della seconda metà del ’900. Gli artisti a confronto con la <em>Divina Commedia </em>&#8211; dopo il <em>Purgatorio </em>del precedente volume &#8211; entrano questa volta nel <em>Paradiso</em>. Diversi gli omaggi: da Leo Castelli a Pietro M. Bardi fino a Fortunato Bellonzi per arrivare agli “Addii”, con le dipartite di Mattia Moreni e Victor Brauner. L’importanza degli archivi e della trasmissione della memoria, considerati pilastri della storia, sono al centro di alcune riflessioni, dove si ribadisce che il ricorso a Wikipedia non può essere sufficiente né un porto sicuro.</p>
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<p>Tomo I: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8203/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO I</a><br />
Tomo II: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8515/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO II</a><br />
Tomo III: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/9209/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO III</a><br />
Tomo IV: <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iv/">INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO IV</a></p>
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		<title>Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo III</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 14:09:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questa terza selezione di testi l'autore ha inserito due saggi, uno sulle immagini di Cristo nel corso dei secoli fino al Cristo pieno di vento di Pericle Fazzini e l'altro sui molteplici linguaggi dell'arte contemporanea, affiancandoli con i testi sulla Metafisica, sulla importante collezione D'Ayala di bozzetti di scena e figurini di artisti, tra ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iii/">Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo III</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa terza selezione di testi l&#8217;autore ha inserito due saggi, uno sulle immagini di Cristo nel corso dei secoli fino al Cristo pieno di vento di Pericle Fazzini e l&#8217;altro sui molteplici linguaggi dell&#8217;arte contemporanea, affiancandoli con i testi sulla Metafisica, sulla importante collezione D&#8217;Ayala di bozzetti di scena e figurini di artisti, tra cui Severini, Prampolini, de Pisis, Guttuso e Tamburi, realizzati per il romano Teatro delle Arti (1940-1943). Ad essi s&#8217;aggiungono gli scritti riferiti alla rassegna sulla tipologia e topologia della pittura iconica degli anni Settanta in Italia, alla mostra Esaedro ed a quelle d&#8217;arte e fumetto, arte e scienza, arte e carta, arte ed Eros (con una precisazione sul peccato originale e sulla cacciata dei progenitori dall&#8217;Eden), arte e scrittura, arte e fotografia, arte e tatuaggio più i testi su altre mostre, ossia quelle dei monocromi rossi, del Gruppo Aniconismo Dialettico al Museo Michetti e dei 16 scultori a Malcesine. Inoltre sono riproposti interventi sul Futurismo, sull&#8217;arte fantastica, sul collettivo Il Girasole e sulla Biennale nei giorni della contestazione. Oltre alle presentazioni di alcuni artisti (Eugenio Carmi, Gianfranco Baruchello, Maria Camilla Pallavicini, Renzo Eusebi e Marcus Amaral), sono presenti il testo per la mostra sui primi canti del Purgatorio di Dante, la recensione del volume L&#8217;arte del XX secolo, 1969- 1999, l&#8217;ironica stroncatura della Transavanguardia, la denuncia dei femminicidi e l&#8217;intervento pacifista durante l&#8217;incontro con Gorbaciov. A conclusione di questa esplorazione sull&#8217;arte sono gli addii a Francis Bacon e al patafisico Enrico Baj, due interviste sulla sua storia dell&#8217;arte italiana del &#8216;900 ed alcune “istantanee” di vita, di storia e di arte, nonché una nota sulla lunga attività dell&#8217;autore.</p>
<p>Giorgio Di Genova è nato il 23.10.1933 a Roma, dove risiede. Laureatosi in Lettere (corso Storia dell&#8217;arte) all&#8217;Università la Sapienza di Roma, ha frequentato la Scuola di perfezionamento in Storia dell&#8217;arte con Lionello Venturi, Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan. Dal 1961 svolge un&#8217;intensa attività di critico, saggista e conferenziere in Italia e all&#8217;estero. Ha insegnato fino al 1999 Storia dell&#8217;arte contemporanea (Accademie di Belle Arti di Catania, Napoli, Roma).<br />
Dal 1965 al 1968 è stato il critico del Collettivo Il Girasole di Roma. Nel 1975 ha fondato a Bologna, per la Edizioni Bora, la rivista “Terzo Occhio”, di cui è stato il coordinatore fino al 2006. È membro dell&#8217;AICA. Nel 1984 è stato commissario per il Padiglione italiano alla XLI Biennale di Venezia. Ha curato numerose personali ed antologiche in diverse città italiane e straniere, nonché rassegne di pittura e scultura, mostre a tema (di arte fantastica, arte erotica, arte sacra, arte al femminile, arte e fumetto, pittura monocroma, arte e scienza, iconografia del “duce”). Ha curato i simposi di scultura a Carrara, le Biennali di grafica di Maddaloni e le Biennali Nazionali d&#8217;Arte Contemporanea di Rieti, da lui ideate, ed inoltre tutte le mostre del Gruppo Narciso arte (1981-85) e del Gruppo Aniconismo Dialettico (GAD) (1997-2002), da lui fondati. È stato Direttore Artistico (1997-99) del Palazzo Mediceo di Seravezza (LU), del Museo d&#8217;arte delle Generazioni italiane del &#8216;900 (1999-2006) di Pieve di Cento (BO) e poi del Premio Internazionale Límen Arte (2009-2014), da lui ideato per la Camera di Commercio di Vibo Valentia.<br />
Nel 2011 ha fatto parte delle commissioni per la 54a Biennale di Venezia (sezioni Istituti Italiani di Cultura all&#8217;estero e mostre delle Regioni). Ha firmato numerose monografie, tra cui Cagli, Moreni, Vacchi, A. Bueno, Finotti, Ivo Sassi, Guasti, Ugolino da Belluno ed Augusto Garau. È l&#8217;autore della Storia dell&#8217;arte italiana del &#8216;900 per generazioni, in 10 tomi (Bora, Bologna).</p>
<p>Tomo I: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8203/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO I</a><br />
Tomo II: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8515/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO II</a><br />
Tomo III: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/9209/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO III</a><br />
Tomo IV: <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iv/">INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO IV</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iii/">Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo III</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Stelman</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/stelman-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 14:09:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>The image, as a whole delivering messages, is crushed into a current and banal iconic media context. The resulting shred turns into the symbol of the broken world; and represents the fall of ideologies which had been reassuring islands of truth. The piece is the unexpected, the purest part of the present age, the indefinable. ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>The image, as a whole delivering messages, is crushed into a current and banal iconic media context. The resulting shred turns into the symbol of the broken world; and represents the fall of ideologies which had been reassuring islands of truth. The piece is the unexpected, the purest part of the present age, the indefinable. Symbol of the subtle anguish of what is unfinished, suspended and weightless, the scrap does not lead to satisfaction but to a constant search for a final disclosure. The aggregation is the work, the choice comes from the subconscious, ironic and liberating.<br />Arezzo 1983<br />S T E L M A N</p>
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		<title>Stelman</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/stelman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 14:09:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'immagine, come interezza portatrice di messaggi, viene frantumata entro un attuale e banale contesto iconico dei mass-media. Il frammento emergente diviene il simbolo del mondo disgregato; indica la caduta delle ideologie quali rassicuranti isole di verità. Il frammento è l'imprevisto, la parte più pura del presente, l'indefinibile. Emblema della sottile angoscia dell'incompiuto, sospeso e senza ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immagine, come interezza portatrice di messaggi, viene frantumata entro un attuale e banale contesto iconico dei mass-media. Il frammento emergente diviene il simbolo del mondo disgregato; indica la caduta delle ideologie quali rassicuranti isole di verità. Il frammento è l&#8217;imprevisto, la parte più pura del presente, l&#8217;indefinibile. Emblema della sottile angoscia dell&#8217;incompiuto, sospeso e senza peso, mai appagante e pur sempre incessantemente scrutato per un disvelamento finale. L&#8217;aggregazione è l&#8217;opera, la scelta procede dall&#8217;inconscio, ironica e liberatrice.<br />Arezzo 1983<br />S T E L M A N</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/stelman/">Stelman</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo II</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-ii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 14:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo secondo volume di raccolta dei suoi scritti l'autore, oltre all'inedito saggio sull'arte di immagine e scrittura, ha scelto testi relativi all'Arte Concreta, compresa l'unione del MAC col Groupe Espace, alla poco nota Arte Madì, alla produzione di esaltazione del fascismo nelle Biennali di Venezia, all'arte del collage, ai contrapposti aspetti dell'arte erotica, ai ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-ii/">Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo II</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo secondo volume di raccolta dei suoi scritti l&#8217;autore, oltre all&#8217;inedito saggio sull&#8217;arte di immagine e scrittura, ha scelto testi relativi all&#8217;Arte Concreta, compresa l&#8217;unione del MAC col Groupe Espace, alla poco nota Arte Madì, alla produzione di esaltazione del fascismo nelle Biennali di Venezia, all&#8217;arte del collage, ai contrapposti aspetti dell&#8217;arte erotica, ai diversi materiali della scultura, all&#8217;arte monocroma in nero, all&#8217;arte ispirata dalla Divina Commedia (gli ultimi quattro canti dell&#8217;Inferno), senza trascurare la denuncia dell&#8217;autoghettizzazione delle mostre dell&#8217;8 marzo, mettendo in rilievo le origini femminili della pittura e della scultura, interventi critici sulla Biennale, con puntualizzazioni sulla confusione tra pop art e new dada. Il tutto contornato da un battesimo espositivo, una galleria di artisti, compreso Domenico Rambelli, pittore di donne dalle carni debordanti, che, caduto il fascismo, i partigiani volevano fucilare, nonché recensioni di libri (su Mario Ballocco, la cartapesta e la calcografia), editoriali polemici, innovative provocazioni espositive, stroncature, addii a Warhol, Calderara, Mazzon, Lia Drei, Palma Bucarelli, l&#8217;amico Pasquale Di Fabio e Sergio Vacchi, più l&#8217;intervista fatta a Rosenquist e quella concessa, quando ne era il Direttore Artistico, sul Magi ‘900 di Pieve di Cento, nato dalla sua storia dell&#8217;arte italiana per generazioni.</p>
<p>Giorgio Di Genova è nato il 23.10.1933 a Roma, dove risiede. Laureatosi in Lettere (corso Storia dell&#8217;arte) all&#8217;Università la Sapienza di Roma, ha frequentato la Scuola di perfezionamento in Storia dell&#8217;arte con Lionello Venturi, Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan. Dal 1961 svolge un&#8217;intensa attività di critico, saggista e conferenziere in Italia e all&#8217;estero. Ha insegnato fino al 1999 Storia dell&#8217;arte contemporanea (Accademie di Belle Arti di Catania, Napoli, Roma).<br />
Dal 1965 al 1968 è stato il critico del Collettivo Il Girasole di Roma. Nel 1975 ha fondato a Bologna, per la Edizioni Bora, la rivista “Terzo Occhio”, di cui è stato il coordinatore fino al 2006. È membro dell&#8217;AICA. Nel 1984 è stato commissario per il Padiglione italiano alla XLI Biennale di Venezia. Ha curato numerose personali ed antologiche in diverse città italiane e straniere, nonché rassegne di pittura e scultura, mostre a tema (di arte fantastica, arte erotica, arte sacra, arte al femminile, arte e fumetto, pittura monocroma, arte e scienza, iconografia del “duce”). Ha curato i simposi di scultura a Carrara, le Biennali di grafica di Maddaloni e le Biennali Nazionali d&#8217;Arte Contemporanea di Rieti, da lui ideate, ed inoltre tutte le mostre del Gruppo Narciso arte (1981-85) e del Gruppo Aniconismo Dialettico (GAD) (1997-2002), da lui fondati. È stato Direttore Artistico (1997-99) del Palazzo Mediceo di Seravezza (LU), del Museo d&#8217;arte delle Generazioni italiane del &#8216;900 (1999-2006) di Pieve di Cento (BO) e poi del Premio Internazionale Lìmen Arte (2009-2014), da lui ideato per la Camera di Commercio di Vibo Valentia.<br />
Nel 2011 ha fatto parte delle commissioni per la 54a Biennale di Venezia (sezioni Istituti Italiani di Cultura all&#8217;estero e mostre delle Regioni). Ha firmato numerose monografie, tra cui Cagli, Moreni, Vacchi, A. Bueno, Finotti, Ivo Sassi, Guasti, Ugolino da Belluno ed Augusto Garau. È l&#8217;autore della Storia dell&#8217;arte italiana del &#8216;900 per generazioni, in 10 tomi (Bora, Bologna).</p>
<p>Tomo I: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8203/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO I</a><br />
Tomo II: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8515/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO II</a><br />
Tomo III: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/9209/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO III</a><br />
Tomo IV: <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iv/">INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO IV</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-ii/">Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo II</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo I</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 14:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo primo dei tre volumi di raccolta di scritti dell'autore sono stati scelti testi relativi alle sue esplorazioni sui linguaggi artistici, sia di avanguardia e post-avanguardia (Futurismo, Surrealismo, Iperrealismo, Narciso Arte) che tematici (sezione aurea, arte sacra, arte e fascismo, arte scatologica, arte monocroma), utilizzando anche la psicoanalisi per la coazione a ripetere in ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-i/">Interventi ed erratiche esplorazioni sull&#8217;arte &#8211; Tomo I</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo primo dei tre volumi di raccolta di scritti dell&#8217;autore sono stati scelti testi relativi alle sue esplorazioni sui linguaggi artistici, sia di avanguardia e post-avanguardia (Futurismo, Surrealismo, Iperrealismo, Narciso Arte) che tematici (sezione aurea, arte sacra, arte e fascismo, arte scatologica, arte monocroma), utilizzando anche la psicoanalisi per la coazione a ripetere in Mondrian, Giacometti, Capogrossi e Warhol, nonché intervenendo sulla funzione della critica e contestando l&#8217;obsoleto concetto del bello dell&#8217;arte. Il tutto condito con presentazioni di artisti, recensioni di mostre e di libri, interviste fatte all&#8217;autore e dallo stesso a de Chirico e a Carlo Sergio Signori, nonché con addii a Ernst, Alfio Castelli e Ji?rí Kolá?r, più editoriali, polemiche, provocazioni e stroncature, che evidenziano maggiormente la sua particolare dialettica di critico e studioso.</p>
<p>GIORGIO DI GENOVA (Roma 1933) dal 1961 svolge un&#8217;intensa attività di critico d&#8217;arte, conferenziere e curatore di rassegne e mostre a tema nazionali ed internazionali. Oltre che di numerose monografie, è autore dei 10 tomi della Storia dell&#8217;arte italiana del ‘900 per generazioni (Edizioni Bora, Bologna, 1990-2010), da cui è nato a Pieve di Cento un museo, da lui diretto dal 1999 al 2005. Fino al 2006 è stato il coordinatore della rivista “Terzo Occhio”, da lui fondata nel 1975 a Bologna. Ha creato nel 1981 il gruppo Narciso Arte e nel 1996 il Gruppo Aniconismo Dialettico. Ha insegnato storia dell&#8217;arte contemporanea nelle Accademie di BB. AA. di Catania, Napoli e Roma. Dal 1981 è membro dell&#8217;Associazione Internazionale Critici d&#8217;Arte (AICA). Già commissario del Padiglione Italia alla Biennale del 1984, nel 2011 è stato membro di due commissioni del Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia.</p>
<p>Tomo I: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8203/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO I</a><br />
Tomo II: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/8515/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO II</a><br />
Tomo III: <a href=" dettaglio/interventi-ed-erratiche-esplorazioni/9209/3"> INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO III</a><br />
Tomo IV: <a href="https://gangemi.com/prodotto/interventi-ed-erratiche-esplorazioni-sullarte-tomo-iv/">INTERVENTI ED ERRATICHE ESPLORAZIONI SULL&#8217;ARTE. La dialettica del mestiere di un critico TOMO IV</a></p>
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		<title>Maria Camilla Pallavicini. Opere / Works 2017-1962</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/maria-camilla-pallavicini-opere-works-2017-1962/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2017 14:08:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[…] apparizioni, eventi cosmici tra il reale e l'immaginario, paesaggi dell'anima che li insegue. come se tu cercassi e ti avventassi con furore, oscillante e inquieta tra visioni dall'infinitamente lontano all'infinitamente vicino, su qualcosa che cambia, fugge ad ogni definizione, è in sé, insieme, presenza e mutevolezza. – Piccoli segni, code veloci di comete, trame ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[[…] apparizioni, eventi cosmici tra il reale e l&#8217;immaginario, paesaggi dell&#8217;anima che li insegue. come se tu cercassi e ti avventassi con furore, oscillante e inquieta tra visioni dall&#8217;infinitamente lontano all&#8217;infinitamente vicino, su qualcosa che cambia, fugge ad ogni definizione, è in sé, insieme, presenza e <br />mutevolezza. <br />– Piccoli segni, code veloci di comete, trame fitte di gesti, forme cangianti, l&#8217;infinitamente lontano.<br />– Grandi segni, cellule del cosmo, tessuto del mondo, l&#8217;interno, l&#8217;infinitamente vicino. <br />Tra le due visioni, come nel mezzo di un enorme moto pendolare, i quadri materiacolore nei quali l&#8217;infinitamente lontano coincide e si annulla nell&#8217;infinitamente vicino: stati di energia, l&#8217;origine, la possibilità di ogni ordine o disordine. […]Guido Strazza<br />maggio 1986</p>
[…] apparitions, cosmic events suspended between reality and the imagination, landscapes of the soul chasing after them. as if you searched and furiously pounced– swaying and restless, suspended between the infinitely distant and the infinitely near – on something that changes, defies definition, and is in itself both presence and changeability.<br />– Small signs, fast tails of comets, dense patterns of gestures, iridescent forms, infinitely distant.<br />– Big signs, cells of the cosmos, fabric of the world, the internal, the infinitely near.<br />Between the two visions, as if in the middle of an enormous pendular motion, the mattercolour paintings in which the infinitely distant coincides and is annulled in the infinitely near: states of energy, the origin, the possibility of every order and disorder. […]Guido Strazza<br />May 1986</p>
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		<title>Antonio Fiore Ufagrà. Passato, presente, futurismo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/antonio-fiore-ufagra-passato-presente-futurismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 14:07:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso le Case romane del Celio, Roma dal 5 maggio al 5 giugno 2017Antonio Fiore, nato a Segni nel 1938, è considerato dalla critica specialistica l'erede dei futuristi dell'ultima generazione. Non si considera però un epigono del movimento marinettiano, bensì un continuatore dello spirito futurista, lo stesso che gli trasmisero direttamente ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso le Case romane del Celio, Roma dal 5 maggio al 5 giugno 2017</p>
<p>Antonio Fiore, nato a Segni nel 1938, è considerato dalla critica specialistica l&#8217;erede dei futuristi dell&#8217;ultima generazione. Non si considera però un epigono del movimento marinettiano, bensì un continuatore dello spirito futurista, lo stesso che gli trasmisero direttamente alcuni protagonisti dell&#8217;ultimo Futurismo con i quali ebbe rapporti intensi e fecondi. Fu infatti Sante Monachesi nel 1978 ad indirizzarlo verso la ricerca post futurista facendolo aderire al Movimento AGRÀ che aveva fondato nel 1962, battezzandolo futuristicamente UFAGRÀ (Universo Fiore AGRÀ). Conobbe anche Francesco Cangiullo, famoso poeta parolibero futurista, che gli trasmise suggestioni per i contenuti delle opere della prima stagione. Con Elica e Luce Balla, le figlie del Maestro del Futurismo, il pittore di Segni e la sua famiglia hanno vissuto una lunga, cordiale e feconda amicizia tessuta anche fra i ricordi entusiasmanti della vicenda futurista del padre. Infine, ha avuto rapporti con Mino Delle Site e Osvaldo Peruzzi, futuristi dell&#8217;ultima generazione e, soprattutto, con Enzo Benedetto, futurista anche lui che con la Dichiarazione Futurismo Oggi del 1967 sancì la continuità ideale del Futurismo. A Fiore Benedetto lasciò idealmente il testimone della continuità dell&#8217;ideale marinettiano. Tali contatti con i futuristi sono documentati per la prima volta dalle pagine inedite di memorie scritte molti anni fa dalla moglie dell&#8217;artista, Maria Pia e riportati per la prima volta nel testo di Massimo Duranti, in occasione della grande antologica di Fiore al CERP, Centro Espositivo Rocca Paolina di Perugia che, pur non negando i debiti di Fiore verso il Futurismo, tende ad affrancarlo dall&#8217;etichetta di post futurista. La cosmopittura del pittore segnino viene in tale occasione ridefinita come un preciso linguaggio evolutivo di un&#8217;idea che esplora spazi siderei non conosciuti, dove l&#8217;artista immagina colori e forme fiammeggianti che fluttuano magmaticamente nel vuoto.</p>
<p>“….Antonio Fiore è un erede genuino del Futurismo. Egli col suo ribollente lessico cosmico, che in passato mi ha fatto pensare all&#8217;universo di Gordon Flash, ha rielaborato la compenetrazione, la simultaneità e le linee-forza del dinamismo futurista, con spremiture del Balla interventista. Ogni sua opera è una sorta di sinfonia delle componenti lessicali del Futurismo storico, aggiornato dalle gaie “note” affidate al pentagramma del suo prorompente estro metamorfico. Con tali “note” ha creato magmatiche musiche visive, fluttuanti ed esplosive, costantemente direzionate verso l&#8217;alto, talora oggettivando la sua propensione all&#8217;horror vacui in opere sagomate, talaltra spingendosi ad accogliere addirittura sagome metalliche di astronavi”.<br />GIORGIO DI GENOVA</p>
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		<title>Roberta Buttini. Antropologia Cosmica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roberta-buttini-antropologia-cosmica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2016 14:08:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso le Case Romane del Celio Roma, dal 27 maggio al 27 giugno 2016Per comprendere il fantastico e fantasioso viaggio antropologico-cosmico dell'artista toscana, ormai da molti anni genovese d'adozione, va tenuto presente quanto indicavo due anni fa. Infatti Roberta Buttini ha sviluppato nel “tempo e spazio senza limiti” il suo “gergo” ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso le Case Romane del Celio Roma, dal 27 maggio al 27 giugno 2016</p>
<p>Per comprendere il fantastico e fantasioso viaggio antropologico-cosmico dell&#8217;artista toscana, ormai da molti anni genovese d&#8217;adozione, va tenuto presente quanto indicavo due anni fa. Infatti Roberta Buttini ha sviluppato nel “tempo e spazio senza limiti” il suo “gergo” pittorico con nuovi segni e simboli aggiunti a quelli codificati nel passato, e mi riferisco alla tavola con le tre sequenze verticali della segnaletica di Ieri oggi domani (2010), in cui sulla scorta delle modifiche avvenute dai segni primitivi a quelli odierni ella propone l&#8217;ipotesi di come saranno all&#8217;inizio del IV millennio, nella fattispecie nel 3004, a dar credito ad un dipinto qui assente, intitolato appunto Archeologia industriale 3004. Le opere del 2015-16 costituiscono una nuova tappa del suo viaggio che ovviamente affonda le radici nelle tappe precedenti, alcune delle quali appositamente vengono riproposte per far meglio comprendere la coerenza del tragitto e le motivazioni insite in esso. Pertanto non solo possiamo individuare nelle sue composizioni gli stessi leit-motiv, tra cui le soluzioni ternarie, non di rado sviluppate oltre, ma anche incontrare la medesima simbologia precedentemente utilizzata, come i due profili di cranio in Homo silicio (2016), che rimandano ai crani Dartiani/Homo sapiens/Homo futurus e relative creazioni (pietra scheggiata e armi in legno, il prototipo del telefono di Bell e la scrittura lineare) con cui, sempre rispettando la norma ternaria, inizia il tragitto espositivo.</p>
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		<title>Maria Luisa Belcastro Schneidersitz</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/maria-luisa-belcastro-schneidersitz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 14:08:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dagli anni Ottanta Maria Luisa Belcastro Schneidersitz non fa che dipingere mutatis mutandis sempre la stessa opera, come la maggior parte degli artisti, poiché a nessuno è dato uscire dai confini del proprio io. Pertanto, essendo ogni opera d'arte un altro da sé in cui l'artista si riflette, spesso senza riconoscersi, come è avvenuto al ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/maria-luisa-belcastro-schneidersitz/">Maria Luisa Belcastro Schneidersitz</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dagli anni Ottanta Maria Luisa Belcastro Schneidersitz non fa che dipingere mutatis mutandis sempre la stessa opera, come la maggior parte degli artisti, poiché a nessuno è dato uscire dai confini del proprio io. Pertanto, essendo ogni opera d&#8217;arte un altro da sé in cui l&#8217;artista si riflette, spesso senza riconoscersi, come è avvenuto al mitico Narciso, congrua metafora della pittura [&#8230;]. Così è per questa sorta di Comédie humaine, dipinta intingendo il “pennello nei colori della vita”, naturalmente della sua vita, da Maria Luisa. Ma a differenza di Honoré de Balzac, che raccontava la storia di ciascun protagonista della sua Comédie humaine, ella si limita alla semplice rappresentazione di ciascun personaggio, lasciando alle personali proiezioni dei fruitori di immaginarne le storie, magari tenendo sempre presente che anche allontanandosi dalla realtà visiva, l&#8217;arte riesce a cogliere reconditi aspetti “altri” della realtà, come, per fare un paio di esempi, hanno fatto Francis Bacon e Jean Dubuffet.</p>
<p>Since the 1980s, Maria Luisa Belcastro Schneidersitz has essentially been painting the same work in different forms. Indeed, this is what most artists do, since it is impossible to move beyond the boundaries of one&#8217;s self. Every work of art is like an ‘other&#8217; in which the artist reflects him/herself, often without recognizing him/herself, as in the myth of Narcissus – a fitting metaphor for painting [&#8230;]. This is the case with the kind of Comédie humaine painted by Maria Luisa by dipping the “brush into the colours of life” – of her life, of course. But unlike Honoré de Balzac, who sought to tell the story of every protagonist in his Comédie humaine, the artist simply portrays each figure, leaving it up to the viewer to imagine the story in the background. Here it is useful to always bear in mind that, even when it distances itself from visual appearances, art is capable of grasping ‘other&#8217;, hidden aspects of reality as Francis Bacon and Jean Dubuffet have done, to mention but a couple of examples.</p>
<p>Maria Luisa Belcastro Schneidersitz si è diplomata all&#8217;Accademia di Arti Ornamentali San Giacomo di Roma. Ha esposto in importanti gallerie italiane (Russo e Il Gabbiano, Roma; Appiani Arte 32, Milano; La Bezuga, Firenze) e straniere (Arkitettura, San Paolo del Brasile; Madison Gallery, Toronto; Sala Pelaires, Palma di Maiorca; Ambit, Barcellona; Ryals Gallery, Florida). Critici prestigiosi si sono interessati alla sua arte (Vito Apuleo, Lucio Barbera, Achille Bonito Oliva, Toti Carpentieri, Vitaliano Corbi, Floriano De Santis, Giorgio Di Genova, Raffaele Monti, Antonello Trombadori, Marisa Vescovo). Vive e opera a Roma, con studio in Trastevere.</p>
<p>Maria Luisa Belcastro Schneidersitz graduated from the Accademia di Arti Ornamentali San Giacomo in  Rome. She has exhibited her works in major galleries in Italy (Russo and Il Gabbiano, Rome; Appiani Art 32, Milan; La Bezuga, Florence) and abroad (Arkitettura, São Paulo; Madison Gallery, Toronto; Pelaires Hall, Palma de Mallorca; Ambit, Barcelona; Ryals Gallery, Florida). Celebrated critics have shown an interest in her art (Vito Apuleo, Lucio Barbera, Achille Bonito Oliva, Toti Carpentieri, Vitaliano Corbi, Floriano De Santis, Giorgio Di Genova, Raffaele Monti, Antonello Trombadori, Marisa Vescovo). She lives and works in Rome, where she has a studio in Trastevere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/maria-luisa-belcastro-schneidersitz/">Maria Luisa Belcastro Schneidersitz</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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