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	<title>Fachechi Grazia Maria Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Fachechi Grazia Maria Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Nella stanza vuota</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/nella-stanza-vuota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, si rivelano strumenti ermeneutici di straordinaria efficacia: esse restituiscono l’orditura architettonica degli ambienti, la qualità degli arredi, la disposizione dei libri e quell’universo di dettagli, ormai perduti, che raramente le sole fonti scritte consentono di afferrare.<br />
Esemplare, in tal senso, è il caso della biblioteca di Federico da Montefeltro, concepita quale ambizioso e consapevole progetto politico-culturale volto alla promozione della sapienza e della spiritualità. Di quella raccolta mirabile, costituita in pochi anni secondo un disegno di compiuta universalità, successivamente confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a Urbino resta soltanto una stanza vuota, che nemmeno l’immaginazione riesce a colmare.<br />
Proprio questa stanza diventa il focus del presente studio che, attraverso un serrato dialogo tra testimonianze scritte, fonti visive e tracce materiali, propone una ricostruzione della facies originale della famosa Libraria urbinate, ricomponendo l’unità perduta tra contenitore e contenuto, tra forma e sostanza, che è l’essenza di ogni biblioteca.</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI è professoressa associata di storia dell’arte medievale nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Urbino. La sua attività scientifica si caratterizza per un’attenzione particolare al rapporto tra fonti documentarie, patrimonio materiale, ricostruzione storica e visualizzazione scientifica attraverso gli strumenti digitali. Fra i suoi lavori di più ampio respiro, si ricordano: l’edizione dei documenti di archivio sulla scultura e l’arredo in legno fra Marche e Umbria, con la quale ha ricevuto una menzione d’onore al ‘Premio Salimbeni per la storia e la critica d’arte’; il catalogo delle sculture lignee del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, frutto di una ricerca finanziata dalla Getty Foundation di Los Angeles; la curatela del numero monografico della rivista ‘Opus incertum’ dedicato al tema del bianco in architettura; lo studio finalizzato alla ricostruzione virtuale del ciclo di affreschi del monastero delle Palazze a Spoleto, staccato e oggi conservato in frammenti in vari musei, come il Fogg Art Museum di Harvard a Cambridge e il Museum of Fine Arts di Boston; il volume sui calendari monumentali, scritto con Manuel Castiñeiras della Universitat Autònoma de Barcelona; la prima monografia sulla chiesa nazionale dei Senesi nella centralissima via Giulia a Roma; la curatela, insieme a Tommaso di Carpegna Falconieri e Antonio Corsaro, degli atti del convegno internazionale Federico da Montefeltro nel terzo millennio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell’arte</em><br />
1. Gli affreschi delle Palazze. Una storia tra Umbria e America / The Palazze Frescoes. A Tale between Umbria and America<br />
2. Medievalismi italiani (secoli XIX-XXI)<br />
3. Il tempo sulla pietra. La raffigurazione dei mesi nella scultura medievale<br />
4. Lost and Found. Ricostruire ciò che è andato distrutto, recuperare ciò che è andato disperso<br />
5. Nella stanza vuota. La perduta biblioteca di Urbino com’era, dov’era</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<title>Il tempo sulla pietra</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-tempo-sulla-pietra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 14:08:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell'arte diretta da Tommaso di Carpegna Falconieri e Grazia Maria FachechiLa raffigurazione dei mesi dell'anno è un tema che vanta una storia molto lunga. Le sue origini sono da ricercarsi nell'Antichità, ma è in pieno Medioevo che si registra il suo sviluppo più significativo. Quando, sul finire dell'XI ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell&#8217;arte diretta da Tommaso di Carpegna Falconieri e Grazia Maria Fachechi</p>
<p>La raffigurazione dei mesi dell&#8217;anno è un tema che vanta una storia molto lunga. Le sue origini sono da ricercarsi nell&#8217;Antichità, ma è in pieno Medioevo che si registra il suo sviluppo più significativo. Quando, sul finire dell&#8217;XI secolo, la scultura diventa un veicolo privilegiato della Chiesa per accogliere grandi programmi figurativi indirizzati a presentare ai fedeli le chiavi della salvezza, i mesi entrano infatti “di diritto” nella decorazione di importanti edifici sacri, dialogando con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e facendo emergere, in controluce, la temporalità dell&#8217;uomo sulla terra. Il libro vuole sottolineare l&#8217;importanza della scultura quale mass medium per la diffusione dei cicli monumentali dei mesi nell&#8217;Europa dei secoli XII e XIII, e la ricchezza di significati che essi trasmettevano. Solo in apparenza meramente descrittive delle attività stagionali che scandiscono il passaggio del tempo, queste immagini, corrispondenti ai proverbi dei mesi ancora oggi in uso, ma la cui origine si perde nella notte dei tempi, erano infatti capaci di evocare di volta in volta numerose e diverse associazioni. In questo vasto e diversificato orizzonte polisemico, c&#8217;è però spazio per una nuova interpretazione, la quale poggia su un duplice piano, insieme simbolico e precettistico, e si lega, per certi versi, e sorprendentemente, all&#8217;improvviso cambiamento climatico definito dagli studiosi Massimo Solare Medievale.</p>
<p>The representation of the months of the year has a long history, and while its origins are to be found in Antiquity, it is the Middle Ages that sees the subject&#8217;s fullest development. It was only in the late eleventh century, when sculpture became the preferred medium for the Church to promote great figurative programs whose goal was to present the faithful with the key to their salvation, that the months were included in the decoration of important sacred buildings, creating a dialogue with stories from the Old and New Testament, to illuminate the temporariness of human life. This book underlines the importance of sculpture as a mass medium for the diffusion of the cycles of the months in the Europe of the twelfth and thirteenth centuries, and emphasizes the richness of meaning they contain. In the merely descriptive appearance of seasonal activities that mark the passage of time, these images, corresponding astonishingly to proverbs still in use today but whose original meanings have been lost in the mists of time, were capable of evoking a gamut of multiple associations. However, in this wide and polysemic panorama, there is still room for a new interpretation, which is based on both symbols and precepts and somehow tied, surprisingly, to the sudden climate change phenomenon defined by scholars as the Medieval Climatic Anomaly or Medieval Climate Optimum.</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI è Professoressa Associata di Storia dell&#8217;Arte Medievale all&#8217;Università di Urbino. I suoi campi d&#8217;interesse sono: la miniatura, il rapporto testo/immagine, la scultura, con particolare attenzione alla policromia. Attualmente collabora a un progetto (coordinato dal Metropolitan Museum of Art di New York) sulla “Scultura romanica in legno in Europa”. Negli ultimi tempi si è interessata anche all&#8217;uso delle tecnologie digitali per la visualizzazione del “com&#8217;era”. Il suo ultimo libro (Gli affreschi delle Palazze: una storia tra Umbria e America), scritto con Tommaso di Carpegna Falconieri, contiene la ricostruzione 3D del contesto originario di un ciclo di affreschi, staccati dalle pareti nel XX secolo, venduti a collezionisti americani e ora conservati in diversi musei degli Stati Uniti. Con Gangemi Editore ha pubblicato anche il catalogo di una delle più importanti collezioni di sculture lignee in Italia (Museo Nazionale del Palazzo di Venezia: sculture in legno), frutto di una ricerca finanziata dalla Getty Foundation (Los Angeles).</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI is Associate Professor of Medieval Art History at the University of Urbino. Her fields of expertise are: illuminated manuscripts, the relationship between text and image, and sculpture, with a focus on polychromy. She is currently participating in a project (supervised by the Metropolitan Museum of Art in New York) on “Romanesque Painted Wooden Sculpture in Europe”. Recently, she has also become very interested in digital visualization technologies for the reconstruction of lost artworks and contexts. Her most recent book (The Palazze frescoes: a tale between Umbria and America, in collaboration with Tommaso di Carpegna Falconieri) contains the 3D reconstruction of the original settings of a cycle of frescoes, detached from the walls in the XX century, sold to American collectors and now preserved in different American museums. With Gangemi Editore she also published the catalogue of one of the most important collections of wooden sculptures in Italy (Museo Nazionale del Palazzo di Venezia: sculture in legno), as a result of research funded by The Getty Foundation.</p>
<p>MANUEL ANTONIO CASTIÑEIRAS GONZÁLEZ è Professore Ordinario di Storia dell&#8217;Arte Medievale all&#8217;Universitat Autònoma de Barcelona, dove è stato anche direttore del Dipartimento d&#8217;Arte e Musicologia (2014-2015) e Professore Associato (2010-2018). In precedenza ha coperto la carica di curatore e direttore della collezione romanica del Museu Nacional d&#8217;Art de Catalunya di Barcellona (2005-2010) e di Professore Associato presso l&#8217;Università di Santiago di Compostela (1997-2005). La sua attività di ricerca si concentra sull&#8217;arte romanica e sulla pittura medievale, oltre che sul pellegrinaggio e sui fenomeni di scambio artistico nel Mediterraneo. Attualmente sta scrivendo con Gangemi Editore una monografia sulla percezione latina dell&#8217;Oriente bizantino nel tardo Medioevo. Il libro è il risultato di un progetto di ricerca condotto durante l&#8217;anno 2017-2018 grazie alla Samuel H. Kress Fellowship del Center for Advanced Study in the Visual Arts/National Gallery of Art (Washington). </p>
<p>MANUEL ANTONIO CASTIÑEIRAS GONZÁLEZ is currently Professor of Medieval Art History at the Universitat Autònoma de Barcelona (UAB), where he acted as the Head of the Department of Art and Musicology (2014-2015) and Associate Professor (2010-2018). Previously he was Chief Curator of the Romanesque Collection in the Museu Nacional d&#8217;Art de Catalunya of Barcelona (2005-2010) and Associate Professor in the University of Santiago de Compostela (1997-2005). His research focuses on Romanesque Art and medieval panel painting, though he has also worked extensively on pilgrimage and the question of artistic exchange in the Mediterranean. He is currently writing for Gangemi Editore a book on the Latin perceptions on the Byzantine East in the Late Middle Ages as a result of his research during 2017-2018 as Samuel H. Kress Fellow at the Center for Advanced Study in the Visual Arts-National Gallery of Art, in Washington D.C.</p>
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		<title>Lost and Found</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lost-and-found/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 14:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell'arte diretta da Tommaso di Carpegna Falconieri e Grazia Maria FachechiIl libro raccoglie undici saggi sul tema “Lost and Found”, messo a fuoco attraverso le molteplici traiettorie dei regards croisés di studiosi di discipline diverse della Sezione di Lettere del Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell'Università degli Studi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell&#8217;arte diretta da Tommaso di Carpegna Falconieri e Grazia Maria Fachechi</p>
<p>Il libro raccoglie undici saggi sul tema “Lost and Found”, messo a fuoco attraverso le molteplici traiettorie dei regards croisés di studiosi di discipline diverse della Sezione di Lettere del Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell&#8217;Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.</p>
<p>In questo libro leggeremo storie diverse, di ‘cose&#8217; perdute e ritrovate, storie definite e particolari, che però comporranno, in un quadro generale, un paesaggio unico e armonico, per quanto vario, in grado di darci un&#8217;idea del valore della memoria e di quanto le scienze umane possano essere indispensabili per recuperarne quell&#8217;energia vitale, senza la quale nessuna civiltà può riconoscersi e dunque esistere. </p>
<p>In this book we will read various stories, of ‘things&#8217; lost and found, small scenes, that together will, however, compose a broader picture, a varied but unique and harmonious landscape; it will give us an idea of the value of memory and of just how much the humanities are indispensable in giving us that vitality, without which no civilization can know itself and therefore exist.</p>
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		<item>
		<title>Palermo. Il patrimonio artistico del Fondo Edifici di Culto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/palermo-il-patrimonio-artistico-del-fondo-edifici-di-culto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 14:09:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell'ambito delle iniziative volte a celebrare la città di Palermo quale “Capitale italiana della Cultura 2018“, il Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) ha voluto realizzare una particolare pubblicazione che mettesse in risalto le principali forme di espressione artistica, alcune delle quali profondamente legate al tessuto culturale del capoluogo siciliano. Prendono così forma quattro volumetti che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito delle iniziative volte a celebrare la città di Palermo quale “Capitale italiana della Cultura 2018“, il Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) ha voluto realizzare una particolare pubblicazione che mettesse in risalto le principali forme di espressione artistica, alcune delle quali profondamente legate al tessuto culturale del capoluogo siciliano. Prendono così forma quattro volumetti che focalizzano l&#8217;attenzione su “i mischi e tramischi”, ovvero sulle tarsìe marmoree tipiche della decorazione barocca; su “ i mosaici bizantini” nella loro forma più aulica; su “i Crocifissi di Fra Umile”, il Frate scultore di Petralìa che ha rappresentato nel legno la drammatica passione di Cristo; su “ la pittura di Pietro Novelli”, l&#8217;artista che ha caratterizzato con la sua opera il Seicento in Sicilia. Nell&#8217;ambito di tale ripartizione tematica ben si collocano le opere raffigurate, provenienti dalle principali Chiese palermitane del Fondo Edifici di Culto, ognuna delle quali ricca di storia, di cultura e di arte. Se la valorizzazione è l&#8217;espressione più tangibile del vasto patrimonio che il F.E.C. custodisce, sicuramente la conservazione e il restauro sono attività altrettanto importanti e complesse che il Fondo realizza attraverso un&#8217;attenta programmazione annuale. Per chi volesse approfondire la conoscenza del Fondo Edifici di Culto, si invita a leggere la sua storia che risale alla seconda metà del 1800.</p>
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		<item>
		<title>Gli affreschi delle Palazze / The Palazze frescoes</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gli-affreschi-delle-palazze-the-palazze-frescoes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 14:08:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell'arte diretta da Tommaso di Carpegna Falconieri e Grazia Maria FachechiGli affreschi del monastero delle clarisse di S. Maria inter Angelos presso Spoleto, detto Le Palazze, staccati dalle pareti e ora conservati in vari musei, la maggior parte dei quali sulla costa orientale degli Stati Uniti d'America, hanno ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell&#8217;arte diretta da Tommaso di Carpegna Falconieri e Grazia Maria Fachechi</p>
<p>Gli affreschi del monastero delle clarisse di S. Maria inter Angelos presso Spoleto, detto Le Palazze, staccati dalle pareti e ora conservati in vari musei, la maggior parte dei quali sulla costa orientale degli Stati Uniti d&#8217;America, hanno attirato l&#8217;attenzione di molti importanti studiosi. Sulla «splendida serie dugentesca delle Palazze» – come la chiama Roberto Longhi – mancava però fino ad ora uno studio complessivo, cioè una lettura integrale del ciclo di pitture e un&#8217;analisi del contesto entro il quale esso fu ideato. Verso questi obiettivi si è orientato il progetto di ricerca internazionale e multidisciplinare di cui oggi, dopo quattro anni di lavoro, possiamo vedere i risultati: la ricostruzione virtuale della chiesa e del coro delle monache con gli affreschi di nuovo riuniti e sistemati sulle pareti, realizzata con sofisticate tecnologie digitali ed esplorabile nel DVD qui allegato, e i saggi degli autori italiani e americani di questo libro, che Bruno Toscano nella Prefazione definisce «così prezioso e anche così nuovo».</p>
<p>The frescoes from the Clarrisan monastery of S. Maria inter Angelos near Spoleto, known as Le Palazze, detached from the walls and now preserved in several museums, mostly on the East Coast of the United States of America, have attracted the attention of many important scholars. But until now, on the «splendid thirteenth century cycle of frescoes at Le Palazze» – to quote Roberto Longhi – there was no complete study, offering an integral reading of all the paintings and an analysis of their original context. In order to achieve these aims, an international and multidisciplinary project started four years ago, and now we can see the results: the virtual reconstruction of the church and the nuns&#8217; choir with the frescoes in their original settings on the walls, made with advanced digital technology, and the essays of Italian and American scholars of this book, which in the Preface Bruno Toscano says is «so precious and so unique».</p>
<p>prefazione di / preface by BRUNO TOSCANO<br />saggi di / essays by GIOVANNI GASBARRI, CRISTIANO GIOMETTI, JONATHAN KLINE, MAUREEN C. MILLER</p>
<p>TOMMASO DI CARPEGNA FALCONIERI (Università degli studi di Urbino Carlo Bo) è uno storico medievista. Le sue ricerche vertono prevalentemente sulla storia di Roma, della Chiesa romana e dell&#8217;Italia centrale, sulla storia culturale e sul medievalismo, con un particolare interesse per le fonti e per le relazioni tra i fatti e le loro rappresentazioni. Tra i suoi libri: Cola di Rienzo, Roma, Salerno Editrice, 2002; Il clero di Roma nel medioevo, Roma, Viella, 2002; L&#8217;uomo che si credeva re di Francia, Roma-Bari, Laterza, 2005; Medioevo militante. La politica di oggi alle prese con barbari e crociati, Torino, Einaudi, 2011 (tradotto anche in spagnolo e francese; la traduzione inglese è in stampa); (con C. Cerioni), I conventi degli ordini mendicanti nel Montefeltro medievale, Firenze, University Press, 2012; (con C. Grasso e A. Feniello), Fonti medievali. Una antologia, Roma, Carocci, in stampa.<br />TOMMASO DICARPEGNA FALCONIERI (University of Urbino Carlo Bo) is a medieval historian. His principal research themes are the history Rome, the Roman Church, Central Italy, cultural history, and medievalism, with a specific focus on historical sources and the relationships between facts and their representation in imagination. Among his books: Cola di Rienzo, Roma, Salerno Editrice, 2002; Il clero di Roma nel medioevo, Roma, Viella, 2002; The Man Who Believed he Was King of France, Chicago, University of Chicago Press, 2008; Medioevo militante. La politica di oggi alle prese con barbari e crociati, Torino, Einaudi, 2011 (also translated into Spanish and French; the English translation is in press); (with C. Cerioni), I conventi degli ordini mendicanti nel Montefeltro medievale, Firenze, University Press, 2012; (with C. Grasso and A. Feniello), Fonti medievali. Una antologia, Roma, Carocci, in press.</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI (Università degli studi di Urbino Carlo Bo) è una storica dell&#8217;arte medievale. Si occupa di miniatura, del rapporto testo-immagine, di scultura, con particolare attenzione al tema della policromia, su cui sta attualmente lavorando nell&#8217;ambito di un progetto (coordinato dal Metropolitan Museum of Art di New York) dedicato alla statuaria in legno di epoca romanica in Europa. Di recente si è interessata anche ai nuovi modelli di analisi di monumenti e opere d&#8217;arte basati sull&#8217;uso delle tecnologie digitali. Con Gangemi Editore ha pubblicato il catalogo della più importante collezione di sculture lignee in Italia (Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Sculture in legno, 2011), frutto di una ricerca finanziata dalla Getty Foundation di Los Angeles, mentre è in corso di stampa il volume, scritto in collaborazione con Manuel Castiñeiras (Universitat Autònoma de Barcelona), dal titolo Il tempo sulla pietra: la raffigurazione dei mesi nella scultura medievale.<br />GRAZIA MARIA FACHECHI (University of Urbino Carlo Bo) is a medieval art historian. Her fields of expertise are illuminated manuscripts, the text-image relationship, sculpture, with a focus on polychromy. At present she is participating in a project (supervised by the Metropolitan Museum of Art in New York) on Romanesque painted wooden sculpture in Europe. Recently, she has also become very interested in digital visualization technologies for art and architecture. With Gangemi Editore she published the catalogue of the most important wooden sculpture collection in Italy (Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Sculture in legno, 2011), as a result of research funded by the Getty Foundation in Los Angeles, and is about to publish a book, written with the collaboration of Manuel Castiñeiras (Universitat Autònoma de Barcelona), entitled Il tempo sulla pietra: la raffigurazione dei mesi nella scultura medievale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/gli-affreschi-delle-palazze-the-palazze-frescoes/">Gli affreschi delle Palazze / The Palazze frescoes</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sculture in legno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/sculture-in-legno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un palazzo con la sua alta torre, il “più nobile e il più spazioso” che si potesse ammirare nella Roma del Rinascimento: la sua storia affonda le radici nel cuore antico della città pontificia. Viene edificato per volontà del veneziano Pietro Barbo, cardinale e poi papa con il titolo di Paolo II, in forte contiguità ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un palazzo con la sua alta torre, il “più nobile e il più spazioso” che si potesse ammirare nella Roma del Rinascimento: la sua storia affonda le radici nel cuore antico della città pontificia. Viene edificato per volontà del veneziano Pietro Barbo, cardinale e poi papa con il titolo di Paolo II, in forte contiguità con la chiesa di SanMarco “de Urbe” e in posizione dominante su una vasta piazza che lo corona con le sue statue e marmi antichi, vere reliquie d&#8217;arte e d&#8217;archeologia, e diventa un secolo più tardi oggetto di munifico dono alla Serenissima Repubblica, sede, forse la più importante, di una sua delegazione diplomatica fino alla fine della sua storia.<br />All&#8217;interno, splendide collezioni di scultura antica composte, sull&#8217;onda del gusto dominante dell&#8217;epoca, per quegli ambienti e quelle sale, dal fondatore e poi anche dal suo successore, il cardinal Domenico Grimani, vir doctissimus: collezioni poi travolte in una diaspora infinita che le vedrà disperse e disseminate, lungo tutto il corso dell&#8217;età moderna, nei palazzi delle grandi famiglie e Signorie italiane ed europee, ricercate per arricchire altre collezioni ed ornare altre dimore, e oggi altre sedi museali. Intanto, nel corso del tempo, altri capolavori dell&#8217;arte scultorea &#8211; in legno, in bronzo, in terracotta &#8211; si raccolgono e si sedimentano in quegli ambienti e in quelle sale.<br />Questo, e molto altro ancora, racconta il presente volume, originato dalla forte collaborazione tra due Istituzioni del Ministero: l&#8217;una rappresentata dal Museo omonimo, facente parte del circuito della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il PoloMuseale della Città di Roma; l&#8217;altro costituito dall&#8217;Archivio di Stato di Venezia, che con il suo &#8211; ancora parzialmente inesplorato &#8211; patrimonio documentario, in questo caso non solo di dispacci e relazioni ma anche di splendidi documenti disegnati, continua a rappresentare una fonte primaria per gli studiosi d&#8217;arte e di storia.<br />Intorno, una fitta rete di collaborazioni istituzionali, che annovera l&#8217;Archivio di Stato di Vienna, la Regione del Veneto e il Dipartimento di storia dell&#8217;Università di Padova, e che si è poi estesa, per seguire i mille fili della ricerca, all&#8217;Archivio di Stato di Roma e di Torino, ai Musei Capitolini, al British Museum di Londra e alMusée du Louvre di Parigi, alMuseo degli Argenti di Palazzo Pitti e al Museo di Santa Giulia di Brescia, ai Musei Archeologici Nazionali di Napoli e di Firenze.<br />Il risultato non si misura solo entro lo spazio di questo primo volume, fortemente connotato dalla dimensione “veneziana” della ricerca, ma andrà valutato alla luce dei tre volumi che lo seguono, e che danno conto del censimento sistematico della collezione di scultura conservata nel Museo di Palazzo Venezia, un patrimonio nel patrimonio.</p>
<p>GIANCARLO GALAN<br />Ministro per i Beni e le Attività Culturali</p>
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