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	<title>Ferioli Alessandro Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Raffaele Arcella. La mia vita nei lager nazisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 14:09:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Raffaele Arcella, allora tenente cavalleggero di soli 23 anni, è stato uno dei 650.000 militari italiani fatti prigionieri dagli ex alleati dopo l'8 settembre 1943 su tutti i fronti e che ebbero la possibilità di tornare in Italia nelle file della RSI oppure in quelle dell'esercito tedesco, ma la rifiutarono e restarono volontariamente nei Lager ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele Arcella, allora tenente cavalleggero di soli 23 anni, è stato uno dei 650.000 militari italiani fatti prigionieri dagli ex alleati dopo l&#8217;8 settembre 1943 su tutti i fronti e che ebbero la possibilità di tornare in Italia nelle file della RSI oppure in quelle dell&#8217;esercito tedesco, ma la rifiutarono e restarono volontariamente nei Lager della Germania e della Polonia a prezzo di inaudite sofferenze. Una scelta etica che oggi potrebbe apparire incomprensibile e che è tra l&#8217;altro assai poco nota. Il racconto è steso materialmente al computer dal nipote di Arcella, Alessandro, ma la voce che detta è quella del nonno nonagenario, la cui mente è rimasta per tanti anni inchiodata a quei ricordi brucianti, mai dimenticati, mai rimossi, mai scritti, che ora gli riemergono senza sforzo, a tratti, a frammenti come visioni che non vogliono lasciarlo, soprattutto ora, nel suo ultimo tratto di strada. Una lettura coinvolgente, emozionante e diversa dai tanti memoriali di guerra.</p>
<p>Raffaele Arcella, classe 1920, avvocato, reduce dalla guerra e dalla prigionia, ha esercitato dal 1946 per 70 anni la professione forense, distinguendosi per probità, competenza e attaccamento alla toga, Medaglia d&#8217;Oro del Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati e uguale riconoscimento nel 2017 dalla città di Napoli, nella persona del sindaco Luigi De Magistris. Ma Arcella non è stato solo un emerito professionista, dopo l&#8217;esperienza dura dei Lager, fondendo insieme il suo amore per la Cavalleria con i suoi ideali di solidarietà umana, e con l&#8217;aiuto del sacerdote don Luigi Pasa, indimenticabile cappellano militare, ha operato nel sociale, negli anni sessanta e settanta, istituendo un centro ippico, nel rione Traiano, per attirarvi ragazzi di strada. La sua attività può essere ben sintetizzata dalle parole di gratitudine espresse dagli ex scugnizzi e incise in una targa: “Al carissimo avvocato Raffaele Arcella, / che con amorevole e paterno affetto, / ospitandoci come figli tra i suoi stessi figli / e togliendoci dai pericoli della strada, / ci ha donato il nobile insegnamento / dell&#8217;arte del cavallo nonché l&#8217;arte di vivere, / creando bravi lavoratori, imprenditori di successo, / seri professionisti e bravi padri di famiglia”.</p>
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