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	<title>Ferri Patrizia Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Ferri Patrizia Archivi | Gangemi</title>
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		<title>L&#8217;utopia praticabile</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lutopia-praticabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 14:08:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ESTETICA URBANA. Arte, architettura, urbanistica e spazio pubblico diretta da Patrizia FerriL'Utopia Praticabile è un progetto itinerante all'insegna delle interazioni disciplinari, che si addentra nelle problematiche e nella complessità relazionale del variegato ambito metropolitano per attivare sinergie e collaborazioni tra autori e campi disciplinari diversi, teorici ed operativi, secondo un principio che ispiri un'arte, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ESTETICA URBANA. Arte, architettura, urbanistica e spazio pubblico diretta da Patrizia Ferri</p>
<p>L&#8217;Utopia Praticabile è un progetto itinerante all&#8217;insegna delle interazioni disciplinari, che si addentra nelle problematiche e nella complessità relazionale del variegato ambito metropolitano per attivare sinergie e collaborazioni tra autori e campi disciplinari diversi, teorici ed operativi, secondo un principio che ispiri un&#8217;arte, un&#8217;architettura e un&#8217;urbanistica come processi partecipati per una qualità diffusa e sostenibile. Il concetto di utopia, su cui si incentra la manifestazione, si confronta con una città come Roma, con tutte le sue criticità, da sempre in bilico tra passato e futuro, che rappresenta emblematicamente la metropoli contemporanea, luogo permanente di conflitti e confronti tra realtà culturali, umane e necessità produttive. I progetti ideati interpretano l&#8217;ambigua etimologia del termine, ovvero un&#8217;utopia come “non luogo” e insieme luogo del compimento della felicità, dove il tutto e la parte dovrebbero essere pensati per il bene del singolo e della comunità. L&#8217;utopia praticabile pone l&#8217;attenzione su quelle problematiche e dinamiche generate dal continuo modificarsi dell&#8217;identità metropolitana, prefigurando auspicabili trasformazioni sociali responsabili, nella prospettiva di una nuova estetica urbana capace di incidere realisticamente sulla riprogettazione delle politiche culturali in termini sperimentali, all&#8217;insegna di un rinnovato “diritto alla città” (H. Lefebvre). </p>
<p>Prefazioni di Nicola Carrino, Paolo Colarossi, Umberto Croppi.</p>
<p>Contributi e progetti di Alberto Abruzzese &#8211; Ciriaco Campus &#8211; Pentastudio; Salvatore Aprea &#8211; Piero Mottola &#8211; Sala 2 architettura; Lorenzo Benedetti &#8211; Ph.On &#8211; 2A+P; Massimo Ilardi &#8211; Alberto Zanazzo &#8211; Ma_A; Lorenzo Imbesi &#8211; Cesare Pietroiusti &#8211; Daniele Pario Perra; Emanuele Piccardo &#8211; Anna Rita Emili/Altro_studio &#8211; Lorenzo Brusci/Giardino sonoro; Stalker/Osservatorio Nomade &#8211; Matteo Fraterno; Enzo Scandurra &#8211; Pieroni &#038; Riescher &#8211; ma0 + Formazero. </p>
<p>Fabio Briguglio Architetto e curatore indipendente. Vicedirettore del CE.D.R.A.P. (Centro di Documentazione e Ricerca sull&#8217;Arte Pubblica) – Sapienza Università di Roma. Presidente di Architecture Open Circuit Onlus; Co-fondatore del blog critico Industriarchitettura.it.</p>
<p>Patrizia Ferri Storica, critica d&#8217;arte e curatrice indipendente. Collaboratrice e corrispondente di Flash Art. Docente di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea presso l&#8217;A.B.A. di Roma. Docente del Dottorato di Ricerca in Tecnica Urbanistica (Dipartimento DICEA, ex DAU) Sapienza, Università di Roma. Co-direttora del CE.D.R.A.P.</p>
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		<title>Franco Fiorillo. The life after</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/franco-fiorillo-the-life-after/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 14:06:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Franco Fiorillo è un artista resiliente che sperimenta questa pecularietà personalmente e artisticamente: da un certo momento intuisce che nella fragilità si annida una particolare forza, che riguarda gli esseri umani e la materia stessa e, assecondandola, ne fa una caratteristica della sua operazione estetica (...)...è sempre più convinto che l'unica arte possibile sia proprio ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Franco Fiorillo è un artista resiliente che sperimenta questa pecularietà personalmente e artisticamente: da un certo momento intuisce che nella fragilità si annida una particolare forza, che riguarda gli esseri umani e la materia stessa e, assecondandola, ne fa una caratteristica della sua operazione estetica (&#8230;)<br />&#8230;è sempre più convinto che l&#8217;unica arte possibile sia proprio quella che nasca dal risarcire e rimarginare la ferita della condizione umana: sospesa in un percorso di conoscenza tra speranza e precarietà, nelle tragedie della Storia e del quotidiano, si decanta, per quanto lo riguarda, in una poetica di vita ulteriore con una propensione all&#8217;ironia e al gioco nelle sue varie declinazioni, da quello che rende liberi a quello al massacro, tra costruzione e distruzione del concetto di opera, che, mettendo sullo stesso piano artista e fruitore restituisca identità, legando spazio intimo e pubblico, tempo individuale e universale.</p>
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		<title>L&#8217;arte delle relazioni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/larte-delle-relazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2013 14:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'arte delle relazioni. Le pratiche artistiche partecipate: istruzioni per l'uso è un progetto promosso dall'Accademia di Belle Arti con il Macro e La Sapienza Università di Roma che nasce dall'esigenza di una rilettura e approfondimento, valorizzazione e documentazione delle cosiddette pratiche relazionali in campo artistico, ripercorrendo un filo rosso e ancora caldo che a partire ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arte delle relazioni. Le pratiche artistiche partecipate: istruzioni per l&#8217;uso è un progetto promosso dall&#8217;Accademia di Belle Arti con il Macro e La Sapienza Università di Roma che nasce dall&#8217;esigenza di una rilettura e approfondimento, valorizzazione e documentazione delle cosiddette pratiche relazionali in campo artistico, ripercorrendo un filo rosso e ancora caldo che a partire dall&#8217;Avanguardia storica, passa per gli Anni &#8217;60 e &#8217;70 riannodandosi nei primi Anni &#8217;90 alla nuova realtà delle cosiddette pratiche partecipate come uscita dal Postmoderno [&#8230;]. Si configura come un percorso formativo consistente in una prima fase teorica trattata all&#8217;interno del corso di storia dell&#8217;arte contemporanea e una di analisi e apprendimento didattico delle metodologie alla base dei processi estetici partecipati applicata ad un&#8217;esperienza laboratoriale: la formula del workshop permette di elaborare attivamente i processi creativi degli artisti, favorendo scambi e rapporti fluidi e dinamici tra docenti, autori, studenti e fruitori attraverso la condivisione, come occasione di sviluppo per la giovane creatività&#8230;<br />Patrizia Ferri</p>
<p>Questo progetto laboratoriale, dal forte carattere sperimentale, inserito in un programma di formazione universitaria, nasce dall&#8217;idea di mettere a confronto diverse esperienze artistiche, legate all&#8217;estetica relazionale, e di condividere attraverso la formula del workshop le pratiche di un gruppo eterogeneo di lavoro costituito da studenti, artisti e curatori. È inoltre importate sottolineare che il Museo, non solo partner nel progetto e luogo in cui si sono svolte le attività, si è trasformato in un centro di ricerca in cui si elaborano nuovi modelli educativi.<br />Simonetta Baroni</p>
<p>Patrizia Ferri Storica, critica d&#8217;arte e curatrice indipendente. Collaboratrice e corrispondente di Flash Art per Roma e il Lazio. Docente di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma. Docente presso il Dipartimento DICEA (ex DAU) della Sapienza, Università di Roma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/larte-delle-relazioni/">L&#8217;arte delle relazioni</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>After. L&#8217;Aquila per un nuovo progetto di vita</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/after-laquila-per-un-nuovo-progetto-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:05:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>After è esattamente il contrario di quanto è successo all'Aquila dopo il terremoto. È a suo modo un progetto riparatore per una popolazione di cui è disposto, in nome dell'emergenza, della vita, sradicandola dai luoghi della memoria e privandola della possibilità di ricostruire con i propri mezzi ciò che la natura le aveva tolto. [...] ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>After è esattamente il contrario di quanto è successo all&#8217;Aquila dopo il terremoto. È a suo modo un progetto riparatore per una popolazione di cui è disposto, in nome dell&#8217;emergenza, della vita, sradicandola dai luoghi della memoria e privandola della possibilità di ricostruire con i propri mezzi ciò che la natura le aveva tolto. [&#8230;] Con After, e proprio in nome della cultura sottratta a questa comunità, invece, si prova a ripartire, a ripensare il futuro e il tessuto urbano assieme. Si tenta di immaginare di nuovo una vita collettiva, un intreccio di visioni del mondo, di esperienze, di emotività grazie al potere contaminante e sintetico dell&#8217;arte contemporanea. [dalla prefazione di Walter Veltroni]
<p>AFTER è un progetto aperto con critici, artisti, architetti, urbanisti, sociologi per l&#8217;urgenza della città, per delineare un nuovo disegno di vita a partire dalle esigenze interiori e dalle visioni sentimentali, come realtà da condividere nella problematicità degli eventi catastrofici. Una ricostruzione che parta dalla necessità di uscire dalla stasi per un progetto etico dell&#8217;abitare che ripristini una continuità tra passato e futuro. Un inedito progetto condiviso per “nuove e vecchie città” dove proprio voi abitanti avrete un ruolo primario a fronte dei vostri desideri e aspettative. Faremo in modo, con il vostro contributo, che L&#8217;Aquila possa essere il primo esempio di una città pensata come una vera e propria OPERA COLLETTIVA, per realizzare il sogno ad occhi aperti della ricostruzione. [&#8230;] Per un&#8217;idea di abitare come trasformazione e non semplice narrazione sociale e urbana, risultato di una volontà progettuale e politica nel senso etimologico del termine. [dalla premessa di Patrizia Ferri]
<p>Contributi di: Enzo Scandurra, Carlo Infante, Matteo Orfini, Domenico Petrolo, Paolo Colarossi, Franco Fiorillo e la partecipazione degli studenti</p>
<p>Patrizia Ferri storica e critica d&#8217;arte, curatrice indipendente. Collaboratrice e corrispondente di Flash Art. Docente di storia dell&#8217;arte contemporanea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma. Docente presso il Dipartimento DICEA (ex DAU) della Sapienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/after-laquila-per-un-nuovo-progetto-di-vita/">After. L&#8217;Aquila per un nuovo progetto di vita</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Idee, processi e progetti della ricerca artistica italiana degli anni &#8217;60 e &#8217;70</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/idee-processi-e-progetti-della-ricerca-artistica-italiana-degli-anni-60-e-70/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 14:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Cose (quasi) mai viste” mette in campo un'ipotesi di contributo alle conoscenze dell'arte degli Anni ‘60-'70 attualizzando ed elaborando tesi sostenute già negli anni passati, introducendo un'attitudine aperta alla domanda più che alla chiusura filologica. Cerca di ricostruire o ricostituire per somme linee, ed esemplari personalità, il mosaico esploso di una pratica recente dell'arte, profondamente ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Cose (quasi) mai viste” mette in campo un&#8217;ipotesi di contributo alle conoscenze dell&#8217;arte degli Anni ‘60-&#8217;70 attualizzando ed elaborando tesi sostenute già negli anni passati, introducendo un&#8217;attitudine aperta alla domanda più che alla chiusura filologica. Cerca di ricostruire o ricostituire per somme linee, ed esemplari personalità, il mosaico esploso di una pratica recente dell&#8217;arte, profondamente ancorata e radicata come rivoluzionaria nel nostro tempo: lo specchio di una società, la nostra di quegli anni, che viveva una mutazione e attraversava cambiamento di segni, di senso e delle strutture mentali. È un progetto condiviso nato dall&#8217;esigenza – avvertita da più parti in questi ultimi tempi – di una rilettura alla luce del presente di quel periodo compreso tra gli Anni ‘60 e ‘70: un coacervo di complessità e problematicità affascinante e controversa che non ha ancora permesso – nonostante i tentativi di classificazione e storicizzazione – di essere consegnato tout court ad una rigidità filologica. Un progetto che, a fronte di questa dichiarata complessità, ha giocato piuttosto sulle diversità, consapevole di essere di fronte a delle “realtà” che, se non possono essere definite parallele, sicuramente risultano convergenti, sia sotto il profilo teorico sia produttivo sia di tensione, verso un approdo di problematica comune (ai nostri artisti, ma non solo ad essi): determinare una possibilità di significazione, chiara e inequivocabile, sviluppata con precise finalità estetiche, tecniche e strumentali. Attraverso alcuni testimoni del periodo come Carla Accardi, Franco Angeli, Gianfranco Baruchello, Umberto Bignardi, Alighiero Boetti, Nicola Carrino, Luigi Di Sarro, Paolo Gioli, Ettore Innocente, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Luca Patella, Lamberto Pignotti, Vettor Pisani, Cloti Ricciardi, Mario Schifano, Michele Zaza, si intende declinare pertanto più momenti di proficua convivenza e dialettica coabitazione fra autori di aree espressive che, seppure pertinenti alle medesime radici storiche e culturali, conosciamo come sostanzialmente differenti, nelle intenzioni, negli esiti e, soprattutto, nella evoluzione dei loro rispettivi lavori e ricerche, non solo per gli anni considerati dalla rassegna, ma – per i casi – fino a tutt&#8217;oggi. Artisti estrapolati dalle singole aree di pertinenza linguistica, dall&#8217;appartenenza a gruppi e tendenze degli anni che furono, con l&#8217;intenzione, da una parte, di sottrarli a logiche rigide di lettura critica, etichette ed incasellamenti; da un&#8217;altra, di liberarli da classificazioni e sottolinearne l&#8217;identità individuale e la ricchezza delle poetiche, delle gamme espressive e concettuali, oggi punto di riferimento consapevole delle ultime generazioni che da questi precedenti hanno appreso la capacità di elaborare i propri linguaggi con approccio sperimentale, indagandone tutte le potenzialità strutturali, oltre l&#8217;aspetto formale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Take the space</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/take-the-space/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La questione dello spazio - e il suo conseguente rapporto con il tempo -, anche come infinitamente dilatabile fino ad essere attratto dalle vertigini del vuoto, sposta sempre più la percezione dell'opera verso un concetto di partecipazione e di relazione con lo spazio fisico dell'architettura: la costituzione di un luogo estetico e la propensione a ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La questione dello spazio &#8211; e il suo conseguente rapporto con il tempo -, anche come infinitamente dilatabile fino ad essere attratto dalle vertigini del vuoto, sposta sempre più la percezione dell&#8217;opera verso un concetto di partecipazione e di relazione con lo spazio fisico dell&#8217;architettura: la costituzione di un luogo estetico e la propensione a misurarsi con le caratteristiche di esso anche in termini strutturali, sono aspetti di una questione centrale della cultura moderna e contemporanea, che pone il problema della permeabilità del confine tra arte dello spazio e spazio dell&#8217;arte. Questa mostra è praticamente un invito rivolto agli artisti e dagli artisti al pubblico ad appropriarsi dello spazio in e con tutti i sensi, attraverso la sua occupazione, misurazione, amplificazione, violazione, trasfigurazione e rappresentazione come processi e modalità di relazione che lo sottopongono alla trasformazione irreversibile da spazio neutro a spazio deputato, come nel caso del luogo che ospita per la prima volta un&#8217;esposizione della storica &#8220;Salerniana&#8221;, una rassegna a tema articolata su artisti rappresentativi delle ultime generazioni, in gran parte affermati più qualcuno inedito, con opere indicative delle loro ricerche, che declinano altrettante modalità di relazione spaziale.</p>
<p>Space &#8211; its relationship with time &#8211; and the fact that it expands ad infinitum until it falls prey to the vertigo of the void, shifts perception of the work towards a concept of participation and relationship with the physical space of architecture: making space itself an aesthetic place and the tendency to deal with its characteristics, even structurally, are key aspects of modern and contemporary culture which questions the permeability of the boundary between art of space and space of art. In short, this exhibition is an open invitation to the artists and by the artists to the public to use all their five senses to take over space: they are asked to fill it, measure it, enhance it, violate it, transfigure it and represent it as a way to create a relationship that will irreversibly transform it from a neutral space to a chosen space, for example this venue which for the first time hosts the collection of the historic &#8220;Salerniana,&#8221; a collection of works by young artists, most of whom are already famous while others are still emerging. Their works are representative of their research and reveal the wide range of ways in which they interpret space.</p>
<p>Patrizia Ferri è storica, critica d&#8217;arte, curatrice indipendente e giornalista. Collabora con Musei nazionali e internazionali, Fondazioni e Gallerie private. Relatrice a Convegni sulle problematiche e tendenze dell&#8217;arte e dell&#8217;estetica contemporanea, invitata nelle Giurie di vari Premi per l&#8217;arte delle ultime generazioni di cui si occupa dall&#8217;87; autrice, consulente, direttore artistico ed editoriale per alcune Case Editrici tra cui Gangemi Editore, De Agostini e Maretti Editore; ha condotto e collaborato a programmi televisivi e radiofonici per la RAI e Reti private. Dirige le collane editoriali: Estetica Urbana (Gangemi Editore), Navigatori Solitari (Aracne Editrice), Dangerous Liaisons (Carte Segrete). Rappresentante nazionale del MIUR/AFAM nella Commissione Consultiva dell&#8217;Assessorato All&#8217;Urbanistica del Comune di Roma per gli interventi artistici di riqualificazione urbana relativamente alla Legge del 2%. Ordinaria di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna. Docente del Collegio di Dottorato di Ricerca in Tecnica Urbanistica presso il D.A.U. (Dipartimento Architettura e Urbanistica) &#8211; Facoltà di Ingegneria &#8211; Sapienza Università di Roma, presso cui è Condirettore del CE.D.R.A.P. (Centro di Documentazione e Ricerca sull&#8217;Arte Pubblica). Docente di &#8220;Progettazione artistica nello spazio pubblico&#8221; presso il D.A.U., Sapienza, Roma.</p>
<p>Patrizia Ferri is an art critic, historian, independent curator and journalist. She works with national and international Museums, Foundations and private Galleries. Speaker at conferences on the problems and trends in the art world and contemporary aesthetics and jury member of various Art Awards for young people, a field she has worked in since 1987. Author, consultant, artistic and editorial director for several Publishing Houses, including Gangemi Editore, De Agostini and Maretti Editore. Director of editorial collections: Estetica Urbana (Gangemi Editore), Navigatori Solitari (Aracne Editrice), Dangerous Liaisons (Carte Segrete). She has collaborated and presented programmes on television and the radio for RAI and private networks. National representative of MIUR/AFAM in the Advisory Committee of the Department of Town-Planning of the Municipality of Rome for artistic works in the framework of urban requalification in accordance with the 2% Law. Professor of History of Contemporary Art at the Academy of Fine Arts in Bologna. Board Member for the Research Doctorate in Town-Planning Techniques at the D.A.U. (Department of Architecture &#038; Town-Planning) &#8211; Faculty of Engineering &#8211; Sapienza University of Rome, where she is also Joint Director of the CE.D.R.A.P. (Centre of Documentation and Research on Public Art). Teacher of &#8220;Artistic design of public space&#8221; at the D.A.U., Sapienza, Rome.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Translating rooms</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/translating-rooms/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un libro che nasce nelle intenzioni degli autori come un oggetto ibrido ed interessante già nelle sue premesse a cui si aggiunge la peculiarità e il valore degli artisti nonché l'originalità dei contributi su un tema vagliato trasversalmente e sondato da un serie di punti di vista, che si apre a trecentosessantagradi legando vari contesti ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro che nasce nelle intenzioni degli autori come un oggetto ibrido ed interessante già nelle sue premesse a cui si aggiunge la peculiarità e il valore degli artisti nonché l&#8217;originalità dei contributi su un tema vagliato trasversalmente e sondato da un serie di punti di vista, che si apre a trecentosessantagradi legando vari contesti disciplinari dalla sociologia all&#8217;urbanistica, le nuove tecnologie, l&#8217;estetica, l&#8217;arte visiva e l&#8217;architettura: l&#8217;abitare e il suo spazio emblematico per eccellenza ovvero la casa escono dal loro specifico ambito di riferimento e assumono la risonanza di una metafora dai significati complessi e cangianti che riflette le valenze della vita dei nostri giorni, nel senso più ampio del termine. </p>
<p>&#8220;Translating rooms. Nuove ecologie dell&#8217;abitare&#8221;, disegnando un percorso particolare all&#8217;interno del concetto dell&#8217;abitare nelle sue varie declinazioni, pone l&#8217;accento sulle varie morfologie funzionali, etiche ed estetiche, rappresenta il luogo reale e potenziale, topologico e spaziale in cui radicarsi temporaneamente, la soglia su cui sostare adeguandosi alla sua consistenza fluida e in costante slittamento nella prospettiva dilatata di una logica dichiarata dell&#8217;interdisciplinarietà che apre porte duchampiane, interfacce tra pubblico e privato, di una casa come dispositivo relazionale, con il relativo riscatto di un quotidiano e dei suoi silenziosi testimoni sottratti ai loro stereotipi, per una nuova cultura progettuale che vada oltre i luoghi comuni nella praticabilità dei luoghi possibili. Una casa del futuro intesa come microcosmo conoscitivo ed emotivo tra atopia e luogo, all&#8217;interno di un contesto urbano sempre più auspicabilmente teso ad una qualità della vita legata alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, nella rinverdita capacità dell&#8217;arte, dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica di dare senso al territorio che abitano, determinandone l&#8217;identità.</p>
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		<title>Galleria Civica di Arte Contemporanea di Erice G. Perricone</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/galleria-civica-di-arte-contemporanea-di-erice-g-perricone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mostra della Collezione Permanente della Galleria Civica di Erice “La Salerniana”, è un avvenimento di alto profilo culturale la cui strenua preparazione ha destato attesa e interesse, decisamente confermati ora che l'aggiornamento del patrimonio della Galleria vede la luce offrendo uno spaccato significativo dell'arte italiana contemporanea che include la generazione degli anni '90: scelte ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra della Collezione Permanente della Galleria Civica di Erice “La Salerniana”, è un avvenimento di alto profilo culturale la cui strenua preparazione ha destato  attesa e  interesse, decisamente confermati  ora che l&#8217;aggiornamento del patrimonio della Galleria vede la luce offrendo uno spaccato significativo dell&#8217;arte italiana contemporanea che include la generazione degli anni &#8217;90: scelte che si rivolgono ad artisti appartenenti a varie generazioni e linguaggi a testimonianza della ricchezza e varietà della geografia italiana contemporanea, che vanno ad aggiungersi al cospicuo nucleo di opere già di proprietà del Museo che parte da autori operativi dal Secondo Dopoguerra presentate al pubblico in occasione del Venticinquennale dell&#8217;Istituzione.<br />Un&#8217;Istituzione che negli anni ha sempre retto il confronto con le realtà museali metropolitane di alto livello e più rappresentative  a livello internazionale, diventando un effettivo punto di riferimento tra quelle create e consolidatesi a livello locale, nate in contesti di provincia che, come in questo caso, pur mantenendo un deciso radicamento al territorio ne oltrepassano i confini, amplificando la propria risonanza in virtù di un&#8217;attività rigorosa e attenta. <br />Questa sorta di doppia identità del Museo decentrato inserito in un luogo culturale e territoriale emblematico, come nel caso della storica “Salerniana”– sede di mostre tematiche prestigiose da oltre un trentennio ad oggi  che restituiscono le tensioni e le dinamiche estetiche dell&#8217;attualità – è un qualcosa da salvaguardare e incentivare che getta un ponte tra dimensione globale e realtà locale, offrendo la possibilità di uno sviluppo sostenibile che inaugura anche nuove modalità di fruizione e di approccio.<br />Il ruolo sociale del Museo e di un Museo a misura umana sta riprendendo quota dopo le utopie demagogiche degli anni ‘70, in una prospettiva ampia che va oltre gli stereotipi di una invocata  funzione didattica e di formazione pubblica permanente, alla ricerca di relazioni dinamiche e  vitali tra l&#8217;Istituzione tradizionalmente  preposta alla conservazione del patrimonio con le comunità locali e tra essa e gli addetti ai lavori, tra gestione, valorizzazione e partecipazione consapevole. Una tensione che si sta definendo all&#8217;interno della trasformazione che interessa la nuova identità delle esperienze museali e che fa del Museo una delle forme di identificazione più forti espresse dalla nostra società nella tensione tra passato e futuro, lo spazio fondante del presente.</p>
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		<title>Gloria Pastore</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gloria-pastore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le opere di Gloria Pastore sono il calco dell'arte, la sua persistenza nella memoria, il suo ricordo, la sua mummificazione, il negativo ed il positivo dello stesso enigma eternato e reso evidente. La dimensione plastica, a tutto tondo, che accomuna ogni singolo oggetto nella realizzazione di una mostra o di un allestimento dell'artista, restituisce un'immagine ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le opere di Gloria Pastore sono il calco dell&#8217;arte, la sua persistenza nella memoria, il suo ricordo, la sua mummificazione, il negativo ed il positivo dello stesso enigma eternato e reso evidente. La dimensione plastica, a tutto tondo, che accomuna ogni singolo oggetto nella realizzazione di una mostra o di un allestimento dell&#8217;artista, restituisce un&#8217;immagine pressante di vacuità e silenzio, come un negativo della realtà occupata dalla strabordante e incessante intermittenza di segni e immagini, fra violenza e ideale dei nostri anni oscenamente oscuri. Questo libro, a cura di Mario de Candia e Patrizia Ferri, nato in occasione della mostra personale di Gloria Pastore presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza, Università di Roma, presenta un percorso esteso del polimorfo universo creativo dell&#8217;artista.</p>
<p>Gloria Pastore vive e lavora a Napoli. Il suo lavoro è stato esposto sin dai primi anni Ottanta nelle principali rassegne espositive internazionali. Fra le sue partecipazioni: L&#8217;altra metà del cielo, Giardini della Biennale, Venezia 1980; Projekt fur ein poetisches leben oder fragmente Sichbar mechen, Documenta Urbana, Kassel 1982; Italian contemporary prints, Kaohsiung Museum of fine Art, Taiwan, 1996; Art and Fashion Design: Cross-Fertilization, Spazio Italia, Istituto Italiano di Cultura, Italian Heritage Culture Foundation, Los Angeles 2003.</p>
<p>Mario de Candia, critico d&#8217;arte, curator, giornalista.</p>
<p>Patrizia Ferri è storico, critico d&#8217;arte, giornalista e curatore indipendente. Collabora con Istituzioni museali nazionali e internazionali, Fondazioni e gallerie private. Relatrice a convegni sulle problematiche e tendenze del contemporaneo, commissario in giurie di premi per l&#8217;arte delle ultime generazioni, corrispondente per Roma e il Lazio di &#8220;Flash Art&#8221;, collabora a  riviste specializzate e quotidiani. Come consulente  ha condotto e partecipato a programmi radiofonici e televisivi per la RAI e per reti private. Ha pubblicato inoltre con numerose case editrici come autore e direttore artistico. Rappresentante nazionale del MIUR/AFAM della Commissione istituita dall&#8217;Assessorato all&#8217;Urbanistica del Comune di Roma preposta agli interventi artistici per la riqualificazione urbana. Ordinario di Storia dell&#8217;arte all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia.</p>
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		<title>Pietro Barcellona</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/pietro-barcellona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2006 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Luxflux diretta da Simonetta LuxSaggi diBruno AmorosoGiuseppe BenedettiLuigi BenvenutiMario BertinRemo BodeiMario de CandiaGiuseppe CantaranoJuan-Ramón CapellaAgostino CarrinoFabio CiaramelliJean-Paul DenizonRoberto EspositoUbaldo FadiniCarla FaralliGiovanni Battista FerriPatrizia FerriAnna FinocchiaroGiuseppe FrazzettoInkyung HwangPietro IngraoSimonetta LuxMariano MarescaSalvatore MazzamutoEugenio MazzarellaFabio MerliniDavide MessinettiMarco MilliSalvatore NatoliAntonio PassaBruno PinchardLorena PretaEugenio RipepeBruno RomanoFrancesco RomeoBruno RussoEnzo ScandurraRenato ScognamiglioEmanuele SeverinoGiuliana StellaVincenzo VitelloMario de Candia, critico d'arte, curator, giornalista.Patrizia ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Luxflux diretta da Simonetta Lux</p>
<p>Saggi di<br />Bruno Amoroso<br />Giuseppe Benedetti<br />Luigi Benvenuti<br />Mario Bertin<br />Remo Bodei<br />Mario de Candia<br />Giuseppe Cantarano<br />Juan-Ramón Capella<br />Agostino Carrino<br />Fabio Ciaramelli<br />Jean-Paul Denizon<br />Roberto Esposito<br />Ubaldo Fadini<br />Carla Faralli<br />Giovanni Battista Ferri<br />Patrizia Ferri<br />Anna Finocchiaro<br />Giuseppe Frazzetto<br />Inkyung Hwang<br />Pietro Ingrao<br />Simonetta Lux<br />Mariano Maresca<br />Salvatore Mazzamuto<br />Eugenio Mazzarella<br />Fabio Merlini<br />Davide Messinetti<br />Marco Milli<br />Salvatore Natoli<br />Antonio Passa<br />Bruno Pinchard<br />Lorena Preta<br />Eugenio Ripepe<br />Bruno Romano<br />Francesco Romeo<br />Bruno Russo<br />Enzo Scandurra<br />Renato Scognamiglio<br />Emanuele Severino<br />Giuliana Stella<br />Vincenzo Vitello</p>
<p>Mario de Candia, critico d&#8217;arte, curator, giornalista.</p>
<p>Patrizia Ferri storica, critica d&#8217;arte, giornalista e free curator. Collabora con Istituzioni museali nazionali e internazionali, anche per il ripristino e l&#8217;attivazione di collezioni permanenti, fondazioni e gallerie private. Relatrice a convegni sulle problematiche e tendenze del contemporaneo, in giurie di premi per l&#8217;arte delle ultime generazioni, collaboratrice e corrispondente per Roma e il Lazio di &#8220;Flash Art&#8221;, e come free lance per riviste specializzate e quotidiani tra cui &#8220;La Repubblica&#8221;. Come consulente artistica ha condotto e partecipato a programmi radiofonici e televisivi per la RAI e per reti private, per case editrici tra cui De Agostini. Ha pubblicato inoltre con numerose case editrici tra cui Electa, Campanotto Editore, Joyce&#038;Co., Marietti Editore e Gangemi. Co-curatrice del convegno &#8220;Io Arte-Noi città&#8221; al MACRO di Roma e membro in qualità di rappresentante nazionale del MIUR/AFAM della commissione istituita dall&#8217;Assessorato all&#8217;Urbanistica del Comune di Roma preposta agli interventi artistici per la riqualificazione urbana. Docente titolare di Storia dell&#8217;arte all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/pietro-barcellona/">Pietro Barcellona</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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