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	<title>Ficarelli Loredana Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Ficarelli Loredana Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 14:09:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D'Amato A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D'Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D&#8217;Amato</p>
<p>A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D&#8217;Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche molto differenti: partendo dai maestri e amici, sino a raccogliere le testimonianze dei più giovani docenti e architetti formatisi presso la “scuola barese” di architettura. Quest&#8217;ultima, dal professore istituita e creata a partire dal 1990, è stata caratterizzata da una chiara forte identità, riconosciuta a livello accademico nazionale e internazionale, che ha attirato a sé grandi elogi e critiche per il suo modo di essere e voler essere differente e progressista per mezzo della tradizione e il culto della storia. L&#8217;intento è, dunque, quello di presentare più “letture” autoriali per tentare di dipanare il duplice e al contempo multiforme tema focalizzato sul prof. Claudio D&#8217;Amato e sulla sua scuola di architettura barese.<br />
Il libro è articolato in tre parti: I curatori, Tre Rettori del Politecnico di Bari e Contributi. La prima parte è relativa a due saggi: la visione dell&#8217;ex alunno ora docente (Giuseppe Fallacara), e quella di un collega caro amico (Amerigo Restucci). La seconda parte raccoglie i contributi dei Rettori del Politecnico di Bari che hanno segnato tre tappe fondamentali della vita di D&#8217;Amato: l&#8217;origine della creazione della Facoltà di Architettura (Umberto Ruggiero), l&#8217;assegnazione del titolo di Professore Emerito (Eugenio Di Sciascio), l&#8217;attuale Rettore (Francesco Cupertino). La terza parte rappresenta la raccolta di tutti i contributi suddivisi in sei sezioni: 3.1. Il maestro; 3.2. Gli amici; 3.3 La Facoltà di Architettura di Bari; 3.4. I primi allievi e docenti; 3.5. Gli allievi, i dottori di ricerca e gli specializzati; 3.6. Recensioni. Le sezioni, tutte organizzate nella successione alfabetica degli autori, si compongono secondo un avvicendamento generazionale che dal maestro Paolo Portoghesi giunge sino ai più giovani autori, come Ilaria Cavaliere e Dario Costantino, che hanno conosciuto il professore solamente ai primi anni del loro percorso universitario barese e che oggi studiano e indagano sul suo operato ancora foriero di grandi e profonde riflessioni future, con un contributo dal titolo Didattica dell&#8217;Architettura e Professione: l&#8217;ultimo convegno organizzato da Claudio D&#8217;Amato. I contributi, con la componente personale che li connota, vengono accomunati da alcuni temi ricorrenti, quali i ricordi di esperienze trascorse insieme a D&#8217;Amato – soprattutto nel caso degli amici –; la storia della Facoltà di Architettura di Bari a partire dalla sua fondazione; l&#8217;attività accademica a cui il professore ha dedicato tutto sé stesso; gli indirizzi di ricerca che hanno caratterizzato e che continuano a caratterizzare la scuola barese; le esperienze degli allievi.<br />
Si ringraziano per questo tutti coloro che hanno partecipato, con il loro apporto, alla realizzazione di questo volume.<br />
(Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Introduzione, pp. XIV, XV).</p>
<p>Giuseppe Fallacara (Bitonto &#8211; Bari, 17 dicembre 1973) è Architetto e Dottore di Ricerca.<br />
Dal primo aprile 2020 è Professore Ordinario in Composizione Architettonica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari, dove dirige il New Fundamentals Research Group. È coordinatore del CESAR, Corso di Alta Formazione Applicata in Architettura e Restauro della Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari. Esperto di Stereotomia e architettura in pietra, ha pubblicato numerose monografie e articoli scientifici sul tema e ha realizzato prototipi sperimentali litici. Ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2006 e annualmente, dal 2005, al Marmomac di Verona, nel settore Università e Ricerca. È stato visiting professor, tra le altre università, presso il NYIT (New York Institute of Technology) e il MISIS (National University of Science et Technology) di Mosca. È stato curatore della mostra Stereotomy 2.0 and Digital Construction Tools (New York, maggio 2018) ed è stato invitato da Alessando Melis a esporre presso il Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia del 2021.</p>
<p>Amerigo Restucci (Matera, 10 novembre 1942) laureato in Architettura.<br />
Ha insegnato Storia dell&#8217;Architettura in qualità di Professore Ordinario all&#8217;Università IUAV di Venezia, della quale è stato Rettore dal 2010 al 2016. Dal 1987 al 1995 ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia e Storia dell&#8217;Arte dell&#8217;Università degli Studi di Siena. Nel 1989 è stato eletto nel Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali e ha esaminato, tra gli altri, i restauri della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, del Ponte Sisto a Roma, delle Torri medioevali di Pavia e della Reggia di Caserta. Dal 1992 è entrato nel Consiglio Direttivo dell&#8217;ICOMOS-UNESCO per la tutela del patrimonio mondiale nel settore dei monumenti e dell&#8217;ambiente e nel 1996 è stato nominato nel comitato internazionale per lo studio ed il restauro della Basilica di Sant&#8217;Antonio a Padova. Dal 1999 al 2003 è stato Presidente dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 2002 è stato eletto nel Consiglio Direttivo della Biennale di Venezia; nel 2004 ha ricevuto l&#8217;incarico da parte del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo del MIBACT e dell&#8217;APT della Basilicata per la progettazione degli itinerari di Federico II di Svevia in Basilicata e Puglia. Nel 2015 ha coordinato l&#8217;elaborazione del dossier di candidatura de Il paesaggio vitivinicolo delle colline di Conegliano e Valdobbiadene iscritto nel 2019 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p><em>Con saggi di:</em><br />
Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Francesco Cupertino, Eugenio Di Sciascio, Umberto Ruggiero, Paolo Portoghesi, Alfonso Acocella, Giuseppe Arcidiacono, Lucio Valerio Barbera, Enrico Bordogna, Augusto Romano Burelli, Francesco Cellini, Giangiacomo D&#8217;Ardia, Alberto Ferlenga, Cherubino Gambardella, Ghisi Grütter, Giuseppe Carlo Marano, Marco Trisciuoglio, Bruno Messina, Vincenzo Pavan, Domenico Potenza, Franz Prati, Franco Purini, Fabio Tellia, Paolo Tombesi, Angelo Torricelli, Duccio Trombadori, Paolo Zermani, Michele Balice, Rossana Carullo, Giovanni Cucci, Rossella de Cadilhac, Francesco Defilippis, Loredana Ficarelli, Matteo Ieva, Antonio Labalestra, Marco Mannino, Anna Bruna Menghini, Mauro Mezzina, Carlo Moccia, Michele Montemurro, Lorenzo Netti, Spartaco Paris, Attilio Petruccioli, Antonio Riondino, Giorgio Rocco, Giuseppe Strappa, Vincenzo Paolo Bagnato, Annalisa Di Roma, Calogero Montalbano, Giulia Annalinda Neglia, Anna Rosa Pagliarulo, Nicola Parisi, Mariangela Turchiarulo, Mariangela Alicino, Maurizio Barberio, Micaela Colella, Nicola Boccadoro, Claudia Calabria, Maria Rita Campa, Vito Cascione, Ilaria Cavaliere, Dario Costantino , Niccolò Dambrosio, Vito De Bellis, Graziella Fittipaldi, Alessandro Iacovuzzi, Rosaria Valeria Loliva, Nicola Martielli, Alessandra Mongelli, Ubaldo Occhinegro, Marco Stefano Orsini, Alessandra Paresce, Giuseppe Rociola, Hilde Grazia Teresita Romanazzi, Nicola Sacco, Mohamed Saidi, Raffaella Sanseverino, Alessandra Scarcelli, Francesco Scricco, Marco Stigliano, Luigi Alini, Roberta Amirante</p>
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		<title>Reuso 2019</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/reuso-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2019 14:09:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'accento è posto sulle tematiche della documentazione, della catalogazione, del rilievo, delle conoscenze specifiche nell'ambito della storia e del restauro, della valorizzazione, con la consapevolezza che il patrimonio stesso si evolve e necessita di un adeguamento costante alle esigenze della società della quale costituisce memoria e testimonianza fisica. ReUSO è ovviamente un acronimo che suggerisce ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/reuso-2019/">Reuso 2019</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accento è posto sulle tematiche della documentazione, della catalogazione, del rilievo, delle conoscenze specifiche nell&#8217;ambito della storia e del restauro, della valorizzazione, con la consapevolezza che il patrimonio stesso si evolve e necessita di un adeguamento costante alle esigenze della società della quale costituisce memoria e testimonianza fisica. ReUSO è ovviamente un acronimo che suggerisce la combinazione dei concetti di “restauro” e “uso” in chiave contemporanea e suggerisce quindi lo studio applicativo di diversi campi del sapere, un&#8217;applicazione teorica e pratica di tematiche che esprimano in maniera significativa ed emblematica le diverse e possibili modalità di declinazione della conoscenza del Patrimonio e dei relativi processi o progetti di conservazione ed eventuale riqualificazione. Temi che si sono dimostrati innovativi anche per quanto riguarda, in particolare, il progetto contemporaneo che si sviluppa quindi in un ambiente ricco di significati accumulati nel tempo, aggiungendo qualità e significato in maniera sostenibile.</p>
<p>Saggi di: Simonetta Acacia, Josep Adell-Argilés, Rosa Agliata, Maria Bruna Alba, Antonio Albardonedo Freire, José R. Albiol-Ibáñez, Chiara Alessi, Mario Algarín, Susana Mora Alonso-Muñoyerro, Vivian Mercedes Álvarez Isidrón, Alessandra Alvisi, Giuseppe Andrisani, Gabriella Arena, Ilenia Argentiero, Andrea Arrighetti, Pelin Arslan, Martina Attenni, Carlo Atzeni, Cheima Azil, Riccardo Azzara, Arianna Baldoni, Paola Barazzoni, Marina Bargón García, Gianluca Battistini, Pietro Becherini, Calogero Bellanca, Ali Belmeziti, Angelo Bencivenga, Anna Chiara Benedetti, Michela Benente, Graziella Bernardo, Stefano Bertocci, Daniela Besana, Isabel Bestué-Cardiel, Andrzej Bialkiewicz, Matteo Bigongiari, Rita Binaghi, Serena Bisogno, Lara Bissi, Mariangela Bitondi, Antonio Bixio, Cristina Boido, Alice Bolognesi, José L. Bonet-Senach, Alberto Bonetto, Eugenia Bordini, Vanessa Brasileiro, Leonardo Brescia, Silvana Bruno, Bruno Buratti, Camila Burgos Vargas, Susanna Caccia Gherardini, Eleonora Calbucci, Marianna Calia, Daniele Calisi, Simona Calvagna, Vincenzo Calvanese, Alessandro Camiz, Francesco Cammarata, Tiziana Campisi, Diana Laura Canela Navarro, Maria Vittoria Capitanucci, Gabriella Capitanucci, Francesco Capparelli, Luigi Cappelli, Alessio Cardaci, Giuliana Cardani, Tiziana Cardinale, Vieri Cardinali, Elena Carnaroli, Xavier Casanovas, Laura Lorena Casariego Martínez, Santi Maria Cascone, Stefano Cascone, Dario Cascone, Cristina Cassavia, Valentina Castagnolo, Roberto Castelluccio, Maria Elena Castore, Agostino Catalano, Stefano Cecamore, Cristina Cecchini, Carlo Cecere, Alessandra Cernaro, Samia Chergui, Emanuela Chiavoni, Andrea Chiesa, Maria Grazia Cianci, Ezgi Cicek, Michela Cigola, Federico Cioli, Anna Livia Ciuffreda, María Marcos Cobaleda, Simona Colajanni, Anna Maria Colavitti, Massimo Coli, Angela Patrizia Colonna, Fabio Colonnese, Angela Colucci, Daniela Concas, Annalisa Conforti, Federica Conte, Antonio Conte, Giuseppe Contessa, Domenico Copertino, Rossella Corrao, Fernando Cos-Gayón, Anastasia Cottini, Carmelo Cozzo, Maria Teresa Cristofaro, Cesare Crova, Edoardo Currà, Emanuela D&#8217;Andria, Giuseppe D&#8217;Angiulli, Viola D&#8217;Ettore, Roberta Maria Dal Mas, Salma Dalal Berkache, Giuseppe Damone, André Dangelo, Pierluigi De Berardinis, Fabrizio De Cesaris, Piero De Fazio, Gilberto De Giusti, Antonio De Lorenzo, Raffaella De Marco, Marco De Nobili, Elena de Ortueta Hilberath, Mariangela De Vita, Giacomo Delbene, Anna Dell&#8217;Amico, Guido Raffaele Dell&#8217;Osso, Adriano Dessì, Gianni Di Giovanni, Giuliana Di Mari, Giacomo Di Ruocco, Lorenzo Diana, Boualem Djebri, Rosa Maria Domínguez Caballero, Tessa Donigaglia, Giuseppe Donnarumma, Elisabetta Doria, Maria Grazia Ercolino, Sara Eriche, Fernando Errico, Reynaldo Esperanza Castro, Nadia Fabris, Lea Fanny Pani, Edoardo Fanteria, Laura Farroni, Fabio Fatiguso, Piero Favino, Andrea Feo, Federico Ferrari, Marco Ferrero, Pietro Ferrero, Maurizio Ferrini, Corrado Fianchino, Ornella Fiandaca, Loredana Ficarelli, Luca Finocchiaro, Pierfrancesco Fiore, Ersilia Fiore, Raffaela Fiorillo, Donatella Rita Fiorino, Matteo Floridi, Daniela Fondi, Marta Formosa, Marta Formosa, Anastasia Fotopoulou, Anna Frangipane, Chiara Frigieri, Marina Fumo, Francesca Galasso, Donato Gallo, Arturo Gallozzi, Angel Gándara Leyva, María Fernanda García Marino, Soledad García-Morales, Emilia Garda, Silvia Gargaro, Gianluca Gatto, Giovanni Gatto, Valentina Giacometti, Paolo Giandebiaggi, Massimiliano Giberti, Laura Gilabert Sansalvador, Vidal Gómez Martínez, Ana Gosalbez Muñoz, Alessia Gotta, Manuela Grecchi, Alessandro Greco, Marika Griffo, Antonella Guida, Riccardo Gulli, Mª Lourdes Gutiérrez-Carrillo, Yolanda Hernàndez Navarro, Noemi Iacobucci, Maria Italia Insetti, Giovanni Issini, Lorenzo Jurina, Baba-Ahmed Kassab Tsouria, Silvia La Placa, Paola La Scala, Nicola La Vitola, Giovanna Saveria Laiola, Alessandra Lancellotti, Marianna Larovere, Daniela Lattanzi, Enrica Leccisi, Fabrizio Leccisi, Francesca Lembo Fazio, Giulia Leone, Maria Federica Lettini, Bernardino Lindez Vílchez, Raffaella Lione, Shiqi Liu, Alessandro Lo Faro, Rubén C. Lois González, Nora Lombardini, Emma Lomoschitz Mora-Figueroa, María del Mar Lozano Bartolozzi, Angelo Lucchini, Simone Lucenti, Andrea Lumini, Alessia Maiolatesi, Gaetano Maiorano, Laura Elisabetta Malighetti, Chiara Malusardi, Rossana Mancini, Micaela Mander, Marika Mangosio, Chiara Marchionni, Ornella Mariano, Francesco Paolo R. Marino, Anna Marotta, Francesco Marras, Nicola Martinelli, Arturo Martínez-García, Antonello Martino, Nicola Masini, Elisabetta Matarazzo, Tessa Matteini, Manuela Mattone, Claudio Mazzanti, Gabriella Mazzone, Claretta Mazzonetto, Enrico Sergio Mazzucchelli, Ippolita Mecca, Marco Medici, Maria Evelina Melley, David Mencias Carrizosa, Fiorenzo Meneghelli, Andrea Meneghelli, Silvia Michelon, Mickeal Milocco Borlini, Giulia Miniaci, Valeria Minucciani, Giovanni Minutoli, Fabio Minutoli, Francesco Miraglia, Ferdinando F. Mirizzi, Giulia Misseri, Matteo Mizzaro, Miodrag Mladenovic, Silvia Mocci, Juan Carlos Molina Gaitán, Giulia Molinario, Luigi Mollo, Attilio Mondello, Giuseppina Monni, Valeria Montanari, Henry Montealegre, Michele Montemurro, Riccardo Montuori, Manlio Montuori, Ignacio Mora Moreno, Susana Mora-Alonso-Muñoyerro, Marco Morandotti, Laura Morero, Michele Morganti, Angela Moschella, Vincenzo Moschetti, Letizia Musaio Somma, Antonella Musicco, Roberto Nadalin, Gabriele Nannetti, José Navarro Navarro, Rossana Netti, Liliana Ninarello, Raffaele Nudo, Antonetta Nunziata, Fabrizio Oddi, E. Sibel Onat Hattap, Zeren Önsel Atala, Monica Orduña Monsalve, Giulio Pacente, Antonello Pagliuca, Oddino Palermo, Caterina Palestini, Luis Manuel Palmero Iglesias, Giovanni Pancani, Maria Onorina Panza, Barbara Paoletti, Sandro Parrinello, Andrea Pasquali, Ivana Passamani, Silvia Pecchioli, Antonio Pecci, Roberto Pedone, Arianna Peduzzi, Giulia Pellegri, Roberta Pellicani, Angela Pepe, Annalisa Percoco, Serena Pesenti, Floriana Petracco, Giulio Petri, Francesca Picchio, María José Piñeira Mantiñán, Michela Pirro, Francesco Pisani, Michelangelo Pivetta, Rolando Pizzoli, Pedro Plasencia-Lozano, Federica Pompejano,, Matteo Pontoglio Emilii, Raffaele Pontrandolfi, Martina Porcu, Carlo Pozzi, Giorgia Predari, Ida Giulia Presta, Stefania Proli, Antonio Pugliano, Maria Giovanna Putzu, Emanuela Quaquero, Edoardo O. Radaelli, Alessandro Raffa, Paola Raffa, Renata Rapisarda, Antonino Restuccia, Ylenia Ricci, Marco Ricciarini, María Dolores Robador González, Matteo Robiglio, Luca Rocchi, Giuseppe Francesco Rociola, Gianluca Rodonò, Lidia Roger-Sapiña, Andrea Romanelli, Emanuele Romeo, Michele Rossetto, Gabriele Rossi, Maria Laura Rossi, Riccardo Rossi, Federica Rosso, Federica Rosso, Marianna Rotilio, Luisa Rovero, Edna Sofia Rubio Juárez, Riccardo Rudiero, Michela Russo, Meriem Sahraoui, Angelo Salemi, Francesca Salvetti, Sergio Rodolfo Samano Tinoco, Giulia Sanfilippo, Antonello Sanna, Antonella Sanna, Roberto Sanna, Eleonora Sansone, Camilla Sansone, Maria Vittoria Santi, Filippo Santolini, Nicola Santopuoli, Vincenzo Sapienza, Francesca Sarno, Pierandrea Savini, Andrea Savorelli, Michela Scaglione, Manuela Scavone, Gaetano Sciuto, Leonardo Seccia, Francesca Segantin, Maria Seminara, Marta Isabel Sena Augusto, Lucia Serafini, Enrico Sicignano, Roberta Siciliani, Michele Signorelli, Daniele Silvestri, Raffaella Simonelli, Francesca Sisci, Aurelia Sole, Renè Soleti, Valentina Spataro, Giuseppe Spilotro, Corradino Sposato, Jolanta Sroczynska, Alberto Stefanazzi, Saverio Sturm, Magdalena Maria Tabak, Annalisa Taballione, Gaia Lisa Tacchi, Giacomo Talozzi, Marco Tanganelli, Giulia Tarei, Alessandra Tedeschi, Enza Tolla, Nicoletta Tomasello, Ugo Tonietti, José Antonio Torres de la Fuente, Francesco Tortori, Francesco Tosetto, Francesca Traisci, Viviana Trapani, Pier Pasquale Trausi, Silvia Trefolini, Giuseppe Trinchese, Ilaria Trizio, Pasquale Tunzi, Mariangela Turchiarulo, Andrea Ugolini, Emilia Valletta, Silvio Van Riel, Nicola Vannucchi, Monica Vargiu, Snežana Vecanski, Marco Veneziani, Giorgio Verdiani, Antonella Versaci, Regina Helena Vieira Santos, Cardinali Vieri, Elena Vigliocco, Francesca Vigotti, María del Carmen Vílchez Lara, Calogero Vinci, Matteo Vitale, Jacopo Giuseppe Vitale, Stefania Viti, Veronica Vitiello, Rolando Volzone, Annalaura Vuoto, Alberto Escovar Wilson White, Xin Wu, Vladimir Yeksarev, Nadia Yeksareva, Emanuele Zamperini, Chong Zhao, Claudia Zironi, Marcello Zordan, Marco Zuppiroli, Maria Jolanta Zychowska</p>
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		<title>UID 2017 &#8211; Territori e frontiere della Rappresentazione / Territories and frontiers of Representation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 14:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062XIV Congresso UID – Napoli, 14/16 settembre 2017 Con questa 39.ma edizione, il più importante convegno dell'Unione Italiana per il Disegno continua il suo itinerario tra sedi importanti per la storia della rappresentazione. Dopo Firenze, ove fu messa a punto la prospettiva, Napoli, che vanta una delle scuole di rappresentazione grafica più antiche e ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/uid-2017-territori-e-frontiere-della-rappresentazione-territories-and-frontiers-of-representation/">UID 2017 &#8211; Territori e frontiere della Rappresentazione / Territories and frontiers of Representation</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062</p>
<p>XIV Congresso UID – Napoli, 14/16 settembre 2017 <br />Con questa 39.ma edizione, il più importante convegno dell&#8217;Unione Italiana per il Disegno continua il suo itinerario tra sedi importanti per la storia della rappresentazione. Dopo Firenze, ove fu messa a punto la prospettiva, Napoli, che vanta una delle scuole di rappresentazione grafica più antiche e prestigiose d&#8217;Italia.</p>
<p>I territori della rappresentazione sono numerosi – comprendendo quelli della scienza, della tecnologia, dell&#8217;arte nelle sue innumerevoli manifestazioni, ma anche quelli della pedagogia, dell&#8217;educazione, dell&#8217;insegnamento e dell&#8217;apprendimento – e vastissimi, se non addirittura sterminati. La rappresentazione dell&#8217;architettura e dell&#8217;ambiente non occupa che qualche capitolo della più generale questione della rappresentazione che interessa l&#8217;umanità e che comprende quella del corpo, dello spazio, della terra e delle sue caratteristiche, manifestazioni e fenomeni (geologia, flora, fauna, antropizzazione), delle idee, dell&#8217;immaginazione: in una parola, dell&#8217;universo mondo nel quale essi prendono corpo e si sviluppano.<br />In molti casi quei territori si intersecano, si sovrappongono e si intrecciano, in maniera non sempre facilmente comprensibile. Sono sconfinati, perché la rappresentazione non ha frontiere o, il che è lo stesso, se le si pongono, sono valicabili e dinamiche, spostabili continuamente.<br />Sovente al di là di esse si aprono nuovi spazi da coltivare, nuovi territori da fecondare e nei quali mettere alla prova la propria identità, con il rischio – o la fortuna, se ci si colloca in ampie prospettive temporali – di vederla trasformata. Il superamento delle frontiere è infatti il solo modo per proseguire un itinerario fruttuoso e significativo, evitando il rischio di permanere in una situazione statica, di stallo, che presto si tramuta in consunzione. Non a caso, «Oltre il confine» è stato il titolo del Salone Internazionale del libro di Torino 2017, il cui manifesto ufficiale aveva l&#8217;immagine di un libro che scavalca un muro di confine.<br />Nel nostro caso, si tratta di una riflessione che si colloca in un altro momento di snodo epocale, dopo la rivoluzione infografica della fine del secolo scorso e per effetto della sua affermazione.<br />Dopo la realtà virtuale e la realtà aumentata oggi si annuncia infatti la cosiddetta ‘realtà mista&#8217;: misteriosa invenzione sulla quale la startup Magic Leap di Rony Abovitz sta lavorando dal 2011, in Florida, con ingentissimi finanziamenti di capitali-rischio, provenienti pure da alcune delle maggiori imprese del mondo digitale. Dovrebbe essere presentata entro l&#8217;anno prossimo – ma Microsoft pensa addirittura di anticiparla, quest&#8217;autunno, con qualcosa di analogo – e dovrebbe aprire una nuova era nella rappresentazione informatizzata. Farà, infatti, a meno di computer, PC, smartphone e apparecchi simili, per utilizzare solo un casco di visualizzazione e un paio di occhiali, in grado di fare apparire uno schermo, delle dimensioni desiderate, e consentire di interagire con il mondo reale, inserendovi immagini di oggetti virtuali.<br />Nel contempo si annuncia pure un forte e decisivo impulso alla costruzione robotizzata di edifici, mediante software e attrezzature già in avanzata sperimentazione, per varie vie, al MIT (si pensi al DCP: Digital Construction Platform) e in alcune università californiane.<br />In questi scenari, meno futuristici di quel che si pensa, la rappresentazione perde qualsiasi aspetto di improvvisazione e approssimazione, per diventare sempre rigorosa, assolutamente precisa e inequivocabile: in grado di delineare – materialmente e immaterialmente – spazi (stellari, territoriali, urbani e architettonici), oggetti, opere d&#8217;arte e quant&#8217;altro possa essere fruibile visivamente.<br />Con questa prospettiva, anche il successivo Convegno annuale della UID (Milano 2018), centrato sulla rappresentazione tra materiale e immateriale, lascia ben sperare per riflessioni profonde e finalmente attuali.<br />In realtà, quest&#8217;anno il tema del Convegno avrebbe dovuto essere solo «frontiere della rappresentazione»; ma per il significato negativo che non pochi, nella pericolosa deriva che ha preso in termini di valori umani la cosiddetta società civile, attribuiscono al primo termine, alcuni hanno proposto di premettere ‘territori&#8217;. Ciò ha comportato un considerevole aumento delle proposte di paper, ma ridotto la possibilità di discutere, come sarebbe stato invece auspicabile, solo delle frontiere della rappresentazione.<br />Il titolo di UID Napoli 2017 delinea infatti una tematica molto ampia; in tal senso ha risposto in pieno all&#8217;esigenza, manifestasi con forza negli scorsi anni e alla quale già si rispose con il tema del Convegno di Firenze, di dare a tutti i colleghi dell&#8217;area la possibilità di inviare un contributo. Ha quindi consentito di continuare ad avere (come, per la prima volta, lo scorso anno a Firenze) un&#8217;ampia e significativa panoramica sulla produzione scientifica dell&#8217;intero settore scientifico-disciplinare.</p>
<p>XIV Congress UID – Naples, 13/15 September 2017<br />With this 39th edition, the most important convention of the UID continues its route through important headquarters for the history of representation. After Firenze, where perspective was created, Napoli, proud to have one of the oldest and most prestigious schools of graphic representation in Italy.<br />The territories of representation are numerous – including the ones of science, technology, art and its manifestations, as well as pedagogy, education, teaching and learning – and broad, if not even boundless. Architectural and environmental representation is not more than a chapter of a broader question of representation that interests humanity and comprehends the one of bodies, of space, of earth and its characteristics, manifestations and phenomena (geology, flora, fauna, human colonization), of ideas, of imagination: in a word, the universe in which they were born and grown.<br />In several cases, such territories are entwined, overlapped and crossing, in a trend difficult to comprehend. Boundless, because representation has no frontiers or, which actually is the same thing, are crossable and dynamic, continuously movable. Often there are other spaces opened beyond it, to be cultivated, new territories to fertilize and in which to prove its identity, with the risk – or the fortune, if placed in broad temporal perspectives – to see it transformed.<br />Surpassing boundaries is perhaps the only way to pursue a fruitful and significant route, avoiding the risk of remaining in a static, stall situation that quickly turns in consumption. Not by chance, the title of the Salone Internazionale del Libro (International Book Fair) of Torino in 2017 was «Oltre il Confine» (Beyond Boundaries), the official manifesto of which had the image of a book that climbs over a border wall.<br />In our case, it is a thinking located in another greatly important crucial moment, after the computer generated images revolution at the end of the past century and for the effect of its affirmation.<br />After virtual reality and augmented reality, today in fact it is being announced the so called ‘mixed reality&#8217;: mysterious invention on which the start-up Magic Leap by Rony Abovitz is working still in 2011, in Florida, with great financing campaigns from venture capitals, and from some of the major digital companies. It should be presented next year – but Microsoft even thinks of anticipating it, this autumn, with something similar – and is meant to start a new era in the field of computer representation. In fact it will no longer need a PC, smartphone or other devices, but just a visualization helmet and an eyewear, capable of making a monitor appear (of the needed size) and to allow interaction with the real world, inserting virtual objects.<br />In the meantime, a strong impulse to robot construction has been announced, with software and devices in an advanced experimenting at this time, by the MIT (just think at the DCP) to east and other universities of the west coast.<br />In these scenarios, which are far less futuristic than you can think, representation loses any aspect of improvisation and approximation, to become much more rigorous, absolutely precise and unequivocal: capable of outlining – materially and non-materially – spaces (stellar, territorial, urban and architectural), objects, artworks and anything that can be “visually usable”.<br />With this perspective, the following UID convention (Milan 2018), focused on representation between material and non-material, gives good hope for profound and (finally) topical thinking.<br />Actually the theme of this year&#8217;s conventions was meant to be only «the frontiers of representation»; but for the negative meaning that not few people, in the dangerous drift that the so called “civil society” gained in terms of human values, attribute to the term, some have proposed to broach with ‘territories&#8217;. This lead to a considerable increase in papers, but decreased the possibility of arguing about, as otherwise would have been desirable, only the frontiers of representation.<br />The title of UID Napoli 2017 outlines in fact a very broad topic; in this sense, it fulfilled the exigency, strongly manifested in the last years and to which a partial response was given with the topic of Firenze, to give all the fellows from the scientific-disciplinary area the possibility of submitting. Therefore, it allowed to keep on having (as, for the first time, last year in Firenze) a broad and significant sight over the scientific.</p>
<p><strong>Autori/Authors</strong><br />Roberto de Rubertis, Mariasun Salgado de la Rosa, Javier Francisco Raposo Grau, Belén Butragueño Díez-Guerra, Chiara Vernizzi, Pasquale Tunzi, Cristina Càndito, Pilar Chías Navarro, Tomás Abad Balboa, Tiziana Abate, Veronica Fazzina, Agatino Bisicchia, Marco Fasolo, Valeria Talarico, Fabrizio Gay, Roberta Spallone, Daniele Calisi, Pablo Navarro Camallonga, Pablo Navarro Esteve, Hugo Barros Costa, Enrique Solana Suárez, Elsa Gutiérrez Labory, González Pérez, Fco Javier, Millán-Gómez, Antonio Cristiana Bartolomei, Alfonso Ippolito, Vallespín Muniesa, Aurelio, Cervero Sánchez, Noelia, Cabodevilla-Artieda, Ignacio, Ricardo Santonja, Guido Guidano, Aldo De Sanctis, Giuseppe Fortunato, Antonio Agostino Zappani, Giuseppe Amoruso, Andrea Manti, Martina Attenni, Michele Bennucci, Carlo Bianchini, Valeria Caniglia, Marika Griffo, Carlo Inglese, Alfonso Ippolito, Franco Cervellini, Giuseppe Antuono, Alessia Maiolatesi, Cristina Pellegatta, Ángel Allepuz Pedreño, Bernardo da Silva Vieira, Cosimo Monteleone, Caterina Palestini, José de Coca Leicher, Alessio Bortot, Antonio Calandriello, Hugo Barros Costa, Pablo Navarro Camallonga, Maria Bruna Pisciotta, Valentina Spataro, Carlos Montes Serrano, Marta Alonso Rodríguez, Leonardo Baglioni, Marta Salvatore, Manuela Piscitelli, Daniele Giovanni Papi, Franco Forzani Borroni, Marco Vitali, Vincenzo Cirillo, Kuznetsova Iryna, Us Viktoriia, Heher Anna, Gabriela Frulio, Riccardo Florio, Teresa Della Corte, Fatima Melis, Francesco Bergamo, Silvia Masserano, Alberto Sdegno, Maria Onorina Panza, Rosario Marrocco, Nadia Fabris, Jacques Laubscher, Pieter Greyvensteyn, Luis San Filippo, Mario Centofanti, Micaela Pleitavino, Marcela Cioccale, Juan Pablo Panero, Maria Grazia Cianci, Sara Colaceci, Matteo Flavio Mancini, Giovanna Spadafora, Saverio Sturm, Chiara Pietropaolo, Fabio Bianconi, Marco Filippucci, Francesco Maggio, Starlight Vattano, Matteo Giuseppe Romanato, Livio Sacchi, Gabriele Rossi, Manuela Incerti, Gaetano Ginex, Paolo Belardi, Valeria Menchetelli, Simone Bori, Luca Martini, Giovanna Ramaccini, Camilla Casonato, Marco Medici, Federico Ferrari, Nana Kuprashvili, Tamar Meliva, Wilson Florio, Ana Tagliari, Breno Tisi Mendes da Veiga, Maria Martone, Alessandra Pagliano, Luis Agustín Hernández, Angélica Fernández-Morales, Miguel Sancho Mir, Marinella Arena, Daniele Colistra, Domenico Mediati, Claudio Patanè, Claudia Valotto, Pietro Ferrara, Pedro M. Cabezos Bernal, Adriana Rossi, Cesare Verdoscia, Giovanni Mongiello, Mario Di Puppo, Riccardo Tavolare, Angela Dell&#8217;Acqua, Valentina Castagnolo, Anna Marotta, Elisa Bonacini, Laura Inzerillo, Marianna Marcucci, Cettina Santagati, Amparo Bernal López-Sanvicente, Mariateresa Galizia, Graziana D&#8217;Agostino, Francisco Martínez Mindeguía, Stefano Brusaporci, Mario Centofanti, Pamela Maiezza, Gianluca Serchia, Vincenzo Bagnolo, Edoardo Dotto, Alessandra Meschini, Ramona Feriozzi, Michela Cigola, Arturo Gallozzi, Luca J. Senatore, Roberto Di Maccio, Arturo Gallozzi, Luca J. Senatore, Gianluca De Rosa, Giovanni Caffio, Sara Porzilli, Marco Muscogiuri, Marco Giorgio Bevilacqua, Maria Letizia Ficocelli, Cristina Paolini, Nunziante Squeglia, M. Lucía Ojeda Bruno, M. Luisa Martínez Zimmermann, Raul Bueno Andrade Silva, Sandro Parrinello, Francesca Picchio, Pietro Becherini, Raffaella De Marco, Iovane Domenico, Gaia Vicentelli, Letizia Musaio Somma, Monica Bercigli, Vincenzo Moschetti, Sara Conte, Alessandro Bianchi, Enrica Bistagnino, Antonella Salucci, Paolo Clini, Romina Nespeca, Giulia Crinelli, Emanuela Chiavoni, Francesca Porfiri, Gaia Lisa Tacchi, Ramona Quattrini, Ludovico Ruggeri, Fabiana Carbonari, Emanuela Chiavoni, Mario Docci, Fernando Gandolfi, Eduardo Gentile, Ana Ottavianelli, Carlo Battini, Chiara Calderini, Rita Vecchiattini, Giuseppa Novello, Maurizio Marco Bocconcino, Vincenzo Donato, Fabio Quici, Elena Cabrera Revuelta, José Antonio Barrera Vera, Manuel Caballero Sánchez, María-José Chávez De Diego, Yago Fernández Rodríguez, Borja Molero Alonso, Fabio Luce, Jorge Francisco Martínez Piqueras, Eduardo María Baviera Llópez, Jorge Llopis Verdú, Francisco Hidalgo Delgado, Daniele Villa, Alessio Bortot, Cristian Boscaro, Cristina Cecchini, Francesca Condorelli, Maria Rosaria Cundari, Valerio Palma, Federico Panarotto, Luigi Siviero, Graziano Mario Valenti, Cinzia Conti, Jessica Romor, Cristian Farinella, Leonardo Baglioni, Lorena Greco, Maria Laura Rossi, Marta Salvatore, Anna Christiana Maiorano, Daniela Palomba, Massimo Malagugini, Alberto Sdegno, Paola Cochelli, Veronica Riavis, Ruben Camponogara, Anna Marconi, Laura Baratin, Oscar Mei, Elvio Moretti, Mara Capone, Rosaria Palomba, Giuseppe Di Gioia, Giulia Pellegri, Marco Carpiceci, Irene Di Bernardino, Fabio Colonnese, Luigi Corniello, Andrea Maliqari, Alessandro Nocentini, Gregory Warden, Francesca Gasparetto, Laura Baratin, Sara Bertozzi, Alessandra Cattaneo, Alessandro De Masi, Loredana Ficarelli, Giuliana Chierchiello, Enrico De Cenzo, Barbara Aterini, Fabrizio Agnello, Maria Antonietta Badalamenti, Alessandro Merlo, Massimiliano Campi, Raffaele Catuogno, Rosa Anna Genovese, Paola Puma, Saverio D&#8217;Auria, Fabrizio De Silla, Rodolfo M. Strollo, Fausta Fiorillo, Salvatore Barba, Francesco Fassi, Antonella di Luggo, Marianna Calia, Isabella Friso, Ornella Zerlenga, Luca Cipriani, Filippo Fantini, Cesare Cundari, Giovanni Maria Bagordo, Gian Carlo Cundari, Maria Rosaria Cundari, Giuseppe Antuono, Hidetoshi Suzuki, Yasushi Yamaguchi, Nicola di Battista, Massimiliano Lo Turco, Cettina Santagati, Letizia Bollini, Paolo Giandebiaggi, Lopresti Laura, Fuertes, Laura Lara Marianela, Gavino Sergio, Speroni Luca, Defranco Gabriel, Marcello Balzani, Federica Maietti, Rossella Salerno, Maria Ines Pascariello, Luigi Cocchiarella, Federico O. Oppedisano, Daniele Rossi, Maurizio Unali, Agostino Urso, Martino Pavignano, Caterina Cumino, Maria Luisa Spreafico, Ursula Zich, Alessandro Luigini, Enrico Cicalò, Giuseppe Nicastro, Rita Valenti, Emanuela Paternò, Matteo Pontoglio Emilii, Maria Pompeiana Iarossi, Giampiero Mele, Matilde Rossini, Elisa Beatriz Bombassei, Félix Bombassei, José Molinuevo, Hernan Lucero, Leandro Giorgetti, Pia Davico, Massimo Lesseri, Juan Palblo Olmos Lorduy, Manuel Cogollo Posada, José Antonio Palacio, Victor Arturo Lorenzo,  Flavio Celis, Ernesto Echeverrìa,Enrique Castaño, Manuel de Miguel, Ivana Passamani, Andrea Pirinu, Naomi Ando, Enza Tolla, Antonio Bixio, Giuseppe Damone, Guillem Bosch Folch, Isabel Crespo Cabillo, Mariangela Liuzzo, Calogero Marzullo, Federica Ribera, Emanuela De Feo, Rodolfo Mejìas Cubero, Elena Ippoliti, Andrea Casale, Michele Calvano, Francesca Guadagnoli, Federico Fallavollita, Paolo Borin, Fabrizio I. Apollonio, Federico Fallavollita, Elisabetta C. Giovannini, Riccardo Foschi, Carmela Crescenzi, Leopoldo Repola, Andrea Giordano, Pablo Jeremías Juan Gutiérrez, Carlos L. Marcos, Alessio Cardaci, Antonio Conte, Stefano Chiarenza, Vincenza Garofalo, Barbara Messina, Antonio Álvaro Tordesillas, Noelia Galván Desvaux, Francisco Mucilli, Agustin Adami, Ariel Shigeru Uema,  José Antonio Franco Taboada, Tommaso Empler, Elena Teresa Clotilde Marchis, Michele Russo, Francesca Fatta, Manuela Bassetta, Andrea Manti, Andrea Marraffa, Domenico Mediati, Gerardo Maria Cennamo, Maria Rosaria Cundari, Laura Carnevali, Fabio Lanfranchi, Andreani Marta, Bertagni Stefano, Biagini Carlo, Mallo Filippo, Sara D&#8217;Amico, Alessandro Basso, Andrea Rolando, Daniela Oreni, Alessandro Scandiffio, Assunta Pelliccio, Marco Saccucci, Ernesto Grande, Faustino Patiño-Cambeiro, Guillermo Bastos, Julia Armesto, Faustino Patiño-Barbeito, Juan Ignacio Prieto-López, Carlo Caldera, Matteo Del Giudice, Andrea Lingua, Giuseppe Moglia, Manuela Rebaudengo, Romolo Continenza, Ilaria Trizio, Alessandra Tata, Stefano Bertocci, Marco Ricciarini, Domenico D&#8217;Uva, Valeria Cera, Simona Scandurra, Mirco Cannella, Malvina Borgherini, Annalisa Sacchi, Maria Grazia Berlangieri, Francesca Maria Ugliotti, Daniela De Luca, Anna Osello, Cristian Boscaro, Michela Rossi, Giorgio Buratti, Carlos L. Marcos, Fabrizio Avella, Gerardo Maria Cennamo, Stefano Savoia, Antonio Bixio, Giuseppe Damone, Giuseppe La Greca, Cecilia Bolognesi, Alberto Pavan, Lia Maria Papa, Barbato Davide, Barile Salvatore, Carlos Balcala, Muguiro Nestor O., Pizarro Miguel A., Basayo John M., Rubén Actis Danna, Jorge Eduardo González, Alumna Pana, Sofía, Salvatore Barba</p>
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		<title>Architetture rurali nei paesaggi dell&#8217;Alta Murgia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/architetture-rurali-nei-paesaggi-dellalta-murgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 14:06:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'obiettivo generale del presente lavoro è stato quello di promuovere e favorire il recupero integrato e la valorizzazione delle architetture rurali, dei borghi e dei relativi contesti ambientali, in ambito mediterraneo, con particolare riferimento al sistema della rete tratturale che attraversa la Puglia murgiana. Nella storia dell'uomo, sin dall'antichità, il concetto di strada ha rivestito ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo generale del presente lavoro è stato quello di promuovere e favorire il recupero integrato e la valorizzazione delle architetture rurali, dei borghi e dei relativi contesti ambientali, in ambito mediterraneo, con particolare riferimento al sistema della rete tratturale che attraversa la Puglia murgiana. Nella storia dell&#8217;uomo, sin dall&#8217;antichità, il concetto di strada ha rivestito un ruolo fondante nello sviluppo e nel controllo di una nazione o di un impero, in quanto linea di collegamento tra persone, paesi e, più in generale, luoghi. La ricerca si colloca all&#8217;interno delle tematiche affrontate dal Dipartimento DICAR ed, in particolare, nel filone di studi che ha per oggetto l&#8217;architettura ed i sistemi territoriali nell&#8217;area del bacino del Mediterraneo, intesa sia come area geografico-culturale, che come area tecnico-costruttiva. I caratteri architettonici, urbani e paesaggistici del territorio pugliese sono stati interpretati come esito di una profonda relazione tra forma della città e forma della campagna. Le aree-studio selezionate sono state indagate nelle loro varianti storiche formali e funzionali, attraverso le pratiche del rilievo, della schedatura, del fondamentale metodo della classificazione dei tipi formali ed edilizi. II territorio e stato interpretato proprio come un insieme di fatti urbani, come sistema unitario e coerente, espressione della sintesi morfo-tipologica e luogo della rappresentazione delle logiche tettoniche. La conoscenza scaturisce, a sua volta, dall&#8217;analisi storica e formale, dallo studio della tipologia e dall&#8217;approfondimento della tecnica e della costruzione. Questo studio ha come oggetto un territorio che e la testimonianza di un abbandono iniziato nel XVI secolo, con il passaggio dalla pratica agricola alla pastorizia stanziale e nomade, e protrattosi sino al XIX secolo, quando l&#8217;aumento delle coltivazioni diversificate favori il pendolarismo dei braccianti. Da questo fenomeno di progressivo abbandono nasce il problema della salvaguardia del valore, oltre che dell&#8217;uso, dei paesaggi e dei manufatti rurali che rischiano di essere trasformati, o meglio stravolti, da esigenze esclusivamente turistiche e speculative, non rispettose del carattere identitario di questo patrimonio storico, culturale ed ambientale. Per queste ragioni la ricerca si configura come un progetto che, andando oltre le esigenze di una pianificazione puntuale, ribadisce la necessità di fondare ogni tipologia d&#8217;intervento sulla conoscenza dell&#8217;architettura del territorio; un progetto costruito non solo attraverso l&#8217;identificazione dei materiali, i criteri della lettura stilistica, ma integrato in un dibattito più ampio che si pone tra le occasioni della tradizione e le ragioni della cultura moderna.</p>
<p>Loredana Ficarelli a nata a Foggia nel 1957: è professore ordinario in Composizione architettonica ed urbana presso it Dipartimento di Scienze dell&#8217;Ingegneria Civile e dell&#8217;Architettura (DICAR) del Politecnico di Bari. Dal 1999 insegna Composizione architettonica nei Laboratori di progettazione e di laurea del Corso di Laurea in Architettura. Dal 2003, svolge missioni scientifiche all&#8217;estero (Egitto, Siria, Turchia) orientate verso lo studio dei caratteri dell&#8217;architettura e del paesaggio mediterraneo. L&#8217;attività di ricerca 6 connessa alla partecipazione a ricerche nazionali ed internazionali, documentata da diversi saggi pubblicati in riviste, atti di convegno e monografie.</p>
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		<title>Lo spazio domestico mediterraneo &#8211; Domestic space in mediterranean</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lo-spazio-domestico-mediterraneo-domestic-space-in-mediterranean/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 14:06:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ARCHINAUTI diretta da Claudio D'Amato / ARCHINAUTI series edited by Claudio D'Amato n.65L'analisi dell'architettura domestica antica del Cairo ha come campo d'indagine le residenze aristocratiche di epoca mamelucca (XIII-XVI sec. d.C.) ed ottomana (XVI-XVIII sec. d.C.). La peculiarità di queste abitazioni è determinata da due aspetti principali che condizionano fortemente i caratteri del tipo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ARCHINAUTI diretta da Claudio D&#8217;Amato / ARCHINAUTI series edited by Claudio D&#8217;Amato n.65</p>
<p>L&#8217;analisi dell&#8217;architettura domestica antica del Cairo ha come campo d&#8217;indagine le residenze aristocratiche di epoca mamelucca (XIII-XVI sec. d.C.) ed ottomana (XVI-XVIII sec. d.C.). La peculiarità di queste abitazioni è determinata da due aspetti principali che condizionano fortemente i caratteri del tipo edilizio: il fattore climatico (la necessità di proteggersi dal caldo); la molteplicità delle influenze culturali, che hanno inciso sul graduale processo di aggiornamento e reinterpretazione delle antiche tradizioni costruttive e formali. <br />La casa cairota esprime una forma costruita che trova la sua ragione nei caratteri del contesto ambientale e climatico. Il progetto architettonico si fonda su una stretta relazione di necessità tra istanza tipologica, morfologica e strutturale, nella quale le caratteristiche dei materiali, l&#8217;attenzione per il dettaglio e la pregnanza dei sistemi costruttivi consentono di trasfigurare lo strumento tecnologico in elemento di architettura.<br />Nella città di Fustat si consoliderà il primo esempio di quella che sarà la futura casa araba.<br />La casa cairota, tuttavia, costituisce un&#8217;eccezione rispetto al processo di fondazione della tradizionale casa araba, dal momento che essa viene privata del ruolo centrale che aveva la corte nelle restanti parti del mondo arabo.<br />Lo spazio denominato qa&#8217;a, dedicato all&#8217;accoglienza, scandito dalla successione ritmica iwan-durqa&#8217;a-iwan, è considerato l&#8217;elemento fondativo della casa cairota. <br />Esso costituisce la fine di un processo evolutivo, nel quale la corte ad iwan, abbasside e fatimide, intesa come luogo di abitazione scoperto, si contrae e si trasforma in una sala chiusa: il durqa&#8217;a.</p>
<p>The analysis of Cairo&#8217;s ancient domestic architecture covers the aristocratic residences of the Mameluk period (13th-i6th centuries AD) and the Ottoman period (16th-18th centuries AD). The distinctive feature of these dwellings are determined by two main aspects that are primarily responsible for the nature of the building type: the climate (the need to be protected from the sun); and the many cultural influences that have affected the gradual process of updating and reinterpreting the ancient construction and formal traditions.<br />The Cairene house expresses a constructed form the reason behind which is the character of the environmental and climatic context. The architectural design is based on a close relationship of need between typological, morphological and structural requirements, in which the characteristics of the materials, the attention to detail and the significance of the construction systems make it possible to transform technological instruments into architectural elements. The first example of the future Arab house is consolidated in the city of Fustat.<br />However, the Cairene house is an exception to the process of the foundation of Arabic houses, from the point when it loses the central role played by courtyards in the rest of the Arab world. The space known as the qa&#8217;a, a dedicated reception area, characterized by the rhythmic layout iwan-durqa&#8217;a-iwan, is considered the foundational element of the Cairene house. It is therefore the end of an evolutionary process, in which the Abbasid and Fatimid courtyard with iwans, understood as an uncovered living area, is transformed into a closed room: the durqa&#8217;a.</p>
<p>Loredana Ficarelli (Foggia, 1957) è professore ordinario in Composizione architettonica ed urbana presso il Dipartimento di Scienze dell&#8217;Ingegneria Civile e dell&#8217;Architettura (DiCAR) del Politecnico di Bari. </p>
<p>Loredana Ficarelli (Foggia, 1957) is a Professor in Architectural and Urban Design at the Department of Civil Engineering and Architecture (DiCAR) of the Polytechnic University of Bari.</p>
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		<title>UID 2014 &#8211; Italian survey &#038; international experience</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/uid-2014-italian-survey-international-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 14:06:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062XI Congresso UID – Parma, 18/20 settembre 2014I convegni/congressi periodici delle società scientifiche sono sempre stati lo strumento migliore e più efficace per rendersi conto dello stato di salute, di vivacità e di avanzamento della ricerca di una specifica comunità scientifica. Continuano ad esserlo, nonostante la scarsa considerazione che ad essi era stata riservata ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ISSN 2611-4062</p>
<p>XI Congresso UID – Parma, 18/20 settembre 2014<br />I convegni/congressi periodici delle società scientifiche sono sempre stati lo strumento migliore e più efficace per rendersi conto dello stato di salute, di vivacità e di avanzamento della ricerca di una specifica comunità scientifica. Continuano ad esserlo, nonostante la scarsa considerazione che ad essi era stata riservata nelle prime impostazioni della VQR 2004-2010 e dai criteri per l&#8217;Abilitazione Scientifica Nazionale, che in parte permane e che rischia di allontanare da essi gli studiosi più giovani e più esposti alle estemporanee suggestioni derivanti da presunte ventate rinnovatrici, importate da tradizioni e realtà lontane dalla nostra.<br />Difficilmente da questi incontri viene fuori l&#8217;eccellenza assoluta, delegata da sempre – a seconda della specificità e della tradizione della comunità considerata – a monografie (come per le aree umanistico-sociali e in parte anche per la nostra) o ad articoli su prestigiose riviste scientifiche, internazionali ma talvolta anche solo nazionali, indicizzate o meno. Essi tuttavia danno un quadro più completo della situazione, su cosa si muove e come, sui temi di prevalente interesse (anche quando si è in presenza di incontri tematici) in una determinata fase, sulle tendenze in atto e sulla loro evoluzione.<br />Gli atti relativi sono quanto di più significativo possa esistere per una lettura in tal senso. Da sempre, cerco di acquisire quelli dei convegni della nostra area, anche di quelli ai quali non ho partecipato; li esamino, evidenziando ciò che, allo stato, mi pare più interessante; li conservo con cura, consultandoli immancabilmente quando debbo delineare lo stato dell&#8217;arte su qualche argomento che mi appresto ad affrontare.<br />Gli atti di questo Convegno di Parma – il 36° dei docenti delle Discipline della Rappresentazione nelle Facoltà di Architettura e di ingegneria – non si sottraggono a queste caratteristiche, anzi le confermano in pieno.<br />In primo luogo attestano – a dispetto di quanto gli uccelli di malaugurio, presenti anche al nostro interno, affermano – la consistente ripresa dell&#8217;attività di ricerca nell&#8217;area della rappresentazione grafica.<br />Sono pervenuti ben 119 contributi: un numero di tutto rispetto, se si pensa che siamo di fronte a convegni annuali, mentre altri appuntamenti omologhi, come i congressi di EGA o la International Conference on Geometry and Graphic (per citare incontri periodici ai quali partecipano alcuni di noi) si svolgono invece con cadenza biennale.<br />E se si considera che ben 54 contributi di colleghi italiani sono stati inviati, nello stesso tempo, a revisione per il Congreso internazionale EGrafiA 2014, che si terrà a Rosario (Argentina) solo due settimane dopo l&#8217;incontro di Parma.<br />Si conferma quindi, dopo i 117 interventi inviati al precedente convegno UiD di Matera, anche la forte ripresa di interesse per il nostro più importante appuntamento annuale. A tal fine, di sicuro ha giovato la decisione di renderlo finalmente itinerante – come si verifica per tutti quelli omologhi, ovunque nel mondo – con conseguente stimolo di dinamicità, protagonismo positivo delle sedi interessate, emulazione e tendenza ad adottare i protocolli più condivisi e le migliori pratiche organizzative: così come messo in atto dal gruppo di Parma, coordinato da Paolo Giandebiaggi, al quale va il più vivo ringraziamento dell&#8217;Unione e mio personale. Positivi, pertanto, sono stati l&#8217;anticipazione dei tempi di definizione delle tematiche e della call; l&#8217;adozione della responsabilità scientifica in capo allo stesso Comitato Tecnico Scientifico della UiD e di procedure partecipate di valutazione e selezione degli interventi, con la revisione mediante rigoroso processo di double blind peer review (con l&#8217;invio a un terzo revisore nei casi controversi), che ha coinvolto più di trenta colleghi, italiani e stranieri; l&#8217;adeguata stampa degli atti.<br />Ancora irrilevante in termini numerici la presenza di colleghi stranieri, a testimoniare da un lato la pochezza di relazioni internazionali di carattere istituzionale della UID e, dall&#8217;altro, il fatto che nell&#8217;ambito delle comunità scientifiche riconducibili alla rappresentazione grafica il Rilievo – tema del Convegno – è praticato con specifiche valenze didattiche e scientifiche quasi esclusivamente dagli italiani, dagli spagnoli di Expresión Gráfica Arquitectónica e (quello a vista) dagli argentini.<br />Di contro, come a Matera, dove gran parte degli interventi era comunque riconducibile a rilievi, proprio il tema scelto ha di sicuro aiutato la numerosa partecipazione a conferma che, ormai, gran parte dell&#8217;attività di ricerca del settore si sviluppa, in Italia, nel campo del Rilievo. È questo un dato inequivocabile, connesso a molti fattori di varia natura, a volte contrastanti e spesso correlati, sul quale dobbiamo riflettere a fondo, continuando il dibattito avviato nel 2012 al Convegno di Roma, «Elogio della teoria. Identità delle discipline del disegno e del rilievo».<br />Fino a che punto, ad esempio, ciò è dovuto al fatto che mentre nel campo della rappresentazioni infografica in effetti non si sono più registrati, a partire dall&#8217;ultimo decennio del secolo scorso, sviluppi rivoluzionari, il Rilievo, invece, ha continuato ad avere negli ultimi anni trasformazioni/innovazioni significative? Di sicuro è il campo che ci offre la maggiore visibilità e le maggiori possibilità operative, in ambito accademico nelle relazioni scientifiche con altre aree culturali, nel trasferimento tecnologico, e quello nel quale si svolge la quasi totalità delle nostre attività di finanziamento mediante convenzioni conto terzi. È quello nel quale più possiamo mettere in mostra, oltre al “sapere”, la nostra capacità di “sapere fare”, tanto per usare uno slogan che negli ultimi due decenni ha caratterizzato, non sempre positivamente, tutta l&#8217;università italiana.<br />Certo, proprio questo Convegno conferma – pure con gli interventi pervenuti per la terza sessione – che, nel migliore dei casi, continua a trattarsi di ricerca applicata. Ne deriva che occorre porsi il problema della possibilità, più che dei margini, di affrontare anche in questo campo questioni ascrivibili alla ricerca teorica di base; magari con apporti interdisciplinari e strette relazioni con altri settori (informatica, in primo luogo).<br />A ben vedere, però, si tratta di un&#8217;attività che non solo coinvolge in maniera quasi esclusiva le generazioni più giovani della nostra area, ma ha avuto – sta avendo – conseguenze immense, impensabili prima, come sempre succede, e, forse, ormai già irreversibili per la nostra identità culturale e scientifica.<br />Non sono cambiati infatti solo e semplicemente gli strumenti e le tecniche di rilevamento e restituzione, che hanno stravolto il modo di operare e il linguaggio, rendendo in breve obsolete procedure che sembravano innovative e introducendo termini nuovi che hanno stravolto il lessico specifico, ancora alla ricerca di una propria stabilità. E che, come bene illustrato da Carlo Bianchini, delineano un «vero e proprio salto evoluzionistico: un cambiamento così radicale che credo possa portare a definire un Rilievo 2.0».<br />Sta cambiando l&#8217;oggetto stesso del nostro operare che, dal rilievo dell&#8217;architettura e degli ambiti urbani, si è esteso in maniera e in misura sempre più consistenti e ragguardevoli al rilievo di dipinti, parietali e non, anche di tombe, di sculture (antiche e contemporanee) e di oggetti, non più solo archeologici ma anche di design, perfino dei disegni di moda. In una parola, si potrebbe dire che si è esteso al rilievo dei beni culturali, in senso ampio; e non solo. Si è a un passo, e qualcuno di noi già l&#8217;ha fatto, dal dedicarsi anche al rilievo di qualsiasi oggetto, anche di quelli di interesse in campo medico – dalle parti del corpo umano alle loro eventuali protesi – così come già compiuto nell&#8217;ultimo decennio dai colleghi di altre aree della rappresentazione ingegneristica.<br />Se qualcuno può restare interdetto, è solo il caso di ricordare che proprio attraverso gli studi sul corpo e sulle proporzioni umane Albrecht Dürer colse la necessità di rappresentare gli oggetti mediante la doppia proiezione ortogonale, anticipando di circa tre secoli l&#8217;impostazione di Gaspard Monge. Al punto che, agli inizi del Novecento, Federico Amodeo lo ritenne «il vero padre fondatore della Geometria descrittiva» e giunse addirittura a proporre di chiamare il metodo delle proiezioni ortogonali «metodo di Dürer-Monge».<br />A chi è interessato più al futuro che al passato va invece fatto rilevare che proprio questi lavori, questi oggetti di investigazione, non solo testimoniano un profondo allargamento della sfera del nostro sapere, ma stanno lentamente ma inesorabilmente riconfigurando il nostro specifico, quasi come in una mutazione genetica. Da esperti di disegno dell&#8217;architettura – nelle sue varie e ampie declinazioni, dei suoi fondamenti scientifici e delle sue applicazioni – stiamo passando a essere soprattutto gli esperti dell&#8217;elaborazione e dell&#8217;utilizzazione di immagini visive. Ad aggregare così anche noi a quella che, un quarto di secolo fa, Gary Bertoline delineò come una nascente area scientifica: quella della visual science, le cui basi collocava in tre aree – «spatial cognition, imaging, and geometry» – e per le cui applicazioni individuava due settori, artistico e tecnico.<br />Più nel merito delle singole relazioni, va detto che per certi versi risulta un po&#8217; forzata la classificazione, sulla base delle indicazioni degli stessi autori, nelle tre sessioni; in particolare, alcuni interventi della sezione “La ricerca avanzata” potrebbero stare meglio in una delle altre due. Gran parte delle comunicazioni sono frutto di progetti di ricerca e campagne specifiche, anche in ambito internazionale (soprattutto in Europa dell&#8217;Est e in America latina), spesso finanziati a valle di bandi con procedure competitive.<br />Vi sono interventi di carattere generale, sulla funzione e il ruolo del Rilievo, anche in ambito didattico, e con qualche interessante confronto tra le esperienze di vari paesi. Riflessioni sui diversi tipi di rilievo, in particolare tra quello architettonico, quello archeologico (che sta interessando sempre più la nostra area) e quello per il design (che è già tutto dentro la visual science); sulle finalità – per la documentazione, per il restauro – dell&#8217;operazione.<br />in numerose comunicazioni vi è un adeguato approccio critico, non semplicemente operativo, all&#8217;utilizzazione delle nuove procedure (di presa dei dati, elaborazione e restituzione degli stessi), in particolare sulla modellazione parametrica, sull&#8217;estensione al rilievo di logiche BiM, HBiM (Historic BiM) e di interoperabilità, sull&#8217;introduzione di realtà aumentata, l&#8217;uso di software open source. Talvolta è chiaro il tentativo di contribuire a ottimizzare le operazioni, fino a delineare una compiuta metodologia specifica, tuttora in molti casi in via di definizione.<br />Sorprende che si continui a non soffermarsi, come sarebbe auspicabile, sulle eventuali conseguenze della perdita del contatto immediato e diretto con la misura, connessa all&#8217;impiego delle apparecchiature tecnologicamente più avanzate, atteso che l&#8217;architettura, proprio come l&#8217;ingegneria, è imprescindibile dalla misura.<br />Diminuiscono in misura drastica, fin quasi ad annullarsi, i rilievi in Italia di centri storici, di edifici monumentali, di architetture vernacolari, di testimonianze di archeologia industriale e di fortificazioni, sui quali in passato si è lavorato tanto. Aumentano, invece, quelli su tali temi all&#8217;estero e, anche in Italia, quelli su tematiche e tipologie costruttive poco coltivate in passato: siti Unesco, cimiteri, costruzioni rupestri, segmenti specifici di particolari stagioni dell&#8217;architettura (tardo gotico sardo, chiese gotiche napoletane, architettura religiosa italo-greca) e, soprattutto, di pitture parietali.<br />Si registra una sorta di stasi sui rilievi delle realtà territoriali e urbane, per i quali si hanno poche relazioni (il gruppo di Carmine Gambardella, Andrea Rolando, ad esempio), a dispetto delle grandi possibilità che le nuove procedure consentono, facendo intravedere per la prima volta potenzialità per superare i limiti della rappresentazione tradizionale.<br />Curiosamente, l&#8217;analisi multicriteria, sulla quale tanto si è lavorato alla SUN; la rappresentazione delle caratteristiche immateriali del territorio, tema avviato in Italia quindicina d&#8217;anni fa alla Facoltà di ingegneria dell&#8217;Università di Salerno; le sperimentazioni e le pratiche dei gruppi di ricerca del Politecnico di Torino in merito alla rappresentazione dell&#8217;ambiente e del territorio, restano ancora esperienze isolate che non hanno avuto ricadute significative nel nostro ambito.<br />Di contro, si profila un interessante allargamento per il rilievo architettonico tradizionale, in particolare con l&#8217;esigenza, oggi più approcciabile, di tenere presente non semplicemente lo spazio fisico-geometrico ma anche quello che Rosario Marrocco definisce nel suo intervento lo «spazio percepito […] in buona parte inteso e identificabile come lo spazio vissuto». Uno spazio che tiene conto, quindi, della dimensione tempo e delle trasformazioni dello spazio fisico per effetto di fattori endogeni ed esogeni (p.e. illuminazione, corpi in movimento).<br />E che di fatto potrebbe essere inteso come lo spazio architettonico tout-court, considerato che ormai è quasi un secolo che, con l&#8217;acquisizione della consapevolezza della dimensione tempo e con l&#8217;impiego massiccio del vetro e dei suoi derivati o surrogati come materiale da costruzione, si è rotta l&#8217;identità spazio-volume, spazio architettonico- spazio geometrico e il primo è diventato qualcosa di ben più complesso e articolato.<br />Come in ogni processo complesso, si sono fatti molti passi avanti, ma anche qualcuno indietro.<br />Scompaiono quasi del tutto, per fortuna, le comunicazioni elaborate sulla base di rilievi effettuati dagli studenti, forse perché questi non dispongono (ancora) delle attrezzature necessarie per le nuove tecnologie.<br />Altri elementi positivi sono l&#8217;ampia partecipazione di giovani non strutturati, quasi la metà del totale, e il fatto che moltissimi professori esperti abbiano sottoposto, senza batter ciglio, i loro interventi alle revisioni anonime.<br />Le comunicazioni si arricchiscono di opportuno taglio ampio e di aperture interdisciplinari, di note, non solo bibliografiche, e di citazioni anche esterne al nostro ambiente. Nel contempo pare che, in alcune nostre frange, sia attecchito il fenomeno dell&#8217;autocitazione, in misura ormai dilagante, fino ad assumere dimensioni preoccupanti, al limite della degenerazione. Ovviamente non vi è nulla di male nell&#8217;autocitarsi, in alcuni casi e ove indispensabile, in un ambito di ampio respiro che in primo luogo tenga conto dei lavori fondamentali e di riferimento sull&#8217;argomento trattato; ma citare solo o prevalentemente se stessi e il proprio intorno è inqualificabile, da qualsiasi punto di vista, e squalifica chi persegue tale prassi.</p>
<p>XI Congress UID – Parma, 18/20 September 2014<br />The periodic conferences / congresses of scientific societies have always been the best and most effective tool for realizing the state of health, vivacity and research progress of a specific scientific community. They continue to be so, despite the lack of consideration given to them in the first set-up of the VQR 2004-2010 and the criteria for the National Scientific Qualification, which in part remains and which threatens to distance the younger and more exposed scholars from them. to the extemporaneous suggestions deriving from presumed renewing winds, imported from traditions and realities far from ours.<br />It is difficult for these meetings to come up with absolute excellence, always delegated &#8211; according to the specificity and tradition of the community in question &#8211; to monographs (as for the humanistic-social areas and partly to ours) or to articles on prestigious magazines scientific, international but sometimes even only national, indexed or not. However, they give a more complete picture of the situation, on what moves and how, on issues of prevailing interest (even when there are thematic meetings) in a given phase, on current trends and their evolution.<br />The relative acts are the most significant that can exist for a reading in this sense. Always, I try to acquire those of the conventions in our area, even those I have not attended; I examine them, highlighting what, at present, seems to me most interesting; I keep them with care, consulting them invariably when I have to outline the state of the art on some subject that I am going to face.<br />The acts of this Parma Conference &#8211; the 36th of the Teachers of the Disciplines of the Representation in the Faculties of Architecture and Engineering &#8211; do not escape these characteristics, rather they fully confirm them.<br />First of all they attest &#8211; in spite of what the ominous birds, present also in our interior, affirm &#8211; the consistent resumption of the research activity in the area of graphic representation.<br />119 contributions were received: a respectable number, if we consider that we are in front of annual conferences, while other similar appointments, such as the EGA congresses or the International Conference on Geometry and Graphic (to mention periodic meetings in which some of us) instead take place every two years.<br />And if we consider that as many as 54 contributions by Italian colleagues were sent, at the same time, to review the EGrafiA 2014 International Congress, to be held in Rosario (Argentina) only two weeks after the Parma meeting.<br />Therefore, after the 117 interventions sent to the previous UiD conference in Matera, the strong recovery of interest for our most important annual appointment is confirmed. To this end, it certainly benefited the decision to make it finally itinerant &#8211; as is the case for all of its counterparts, anywhere in the world &#8211; with a consequent stimulus of dynamism, positive leadership of the interested sites, emulation and tendency to adopt the most shared protocols and best organizational practices: as implemented by the Parma group, coordinated by Paolo Giandebiaggi, to which the Union and my staff are most grateful. Positive, therefore, were the anticipation of the timing of the definition of the issues and of the call; the adoption of the scientific responsibility of the Technical Scientific Committee of the UiD and of participatory procedures for the evaluation and selection of the interventions, with the revision through a rigorous double blind peer review process (with the dispatch to a third reviewer in controversial cases) , which involved more than thirty Italian and foreign colleagues; the appropriate printing of the documents.<br />The presence of foreign colleagues is still irrelevant in numerical terms, bearing witness on the one hand to the paucity of international relations of an institutional nature of the UID and, on the other, to the fact that within the scientific communities attributable to the graphic representation, the Relief &#8211; theme of the Convention &#8211; is practiced with specific educational and scientific values almost exclusively by the Italians, by the Spanish of Expresión Gráfica Arquitectónica and (the one in sight) by the Argentines.</p>
<p>On the other hand, as in Matera, where most of the interventions could be traced back to surveys, the chosen theme certainly helped the large participation, confirming that, by now, a large part of the research activity of the sector develops, in Italy, in the field of Relief. This is an unequivocal fact, connected to many factors of various nature, sometimes conflicting and often correlated, on which we must reflect deeply, continuing the debate started in 2012 at the Rome Conference, &#8220;In praise of theory. Identity of the disciplines of design and survey ».<br />To what extent, for example, this is due to the fact that while in the field of infographic representations revolutionary developments have not actually been recorded since the last decade of the last century, Relief, instead, continued to have in recent years significant transformations / innovations? Certainly it is the field that offers us the greatest visibility and the greatest operational possibilities, in the academic field in scientific relations with other cultural areas, in technology transfer, and that in which almost all of our financing activities are carried out by means of third party agreements . It is the one in which we can show off, in addition to &#8220;knowledge&#8221;, our ability to &#8220;know how to do&#8221;, just to use a slogan that in the last two decades has characterized, not always positively, the whole Italian university.<br />Certainly, this conference confirms &#8211; even with the interventions received for the third session &#8211; which, at best, continues to be applied research. It follows that the problem of the possibility, rather than of the margins, of addressing issues relating to basic theoretical research in this field, too; perhaps with interdisciplinary contributions and close relationships with other sectors (IT in the first place).<br />On closer inspection, however, it is an activity that not only involves the younger generations of our area in an almost exclusive way, but has had &#8211; is having &#8211; immense consequences, unthinkable before, as always happens, and, perhaps, by now already irreversible for our cultural and scientific identity.<br />In fact, the tools and techniques for surveying and restitution have not changed simply and simply, which have upset the way of operating and language, making obsolete procedures that seemed innovative in short, and introducing new terms that have upset the specific lexicon, still in search of its own stability. And that, as well illustrated by Carlo Bianchini, delineate a &#8220;real evolutionary leap: a change so radical that I believe can lead to defining a Relief 2.0&#8221;.<br />The very object of our work is changing which, from the relief of architecture and urban environments, has been extended in a more and more consistent and remarkable way to the relief of paintings, wall paintings and not, also of tombs, of sculptures ( ancient and contemporary) and objects, not only archaeological but also of design, even fashion designs. In a word, we could say that it extended to the relief of cultural heritage, in a broad sense; and not only. We are one step ahead, and some of us have already done it, from also dedicating ourselves to the survey of any object, even those of interest in the medical field &#8211; from the parts of the human body to their eventual prostheses &#8211; as already done in the last decade by colleagues from other areas of engineering representation.<br />If anyone can be dumbfounded, it is only appropriate to recall that through studies on the body and human proportions Albrecht Dürer grasped the need to represent objects by means of double orthogonal projection, anticipating Gaspard Monge&#8217;s approach by about three centuries. To the point that, at the beginning of the twentieth century, Federico Amodeo considered him &#8220;the true founding father of descriptive geometry&#8221; and even went so far as to propose calling the orthogonal projection method &#8220;Dürer-Monge method&#8221;.<br />To those who are more interested in the future than in the past it should instead be pointed out that these works, these objects of investigation, not only testify to a profound enlargement of the sphere of our knowledge, but they are slowly but inexorably reconfiguring our specific, almost like in a genetic mutation. As experts in architectural design &#8211; in its various and broad variations, in its scientific foundations and in its applications &#8211; we are moving above all to be experts in the processing and use of visual images. This is how we too join what, a quarter of a century ago, Gary Bertoline outlined as a nascent scientific area: that of visual science, whose bases placed in three areas &#8211; &#8220;spatial cognition, imaging, and geometry&#8221; &#8211; and for the whose applications identified two sectors, artistic and technical.<br />More on the merits of the individual reports, it must be said that in some ways the classification is somewhat forced, based on the indications of the same authors, in the three sessions; in particular, some of the interventions in the &#8220;Advanced search&#8221; section could be better in one of the other two. Most communications are the result of specific research projects and campaigns, including internationally (especially in Eastern Europe and Latin America), often financed after calls for bids with competitive procedures.<br />There are general interventions on the function and role of the survey, also in the didactic field, and with some interesting comparisons between the experiences of various countries. Reflections on the different types of relief, in particular between the architectural, the archaeological (which is increasingly affecting our area) and that for design (which is already all within the visual science); on the purpose &#8211; for documentation, for restoration &#8211; of the operation.<br />in numerous communications there is an adequate critical approach, not simply operational, to the use of the new procedures (of data taking, processing and return of the same), in particular on parametric modeling, on the extension to the survey of logic BiM, HBiM ( Historic BiM) and interoperability, on the introduction of augmented reality, the use of open source software. Sometimes the attempt to help optimize operations is clear, to the point of outlining a complete specific methodology, which is still being defined in many cases.<br />It is surprising that we continue not to dwell, as would be desirable, on the possible consequences of the loss of immediate and direct contact with the measure, connected to the use of the most technologically advanced equipment, given that architecture, just like engineering, is essential from the measure.<br />The reliefs in Italy of historic centers, monumental buildings, vernacular architecture, evidence of industrial archeology and fortifications, on which a lot has been worked in the past, have drastically decreased. On the other hand, those on these issues abroad are on the increase and, even in Italy, those on subjects and building types that have been little cultivated in the past: Unesco sites, cemeteries, cave constructions, specific segments of particular architectural seasons (late Gothic Sardinian, churches Neapolitan gothic, Italian-Greek religious architecture) and, above all, of wall paintings.<br />There is a sort of stasis on the reliefs of the territorial and urban realities, for which there are few relationships (the group of Carmine Gambardella, Andrea Rolando, for example), despite the great possibilities that the new procedures allow, giving a glimpse of the first time potential to overcome the limits of traditional representation.<br />Curiously, the multicriteria analysis, on which so much has been worked on at SUN; the representation of the intangible features of the territory, a theme started in Italy some fifteen years ago at the Faculty of Engineering of the University of Salerno; the experiments and practices of the research groups of the Polytechnic of Turin regarding the representation of the environment and the territory, there are still isolated experiences that have not had significant repercussions in our field.<br />On the other hand, there is an interesting enlargement for the traditional architectural survey, in particular with the need, now more approachable, to keep in mind not only the physical-geometric space but also what Rosario Marrocco defines in his intervention the &#8220;perceived space [ &#8230;] largely understood and identifiable as the lived space ». A space that takes into account, therefore, the time dimension and the transformations of the physical space due to endogenous and exogenous factors (e.g. illumination, moving bodies).<br />And that in fact could be understood as the architectural space tout-court, considering that by now it is almost a century that, with the acquisition of the awareness of the time dimension and with the massive use of glass and its derivatives or surrogates as material from construction, the space-volume identity, architectural space-geometric space is broken and the first has become something much more complex and articulated.<br />As in any complex process, many steps have been taken, but also someone has come back.<br />Fortunately, communications prepared on the basis of surveys carried out by the students disappear almost completely, perhaps because they do not (yet) have the necessary equipment for the new technologies.<br />Other positive elements are the wide participation of unstructured young people, almost half of the total, and the fact that many expert professors have submitted, without blinking, their interventions to anonymous reviews.<br />The communications are enriched with an appropriate broad cut and interdisciplinary openings, with notes, not only bibliographic, and citations also external to our environment. At the same time it seems that, in some of our fringes, the phenomenon of self-referencing has taken root, to a degree that is by now rampant, to the point of assuming alarming dimensions, on the verge of degeneration. Obviously there is nothing wrong with autocitarsi, in some cases and where indispensable, in a wide-ranging field that firstly takes into account the fundamental and reference works on the subject matter; but citing only or predominantly oneself and one&#8217;s own surroundings is unqualified, from any point of view, and disqualifies those who pursue this practice.</p>
<p><strong>Autori/Authors</strong><br />Cristiana Achille, Erika Alberti, Giuseppe Amoruso, Andrea Angelini, Francesca Antoci, Marinella Arena, Pasquale Argenziano, Alessandra Avella, Leonardo Baglioni, Vincenzo Bagnolo, Giovanni Maria Bagordo, Matteo Ballarin, Marcello Balzani, Piero Barlozzini, Hugo António Barros Da Rocha E Costa, Maria Teresa Bartoli, Cristiana Bartolomei, Manuela Bassetta, Carlo Battini, Paolo Belardi, Angelo Bernetti, Silvia Bertacchi, Stefano Bertocci, Alessandro Bianchi, Giorgia Bianchi, Carlo Bianchini, Fabio Bianconi, Michela Bigagli, Montserrat Bigas Vidal, Antonio Bixio, Maria Cristina Boido, Cecilia Maria Bolognesi, Donatella Bontempi, António Álvaro Borges Abel, Paolo Borin, Alessio Bortot, Cristian Boscaro, Lluis Bravo Farré, Fausto Brevi, Raffaella Brumana, Stefano Brusaporci, Giorgio Buratti, Marianna Calia, Daniele Calisi, Michele Calvano, Dario Boris Campanale, Massimiliano Campi, Marco Canciani, Chiara Cannavicci, Alessio Capone, Mara Capone, Tiziana Caponi, Alessio Cardaci, Tiziana Cardinale, Laura Carnevali, Marco Carpiceci, Paola Casu, Raffaele Catuogno, Gerardo Maria Cennamo, Mario Centofanti, Francesca Cerasoli, Francesco Cervellini, Emanuela Chiavoni, Maria Grazia Cianci, Michela Cigola, Gianluca Cioffi, Alessandra Cirafici, Luigi Cocchiarella, Paola Cochelli, Daniele Colistra, Fabio Colonnese, Antonio Conte, Roberto Corazzi, Luigi Corniello, Oscar Jesus Cosido Cobos, Carmela Crescenzi, Giovanna Cresciani, Cesare Cundari, Gian Carlo Cundari, Maria Rosaria Cundari, Pierpaolo D&#8217;agostino, Giuseppe Damone, Daniela Elisabetta De Mattia, Massimo De Paoli, Diego De Re, Roberto De Rubertis, Matteo Del Giudice, Teresa Della Corte, Antonella Di Luggo, Francesco Di Paola, Mario Di Puppo, Andrea Donelli, Gilda Emanuele, Maria Linda Falcidieno, Patrizia Falzone, Laura Farroni, Stefano Fasolini, Francesco Fassi, 3d Survey Group – Politecnico Di Milano, Francesca Fatta, Federico Ferrari, Loredana Ficarelli, Marco Filippucci, Riccardo Florio, Maria Gloria Font Basté, Paola Foschi, Carmela Frajese D&#8217;amato, Andrea Frattolillo, Isabella Friso, Flora Gaetani, Maria Teresa Galizia, Simona Gallina, Arturo Gallozzi, Carmine Gambardella, Giorgio Garzino, Francesca Gasperuzzo, Fabrizio Gay, Paolo Giandebiaggi, Andrea Giordano, Paolo Giordano, Gaspare Giovinco, Claudio Giustiniani, Maria Pompeiana Iarossi, Manuela Incerti, Davide Indelicato, Carlo Inglese, Laura Inzerillo, Elena Ippoliti, Alfonso Ippolito, Stefania Iurilli, Tatiana Kirilova Kirova, Lucia Krasovec Lucas, Mariella La Mantia, Fabio Lanfranchi, Massimo Leserri, Massimiliano Lo Turco, Agnese Lorenzon, Marcella Macera, Federica Maietti, Francesco Maiolino, Anna Christiana Maiorano, Anna Maria Manferdini, Andrea Manti, Anna Giuseppina Marotta, Rosario Marrocco, Luca Martini, Maria Martone, Giovanna Angela Massari, Silvia Masserano, Lorenzo Matteoli, Domenico Mediati, Giampiero Mele, Maria Evelina Melley, Valeria Menchetelli, Juan Mercade Brulles, Alessandra Meschini, Davide Mezzino, Francisco Martínez Mindeguía, Giuseppe Moglia, Antonio Mollicone, Cosimo Monteleone, Roberta Montella, Pablo Navarro Camallonga, Pablo José Navarro Esteve, Romina Nespeca, Marilina Nichilo, Giuseppa Novello Massai, Valentina Nuccitelli, Daniela Oreni, Anna Osello, Diego Paderno, Alessandra Pagliano, Caterina Palestini, Luis Manuel Palmero Iglesias, Daniela Palomba, Francesca Paluan, Federico Panarotto, Giovanni Pancani, Maria Onorina Panza, Floriana Papa, Leonardo Papa, Lia Maria Papa, Leonardo Paris, Sandro Parrinello, Maria Ines Pascariello, Marco Pedron, Assunta Pelliccio, Andrea Pirinu, Nicola Pisacane, Maria Bruna Pisciotta, Manuela Piscitelli, Claudia Pisu, Claudio Presta, Paola Puma, Ramona Quattrini, Silvia Rinalduzzi, Andrea Rolando, Adriana Marina Rossi, Daniele Rossi, Michela Rossi, Michele Russo, Arturo Livio Sacchi, Francisco Javier Sanchis Sampedro, Cettina Santagati, Pedro Sarabia, Chiara Scali, Marcello Scalzo, Alessandro Scandiffio, Alberto Sdegno, Luca James Senatore, Filippo Sicuranza, Giovanna Spadafora, Roberta Spallone, Valentina Spataro, Cristina Speranza, Gaia Lisa Tacchi, Riccardo Tavolare, Enza Tolla, Camillo Trevisan, Angelo Triggianese, Pasquale Tunzi, Graziano Mario Valenti, Uliva Velo, Cesare Verdoscia, Chiara Vernizzi, Antonella Versaci, Daniele Villa, Marco Vitali, Maurizio Vitella, Wissam Wahbeh, Andrea Zerbi, Ornella Zerlenga, Stefano Zoerle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/uid-2014-italian-survey-international-experience/">UID 2014 &#8211; Italian survey &#038; international experience</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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