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	<title>Franciosini Luigi Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Franciosini Luigi Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Archeologia e Progetto &#8211; Archaeology and project</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 14:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È un paesaggio culturale, opera congiunta della natura e dell'uomo, quello che a metà Ottocento George Dennis raccontò nelle Cities and cemeteries of Etruria, in una visione romantica di rovine, memorie e misteri, illustrata dai suoi schizzi e da quelli dell'amico pittore Samuel James Ainsley.Se ne percepiscono ragioni e tratti peculiari soltanto camminandovi dentro senza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È un paesaggio culturale, opera congiunta della natura e dell&#8217;uomo, quello che a metà Ottocento George Dennis raccontò nelle Cities and cemeteries of Etruria, in una visione romantica di rovine, memorie e misteri, illustrata dai suoi schizzi e da quelli dell&#8217;amico pittore Samuel James Ainsley.<br />Se ne percepiscono ragioni e tratti peculiari soltanto camminandovi dentro senza sosta come fece Dennis, viaggiatore ed esploratore britannico già abituato ad analoghe fatiche in Portogallo e in terra di Andalusia. Ricognizioni, citazioni antiquarie, racconti e disegni realizzati con la camera lucida gli permisero di individuare e studiare le identità dei luoghi e di raccontarle a studiosi, turisti e studenti di allora. E con tutti loro, alla fine della prefazione, si scusava per l&#8217;incompletezza e i possibili errori spiegando con le parole di Plinio il Vecchio quanto fosse difficile “trovare il senso di ogni cosa e prendere ogni cosa nel suo vero senso”.<br />Alla ricerca e alla rivelazione del senso dei paesaggi antichi, alcuni un tempo lungo un percorso che poi prese il nome di via Clodia &#8211; Cerveteri e Tarquinia, San Giovenale, Luni sul Mignone e Norchia -, contribuisce il lavoro che segue, frutto dell&#8217;amore di Luigi Franciosini per questi luoghi e dell&#8217;attenta e appassionata attività di ricerca e formazione da lui promossa nel Dipartimento di Architettura di Roma Tre. I progetti e gli studi delle tesi di laurea, i disegni e i plastici soprattutto, raccontano natura, orografia e architettura sepolcrale, strade, forre, fossi e pianori, rocce tufacee della terra e dell&#8217;uomo.<br />È uno degli sguardi possibili, un modo di riscrivere oggi il paesaggio degli Etruschi e di raccontarlo a chi lo percorre, dopo secoli di oblio o di trasformazione, in coda alle ricostruzioni poetiche e materiali che lo hanno reinventato dal Settecento in poi, dall&#8217;antiquaria alla scienza storica e archeologica, alla letteratura di pilgrimage e alla poesia di Dennis, Carducci, Lawrence, Cardarelli e Huxley, ai restauri novecenteschi di Raniero Mengarelli, instancabile nuovo artefice della Necropoli della Banditaccia.<br />Anche la cultura contemporanea degli architetti può declinare con diversi accenti il suo amore per questi luoghi e dedicare al paesaggio dell&#8217;Etruria meridionale sguardi e azioni di valorizzazione capaci di affiancare archeologia, scienze del patrimonio e del territorio, restauro e progetto del paesaggio e dell&#8217;architettura.<br />Ne sono un esempio di grande interesse le tesi che qui si pubblicano, un&#8217;esperienza didattica che prende le mosse da un finanziamento regionale del 2010-2012 per una ricerca dal titolo Regione Lazio: luoghi d&#8217;identità diffusa per il turismo culturale che Alessandra Carlini e Paola Porretta hanno svolto per due anni sul territorio della Tuscia, come è brevemente riassunto nel loro testo.<br />Su questo tema nuove pubblicazioni di studi e di tesi sono in programma e diverse iniziative sono in corso nelle attività didattiche e di ricerca delle lauree magistrali e del terzo livello del Dipartimento di Architettura, anche in risposta ai numerosi progetti di valorizzazione che strutture ministeriali, Regione Lazio e associazioni promuovono in questi mesi.<br />La ricerca sul paesaggio culturale è ancora all&#8217;inizio e si presenta come un orizzonte molto promettente di attività universitaria multidisciplinare e interdipartimentale, capace di istruire una programmazione integrata di valorizzazione del territorio storico e del suo patrimonio: gli studi e i progetti architettonici pubblicati in questo volume ne sono un bellissimo esempio e costituiscono un modello di integrazione tra ricerca e didattica.</p>
<p>A “cultural landscape” is the result of many natural and anthropic<br />stratifications. During the 19th Century several researchers studied,<br />represented, reinterpreted and poetically described such type of<br />landscape. This book collects architectural degree theses dealing with<br />the ancient landscapes along Via Clodia.</p>
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		<title>Archeologia e progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/archeologia-e-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2002 14:01:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ESAURITOSono qui raccolti alcuni progetti di laurea degli studenti della Facoltà di Architettura di Roma Tre sul tema del rapporto fra archeologia e città contemporanea. Il tema è intrigante ma è pure assolutamente scabroso: si tratta di provare ad affermare la necessità del progetto di architettura nel ridottissimo spazio lasciato dalla preponderante tendenza alla conservazione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ESAURITO</p>
<p>Sono qui raccolti alcuni progetti di laurea degli studenti della Facoltà di Architettura di Roma Tre sul tema del rapporto fra archeologia e città contemporanea. Il tema è intrigante ma è pure assolutamente scabroso: si tratta di provare ad affermare la necessità del progetto di architettura nel ridottissimo spazio lasciato dalla preponderante tendenza alla conservazione (che sarebbe del tutto auspicabile, se non fosse oltranzista), dalla straordinaria entensione del campo di interessi (a tutte le testimonianze della cultura materiale) e da una metodica di indagine che è diventata capillare e precisa (e che sarebbe davvero innovativa, se riuscisse a non essere individualistica ed episodica). Oltre a tutto c&#8217;è da fare i conti con l&#8217;ipersensibilità degli archeologi e dei conservatori, che (acriticamente, ma con più di una ragione, purtroppo) accolgono col massimo allarme ogni manifestazione della contemporaneità. Peraltro la città (Roma fra tutte) vive e deve vivere sulla sua storia, sulle sue stratificazioni e sul suo antico; non può allontanarsene, lasciando enormi spazi ad un&#8217;imprecisata ibernazione, tantomeno all&#8217;uso cosiddetto &#8220;culturale&#8221; che se ne fa ora (massificato, concentrato solo su alcune ovvietà turistiche, non conoscitivo e, alla fine, nemmeno veramente redditizio). Roma deve poi combinare ad un rinnovato, e quindi veramente culturale, uso dell&#8217;antico, anche tutte le altre sue funzioni (quelle compatibili): la città deve insomma, come è sempre stato, stare in se stessa.<br />I progetti qui raccolti, ovviamente, non risolvono tutto, ma dimostrano molto: fanno capire come l&#8217;antico possa convivere con la città moderna e pure come interventi innovativi e decisi possano restituire senso, riconoscibilità e valore d&#8217;uso a frammenti o parti dell&#8217;antico che, altrimenti (pur se note e ben conservate) seguiterebbero a restare puri relitti. I progetti testimoniano anche di un nuovo atteggiamento dei giovani architetti: per loro non ha più senso (se mai l&#8217;ha avuto in passato) impegnarsi in una battaglia ideologica per affermare il primato della contemporaneità, è invece la contemporaneità che prende senso proprio nel dialogo con l&#8217;antico, nel raccogliere le sue tracce, riordinarle, conoscerle. Non a caso è leggibile una chiara tendenza a considerare i progetti come momenti di un processo conoscitivo più ampio; tasselli di un&#8217;aggiornata ed evolutiva &#8220;forma urbis&#8221; delle stratificazioni storiche e contemporanee, che ora va costruita (più di cent&#8217;anni dopo Lanciani) planimetria su planimetria, plastico su plastico, rilievo su rilievo, file su file, scheda su scheda, saggio su saggio, per mano degli archeologi, degli storici e, pure (indispensabilmente) degli architetti.</p>
<p>Francesco Cellini</p>
<p>Indice del volume<br />Prefazione<br />Francesco Cellini<br />Progetto archeologico &#8211; Progetto architettonico<br />Mario Manieri Elia<br />Pompei: dall&#8217;analisi delle coperture al restauro della <br />Casa di Paquio Proculo<br />Maria Chiara Barone <br />Il restauro dell&#8217;insula delle Muse ad Ostia Antica<br />Lorenzo Bastianelli  Michele Zelli<br />I sentieri delle anfore, un percorso per avvicinare il Foro Boario alla città<br />Lucia Berardinelli<br />Una copertura per la villa romana del Casale presso Piazza Armerina<br />Flavio Camerata<br />Il museo del Campo Marzio a piazza Augusto Imperatore<br />Emanuele Caprodossi<br />Monterano: da rudere a luogo delle memorie<br />Alessandra Carlini<br />Musealizzazione dell&#8217;area archeologica di Piazza Sallustio a Roma<br />Anna Rita Conte<br />Il Ninfeo della Villa dei Quintili: storia e restauro<br />Milena Cosenza  Simona Lalle<br />L&#8217;Area Archeologica Centrale<br />Daniele Fossataro  Giovanni Marini<br />Roma sul Tevere: l&#8217;area portuale delle origini<br />Alessandra Incarnati<br />Colle Oppio: progetto archeologico/architettonico<br />Fabio Maiorano<br />Roma, Musei Capitolini: allestimento del sito del Tempio di Giove nel Palazzo Caffarelli<br />Bianca Maria Mariano  Michela Marzoli<br />L&#8217;Accessibilità all&#8217;area archeologica del Circo Massimo<br />Alessia Marinelli<br />L&#8217;Accessibilità all&#8217;area archeologica del Circo Massimo<br />Alessia Marinelli<br />Il recupero del senso: l&#8217;Acquedotto Claudio<br />Chiara Mazzeo<br />Il parco archeologico della città messapica di Rudiae<br />Filippo Ortolani<br />L&#8217;accesso a Velia<br />Annalisa Palumbo<br />L&#8217;accessibilità all&#8217;Area Sacra Argentina<br />Paola Porretta<br />Il museo della Basilica Ulpia al Foro di Traiano<br />Valentina Sabatini<br />Parco archeologico del Colle Oppio: un progetto tra natura e storia<br />Emaunuela Sciattella<br />Il collegamento sotterraneo tra il Ludus Magnus e il Colosseo<br />Lorenzo Valla</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/archeologia-e-progetto/">Archeologia e progetto</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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