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	<title>Furlanis Giuseppe Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Furlanis Giuseppe Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Oltre il confine / Beyond the border</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 14:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andare Oltre il confine tra arti e design significa instaurare un dialogo costruttivo tra cultura del progetto e cultura della creatività e aprire ad una riflessione sul metodo per una nuova concezione del design nel terzo millennio. L'obiettivo è ripensare il ruolo delle industrie culturali e creative, vera filiera di saperi e ricchezza identitaria dell'Italia, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Andare Oltre il confine tra arti e design significa instaurare un dialogo costruttivo tra cultura del progetto e cultura della creatività e aprire ad una riflessione sul metodo per una nuova concezione del design nel terzo millennio. L&#8217;obiettivo è ripensare il ruolo delle industrie culturali e creative, vera filiera di saperi e ricchezza identitaria dell&#8217;Italia, unica alternativa per ridare senso alla nostra storia in prospettiva del nostro futuro. Il volume raccoglie i contributi del convegno internazionale organizzato dall&#8217;ISIA di Faenza in occasione della XII edizione del Premio Nazionale delle Arti, sezione Design, nel 2017 e viene pubblicato simbolicamente a conclusione del centenario della fondazione del Bauhaus, contribuendo a riaprire il dibattito sugli statuti disciplinari del design e a rimettere in discussione i connessi modelli formativi. E ciò anche per gli indifferibili riflessi sulla didattica del design e sul ruolo determinante che possono e devono avere le istituzioni di alta formazione artistica nel ri-disegnare nuovi paradigmi e scenari del design del futuro. </p>
<p>Moving Beyond the Border between the arts and design means establishing a constructive dialogue between the design culture and the culture of creativity and initiating a reflection on a method that favours a new conception of design for the third millennium. The aim is to reimagine the role of cultural and creative industries, the true supply chain of the know-how and wealth that identify Italy, and the sole alternative for restoring meaning to our history, with an eye on our future. This book brings together the different contributions presented during the international convention organised by the ISIA Faenza in occasion of the 12th Premio Nazionale delle Arti, Design section 2017. Its symbolic publication at the end of the centenary anniversary of the founding of the Bauhaus reopens debate on the disciplinary statues of design and responds to the need to question its educational models. This is equally true of the pressing considerations on teaching design and the determinant role that higher institutions of artistic education can and must have in re-designing new paradigms and scenarios for the future of design.</p>
<p>contributi di/contributions by<br />Alessandra Barbuto, Marco Bazzini, Becky Beasley, Giordano Bruno, Giovanna Cassese, Flaviano Celaschi, Claudia Collina, Luisa Maria Collina, Maria Corbi, Massimiliano Datti, Arturo Dell&#8217;Acqua Bellavitis, Beppe Finessi, Enrico Fornaroli, Giuseppe Furlanis, Claudio Gambardella, Paolo Gonzato, Elisabetta Gonzo, Massimo Isola, Daniela Lotta, Maria Letizia Melina, Franco Mello, Mario Nanni, Marinella Paderni, Anty Pansera, Jonathan Pierini, Raimonda Riccini, Pierluigi Sacco, Stefano Casciani</p>
<p>ISIA Faenza Design &#038; Comunicazione è un istituto di formazione superiore del Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca, settore dell&#8217;Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, ed è un&#8217;istituzione di primo piano nel mondo della creatività e della progettazione contemporanei che, fin dalla sua fondazione nel 1980, forma professionisti nel settore, sviluppando un dialogo sempre più serrato tra formazione, ricerca, produzione e valorizzazione della cultura del design. Rilascia diplomi accademici di I livello in Design del prodotto e materiali ceramici avanzati e di II livello in Design del prodotto e materiali avanzati, nonché in Design della Comunicazione, equiparati alle corrispondenti lauree magistrali in Design. Una delle caratteristiche che rendono gli ISIA un modello d&#8217;eccellenza nel panorama dell&#8217;Alta Formazione, è costituita dai rapporti diretti e assidui con il mondo dell&#8217;industria e della ricerca, grazie all&#8217;intervento di professionisti del design, artisti, esperti di settore e docenti universitari. Isia Faenza è un&#8217;istituzione culturale particolarmente attiva nel sistema del contemporaneo con una specifica Biblioteca di design intitolata a Bruno Munari e promuove l&#8217;internazionalizzazione attraverso gli scambi Erasmus con numerosi Paesi comunitari. </p>
<p>ISIA Faenza Design &#038; Comunicazione is a higher institution of education operating under the Italian Ministry of the University and Research, Higher Education in the Arts, Music and Dance, that occupies a leading position in the world of contemporary creativity and design. Since its founding in 1980, the school trains design professionals and develops an increasingly more intense dialogue between education, research, manufacturing and the promotion of design culture. The school offers level I academic diplomas in Advanced Ceramic Product and Materials Design and level II diplomas in Advanced Product and Materials Design and in Communications Design, comparable to corresponding master&#8217;s degrees in Design. One of the characteristics that make the ISIA a model of excellence in the panorama of Higher Education is their direct and tireless relations with the world of industry and research. This is made possible by the presence of design professionals, artists, experts and university professors. The ISIA Faenza is a cultural institution particularly active in the contemporary system thanks to its specific design library dedicated to Bruno Munari. The school also promotes internationalisation through Erasmus exchanges with numerous countries in the European Union.</p>
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		<title>Mario Lovergine</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/mario-lovergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 14:09:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana I grandi maestriÈ un universo labirintico quello di Mario, uno spazio delimitato dalle sue immagini, immagini che egli consuma con voracità e che crea con pari prodigalità. Di quello spazio egli è, a un tempo, ospite e prigioniero. Questo libro è l'occasione ideale per cominciare a esplorare il labirinto di Mario, con cautela, poiché ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana I grandi maestri</p>
<p>È un universo labirintico quello di Mario, uno spazio delimitato dalle sue immagini, immagini che egli consuma con voracità e che crea con pari prodigalità. Di quello spazio egli è, a un tempo, ospite e prigioniero. Questo libro è l&#8217;occasione ideale per cominciare a esplorare il labirinto di Mario, con cautela, poiché smarrircisi è facile, precipitando dentro uno dei suoi paesaggi alieni, è possibile però anche ritrovarsi, rispecchiandosi, all&#8217;improvviso, dopo una svolta, nell&#8217;immagine di uno dei suoi gatti antropomorfi, ma è soprattutto possibile e anzi auspicabile, incontrare l&#8217;autore delle opere, che sorvola leggero una biforcazione al termine di un lungo corridoio; individuabile poiché ha le sembianze di Asterione camuffato da Stregatto. E anche quando l&#8217;esuberanza creativa di Mario è al servizio del progetto di comunicazione o dell&#8217;attività didattica è comunque un fattore decisivo che imprime forza ai contenuti, siano essi informativi ovvero formativi.</p>
<p>Stefano M. Bettega, allievo e amico</p>
<p>Siliano Simoncini (1941) dai primi anni Ottanta è docente di ricerca visiva presso l&#8217;ISIA di Firenze. Al suo attivo dunque, una lunga carriera nell&#8217;insegnamento che lo ha indotto a costruire nel tempo le caratteristiche peculiari della disciplina, via via evolutasi fino a configurarsi come propedeutica alla formazione di giovani orientati alla cultura del progetto. In parallelo, i suoi interessi per le arti visive gli hanno consentito di attuarsi come critico d&#8217;arte, appunto, in particolare dedicandosi a quella contemporanea e del Novecento, soprattutto pistoiese. Numerose le presentazioni in catalogo degli artisti di quel territorio, oltre a monografie e mostre storiche di singoli o periodi significativi che hanno qualificato le peculiarità di artisti come Mario Nannini, Andrea Lippi, Pietro Bugiani, Alfiero Cappellini, Corrado Zanzotto, Umberto Mariotti, Renzo Agostini, Sigfrido Bartolini, Remo Gordigiani, Aldo Frosini, Jorio Vivarelli, Franco Bovani fino a Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi appartenenti, negli anni Sessanta, alla cosiddetta “Scuola di Pistoia”.  Ha fatto parte del Centro di documentazione sull&#8217;arte moderna e contemporanea pistoiese e della Commissione tecnica per le attività espositive programmate dall&#8217;Ufficio cultura del Comune di Pistoia.<br />Come mostrano accuratamente le pagine di questo libro, l&#8217;omaggio a Mario Lovergine necessita di affrontare una moltitudine di aspetti per dare la visione a tutto tondo della figura allo stesso tempo completa e complessa di un uomo che ha un&#8217;identità marcata: un grafico, un progettista, un artista, un professore, un maestro e ancora un collega, un amico, un cittadino intransigente e molto altro. Certo, ciascuno di noi incarna molti ruoli nella propria vita, ma coloro che non sono Mario Lovergine talvolta ne attivano solo uno per volta sapendo essere altro che se stessi, dimenticandosi o prendendo una vacanza dalla propria identità. Ecco, ciò non è mai stato il caso di Mario Lovergine, come accenna a più riprese l&#8217;autore del testo presentandone la formazione e il lavoro in modo esaustivo.</p>
<p>Michela Deni</p>
<p>Il titolo è indicativo di come questo libro intenda “narrare” l&#8217;esperienza del personaggio Lovergine ricostruendone sinteticamente le vicende artistiche, professionali e umane, non disgiunte dal forte temperamento che lo caratterizza; per cui, le sollecitazioni creative e il conseguente risultato sono permeati del vissuto esistenziale e si qualificano come insolita testimonianza del nostro tempo. Il consistente apparato iconografico e l&#8217;impaginazione, concepita come “specchio” dell&#8217;inventiva figurale dell&#8217;artista, consentiranno al lettore di recepire la ricchezza rappresentativa delle immagini e l&#8217;arguzia ironica delle frasi tratte dai suoi taccuini – inserite opportunamente a compendio – e di fare la “conoscenza” con un autore tra i più significativi della cultura contemporanea.</p>
<p>Siliano Simoncini</p>
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		<title>Bruno Munari</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bruno-munari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 14:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume ripercorre, in tre sessioni fra loro connesse, uno specifico corpo di lavori di Munari, le Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, realizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso, con cui l'artista porta a compimento la sua ricerca volta a conquistare una nuova spazialità oltre la realtà bidimensionale dell'opera. La ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume ripercorre, in tre sessioni fra loro connesse, uno specifico corpo di lavori di Munari, le Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, realizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso, con cui l&#8217;artista porta a compimento la sua ricerca volta a conquistare una nuova spazialità oltre la realtà bidimensionale dell&#8217;opera. </p>
<p>La prima sessione del catalogo, intitolata Da un passato futurista a un futuro programmato, contiene gli interventi critici dei due curatori, che inquadrano l&#8217;origine del pensiero munariano, tra avanguardia futurista (dal polimaterismo al tattilismo) e arte programmata, al cui statuto l&#8217;artista giunge proprio attraverso le proiezioni di luce che rappresentano il punto più alto della sua sperimentazione, ponendosi come ponte tra la meccanica e l&#8217;elettronica. </p>
<p>Segue una seconda sessione, corredata da un articolato apparato iconografico e documentativo, dedicata alla Digitalizzazione delle Proiezioni a luce polarizzata.</p>
<p>Conclude la terza sessione, Testimonianze, che include testi di Giuseppe Morra, Direttore del Museo Hermann Nitsch, e di Giuseppe Furlanis, Direttore dell&#8217;ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Firenze. Al primo è affidato il racconto dell&#8217;esperienza della mostra Sculture nella città (1990), durante la quale una selezione di opere in metallo di grandi dimensioni realizzate da Munari è stata esposta sul lungomare e in altri luoghi di Napoli. Nella sua testimonianza Furlanis qualifica Munari come “poeta della semplicità”, rivolgendo particolare attenzione al suo metodo di ricerca e all&#8217;aspetto pedagogico della sua pratica artistica.</p>
<p>Un progetto editoriale che offre una rilettura poliedrica dell&#8217;opera di Munari, focalizzandosi su opere che hanno sfidato la storia e la critica d&#8217;arte, rimanendone ai margini in attesa di una loro ponderata rivalutazione.</p>
<p>In Mostra presso la Fondazione Plart, Napoli dal 29 novembre 2018 al 20 marzo 2019</p>
<p>L&#8217;uso di una materia che prende corpo nello spazio e che rende visibile una cosa che prima non si conosceva, questo potrebbe essere anche un raggio di luce. Tutto questo si collega poi con la luce polarizzata e quelle cose lì, che sono momenti di trasformazione di un&#8217;immagine che prima c&#8217;era e che poi non ci sarà più. Ma più che altro io penso che quello da considerare sia il passaggio di una forma attraverso una metamorfosi, allora non si ha più una forma definita ma un momento di passaggio da una forma ad un&#8217;altra. </p>
<p>The use of a material that takes form in space and makes visible something that was not known before, it could also be a ray of light. This is linked to the polarised light and all those things, which are moments of transformation of an image that was there before and then there will be no more. But, more than anything else, I believe that we should take into consideration the passage of a form through a metamorphosis, so that there is no longer a definite form but a moment of transition from one form to another.</p>
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		<item>
		<title>La didattica del design in Italia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-didattica-del-design-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana TEORIA E CULTURA DEL DESIGN diretta da Giuseppe FurlanisLa complessità del nostro tempo richiede alle scuole di Design un aggiornamento continuo della didattica e un costante esercizio critico nell'approccio alla molteplicità dei processi di cambiamento di natura sociale, culturale ed economica. Si impone pertanto la ricerca di una didattica che affronti con consapevolezza i ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana TEORIA E CULTURA DEL DESIGN diretta da Giuseppe Furlanis</p>
<p>La complessità del nostro tempo richiede alle scuole di Design un aggiornamento continuo della didattica e un costante esercizio critico nell&#8217;approccio alla molteplicità dei processi di cambiamento di natura sociale, culturale ed economica. Si impone pertanto la ricerca di una didattica che affronti con consapevolezza i processi di innovazione tecnologica, sapendone valutare le frontiere più avanzate ma anche le problematiche correlate, legate all&#8217;impatto ambientale, al degrado e al depauperamento delle risorse naturali. Per confrontarsi su questi temi e sullo sviluppo della formazione del design in Italia, docenti che svolgono la propria attività di insegnamento negli ISIA, nelle università, nelle accademie di Belle Arti e in numerose scuole private di Design, si sono incontrati a Firenze in due giornate di studio promosse dal Ministero dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Università e della Ricerca. Una iniziativa organizzata dall&#8217;ISIA di Firenze in collaborazione con la Conferenza Universitaria Italiana del Design (CUID), la Società Italiana del Design (SID) e la Conferenza dei Presidenti e dei Direttori degli ISIA. Questa pubblicazione, inserita nella collana “Teoria e cultura del design” di Gangemi editore, ne raccoglie gli atti. Prefazione di Marco Bazzini (Presidente ISIA) e di Maria Letizia Melina (Direttore generale MIUR). Postfazione di Tonino Paris. Contributi di: Anty Pansera, Giuseppe Furlanis, Vanni Pasca, Raimonda Riccini, Michela Deni, Salvatore Zingale, Paolo Deganello, François Burkhardt, Claudio Germak, Salvatore Iaconesi, Massimo Muzio-Sale, Giuseppe Lotti, Giovanna Cassese, Benedetta Spadolini, Rodrigo Rodriquez, Andrea Vallicelli, Eliesabetta Gonzo, Perla Gianni Falvo, Massimo Ruffilli, Medardo Chiapponi, Silvia Piardi, Leonardo Romei.</p>
<p>Giuseppe Furlanis è Direttore dell&#8217;ISIA di Firenze e coordina il Tavolo Tecnico MIUR per il Design. È stato Presidente del Consiglio Nazionale dell&#8217;Alta Formazione (CNAM) del Ministero dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Università e della Ricerca (MIUR). Fa parte della commissione formazione del Tavolo Nazionale della Moda costituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Dal 1985 al 1990 – all&#8217;interno di programmi di cooperazione internazionale del Ministero degli Affari Esteri (MAE) – è stato coordinatore scientifico dell&#8217;Art and Design Centre di Malta e del Centro di Disegno Industriale di Montevideo. Ha coordinato corsi di aggiornamento nell&#8217;ambito del design per docenti universitari di più paesi, Argentina, Brasile, Cile, Giappone, Malta, Messico, Paraguay, Uruguay. Ha curato numerose mostre e convegni nell&#8217;ambito del design e dell&#8217;arte. È stato Presidente dell&#8217;Accademia Nazionale di Danza e attualmente è Presidente del comitato scientifico di Verona Academy, Polo Artistico Nazionale per il Teatro musicale e l&#8217;Opera lirica di Verona. È direttore scientifico della collana “Teoria e cultura del design”, Gangemi editore.</p>
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		<item>
		<title>Il futuro del contemporaneo &#8211; The future of the contemporary</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-futuro-del-contemporaneo-the-future-of-the-contemporary/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 14:08:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti di Il futuro del Contemporaneo. Conservazione e restauro del Design, primo convegno internazionale in Italia sul tema, organizzato a Napoli dalla Fondazione Plart dal 14 al 15 maggio 2015, nell'ambito del Festival Internazionale di Design. Storici del design, storici dell'arte, direttori di musei nazionali e internazionali, galleristi, restauratori, scienziati, designer ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti di Il futuro del Contemporaneo. Conservazione e restauro del Design, primo convegno internazionale in Italia sul tema, organizzato a Napoli dalla Fondazione Plart dal 14 al 15 maggio 2015, nell&#8217;ambito del Festival Internazionale di Design. Storici del design, storici dell&#8217;arte, direttori di musei nazionali e internazionali, galleristi, restauratori, scienziati, designer fanno il punto sulle problematiche di conservazione del design, grande patrimonio di know-how e oggetti, icone della nostra contemporaneità, da trasmettere al futuro quale testimonianza di civiltà.<br />Le tematiche affrontate nel convegno si declinano nelle cinque sezioni in cui si articola il volume: Il design oggi tra passato e futuro: arte, architettura, artigianato e industria; Problematiche di conservazione del design e il confine sottile con il restauro dell&#8217;arte contemporanea; La parola ai designer: progettazione, innovazione e durabilità; La conservazione del design; Nuove frontiere: bioplastiche e restauro sostenibile. L&#8217;iniziativa è in linea con la politica della Fondazione Plart, struttura d&#8217;eccellenza in Italia con una grande raccolta storica di oggetti in plastica, che da sempre persegue la mission di diffondere e promuovere la cultura del design e la ricerca scientifica legata ai materiali di sintesi. </p>
<p>This volume gathers the proceedings of The future of the contemporary. Conservation and restoration of design, first international conference on the subject in Italy, which was held at the Plart Foundation in Naples on May 14th and 15th 2015 during the International Design Festival. Design and art historians, Italian and international museum directors, gallerists, restorers, conservation scientists and designers take stock of the issues regarding the conservation of design, term that comprehends a great heritage of know-how and objects, icons of our contemporaneity, that are to be transmitted to the future as they are testimonies of our civilization. Five sections explore the different issues faced during the conference: Today&#8217;s design between past and future: art, architecture, handcraft and industry; Issues in the conservation of contemporary art and design; Over to the designers: research, innovation and durability; Conservation of design: Italian and international research; New frontiers: bio plastics and sustainable restoration. The initiative is in line with the policies of the Plart Museum, a centre of excellence in Italy that preserves, studies and promotes a great historical collection of plastic design objects and that pursues the diffusion of the culture of synthetic materials for design and the scientific research regarding their conservation.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Premio Nazionale delle Arti 2008</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/premio-nazionale-delle-arti-2008/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 14:03:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per il settore delle arti visive significativo appare il contributo dato dall'Accademia di Belle Arti di Catania che, chiamata per il secondo anno al difficile compito di organizzare la manifestazione nazionale, si è lanciata in una sfida ambiziosa e dai forti contenuti didattici e qualitativi.L'apertura ad un confronto internazionale tra studenti di istituzioni artistiche che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il settore delle arti visive significativo appare il contributo dato dall&#8217;Accademia di Belle Arti di Catania che, chiamata per il secondo anno al difficile compito di organizzare la manifestazione nazionale, si è lanciata in una sfida ambiziosa e dai forti contenuti didattici e qualitativi.<br />L&#8217;apertura ad un confronto internazionale tra studenti di istituzioni artistiche che si affacciano sul bacino del Mediterraneo non solo aggiunge al Premio un alto profilo interculturale, ma lo ha trasformato in un potente strumento di mediazione, capace di stimolare la crescita di una nuova sensibilità al dialogo ed alla contemporaneità. Nel ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a realizzare quella che appare essere una scommessa già vinta per la qualità e la ricchezza delle proposte presenti in questo catalogo, auspico che il Premio Nazionale delle Arti sempre di più rappresenti e sia segno tangibile della bellezza e della creatività che contraddistingue il nostro Paese in tutto il mondo. (dalla presentazione di Mariastella Gelmini, Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Design Quality &#038; Value</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/design-quality-value/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Is there only one way to teach design?Obviously not.And not just because each region has its own culture, as anyone who took part in Designing Designers knows only too well. Designing Designers is the international conference of University Design Schools that for the past couple of years is held in April in Milan. Although Italy ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Is there only one way to teach design?<br />Obviously not.<br />And not just because each region has its own culture, as anyone who took part in Designing Designers knows only too well. <br />Designing Designers is the international conference of University Design Schools that for the past couple of years is held in April in Milan. <br />Although Italy is still a leader in the field of design, a bubbling crucible of talented designers and shrewd, energetic entrepreneurs, people have different views on teaching methods, on the philosophy of education and the DNA of the different scholastic institutions. <br />This is the case of the ISIA &#8211; Florence; its roots and identity were established by the people who in 1962 founded and developed the institute: Giulio Carlo Argan, Eugenio Calò, Giuseppe Ciribini, Angelo Maria Landi, Ernesto Rogers as well as its first teachers, including Giovanni Klaus Koenig, Pierluigi Spadolini, Leonardo Benevolo and Vittorio Franchetti Pardo.<br />As the institute&#8217;s President and former member of the Scientific Teaching Committee, I have followed its development and how it has implemented the reform of the Artistic &#038; Musical Further Education System with which it is involved in its capacity as a College for Artistic Industries (the acronym of ISIA). The name didn&#8217;t do it justice so Industrial Design Florence was added on. It&#8217;s difficult to compare the ISIA with other schools because for many reasons the ISIA is so unusual. <br />Here are some of them:<br />All the teachers, approximately 25, want to experiment new teaching methods that combine different design philosophies, styles or trends that can even be in contrast with one another. They all react quickly to changes in the market or requests by clients, especially when they involve society at large.<br />The student&#8217;s strong motivation to study and learn. Approximately 30 students are annually admitted to the school and the number is decided year by year. Each year an unusually large number of applicants apply to follow all the courses. The fact that many students don&#8217;t finish their studies on time is because they find a job before they finish the whole course cycle. What they do bring to the courses is their own personal experience of what it&#8217;s like to use what they&#8217;ve learnt in a real job.<br />It&#8217;s obvious that the ISIA adopts an interdisciplinary approach, in the narrowest sense of the word. When teaching design, it considers the complexities and changes in our social and economic fabric, material innovation and technologies, the importance of natural forms and craftsmanship, in short: school as a research laboratory.<br />In this book, François Burkhardt places the ISIA &#8211; Florence in the context of the recent, intense history of the teaching of Design.<br />However, as highlighted by Omar Calabrese in his preface as well as by Gilberto Corretti, it is not a self-referential, commemorative book. On the contrary, in the words of Giuseppe Furlanis, Director of the ISIA since 1990, the book intends to launch a debate on how to teach design today, taking as its starting point a school which, with very few resources, has turned into a first-class institute</p>
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		<title>Digital Medina</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/digital-medina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2005 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A tre anni di distanza dalla conferenza internazionale "X-Media 3 - Digital Medina", la culla della cultura araba così come di quella occidentale, luogo sacro e centro di commercio millenario, diventa in questa raccolta di saggi il paradigma di una nuova ecologia della produzione e dell'estetica diffusa, sintesi tra lo scambio delle merci e quello ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A tre anni di distanza dalla conferenza internazionale &#8220;X-Media 3 &#8211; Digital Medina&#8221;, la culla della cultura araba così come di quella occidentale, luogo sacro e centro di commercio millenario, diventa in questa raccolta di saggi il paradigma di una nuova ecologia della produzione e dell&#8217;estetica diffusa, sintesi tra lo scambio delle merci e quello del sapere. A partire da tale modello gli autori -teorici e designer provenienti dal web, dalla grafica, dal cinema e dall&#8217;architettura- leggono la contemporaneità con gli strumenti del design, delineando una mappa dei più attuali scambi di culture tra centro e confini in continua ridefinizione. Ne emergono scenari molteplici, under e overground, che pur dimostrano un&#8217;inattesa concordanza di auspici e tensioni utopiche. <br />Esistono, all&#8217;ombra del minareto nuove propositività emergenti dalla cultura del progetto? <br />L&#8217;urgenza di confrontarsi con problematiche di scala planetaria sembra suggerire non più ipotesi di restyling debole e accomodante quanto la necessità di un deciso e responsabile intervento progettuale. </p>
<p>&#8220;Stiamo oggi bruciando attraverso le eccessive energie di futuri diversi verso la radiosa stella del momento post-umano. <br />Mentre la volontà di tecnologia promette angeli (elettronici) nel futuro dell&#8217;uomo, essa stessa prefigura l&#8217;inevitabile ciclo della nostra caduta dalla grazia digitale. <br />Se il 2005 è il centesimo anniversario dalla pubblicazione della teoria della relatività ristretta di Einstein, perchè non possiamo finalmente considerare la questione del design come una particolare istanza della relatività?Š &#8221; <br />&#8211; Arthur Kroker </p>
<p>&#8220;Dobbiamo renderci non unilaterali e trasgredire quelle frontiere che usano l&#8217;unilateralità al fine di attirare l&#8217;utenteŠ &#8221; <br />&#8211; François Burkhardt </p>
<p>Mirko Tattarini è docente di Design della Comunicazione all&#8217;ISIA di Firenze e ha ideato e diretto la conferenza internazionale X-Media. Teorico e progettista alterna la docenza alla professione di designer come fondatore e direttore di Lagos esign a Firenze Bucharest e Sofia. </p>
<p>Digital Medina è il risultato di un processo di stesura autografa e continua revisione affiancato alla raccolta di conversazioni sul progetto, avvenute sul web o vis à vis nell&#8217;arco di tre anni.</p>
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		<title>Design Qualità e Valore</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/design-qualita-e-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C'è un modo solo per insegnare il design?Evidentemente no.E non soltanto per le differenze tra le culture dei territori, come ha constatato chi ha partecipato a Designing Designers, il convegno internazionale tra le Scuole Universitarie di Design che si tiene da alcuni anni, in Aprile, a Milano.Ma all'interno dello stesso territorio, nella nostra Italia ancora ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un modo solo per insegnare il design?<br />Evidentemente no.</p>
<p>E non soltanto per le differenze tra le culture dei territori, come ha constatato chi ha partecipato a Designing Designers, il convegno internazionale tra le Scuole Universitarie di Design che si tiene da alcuni anni, in Aprile, a Milano.</p>
<p>Ma all&#8217;interno dello stesso territorio, nella nostra Italia ancora leader nel design, crogiolo in cui sobbollono talenti di progettisti ed energie ed intuizioni d&#8217;imprenditori, coesistono differenze nel modo di concepire l&#8217;insegnamento, nella filosofia didattica, nel DNA delle diverse istituzioni scolastiche.</p>
<p>È il caso di ISIA Firenze, le cui radici e la cui identità nascono da chi, nel lontano 1962, la concepì e la connotò: Giulio Carlo Argan, Eugenio Calò, Giuseppe Ciribini, Angelo Maria Landi, Ernesto Rogers, e dai primi docenti, quali Giovanni Klaus Koenig, Pierluigi Spadolini, Leonardo Benevolo, Vittorio Franchetti Pardo.</p>
<p>Ne seguo da qualche tempo, prima come membro del Comitato Scientifico Didattico, ora come Presidente, l&#8217;evolversi ed il confrontarsi con la riforma del sistema dell&#8217;Alta Formazione Artistica e Musicale, cui esso formalmente appartiene, in quanto Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, questo significa l&#8217;acronimo ISIA, cui va stretto tanto da avere suggerito il sottotitolo Industrial Design Firenze.</p>
<p>Ed è un confronto difficile, perché l&#8217;ISIA è atipica. Per tanti aspetti. <br />Ne cito alcuni:<br />· Vi è, nei circa 25 docenti, una diffusa voglia di sperimentare forme nuove di didattica attraverso il dialogo tra diverse filosofie progettuali, tra portatori di linguaggi e di tendenze anche contrastanti, protesi come tutti sono a cogliere i cambiamenti della committenza e nel mercato, con punte di forte attenzione alle modifiche di contesto sociale.<br />· Il livello di motivazione ad impegnarsi e ad apprendere dei circa 30 studenti che annualmente sono ammessi ai corsi &#8211;  il numero chiuso viene definito ogni anno &#8211; le domande sono molte, un numero insolitamente alto, e permane tale fino all&#8217;ultimo anno. Se sono presenti fuoricorso è semplicemente perché tutti trovano lavoro prima di concludere il loro ciclo formativo e portano dentro la scuola l&#8217;esperienza di chi verifica, nel lavoro, quel che ha imparato.<br />·L&#8217;approccio interdisciplinare, nel senso più stretto del termine, è, ovviamente di casa: <br />ISIA insegna a progettare tenendo conto della complessità e delle mutazioni del tessuto <br />socio-economico, dell&#8217;innovazione delle tecnologie e dei materiali, dell&#8217;attenzione da prestare alle forme naturali ed al modo di lavorare dell&#8217;artigiano: la scuola come laboratorio di ricerca, dunque.</p>
<p>In questo libro François Burkhardt colloca l&#8217;ISIA di Firenze nella storia, recente<br />ma intensa, della didattica del Design. <br />Esso però, come appare anche della prefazione di Omar Calabrese e dallo scritto di Gilberto Corretti, non vuol essere uno strumento autoreferenziale, celebrativo; piuttosto, come si diceva con Giuseppe Furlanis che dirige l&#8217;ISIA dal 1990, questo testo si propone di avviare una riflessione su come si può insegnare il design, oggi, partendo dalla testimonianza di una scuola che, con pochi mezzi, ha costruito una realtà protesa all&#8217;eccellenza.</p>
<p>Rodrigo Rodriquez</p>
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		<title>Fiabesque. La città delle fiabe &#8211; The city of fairy tales</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/fiabesque-la-citta-delle-fiabe-the-city-of-fairy-tales/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto complesso e sfaccettato come Fiabesque necessita di essere comunicato in tutti i suoi aspetti: spettacolo, formazione, cultura, incontri. Il libro di Fiabesque, con le sue sezioni e i contributi fotografici, vuole rappresentare un compendio, semplice ed immediato, per comprendere le attività e le potenzialità dell'evento della Città delle Fiabe.Concepire un evento di qualità, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un progetto complesso e sfaccettato come Fiabesque necessita di essere comunicato in tutti i suoi aspetti: spettacolo, formazione, cultura, incontri. Il libro di Fiabesque, con le sue sezioni e i contributi fotografici, vuole rappresentare un compendio, semplice ed immediato, per comprendere le attività e le potenzialità dell&#8217;evento della Città delle Fiabe.<br />Concepire un evento di qualità, attraverso l&#8217;ideazione di contesti-contenitori all&#8217;interno dei quali far confluire l&#8217;attenzione dei cittadini e dei media, è in sintesi il quadro finalistico del progetto Fiabesque.<br />Il tema universale della fiaba sotto la cui egida si articola Fiabesque parve immediatamente suggestivo, idoneo a consentire le più svariate espressioni artistiche, capace di attrarre con originalità bambini, genitori, nonni, potente veicolo di promozione territoriale, sublime occasione di ricaduta socioculturale. Adatto ad essere rappresentato all&#8217;interno del nostro borgo impreziosito attraverso arredi tematici, luci, atmosfere ed essere trasformato nel naturale scrigno dell&#8217;immaginario.<br />E infatti Peccioli, città delle fiabe, è luogo di incontro e di fusione tra personaggi fantastici e reali: artisti di strada, scrittori, musicisti, scenografi, creativi di ogni genere giunti da tutto il mondo per contribuire alla costruzione di un ponte tra diverse culture, un ponte fondato sui pilastri della fantasia capace di annullare ogni differenza. <br />Questi e molti altri sono i motivi per i quali il Comune di Peccioli ha deciso di investire nel progetto, i cui risultati sono stati  ampiamente incoraggianti.<br />Gli obiettivi erano e restano importanti e il lavoro di raffinazione del progetto continuamente in divenire.<br />L&#8217;intenzione è quella di rafforzare il coinvolgimento della popolazione, di allargare l&#8217;interesse delle istituzioni pubbliche e del territorio circostante, di completare un progetto che declini puntualmente opportunità di sviluppo, la potenzialità di internazionalizzazione, la forza della trasversalità tematica estendendosi fino al mondo della creatività, del design, del cinema di animazione, della letteratura, dei nuovi media, del gioco e della produzione di beni per l&#8217;infanzia.<br />Vi è piena consapevolezza sull&#8217;ambiziosità degli obiettivi, ma l&#8217;interesse suscitato e la partecipazione riscontrata ci motivano ulteriormente nel reiterare questo messaggio positivo dedicato all&#8217;infanzia, nostro reale futuro.</p>
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