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	<title>Ghirardi Giulio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Ghirardi Giulio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Sillabe indipendenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2013 14:05:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Postfazione di Renato MinoreSaggi e note critiche di Renato Minore, Edoardo Pittalis, Alberto ZavaGott, Tod, Pont, Mer... monosillabi, parole grandi, essenziali dalle quali dipende il mistero del nostro essere, del nostro finire... colpi di gong, rulli di timpano che scuotono la coscienza spesso inibita dal mausoleo delle espressioni ingombranti o superflue...Il primo verso è un ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Postfazione di Renato Minore<br />Saggi e note critiche di Renato Minore, Edoardo Pittalis, Alberto Zava</p>
<p>Gott, Tod, Pont, Mer&#8230; monosillabi, parole grandi, essenziali dalle quali dipende il mistero del nostro essere, del nostro finire&#8230; colpi di gong, rulli di timpano che scuotono la coscienza spesso inibita dal mausoleo delle espressioni ingombranti o superflue&#8230;<br />Il primo verso è un richiamo che l&#8217;autore trasmette con la semplicità di un esempio al quale seguiranno altri esempi presi in prestito dalla natura, strettamente legata ai linguaggi che ci permettono di essere poeti, uomini di scienza, uomini della strada o eremiti che dialogano col deserto, convinti che, fin che vive il pensiero, non esiste il deserto delle parole, caro ai profeti di certe avanguardie, sedotti dal brivido delle teorie. I numeri stessi (che sostituiscono i titoli) sono un elogio alla sintesi, al piacere di essere brevi senza essere squallidi o vuoti di idee. Il poeta aspira all&#8217;indipendenza spesso umiliata dall&#8217;arroganza della retorica: la cerca, spesso la trova con la casualità dell&#8217;istinto.<br />L&#8217;indipendenza non è solitudine. Anche le parole brevi hanno bisogno di stare assieme, di unirsi in un contesto garbato di frasi che, unite ad altre frasi, prendono la via del componimento, della pluralità narrativa nella quale le sillabe indipendenti non perdono la dignità degli albori. Sono le foglie di un albero liete di germogliare e rassegnate a cadere con la serenità di chi offre il futuro a nuove foglie, a nuove sillabe. Amiche del vento, della pioggia, gradiscono il calpestio di chi passa sotto gli alberi, insegnano ai poeti i sussurri, i rumori discreti, i crepitii dell&#8217;autunno. La crisi della poesia è cominciata da tanti decenni.<br />Ma c&#8217;è la speranza, il bisogno di una rigenerazione (il Natale è alle porte), di un genuino ritorno alla poesia onesta predicata da Umberto Saba.<br />Il libro è ripartito in due raccolte. Le poesie numerate ricordano le sonatine del tempo che fu. La seconda raccolta ha il ritmo/non ritmo delle riflessioni domestiche.</p>
<p>Giulio Ghirardi è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, Alberto Zava, autore di importanti saggi (cfr. Critica letteraria italiana ecc.) e protagonista di autorevoli presentazioni. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi, Un fiume di nuvole, La voce dei passi, Letargo, Un fiume di nuvole, Autoritratto in un bicchiere di rosso (Self-portrait in a Glass of Red), Fili d&#8217;erba (Blades of Grass), Anomalie del crepuscolo, A mezza voce, Giulio Ghirardi conversando con se stesso, Un quaderno di voci. Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive.<br />Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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		<title>Un quaderno di voci</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/un-quaderno-di-voci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2013 14:05:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quaderno sono raccolti i colloqui più stimolanti che l'autore ha intrecciato, a cavallo dei secoli, con alcuni personaggi dell'arte, della poesia, della critica interdisciplinare. La sincerità è un chiodo fisso dell'autore. La sincerità, secondo Ghirardi, è l'unico strumento valido per captare gli umori e i rumori delle voci singole o delle masse corali – ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quaderno sono raccolti i colloqui più stimolanti che l&#8217;autore ha intrecciato, a cavallo dei secoli, con alcuni personaggi dell&#8217;arte, della poesia, della critica interdisciplinare. La sincerità è un chiodo fisso dell&#8217;autore. La sincerità, secondo Ghirardi, è l&#8217;unico strumento valido per captare gli umori e i rumori delle voci singole o delle masse corali – alias mode o correnti – alle quali le voci appartengono o sono appartenute. La sincerità non è sempre premiata in quanto gli atteggiamenti legati alla fama non permettono al personaggio di proiettare se stesso al di fuori dell&#8217;ufficialità anche se l&#8217;intervista, scritta o trascritta, è un episodio provvisorio, legato al momento e alle scale mobili della cultura che non sta mai ferma, nel bene e nel male. Così vuole la vita, anzi la storia. Ecco perché le conversazioni ghirardiane aprono le porte agli interrogativi intriganti, ai dubbi, ai sospetti di chi segue con attenzione le evoluzioni e le involuzioni dei processi creativi e riflessivi. Tante cose vengono dette e smentite. Ma c&#8217;è sempre un testimone che ascolta e annota, che condanna e perdona gli sbalzi di umore e di pensiero. Anche l&#8217;artista al di là delle mitizzazioni ereditate dai secoli recenti è un uomo, ora umile ora superbo. Ghirardi è un intervistatore onesto, attento agli aspetti umani, graditi o sgraditi. L&#8217;autore ha uno stile inedito di conversare perché, giudizi a parte, è interessato a raccogliere spezzoni di trame e racconti, obbedendo all&#8217;istinto narrativo più che alla falsa morale del critico suo malgrado. Nella premessa viene colto un aspetto sul quale molti tacciono per esigenze opportunistiche. L&#8217;amore per l&#8217;arte spesso è un sentimento scontato. Nessuno avrà mai il coraggio di dichiararsi nemico dell&#8217;arte. La cultura è uno specchio di verità e di bugie, quelle di chi finge di apprezzare un&#8217;opera d&#8217;arte e, girato l&#8217;angolo, dichiara a se stesso la più squallida indifferenza. Arte? Antiarte? Arte per i collezionisti o per i musei, l&#8217;arte che Leo Castelli indicava ai pupilli orientati o disorientati del suo entourage? L&#8217;arte, per noi, non è un complemento facoltativo dello spirito ma uno scopo di vita che riscatta le idee, forse le ultime, dagli interessi materiali di una quotidianità sempre più opaca e schiava delle apparenze. </p>
<p>Giulio Ghirardi è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi, Un fiume di nuvole, La voce dei passi, Letargo, Un fiume di nuvole, Autoritratto in un bicchiere di rosso (Self-portrait in a Glass of Red), Fili d&#8217;erba (Blades of Grass), Anomalie del crepuscolo, A mezza voce, Giulio Ghirardi conversando con se stesso. Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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		<title>Conversando con se stesso</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/conversando-con-se-stesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 14:05:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'autointervista è un genere nuovo?È antico come l'anima... anche se le testimonianze scritte scarseggiano e si disperdono nel brusio o nel silenzio dei pensieri sommersi.Quale è il rapporto di questo genere con la solitudine?La solitudine è uno stimolo triste ma necessario... le riflessioni più intense, più vere nascono dalla solitudine attiva.Giulio Ghirardi, scrittore, poeta e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autointervista è un genere nuovo?<br />È antico come l&#8217;anima&#8230; anche se le testimonianze scritte scarseggiano e si disperdono nel brusio o nel silenzio dei pensieri sommersi.</p>
<p>Quale è il rapporto di questo genere con la solitudine?<br />La solitudine è uno stimolo triste ma necessario&#8230; le riflessioni più intense, più vere nascono dalla solitudine attiva.</p>
<p>Giulio Ghirardi, scrittore, poeta e saggista, dalla versatilità unica nella letteratura internazionale negli anni di transizione tra &#8216;900 e 2000, è nato nel 1944 a Venezia, dove vive e risiede. Dopo decenni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani, riviste nazionali ed internazionali) Ghirardi si è affacciato stabilmente nell&#8217;altrove creativo e riflessivo, attraversando tutti i generi letterari, mantenendosi fedele ad un linguaggio ironico e spregiudicato che ispirò a C. Della Corte un piacevole paradosso: Ghirardi è un poeta che scherza con il pensiero&#8230; </p>
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		<title>Fili d&#8217;erba</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/fili-derba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In «Fili d'erba» Giulio Ghirardi perviene ad una resa dei conti con uno dei temi, ora esplicito, ora nascosto, ma comunque sempre dissimulato. Argomento caustico, impellente: la degenerazione e l'annichilimento della capacità di poeti e letteratura per incontrare la realtà con autenticità di vocazione originaria.Il Wanderer, l'amico della natura, si fa «portavoce di una scommessa ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In «Fili d&#8217;erba» Giulio Ghirardi perviene ad una resa dei conti con uno dei temi, ora esplicito, ora nascosto, ma comunque sempre dissimulato. Argomento caustico, impellente: la degenerazione e l&#8217;annichilimento della capacità di poeti e letteratura per incontrare la realtà con autenticità di vocazione originaria.Il Wanderer, l&#8217;amico della natura, si fa «portavoce di una scommessa sui limiti e sugli abusi della sensibilità letteraria». Il sipario di oggetti ed elementi del cosmo diventa luogo vissuto di una denuncia aspra, senza remissione, degli atteggiamenti contemporanei della scrittura. «Le metafore hanno perso le ali», una denuncia matura e calibrata che trova la sua oggettivante pienezza. Il solista consapevole non teme la contesa. Ama l&#8217;anomalia. Elegge come archetipo «un girasole sbagliato» che si gira alla luna per non assomigliare a nessuno, il cane «anarchico come un alieno», «obbediente alunno dei prati, dei boschi, dei monti imbiancati». Denuncia la squallida quotidianità, lo «scialo dei triti fatti» di memoria montaliana, la vana ridda degli impedimenta, la banalità non squarciabile in cui un «piccolo Omero» muore per colpa «di un abbaglio insincero insultando la luna che lo guarda con gli occhi di una venere da vetrina».<br />La polemica verso l&#8217;ingannevole superficie non è mai estrinseca. Ha nei fili d&#8217;erba la sua immagine. Perché questi compongono un unico, grande filo della vita, tortuoso, dalle forme e dallo spessore intermittenti. Questo prosperare non mette in questione la rigogliosa portata della realtà, nonostante le sue contraddizioni. Mentre i fili d&#8217;erba si piegano al muto destino dei simboli, si ammette con fermezza che «processare il calpestio è come processare il mondo». Impossibile una critica che annulli il mondo che, invece, è profondamente vissuto. Il filo sembra la fune di Wittgenstein. L&#8217;uomo non può sfuggire all&#8217;intreccio di analogie e simboli, somiglianze e differenze di natura e psiche. Identifica, confronta, critica, rifiuta ma sempre attraverso famiglie di entità concettualmente apparentate. L&#8217;insieme di verosimiglianze si sovrappongono le une alle altre, rafforzandosi a vicenda. Generando una grossa fune, la cui forza non sta nelle parti, ma dall&#8217;essere composta da tanti fili intrecciati, i quali singolarmente non avrebbero resistenza nè capacità costruttiva. In questo processo tutto è creativo, è trasformativo. Anche la tristezza è fonte di vita. Le rime bruciano i sentimenti. E «la metamorfosi è un sogno di trasparenze annunciate e ritirate dalle sentinelle del canto».<br />Renato Minore </p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.<br />La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).<br />Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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		<item>
		<title>A mezza voce</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/a-mezza-voce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Polemizza, se vuoi/ a mezza voce/ emulando i sussurri/ dei confessori all'antica/ infiorando la rabbia/ di tonalità misteriose». Per Giulio Ghirardi la “mezza voce” è il tono (la via più opportuna per imbroccare, come vuole Wittgenstein, la giusta direzione dinnanzi ad un affollato crocicchio) con cui parlare in versi ingabbiando il lettore «membro di un ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Polemizza, se vuoi/ a mezza voce/ emulando i sussurri/ dei confessori all&#8217;antica/ infiorando la rabbia/ di tonalità misteriose». Per Giulio Ghirardi la “mezza voce” è il tono (la via più opportuna per imbroccare, come vuole Wittgenstein, la giusta direzione dinnanzi ad un affollato crocicchio) con cui parlare in versi ingabbiando il lettore «membro di un unico condominio/ monotono e litigioso/ un vespaio di licenze e divieti». Solo «a mezza voce», con il fiato di parole urlate cui manca l&#8217;urlo e di parole silenziose che sfiorano l&#8217;urlo, egli riesce a porsi a metà strada. Cioè nella giusta distanza, tra le ragioni dell&#8217;oggettività narrativa cui pure lo spinge la sua natura di affabulatore di storie e quelle del soggettivismo lirico più effusivo. Che è una reminiscenza senza il peso del ricordo, il tocco sfuggevole che può sfiorarlo, spesso anche a sua insaputa, una cosa detta che nessuno ha mai ripetuto, persa come ricordo non distinguibile dall&#8217;oblio, nella lontananza e nella notte.<br />Nella giusta distanza, dunque. Tra una corda più intima e segreta, un rapporto con la lingua della creatività più diretto ed elementare per giungere a quel fondo incandescente, l&#8217;Heimat, la vera voce dell&#8217;anima. E una maschera ironicamente indossata a far quel velo che meglio permette l&#8217;identificazione sottotraccia, subliminare, non detta ma allusa nella forma che continuamente la tocca e la modifica come eco mentale e memoriale. Come un trapano che perfora senza rumore, un adagio con brio che monta sugli «onesti rancori» e poi smonta la guardia, s&#8217;avvita e si lancia, rimonta e ripiega sempre più scorrendo dentro la voce allusiva e pieghevole e poi sguscia amara e arresa «come il fiele/ di un epigramma: vivo per scrivere non viceversa». Ghirardi è un poeta amabilmente sornione che gioca a rimpiattino come una figura palazzeschiana che s&#8217;è fatta carico di tutto, nostalgie malinconie pigrizie strategicamente dichiarate per una resa sotto condizione. Quella che finisce per evocare le connotazioni più segrete del suo verso. Una certa complessità dissimulata nella matura, costante, suggestione di spaesamento. Ancora: l&#8217;ossessiva affabilità interrogativa in una zona di tangenza tra memoria e oblio, e sul punto di perdersi nel niente. Infine: la sfuggevole trasparenza figurativa tra “schiamazzi”, “allusioni”, “piattaforme”, “confronti”. Quella per cui anche l&#8217;aldilà è anche «un museo di ritratti/ che offrono al cielo/ la verità degli sguardi/ e agli esperti /la bugia del commento».<br />Renato Minore   </p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.<br />La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).<br />Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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		<title>Anomalie del crepuscolo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/anomalie-del-crepuscolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Anomalie del crepuscolo» segna uno stacco nella poetica dello sguardo altrove perseguita. Entra maggiormente in gioco la tensione esistenziale. L'attrito della vita, il dilemma, la resistenza dei giorni si frappongono alla scena aperta dalla finestra sul mondo sempre capace di aprirsi attraverso la riflessione paziente, profonda, fenomenologica. Ghirardi qui rifugge da qualsiasi prospettiva illusoriamente consolatoria. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Anomalie del crepuscolo» segna uno stacco nella poetica dello sguardo altrove perseguita. Entra maggiormente in gioco la tensione esistenziale. L&#8217;attrito della vita, il dilemma, la resistenza dei giorni si frappongono alla scena aperta dalla finestra sul mondo sempre capace di aprirsi attraverso la riflessione paziente, profonda, fenomenologica. Ghirardi qui rifugge da qualsiasi prospettiva illusoriamente consolatoria. Altrove si avverte una maggiore insistenza sulla permanenza e il potere della visione. Qui affiora un certo maestoso ripiegamento, lo scintillio della sottilissima meditazione che non lascia scampo ad alcun alibi metafisico ed esistenziale: «Cosa è la vita? Uno scontro di coralità litigiose lusingate dal culto dell&#8217;armonia».<br />Culmina in questa prismatica definizione un testo dalle tessiture dense e apicali, dalla continua alternanza tra caos e simmetria. Pienamente eracliteo rispetto al parmenideo «Letargo». Per Ghirardi «Polemos è padre di tutte le cose padre, di tutte re, e gli uni rivela dei e gli alti uomini, gli uni fa schiavi e gli altri liberi». L&#8217;armonia, la simmetria esiste, è rinvenibile. Ma solo «l&#8217;armonia nascosta è migliore di quella apparente. L&#8217;opposizione porta accordo. Dalla discordia nasce l&#8217;armonia più bella. È nel mutamento che le cose trovano quiete». L&#8217;esito è un poema dello struggimento pensante, del plaisir larmoyant, della lingua natia che risorge durante la catastrofe, del filo d&#8217;Arianna seguito «senza sapere se la sonnolenza è dolore o preludio all&#8217;ispirazione». Ghirardi detesta gli avanzi di citazione: «i giudizi piacevano ai critici più che agli autori», le loro frasi «sono come vergini senza bellezza».<br />Sembra risuonare la riflessione di Montale sul primo Zanzotto: «Non descrive, circoscrive, avvolge, prende, poi lascia. Non è proprio che cerchi se stesso e nemmeno che tenti di fuggire alla sua realtà; è piuttosto che la sua mobilità è insieme fisica e metafisica, e che l&#8217;inserimento del poeta nel mondo resta altamente problematico e non è nemmeno desiderato». Si può leggere così anche Ghirardi solo a patto di ricordare che per quest&#8217;ultimo l&#8217;inserimento nel mondo rimane altamente problematico, ma è, diversamente dal poeta di Pieve di Soligo, melanconicamente riappreso, pensosamente ridimensionato, dialetticamente desiderato. Anche sospirato. Perfino sublimato nella contemplazione interrogativa, nella orazione appena enunciata, nella ricerca della misteriosa lingua di Dio. Consapevole che l&#8217;organo prega senza parole e il teologo può solo sfogliare il dizionario celeste.<br />Renato Minore  </p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.<br />La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).<br />Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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		<title>Autoritratto in un bicchiere di rosso</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/autoritratto-in-un-bicchiere-di-rosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C'è in questi versi evocato un grande del Novecento, Thomas Stearns Eliot. Anche attraverso la traduzione affiorano paralleli vividi con la messa a fuoco della vanità e dell'inanità dell'essere umano colti ad esempio nei versi di The Hollow Men –Gli uomini vuoti. Eliot immaginava qualcosa di simile al limbo dantesco, persone che si «radunavano sulla ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è in questi versi evocato un grande del Novecento, Thomas Stearns Eliot. Anche attraverso la traduzione affiorano paralleli vividi con la messa a fuoco della vanità e dell&#8217;inanità dell&#8217;essere umano colti ad esempio nei versi di The Hollow Men –Gli uomini vuoti. Eliot immaginava qualcosa di simile al limbo dantesco, persone che si «radunavano sulla spiaggia di un fiume tumido». Ghirardi si scaglia con elegante ferocia e articolata ironia contro gli uomini vuoti del nostro tempo. Senza escludere «i vecchi padroni», la cecità dei potenti, gli intellettuali e gli scrittori incapaci di volare in alto. Il mondo è abitato da un coro di rumori vani. Litigi, ronzii, tuffi interiori. Quarrels, Buzzing, Inner dives recita la sequenza dei titoli nell&#8217;asciutta, intensa, lapidaria traduzione. Un lessico brandito come arma maestosa e implacabile contro il narcisismo della vacuità, metafore rabbiose: «gli insetti e gli autori che non si stancano di ronzare».<br />La capacità di ascolto di Ghirardi si misura con l&#8217;impercettibile dentro di cui solo il poeta riesce a cogliere simboli e indizi di una realtà che parla con abbondanza invisibile di se stessa. I suoi Buzzing sono simili ai Whisper eliotiani. Straordinaria consonanza di immagini che non limita l&#8217;originalità del discorso dell&#8217;“Autoritratto”. La postura di questo combattente non è quella di una iattanza giacobina né di una smania donchisciottesca. Pur stanando l&#8217;avversario il poeta percepisce come la vera lotta sia compiuta all&#8217;interno della sua contemplazione del mondo: disprezzato, ferito, amato, rivissuto, trasfigurato, ma pur sempre sofferto. Oggetto di un impatto che lascia insanguinato e lacerato colui che possiede l&#8217;ardore e il carisma di intraprenderla. Con un&#8217;eleganza e preziosità di atteggiamento che impregnano ogni verso di “Autoritratto in un bicchiere di rosso”, già dal titolo evocativo di un sottofondo di ironia e di sapiente distacco dalle spirali autoreferenziali dell&#8217;invettiva lirica. Segno di un potere di sguardo che giunto alla messa fra parentesi husserliana è capace di rivelare la dolcezza presente nelle cose: «La luna è sottile come una cialda».<br />Ma la poesia, e la sua eleganza, hanno un costo. Costa la poesia, culla di malintesi e di muse fallite. Costa il silenzio che viene dopo, il profumo di quest&#8217;incenso che santifica la memoria e assolve i pretesti come emblemi di ritrosia. Il poeta trova la soluzione in una narrazione pacificata della realtà. «Cimitero sul lago» offre lo scenario adeguato: «La memoria è un sussurro. Le croci ascoltano il nostro silenzio. Il campanile recita un&#8217;omelia. E poi tace fino al tramonto. Il viandante infila lo sguardo visita il cielo, medita l&#8217;emozione di compiere un volo sopra la pace del lago».<br />Renato Minore </p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.<br />La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).<br />Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/autoritratto-in-un-bicchiere-di-rosso/">Autoritratto in un bicchiere di rosso</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>La voce dei passi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-voce-dei-passi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pensieri e ricordi, riflessioni e spunti, «saluti e memorie»... E tutto raccolto in frammenti, in briciole di sapere, lampi luminosi che costituiscono quel sapere più prezioso proprio perché non è un “sapere”, ma una sorta di reminiscenza senza il peso del ricordo o dell'occasione che lo ha prodotto, ma con il tocco fuggevole che ci ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pensieri e ricordi, riflessioni e spunti, «saluti e memorie»&#8230; E tutto raccolto in frammenti, in briciole di sapere, lampi luminosi che costituiscono quel sapere più prezioso proprio perché non è un “sapere”, ma una sorta di reminiscenza senza il peso del ricordo o dell&#8217;occasione che lo ha prodotto, ma con il tocco fuggevole che ci sfiora, quasi a nostra insaputa, «le tante parole di ieri, le poche di oggi, la paura di ascoltare la voce dei passi come si ascolta il battito dei cuori ignoti». E l&#8217;occasione non è soltanto sottile ma istantanea, e neppure soltanto istantanea ma irreversibile. <br />«La voce dei passi» è un&#8217;ulteriore, convinta e convincente, promenade di Giulio Ghirardi sul terreno che più gli è congeniale: quello del frammento narrativo, anzi della costellazione di frammenti intrecciati a mosaico o ghirlanda, dove la sua curiosità puntilistica sta in mediatico ascolto fluttuante di eventi anche minuti e compone una cronaca ricca di annotazioni, alla ricerca dell&#8217;occasione che è breve come un sogno e non si riprodurrà mai, assomiglia alla passante di Baudelaire che non rivedremo. Quei frammenti sono il risultato ultimo, letterariamente levigato, tenacemente ondulatorio, di un&#8217;esplosione, di un big-bang i cui infiniti filamenti si depositano a cascata sulla pagina con effetti di lenta e sicura sedimentazione attraverso la circolarità del disegno. <br />Ghirardi può deliziosamente parlare della scomparsa delle edicole. Può misurare il sottile gioco dell&#8217;aggressività umana sull&#8217;altezza di un portico veneziano. Può dire parole amare sulla fabbrica contemporanea dei bestseller e sull&#8217;eclissi della figura dello scrittore come testimone invisibile, sciamano immobile mentre tutto intorno vortica. Senza coincidere con quella dell&#8217;autore, la voce narrante è quella dell&#8217;accompagnamento che, rispettando il ritmo e il respiro, sostiene una melodia, la prepara, e talvolta ad essa si intreccia, senza mai cercare di contrastarla o disorientarla. Scegliendo di scavare e grattare, ansiosamente, ancora e sempre, allo stesso posto, quella voce non è una camera blindata in cui l&#8217;avaro custodisce i suoi segreti, il suo segreto non assomiglia alla combinazione di una cassaforte. È piuttosto un mistero che si avvolge in una notte interiore, dove proietta la propria luce interiore. <br />Renato Minore  </p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.<br />La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).<br />Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-voce-dei-passi/">La voce dei passi</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Un fiume di nuvole</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/un-fiume-di-nuvole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta un piccolo giro di vento per trasformare una finestra in un palcoscenico su cui il mondo prende vita. Giulio Ghirardi fissa le trame e interpreta la regia. Ma è la visione interiore a permettere il miracolo. A renderlo continuo negli instabili intervalli della coscienza. A fare emergere da plurimi frammenti questo Voyage à l'intérieur ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Basta un piccolo giro di vento per trasformare una finestra in un palcoscenico su cui il mondo prende vita. Giulio Ghirardi fissa le trame e interpreta la regia. Ma è la visione interiore a permettere il miracolo. A renderlo continuo negli instabili intervalli della coscienza. A fare emergere da plurimi frammenti questo Voyage à l&#8217;intérieur de l&#8217;âme dove interno ed esterno perdono la loro antitesi. Al breviario di penitenze appassite della quotidianità si sostituisce un quaderno la cui genesi è astratta come un fiume di nuvole. Genesi provvisoria perché leggera, fuori dagli schemi letterari, affrancata dall&#8217;onnipotenza dell&#8217;autore affermato che impone la noia ai suoi lettori. Genesi capace di scorci inesplorati, di finestre inimmaginate. L&#8217;opuscolo è un corpicino indifeso, un magnete di facili tenerezze. L&#8217;autore rifugge dai romanzi ponderosi. Non cerca la vanità degli scrittori laureati. Ma tutto prende vita riverberandosi. Il Trittico composto da Senza Risposta, Cose brevi, Tra virgolette, nasce da una clausura domestica apertissima all&#8217;anima del mondo.<br />I personaggi sono il tempo, il pensiero, l&#8217;artista, la paura, le immagini, i ricordi, le bugie, i sospiri, la vita. L&#8217;io si annulla, si rifrange. Se la prima persona per Oscar Wilde uccide la verità, per Ghirardi rende fluida la narrazione. Il cielo ringhia, il mare risponde con occhiate sinistre. La neve copre i ricordi. Promette un brivido. La sinfonia ci restituisce un sogno che avvince, un incantamento senza avvitamento, una risacca musicale di immagini dai ritmi imprevedibili. La scrittura diventa la prigione sperata, una caparra di anarchica ma consapevole e critica libertà. “Nel breve” dice l&#8217;autore. Andando continuamente a capo con insistenza.<br />Ghirardi possiede la forza di scavo del Pessoa del Libro dell&#8217;inquietudine e, per restare in Italia, si inserisce nel filone di quella rilettura del percepito che ha i suoi antesignani nel Petrarca del «Secretum», nell&#8217;Italo Calvino di «Palomar» e nel Francesco Biamonti di «Vento largo». Autori con cui Ghirardi ha in comune lo sguardo sgombero dalle sedimentazioni della cultura esplorate da Husserl. Perché i sentimenti chiedono un supplemento di voce e di visione. La parola è stanca di servire i nostri progetti. <br />Renato Minore </p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington.<br />La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008).<br />Il presente volume esce contemporaneamente a “Letargo” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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		<title>Letargo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/letargo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 14:05:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Niente è più naturale del letargo per alcune specie animali. E per i poeti. Che rinunciano all'io per comprendere la vita. Un uomo dorme fra grattacieli di libri, spostando talvolta qualche piano, consapevole che i crolli cartacei non fanno notizia. Non ricorda il nome della pianta fiorita perché i fiori vivono per una sola giornata. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Niente è più naturale del letargo per alcune specie animali. E per i poeti. Che rinunciano all&#8217;io per comprendere la vita. Un uomo dorme fra grattacieli di libri, spostando talvolta qualche piano, consapevole che i crolli cartacei non fanno notizia. Non ricorda il nome della pianta fiorita perché i fiori vivono per una sola giornata. Non tira la coda al pensiero. Lo lascia quieto nella sua tana. Aspetta che gli venga incontro, spontaneamente. Non è «L&#8217;uomo che dorme» di George Perec, non si compiace della sonnolenza, dell&#8217;amnesia, del letargo come distacco totale dalla realtà. Ghirardi integra la poetica dello sguardo dipanata con rigogliosa intransigenza in «Fiumi di Nuvole» con una poetica della penombra e del dormiveglia, dell&#8217;osservatorio sospeso, del limbo pregnante in cui sono possibili tutte le sintesi, in cui la percezione delle essenze, e delle cose in quanto essenze, gode di un riposo che le consente un nuovo contatto fisico, puramente esperienziale con il mondo e con l&#8217;io. Così realizza una mimesi della natura e del suo magico automatismo, del suo vitalismo senza orgoglio, senza narcisismo, senza doppiezza. Il letargo della scrittura non cade mai nell&#8217;aridità. Anzi riconquista vita nello spegnimento e così riammette sapori, odori, visioni, osmosi, nel cerchio di una nuova percezione. «Lo scambio di vita tra i fiori è una cerimonia segreta. Le parole colte non sono richieste. Un giorno di vita non ha bisogno di dizionari». Quella di «Letargo» è una continua vibrante rimozione, una dissimulazione consapevole che può ricordare le atmosfere della poesia di Attilio Bertolucci, la metafisica dolce, minimale, asistematica e intensa di Emily Dickinson. L&#8217;ibernazione soccorre l&#8217;inverno della vita in cui la preghiera non viene esaudita e occorre recitare al silenzio un&#8217;atto di contrizione, dove un dittatore senza cognome imprigionò l&#8217;ironia, dove la polifonica paura è analfabeta. Ma senza indulgere alla commedia della follia di cui si compiacciono molti poeti, rivelandosi maschere senza carattere. L&#8217;indifferenza e il dolore della «Ginestra» di Leopardi trovano una ineffabile, insperata comunione. Perché l&#8217;ascesi dello scrittore non è lontananza ma appartenenza essenziale. Ghirardi sa bene che il letargo è una baliverna assediata dal vento. E questo penetra per ogni spiraglio, per ogni metafora per svegliare il pensiero, per umiliarlo, per molestarlo. È uno strumento che regola la velocità a suo piacimento: dalla stasi alla vertigine, dalla calma all&#8217;oblio. <br />Renato Minore</p>
<p>GIULIO GHIRARDI è nato e vive a Venezia. Dopo vent&#8217;anni di militanza nella critica d&#8217;arte (volumi, saggi interdisciplinari, articoli per quotidiani e riviste nazionali e internazionali) si è affacciato stabilmente all&#8217;altrove creativo e riflessivo, a partire dagli anni &#8217;90, attraversando, sfiorando quasi tutti i generi letterari, senza sostare definitivamente in alcuno, mantenendosi fedele a un linguaggio ironico e spregiudicato (P. Leoncini). Le sue opere poetiche, saggistiche, narrative, hanno ottenuto premi e consensi, anche internazionali e hanno richiamato l&#8217;attenzione di critici, letterati, giornalisti, studiosi, personaggi di ogni estrazione culturale e ambientale: S. Bettini, G. Marchiori, E. Steingraeber, A. Sala, G. Selvaggi, A. Arslan, M. Bertosa, A. Spinosa, C. Della Corte, G. Zucconi, C. Magris, P. Mildonian, E. Pittalis, G. M. Pilo, P. Ruffilli, S. Palatini, P. Leoncini, E. Rossignoli, G. Lugaresi, R. Lamantea, I. Crotti, V. Bezzi, B. S. Zanini, P. L. Sabatti, A. Fonda, S. Mariani, A. Paglia, ecc. Fondamentale il sostegno critico e interpretativo di R. Minore, affidato a prefazioni, saggi, articoli di alto livello. La produzione di Giulio Ghirardi (molto vasta, ricca di inediti e di titoli di prossima apparizione 2002/2013) è stata in larga parte pubblicata da Gangemi Editore, Roma (Per motivi di spazio, Anime di confine, Un poeta a metà, La memoria a piastrelle, L&#8217;occhio e la pagina, Elzeviri per Margherita, Finestre di Voce (Voice Windows), Amore e ironia, Un cumulo di bugie, Teatrino tascabile, Numeri chiusi). Alcune opere (Con le viscere dell&#8217;ironia, La porta girevole, ecc.) sono state tradotte in inglese e in altre lingue. Elzeviri per Margherita è stato presentato a RAI-Sat-Album, da R. Minore (2003). Giulio Ghirardi ha collaborato a quotidiani e riviste nazionali e internazionali, a rubriche radiofoniche e televisive. I principali titoli di Giulio Ghirardi sono presenti nella Library of the Congress di Washington. La svolta, lunga e sofferta, di Ghirardi è testimoniata da inediti di vasta estensione: una ventina di titoli dedicati alla poesia, alla prosa, al racconto, al saggio narrato (1972-1992). Gli ultimi volumi (“La panchina dei poeti”, “Amore e ironia”) sono stati presentati all&#8217;Ateneo Veneto da E. Pittalis e da P. Leoncini (9.04.2008/20.11.2008). Il presente volume esce contemporaneamente a “La voce dei passi” e a “Un fiume di nuvole”. Dal 2009 G. Ghirardi è socio del PEN Club Italia.</p>
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