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	<title>Gioia Patrizia Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Gioia Patrizia Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXIX/2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 14:08:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>STEFANIA VAIGli affreschi di Palazzo AstalliFULVIA STRANONon solo “Vanitas”. Il ritratto di Girolama Santacroce Conti come allegoria dell'Amore VirtuosoFEDERICO DE MARTINOLazzaro Baldi, la Congregazione dell'Oratorio e la torre dell'orologio dei FilippiniELISA DEBENEDETTICarlo Marchionni e la caricatura: due libri a confrontoBEATRICE CIRULLIVincenzo Milione (1732-1805) il ritrattista degli Arcadi. Un pittore calabrese nella capitale pontificiaROSELLA CARLONIPrimi studi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>STEFANIA VAI<br />Gli affreschi di Palazzo Astalli</p>
<p>FULVIA STRANO<br />Non solo “Vanitas”. Il ritratto di Girolama Santacroce Conti come allegoria dell&#8217;Amore Virtuoso</p>
<p>FEDERICO DE MARTINO<br />Lazzaro Baldi, la Congregazione dell&#8217;Oratorio e la torre dell&#8217;orologio dei Filippini</p>
<p>ELISA DEBENEDETTI<br />Carlo Marchionni e la caricatura: due libri a confronto</p>
<p>BEATRICE CIRULLI<br />Vincenzo Milione (1732-1805) il ritrattista degli Arcadi. Un pittore calabrese nella capitale pontificia</p>
<p>ROSELLA CARLONI<br />Primi studi sul cavaliere Giovanni Emili, miniatore-incisore, mercante di quadri</p>
<p>ENRICO DE IULIS<br />La sposa di Elio. Analisi iconologica del bozzetto di Vincenzo Morani a Palazzo Braschi</p>
<p>BRUNO MANTURA<br />Per il titolo di un dipinto di Adolfo De Carolis</p>
<p>MASSIMILIANO MUNZI<br />Il deposito di fondazione del monumento a Camillo Benso conte di Cavour in Roma</p>
<p>FABIO BENEDETTUCCI<br />Sulle tracce di Alessandro Castagnari, libraio e antiquario a Roma tra le due guerre</p>
<p>ANTONIO RODINÒ DI MIGLIONE<br />La corte napoletana a Roma: 1861-1870. Un piccolo fondo fotografico&#8230;</p>
<p>CRISTINA DELVECCHIO<br />Sete e colori dell&#8217;Oriente islamico in una<br />borsetta da sera di Cartier<br />ERNESTO CAPANNA<br />Le antiche radici storiche di un museo<br />naturalistico della Sapienza. Il “Museo di<br />Zoologia e Comparativa Anatomia”<br />PATRIZIA GIOIA<br />Il Museo va in periferia. La musealizzazione del sito di Rebibbia-Casal de&#8217; Pazzi: tra orgoglio e pregiudizio</p>
<p>NICCOLÒ MARIA MOTTINELLI <br />“Le macchine e gli dei” diciannove anni dopo </p>
<p>LUCIA PIRZIO BIROLI STEFANELLI<br />Giacomo Antonelli (1925-2015)</p>
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		<title>Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/atlante-dei-beni-culturali-delle-aree-naturali-protette-di-romanatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. È un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l&#8217;esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. È un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento le cui macerie non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che l&#8217;arte talvolta riesce a ritrovare. Marc Augé, Rovine e macerie. Il senso del tempo, Torino 2004</p>
<p>Il paesaggio, insegnano gli esperti di quello che è ormai diventato un argomento disciplinare, è qualcosa che ha più a che fare con la Storia che con la Geografia. È la memoria storica di un territorio, così come ci appare grazie ai tanti elementi che lo compongono. Il territorio (la geografia), così come è stato determinato dalla natura, ma anche come è stato trasformato dalla specie umana nelle diverse epoche (la storia). Il paesaggio, quindi, è storia naturale, ma anche storia di genti, di culture, di tradizioni, di eventi e accadimenti, di vittorie e di sconfitte, di costruzioni e distruzioni. Ogni elemento di un paesaggio è insieme evento in sé e testimone di eventi, testimone di ciò che lo stesso paesaggio ricorda e rappresenta. Il territorio compreso nelle Riserve Naturali di RomaNatura fa parte di quella vasta area attorno a Roma conosciuta come Campagna Romana, un ambiente emblematico della peculiarità del paesaggio agrario italiano dove la presenza umana costituisce un fattore condizionante e al tempo stesso caratterizzante. Il filo conduttore del volume è dato appunto dai Beni Culturali in quanto interpreti e testimoni della memoria storica ed insieme segni connotativi del paesaggio. L&#8217;individuazione di sistemi di paesaggio che contengono i Beni Culturali quale espressione di rilievo, costituisce la maglia progettuale del volume; all&#8217;interno, i diversi tematismi-sistemi (le fortificazioni, i casali, i luoghi del sacro ecc.) si articolano in percorsi narrativi sviluppati prevalentemente in senso diacronico, corredati da schede descrittive dedicate ai singoli monumenti e/o siti del passato più antico e di quello più recente. Le singole sezioni accolgono inoltre alcuni approfondimenti su tematismi di particolare rilievo (le famiglie baronali, il Grand Tour ecc.) ed una sezione ricorrente &#8220;Osservare il paesaggio. Un punto di vista&#8221; che ospita contributi intesi come uno sguardo d&#8217;insieme sul paesaggio e le sue trasformazioni. A raccontare questo territorio, insieme ai testi, un ricco apparato iconografico, dove le immagini fotografiche si fondono con i colori delle mappe acquerellate del Catasto Alessandrino o con le rappresentazioni di artisti come S. Corrodi, F.M. Granet, I. Caffi, A. Pinelli, J.M.W. Turner, R.M. Mazzacurati o ancora si alternano agli scatti d&#8217;epoca di fotografi-viaggiatori della Collezione Ashby, in un unico sguardo incantato.</p>
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