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	<title>Giommi Marta Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Colori degli Etruschi – Colors of the Etruscans</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 14:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta a Roma, Musei Capitolini – Centrale Montemartini dal 11 luglio 2019 al 2 febbraio 2020Catalogue of exhibition in Rome, Musei Capitolini – Centrale Montemartini from July 11th 2019 to Februray 2th 2020Preziosi frammenti di terracotta dipinta svelano i loro straordinari colori e una complessità di scene figurate mai prima d'ora note. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta a Roma, Musei Capitolini – Centrale Montemartini dal 11 luglio 2019 al 2 febbraio 2020<br />Catalogue of exhibition in Rome, Musei Capitolini – Centrale Montemartini from July 11th 2019 to Februray 2th 2020</p>
<p>Preziosi frammenti di terracotta dipinta svelano i loro straordinari colori e una complessità di scene figurate mai prima d&#8217;ora note. Uno dei recuperi di opere d&#8217;arte più significativi degli ultimi anni da parte del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha riportato in Italia un cospicuo nucleo di reperti appartenenti a lastre dipinte, quelle stesse che un tempo decoravano le pareti degli edifici dell&#8217;antica Caere, secondo l&#8217;uso dei greci leukomata, tavole di legno dipinte e affiancate in fregi continui. Arricchita dal confronto iconografico con altre opere bronzee e ceramiche coeve, si offre finalmente alla comunità scientifica e al grande pubblico una eccezionale testimonianza della vivacità della grande pittura etrusca, che ha avuto proprio nell&#8217;antica Caere uno sviluppo del tutto particolare a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C., grazie alla maestria di artigiani formatisi nel contesto dalla Grecia orientale.</p>
<p>Valuable fragments of painted terracottas reveal their outstanding colors and a complex variety of figural scenes never seen before. One of the most relevant recoveries of works of art in the last years by the Command of the Carabinieri for the Protection of Cultural Heritage brought back to Italy a large number of finds including painted terracotta plaques, the very same that once decorated the walls of buindings in ancient Caere, following the Greek tradition of the leukomata, painted wooden tablets hanging close to one another in continuous friezes. A collection of contemporary bronzes and pottery as comparanda enriches the exhibition offered to the scholarly community and the general public, as an extraordinary testimony of the great Etruscan painting, which had in ancient Caere a peculiar development, starting from the beginning of the sixth century by virtue of the mastership of craftsmen trained in the context of East Greece.</p>
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		<title>Filologia dei materiali e trasmissione al futuro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/filologia-dei-materiali-e-trasmissione-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente sull&#8217;analisi delle fonti, piuttosto che sull&#8217;esame delle opere, con il forte rischio che, in un&#8217;epoca in cui riallestimenti emostre si susseguono ormai a ritmo serrato, in assenza di adeguate informazioni che indirizzino verso indagini e scelte conservative coerenti e mirate, la storia materiale dei dipinti si perda per sempre. Queste riflessioni sono state alla base del progetto che l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ha attuato sui dipinti murali staccati custoditi nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che possiede la più grande collezione al mondo di queste opere. Il lavoro si è avvalso di una scheda conservativa creata ad hoc &#8211; qui presentata per la prima volta &#8211; che ha l&#8217;ambizione di coniugare i dati relativi alle tecniche conservative ed allo stato di conservazione attuale con la storia dell&#8217;oggetto. Indagini scientifiche mirate hanno poi arricchito le conoscenze sull&#8217;ambiente di conservazione e sulla storia del restauro, in particolare sui materiali e le modalità utilizzati per l&#8217;imponente struttura lignea e per il risarcimento delle lacune, nonché per ravvivare e/o proteggere le superfici dipinte. Lo studio contribuisce ad accrescere in modo decisivo le nostre conoscenze sulla storia del restauro di queste opere, rendendo disponibile ai responsabili dei musei uno strumento per scelte conservative meditate.</p>
<p>Il volume è a cura di Gabriella Prisco.</p>
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