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	<title>Giovannetti Tatiana Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Giovannetti Tatiana Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Almagno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/almagno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra.Testi poetici di Primerio Bellomo.Roberto Almagno nasce ad Aquino il 4 maggio del 1954. Giovanissimo si trasferisce a Roma dove frequenta il I Istituto d'Arte.Dal 1971 al 1975 segue i corsi di scultura e la Scuola libera del nudo all'Accademia di Belle Arti.Vive e lavora a Roma.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra.<br />Testi poetici di Primerio Bellomo.</p>
<p>Roberto Almagno nasce ad Aquino il 4 maggio del 1954. Giovanissimo si trasferisce a Roma dove frequenta il I Istituto d&#8217;Arte.<br />Dal 1971 al 1975 segue i corsi di scultura e la Scuola libera del nudo all&#8217;Accademia di Belle Arti.<br />Vive e lavora a Roma.</p>
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		<title>Desire</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/desire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>DESIREGiovanni Albanese - Paola GandolfiFelice Levini - Giuseppe SalvatoriCatalogo della mostra a cura di Mario de CandiaFotografie diClaudio AbateMassimo NapoliAndrea PacioniFotografia Ruggeri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>DESIRE<br />Giovanni Albanese &#8211; Paola Gandolfi<br />Felice Levini &#8211; Giuseppe Salvatori<br />Catalogo della mostra a cura di Mario de Candia</p>
<p>Fotografie di<br />Claudio Abate<br />Massimo Napoli<br />Andrea Pacioni<br />Fotografia Ruggeri</p>
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		<title>2 Dicembre 1963 nasce una nuova galleria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/2-dicembre-1963-nasce-una-nuova-galleria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>2 dicembre 1963 Una mostra collettiva di disegni inaugura l'Arco d'Alibert. Seguirà a gennaio spettacolo in tre pezzi di Mario Ricci con la collaborazione di Pasquale Santoro e Remo Remotti. Sempre in gennaio ospitiamo una grande festa per il matrimonio di Vana e Giulio Turcato. Con i disegni di Franco Angeli esposti in una serata ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>2 dicembre 1963 Una mostra collettiva di disegni inaugura l&#8217;Arco d&#8217;Alibert. Seguirà a gennaio spettacolo in tre pezzi di Mario Ricci con la collaborazione di Pasquale Santoro e Remo Remotti. Sempre in gennaio ospitiamo una grande festa per il matrimonio di Vana e Giulio Turcato. Con i disegni di Franco Angeli esposti in una serata dedicata alla presentazione di tre esemplari unici di Elio Pagliarani, inizia invece la stagione espositiva &#8217;64/65.<br />Questi primi “eventi” indicano come l&#8217;Arco d&#8217;Alibert, così come altre gallerie di tendenza, svolga sin dall&#8217;inizio un ruolo culturale, non di solo mercato.</p>
<p>Il mercato, dobbiamo affrontare questo argomento perchè il primo documento che possiamo esibire, firmato da Mario Schifano il 30 novembre 1963, sancisce un accordo economico così come l&#8217;altro datato 4 febbraio 1965 e infine un vero e proprio contratto con Franco Angeli del 20 luglio 1966. Il rapporto con Franco Angeli a quella data si era arricchito di mostre e intensa collaborazione, ma a cosa poteva servire a Mario Schifano, ancor prima che io aprissi la galleria, cedermi alcune poche opere “minori”? <br />In precedenza il suo curriculum era già ricco di mostre di grande successo. Ebbene questa è la prova che il sistema dell&#8217;Arte almeno a Roma non si era ancora consolidato in modo tale da consentire a un artista di avere una sicurezza economica continua e a livello delle sue esigenze.</p>
<p>Vogliamo sottolineare la mancanza in Italia, di istituzioni a livello nazionale quali per gli inglesi il British Council, per i tedeschi il Goethe Institut, <br />il sistema francese del FRAC o altro ancora? C&#8217;è infine, a mio parere, e non solo mio, uno scollamento fra zone del paese stesso per il sostegno ad artisti di eguale valore.</p>
<p>Si moltiplicano le fiere. È un mercato così come per le aste, che richiama un pubblico vasto, ma certamente svantaggia quei volenterosi galleristi che investono nei loro spazi espositivi lavoro e denaro, persone per lo più colte, che possono trasmettere qualcosa di più continuo che non nel contatto di un momento.</p>
<p>Con questa mostra e questo catalogo pensiamo di porre un piccolo tassello alla conoscenza per i più giovani della Roma anni &#8217;60. È pur vero che, negli anni, sono state allestite molte mostre importanti su questo argomento, accompagnate da bellissimi ponderosi cataloghi, ma anche costosi e non alla portata dei giovani.</p>
<p>Dopo quarantatré anni di attività consentitemi di essere ancora fiera del mio lavoro, sempre cercando di porre all&#8217;attenzione del mio pubblico piccoli, gratuiti, contributi.</p>
<p>Mara Coccia</p>
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		<title>Giuseppe Uncini. Carte</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/giuseppe-uncini-carte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2005 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Uncini nasce a Fabriano nel 1929. Nel 1953 si trasferisce a Roma su invito dello scultore Mannucci che lo accoglie nel suo studio dandogli la possibilità di frequentare Afro, Burri, Cagli, Capogrossi, Colla, De Kooning, Leoncillo, Marca Relli e Turcato. Nel 1957 inizia il ciclo di opere chiamate Terre, tavole realizzate con oli e ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Uncini nasce a Fabriano nel 1929. Nel 1953 si trasferisce a Roma su invito dello scultore Mannucci che lo accoglie nel suo studio dandogli la possibilità di frequentare Afro, Burri, Cagli, Capogrossi, Colla, De Kooning, Leoncillo, Marca Relli e Turcato. Nel 1957 inizia il ciclo di opere chiamate Terre, tavole realizzate con oli e tempere, tufi, sabbia, cenere e terre dove si avverte una chiara attenzione materica. La svolta nell&#8217;evoluzione artistica di Uncini è del 1958 con la creazione del primo Cementarmato, un&#8217;opera/oggetto costruita con il cemento. Combinando cemento e ferro, Uncini concretizza la sua idea di costruire oggetti nel senso di comporre e scomporre, combinare e giustapporre, aprire e chiudere, concretizzare e materializzare lo spazio ed il segno; segno come presenza, spazio come misura. Il cemento, materia che chiaramente si identifica con l&#8217;idea della costruzione, si articola in superfici che spesso riportano l&#8217;impronta delle casseforme, mentre i ferri strutturano lo spazio e lo disegnano. Si susseguono diverse mostre che vedono insieme la così detta Giovane scuola romana: Uncini, Festa, Lo Savio, Angeli e Schifano. <br />La sua prima importante personale è del 1961, alla Galleria l&#8217;Attico di Roma. Nel 1962, con Biggi, Carrino, Frascà, Nato, Pace, e Santoro fonda il Gruppo Uno che si scioglierà nel 1967.<br />La ricerca di Uncini prosegue dal 1962 al 1965 con i Ferrocementi, dove il cemento gettato a creare superfici neutre si contorna di un tondino in ferro che talvolta prosegue all&#8217;interno dello spazio, sottolineando la contrapposizione spaziale tra linea e superficie.<br />Seguono nel 1965 il gruppo di lavori Struttura spazio che saranno poi presentati alla XXXIII Biennale di Venezia del &#8217;66, oggetti geometrici in acciaio o alluminio lucido che nella loro tridimensionalità scultorea fanno da precursori delle grandi installazioni successive, le Ombre in cui l&#8217;artista costruisce materialmente sia l&#8217;oggetto che la sua ombra.<br />Nel 1968 Palma Bucarelli gli commissiona la Porta aperta con ombra che verrà esposta a divisione di due ambienti nella Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma.<br />L&#8217;incontro con la Galleria Christian Stein a Torino (personali nel 1968, 1971 e 1975) e con lo Studio Marconi a Milano (personali nel 1973, 1976, 1980 e 1995), segnano una tappa importante nella carriera dell&#8217;artista.<br />Segue la serie di opere dei Mattoni, in cui la massiccia struttura architettonica creata da muri in mattoni dialoga e si confronta con la propria ombra, anch&#8217;essa costruita e resa volume.<br />Gli anni &#8217;80 sono segnati dalle Dimore, superfici che danno l&#8217;idea di un paesaggio architettonico: edifici, porte, finestre, soglie e loro ombra portata. Seguono alle Dimore i Muri d&#8217;ombra e gli Spazi di ferro, che espone alla galleria Mara Coccia di Roma.<br />Nel 1984 Uncini è nuovamente alla Biennale di Venezia con una sala personale. Nel 1990 partecipa alla rassegna L&#8217;altra scultura a Madrid, Barcellona e Darmstadt. Con le opere Spaziocemento nel &#8217;94 Uncini inizia la collaborazione con la Galleria Fumagalli di Bergamo. Prosegue il suo lavoro con la serie dei Tralicci e dei Muri di cemento, opere che rimandano alla storica serie dei Cementarmati riprendendone l&#8217;essenzialità e il rigore.<br />Nel 1999 espone al PS1 di New York in Minimalia. Da Giacomo Balla a&#8230; Nel 2001 una importante retrospettiva sul lavoro di Uncini si tiene alla Stadtische Kunsthalle di Mannheim. Sempre nel 2001 è la partecipazione alla mostra La scultura italiana del XX secolo che, in occasione de L&#8217;anno dell&#8217;Italia in Giappone 2001, ha fatto tappa in cinque musei: Yokohama Museum of Art, Yokohama; Kagoshima City Museum of Art, Kagoshima; The Museum of Modern Art, Ibaraki; Museum of Contemporary Art, Sapporo e Shimane Art Museum, Shimane.<br />Nel settembre 2002 sono allestite due importanti personali a Milano alla Galleria Christian Stein e alla Galleria Giò Marconi, mentre a cavallo tra il 2002 ed il 2003, la Galleria Fumagalli di Bergamo, accanto ad alcuni pezzi storici propone una serie di gioielli, in oro, argento e brillanti, realizzati dall&#8217;artista con la tecnica della fusione a cera persa. Sempre nel 2003 Uncini partecipa a Nella materia. Dal Futurismo a Kiefer alfabeti nell&#8217;arte del Novecento &#8211; Da Burri a Kounellis metalli e ossidazioni presso il Palazzo della Permanente di Milano. <br />Nel 2005 è presente alla mostra La scultura italiana del XX secolo organizzata dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro (Milano). A Roma, una sua scultura viene collocata nel giardino dell&#8217;Acquario Romano, sede della Casa dell&#8217;Architettura, nell&#8217;ambito del progetto annuale 5 installazioni. Attualmente Uncini è tra gli artisti riuniti nell&#8217;esposizione Burri. Gli artisti e la materia 1945-2004 allestita presso le Scuderie del Quirinale.<br />Giuseppe Uncini vive e lavora a Roma e a Trevi (PG).</p>
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