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	<title>Imbesi Paola Nicoletta Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Imbesi Paola Nicoletta Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Il respiro italiano EXPO 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 14:06:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una sfida: presentare, ad una platea vasta di amanti dell'Italia, il “respiro” in affanno di un Paese in bilico tra baratro e salvezza. Affratellati nel tentativo, forse vano, di ritrovare la melodia, le sfumature, le essenze, gli acuti e gli assoli della poesia di un Paese, alcuni amici si sono trovati assieme, nell'“impresa”, tanto affascinante ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sfida: presentare, ad una platea vasta di amanti dell&#8217;Italia, il “respiro” in affanno di un Paese in bilico tra baratro e salvezza. Affratellati nel tentativo, forse vano, di ritrovare la melodia, le sfumature, le essenze, gli acuti e gli assoli della poesia di un Paese, alcuni amici si sono trovati assieme, nell&#8217;“impresa”, tanto affascinante quanto dolorosa, alla ricerca del respiro italiano, forse un anelito di speranza, o forse il rantolo di una immensa bellezza, reincarnata, chissà, nella “parola” di pochi “pellegrini” innamorati di luoghi del pensiero e della pietra, dispersi nella vertigine del Paese Italia. Sono esplose mai assopite sensibilità sulla bellezza, sullo splendore e sulla crisi della città, sulle sinfonie cromatiche delle città italiane: risuonano come campane a festa che rinviano ad altre ed altre ancora fino a legare, come in una tela di ragno, tutti i centri urbani e le campagne, e l&#8217;intero Paese. Una sfida comunicata in termini più percettivi che razionali, più letterari che scientifici. Nasce così, dalle spume del mare, Il respiro italiano: il completamento ideale della trilogia di affetti letterari verso la propria città Il profumo della città, la propria regione Marche. Il battito della mia terra, il proprio Paese. Storie di città, storie di uomini e di animali. Evocazioni letterarie e visionarie di una terra radicata nel cuore. Il racconto inizia con seduzioni fotografiche improvvise: le Marche hanno il volto della campagna fertile, del paesaggio splendente, della buona terra e della buona vita. Qualcosa che si intuisce, affascina e scompare. Un canto suadente e sconosciuto. Un viaggio alle origini della nostra esperienza di vita, alla sorgente della nostra terra madre. Così Il respiro italiano fa vibrare il cuore pulsante di storia e arte delle città e delle contrade, e dà impulso alla speranza che la bellezza salverà il Paese. La Macroregione Adriatico-Ionica, nella sua valenza culturale che identifica un mare di terre e di popoli, sta costruendo un nuovo sentiero di storia, trasformando il concetto stesso di regione europea. Le Marche, con la loro specificità di terra di mezzo, si configurano come specchio d&#8217;Italia, come elemento identitario di un Paese inafferrabile. Il Preludio racconta di un viandante sulle tracce della propria origine attraverso gli occhi di un vecchio lettore di tarocchi, dal viso scavato dal vento. Allude al senso profondo dell&#8217;essere italiano, al mistero che abita ogni frammento di questa terra e all&#8217;impossibilità di identificarsi con una sola sua parte. Attraverso le pagine di tanti studiosi sulle eccellenze della ricerca universitaria si sviluppa un itinerario scientifico capace di cogliere la dimensione bioregionalista in tutte le sue sfumature, dalla produzione agro-enogastronomica, all&#8217;attività agricola ecosostenibile, alla crescente domanda sociale di modelli di vita più adeguati alle esigenze degli anziani e dei giovani, a forme di simbiosi tra ambiente rurale e sistemi insediativi diffusi. L&#8217;Interludio intreccia fili conduttori che guidano il transito dal genius loci regionale a quello italiano. Il respiro italiano prende così forma in un moderno “viaggio in Italia”, attraverso le oasi tempestose di Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Ancona, Roma, Napoli e tante altre meraviglie urbane, per ascoltare il battito di un Paese in difficoltà, e il suo anelito a riprendere il suo regale respiro. Infine l&#8217;Epilogo, l&#8217;abbraccio indissolubile alla bellezza, capace di condurre verso un approdo enigmatico e segreto, dove incanto e sgomento, origine e meta coincidono. Il viandante solitario che in ogni luogo “annusa” il profumo delle città italiane è lo stesso spirito del libro, che pone lo sguardo sulla vita e sulle cose, con l&#8217;istintiva felicità di chi scruta le tracce di una grande bellezza offuscata, nascosta tra i solchi della nostra terra, testamento vivo per i propri figli, a cui, idealmente, sono affidati questi scritti. E infine la poesia che straccia le ombre e le confonde, legando, in un unico destino, uomini e pietre, partenza e ritorno, inizio e fine, buio e luce. </p>
<p>A challenge: that of presenting to the vast audience of those who love Italy, the laboured “breath” of a Country poised between the abyss and salvation. Bound together in a brotherhood with the goal of attempting, perhaps in vain, to find the melody, nuances, essences, high notes and solos and the poetry of a Country, a group of friends found themselves caught up in the “venture”, as fascinating as it is painful, of searching for the Italian breath, perhaps a breath of life for hope, or maybe the death rattle of an immense beauty, that is reincarnated, who knows , perhaps in the “word” of a handful of “pilgrims” who have fallen in love with the places of thought and stone, dispersed in the giddiness of the country Italy. Feelings that were never really dormant about the beauty, splendour and crisis of the city, and the chromatic symphonies of Italian cities, exploded into life: they resound like happy church bells, that join others and yet others until they bind, like a cobweb, all the cities and countrysides, and finally the whole Country. A challenge communicated in perceptive rather than rational terms, in literary rather than scientific terms. It was thus, from the foam of the sea, that The Italian breath was born: the perfect complement of the trilogy of literary affections for its city The scent of the city, its region Marche. The heartbeat of my land, its Country. Stories of cities, men and animals. Literary and visionary evocations in a land that is rooted in the heart. The story begins with unexpected photographic temptations: Marche as a fertile land, with a magnificent landscape, good soil and good living. Something that you sense, that fascinates you and disappears. A melodious and unknown song. A journey to the origins of our experience of life, the source of our mother land. It is thus that the Italian spirit makes the pulsating heart of the art and history of our towns and districts tremble, giving life to the hope that beauty will save our Country. The Prelude tells of a wanderer searching for his origins through the eyes of an old tarot card reader, whose face is furrowed by the wind. It alludes to a profound sense of being Italian, to the mystery that dwells in every fragment of this land and the inability to identify oneself with just a single part of the land. Through the pages of many scholars on the excellence of university research, a scientific path is developed which captures the bio-regional dimension in all its many facets, from the production of food and wine, environmentally-friendly farming, the growing social demand for lifestyle models that are more suited to the needs of the elderly and young people to forms of symbiosis between the rural environment and extended settlement systems. The Interlude weaves the common threads that guide the transition from the regional genius loci to that of Italy. The Italian breath takes shape in a modern “journey in Italy”, through the stormy oases of Milan, Genoa, Venice, Bologna, Florence, Ancona, Rome, Naples and many other urban wonders, to listen to the heartbeat of a country that is struggling, and its yearning to recapture its regal spirit. Finally the Epilogue, the indissoluble embrace with beauty, that takes us to a mysterious haven, where magic and ewilderment, origin and destination meet. And the solitary wayfarer who “smells” the scent of Italian cities in every place, has the same spirit as the book, which rests its gaze on life and things, with the instinctive happiness of those who search for the traces of a great and obscured beauty, hidden in the furrows of our land, a living testament for our children, to whom, ideally, these writings are entrusted. And, finally, poetry that rips the shadows, confusing them, bonding men and stone, departure and return, beginning and end, dark and light, in a single destiny.</p>
<p>Eine wahre Herausforderung: Einem breiten Publikum, das Italien liebt, die “Atemnot” eines Landes darzustellen, das zwischen Abgrund und Erlösung schwebt. Der italienische Atem ist die Sehnsucht nach Hoffnung oder vielleicht das Röcheln einer unermesslichen Schönheit, die &#8211; wer weiß – in den Worten jener wenigen Pilger wiedergeboren wird, die in die gedanklichen und physischen Orte, die im Schwindelzustand Italiens verstreut sind, verliebt sind. Die Erzählung beginnt mit unerwarteten fotographischen Verführungen: Die Marken haben die Gestalt fruchtbaren Bodens, herrlicher Landschaften, guter Erde und guten Lebens. Etwas, das man erahnt, das fasziniert und entschwindet. Ein verführerischer und unbekannter Gesang. Eine Reise zum Ursprung unserer Lebenserfahrung, zur Quelle unseres Mutterlandes. So lässt Der italienische Atem das historische und künstlerische Herz unserer Städte und Stadtviertel höher schlagen und schenkt die Hoffnung, dass die Schönheit unser Land erlösen wird. Das Vorspiel erzählt von einem Wanderer auf den Spuren seiner Herkunft, durch die Augen eines alten Kartenlesers mit windzerfurchtem Gesicht gesehen. Es spielt auf ein tief empfundenes italienisches Selbstbewusstsein an, auf das Mysterium, das jedem Bruchstück dieser Erde innewohnt und auf die Unmöglichkeit, sich nur mit einem Teil zu identifizieren. Das Zwischenspiel verknüpft die Leitfäden, die vom Genius Loci der Region Marken zu dem Italiens überführen. Der italienische Atem nimmt die Form einer modernen “Reise nach Italien” an, zu den stürmischen Oasen Mailand, Genua, Venedig, Bologna, Florenz, Ancona, Rom und vielen anderen wunderbaren Städten, um den Herzschlag eines Landes zu spüren, das in einer schwierigen Lage ist, und seinen sehnlichen Wunsch, wieder frei aufatmen zu können. Schließlich das Nachspiel, eine untrennbare Umarmung der Schönheit, die imstande ist, uns zu einem mysteriösen Anlegeplatz zu führen, wo Zauber und Schrecken, Ursprung und Ziel eines sind. Der einsame Wanderer, der an jedem Ort den Duft der italienischen Städte “schnuppert”, gleicht dem Wesen dieses Buches, das einen Blick auf das Leben und die Dinge wirft mit der instinktiven Freude desjenigen, der die Spuren einer großen, getrübten Schönheit sucht, die sich in den Furchen unserer Erde versteckt &#8211; ein lebendiges Testament für unsere Kinder, denen idealerweise diese Schriften anvertraut werden. Am Ende ein Gedicht, das die Schatten verscheucht und verwischt und Menschen und Steine, Aufbruch und Rückkehr, Anfang und Ende, Dunkelheit und Licht in einem einzigen Schicksal verbindet. </p>
<p>Un reto: presentar, a un vasto público de amantes de Italia, la “respiración” jadeante de un País en vilo entre el abismo y la salvación. El respiro italiano es un anhelo de esperanza, o quizás el estertor de una inmensa belleza, reencarnada, quién sabe, en la “palabra” de unos pocos “peregrinos” enamorados de lugares del pensamiento y de la piedra, dispersos en la inestabilidad del País Italia. El relato empieza con seducciones fotográficas repentinas: las Marcas tienen el semblante del campo fértil, del paisaje resplandeciente, de la buena tierra y de la buena vida. Algo que se intuye, fascina y desaparece. Un canto persuasivo y desconocido. Un viaje a los orígenes de nuestra experiencia de vida, a la fuente de nuestra tierra madre. De esta forma El respiro italiano hace vibrar el motor de la historia y el arte de nuestras ciudades y nuestros barrios e impulsa la esperanza de que la belleza salvará a nuestro País. El respiro italiano toma forma en un moderno “viaje a Italia”, a través de los oasis tempestuosos de Milán, Génova, Venecia, Bolonia, Florencia, Ancona, Roma, Nápoles y muchas otras maravillas urbanas, para escuchar el latido de un País en dificultades y su anhelo por recobrar su imponente respiro. Por último el Epílogo, el abrazo indisoluble a la belleza, capaz de conducir hacia una meta enigmática secreta, donde el encanto y el desaliento, el origen y el fin coinciden. El viandante solitario que en cualquier lugar “huele” el perfume de las ciudades italianas es el mismo espíritu del libro, que fija la mirada en la vida y en las cosas, con la instintiva felicidad de quien escudriña los vestigios de una gran belleza ofuscada, oculta entre los surcos de nuestra tierra, testamento vivo de sus hijos, a los que, imaginariamente, se entregan estos escritos. Y por último la poesía que rompe las sombras y las confunde, uniendo, en un único destino, a los hombres y las piedras, la ida y la vuelta, el principio y el fin, la oscuridad y la luz.</p>
<p>Fabio Bronzini è professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica dell&#8217;Università Politecnica delle Marche (Univpm). Ha pubblicato numerosi volumi sulla città che comunicano l&#8217;urbanistica come un racconto, un viaggio visionario, attento a cogliere frammenti di emozioni e germi di bellezza, occultati nella memoria del territorio. Tra i volumi la trilogia sull&#8217;amore per la propria città (Il profumo della città), regione (Marche. Il battito della mia terra) e Paese (Il respiro italiano). Tra le altre pubblicazioni la Rivista internazionale Mterritorio e i due volumi La misura del Piano. <br />lutacurb@univpm.it</p>
<p>Maria Angela Bedini è professore di Urbanistica dell&#8217;Univpm. Ha pubblicato monografie sulla città e sulle sue implicazioni emotive e sensoriali, tra cui, oltre ai volumi e riviste sopra ricordati, anche Le città degli angeli e Storie di città visionarie e numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali.<br />faulkner@univpm.it</p>
<p>Giovanni Marinelli è docente di Urbanistica dell&#8217;Univpm. È cocuratore e coautore dei volumi sopra ricordati e ha pubblicato numerosi articoli a livello nazionale e internazionale nel campo della progettazione urbana.<br />g.marinelli@univpm.it</p>
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		<title>La misura del piano Vol.1</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-misura-del-piano-vol-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 14:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.50In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.50</p>
<p>In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ed economici? Per rispondere a tale quesito sono stati selezionati venticinque piani urbanistici di recente costruzione per città di grande complessità (Roma e Milano), di rilevante dimensione (Bologna, Firenze), di media grandezza (Agrigento, Ancona, Bergamo, Ferrara, Ivrea, La Spezia, Novara, Ravenna, Siena, Verona), di piccola dimensione (Argenta, Buccinasco, Cassino, Jesi, San Miniato, Sesto Fiorentino, Todi), fino ad ambiti di aggregazione di diversi Comuni (Cento-Alto Ferrarese, Capannoli-Palaia, Reno-Galliera, Lugo-Bassa Romagna). È stato assunto il difficile compito di definire una metodologia originale per comparare, con un unico framework, elementi di qualità dei piani (sintetizzati in schede di piano, schemi di piano, manifesti comunicativi di sintesi, quadri di confronto e valutazione), mettendo a disposizione una chiave di lettura del panorama variegato dei diversi approcci in Italia alla pianificazione urbanistica e un ventaglio di tipologie di attenzione alla qualità “del piano”, “nel piano”, “con il piano”, “oltre il piano”. Si è così giunti ad una guida di qualità per affrontare le incertezze del nuovo piano urbanistico, uno spettro di operazioni possibili, di scenari e metodologie alternative, messe a disposizione di una platea di professionisti incaricati di piani urbanistici, di ricercatori, amministratori, studiosi dell&#8217;urbanistica e di quanti intendono avviare una revisione della disciplina urbanistica, introducendo strumenti di misura della qualità dei piani, e quindi di critica, anche severa, di piani urbanistici “burocratici” o non adeguati. Una guida come codice collettivo di buone pratiche, per “traghettare” il piano da modelli ideali di città a processi operativi: un ventaglio di suggerimenti grafici e normativi, riproponibili in altri contesti nazionali e internazionali, per perseguire un buon livello di qualità formale e sociale, e ritrovare l&#8217;originale “funzione sociale dell&#8217;Urbanistica”.</p>
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		<title>La misura del piano Vol.2</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-misura-del-piano-vol-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 14:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.51In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.51</p>
<p>In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ed economici? Per rispondere a tale quesito sono stati selezionati venticinque piani urbanistici di recente costruzione per città di grande complessità (Roma e Milano), di rilevante dimensione (Bologna, Firenze), di media grandezza (Agrigento, Ancona, Bergamo, Ferrara, Ivrea, La Spezia, Novara, Ravenna, Siena, Verona), di piccola dimensione (Argenta, Buccinasco, Cassino, Jesi, San Miniato, Sesto Fiorentino, Todi), fino ad ambiti di aggregazione di diversi Comuni (Cento-Alto Ferrarese, Capannoli-Palaia, Reno-Galliera, Lugo-Bassa Romagna). È stato assunto il difficile compito di definire una metodologia originale per comparare, con un unico framework, elementi di qualità dei piani (sintetizzati in schede di piano, schemi di piano, manifesti comunicativi di sintesi, quadri di confronto e valutazione), mettendo a disposizione una chiave di lettura del panorama variegato dei diversi approcci in Italia alla pianificazione urbanistica e un ventaglio di tipologie di attenzione alla qualità “del piano”, “nel piano”, “con il piano”, “oltre il piano”. Si è così giunti ad una guida di qualità per affrontare le incertezze del nuovo piano urbanistico, uno spettro di operazioni possibili, di scenari e metodologie alternative, messe a disposizione di una platea di professionisti incaricati di piani urbanistici, di ricercatori, amministratori, studiosi dell&#8217;urbanistica e di quanti intendono avviare una revisione della disciplina urbanistica, introducendo strumenti di misura della qualità dei piani, e quindi di critica, anche severa, di piani urbanistici “burocratici” o non adeguati. Una guida come codice collettivo di buone pratiche, per “traghettare” il piano da modelli ideali di città a processi operativi: un ventaglio di suggerimenti grafici e normativi, riproponibili in altri contesti nazionali e internazionali, per perseguire un buon livello di qualità formale e sociale, e ritrovare l&#8217;originale “funzione sociale dell&#8217;Urbanistica”.</p>
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		<title>Il &#8220;riqualificar facendo&#8221; e le aree dismesse</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-riqualificar-facendo-e-le-aree-dismesse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 14:05:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 1999 e il 2000, nell'ambito di un programma di collaborazione fra il Politecnico di Milano e la Regional Plan Association (RPA) di New York, è stata portata avanti una sperimentazione progettuale che si è concretizzata nel workshop internazionale Transforming the places of production. Il tema della ridefinizione dei luoghi della produzione è stato ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 1999 e il 2000, nell&#8217;ambito di un programma di collaborazione fra il Politecnico di Milano e la Regional Plan Association (RPA) di New York, è stata portata avanti una sperimentazione progettuale che si è concretizzata nel workshop internazionale Transforming the places of production. Il tema della ridefinizione dei luoghi della produzione è stato affrontato da un team internazionale ed interdisciplinare al fine di elaborare progetti di massima per la riqualificazione di due aree singolari, Long Island City a New York e Porta Genova a Milano, e di offrire una riflessione critica comparata su tematiche e metodologie al centro dello scambio culturale. Delle aree dismesse e delle problematiche legate alla loro riqualificazione si parla ormai da alcuni decenni: il loro recupero comporta azioni sempre più complesse e il controllo di una vasta gamma di problemi (di ordine patrimoniale, procedurale, ambientale, funzionale, urbanistico, architettonico e non solo). La poca flessibilità dei piani generali, i troppi vincoli posti al progetto, i problemi di opportunità sociale ed economica, si traducono spesso in una eccessiva predominanza degli aspetti normativi e procedurali facendo passare in secondo piano le opportunità di rilettura della dinamica del sistema urbano nel suo complesso, la ricollocazione di nuove funzioni e servizi, la riqualificazione formale e sociale dello spazio collettivo. Le esperienze degli ultimi anni hanno invece mostrato con evidenza come il tema della definizione progettuale e della qualità delle scelte sia uno dei passaggi fondamentali per il successo e l&#8217;efficacia delle operazioni di recupero. Il libro prende le mosse da un excursus storico sul rapporto caratterizzante tra “dismissione” e “riconversione” come dato strutturante nell&#8217;evoluzione urbana; ripropone l&#8217;esperienza del workshop evidenziandone gli aspetti di attualità e di innovazione nella capacità di utilizzare lo strumento della progettazione partecipata nei processi di ridefinizione dell&#8217;assetto urbano. Il workshop, per il suo stesso carattere interattivo e composito, ha permesso di proporre un approccio di natura sistemica alla riqualificazione, in grado di considerare contestualmente fattori di grande, media e piccola scala nel contesto urbano con una attenzione continua alle relazioni tra il tutto e le sue parti. In quest&#8217;ottica si delineano, in conclusione, i caratteri generali per un approccio integrato alla riqualificazione in grado di interrelate le domande locali alle strategie urbane e ai processi di piano.</p>
<p>Paola Nicoletta Imbesi (Roma, 1968), architetto e dottore di ricerca in Urbanistica Tecnica presso il Politecnico di Milano, è cultrice della materia di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università Sapienza di Roma dove sviluppa attività didattica e di ricerca da diversi anni. Svolge inoltre attività didattica e di ricerca presso il DIAP del Politecnico di Milano e il SIMAU dell&#8217;Università Politecnica delle Marche. Ha partecipato a ricerche nazionali e internazionali (Interreg III B “URBACOST- Urbanizzazione costiera e aree rurali ad elevata strutturazione storica 2004-2006, PRIN “Norme e regole per il progetto urbanistico: una guida per la qualità sociale e formale dell&#8217;abitare” 2006-2008, PRIN “ITATOUR &#8211; visioni territoriali e nuove mobilità, progetti integrati per il turismo nella città e nell&#8217;ambiente” 2010-2012). I suoi interessi di ricerca, portati avanti parallelamente anche nell&#8217;attività professionale di progettista, sono rivolti ai temi del rinnovo delle metodologie e dei contenuti della pianificazione urbana, sviluppando in particolare sperimentazioni progettuali sugli spazi pubblici e le loro componenti, sul verde urbano, sulla pianificazione delle attività turistiche (significative le ricerche sugli aspetti turistici nel recente PRG di Roma) e sulla valutazione preventiva dei progetti urbanistici.</p>
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		<item>
		<title>Governare i grandi eventi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/governare-i-grandi-eventi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.29Il volume raccoglie, rielaborati ed ampliati, i testi che la delegazione italiana dell'ISOCARP (International Society of City and Regional Planners) ha presentato al 38th Congresso dell'Associazione che si è tenuto ad Atene nel settembre del 2002 dal titolo “The Pulsar effect – coping with peaks, troughs and ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.29</p>
<p>Il volume raccoglie, rielaborati ed ampliati, i testi che la delegazione italiana dell&#8217;ISOCARP (International Society of City and Regional Planners) ha presentato al 38th Congresso dell&#8217;Associazione che si è tenuto ad Atene nel settembre del 2002 dal titolo “The Pulsar effect – coping with peaks, troughs and repeats in the demand cicle”. L&#8217;espressione “effetto Pulsar”, presa in prestito dalla fisica astronomica, è una metafora della dinamica urbana in particolari situazioni della sua evoluzione:  fornisce un&#8217;immagine efficace di quel complesso di processi di trasformazione e rinnovamento che si innescano prima, nelle fasi di preparazione ed attuazione, durante, e dopo lo svolgimento di eventi straordinari di carattere urbano – sportivo, religioso, civile, ecc.. Tali eventi hanno spesso un effetto “distorcente” per quanto riguarda la gestione ordinaria delle città, nel loro assetto fisico ma non solo. La realizzazione di un evento è circoscritta nel tempo e nello spazio; l&#8217;effetto, positivo o negativo, che esso produce permane e si propaga con leggi proprie che dipendono dal contesto urbano in cui è collocato, dai soggetti pubblici e privati che ne hanno permesso e guidato l&#8217;effettuazione  ma soprattutto dalla durata e stabilità  delle interrelazioni che si è stati in grado di mettere in gioco nella fase della sua ideazione.  </p>
<p>I testi costituiscono una rielaborazione della versione in inglese pubblicata nel volume “The pulsar effect in urban planning”, a cura di E. Beriatos e J. Colman, University of Thessaly Press, Volos, 2003. </p>
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