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	<title>Imponente Anna Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Imponente Anna Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Michele De Luca. Nei Mondi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/michele-de-luca-nei-mondi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 15:53:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 Michele De Luca realizza un dipinto di grandi dimensioni dal titolo misterioso “Nei mondi”. Punto di arrivo della ricerca inquieta di un teatro del cosmo in cui le esplosioni di luce si affermano quando l’ombra è più nera. Una mistica laica che proietta una visione personale sulle nuove frontiere dell’astrofisica inserendosi nella discussione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2022 Michele De Luca realizza un dipinto di grandi dimensioni dal titolo misterioso “Nei mondi”. Punto di arrivo della ricerca inquieta di un teatro del cosmo in cui le esplosioni di luce si affermano quando l’ombra è più nera. Una mistica laica che proietta una visione personale sulle nuove frontiere dell’astrofisica inserendosi nella discussione continua ancor oggi nel mondo diviso tra arte e scienza. Questo libro ha l’intento di restituire attraverso oltre cento opere la storia di un talento autentico dell’arte italiana contemporanea. Le parole poetiche dell’artista e la sua passione per la pittura si intrecciano con la riflessione critica di Anna Imponente e il dittico dedicatogli dallo scrittore Silvio Perrella.</p>
<p>In 2022 Michele De Luca made a large painting with the mysterious title “Nei mondi” (In the Worlds). It was the culmination of a restless search for a theatre of the cosmos in which explosions of light emerge most powerfully where the shadows are blackest. A secular mystic, he projects his personal vision onto the new frontiers of astrophysics, joining the debate still ongoing in a world torn between art and science. This book tells the story, by way of over a hundred works of art, of one of contemporary Italy’s genuine artistic talents. His passion for painting interweaves with the words of the poetry the artist writes, a critical analysis by Anna Imponente and a diptych poem dedicated to him by the writer Silvio Perrella.</p>
<p>Anna Imponente ha ricoperto nel Ministero della Cultura gli incarichi di Direttore del Polo Museale della Campania; Soprintendente dell’Abruzzo; del Lazio; delle Marche; Direttore di Sezione alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Si è occupata di valorizzazione di musei e luoghi della cultura dove ha curato mostre innovative sui rapporti tra arte contemporanea, del passato, spiritualità, interdisciplinarietà dei linguaggi. Ha realizzato rassegne di arte italiana con Musei e Accademie di Belle arti in Turchia e in India (1986), in Corea (1994), a Taiwan (1995). Tra le mostre principali: Scultura italiana del XX secolo in Giappone (2001-2002); About Caravaggio Visioni e illusioni contemporanee (2013); Il Cammino delle Certose (2017); Vesuvio quotidiano Vesuvio universale (2019). Tra le mostre cocurate: 36 Ideas from Asia, arte contemporanea del Sudest asiatico (2003); Francesco il Santo (2012); Sculture preziose. Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo (2015). Ha fondato la rivista <em>Nel Lazio Guida al Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico</em>; la collana di libri e video <em>I luoghi sacri del Lazio</em>. Autrice dei libri: <em>Yamato</em> (1996); <em>Tre esercizi d’arte per Maria Soledad</em> (2021); coautrice di <em>Dialogando con l’artista</em> (2012); <em>Amatrice Forme e immagini del territorio</em> (2015); <em>Sulle tracce dell’Accademia di Antonio Canova e di un bunker. Artisti contemporanei a Roma</em> (2022).</p>
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		<title>Sulle tracce dell&#8217;Accademia di Antonio Canova e di un bunker</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/sulle-tracce-dellaccademia-di-antonio-canova-e-di-un-bunker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 14:09:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scoperta di tracce non ancora esplorate nelle vicende storiche di Palazzo Venezia, uno dei complessi monumentali simbolo di Roma. Tra il 2010 e il 2014 nel corso dei lavori di restauro nella zona dove erano ospitati gli uffici della Soprintendenza del Lazio, attrassero l'attenzione un'iscrizione in latino marezzata dal tempo dedicata a Antonio Canova, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scoperta di tracce non ancora esplorate nelle vicende storiche di Palazzo Venezia, uno dei complessi monumentali simbolo di Roma. Tra il 2010 e il 2014 nel corso dei lavori di restauro nella zona dove erano ospitati gli uffici della Soprintendenza del Lazio, attrassero l&#8217;attenzione un&#8217;iscrizione in latino marezzata dal tempo dedicata a Antonio Canova, e una Sala con lo stesso nome avvincente, Canova. Queste labili orme accesero la fiducia ardente di documentare il tempo in cui il grande scultore diresse tra il 1812 e il 1814 durante il periodo napoleonico, l&#8217;Accademia di Belle arti del Regno Italico, e di identificare lo studio dove scolpì Teseo e il Minotauro ora al Victoria and Albert Museum di Londra.<br />Abitudine moderna è stabilire un nesso tra tutte le cose: i lavori nel “Palazzetto” avevano coinciso con il bicentenario della stessa Accademia. Nella sala Canova, nel cortile principale e nell&#8217;antico Viridarium, gli artisti invitati hanno contribuito con opere in funzione di arredo, a rinnovare una officina creativa. Con la brillante scoperta nel 2011 dell&#8217;ultimo bunker mussoliniano, questo venne dotato di accesso e illuminotecnica, e i corridoi per raggiungerlo di altri interventi artistici. Citando anche Canova, Ispettore delle Belle Arti dello Stato della Chiesa, a difesa del patrimonio artistico italiano dinanzi a Napoleone. Trasferito l&#8217;Ufficio, il lavoro e le indagini condotte facevano rinvenire un unico bandolo, e un valore narrativo in sé e per sé del resoconto. In questo trovare connessioni, ecco pubblicato il libro nella ricorrenza delle celebrazioni canoviane.</p>
<p>ANNA IMPONENTE ha ricoperto nel Ministero della Cultura gli incarichi di Direttore del Polo Museale della Campania; Soprintendente dell&#8217;Abruzzo; del Lazio; delle Marche; Direttore di Sezione alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Si è occupata di valorizzazione di musei e luoghi della cultura dove ha curato mostre innovative sui rapporti tra arte contemporanea, del passato, spiritualità, interdisciplinarietà dei linguaggi. Ha realizzato rassegne di arte italiana con Musei e Accademie di Belle arti in Turchia e in India (1986); in Corea (1994), a Taiwan (1995). Tra le mostre principali: Scultura italiana del XX secolo in Giappone (2001-2002); About Caravaggio Visioni e illusioni contemporanee (2013); Il Cammino delle Certose (2017); Vesuvio quotidiano Vesuvio universale (2019). Tra le mostre cocurate: 36 Ideas from Asia, arte contemporanea del Sudest asiatico (2003); Francesco il Santo (2012); Sculture preziose. Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo (2015). Ha fondato la rivista Nel Lazio Guida al Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico; la collana di libri e video I luoghi sacri del Lazio. Autrice dei libri: Yamato (1996) Tre esercizi d&#8217;arte per Maria Soledad (2021); coautrice di Dialogando con l&#8217;artista (2012); Amatrice Forme e immagini del territorio (2015). </p>
<p>GIOVANNA GRUMO, come funzionaria storica dell&#8217;arte del Ministero della Cultura ha operato a lungo presso la Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Roma e Lazio, poi del Lazio, svolgendo attività di tutela e valorizzazione oltre che di studio delle opere del territorio (soprattutto quelle di area reatina (La pittura del Cinquecento nel Reatino: dipinti su tavola e su tela, Roma 2011; cura di una sezione della mostra dedicata a San Francesco svoltasi a Rieti nel 2012, studi sugli esordi di Cola dell&#8217;Amatrice, sulla bottega di Marcantonio Aquili figlio di Antoniazzo Romano). Specializzata nel settore dei disegni e delle stampe, ha lavorato poi all&#8217;Istituto Centrale per la Grafica, dove ha fatto parte del gruppo “Progetto Piranesi” nell&#8217;ambito del quale ha condotto studi storici e tecnici delle matrici in rame dell&#8217;incisore veneto confluiti nei volumi Giambattista Piranesi. Matrici incise 1761- 1765 (Roma 2017) e Matrici incise 1762-1769 (Roma 2020). Per quanto concerne i disegni, si è occupata prevalentemente di artisti genovesi operanti nell&#8217;ambito di Luca Cambiaso, in particolare di Bernardo Castello e di suo fratello, il miniatore Giovanni Battista (disegni inediti contenuti in un album della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis appartenuto alla famiglia Castello).</p>
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		<title>Il baldacchino &#8220;di gusto cinese&#8221; di Magliano Sabina e il cardinale Annibale Albani</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-baldacchino-di-gusto-cinese-di-magliano-sabina-e-il-cardinale-annibale-albani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 14:06:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il baldacchino di Magliano Sabina, “trono nobile di velluto rigamato alla cinese”, fu donato dal cardinale Annibale Albani all'amata diocesi attorno al 1737. Eseguito con la tecnica del ricamo ad applicazione, ospita nel fastoso ed intricato pattern decorativo, realizzato con il riuso di decine di tessuti preziosi, avvincenti iconografie esotiche tratte dai diari di viaggi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il baldacchino di Magliano Sabina, “trono nobile di velluto rigamato alla cinese”, fu donato dal cardinale Annibale Albani all&#8217;amata diocesi attorno al 1737. Eseguito con la tecnica del ricamo ad applicazione, ospita nel fastoso ed intricato pattern decorativo, realizzato con il riuso di decine di tessuti preziosi, avvincenti iconografie esotiche tratte dai diari di viaggi in terre lontane che in quegli anni invadevano l&#8217;Europa. Il raro ed importante arredo è stato sottoposto a restauro tra il 2009 e il 2012 a cura della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio ed il volume illustra i risultati dello studio e delle analisi eseguiti nell&#8217;occasione con la collaborazione di un team di esperti.</p>
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		<title>Lucilla Catania / Cloti Ricciardi. 12 disegni per 2 sculture</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lucilla-catania-cloti-ricciardi-12-disegni-per-2-sculture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel giugno del 2007 Lucilla Catania e Cloti Ricciardi realizzano due sculture di grandi dimensioni. Successivamente, le due opere sono oggetto di un'indagine artistico-conoscitiva più approfondita che si concretizza in una serie di 12 opere su carta poste alla base della realizzazione di questo libro, sviluppatosi, nel corso del 2008, intorno al concetto di "Somiglianza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giugno del 2007 Lucilla Catania e Cloti Ricciardi realizzano due sculture di grandi dimensioni. Successivamente, le due opere sono oggetto di un&#8217;indagine artistico-conoscitiva più approfondita che si concretizza in una serie di 12 opere su carta poste alla base della realizzazione di questo libro, sviluppatosi, nel corso del 2008, intorno al concetto di &#8220;Somiglianza e Diversità&#8221;. La scultura di Ricciardi, &#8220;Quale tempo, quale spazio&#8221;, e la scultura di Catania, &#8220;Naturale&#8221;, nel frattempo vengono acquisite, rispettivamente, dal MUSMA di Matera e dal BSAE che la destina al Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo a L&#8217;Aquila.</p>
<p>LUCILLA CATANIA scultrice romana. La sua ricerca artistica è tesa alla creazione di un idea di scultura che unisca in sé i connotati classici della tridimensionalità e la coscienza dei nuovi codici socio-culturali del tempo presente. Tra le sue mostre principali segnaliamo: &#8220;Arte italiana dal 1947 ad oggi&#8221; (1989)Musei diMosca e Leningrado; la Biennale di Venezia, Aperto&#8217;90; &#8220;Roma Interna&#8221; (1991/1992) al Museo di Arte Moderna di Vienna; la personale alla Gall. Civica di Praga (1991); La Scultura Italiana del XX secolo (2001) in Giappone; &#8220;Naturale&#8221;, Castello Cinquecentesco,Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo. L&#8217;Aquila (2007); Pechino 2008; &#8220;Venezia Salva&#8221;, 53 esima Biennale di Venezia, Magazzini del Sale (2009).</p>
<p>CLOTI RICCIARDI nasce a Roma e la sua consuetudine con le opere d&#8217;arte di tutte le epoche contribuisce a formare il suo pensiero e la sua visione dell&#8217;arte in una relazione speciale con la percezione del tempo. La sua significativa presenza sulla scena dell&#8217;arte contemporanea è costruita su una lunga ed importante serie di mostre come: Biennale Internazionale dei Giovani, Parigi 1969; la personale &#8220;Io donna&#8221;, Galleria Scala Santa, Roma 1973; Orientamenti dell&#8217;Arte Italiana, a Mosca e Leningrado; &#8220;Misura perMisura&#8221; Biennale di Venezia 1993; &#8220;Scultura&#8221;, Pechino 2008; Biennale di Venezia, 2009.</p>
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		<item>
		<title>Beautiful L&#8217;Aquila must never die</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/beautiful-laquila-must-never-die/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 14:03:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume costituisce un importante repertorio della ricchezza del patrimonio d'arte e di cultura conservato nel capoluogo de l'Aquila e negli altri centri colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, che ha richiesto un vasto intervento di soccorso e recupero. Il repertorio mette in evidenza le peculiarità artistiche e iconografiche dell'area aquilana, presentando alcuni dei ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume costituisce un importante repertorio della ricchezza del patrimonio d&#8217;arte e di cultura conservato nel capoluogo de l&#8217;Aquila e negli altri centri colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, che ha richiesto un vasto intervento di soccorso e recupero. Il repertorio mette in evidenza le peculiarità artistiche e iconografiche dell&#8217;area aquilana, presentando alcuni dei suoi capolavori rimasti intatti all&#8217;indomani del terremoto e altri che, al contrario, hanno subito gravi danni. Il repertorio offre al lettore una panoramica storico artistica della regione, prima e dopo gli interventi di restauro, un percorso completo ed emozionante attraverso i luoghi, i monumenti e il vissuto dei centri artistici, un&#8217;occasione per conoscere e apprezzare la bellezza e la ricchezza dei siti presi in esame.</p>
<p>INDICE<br />INTRODUZIONI:</p>
<p>SILVIO BERLUSCONI<br />Prime Minister of Italy<br />Presidente del Consiglio dei Ministri</p>
<p>SANDRO BONDI<br />Minister of Cultural Heritage<br />Ministro per i Beni e le Attività Culturali</p>
<p>GUIDO BERTOLASO<br />Undersecretary of State at the Presidency of the Council of Ministers Department of Civil Protection<br />Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri<br />Dipartimento della Protezione Civile</p>
<p>GIANNI CHIODI<br />President of the Abruzzo Region<br />Presidente della Regione Abruzzo</p>
<p>STEFANIA PEZZOPANE<br />President of the Province of L&#8217;Aquila<br />Presidente Provincia L&#8217;Aquila</p>
<p>MASSIMO CIALENTE<br />Mayor of L&#8217;Aquila<br />Sindaco dell&#8217;Aquila</p>
<p>LUCIANO MARCHETTI<br />Vice Commissioner of Cultural Heritage for the Earthquake Emergency General Commissioner of the Exhibition<br />Vice Commissario per i Beni Culturali per l&#8217;Emergenza Terremoto Commissario generale della mostra</p>
<p>CATERINA BON VALSASSINA<br />Director of the Superior Institute for Conservation and Restoration<br />Direttrice dell&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro</p>
<p>GIUSTINA DESTRO<br />President of Libera Fondazione<br />Presidente Libera Fondazione</p>
<p>SAGGI:</p>
<p>The exhibition<br />La mostra<br />ALESSANDRO NICOSIA<br />Curator and Organiser of the Exhibition /Curatore e Organizzatore della mostra</p>
<p>Veritas liberabit vos (Ioh. 8,33)<br />Veritas liberabit vos (Gv. 8,33)<br />RAFFAELE COLAPIETRA</p>
<p>Abruzzo and the Central Role of the Italic World<br />L&#8217;Abruzzo e la centralità del mondo italico<br />ANNA MARIA REGGIANI</p>
<p>Between Epochal Turning Points and Discontinuities: the territory of L&#8217;Aquila as a frontier during the Middle Ages in the light of archaeological investigations<br />Tra discontinuità e passaggi epocali: il territorio aquilano quale frontiera alla luce della ricerca archeologica nel Medioevo<br />FABIO REDI</p>
<p>The Figurative Arts in L&#8217;Aquila in the Late Middle Ages<br />Le arti figurative all&#8217;Aquila nel basso Medioevo<br />CRISTIANA PASQUALETTI</p>
<p>The Figurative Arts in L&#8217;Aquila in the 15th and 16th Century<br />Le arti figurative all&#8217;Aquila tra Quattrocento e Cinquecento<br />ALESSANDRO ANGELINI</p>
<p>The Figurative Arts in L&#8217;Aquila in the 17th and 18th Century<br />Le arti figurative all&#8217;Aquila tra Seicento e Settecento<br />MICHELE MACCHERINI</p>
<p>The Rebuilding of L&#8217;Aquila after the Earthquake of 1703<br />La ricostruzione dell&#8217;Aquila dopo il terremoto del 1703<br />DANIELA DEL PESCO</p>
<p>After the Fear: a Heritage Rescued <br />Dopo la paura: un patrimonio salvato<br />ANNA IMPONENTE</p>
<p>The Sounds of the City. Events and Personalities in the Musical World of L&#8217;Aquila<br />I suoni della città. Vicende e protagonisti della musica all&#8217;Aquila<br />FRANCESCO ZIMEI</p>
<p>L&#8217;Aquila and its History <br />L&#8217;Aquila e la sua storia</p>
<p>Saving Art: A Historical and Artistic Journey<br />Opere salvate: un percorso storico-artistico</p>
<p>The Excellence of Italian Restoration for Artworks Requiring Recovery<br />L&#8217;eccellenza del restauro italiano per le opere da recuperare</p>
<p>The Superior Institute of Conservation and Restoration<br />L&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro<br />PATRIZIA MIRACOLA</p>
<p>The Restoration Centre for works damaged in the Abruzzo earthquake at the Museo Archeologico Preistorico in Celano <br />Celano. Il Laboratorio di Restauro delle opere danneggiate dal sisma Abruzzo. Museo Archeologico Preistorico<br />PATRIZIA MIRACOLA<br />CARLA D&#8217;ANGELO</p>
<p>45 Monuments<br />45 Monumenti</p>
<p>Monuments to &#8220;adopt&#8221;<br />Monumenti da adottare</p>
<p>Chronology <br />Cronologia</p>
<p>Recommended bibliography <br />Bibliografia consigliata</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Michelangelo Antonioni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/michelangelo-antonioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'idea di presentare a L' Aquila, al Museo Nazionale d'Abruzzo, la serie completa delle Montagne incantate di Michelangelo Antonioni era coltivata da tempo, anche se il progetto definitivo si è andato concretizzando nell'anno in corso, in accordo con le Gallerie Civice di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Oggi appare formulato sull'onda emotiva dell'omaggio postumo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea di presentare a L&#8217; Aquila, al Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo, la serie completa delle Montagne incantate di Michelangelo Antonioni era coltivata da tempo, anche se il progetto definitivo si è andato concretizzando nell&#8217;anno in corso, in accordo con le Gallerie Civice di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Oggi appare formulato sull&#8217;onda emotiva dell&#8217;omaggio postumo al grande regista, evocazione comunque dovuta, in una sede museale, per una così carismatica e versatile personalità artistica. La proposta di una mostra era stata condivisa fin dal 2003 indirettamente dall&#8217;autore e da Enrica Antonioni divenuta “voce del regista,” in occasione di una loro frequentazione dell&#8217;Abruzzo legata al Premio Teofilo Patini a Castel di Sangro, per il quale avevano generosamente acconsentito a prestare alcuni Blow up della collezione personale. <br />Il goal di una mostra può significare il connubio ideale tra la poetica di un artista e l&#8217;identità dello spazio, il modo in cui le opere entrano in sintonia con il contesto architettonico. Lo spettatore ne trae allora una serie di spunti e parallelismi di ordine estetico e morale e può percepire il museo come il luogo storico in cui abitano le emozioni.<br />L&#8217;aspra, appartata e severa sede del Forte connotato da un altrettanto grandioso fondale naturale, offre una location non neutrale al tema dei paesaggi visionari di Antonioni. Per la particolare ubicazione consente un gioco a effetto, di rimandi e di confronti tra lo spettacolo della mutevole realtà naturale del massiccio appenninico che lo contorna e la finzione, o meglio, la autonoma realtà di quei miraggi di monti che non configurano alcuna geografia riconoscibile. <br />Presentate nel 1983 in anteprima al Museo Correr di Venezia e poi alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma, queste immagini evanescenti, evocative di turbolenze e metamorfosi della materia, si conformavano alla luce diffusa e agli spazi rassicuranti del museo. Con Andrea Buzzoni, Dirigente del Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara abbiamo concordato una selezione di ben centosessanta pezzi che costituiscono una scelta assai ampia e quasi completa delle “Montagne incantate” del Museo Antonioni. Sono state messe a disposizione grazie al rapporto di fiducia e fattiva collaborazione tra le due istituzioni: il merito e la riconoscenza vanno al Direttore e ai collaboratori tutti dei Musei Civici. L&#8217;intento è quello di mostrare l&#8217;intero processo creativo, dalle matrici originali a tempera, di formato minimo, che per il geniale autore erano solo la traccia iniziale del lavoro, agli ingrandimenti fotografici, i blow up, ovvero la trasformazione meccanica dei frammenti cartacei. L&#8217; esposizione del 1993 a Ferrara, venne dedicata alla pluralità dei linguaggi pittorici sperimentati, mentre nella mostra di quest&#8217;anno a Roma al Tempio di Adriano Antonioni aveva esposto le ultime tele dipinte coi “colori del silenzio”. È ora l&#8217;occasione per evidenziare il confronto tra l&#8217;astrazione fotografica delle Montagne incantate e la struttura scenica e la “forza psicologica dei colori” di alcuni celebri film: dal mondo minerale pietrificato in bianco e nero di l&#8217;Avventura (1959) ai violenti fumi colorati e le nebbie livide di Deserto rosso (1964) al paesaggio lunare di Zabriskie Point (1970) a quello ocra e rosato di Professione reporter (1974). La sequenza centrale di Blow up (1966) in cui il protagonista tramite l&#8217;ingrandimento fotografico ha la rivelazione di una realtà sfuggita ad occhio nudo, diventa invece metafora del procedimento creativo che utilizzerà per comporre le opere omonime. Questo articolato rapporto tra arte e cinema è documentato da un collage di immagini messe a punto dal Servizio Audiovisivi della Soprintendenza. <br />Nel presente catalogo sono stati pubblicati nuovamente alcuni saggi storici,tra cui quelli di Giulio Carlo Argan e Maurizio Calvesi, integrati da una precoce e inedita testimonianza sul “pittore” Antonioni, di Lorenza Trucchi.<br />Le professionalità della Soprintendenza coinvolte nel progetto hanno dato prova di competenza e dedizione, unendosi, con entusiasmo, a quelle dell&#8217;Istituto Cinematografico dell&#8217;Aquila e dell&#8217;Accademia dell&#8217;Immagine cui si deve la scelta mirata dell&#8217;allestimento delle luci nelle cavallerizze e nel salone del Forte. L&#8217;evento ha ricevuto il sostegno di sponsor privati ed è stato accolto dalla Provincia dell&#8217;Aquila che lo ha inserito in un calendario dedicato alla Settimana della Montagna. <br />A tutti va la sincera gratitudine per averci reso nuovamente spettatori dei mirabili quadri non solo di celluloide, di uno dei piu&#8217; grandi maestri del cinema.<br />Anna Imponente</p>
<p>The idea of organising an exhibition of Michelangelo Antonioni&#8217;s paintings, The Enchanted Mountains, at the Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo in L&#8217;Aquila is not new, even if the project has finally materialised only this year in collaboration with the Civic Museums of Contemporary Art in Ferrara. Although it appears to be an emotional, posthumous homage to this great director, it is nevertheless a tribute that is owed to such a charismatic and versatile artist. The idea had been indirectly approved in 2003 by Michelangelo and his wife Enrica Antonioni, who had become “the director&#8217;s voice.” At the time they were in the Abruzzi region to attend the Teofilo Patini Award in Castel di Sangro to which the artist had kindly loaned some blow ups of his personal collection.<br />An exhibition can be a place where an artist&#8217;s poetics and the site&#8217;s identity ideally merge, a place where the works establish a relationship with the architectural context. In this case, visitors can develop a series of aesthetic and moral ideas and associations and may view the museum as an historical site ‘inhabited&#8217; by emotions.<br />The harsh, isolated and stark architecture of the Fort, with its grandiose natural surroundings, is anything but neutral vis-à-vis Antonioni&#8217;s visionary landscapes. It permits comparisons, cross-references and visual effects between the capricious natural environment of the Apennines and the pretence, or perhaps we should say, the independent reality of those images of mountains, geographically undefined and unrecognisable. <br />Presented in 1983 at the Museo Correr in Venice and later at the National Gallery of Modern Art, these evanescent images that conjure up the turbulence and metamorphosis of matter adapt to the diffuse light and reassuring halls of the museum. <br />Together with Andrea Buzzoni, Director of the Cultural Activities Department of the Ferrara Municipality, we have chosen 160 works, a broad-ranging and almost complete selection from the Enchanted Mountains in the Museo Antonioni. The works are on loan thanks to the trust and collaboration that exists between our two institutions, and for this we would like to thank the Director and all the collaborators of the Civic Museums. The exhibition illustrates the artist&#8217;s entire creative process: from the original, miniature tempera drawings (which he considered as the starting point for his work) to the photographic enlargements, the blow ups, in other words, the mechanical transformation of the scraps of paper. The exhibition in Ferrara in 1993 focused on the multiple pictorial styles experimented by the artist; instead in this year&#8217;s exhibition in Rome, Antonioni had presented his last works painted with the “colours of silence.”<br />The time has come to compare the abstract photography of the Enchanted Mountains with the sets and “psychological power of colour” of some of his famous films: the petrified black and white mineral world of The Adventure (1959), the violent coloured smoke and purple fogs of Red Desert (1964), the lunar landscape of Zabriskie Point (1970), the ochre and rosy landscape of The Passenger (1974).<br />In the main sequence of Blow Up (1966), thanks to a photographic enlargement, the protagonist sees a reality not discernible by the naked eye: this becomes the metaphor of the creative process Antonioni uses in his paintings. This complex relationship between art and the cinema is documented by a series of images chosen by the Audiovisual Department of the Supervisory Services.<br />This catalogue contains several essays published many years ago, including those by Giulio Carlo Argan and Maurizio Calvesi, as well as an invaluable and unpublished essay on Antonioni the “painter” by Lorenza Trucchi.<br />The dedicated and extremely competent Supervisory Services involved in the project have worked enthusiastically with the L&#8217;Aquila Film Institute and the Image Academy: to them we owe the excellent choice of lighting and exhibition design in the riding school and halls of the Fort.<br />The event, financed by private sponsors, has been included by the Province of L&#8217;Aquila in the calendar of events being held in the framework of the Week of the Mountain.<br />We would like to sincerely thank all those who have made it possible, once again, to view these wonderful images, and not just the ones on film, by one of the greatest maestro of the cinema.</p>
<p>Anna Imponente</p>
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		<title>Claudio Verna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/claudio-verna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[...] Le tele più recenti: aniconiche, mostrano in atto uno specifico pensiero pittorico, pari ad un ideogramma che rappresenta l'idea di un oggetto senza esprimere il nome. Stabiliscono una simbolicità tra la forma, la stessa tecnica dell'espressione artistica e il senso ultimo di uno spazio aperto sul mondo. L'effetto di illusionismo ottico si caratterizza per ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[[&#8230;] Le tele più recenti: aniconiche, mostrano in atto uno specifico pensiero pittorico, pari ad un ideogramma che rappresenta l&#8217;idea di un oggetto senza esprimere il nome. Stabiliscono una simbolicità tra la forma, la stessa tecnica dell&#8217;espressione artistica e il senso ultimo di uno spazio aperto sul mondo. L&#8217;effetto di illusionismo ottico si caratterizza per una propria energia interna, che si propaga all&#8217;ambiente dove si collocano, e diventa come una grande, unica installazione, una dream house, dove gli spettatori possono rilassarsi in un piacevole viaggio dei sensi. Serve anche a questo il potere deniurgico degli artisti, ultimi medici dello spirito, a elogiare la leggerezza dell&#8217;essere, nel caso di Verna sorretto dalla regola che corregge l&#8217;emozione. Solo così, come era anche per l&#8217;etica aristotelica, &#8220;Il bene supremo oggetto di azione è la felicità&#8221;.<br />Anna Imponente</p>
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