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	<title>Labalestra Antonio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Labalestra Antonio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 14:09:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D'Amato A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D'Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D&#8217;Amato</p>
<p>A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D&#8217;Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche molto differenti: partendo dai maestri e amici, sino a raccogliere le testimonianze dei più giovani docenti e architetti formatisi presso la “scuola barese” di architettura. Quest&#8217;ultima, dal professore istituita e creata a partire dal 1990, è stata caratterizzata da una chiara forte identità, riconosciuta a livello accademico nazionale e internazionale, che ha attirato a sé grandi elogi e critiche per il suo modo di essere e voler essere differente e progressista per mezzo della tradizione e il culto della storia. L&#8217;intento è, dunque, quello di presentare più “letture” autoriali per tentare di dipanare il duplice e al contempo multiforme tema focalizzato sul prof. Claudio D&#8217;Amato e sulla sua scuola di architettura barese.<br />
Il libro è articolato in tre parti: I curatori, Tre Rettori del Politecnico di Bari e Contributi. La prima parte è relativa a due saggi: la visione dell&#8217;ex alunno ora docente (Giuseppe Fallacara), e quella di un collega caro amico (Amerigo Restucci). La seconda parte raccoglie i contributi dei Rettori del Politecnico di Bari che hanno segnato tre tappe fondamentali della vita di D&#8217;Amato: l&#8217;origine della creazione della Facoltà di Architettura (Umberto Ruggiero), l&#8217;assegnazione del titolo di Professore Emerito (Eugenio Di Sciascio), l&#8217;attuale Rettore (Francesco Cupertino). La terza parte rappresenta la raccolta di tutti i contributi suddivisi in sei sezioni: 3.1. Il maestro; 3.2. Gli amici; 3.3 La Facoltà di Architettura di Bari; 3.4. I primi allievi e docenti; 3.5. Gli allievi, i dottori di ricerca e gli specializzati; 3.6. Recensioni. Le sezioni, tutte organizzate nella successione alfabetica degli autori, si compongono secondo un avvicendamento generazionale che dal maestro Paolo Portoghesi giunge sino ai più giovani autori, come Ilaria Cavaliere e Dario Costantino, che hanno conosciuto il professore solamente ai primi anni del loro percorso universitario barese e che oggi studiano e indagano sul suo operato ancora foriero di grandi e profonde riflessioni future, con un contributo dal titolo Didattica dell&#8217;Architettura e Professione: l&#8217;ultimo convegno organizzato da Claudio D&#8217;Amato. I contributi, con la componente personale che li connota, vengono accomunati da alcuni temi ricorrenti, quali i ricordi di esperienze trascorse insieme a D&#8217;Amato – soprattutto nel caso degli amici –; la storia della Facoltà di Architettura di Bari a partire dalla sua fondazione; l&#8217;attività accademica a cui il professore ha dedicato tutto sé stesso; gli indirizzi di ricerca che hanno caratterizzato e che continuano a caratterizzare la scuola barese; le esperienze degli allievi.<br />
Si ringraziano per questo tutti coloro che hanno partecipato, con il loro apporto, alla realizzazione di questo volume.<br />
(Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Introduzione, pp. XIV, XV).</p>
<p>Giuseppe Fallacara (Bitonto &#8211; Bari, 17 dicembre 1973) è Architetto e Dottore di Ricerca.<br />
Dal primo aprile 2020 è Professore Ordinario in Composizione Architettonica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari, dove dirige il New Fundamentals Research Group. È coordinatore del CESAR, Corso di Alta Formazione Applicata in Architettura e Restauro della Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari. Esperto di Stereotomia e architettura in pietra, ha pubblicato numerose monografie e articoli scientifici sul tema e ha realizzato prototipi sperimentali litici. Ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2006 e annualmente, dal 2005, al Marmomac di Verona, nel settore Università e Ricerca. È stato visiting professor, tra le altre università, presso il NYIT (New York Institute of Technology) e il MISIS (National University of Science et Technology) di Mosca. È stato curatore della mostra Stereotomy 2.0 and Digital Construction Tools (New York, maggio 2018) ed è stato invitato da Alessando Melis a esporre presso il Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia del 2021.</p>
<p>Amerigo Restucci (Matera, 10 novembre 1942) laureato in Architettura.<br />
Ha insegnato Storia dell&#8217;Architettura in qualità di Professore Ordinario all&#8217;Università IUAV di Venezia, della quale è stato Rettore dal 2010 al 2016. Dal 1987 al 1995 ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia e Storia dell&#8217;Arte dell&#8217;Università degli Studi di Siena. Nel 1989 è stato eletto nel Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali e ha esaminato, tra gli altri, i restauri della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, del Ponte Sisto a Roma, delle Torri medioevali di Pavia e della Reggia di Caserta. Dal 1992 è entrato nel Consiglio Direttivo dell&#8217;ICOMOS-UNESCO per la tutela del patrimonio mondiale nel settore dei monumenti e dell&#8217;ambiente e nel 1996 è stato nominato nel comitato internazionale per lo studio ed il restauro della Basilica di Sant&#8217;Antonio a Padova. Dal 1999 al 2003 è stato Presidente dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 2002 è stato eletto nel Consiglio Direttivo della Biennale di Venezia; nel 2004 ha ricevuto l&#8217;incarico da parte del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo del MIBACT e dell&#8217;APT della Basilicata per la progettazione degli itinerari di Federico II di Svevia in Basilicata e Puglia. Nel 2015 ha coordinato l&#8217;elaborazione del dossier di candidatura de Il paesaggio vitivinicolo delle colline di Conegliano e Valdobbiadene iscritto nel 2019 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p><em>Con saggi di:</em><br />
Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Francesco Cupertino, Eugenio Di Sciascio, Umberto Ruggiero, Paolo Portoghesi, Alfonso Acocella, Giuseppe Arcidiacono, Lucio Valerio Barbera, Enrico Bordogna, Augusto Romano Burelli, Francesco Cellini, Giangiacomo D&#8217;Ardia, Alberto Ferlenga, Cherubino Gambardella, Ghisi Grütter, Giuseppe Carlo Marano, Marco Trisciuoglio, Bruno Messina, Vincenzo Pavan, Domenico Potenza, Franz Prati, Franco Purini, Fabio Tellia, Paolo Tombesi, Angelo Torricelli, Duccio Trombadori, Paolo Zermani, Michele Balice, Rossana Carullo, Giovanni Cucci, Rossella de Cadilhac, Francesco Defilippis, Loredana Ficarelli, Matteo Ieva, Antonio Labalestra, Marco Mannino, Anna Bruna Menghini, Mauro Mezzina, Carlo Moccia, Michele Montemurro, Lorenzo Netti, Spartaco Paris, Attilio Petruccioli, Antonio Riondino, Giorgio Rocco, Giuseppe Strappa, Vincenzo Paolo Bagnato, Annalisa Di Roma, Calogero Montalbano, Giulia Annalinda Neglia, Anna Rosa Pagliarulo, Nicola Parisi, Mariangela Turchiarulo, Mariangela Alicino, Maurizio Barberio, Micaela Colella, Nicola Boccadoro, Claudia Calabria, Maria Rita Campa, Vito Cascione, Ilaria Cavaliere, Dario Costantino , Niccolò Dambrosio, Vito De Bellis, Graziella Fittipaldi, Alessandro Iacovuzzi, Rosaria Valeria Loliva, Nicola Martielli, Alessandra Mongelli, Ubaldo Occhinegro, Marco Stefano Orsini, Alessandra Paresce, Giuseppe Rociola, Hilde Grazia Teresita Romanazzi, Nicola Sacco, Mohamed Saidi, Raffaella Sanseverino, Alessandra Scarcelli, Francesco Scricco, Marco Stigliano, Luigi Alini, Roberta Amirante</p>
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		<title>Gallipoli</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gallipoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 14:08:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana QUADERNI DI PROGETTO / DETTAGLIOIn collaborazione con A.A.M. Architettura Arte ModernaII momento qualificante la collana è quello del progetto. Essa pertanto non si presenta come un prodotto monolitico, ma, di volta in volta, prende in considerazione o un singolo progetto, documentandolo in tutte le fasi di elaborazione, o un architetto, del quale cerca di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana QUADERNI DI PROGETTO / DETTAGLIO</p>
<p>In collaborazione con A.A.M. Architettura Arte Moderna</p>
<p>II momento qualificante la collana è quello del progetto. Essa pertanto non si presenta come un prodotto monolitico, ma, di volta in volta, prende in considerazione o un singolo progetto, documentandolo in tutte le fasi di elaborazione, o un architetto, del quale cerca di mettere in risalto le peculiarità progettuali attraverso la lettura di una o più opere significative, oppure, infine, esamina occasioni particolari che vedono il concorso di contributi disciplinari diversi su di un tema dato. Ciò che dà unità a ciascun volume della collana è la stretta adesione al tema, che si configura come momento emblematico nell&#8217;ambito della cultura architettonica contemporanea. In questa ottica assume significato particolare anche la “costruzione” stessa di ciascun volume, che tende a proporsi come un “progetto” fornito di proprie autonome caratteristiche, che riflette, nella sua forma, i contenuti che esprime e rappresenta. La collana privilegia l&#8217;area progettuale piuttosto che quella esecutiva, che viene comunque documentata nei limiti in cui rientra nel luogo della rappresentazione in quanto momento complesso di idealità e progettualità. Inoltre, in tal modo, si vuole innescare un processo di progressiva estensione delle tematiche che, a partire dal “dettaglio”, giungono a mettere a fuoco la personalità complessiva di un architetto, o la singolarità di un tema, o la pluralità di letture di un&#8217;occasione progettuale. Attraverso i testi critici introduttivi si compie quella lettura storica che, centrando il tema dell&#8217;opera nella ricostruzione teorica dell&#8217;operazione progettuale, consente di stabilire quella continuità necessaria, affinché ciascun “progetto” non si ponga come oggetto isolato, ma piuttosto come elemento a partire dal quale tratteggiare un quadro complessivo, e non antologico, nel quale si colloca un momento particolare della ricerca architettonica. È evidente anche il senso didattico dell&#8217;operazione, che fornisce veri e propri materiali di studio, sulla genesi di diversi progetti, dallo schizzo all&#8217;architettonico, cercando di rendere il più esplicita possibile la metodologia sottesa da ciascuna opera. Un altro elemento caratterizza questa collana, tutta rivolta al contemporaneo: la volontà di svelare e mettere in scena anche quegli aspetti onirici e surreali, e tuttavia “testimonianze” tra il pubblico e il privato dell&#8217;attuale dimensione culturale, che caratterizzano in modo particolare una condizione della ricerca, e, dunque una produzione per la maggior parte condannata all&#8217;ineffettualità. L&#8217;eloquenza del di-segno, in cui predomina il rifiuto del compromesso, mentre individua un luogo teorico del progetto, ne sottolinea un rigore morale che, in anni recenti, ha pagato il prezzo di una non voluta emarginazione dai luoghi della decisione. L&#8217;illustrazione, innanzitutto teorica, si propone anche come momento di documentazione sull&#8217;opera complessiva di questi architetti contemporanei, attraverso l&#8217;integrazione dell&#8217;apparato bio-bibliografico con il regesto delle opere, che contestualizza il progetto in una panoramica antologica che lo ripropone all&#8217;interno di una ricerca complessiva. </p>
<p>The focus of this series is the architectural project. Therefore rather than the series being conceived as a monolithic block, each of its volumes considers either a single project – documenting every phase of its evolution – or the work of an individual architect whose singularities are highlighted via the analysis of one or more significant projects, or – finally – particular occasions on which a range of different projects have addressed a single theme.  What gives each volume its unity is the fact that each focuses closely on a theme emblematic of contemporary architectural culture. From this point of view the structure of the individual volumes is particularly significant in that each one is treated as an autonomous “project” with a format that reflects its contents and focus. The series concentrates on the area of architectural design rather than construction, although the latter is documented where and in so far as it offers a useful illustration of the synthesis of ideals and practical applications. In this way, moreover, the aim is to move gradually outwards from the “detail” to a broader overview of the themes via which it becomes possible to define the “personality” of an architect or the singularity of a theme or the variety of possible readings of a particular project. The introductory critical texts provide the kind of historical perspective which, in addressing the theme of the architectural design from the perspective of its theoretical roots and background, permits a continuity of vision that allows each “project” to be considered not in isolation but as one element of an overall picture that forms the context for a particular moment in the history of architectural research. The didactic objectives of the series are also very explicit, the aim being to provide valuable material for study regarding the genesis of diverse projects, from initial sketches to finished construction, with the intention of illustrating as clearly as possible the methodology behind each work. One further aspect characterizes this series, which is dedicated entirely to contemporary architecture: the desire to reveal and focus attention on the dreamlike and surreal qualities ironically symbolic of the contemporary cultural reality on both a public and private level and that typify a kind of research, and therefore of architectural production, for the most part destined to remain ineffectual. The uncompromising eloquence of so many of these designs very clearly reveals the projects&#8217; theoretical context but also underlines a moral rigour that in recent years has paid the price of being unwillingly sidelined from the decision-making context. The work of these contemporary architects is also documented via the inclusion of illustrations (above all theoretical) alongside the biographical data, bibliographies and lists of works, furnishing a general overview of each architect&#8217;s work as a whole and therefore the background context from which the individual project emerges.</p>
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