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	<title>Macioce Stefania Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Macioce Stefania Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Quando la pittura parla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 14:09:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro esplora le permanenze della retorica antica, codificata da grandi oratori e rètori come Cicerone e Quintiliano, nel linguaggio pittorico e musicale tra i secoli XVI e XVII. In particolare, l&#8217;Institutio Oratoria di Quintiliano entra a far parte della cultura rinascimentale divenendo una sorta di canone anche per gli autori dei più importanti trattati d&#8217;arte, da Leon Battista Alberti a Leonardo. Il pittore, come l&#8217;oratore, deve saper coinvolgere il proprio pubblico stimolando emozioni, partecipazione e commozione, secondo l&#8217;antico adagio docere, delectare, movere. Comunicando silenziosamente affetti, moniti moraleggianti, temi sapienziali, narrazioni storiche o valenze estetiche, la dinamica espressa da pittori e scultori punta al coinvolgimento empatico attraverso l&#8217;applicazione di una normativa codificata dal linguaggio verbale. Ciò avviene anche nell&#8217;ambito musicale ove, dall&#8217;età rinascimentale a tutto il barocco, il musico è equiparato all&#8217;oratore. Musica e pittura si coniugano nelle ideazioni di un attraente quanto singolare artista lucchese Pietro Paolini. Questi raccoglie dall&#8217;esperienza romana all&#8217;ombra di Caravaggio, ideatore di celebri dipinti di soggetto musicale, le novità di quella straordinaria vicenda, dando vita a originali dipinti che ritraggono villani e aristocratici. Nella pittura intrigante di questo particolarissimo ‘caravaggesco&#8217; si riflettono interessi musicali, frequentazioni poetiche e accademiche e le consuetudini di un tempo antico.</p>
<p>Stefania Macioce è professore associato di Storia dell&#8217;arte moderna alla Sapienza Università di Roma dal 1998 dopo aver insegnato nell&#8217;Università degli Studi di Udine. Ha pubblicato saggi sulla pittura ferrarese del &#8216;400 e sul manierismo romano: Undique splendent. Aspetti della pittura sacra nella Roma di Clemente VIII Aldobrandini 1592- 1605, De Luca 1990; Giovanni Baglione (1566-1644), pittore e storiografo d&#8217;arte, 2002. Si è dedicata a studi di carattere iconografico, sul colore (2018), magia e gemme (Ori nell&#8217;arte, LogartPress 2007, L&#8217;incantesimo di Circe, LogartPress 2005). I suoi studi specialistici si concentrano su Caravaggio. Il suo lavoro fondamentale è il volume Michelangelo Merisi da Caravaggio, Documenti, fonti e inventari 1513-1875, Ugo Bozzi Editore 2003 (seconda ed. 2010), che costituisce un punto di riferimento basilare per gli studi caravaggeschi. In occasione del centenario caravaggesco ha pubblicato I cavalieri di Malta e Caravaggio, LogartPress 2010, ricevendo la Croce di Merito dell&#8217;ordine di Malta e in seguito, per l&#8217;Editore Gangemi nel 2013, La musica al tempo di Caravaggio.</p>
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		<title>La musica al tempo di Caravaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-musica-al-tempo-di-caravaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 14:05:07 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume speciale raccoglie i diversi contributi offerti dagli specialisti in occasione del Convegno Internazionale di Studi, promosso dal Comitato Nazionale per il IV Centenario dalla morte di Caravaggio, tenutosi a Milano, presso la Biblioteca Ambrosiana, il 29 settembre 2010, significativa ricorrenza della nascita di Michelangelo Merisi da Caravaggio. I dipinti che Caravaggio esegue per i suoi colti committenti romani, il cardinal Del Monte e il marchese Vincenzo Giustiniani, rappresentano il punto di partenza di una lunga analisi che ha portato alla luce nuove conoscenze su un particolare momento storico, quello compreso tra la fine degli anni novanta del XVI secolo e i primi decenni del secolo successivo. Nei quadri che Caravaggio dipinge per il cardinal Del Monte appare sulla scena della pittura romana un nuovo soggetto: la musica. Il Suonatore di liuto e I Musici traspongono sulla tela una complessa serie di problematiche connesse alla nuova voga musicale del “recitar cantando” formulata da Emilio de&#8217; Cavalieri nel contesto fiorentino della Camerata de&#8217; Bardi. Caravaggio riproduce in termini pittorici le nuove istanze musicali volte a dare rilievo ai testi poetici sul tema amoroso e alla voce del cantore, ma raffigura anche, e con grande precisione, note musicali tratte da madrigali di compositori diversi come Arcadelt e Layolle, quasi tutti appartenenti alla cultura cinquecentesca. I quadri che Caravaggio dedica al tema musicale divengono archetipi e da questi trarranno ispirazione e modello diversi seguaci e pittori caravaggeschi. Alla fine degli anni trenta del Seicento la moda merisiana di ritrarre spartiti nei quadri, cade nell&#8217;oblio, e il rarefatto mondo rappresentato dal grande pittore lombardo viene superato da nuovi modelli pittorici.</p>
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