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	<title>Manieri Elia Mario Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Manieri Elia Mario Archivi | Gangemi</title>
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	<item>
		<title>Responsabilità nella conservazione del costruito storico</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/responsabilita-nella-conservazione-del-costruito-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:04:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema affrontato risulta cruciale: quali sono i limiti della responsabilità etica e professionale del restauratore architetto e ingegnere negli interventi di conservazione del patrimonio storico?L'ARCo, nei suoi venti anni di vita, ha inteso offrire uno spazio di ampia discussione e di libero confronto sui temi della conservazione e del restauro del patrimonio storico internazionale. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema affrontato risulta cruciale: quali sono i limiti della responsabilità etica e professionale del restauratore architetto e ingegnere negli interventi di conservazione del patrimonio storico?<br />L&#8217;ARCo, nei suoi venti anni di vita, ha inteso offrire uno spazio di ampia discussione e di libero confronto sui temi della conservazione e del restauro del patrimonio storico internazionale. Patrimonio di meravigliosi tesori, complesso, ricco e sfaccettato nel quale il tessuto dell&#8217;edilizia storica minore deve essere parte integrante da tutelare e conservare anche contro specifici interessi economici e politici, e per il quale l&#8217;Associazione sta sempre di più sottolineando la preoccupazione per il crescente rischio di depauperamento e distruzione. Questa situazione si riflette sulle difficoltà che i professionisti incontrano nell&#8217;esercizio della professione. Il convegno è stato quindi un&#8217;occasione per fare il punto e confrontarsi, anche con i colleghi dell&#8217;Accademia di Francia, su quali siano i margini della responsabilità nei confronti della norma, delle condizioni finanziarie e sulla conduzione a regola d&#8217;arte degli interventi di restauro; quale sia lo spazio del progetto e delle responsabilità contenute nell&#8217;assunzione di determinate scelte. Il volume raccoglie gli atti del Convegno “Responsabilità nella Conservazione del costruito storico” organizzato dall&#8217;ARCo in collaborazione con l&#8217;Accademia di Francia a Roma, il 29 e 30 novembre 2010 a Villa Medici, in occasione del ventennale della fondazione dell&#8217;Associazione.</p>
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		<title>Topos e progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/topos-e-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2003 13:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>EditorialeRenato NicoliniL'impazienza di Orfeo. L'attesa come spazio dialettico del progettoMario Manieri EliaIl Pantheon: modello soprastorico o scenario di trasformazioniSusanna PasqualiRoma 1520-1820: dal Pantheon degli artisti al Pantheon degli uomini illustriBruno TobiaLa sacralizzazione politica di S. Maria ad Martyres (1878-1910)Giulia LeoniIl risveglio dell'AugusteoAntonino TerranovaDiscussione per un'attesa produttivaCarlo GasparriniL'attesa ai piedi del duplice vulcanoRobert Venturi - Denise ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Editoriale</p>
<p>Renato Nicolini<br />L&#8217;impazienza di Orfeo. L&#8217;attesa come spazio dialettico del progetto</p>
<p>Mario Manieri Elia<br />Il Pantheon: modello soprastorico o scenario di trasformazioni</p>
<p>Susanna Pasquali<br />Roma 1520-1820: dal Pantheon degli artisti al Pantheon degli uomini illustri</p>
<p>Bruno Tobia<br />La sacralizzazione politica di S. Maria ad Martyres (1878-1910)</p>
<p>Giulia Leoni<br />Il risveglio dell&#8217;Augusteo</p>
<p>Antonino Terranova<br />Discussione per un&#8217;attesa produttiva</p>
<p>Carlo Gasparrini<br />L&#8217;attesa ai piedi del duplice vulcano</p>
<p>Robert Venturi &#8211; Denise Scott Brown<br />La produttività delle contraddizioni. Intervista di M. Manieri Elia e M. M. Segarra Lagunes</p>
<p>Robert Venturi<br />Il senso delle deroghe. Il progetto della Adler House nella montagna sopra Williamstown, MA</p>
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		<title>Archeologia e progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/archeologia-e-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2002 14:01:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ESAURITOSono qui raccolti alcuni progetti di laurea degli studenti della Facoltà di Architettura di Roma Tre sul tema del rapporto fra archeologia e città contemporanea. Il tema è intrigante ma è pure assolutamente scabroso: si tratta di provare ad affermare la necessità del progetto di architettura nel ridottissimo spazio lasciato dalla preponderante tendenza alla conservazione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ESAURITO</p>
<p>Sono qui raccolti alcuni progetti di laurea degli studenti della Facoltà di Architettura di Roma Tre sul tema del rapporto fra archeologia e città contemporanea. Il tema è intrigante ma è pure assolutamente scabroso: si tratta di provare ad affermare la necessità del progetto di architettura nel ridottissimo spazio lasciato dalla preponderante tendenza alla conservazione (che sarebbe del tutto auspicabile, se non fosse oltranzista), dalla straordinaria entensione del campo di interessi (a tutte le testimonianze della cultura materiale) e da una metodica di indagine che è diventata capillare e precisa (e che sarebbe davvero innovativa, se riuscisse a non essere individualistica ed episodica). Oltre a tutto c&#8217;è da fare i conti con l&#8217;ipersensibilità degli archeologi e dei conservatori, che (acriticamente, ma con più di una ragione, purtroppo) accolgono col massimo allarme ogni manifestazione della contemporaneità. Peraltro la città (Roma fra tutte) vive e deve vivere sulla sua storia, sulle sue stratificazioni e sul suo antico; non può allontanarsene, lasciando enormi spazi ad un&#8217;imprecisata ibernazione, tantomeno all&#8217;uso cosiddetto &#8220;culturale&#8221; che se ne fa ora (massificato, concentrato solo su alcune ovvietà turistiche, non conoscitivo e, alla fine, nemmeno veramente redditizio). Roma deve poi combinare ad un rinnovato, e quindi veramente culturale, uso dell&#8217;antico, anche tutte le altre sue funzioni (quelle compatibili): la città deve insomma, come è sempre stato, stare in se stessa.<br />I progetti qui raccolti, ovviamente, non risolvono tutto, ma dimostrano molto: fanno capire come l&#8217;antico possa convivere con la città moderna e pure come interventi innovativi e decisi possano restituire senso, riconoscibilità e valore d&#8217;uso a frammenti o parti dell&#8217;antico che, altrimenti (pur se note e ben conservate) seguiterebbero a restare puri relitti. I progetti testimoniano anche di un nuovo atteggiamento dei giovani architetti: per loro non ha più senso (se mai l&#8217;ha avuto in passato) impegnarsi in una battaglia ideologica per affermare il primato della contemporaneità, è invece la contemporaneità che prende senso proprio nel dialogo con l&#8217;antico, nel raccogliere le sue tracce, riordinarle, conoscerle. Non a caso è leggibile una chiara tendenza a considerare i progetti come momenti di un processo conoscitivo più ampio; tasselli di un&#8217;aggiornata ed evolutiva &#8220;forma urbis&#8221; delle stratificazioni storiche e contemporanee, che ora va costruita (più di cent&#8217;anni dopo Lanciani) planimetria su planimetria, plastico su plastico, rilievo su rilievo, file su file, scheda su scheda, saggio su saggio, per mano degli archeologi, degli storici e, pure (indispensabilmente) degli architetti.</p>
<p>Francesco Cellini</p>
<p>Indice del volume<br />Prefazione<br />Francesco Cellini<br />Progetto archeologico &#8211; Progetto architettonico<br />Mario Manieri Elia<br />Pompei: dall&#8217;analisi delle coperture al restauro della <br />Casa di Paquio Proculo<br />Maria Chiara Barone <br />Il restauro dell&#8217;insula delle Muse ad Ostia Antica<br />Lorenzo Bastianelli  Michele Zelli<br />I sentieri delle anfore, un percorso per avvicinare il Foro Boario alla città<br />Lucia Berardinelli<br />Una copertura per la villa romana del Casale presso Piazza Armerina<br />Flavio Camerata<br />Il museo del Campo Marzio a piazza Augusto Imperatore<br />Emanuele Caprodossi<br />Monterano: da rudere a luogo delle memorie<br />Alessandra Carlini<br />Musealizzazione dell&#8217;area archeologica di Piazza Sallustio a Roma<br />Anna Rita Conte<br />Il Ninfeo della Villa dei Quintili: storia e restauro<br />Milena Cosenza  Simona Lalle<br />L&#8217;Area Archeologica Centrale<br />Daniele Fossataro  Giovanni Marini<br />Roma sul Tevere: l&#8217;area portuale delle origini<br />Alessandra Incarnati<br />Colle Oppio: progetto archeologico/architettonico<br />Fabio Maiorano<br />Roma, Musei Capitolini: allestimento del sito del Tempio di Giove nel Palazzo Caffarelli<br />Bianca Maria Mariano  Michela Marzoli<br />L&#8217;Accessibilità all&#8217;area archeologica del Circo Massimo<br />Alessia Marinelli<br />L&#8217;Accessibilità all&#8217;area archeologica del Circo Massimo<br />Alessia Marinelli<br />Il recupero del senso: l&#8217;Acquedotto Claudio<br />Chiara Mazzeo<br />Il parco archeologico della città messapica di Rudiae<br />Filippo Ortolani<br />L&#8217;accesso a Velia<br />Annalisa Palumbo<br />L&#8217;accessibilità all&#8217;Area Sacra Argentina<br />Paola Porretta<br />Il museo della Basilica Ulpia al Foro di Traiano<br />Valentina Sabatini<br />Parco archeologico del Colle Oppio: un progetto tra natura e storia<br />Emaunuela Sciattella<br />Il collegamento sotterraneo tra il Ludus Magnus e il Colosseo<br />Lorenzo Valla</p>
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		<title>Topos e progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/topos-e-progetto-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 1998 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la città del passato, che cova silenziosa sotto le nostre attuali strutture cittadine, riemerge improvvisa a interrompere l'assetto urbano e le sue dinamiche, si produce un impatto traumatico e la crisi che ne deriva può divenire endemica, restando irrisolta; o, per contro, essere un'occasione di crescita qualitativa e di arricchimento dei valori.Ragionando su alcuni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la città del passato, che cova silenziosa sotto le nostre attuali strutture cittadine, riemerge improvvisa a interrompere l&#8217;assetto urbano e le sue dinamiche, si produce un impatto traumatico e la crisi che ne deriva può divenire endemica, restando irrisolta; o, per contro, essere un&#8217;occasione di crescita qualitativa e di arricchimento dei valori.<br />Ragionando su alcuni casi concreti di centri storici come Matera o Lecce e, soprattutto, sugli stupefacenti esempi dell&#8217;archeologia urbana romana, questo libro ripercorre le incertezze, gli errori e le aspre discussioni che segnano l&#8217;inceppato svilupparsi di una nuova cultura della città, della storia e del progetto; e procede verso la messa a punto di un percorso ermeneutico, che assuma il &#8216;riemerso&#8217; della città sepolta, come una portentosa chance di rilancio dell&#8217;identità culturale e di risignificazione urbana. E ciò, con una &#8216;donazione di senso&#8217; che può essere garantita solo da un accorto lavoro di progettualità ­ conoscitiva più che assertiva ­, volto ad accostare il reale storico per successive domande, piuttosto che inchiodarlo su apodittiche risposte.<br />In tale ottica, che implica un approccio dialettico e trans-disciplinare, il caso di Largo Argentina a Roma, sul quale il libro si sofferma più diffusamente, diviene emblematico, anche attraverso la riflessione sul simulacro marmoreo gigantesco ­ un misterioso genius loci ­, che riemerge inatteso e indesiderato, nell&#8217;aprile 1929, a problematizzare i significati del luogo, evocandone dall&#8217;oblio, forse, il senso più profondo. E sarà il disegno urbano, a questo punto, a raccogliere le provocazioni che vengono, sommesse e potenti, dalla storia, per riproporle, a una società sempre a rischio di appiattimento sul quotidiano, come risorse preziose e patrimonio da mettere a frutto, in termini di qualità della vita.</p>
<p>Mario Manieri Elia, architetto e ordinario di Storia dell&#8217;Architettura (a Venezia dal 1976 e a Roma dal 1983) ha un&#8217;ampia pubblicistica sulla storia dell&#8217;architettura, sui problemi di metodo nei processi conoscitivi e progettuali nonché sul restauro e il recupero urbano. È impegnato anche operativamente nei suddetti settori, particolarmente per le sistemazioni archeologiche romane (Largo Argentina, Tempio di Romolo, Colosseo, Fori Imperiali, Villa Adriana), di restauro monumentale urbano (Roma, Matera, Acerenza, Conversano, Nardò) e di sistemazioni museali (Pistoia, Matera, Deruta, Nocera Umbra). Dal 1994 è consulente del Comune di Roma per gli interventi nella città storica. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Topos e Progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/topos-e-progetto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>EditorialeLa 'mancanza' e il progettoRenato NicoliniIl progetto della 'mancanza'Mario PanizzaLe due assenzeFlavio ManieriEdipo Architetto. Le manque e il fantasma di una garanzia protettiva della 'buona forma'Fulvio LeoniProspettive sotterranee e virtuali di una nuova architetturaMarc AugéLa separazione mancante (il Muro di Berlino)Maria Margarita Segarra LagunesLe ripe scomparse: il Tevere del xx secoloSilvano TagliagambeFigure della mancanzaMargherita GiorgettiIl ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Editoriale<br />La &#8216;mancanza&#8217; e il progetto</p>
<p>Renato Nicolini<br />Il progetto della &#8216;mancanza&#8217;</p>
<p>Mario Panizza<br />Le due assenze</p>
<p>Flavio Manieri<br />Edipo Architetto. Le manque e il fantasma di una garanzia protettiva della &#8216;buona forma&#8217;</p>
<p>Fulvio Leoni<br />Prospettive sotterranee e virtuali di una nuova architettura</p>
<p>Marc Augé<br />La separazione mancante (il Muro di Berlino)</p>
<p>Maria Margarita Segarra Lagunes<br />Le ripe scomparse: il Tevere del xx secolo</p>
<p>Silvano Tagliagambe<br />Figure della mancanza</p>
<p>Margherita Giorgetti<br />Il Passaggio di Commodo e l&#8217;interrotta relazione tra Colosseo e Claudium</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quaderni del Master 1. Architettura Storia Progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/quaderni-del-master-1-architettura-storia-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Direttrice della Collana Maria Margarita Segarra LagunesIl materiale critico e progettuale contenuto in questa pubblicazione documenta alcune fasi di un'esperienza di studio post-universitario inconsueta e sperimentale: quella proposta da un Master in cui si miscelano, confrontandosi, sovrapponendosi, integrandosi, ingredienti che invece nella didattica di architettura sono e sono stati (quasi) sempre separati.Oggi infatti, in tutti ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Direttrice della Collana Maria Margarita Segarra Lagunes</p>
<p>Il materiale critico e progettuale contenuto in questa pubblicazione documenta alcune fasi di un&#8217;esperienza di studio post-universitario inconsueta e sperimentale: quella proposta da un Master in cui si miscelano, confrontandosi, sovrapponendosi, integrandosi, ingredienti che invece nella didattica di architettura sono e sono stati (quasi) sempre separati.<br />Oggi infatti, in tutti i correnti ordinamenti universitari, la storia e la riflessione sulle ragioni dell&#8217;architettura e sui suoi esiti sono trattate come un sistema a sé, disciplinarmente arroccato su predefiniti standards culturali; d&#8217;altra parte anche il progetto tende ora ad esser collocato in una sorta di mondo autonomo e frettolosamente specifico, chiamando di volta in volta in causa, nell&#8217;approssimativa definizione di questa specificità, o gli aspetti più pratici e professionali del mestiere, ovvero la proposizione di diversi e talora labili sistemi di riferimento teorico.<br />Qui invece, nel Master, le due cose, progetto di architettura e storia dell&#8217;architettura (e storia del progetto ecc.) stanno assieme, forse in una relazione tendenziale e problematica, talvolta più di tensione che di accordo, ma certo senza pasticci: pasticci che certamente consisterebbero nel pretendere di sottomettere la prassi del progetto all&#8217;autorità della storiografia e della teoria (la critica operativa), ovvero nel pensare possibile un&#8217;attività professionale e artistica del tutto autoreferente, arrogante, irruente e, come spesso oggi si vorrebbe, libera da ogni responsabilità.<br />Nella filosofia del Master è invece limpida l&#8217;idea dell&#8217;apertura, della ricerca e del confronto; c&#8217;è la consapevolezza che le più vitali strutture di una cultura attiva risiedano proprio nelle infinite relazioni incrociate del fare col già fatto e del pensare col già pensato, e che queste relazioni debbano essere scrupolosamente analizzate e delicatamente preservate dal dogmatismo, proprio per la loro intrinseca mutevolezza e fragilità.<br />Applicare tutto ciò alla didattica chiede ai docenti ed agli allievi una particolare disponibilità a confrontare con pazienza molti e spesso dissonanti punti di vista; chiede di cimentarsi con diversi tipi di esperienza critica, analitica e progettuale; chiede poi di allargare il proprio campo visivo e conoscitivo al reale spazio del dibattito architettonico contemporaneo, che è da tempo, ed indiscutibilmente, internazionale e chiede di farlo con lucidità. La dinamica globale della cultura specifica è, infatti, dietro la patina omogenea dei suoi fenomeni più noti, abbastanza frammentaria, contraddittoria, a-sistematica; è un assieme incoerente di valori, energie e ritmi (alcuni anche lenti e deboli, come sono ora quelli della produzione italiana, altri urgenti e vivaci), su cui rimisurare tutto: opportunità, spazi, interazioni, rilanci, sconfitte, eredità culturali, patrimoni critici.<br />Ecco quindi la ragione delle varie peculiarità del Master, e prima di tutte, della sua natura binaria, realizzata dall&#8217;interazione di un modulo italiano con un modulo estero, svolto presso varie e qualificate università consorziate (Valladolid e Waterloo, per l&#8217;anno oggetto di questa pubblicazione, e oggi anche Granada e Porto); ecco ancora la ragione della stessa struttura dialogica e interattiva dei moduli, italiani ed esteri, organizzati secondo una serrata alternanza di corsi distinti per tema e taglio, di conferenze, tenute da molti progettisti e personalità della cultura mondiale, e di attività, di workshops progettuali e di tesi critiche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Topos e Progetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/topos-e-progetto-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>EDITORIALE di MARIO MANIERI ELIAIl vuoto, il ritmo, il riso e la capacità di progettoRENATO NICOLINITre immagini del vuotoFRANCESCO CARERIVuotoMARIO CASCIUIl vuoto (urbano)MASSIMO ILARDIVirus city o del vuotoMARC AUGÉNécessité du videFRANCO PURINIIl vuoto contro il pienoDONATA MARIA TCHOUOmbre del vuotoSERENA PIETRANTONJIl concetto di vuoto in Giappone e la Naked House di Shigeru BanSTEFANO GIZZIIl vuoto ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/topos-e-progetto-4/">Topos e Progetto</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>EDITORIALE di MARIO MANIERI ELIA<br />Il vuoto, il ritmo, il riso e la capacità di progetto</p>
<p>RENATO NICOLINI<br />Tre immagini del vuoto</p>
<p>FRANCESCO CARERI<br />Vuoto</p>
<p>MARIO CASCIU<br />Il vuoto (urbano)</p>
<p>MASSIMO ILARDI<br />Virus city o del vuoto</p>
<p>MARC AUGÉ<br />Nécessité du vide</p>
<p>FRANCO PURINI<br />Il vuoto contro il pieno</p>
<p>DONATA MARIA TCHOU<br />Ombre del vuoto</p>
<p>SERENA PIETRANTONJ<br />Il concetto di vuoto in Giappone e la Naked House di Shigeru Ban</p>
<p>STEFANO GIZZI<br />Il vuoto e il suo contrario nella progettazione architettonica e nel restauro</p>
<p>MARIO MANIERI ELIAI<br />Postfazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/topos-e-progetto-4/">Topos e Progetto</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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