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	<title>Marconi Paolo Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Marconi Paolo Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Restauro dei monumenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 14:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il genio delle arti: storie e interpretazioni - collana diretta da Marcello FagioloQuesto libro è frutto del lavoro di un Architetto che sa bene in cosa consista il “mestiere” del restauratore di Architettura, in quanto discendente di Capomastri, Musicisti, Pittori, Architetti; imparò i rudimenti del mestiere in una Facoltà di Architettura di grande qualità (quella ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il genio delle arti: storie e interpretazioni &#8211; collana diretta da Marcello Fagiolo</p>
<p>Questo libro è frutto del lavoro di un Architetto che sa bene in cosa consista il “mestiere” del restauratore di Architettura, in quanto discendente di Capomastri, Musicisti, Pittori, Architetti; imparò i rudimenti del mestiere in una Facoltà di Architettura di grande qualità (quella di Roma) negli anni &#8217;50 e nello studio del proprio Padre, architetto direttore dei lavori e urbanista. L&#8217;Autore si considera un vero Restauratore poiché esercita il mestiere da più di 45 anni avendo restaurato per la Soprintendenza di Roma monumenti importanti come le chiese di Piazza del Popolo, il chiostro di S. Maria della Pace, il tempietto borrominiano di S. Giovanni in Oleo e in seguito tanti altri disseminati nel territorio nazionale, dal Piemonte alla Sicilia. Un “mestiere”, quello del restauratore, che svolge ancor oggi nel cantiere del Museo Egizio di Torino (opera di Guarino Guarini, di Garove, di Talucchi, e, quando sarà terminato, anche sua), con una continuità disciplinare tra la Storia e l&#8217;intervento di Restauro che pochi possono vantare. Con la “pratica” del mestiere che può avere solo chi proceda dallo studio dei documenti storici e delle tecniche costruttive del cantiere fino alla sua trasformazione in un edificio munito di un&#8217;altra destinazione rispetto a quella originaria, avendo avuto a che fare con tutte le fasi di numerosi Concorsi internazionali di progettazione, dalla Basilica palladiana di Vicenza alla Venaria Reale presso Torino. A cominciare dalla costituzione del Cantiere, ai rapporti con le imprese e coi loro operai, nonché ai rapporti con le istituzioni preposte alla Tutela: le Soprintendenze ed i sommi gradi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ogni volta direttamente interessati a quei restauri, approvati dopo istruttive discussioni negli uffici e sul cantiere. Il libro mette dunque a diposizione del lettore una trentina di progetti e documenti di Restauro di monumenti di diversa dimensione realizzati in quasi cinquant&#8217;anni (dalla Fontana Maggiore di Perugia alla Venaria Reale al Teatro Carignano a Torino), accompagnati dalle fotografie delle fasi principali della realizzazione, al fine di mostrarne il percorso effettuato grazie alle mani della gente che contribuì ai lavori, divenuta nel corso di essi tanto affine all&#8217;Autore, e viceversa, quanto lo sono i concertisti di un&#8217;Orchestra nei riguardi del loro Direttore.</p>
<p>Paolo Marconi. Nato a Roma nel 1933, compie le prime esperienze in materia di Restauro come Architetto Principale della Soprintendenza ai Monumenti di Roma diretta da Riccardo Pacini tra il 1966 ed il 1970, dopo aver vinto un difficile Concorso pubblico nazionale. Per questo motivo C. Cestelli Guidi, E. Vittoria, B. Zevi lo chiamarono ad insegnare il Restauro dei monumenti a Roma nel 1980, una volta vinto il Concorso nazionale per una Cattedra di ruolo di Storia dell&#8217;Architettura nel 1976 ed aver insegnato la Storia dell&#8217;architettura a Palermo tra il 1976 e il 1980, avendo in precedenza insegnato Letteratura artistica dell&#8217;Architettura a Roma, appena ottenuta la Libera docenza in Storia dell&#8217;Arte e Storia e Stili dell&#8217;Architettura nel 1964. Ha restaurato o contribuito a restaurare più di una cinquantina di monumenti in tutta Italia, antichi ma soprattutto successivi al XIII secolo, sempre mostrando agli allievi i lavori in corso ai fini della loro preparazione.</p>
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		<title>Manuale del recupero della Regione Abruzzo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/manuale-del-recupero-della-regione-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 14:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro di Sandro Ranellucci è un importante contributo scientifico all'approccio del tema del restauro urbano applicato al problema dei borghi storici interessati dal sisma dell'aprile del 2009, particolarmente prezioso in un momento storico in cui le amministrazioni competenti – procedendo a fari spenti - non sembrano aver compreso l'entità del problema. La preparazione del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro di Sandro Ranellucci è un importante contributo scientifico all&#8217;approccio del tema del restauro urbano applicato al problema dei borghi storici interessati dal sisma dell&#8217;aprile del 2009, particolarmente prezioso in un momento storico in cui le amministrazioni competenti – procedendo a fari spenti &#8211; non sembrano aver compreso l&#8217;entità del problema. La preparazione del corretto supporto conoscitivo, basato sullo studio dei processi storici che hanno prodotto le caratteristiche morfologiche dei tessuti insediativi interessati, è la condizione imprescindibile per immaginare la restituzione dei luoghi depositari dell&#8217;identità collettiva degli abruzzesi e di un patrimonio storico architettonico di tutti. [Leonardo Benevolo]
<p>contributi di : Oriano Di Zio, Maria Antonietta Adorante, Maurizio Loi, Lorenzo Trippetta<br />con prefazione di Leonardo Benevolo e Paolo Marconi</p>
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		<title>Responsabilità nella conservazione del costruito storico</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/responsabilita-nella-conservazione-del-costruito-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:04:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema affrontato risulta cruciale: quali sono i limiti della responsabilità etica e professionale del restauratore architetto e ingegnere negli interventi di conservazione del patrimonio storico?L'ARCo, nei suoi venti anni di vita, ha inteso offrire uno spazio di ampia discussione e di libero confronto sui temi della conservazione e del restauro del patrimonio storico internazionale. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema affrontato risulta cruciale: quali sono i limiti della responsabilità etica e professionale del restauratore architetto e ingegnere negli interventi di conservazione del patrimonio storico?<br />L&#8217;ARCo, nei suoi venti anni di vita, ha inteso offrire uno spazio di ampia discussione e di libero confronto sui temi della conservazione e del restauro del patrimonio storico internazionale. Patrimonio di meravigliosi tesori, complesso, ricco e sfaccettato nel quale il tessuto dell&#8217;edilizia storica minore deve essere parte integrante da tutelare e conservare anche contro specifici interessi economici e politici, e per il quale l&#8217;Associazione sta sempre di più sottolineando la preoccupazione per il crescente rischio di depauperamento e distruzione. Questa situazione si riflette sulle difficoltà che i professionisti incontrano nell&#8217;esercizio della professione. Il convegno è stato quindi un&#8217;occasione per fare il punto e confrontarsi, anche con i colleghi dell&#8217;Accademia di Francia, su quali siano i margini della responsabilità nei confronti della norma, delle condizioni finanziarie e sulla conduzione a regola d&#8217;arte degli interventi di restauro; quale sia lo spazio del progetto e delle responsabilità contenute nell&#8217;assunzione di determinate scelte. Il volume raccoglie gli atti del Convegno “Responsabilità nella Conservazione del costruito storico” organizzato dall&#8217;ARCo in collaborazione con l&#8217;Accademia di Francia a Roma, il 29 e 30 novembre 2010 a Villa Medici, in occasione del ventennale della fondazione dell&#8217;Associazione.</p>
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		<title>Centri storici minori</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/centri-storici-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume nasce dalle ricerche teoriche e progettuali svolte sul tema del recupero edilizio, urbano e ambientale, sviluppate nell'ambito del gruppo di lavoro del Master internazionale di II livello in "Restauro architettonico e recupero della bellezza dei centri storici", diretto da Paolo Marconi e coordinato da Elisabetta Pallottino. I diversi contributi si propongono di tracciare ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume nasce dalle ricerche teoriche e progettuali svolte sul tema del recupero edilizio, urbano e ambientale, sviluppate nell&#8217;ambito del gruppo di lavoro del Master internazionale di II livello in &#8220;Restauro architettonico e recupero della bellezza dei centri storici&#8221;, diretto da Paolo Marconi e coordinato da Elisabetta Pallottino. I diversi contributi si propongono di tracciare un percorso analitico e progettuale sulla questione della riqualificazione dei centri storici minori, tema centrale nell&#8217;ambito della valorizzazione architettonica e paesistica del territorio italiano. Riflettere sul recupero della bellezza dei borghi antichi, spesso in stato di abbandono, vuole così contribuire ad alimentare l&#8217;interesse e le competenze operative legate alla salvaguardia del tessuto edilizio storico e dei suoi valori formali e costruttivi.</p>
<p>Il volume è a cura di Francesca Romana Stabile, Michele Zampilli e Chiara Cortesi, con un saggio introduttivo di Paolo Marconi.</p>
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		<title>I tesori nascosti della Corte di Cassazione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-tesori-nascosti-della-corte-di-cassazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un archivio di eccezionale importanza per lo studio della genesi del Palazzo di Giustizia di Roma è stato portato alla luce nell'ultimo decennio. Il grande armadio in legno costruito per contenere i disegni progettuali e il baule che conservava le fotografie di cantiere hanno svelato, in una impensabile ricchezza di forme e contenuti, una vastissima ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/i-tesori-nascosti-della-corte-di-cassazione/">I tesori nascosti della Corte di Cassazione</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un archivio di eccezionale importanza per lo studio della genesi del Palazzo di Giustizia di Roma è stato portato alla luce nell&#8217;ultimo decennio. Il grande armadio in legno costruito per contenere i disegni progettuali e il baule che conservava le fotografie di cantiere hanno svelato, in una impensabile ricchezza di forme e contenuti, una vastissima documentazione. All&#8217;epoca della costruzione del &#8220;Palazzaccio&#8221; (1888-1910) alcuni fra i maggiori studi fotografici di Roma si sono cimentati nell&#8217;impresa di tramandare tutte le fasi della sua nascita. E giorno per giorno si accumulavano i disegni che descrivono la storia delle fondamenta del Palazzo, dei suoi marmi, delle sue colonne, dei suoi arredi, di ogni minimo particolare che concorreva a renderlo uno dei luoghi più simbolici e caratteristici di Roma. Questo volume raccoglie, insieme all&#8217;intera collezione delle fotografie del Fondo Fotografico, e a una selezione dei disegni, una serie di importanti contributi scientifici che sulla base di questi documenti, fino ad oggi inediti, ricostruiscono dal punto di vista architettonico e fotografico le vicende del Palazzo di Giustizia e della sua epoca.<br />Carolina Marconi</p>
<p>La presente opera, che vede la luce per il generoso contributo finanziario della Banca di Roma, gruppo Capitalia, cui voglio, anzitutto, esprimere il mio sentito ringraziamento per la sensibilità dimostrata, rappresenta il naturale completamento del volume &#8220;II Palazzo di Giustizia di Roma&#8221;, edito, nell&#8217;anno 1997, anch&#8217;esso per l&#8217;attivo intervento dello stesso Istituto. La peculiare rilevanza architettonica dei progetti, planimetrie, disegni di cantiere e particolari decorativi dell&#8217;edificio di Guglielmo Calderini, custoditi in un apposito armadio monumentale d&#8217;epoca, di recente restaurato, nonché l&#8217;eccezionale interesse delle foto realizzate nel corso della edificazione del fabbricato, costituenti un Fondo conservato nel Palazzo di Giustizia, imponevano, quasi, la pubblicazione di questo nuovo volume. D&#8217;altronde, le vicende concernenti la localizzazione della grandiosa costruzione, la sua progettazione ed erezione, rappresentano un affascinante frammento della storia stessa di Roma. L&#8217;area scelta dei Prati di Castello &#8211; corrispondente a quella degli antichi Orti di Domizia Lepida, zia di Nerone e madre di Messalina &#8211; appariva dominata dalla mole di Castel Sant&#8217;Angelo e la futura costruzione era necessariamente destinata a confrontarsi con essa. Il progetto del Calderini &#8211; che avrebbe poi dato luogo a critiche di varia natura, mai del tutto sopite &#8211; risultò vincitore dell&#8217;apposito concorso proprio per la grandiosità ed imponenza della struttura, la cui cifra architettonica si rifaceva, nella tendenza eclettica dell&#8217;epoca, allo stile romano-rinascimentale, liberamente interpretato. La natura alluvionale del terreno, poco adatta a sopportare l&#8217;enorme carico del poderoso edificio progettato, indusse subito il Calderini, valente ingegnere oltre che eminente architetto, ad adottare, per le fondazioni, il sistema della platea generale in calcestruzzo, adoperato dai costruttori dell&#8217;antica Roma per l&#8217;edificazione dei grandi edifici di età imperiale. Scriveva il Calderini, per spiegare le ragioni della propria scelta, che i cedimenti avvenuti nel corso della costruzione della non lontana basilica di San Pietro, eretta su un terreno di natura quasi identica a quello su cui doveva sorgere il Palazzo di Giustizia, dimostravano la necessità di ricorrere alla platea generale. Proprio perché il Bramante non aveva fatto ricorso a detto sistema, si era verificato &#8220;l&#8217;abbassamento disuguale del suolo su cui furono stabiliti i fondamenti dei grossi piloni che sostengono la cupola&#8221;, evenienza, questa, che per molti anni aveva tenuto &#8220;in apprensione i papi e gli architetti&#8221;. Paradossalmente, nonostante gli studi accuratissimi per determinare l&#8217;appropriato spessore della platea e gli accorgimenti adottati, anche l&#8217;opera del Calderini avrebbe poi palesato inconvenienti analoghi a quelli occorsi al suo lontano collega del Rinascimento. A dimostrazione, inoltre, dell&#8217;importanza anche archeologica dell&#8217;area, basterà segnalare che, durante lo scavo per le fondazioni, vennero alla luce, oltre a resti di ruderi romani, diversi sarcofagi, fra cui quello risalente alll&#8217;epoca di Marco Aurelio, della giovane Crepereia Tryphaena. Il ritrovamento, di per sé importante per il prezioso corredo funebre recuperato, si rivelò eccezionale in quanto, accanto al corpo della defunta, era stata deposta una bambola di avorio con articolazioni mobili di fattura non comune. Si ipotizzò, in base a vari elementi, che si trattasse di una fanciulla, promessa sposa e morta prima del matrimonio. E tale interpretazione, che suscitò profonda emozione, ispirò al Pascoli una struggente lirica in lingua latina. Ma la realizzazione della platea, che si estende per oltre 25.000 mq., rappresenta essa stessa un evento coinvolgente. Vennero impiegati 1.400 operai, divisi in squadre di 700 persone, con un ricambio di otto ore senza interruzioni. Nella notte il cantiere restava illuminato da potenti lampade ad arco, sicché il piano di fondazione poté essere completato in soli 74 giorni, ottenendo, per effetto della continuità del lavoro, un conglomerato compatto ed omogeneo. Purtroppo la successiva opera di edificazione non poté essere portata avanti con la stessa celerità. Contrattempi ed intoppi di varia natura determinarono, fatalmente, un&#8217;anormale lievitazione dei costi preventivati ed i lavori si trascinarono per oltre un ventennio. Ciò, però, non ebbe sostanziale influenza sulle caratteristiche dell&#8217;originario assetto architettonico. Proprio la qualità e quantità dei materiali grafici e fotografici oggetto della pubblicazione (che rappresentano un florilegio dell&#8217;Archivio e del Fondo di fotografie del Palazzo) consentono, per la sinergia tra parte edilizia e parte architettonica, di apprezzare il concetto di stile e decorazione architettonica del Calderini, proponendo nuovi itinerari esegetici della grande fabbrica romana. Ed in tale contesto ben si può valutare l&#8217;ispirazione ai modelli del tardo Cinquecento e del Barocco, espressamente indicati dal Calderini (dall&#8217;Alessi, suo conterraneo, al Sanmicheli, all&#8217;Ammannati, al Bernini ed al Fontana) ma anche il forte richiamo alle scenografie del Piranesi, evidente, in particolare, nei grandi spazi, sottolineati da un intenso chiaroscuro con tagli obliqui di luce, nei vani delle arcate inquadrati da possenti colonne e nelle architetture frammentate che si ritrovano negli enormi scaloni di rappresentanza. La lettura incrociata dei documenti architettonici e delle riproduzioni fotografiche permette così di conoscere &#8211; seguendo, attraverso le immagini, fin dalla installazione del cantiere, l&#8217;avanzamento dei lavori e le realizzazioni decorative &#8211; la storia dell&#8217;edificazione dell&#8217;imponente costruzione.  </p>
<p>Nicola Marvulli, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione</p>
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