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	<title>Marino Angela Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Marino Angela Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Abitare a Roma nel Seicento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 14:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cerimoniale, etichetta, rituali e comportamenti nell'uso della abitazione e della città segnano – come contributo di “modernità” – le radici funzionali dell'architettura. Ne individuiamo particolare affermazione e sviluppo in età barocca, a Roma, durante il pontificato di Alessandro VII Chigi, che provenendo dalla ‘patria' senese, costruisce il suo rapporto con Roma, con spirito e metodo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cerimoniale, etichetta, rituali e comportamenti nell&#8217;uso della abitazione e della città segnano – come contributo di “modernità” – le radici funzionali dell&#8217;architettura. Ne individuiamo particolare affermazione e sviluppo in età barocca, a Roma, durante il pontificato di Alessandro VII Chigi, che provenendo dalla ‘patria&#8217; senese, costruisce il suo rapporto con Roma, con spirito e metodo diversi dai pontefici di nobiltà e nascita romana che lo precedono, ma altrettanto grandi e generatori di un nuovo approccio.<br />La dinamica fra edificio e città ci sembra che, nel ‘600, si comprenda usando alcune chiavi di interpretazione, attraverso le quali è possibile comporre una interazione e contaminazione fra ‘grande storia&#8217; e ‘piccole storie&#8217;.<br />L&#8217;edificio, anche non monumentale, che noi vediamo come blocco ‘scatolare&#8217;, magari con elementi plastici architettonici o decorativi in facciata, ma come oggetto in se racchiuso e compatto, nel barocco scioglie le giunture che lo serrano alle cerniere degli angoli, ed ogni facciata si distacca (sia dall&#8217;insieme dell&#8217;edificio che dalla corrispondenza con gli interni) per partecipare – dal punto di vista funzionale e figurativo – della strada o della piazza a cui appartiene.<br />Il rapporto innovazione-modernità, maneggiato con cautela, discretamente sotteso alle linee di indagine, costituisce per me il filo conduttore di una lunga personale esperienza di ricerca. Parole sulla cui narrazione è opportuno chiarire definizione, confini e mettere paletti. È infatti un lavoro cangiante, che – al netto del rigore metodologico imparato dai miei maestri – muta colori, sfumature, possibilità, ti costringe a spostare l&#8217;ottica e il punto di vista sugli argomenti, a riconsiderare i giudizi.<br />Il barocco ha posto le basi della comunicazione, ancora una volta in senso attuale; gli assetti figurativi (dalla configurazione degli spazi alle immagini) hanno sempre ‘comunicato&#8217; ovviamente. Ma il barocco si amplia: comunica ed ammaestra la scuola ed il teatro gesuitico, la predicazione, la festa, il banchetto. Il livello relazionale si allarga – in tutte le sue declinazioni, dalla Sala del palazzo, alla celebrazione religiosa, alla taverna – attraverso la codificazione del cerimoniale e dell&#8217;etichetta (ne restano tracce nell&#8217;attualità anche oggi), dove è possibile rintracciare le origini funzionali della architettura, ed in cui le componenti della società si dichiarano e si riconoscono; questo tema costituisce un ‘fuoco&#8217; centrale di questo volume. Si amplia ancora, coinvolge, oltre le architetture, le strade, la città, il modo di concepirle e viverle, di articolarne le funzioni nella finalità di quella visione il più possibile articolata e – a suo modo – ‘ordinata&#8217; che non contempla solo ‘splendori&#8217;, bensì comprende regalità e miseria, virtù e peccato.<br />Porre tutto questo sistema progettuale e ‘comportamentale&#8217; – etichetta, funzioni, abitudini, precedenze – in relazione con la mobilità e le relazioni fra i diversi livelli sociali – da rendere palesi attraverso segni, usi, gesti e percorsi –, ecco che può farci uscire dalla dimensione (pur necessaria) solo tipologica di architettura e città, e ricostruirci alcuni caratteri più peculiari e innovativi del barocco.</p>
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		<title>Rosario Gagliardi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/rosario-gagliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 14:06:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In una stagione in cui Bernini aveva definito come chimerica l'opera del suo grande rivale Borromini, l'architettura e i disegni del Gagliardi, la figura più innovativa e anticonformista nel panorama del barocco siciliano, svelano una personalità libera dalle “regole”. I disegni della collezione Mazza, pubblicati per la prima volta tutti insieme, sono di straordinaria eccellenza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In una stagione in cui Bernini aveva definito come chimerica l&#8217;opera del suo grande rivale Borromini, l&#8217;architettura e i disegni del Gagliardi, la figura più innovativa e anticonformista nel panorama del barocco siciliano, svelano una personalità libera dalle “regole”. I disegni della collezione Mazza, pubblicati per la prima volta tutti insieme, sono di straordinaria eccellenza grafica e schiudono teoria e tecnica, modularità e proporzione, importanza della matematica e della geometria come chiave di lettura della bellezza architettonica. Ma l&#8217;interesse per l&#8217;Antico e per i suoi monumenti rivela al tempo stesso una forte volontà di trasgredire. Ne emerge una figura che, al pari dei grandi del Settecento italiano ed europeo, pur plasmati dalla cultura della trattatistica rinascimentale, sa discostarsi con fantasia e creatività da regole e dogmi. In questi anni di rivalutazione del barocco siciliano, il volume contribuisce a far conoscere meglio l&#8217;attività di uno dei protagonisti del Settecento europeo, la cui opera grafica costituisce un insieme di disegni di architettura tra i più cospicui dell&#8217;età tardo barocca.</p>
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		<title>Omaggio a Marcello Vittorini</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/omaggio-a-marcello-vittorini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 14:05:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli Atti del convegno “Omaggio a Marcello Vittorini. Un'architettura per la ricostruzione” tenuto a L'Aquila il 25 marzo del 2011. La giornata ha offerto lo spunto per avviare, con studiosi ed esperti, la riflessione complessiva sulla sua opera, in parallelo con un primo riordino dell'archivio. Il volume illustra inoltre, nella sezione Visioni ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli Atti del convegno “Omaggio a Marcello Vittorini. Un&#8217;architettura per la ricostruzione” tenuto a L&#8217;Aquila il 25 marzo del 2011. La giornata ha offerto lo spunto per avviare, con studiosi ed esperti, la riflessione complessiva sulla sua opera, in parallelo con un primo riordino dell&#8217;archivio. Il volume illustra inoltre, nella sezione Visioni d&#8217;Abruzzo, la produzione di Marcello Vittorini in Abruzzo fino alla metà degli anni &#8217;60.</p>
<p>&#8220;…all&#8217;indomani del sisma ho voluto richiamare l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza di assicurare priorità assoluta ai luoghi centrali e agli spazi pubblici nella definizione dei principi per la ricostruzione. E di non trascurare lo straordinario, plurisecolare, insegnamento condensato nella città e nella sua storia. Un insegnamento indispensabile e prezioso, utile ad indirizzare la faticosa, lunga e impegnativa ricostruzione. Del centro storico, delle periferie, delle frazioni, del territorio e, soprattutto, del senso di comunità che questa città sta smarrendo. Se è stato un insopprimibile “bisogno di città” la molla che ha determinato la prima fondazione dell&#8217;Aquila da parte dei suoi futuri abitanti, anche oggi un nuovo, drammatico, “bisogno di città” può – e deve – guidare e ispirare i tempi e i modi della ricostruzione. Della città, oltre che delle singole case.&#8221; <br />[Marcello Vittorini intervento al Convegno Gli archivi per l&#8217;urbanistica e la ricostruzione &#8211; L&#8217;Aquila Novembre 2010]
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		<title>Città nascenti. I borghi del Fucino</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/citta-nascenti-i-borghi-del-fucino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La donazione all'Università dell'Aquila del mio archivio, che testimonia sessant'anni di attività professionale, didattica e di ricerca, è per me particolarmente significativa perché intendo con ciò ribadire e rafforzare i legami particolarmente vivi che ho sempre mantenuto con la mia città, il suo territorio, la sua Università. Legami che sento ancora più presenti e profondi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La donazione all&#8217;Università dell&#8217;Aquila del mio archivio, che testimonia sessant&#8217;anni di attività professionale, didattica e di ricerca, è per me particolarmente significativa perché intendo con ciò ribadire e rafforzare i legami particolarmente vivi che ho sempre mantenuto con la mia città, il suo territorio, la sua Università. Legami che sento ancora più presenti e profondi oggi che L&#8217;Aquila è così duramente e inesorabilmente segnata dal tragico sisma che poco più di un anno fa ne ha devastato il prezioso centro storico e il delicato e unico sistema dei centri minori, del suo territorio, delle sue montagne. Da questi luoghi è partito &#8211; e a questi stessi luoghi è spesso tornato &#8211; il mio percorso personale e professionale, che si è confrontato con esperienze diverse, ha traversato epoche di grandi cambiamenti e di appassionanti dibattiti, ha toccato città e paesi diversi che in sessant&#8217;anni ho studiato, indagato, osservato. Per la progettazione e la pianificazione, per l&#8217;elaborazione di studi e ricerche, ma anche per la didattica universitaria, che ha sempre costituito un aspetto irrinunciabile e prezioso della mia professione. Spero che lo studio e la rilettura dei materiali, dei progetti, dei piani e dei documenti raccolti e prodotti in questo lungo percorso possano dare un utile contributo alla diffusione, all&#8217;approfondimento e a una rilettura della cultura urbanistica e architettonica dal dopoguerra ad oggi, che deve ancora essere adeguatamente indagata, ricostruita e assimilata. In particolare dalle giovani generazioni e in special modo nel nostro territorio aquilano, che ha oggi più che mai un grande bisogno di &#8220;ricostruire&#8221; la memoria, i significati e l&#8217;identità dei suoi luoghi e dei suoi abitanti. [Marcello Vittorini, lettera del 16 giugno 2010]
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		<title>Sapere e saper fare nella fabbrica di San Pietro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/sapere-e-saper-fare-nella-fabbrica-di-san-pietro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 14:08:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume è la riedizione integrale del celebre testo settecentesco di Nicola Zabaglia, umile ‘sanpietrino' al servizio della Fabbrica di San Pietro, ma con spiccate attitudini per le arti meccaniche e la costruzione di macchine e congegni indispensabili per le molteplici esigenze di costruzione e manutenzione della Basilica. Il libro di Zabaglia con le sue ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume è la riedizione integrale del celebre testo settecentesco di Nicola Zabaglia, umile ‘sanpietrino&#8217; al servizio della Fabbrica di San Pietro, ma con spiccate attitudini per le arti meccaniche e la costruzione di macchine e congegni indispensabili per le molteplici esigenze di costruzione e manutenzione della Basilica. Il libro di Zabaglia con le sue magnifiche tavole, viene qui integralmente riproposto (tavole e testi in italiano e latino) dalla sua prima edizione (1743). Una serie di saggi, frutto del lavoro di ricerca presso l&#8217;Archivio storico della Fabbrica e di diversi apporti disciplinari, si propone di ricollocare criticamente la figura di Zabaglia, attraverso la vicenda del libro, dalla ideazione alla stampa ed alla nuova edizione ottocentesca, alla luce di una lettura – non priva di risvolti attuali – che valuta la distanza crescente che separa lo sviluppo della scienza moderna (il sapere teorico ed accademico) da quelle pratiche esperte delle maestranze formatesi nel cantiere, depositarie di un prezioso saper fare.<br />
Nel &#8216;700 più che mai si rende necessaria una azione di formazione e di ricerca, di cui qui si segue lo sviluppo di un itinerario che va dal Museo dei modelli, allo Studio del mosaico, alla ‘scuola di meccanica&#8217;, al progetto delle ‘scuole cristiane&#8217;, come apprendistato tecnico distinto dai profili moderni che si vanno delineando nelle professioni legate alla costruzione. L&#8217;organizzazione della Fabbrica di S. Pietro, da Carlo Fontana e il suo Templum Vaticanum alla restaurazione, compie uno sforzo di aggiornamento e di trasformazione, che la colloca come ‘scuola&#8217; nel contesto più vasto della scena culturale.<br />
Bandelle</p>
<p>Angela Marino è professore ordinario di Storia dell&#8217;architettura. Le linee di ricerca della sua intensa attività hanno affrontato prevalentemente l&#8217;architettura di impegno monumentale ed i contesti urbani storici. Sulla storia della città ha pubblicato numerosi saggi e volumi, studiando la dinamica di formazione e la morfologia storica dei centri, sia in ambito territoriale (la Valdichiana), sia con un arco cronologico definito, esteso alla realtà europea (i due volumi della Storia dell&#8217;urbanistica Laterza, sul Cinquecento e il Seicento, con Enrico Guidoni) sia infine nel quadro delle culture e professioni concorrenti a formare una scienza della città (vedi i due saggi nella Storia dell&#8217;arte italiana di Einaudi). Studi analitici e d&#8217;insieme sono stati dedicati ai catasti storici, come documenti della formazione del tessuto urbano e delle sue trasformazioni (I “libri delle case” di Roma). Studi di approfondimento filologico e critico sono dedicati all&#8217;esame di importanti nodi monumentali del barocco (piazza S. Pietro a Roma, la ricostruzione siciliana dopo il terremoto del 1693). Una lunga ricerca presso l&#8217;Archivio storico della Banca d&#8217;Italia ha condotto ai saggi su La costruzione di Roma capitale. Un filone più recente riguarda il rapporto fra committenza e cantiere, nel barocco romano, ed i profili professionali di architetti e ingegneri fra &#8216;800 e &#8216;900, l&#8217;architettura fortificata (Fortezze d&#8217;Europa).</p>
<p>Questo studio sul cantiere della Fabbrica di San Pietro ha visto impegnate Nicoletta Marconi, ricercatrice assidua della storia della costruzione in ambito romano, Vanda Fiorelli, Simona Turriziani, responsabile dell&#8217;Archivio storico della Fabbrica di San Pietro, ed Assunta Di Sante, viceresponsabile dello stesso Archivio.</p>
<p>Presso la casa editrice Gangemi sono stati pubblicati studi e contributi, coordinati da Angela Marino, promossi dal Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila.<br />
Presidi antisismici nella architettura storica e monumentale (a cura di A. Marino, Atti del Convegno, presentazione di Mario Serio), Roma 2000.<br />
Il colore nell&#8217;edilizia storica (a cura di D. Fiorani), Roma 2002.<br />
Fortezze d&#8217; Europa. Forme, professioni, mestieri dell&#8217;architettura difensiva in Europa e nel Mediterraneo spagnolo, a cura di A. Marino, atti del Convegno internazionale (L&#8217;Aquila 5-8 maggio 2002), Roma 2003.<br />
L&#8217;architettura degli ingegneri. Fortificazioni in Italia tra &#8216;500 e &#8216;600, a cura di A. Marino, Roma, 2005.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Architettura degli ingegneri</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-degli-ingegneri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il fenomeno costruttivo legato alla architettura difensiva "alla moderna", sviluppatosi in Italia e in Europa dal '500, ha stimolato negli ultimi anni una nuova cospicua messe di studi, di respiro internazionale, che ne intrecciano più strettamente i fili con il mutare della "forma" delle città, lo sviluppo delle tecnologie, il sorgere di nuove professionalità, ed ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno costruttivo legato alla architettura difensiva &#8220;alla moderna&#8221;, sviluppatosi in Italia e in Europa dal &#8216;500, ha stimolato negli ultimi anni una nuova cospicua messe di studi, di respiro internazionale, che ne intrecciano più strettamente i fili con il mutare della &#8220;forma&#8221; delle città, lo sviluppo delle tecnologie, il sorgere di nuove professionalità, ed il legame &#8211; ambiguo e complesso &#8211; con la scienza e la capacità di gestione dei grandi lavori.<br />Da queste premesse è nato il progetto di ricerca nazionale, finanziato dal Ministero per la ricerca scientifica, di cui questo volume presenta una parte dei risultati. Siamo ancora lontani dal restituire un quadro completo dei rapporti fra gli antichi stati in Italia, e di questi con le potenze allora egemoni, la Spagna e la Francia, dove numerose ricerche negli ultimi anni hanno affrontato la tematica, anche in chiave di restauro e valorizzazione di manufatti imponenti.<br /> Ma i contributi che figurano in questo libro, e le pubblicazioni delle unità di ricerca coinvolte, certo compiono un passo significativo ed assai utile per comprendere e valorizzare l&#8217;architettura fortificata; un campo della produzione di architettura nel quale, nel &#8216;500, è riconosciuto alla &#8220;scuola italiana&#8221; un significativo primato, sia nella professione che nella mobilità degli ingegneri, assai attivi, oltre che nell&#8217;orbita di influenza spagnola in Italia e nel Mediterraneo, anche presso la corte di Spagna e nelle nuove colonie americane.<br />In questo volume sono raccolti i contributi dei diversi gruppi di ricerca, organizzati dai coordinatori: Torino (M. Viglino), Firenze (G.C. Romby), L&#8217; Aquila (A. Marino), Pescara (T. Scalesse, coordinatore nazionale), Napoli (M.R. Pessolano).</p>
<p>In questa stessa serie, coordinata da Angela Marino, sono già stati pubblicati studi e contributi promossi dal Dipartimento di architettura e Urbanistica della facoltà di Ingegneria dell&#8217;Aquila: </p>
<p>Presidi antisismici nell&#8217; edilizia storica e monumentale, a cura di A. Marino, Roma 2000<br />Scritti di: M. Serio (introduzione), G. Bulian, G. Tamburini, A. Marino, P. Marconi, C. Barucci, D. Fiorani, M.L. Polichetti, L. Marchetti, A. Bianchi, M. Guccione, O. Segnalini, D. Benetti. G. Cifani, Cialone, L. Zordan, M. Centofanti, A. Ceradini, S. Storchi, M.R. Nappi, C. Carocci, L. Trigilia, L. Cangemi, C. Gavarini, G. Beolchini</p>
<p>Fortezze d&#8217;Europa. Forme, professioni e mestieri dell&#8217; architettura difensiva in Europa e nel Mediterraneo spagnolo, a cura di A. Marino, Roma 2003<br />Scritti di: G.Bulian, A. Marino, D. Friedman, v.comoli, m.viglino,a. Dameri. A.scotti, g.mazzi, d.iacobone, f.divenuto, c.romby, m.r,pessolano, r. Tamborrino, l. Trigilia, e. Romeo, m. Capalbi, m. Ghizzoni, m. Franci, r. Colapietra, d. Fiorani, s.ciranna, c. Tropea, l. Liberatore, m. Congeduti, a.m. Medin, l. Martella, m. Tocci, m. Milella, m. Pasquale, c. Hernando sanchez, a. Camara, f. Cobos, e. D&#8217;orgeix, i.warmoes, m. Hietala, c. Van den heuvel, p.properzi, g. Orefice, g. Zucconi</p>
<p>Il colore nell&#8217;edilizia storica, a cura di D. Fiorani, Roma 2003 (ristampa 2005) <br />Scritti di: G. Miarelli Mariani, G.Carbonara, M.Bonfatti Paini, S. Cancellieri, G. Bulian, P. Gaetani D&#8217;aragona, A. Cyrillo Gomez, S. Della Torre, P.Gasparoli, A. Marino, R. Martines, G. Cantone, F. Di Napoli Rampolla, L. Cangemi, L. Trigilia, A. Aveta, V. Russo, S. Ciranna, R. Continenza D. Fiorani, P. Scarzella, M. Marzullo, G. Brino, G. Ercolani, R. Amore, N. Santopuoli, M. Centofanti, M. Pezzuti</p>
<p>INDICE<br />Premessa	<br />Angela Marino</p>
<p>Autenticità e copia nei disegni di architettura militare<br />Micaela Viglino Davico</p>
<p>La città e le fortificazioni: strategie, conflitti, esiti nel Piemonte d&#8217;Antico Regime<br />Patrizia Chierici</p>
<p>Federico Ghislieri soldato, trattatista, inventore nei documenti <br />dell&#8217;Archivio di Stato di Torino	<br />Andrea Bruno jr</p>
<p>Pompeo Robutti. Ingegnere militare e trattatista (1604 -1668)<br />Antonella Perin</p>
<p>Prime annotazioni sull&#8217;attività piemontese di Gaspare Beretta<br />ingegnere militare dello Stato di Milano	<br />Elisabetta Chiodi</p>
<p>A proposito di Atlanti. Note su un codice romano attribuito al Neroni<br />Angela Marino</p>
<p>Dentro la Fortezza &#8220;Artiglierie, monitioni, vettovaglie e soldati&#8221; 	<br />nelle fortezze di Cosimo I dei Medici	<br />Giuseppina Carla Romby</p>
<p>&#8220;In servizio delle Fortezze&#8221;: magistrature e tecnici nellaToscana del Seicento<br />Gabriella Orefice</p>
<p>Le Mura di Roma alle soglie del 1870<br />Simonetta Ciranna</p>
<p>Forti e cittadelle. Ipotesi per la difesa della Napoli vicereale<br />Maria Raffaela Pessolano</p>
<p>Origine e dismissione di due fortezze napoletane: Castel dell&#8217;Ovo e Castel nuovo <br />Giosi Amirante</p>
<p>Il Regno di Napoli: strategie difensive e città di mare in epoca spagnola<br />Maria Sirago</p>
<p>La dismissione delle mura meridionali ed il nuovo asse costiero napoletano<br />Giuseppe Pignatelli</p>
<p>Città e fortificazioni della costa pugliese: un itinerario militare di Gabrio Serbelloni (1566)<br />Damiano Iacobone</p>
<p>Il forte nuovo di Tunisi (1573-1574)<br />Tommaso Scalesse</p>
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		<title>Fortezze d&#8217;Europa</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/fortezze-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2004 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale Fortezze d'Europa (5-8 marzo 2002) promosso dall'Università e dalla Soprintendenza de L' Aquila (curatori scientifici G. Bulian, A. Marino). Prendendo lo spunto dall' imponente forte spagnolo aquilano una delle prime grandi fabbriche alla moderna costruite in Italia l'incontro di studio ha voluto distinguere, nell‘ambito della architettura ‘castellana' ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale Fortezze d&#8217;Europa (5-8 marzo  2002) promosso dall&#8217;Università e dalla Soprintendenza de L&#8217; Aquila (curatori scientifici G. Bulian, A. Marino). Prendendo lo spunto dall&#8217; imponente forte spagnolo aquilano una delle prime grandi fabbriche alla moderna costruite in Italia  l&#8217;incontro di studio ha voluto distinguere, nell‘ambito della architettura ‘castellana&#8217; (oggetto di attenzione divenuto ormai troppo generico), i caratteri costruttivi, funzionali, figurali che, dal ‘500, danno particolare riconoscibilità alle opere difensive in Europa. L&#8217;affermarsi delle armi da fuoco, dagli  effetti inediti e devastanti, induce alla scelta di una strategia di resistenza all&#8217;assedio, tramite un nuovo tipo di architettura fortificata, determinata dai calcoli geometrico matematici delle traiettorie e della balistica. Dalle competenze del matematico, del militare, del politico e dell&#8217;architetto, nasce la nuova figura professionale dell&#8217; ingegnere.<br />Gli ambiti tematici, connessi alle metodologie che vanno dalla rappresentazione al progetto (A. Marino, D. Friedman), sono seguiti dal quadro regionale degli interventi in Italia  (V. Comoli, A. Dameri, M. Viglino, A. Scotti, G. Mazzi, D. Iacobone, F. Divenuto, G.C. Romby, M.R. Pessolano, R. Colapiera, R. Tamborrino, L. Trigilia, E. Romeo, M. Capalbi, M. Ghizzoni, M. Franci, D. Fiorani, S. Ciranna, M. Centofanti , L. Cangemi), con approfondimenti delle Soprintendenze de L&#8217; Aquila (C. Tropea, L. Liberatore, M. Congeduti, A.M. Medin, L. Martella) e della Puglia (M. Tocci, M. Milella, M. Pasquale). Si estendono quindi i riferimenti al Mediterraneo spagnolo (C. Hernando, A. Camara, F. Cobos), alla Francia (E. D&#8217;Orgeix, I.  Warmoes) ai  Paesi Bassi (C. van den Heuvel, B. Roosens), ai paesi scandinavi  (M. Hietala). La sessione conclusiva pone il problema della incisiva presenza di mura e fortezze nella formazione della città moderna (P. Properzi, G. Orefice, G. Zucconi).</p>
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		<title>Presìdi antisismici nell&#8217;architettura storica e monumentale</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/presidi-antisismici-nellarchitettura-storica-e-monumentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2000 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La "giornata di studio" ­ promossa dalla Soprintendenza dell'Aquila e il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell'Università dell'Aquila e di intesa con l'Ufficio Centrale per i B.A.A.A.S. del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ­ si prefigge lo scopo di portare a reciproca conoscenza e confronto multidisciplinare le esperienze di ricerca e quelle ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8220;giornata di studio&#8221; ­ promossa dalla Soprintendenza dell&#8217;Aquila e il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila e di intesa con l&#8217;Ufficio Centrale per i B.A.A.A.S. del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ­ si prefigge lo scopo di portare a reciproca conoscenza e confronto multidisciplinare le esperienze di ricerca e quelle condotte sul campo, relativamente alle tecniche costruttive premoderne in cui sia possibile individuare (o ipotizzare) una valenza antisismica suggerita dalla pratica e dalla &#8220;sapienza&#8221; del cantiere, precedentemente alla codificazione scientifica moderna. <br />La storicità del fenomeno, e le diverse modalità costruttive rappresentano una serie di risposte, talvolta largamente diffuse, talvolta strettamente legate ad esperienze locali delle maestranze. Studi recenti hanno messo in luce l&#8217;efficacia di queste tecniche, non certo valutabile in termini di calcolo scientifico, ma affidata alla loro capacità di comporre un &#8220;sistema&#8221; costruttivo che tende a resistere al sisma. Conoscere meglio la costruzione dei manufatti storici in zona sismica, comprenderne i valori tecnici e culturali, può essere di sostegno ad una azione sia di prevenzione e riduzione del rischio, sia di intervento in emergenza. </p>
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		<title>La figura della città</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-figura-della-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 1996 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con il seminario, di cui questo sesto numero pubblica gli atti, si è inteso discutere la importante testimonianza costituita dagli antichi catasti, e stabilire una comunicazione scientifica con analoghe esperienze di studio in Italia.Ai catasti storici è scientificamente riconosciuto il valore di fonte documentaria complessa ed importante, sia per lo storico, studioso della morfologia urbana, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il seminario, di cui questo sesto numero pubblica gli atti, si è inteso discutere la importante testimonianza costituita dagli antichi catasti, e stabilire una comunicazione scientifica con analoghe esperienze di studio in Italia.<br />Ai catasti storici è scientificamente riconosciuto il valore di fonte documentaria complessa ed importante, sia per lo storico, studioso della morfologia urbana, sia per l&#8217;architetto-urbanista, che può misurare le trasformazioni avvenute in epoca moderna e valutare le opportunità di recupero.<br />I catasti post-unitari del mezzogiorno, le prime &#8220;mappe urbane&#8221; disegnate, non sono a tutt&#8217;oggi sufficientemente conosciuti e studiati, mentre sui catasti ottocenteschi preunitari si è prodotta negli ultimi vent&#8217;anni una notevole messe di studi, sviluppatasi in alcune esperienze pilota in Francia e, in Italia, nelle facoltà di Architettura del centro e del nord. </p>
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		<title>Architettura degli esterni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/architettura-degli-esterni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 1991 14:07:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'invenzione di spazi esterni, in progetti finalizzati a rispettare l'identità dei luoghi o a crearne una più ricca, è il filo conduttore di questa ricerca che ha impegnato il Corso di Arte dei Giardini della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria sia sul piano progettuale che sul piano teorico nella definizione di analisi, procedimenti, orientamenti.Una ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;invenzione di spazi esterni, in progetti finalizzati a rispettare l&#8217;identità dei luoghi o a crearne una più ricca, è il filo conduttore di questa ricerca che ha impegnato il Corso di Arte dei Giardini della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria sia sul piano progettuale che sul piano teorico nella definizione di analisi, procedimenti, orientamenti.<br />Una mai realizzata tavola rotonda sulle problematiche affrontate dal Corso si è qui concretizzata in una serie di interventi che dilatano l&#8217;orizzonte del dibattito e pongono i termini per un confronto con le principali tendenze nella ricerca della qualità urbana.</p>
<p>Antonino Marino, Messina 1946. Laureato in Architettura a Roma nel 1971.<br />Contrattista dal 1978 e ricercatore dal 1980 di Composizione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. È autore di numerose opere realizzate e pubblicate, di articoli e saggi fra cui «esterni» (con F. Zagari, G. Donin, R. Rianò, V. Errigo), 1984. </p>
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