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	<title>Merlo Michele Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Merlo Michele Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Edoardo Gellner. Architetture organiche per Enrico Mattei 1954-1961</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/edoardo-gellner-architetture-organiche-per-enrico-mattei-1954-1961/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli anni ‘50 rappresentano un momento particolarmente fortunato per l'architettura e l'urbanistica italiana: rinasce l'INU sotto la direzione di Adriano Olivetti, Bruno Zevi attraverso Metron e l'Architettura diffonde i nuovi concetti dell'architettura organica; i maggiori architetti si confrontano con il tema dell'abitazione collettiva e con i problemi sociali delle nuove città. Proprio in quegli anni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli anni ‘50 rappresentano un momento particolarmente fortunato per l&#8217;architettura e l&#8217;urbanistica italiana: rinasce l&#8217;INU sotto la direzione di Adriano Olivetti, Bruno Zevi attraverso Metron e l&#8217;Architettura diffonde <br />i nuovi concetti dell&#8217;architettura organica;  <br />i maggiori architetti si confrontano con il tema dell&#8217;abitazione collettiva e con i problemi sociali delle nuove città. Proprio in quegli anni tra il 1954 e il 1962 un architetto, Edoardo Gellner, e il suo committente, Enrico Mattei, danno vita a un progetto sociale che si propone di dimostrare che è possibile un nuovo rapporto tra risorse, società e capitale. Queste idee trovano oggi nuovi motivi di interesse sia per l&#8217;importanza storica della vicenda ancora tutta da ricostruire sia per l&#8217;attualità del messaggio contenuto nelle architetture del villaggio di Corte di Cadore e nello stesso progetto non realizzato per la città aziendale di Gela.<br />Corte di Cadore e Gela rappresentano per molti aspetti due realtà antitetiche: la vacanza e il lavoro; la montagna e il mare; il nord e il sud dell&#8217;Italia degli anni ‘50; un progetto realizzato e un progetto sognato. Quello che accomuna Corte di Cadore e Gela è forse meno immediato da comprendere ma non meno affascinante: da un lato il progetto sociale che Mattei stava conducendo all&#8217;interno dell&#8217;ENI, dall&#8217;altro la sensibilità e la capacità progettuale di un architetto che si trova nella condizione di poter applicare quanto di meglio allora si andava sperimentando all&#8217;interno dell&#8217;INU. La giornata di studio organizzata presso la Facoltà di Architettura di RomaTre il 17 marzo 2005, nel rendere omaggio alla figura dell&#8217;architetto, si propone dunque come l&#8217;avvio di un nuovo percorso di ricerca sul capitalismo illuminato quale momento significativo della storia non solo architettonica del nostro paese fra il 1954 e il 1962. (M.M.)</p>
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		<title>Gellner. Disegni di architettura e paesaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gellner-disegni-di-architettura-e-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I disegni pubblicati in questi due album risalgono al 1943, l'anno in cui Edoardo Gellner prestava servizio militare a Nettunia, oggi Nettuno, non lontano da Roma. In frequenti visite per servizio nella capitale o durante una licenza trascorsa a Cortina d'Ampezzo trovava spunto per tracciare a penna stilografica sul suo taccuino architetture classiche o rurali, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I disegni pubblicati in questi due album risalgono al 1943, l&#8217;anno in cui Edoardo Gellner prestava servizio militare a Nettunia, oggi Nettuno, non lontano da Roma. In frequenti visite per servizio nella capitale o durante una licenza trascorsa a Cortina d&#8217;Ampezzo trovava spunto per tracciare a penna stilografica sul suo taccuino architetture classiche o rurali, gradito diversivo alla vita militare. <br />Abbiamo sempre conservato questi disegni con grande cura e li pubblichiamo ora dopo tutti questi anni in sua memoria.<br />L. B.</p>
<p>DUE VOLUMI IN COFANETTO</p>
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		<title>Edoardo Gellner. Quasi un diario</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/edoardo-gellner-quasi-un-diario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi un diario nasce come una serie di appunti legati fra loro a mo' di zibaldone dalla coerenza del discorso e dal sottile filo della successione cronologica degli eventi. Riferimenti che spesso nel racconto saltano o vengono a mancare soprattutto perchè non è ancora chiaro a Gellner cosa rappresenti quello scritto che sta prendendo forma: ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/edoardo-gellner-quasi-un-diario/">Edoardo Gellner. Quasi un diario</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi un diario nasce come una serie di appunti legati fra loro a mo&#8217; di zibaldone dalla coerenza del discorso e dal sottile filo della successione cronologica degli eventi. Riferimenti che spesso nel racconto saltano o vengono a mancare soprattutto perchè non è ancora chiaro a Gellner cosa rappresenti quello scritto che sta prendendo forma: solo un primo nucleo di appunti che dovranno poi essere successivamente sgrossati e affinati, oppure un testo che troverà spazio all&#8217;interno di quel libro che nel frattempo Gellner sta creando sul vecchio tecnigrafo in legno dello studio con la pazienza e la cura del tipolitografo. Le fotocopie e gli ingrandimenti di foto, documenti, disegni e maschere di testo vengono incollati con cura negli spazi indicati nelle griglie del menabò; le pagine si succedono in lunghi nastri poi ripiegati a fisarmonica a formare il volume. Gellner è sempre stato un grande artigiano, non ha mai spiegato in termini accademici le ragioni del suo fare, ha solo detto: &#8220;guarda, così sta meglio&#8221; e spostando con le lunghe dita i ritagli e i pezzettini di carta sparsi sul tavolo improvvisamente la pagina acquistava senso ed equilibrio all&#8217;interno del discorso narrativo del capitolo. Parlare per immagini era un suo grande dono.<br />La monografia resta sicuramente l&#8217;ultima opera di Gellner, non solo per l&#8217;eccezionale documentazione, ma soprattutto per la struttura logica e la composizione grafica e architettonica del volume. E&#8217; sicuramente la madre di tutte le pubblicazioni che sono uscite successivamente in anni recenti e segna l&#8217;inizio per Gellner della &#8220;fortuna&#8221; in senso rinascimentale o semplicemente di una riappropriazione al mondo degli architetti attraverso le mostre e la pubblicistica che ne è seguita. Il lavoro fatto per la monografia ha però lasciato traccia nello studio: terminata la pubblicazione e ritornati i materiali dallo stampatore, si trattava di riordinare il tutto, disfando le cartelle provvisorie create per la monografia e ricollocando il materiale nelle cartelle originarie, nel tentativo di ricostituire l&#8217;ordine precedente.<br />Un lavoro di archivio che con l&#8217;aiuto dei collaboratori di studio più esperti ha impegnato una intera estate ma che ha prodotto almeno un nuovo assetto del materiale secondo una numerazione delle voci del regesto ancora in ma non per questo pubblicare. Il diario arriva al 1994 circa e non accenna alle vicende del decennio successivo che vedono Gellner sempre attivo nel suo studio dove in seguito si trasferisce per comodità.<br />&#8220;Quando ho costruito questa casa -ripeteva spesso- secondo i principi del raumplanug di Loos non pensavo che tutte quelle scale l&#8217;avrebbero trasformata un giorno in prigione&#8221;. Superate poi le tristi complicazioni legate a un infortunio (&#8220;sono inciampato sulla mia presunzione&#8221; come poi dirà alludendo ironicamente alle scatole accatastate contenenti i volumi freschi di stampa della monografia sulle quali una sera al buio urta e cade) Gellner trova nuovi stimoli nel ripensare un master plan per il suo villaggio, rimasto &#8220;ahimè senza cuore&#8221; ovvero privo di quei servizi collettivi tanto voluti assieme a Mattei. Nasce quindi una sorta di laboratorio condotto con il solo scopo di verificare su carta le idee a volte estreme o magari frutto di qualche notte insonne, per poi discutere, valutare, immaginare e alla fine spesso decidere di ricominciare.<br />Edoardo Gellner nasce ad Abbazia (Fiume) il 20 gennaio 1909. Dopo aver operato negli anni &#8217;30 come interior designer tra Fiume e Trieste, si trasferisce a Venezia dove si laurea in architettura ne 1945. Gli eventi del primo dopoguerra e le opportunità di lavoro lo convincono a stabilirsi a Cortina d&#8217; Ampezzo.  Negli anni &#8217;50 diviene famoso a livello internazionale per alcune importanti e controverse opere di architettura pensate per la Cortina Olimpica del 1956 e soprattutto per il Villaggio Residenziale di Corte di Cadore realizzato per Enrico Mattei, presidente dell&#8217; Eni, il quale inoltre gli affida personalmente il progetto di una intera città aziendale presso gli impianti dell &#8216;Agip a Gela. Nel corso della sua lunga attività professionale si occupa di urbanistica, di pianificazione del territorio ed è autore di numerose pubblicazioni sul tema del paesaggio e dell&#8217; architettura rurale tradizionale di montagna attraverso le pagine del suo &#8220;Quasi un diario&#8221;.</p>
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