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	<title>Mornati Stefania Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Mornati Stefania Archivi | Gangemi</title>
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		<title>I muraglioni del Tevere urbano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 14:38:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La piena del Tevere del 28 dicembre 1870 segna un punto di svolta per affrontare radicalmente il problema della difesa idraulica del centro di Roma, “imbrigliando” il fiume. Il tracciato dei nuovi argini – nella forma degli “insommergibili” muraglioni verticali immaginati da Canevari e ridefiniti da numerosi attori – regolarizza l’alveo fluviale, inserendo nel tessuto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La piena del Tevere del 28 dicembre 1870 segna un punto di svolta per affrontare radicalmente il problema della difesa idraulica del centro di Roma, “imbrigliando” il fiume. Il tracciato dei nuovi argini – nella forma degli “insommergibili” muraglioni verticali immaginati da Canevari e ridefiniti da numerosi attori – regolarizza l’alveo fluviale, inserendo nel tessuto edilizio una sinuosa e iconica “scultura” a scala urbana. Il lungo cantiere che, dal 1876 alla seconda metà del Novecento, affianca, non senza difficoltà, la vita della città, offre una rappresentazione dei trovati dell’ingegneria costituendo, al contempo, una costante minaccia per i fabbricati e i monumenti che interferiscono con i lavori.<br />
Il volume raccoglie testi che, attraverso sondaggi puntuali sulla documentazione di archivio e sulla bibliografia dell’epoca, commentati da un ricco apparato iconografico, restituiscono la storia, i progetti e la costruzione dei muraglioni. Gli studi presentati sono l’esito di un lavoro collettivo e multidisciplinare condotto da ricercatori e archivisti nell’ambito di collaborazioni di ricerca tra l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Archivio di Stato di Roma e l’Archivio Storico Capitolino, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio documentale, la cui conoscenza è ormai imprescindibile anche per la tutela di questa monumentale infrastruttura del Tevere urbano.</p>
<p>Maria Grazia D’Amelio, architetto, è professore ordinario di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa ‘Mario Lucertini’. I suoi studi sono rivolti all’architettura e alla città nel Rinascimento e nel Barocco e all’architettura del primo Novecento in Italia, segnatamente alle inestricabili relazioni tra committente e architetto, progetto e costruzione.</p>
<p>Ilaria Giannetti, architetto, è professore associato di Architettura Tecnica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica. La sua attività di ricerca si concentra sulla storia della costruzione e dell’ingegneria, con riferimento all’evoluzione delle tecniche costruttive nel cantiere italiano, e sulla tutela e valorizzazione del patrimonio costruito.</p>
<p>Stefania Mornati, architetto, è professore ordinario di Architettura Tecnica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica. La sua attività di ricerca è volta allo studio della costruzione italiana moderna e contemporanea con particolare attenzione alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell’architettura moderna.</p>
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		<title>La sistemazione del Tevere urbano</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-sistemazione-del-tevere-urbano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 14:09:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso l'Archivio di Stato di Roma, Complesso di Sant'Ivo alla Sapienza, dal 8 ottobre al 15 dicembre 2022Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL'ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura GrecoIl volume racconta la storia del progetto e della costruzione degli argini murari del Tevere urbano, ideati per difendere Roma dalle insidiose inondazioni, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso l&#8217;Archivio di Stato di Roma, Complesso di Sant&#8217;Ivo alla Sapienza, dal 8 ottobre al 15 dicembre 2022</p>
<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL&#8217;ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura Greco</p>
<p>Il volume racconta la storia del progetto e della costruzione degli argini murari del Tevere urbano, ideati per difendere Roma dalle insidiose inondazioni, negli anni in cui la città diviene la nuova capitale del Regno. Con la coeva nascita dell&#8217;ingegneria e dell&#8217;urbanistica moderne, la regolarizzazione dei fiumi urbani è un tema di sperimentazione comune alle grandi città europee, alla quale Roma prende parte da protagonista, con la costruzione degli “insommergibili” muraglioni del Tevere. Imbrigliare il fiume tra le alte sponde, per difendere il centro abitato dalle acque, è l&#8217;occasione per disegnare un complesso sistema di argini – muri di sostegno, collettori, ampie banchine di approdo e strade lungotevere – che inserisce tra il tessuto edilizio e il fiume una sinuosa e iconica scultura a scala urbana, risolvendo molteplici – e più che mai attuali – esigenze della città, dalla sanificazione, alla prevenzione del rischio, alla mobilità, sfruttando la navigazione fluviale. I muraglioni sono una presenza monumentale nel paesaggio urbano, anche perché testimoni di complesse e articolate vicende edilizie che, per oltre 50 anni, hanno accompagnato la vita di Roma moderna. Storie dimenticate di ingegneri, imprese, maestranze che è possibile scoprire solo attraverso la lettura delle carte d&#8217;archivio, in particolare, quelle dell&#8217;Ufficio Tecnico Speciale per la Sistemazione del Tevere del Genio Civile di Roma, oggi conservate presso l&#8217;Archivio di Stato di Roma.</p>
<p>Vincenzo De Meo è funzionario archivista presso l&#8217;Archivio di Stato di Roma e responsabile della sede succursale di via Galla Placidia, dove è conservato il fondo del Genio Civile di Roma. </p>
<p>Ilaria Giannetti, è professore associato di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La sue ricerche riguardano la storia della costruzione e dell&#8217;ingegneria tra Ottocento e Novecento.</p>
<p>Stefania Mornati, è professore ordinario di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Le sue ricerche riguardano la costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell&#8217;architettura moderna.</p>
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		<title>In cantiere sulle sponde del Tevere</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/in-cantiere-sulle-sponde-del-tevere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 14:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL'ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura GrecoIn occasione dell'edizione 2021 della “Domenica di Carta”, l'Archivio di Stato di Roma apre al pubblico la mostra “In cantiere sulle sponde del Tevere. Le lastre fotografiche dell'Ufficio Speciale per il Tevere e l'Agro Romano”. L'esposizione si inserisce nell'ambito di una convenzione di ricerca ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL&#8217;ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura Greco</p>
<p>In occasione dell&#8217;edizione 2021 della “Domenica di Carta”, l&#8217;Archivio di Stato di Roma apre al pubblico la mostra “In cantiere sulle sponde del Tevere. Le lastre fotografiche dell&#8217;Ufficio Speciale per il Tevere e l&#8217;Agro Romano”. L&#8217;esposizione si inserisce nell&#8217;ambito di una convenzione di ricerca tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica (DICII) dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e l&#8217;Archivio di Stato di Roma per la valorizzazione del fondo Genio Civile di Roma.<br />Questo catalogo, che accompagna la mostra, presenta una selezione di 32 fotografie di cantiere estratte dalla preziosa raccolta, ancora oggi inesplorata, delle 3536 lastre fotografiche dell&#8217;Ufficio Speciale. Le immagini ritraggono i lavori di trasformazione delle sponde del Tevere svolti tra gli anni &#8217;20 e gli anni &#8217;40 del Novecento. Le lastre, raggruppate in 4 sezioni – dedicate alla costruzione degli argini urbani ed extraurbani, dei grandi collettori bassi delle fogne della città, dei ponti e del drizzagno di Spinaceto – restituiscono un racconto inedito, tra le righe della storia della fotografia, della storia sociale, della storia della città, dell&#8217;ingegneria e delle tecniche costruttive.</p>
<p>Ilaria Giannetti, è professore associato di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La sua attività di ricerca è volta allo studio della storia della costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento all&#8217;evoluzione delle tecniche costruttive nel cantiere italiano e alla storia dell&#8217;ingegneria.</p>
<p>Stefania Mornati, è professore ordinario di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La sua attività di ricerca è volta allo studio della costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell&#8217;architettura moderna.</p>
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		<title>Ponti Gerber in Italia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ponti-gerber-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 14:09:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL'ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura GrecoTra le criticità emerse in questi anni nel patrimonio infrastrutturale italiano, il degrado di una particolare tipologia di ponti in cemento armato, denominati genericamente “ponti Gerber”, ha sollecitato l'attenzione dei tecnici e favorito l'elaborazione di specifiche prescrizioni normative. Nelle procedure d'indagine propedeutiche ai necessari ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL&#8217;ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura Greco</p>
<p>Tra le criticità emerse in questi anni nel patrimonio infrastrutturale italiano, il degrado di una particolare tipologia di ponti in cemento armato, denominati genericamente “ponti Gerber”, ha sollecitato l&#8217;attenzione dei tecnici e favorito l&#8217;elaborazione di specifiche prescrizioni normative. Nelle procedure d&#8217;indagine propedeutiche ai necessari interventi manutentivi un ruolo centrale è affidato all&#8217;indagine storica, intesa come un “percorso conoscitivo” che può essere portato a termine seguendo l&#8217;approccio metodologico della storia della costruzione.<br />Con queste premesse, presso l&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, è in corso il progetto di ricerca EpoCA “Procedure innovative e transdisciplinari per la valutazione prestazionale di ponti in cemento armato esistenti” che coinvolge congiuntamente ricercatori di Tecnica delle Costruzioni e di Architettura Tecnica. In questo libro, primo esito delle ricerche in corso, sono raccolte e sistematizzate conoscenze storico-tecniche che, strettamente correlate al peculiare sviluppo del ponte Gerber in cemento armato, nel più ampio quadro dell&#8217;evoluzione delle tecniche costruttive e dell&#8217;ingegneria strutturale nell&#8217;Italia del ‘900, sono operativamente utili per la manutenzione e la salvaguardia delle strutture esistenti.</p>
<p>Ilaria Giannetti, è professore associato di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La sua attività di ricerca è volta allo studio della storia della costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento all&#8217;evoluzione delle tecniche costruttive nel cantiere italiano e alla storia dell&#8217;ingegneria.</p>
<p>Stefania Mornati, è professore ordinario di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La sua attività di ricerca è volta allo studio della costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell&#8217;architettura moderna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/ponti-gerber-in-italia/">Ponti Gerber in Italia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Architetture Eni in Italia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/architetture-eni-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 14:09:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa opera è stata realizzata con il sostegno dell'Archivio Storico Eni Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL'ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura Greco La consistenza del patrimonio costruito Eni in Italia e il suo dominio territoriale, nonché l'imponente documentazione conservata nell'Archivio Storico Eni e in gran parte non ancora studiata, costituiscono premesse utili a rappresentare ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa opera è stata realizzata con il sostegno dell&#8217;Archivio Storico Eni</p>
<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL&#8217;ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura Greco</p>
<p>La consistenza del patrimonio costruito Eni in Italia e il suo dominio territoriale, nonché l&#8217;imponente documentazione conservata nell&#8217;Archivio Storico Eni e in gran parte non ancora studiata, costituiscono premesse utili a rappresentare le potenzialità di questo caso nell&#8217;esplorazione delle pratiche costruttive italiane del secondo Novecento. Il villaggio per i dipendenti a Borca di Cadore, la rete di stazioni di servizio e di motel Agip, il complesso di uffici, servizi e residenze a San Donato Milanese, la sede romana all&#8217;Eur sono alcune delle opere più note del catalogo di architetture Eni sorte in una sequenza temporale che si apre nel 1953 con la fondazione dell&#8217;ente e si chiude nel 1962 con la morte di Enrico Mattei, e firmate da progettisti come Mario Bacciocchi, Marco Bacigalupo e Ugo Ratti, Edoardo Gellner, Marcello Nizzoli e dai tecnici del Servizio Costruzioni di Agip e di Snamprogetti. Attraverso cinque letture tematiche, che compongono la prima parte del volume, sono presentati il patrimonio e l&#8217;attività dell&#8217;Archivio Storico Eni, il contesto culturale nel quale prende vita la vicenda architettonica, le strutture operative deputate all&#8217;attuazione del programma edilizio dell&#8217;ente, le figure dei progettisti esterni, l&#8217;evoluzione tecnologica che accompagna la formazione del repertorio di architetture dell&#8217;Eni. Nella seconda parte sono analizzate alcune opere, selezionate sulla base del ruolo che assumono nel repertorio di manufatti dell&#8217;ente per singolarità e interesse degli aspetti costruttivi, o in ragione della rilevanza del programma edilizio di cui fanno parte.</p>
<p>Laura Greco, architetto, dottore di ricerca, è professore associato di Architettura tecnica nel Dipartimento di Ingegneria Civile dell&#8217;Università della Calabria. I suoi studi riguardano l&#8217;evoluzione delle tecniche costruttive nel patrimonio edilizio nazionale, con particolare riferimento all&#8217;indagine del rapporto tra architettura e costruzione in Italia nel Novecento.</p>
<p>Stefania Mornati è professore ordinario di Architettura tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università di Roma “Tor Vergata”. La sua attività di ricerca è volta allo studio della costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell&#8217;architettura moderna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/architetture-eni-in-italia/">Architetture Eni in Italia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Materiali del Moderno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/materiali-del-moderno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 14:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Materiali indica i prodotti e le tecniche, l'origine naturale e la produzione industriale, i vari usi e le diverse modalità, in una parola la costruzione. Moderno è il prodotto o il suo impiego, sempre il senso e il modo dell'applicazione, nuovi in ogni opera, diversi per ogni autore. Materiale e moderna è l'architettura intesa anch'essa ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Materiali indica i prodotti e le tecniche, l&#8217;origine naturale e la produzione industriale, i vari usi e le diverse modalità, in una parola la costruzione. Moderno è il prodotto o il suo impiego, sempre il senso e il modo dell&#8217;applicazione, nuovi in ogni opera, diversi per ogni autore. Materiale e moderna è l&#8217;architettura intesa anch&#8217;essa come un prodotto, esito di processi generativi complessi che comprendono &#8211; nei casi analizzati peculiarmente &#8211; procedimenti tettonici tesi alla sperimentazione di nuove arti del costruire. Materiali del Moderno è uno strumento di conoscenza, pensato in funzione della cultura del progetto. Gli studi raccolti in questo libro tendono ad ampliare il campo del “restauro del moderno”, affrontando il tema del “progetto di ri-qualificazione” nella sua complessità. Attraverso i materiali e le tecniche, si sono indagate non soltanto le architetture del Razionalismo italiano bensì le opere già moderne tra metà dell&#8217;Ottocento e primo conflitto mondiale, quelle del Regime e del secondo dopoguerra, fino agli anni sessanta. Senza limitarsi agli edifici, intendendo il “materiale vegetale” come costitutivo del sistema dello spazio aperto, determinante il valore paesaggistico e la qualità del rapporto tra architettura e contesto. Ne discende un quadro in cui le relazioni e le differenze, i nessi e gli sviluppi, i legami con la tradizione e la forza della carica innovativa, la sperimentazione come volontà diffusa, la ripetizione che si fa sistema, delineano una lettura ulteriore del Moderno in Italia. Una sezione tracciata nella vicenda della costruzione e del suo ciclo vitale. In parallelo, l&#8217;analisi dei casi di restauro e riqualificazione, fondata sulla testimonianza dei progettisti, e la riflessione sulle diverse esperienze tratteggiano temi e modi della “ri-qualificazione”. Molteplici, alternativi o concorrenti se non conflittuali ma sempre specifici.</p>
<p>Luciano Cupelloni, architetto, Ordinario di Tecnologia dell&#8217;architettura, titolare del corso di “Progettazione tecnologica per la riqualificazione architettonica” presso la Facoltà di Architettura della Sapienza. Direttore del Master di II livello in “Environmental Technological Design”. Responsabile scientifico del curriculum “Progettazione tecnologica ambientale” del Dottorato di Ricerca in “Pianificazione, Design, Tecnologia dell&#8217;architettura”. Da più di quarant&#8217;anni unisce alla didattica e agli studi sull&#8217;accadere tecnologico in architettura la sperimentazione sul campo, operando professionalmente sui temi della riqualificazione architettonica e urbana. In particolare a Roma ha realizzato opere note, pubblicate e premiate a livello nazionale e internazionale. Oltre a numerosi articoli e saggi, per i tipi della Gangemi Editore ha pubblicato Antichi cantieri moderni. Concezione, sapere tecnico, costruzione. Da Iktìnos a Brunelleschi (1996), Il Mattatoio di Testaccio a Roma. Metodi e strumenti per la riqualificazione del patrimonio architettonico (2001).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Roma e lo sguardo &#8211; Roman perspectives</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-e-lo-sguardo-roman-perspectives/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 14:08:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo volume offre al lettore la possibilità di uno sguardo nuovo (e forse inaspettato) su Roma e sul suo patrimonio di storia, cultura e sapienza. Rende fruibile, quantomeno parzialmente, la fatale frammentarietà della narrazione di Roma, illustrata con esemplari immagini fotografiche affiancate da brevi didascalie, talora da quegli aneddoti peculiari dell'arguzia del popolo romano che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume offre al lettore la possibilità di uno sguardo nuovo (e forse inaspettato) su Roma e sul suo patrimonio di storia, cultura e sapienza. Rende fruibile, quantomeno parzialmente, la fatale frammentarietà della narrazione di Roma, illustrata con esemplari immagini fotografiche affiancate da brevi didascalie, talora da quegli aneddoti peculiari dell&#8217;arguzia del popolo romano che implementano gli stimoli della fantasia … quasi che, di volta in volta, l&#8217;affascinante congerie urbana fosse percepita osservandola attraverso il foro della serratura. In questa inafferrabilità dell&#8217;intero insiste l&#8217;aporia di una metropoli che diviene orizzonte intrascendibile e inabbracciabile del nostro immaginario. Nel quale coltiviamo ancora la speranza che Roma, se non più raggiungibile nella sua sostanza, sia almeno evocabile nell&#8217;enigma dei suoi segni riposti. Questo gioco di rimandi e di slittamenti continui del senso è quanto il volume suggerisce, invitando infine il lettore a ricomporne uno suo, più ricco e complesso. </p>
<p>This work offers a new (and probably unexpected) vision of Rome, together with its historical and cultural heritage. It renders vivid, at least partially, the fatal fragmentation of Rome&#8217;s history, illustrated through exemplary photographic images and brief captions, sometimes also by anecdotes typical of the Roman wit that stimulate one&#8217;s fantasy … as if observing the fascinating extemporaneous urban scene through a key hole. This elusiveness leaves room to the aporia of the metropolis that poses itself as the insurmountable horizon of our imagination. In this horizon we nurture the hope that Rome, even if not comprehensible in its very substance, can at least be evoked in the riddle of its hidden marks. This game of allusions and continuous shifting of meanings finally invites the reader to recreate his own meaning, a richer and more complex one.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Torre Galfa di Melchiorre Bega</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-torre-galfa-di-melchiorre-bega/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2012 14:05:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL'ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura GrecoLa torre Galfa viene realizzata a Milano tra il 1956 e il 1959, su progetto di Melchiorre Bega, per ospitare gli uffici della Sarom, società petrolifera per l'estrazione, la lavorazione e la vendita di idrocarburi, costituita nel 1950 da Attilio Monti. L'edificio riscuote presto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana PROGETTO E COSTRUZIONE DELL&#8217;ARCHITETTURA diretta da Stefania Mornati e Laura Greco</p>
<p>La torre Galfa viene realizzata a Milano tra il 1956 e il 1959, su progetto di Melchiorre Bega, per ospitare gli uffici della Sarom, società petrolifera per l&#8217;estrazione, la lavorazione e la vendita di idrocarburi, costituita nel 1950 da Attilio Monti. L&#8217;edificio riscuote presto l&#8217;attenzione e l&#8217;apprezzamento da parte di molti progettisti, anche a livello internazionale, e viene segnalato per alcune significative particolarità: l&#8217;originale struttura che, nelle numerose recensioni dell&#8217;edificio risalenti al periodo del suo completamento, è quasi sempre riduttivamente descritta come “costituita da sei grandi pilastri” e solai aggettanti; per l&#8217;esteso impiego della parete vetrata e per le originali e avanzate soluzioni impiantistiche. Ad oggi, nonostante qualche tesi di laurea, dove il tema è stato affrontato con maggiore approfondimento, la torre rimane ancora poco studiata. In quest&#8217;opera, dove tutto si incentra sui criteri di standardizzazione impliciti nei più aggiornati procedimenti costruttivi, sull&#8217;iterazione dei componenti edilizi e dove l&#8217;immagine del complesso tende a dispiegarsi nella rappresentazione industriale di una moderna estetica dell&#8217;edilizia, interviene qualcosa di inatteso ad alterare l&#8217;apparente equilibrio. Partendo da materiali storici ampiamente inediti, il volume si pone l&#8217;obiettivo di inquadrare la torre Galfa nel panorama professionale di Melchiorre Bega e ricostruirne la vicenda progettuale e costruttiva che ha portato alla realizzazione di uno dei più interessanti “grattacieli” milanesi.</p>
<p>Laura Greco, architetto, dottore di ricerca, è ricercatore in Architettura tecnica nel Dipartimento di Ingegneria Civile dell&#8217;Università della Calabria, dove insegna Architettura tecnica. I suoi studi riguardano l&#8217;evoluzione delle tecniche costruttive nel patrimonio edilizio nazionale con particolare riferimento all&#8217;indagine del rapporto tra architettura e costruzione in Italia nel Novecento.</p>
<p>Stefania Mornati è professore associato di Architettura tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata. La sua attività di ricerca è volta allo studio della costruzione italiana del Novecento, con particolare riferimento alla storia delle tecniche costruttive, al rapporto tra progetto e costruzione, al restauro dell&#8217;architettura moderna.</p>
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		<title>Il restauro delle Poste di Libera</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-restauro-delle-poste-di-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2005 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Costruzione /1 diretta dal Prof. Sergio PorettiTra il 1998 e il 2001 l'edificio postale di Libera veniva sottoposto a consistenti lavori di ristrutturazione e di riordino funzionale a cura dell'ufficio tecnico delle Poste. Tra i lavori era compreso il restauro di alcuni elementi architettonici di particolare pregio: il portico, i saloni al ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Costruzione /1 diretta dal Prof. Sergio Poretti</p>
<p>Tra il 1998 e il 2001 l&#8217;edificio postale di Libera veniva sottoposto a consistenti lavori di ristrutturazione e di riordino funzionale a cura dell&#8217;ufficio tecnico delle Poste. Tra i lavori era compreso il restauro di alcuni elementi architettonici di particolare pregio: il portico, i saloni al pubblico, gli scaloni ecc. Questo libro documenta sinteticamente tali lavori, curati da un gruppo di studio dell&#8217;Università di Roma ‘Tor Vergata&#8217; coordinato da Sergio Poretti.<br />Il resoconto di cantiere – un cantiere per molti versi sperimentale – registra le numerose difficoltà operative incontrate, nonostante lo studio accurato dei particolari costruttivi e nonostante la puntigliosa sorveglianza in fase realizzativa. <br />L&#8217;esperienza conferma che il progetto di conservazione deve scaturire da un approfondito studio dell&#8217;edificio, con indagini sulla progettazione esecutiva originaria e sulle vicende di cantiere integrate dalla ricostruzione dell&#8217;apparecchiatura costruttiva. Ciò nella convinzione che sia l&#8217;edificio a suggerire i modi di intervento più adeguati, non le teorie – che pure rimangono sullo sfondo come ineludibile termine di riferimento – né, tanto meno, i metodi codificati e pronti all&#8217;uso.</p>
<p>ARCHITETTURA E COSTRUZIONE / 1<br />collana diretta da Sergio Poretti<br />La collana raccoglie studi, ricerche, monografie, <br />atti di convegni sul modo di costruire e i suoi stretti legami con il linguaggio dell&#8217;architettura. <br />Ricognizioni su vicende costruttive, indagini sull&#8217;evoluzione delle tecniche storiche, documentazione di casi di restauro contribuiscono a delineare aspetti ancora poco noti della storia delle tecniche costruttive.</p>
<p><strong>Volumi pubblicati:</strong><br />1. <strong>Il restauro delle Poste di Libera</strong><br />a cura di Sergio Poretti<br />2. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=505">L&#8217;architettura INA Casa (1949-1963) </a><br />Aspetti e problemi di conservazione e recupero<br />A cura di Rosalia Vittorini e Riccardo Capomolla<br />3. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=1255">Il Padiglione dell&#8217;Artigianato a Sassari</a><br />Architettura e conservazione<br />a cura di Stefano Gizzi e Sergio Poretti<br />4. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=1280"> Modernismi italiani</a><br />Architettura e costruzione nel Novecento<br />di Sergio Poretti<br />5. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=1584">La costruzione dell&#8217;architettura</a><br />Temi e opere del dopoguerra italiano<br />a cura di Pier Giovanni Bardelli, Antonio Cottone, Franco Nuti, Sergio Poretti, Antonello Sanna<br />6. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=4476"> Italian Modernisms</a><br />Architecture and construction in the twentieth century<br />di Sergio Poretti</p>
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		<title>L&#8217;INA casa</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lina-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2000 14:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della sezione "L'INA Caso. Il cantiere e la costruzione" allestita per la mostra "Città Architettura Edilizia pubblica. Il piano INA Casa 1949-1963, Centro per le Arti Contemporanee", Roma 16 gennaio-16 febbraio 2002 Il gruppo degli autori, coordinato da Sergio Poretti, svolge studi sulla costruzione italiana del Novecento presso il Dipartimento di. Ingegneria Civile dell'Università ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/lina-casa/">L&#8217;INA casa</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della sezione &#8220;L&#8217;INA Caso. Il cantiere e la costruzione&#8221; allestita per la mostra &#8220;Città Architettura Edilizia pubblica. Il piano INA Casa 1949-1963, Centro per le Arti Contemporanee&#8221;, Roma 16 gennaio-16 febbraio 2002</p>
<p>Il gruppo degli autori, coordinato da Sergio Poretti, svolge studi sulla costruzione italiana del Novecento presso il Dipartimento di. Ingegneria Civile dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata. Si occupa in particolare di storia delle tecniche costruttive, del rapporto tra progetto e costruzione e degli aspetti relativi al restauro dell&#8217;architettura moderna. Ha condotto studi e ricerche incentrati sulle opere costruite in Italia negli anni trenta; tra queste la Casa del Fascio di Como, il Palazzo Postale di Napoli e, tra gli edifici romani, i Palazzi Postali, la Scuola di Matematica alla Città Universitaria, le case dell&#8217;ONB, il Palazzo degli Uffici e il Palazzo della Civiltà Italiana all&#8217;EUR. Attualmente sta svolgendo una ricerca di interesse nazionale (finanziata dal MIUR) sulla costruzione dei quartieri Ina Casa di Roma.<br />
Il gruppo ha effettuato una consulenza per il restauro del Palazzo Postale di via Mormorata a Roma; ha partecipato ad uno studio storico sul Palazzo della Civiltà Italiana e ha elaborato uno studio preliminare per il suo riuso. I componenti del gruppo sono membri di DoCoMoMo Italia.</p>
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