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	<title>Muntoni Alessandra Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Muntoni Alessandra Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Ingegneri-Architetti della scuola romana di architettura / Engineers-Architects of the roman school of architecture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 14:09:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana editoriale/ Editorial series ARCHITETTURA ENIGMATICA / ENIGMATIC ARCHITECTURE diretta da / directed by Franco PuriniIl presente libro, redatto a 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale, mira a far emergere la storia per molti versi enigmatica degli ingegneri-architetti che hanno operato in una città divenuta dal 1871 un territorio nel quale consumare rapide e ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/ingegneri-architetti-della-scuola-romana-di-architettura-engineers-architects-of-the-roman-school-of-architecture/">Ingegneri-Architetti della scuola romana di architettura / Engineers-Architects of the roman school of architecture</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana editoriale/ Editorial series ARCHITETTURA ENIGMATICA / ENIGMATIC ARCHITECTURE diretta da / directed by Franco Purini</p>
<p>Il presente libro, redatto a 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale, mira a far emergere la storia per molti versi enigmatica degli ingegneri-architetti che hanno operato in una città divenuta dal 1871 un territorio nel quale consumare rapide e imponenti trasformazioni urbane. Non senza profonde ferite inferte a quelle magnifiche ville – alcune delle quali perdute per sempre – l&#8217;esperienza prodotta nel lungo percorso da tali trasformazioni ha reso riconoscibile una sensibilità operativa che, sia pur con errori ed eccessi, viene definita come appartenente alla Scuola Romana di Architettura. Operando uno scavo nella sua storia emerge che molti protagonisti di tali trasformazioni urbane sono stati degli ingegneri integrali che hanno amato l&#8217;architettura non meno degli architetti e che con essa si sono misurati ottenendo, gli uni e gli altri, i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: edifici spesso di grande qualità, quartieri e anche palazzine che sono divenuti per i romani delle presenze amichevoli, costituenti, insieme ai pregiatissimi monumenti dell&#8217;antichità, il Vultus Urbis della città. Alle schiere di chiese e altri edifici anziani – magnifici e preziosi scrigni di inestimabile valore e grande commozione spaziale che lo Stato della Chiesa ha costruito e custodito nel tempo – si sommano le realizzazioni romane più giovanili di questo secolo e mezzo: da un lato speculazioni edilizie, dall&#8217;altro piani urbanistici e opere di grande pregio. Tutto ciò è avvenuto su un substrato di straordinari reperti archeologici imperiali e ancora più antichi che affiorano a Roma in ogni dove, guarniti dalla cura del verde che li incastona in passeggiate senza eguali. Ciò ha fatto sviluppare ai protagonisti della Scuola romana di architettura una sensibilità particolare che ha dato luogo alla tradizione del lavorare con preesistenze architettoniche di vario tipo, stabilendo con esse un rapporto di continuità paesaggistica, urbana, strutturale, narrativa, fotografica, e poi anche filmica di grande bellezza. Chiunque oggi voglia ricostruire le articolazioni di questa Scuola, delle sue tradizioni e declinazioni – sia esso architetto, ingegnere o altro ancora – non può esimersi dal ripercorrere le trasformazioni urbane di Roma capitale.</p>
<p>This book, which comes out 150 years after the proclamation of Rome as capital city, aims to bring to light the history in many ways enigmatic of the engineers-architects that worked in a city which became in 1871 a territory where very rapid and impressive urban transformations took place. Not without deep wounds inflicted on those magnificent Villas – some of which disappeared forever – the experience produced by these transformations has made recognizable in its unfolding an operational sensibility that, albeit with errors and excesses, can easily be defined as belonging to the Roman School of Architecture. Operating an excavation in its history emerges that many of the protagonists of these urban transformations were integral engineers who loved architecture no less than architects and who measured themselves with it, obtaining, all of them, the results that are under everyone&#8217;s eyes: buildings, often of great quality, neighborhoods and even Palazzine that have become for the Romans friendly presences constituting, together with the most valuable monuments of antiquity, the Vultus Urbis of the city. To the more ancient churches and other buildings – magnificent and precious caskets of inestimable value and great spatial commotion that the Papal State has built and preserved over time – are added the younger Roman realizations of this century and a half: on one side building speculation, on the other urban plans and works of great value. All this has taken place in a substratum of extraordinary archaeological finds, imperials and older, that appear in Rome everywhere, garnished by the care of the landscapes that embed them in promenades without equal. All this led to the development by the protagonists of the Roman School of Architecture of a particular sensitibility which gave rise to the tradition of working with architectural pre-existences of various type, establishing with them a relationship of continuity in landscape, urban, structural, narrative, photographic, and then also filmic of great beauty. Whoever today wants to reconstruct the articulations of this School, of its traditions – whether architect, engineer or other – cannot avoid to retrace the path of the urban transformations of Rome as capital city.</p>
<p>Ruggero Lenci (Roma, 1955) è professore di Composizione Architettonica e Urbana alla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, Sapienza Università di Roma. Afferisce al Dipartimento DICEA. </p>
<p>Ruggero Lenci (Rome 1955) is Professor of Architectural and Urban Design at the Faculty of Civil and Industrial Engineering, Sapienza University of Rome. He is a member of the DICEA Department.</p>
<p>Tra i suoi libri / among his books:<br />Massimiliano Fuksas – oscillazioni e sconfinamenti (Testo e Immagine, Torino 1996)<br />Manzone Architetto (Gangemi, Roma 1997)<br />I.M. Pei – teoremi spaziali (Testo e Immagine, Torino 2004)<br />Lenci Valentin – architettura teorematica (Mancosu, Roma 2005)<br />Studio Passarelli – cento anni cento progetti (Electa, Milano 2006)<br />Didattica e Architettura – tesi in composizione architettonica (Prospettive, Roma 2007)<br />Evoluzione e Architettura tra scienza e progetto (Prospettive, Roma 2008)<br />Pietro Barucci Architetto (Electa, Milano 2009)<br />Morfemi dinamici (Prospettive, Roma 2011)<br />Mutazioni Laurentino 38 (Prospettive, Roma 2011)<br />L&#8217;enigma del Girasole (Gangemi, Roma 2012)<br />L&#8217;enigma di Eurosky (Gangemi, Roma 2014)<br />L&#8217;enigma dell&#8217;opera poligonale con blocchi concavi (Gangemi, Roma 2019)<br />L&#8217;abitazione sostenibile, mutazioni genetiche a Tor Bella Monaca (Gangemi, Roma 2019)<br />Vultus Urbis (Gangemi, Roma 2020)<br />L&#8217;enigma dell&#8217;unità abitativa tra teoria e ricerca progettuale (Gangemi, Roma 2020)</p>
<p>Tra i libri curati / among the edited books:<br />Trenta lezioni di architettura più una, a cura di AA.VV. (Gangemi, Roma 1990)<br />Sergio Lenci – l&#8217;opera architettonica 1950-2000, a cura di Ruggero Lenci (Diagonale, Roma 2000)<br />Annali del DAU, Intersezioni, a cura di AA.VV. (Gangemi, Roma 2005)<br />Lo sguardo sul muro, di Massimo Birindelli, a cura di Ruggero Lenci (Mancosu, Roma 2006)<br />Annali del DAU, Nella Ricerca, a cura di AA.VV. (Gangemi, Roma 2008)<br />L&#8217;Estate Romana di Renato Nicolini, a cura di AA.VV.(Gangemi, Roma 2013)<br />The Europe&#8217;s Become, Il Divenire dell&#8217;Europa, a cura di AA.VV. (Gangemi, Roma 2013)<br />Roma, Crisi del Progetto e della Civitas, a cura di AA.VV. (Ingramspark, Roma 2017)<br />Curare lo spirito nei luoghi della cura del corpo, a cura di AA.VV. (Gangemi, Roma 2019)<br />Centocinque domande a Pietro Barucci, a cura di Ruggero Lenci (CLEAN, Napoli 2020)</p>
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		<title>L&#8217;enigma di Eurosky &#8211; The enigma of Eurosky</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lenigma-di-eurosky-the-enigma-of-eurosky/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 14:06:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ARCHITETTURA ENIGMATICA diretta da Ruggero Lenci n.4Questo numero della collana editoriale architettura enigmatica si occupa della lettura critica della Torre Eurosky, con il fine di disvelare la genesi progettuale di quest'opera significativa e le ragioni di alcune vicende legate alla sua esecuzione, evitando da un lato facili lusinghe, dall'altro critiche chiassose, in ogni caso ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/lenigma-di-eurosky-the-enigma-of-eurosky/">L&#8217;enigma di Eurosky &#8211; The enigma of Eurosky</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ARCHITETTURA ENIGMATICA diretta da Ruggero Lenci n.4</p>
<p>Questo numero della collana editoriale architettura enigmatica si occupa della lettura critica della Torre Eurosky, con il fine di disvelare la genesi progettuale di quest&#8217;opera significativa e le ragioni di alcune vicende legate alla sua esecuzione, evitando da un lato facili lusinghe, dall&#8217;altro critiche chiassose, in ogni caso mantenendo una lettura il più possibile oggettiva e priva di reticenze in merito ai fenomeni architettonici e di impianto urbano analizzati. </p>
<p>La collana editoriale “architettura enigmatica” si occupa di individuare e svelare aspetti comunicativi e prestazionali – funzioni seconde e funzioni prime – non del tutto apparenti in quelle opere di architettura nelle quali coesistono in modo indissolubile, andando ad analizzare non solo il risultato finale ma anche il percorso creativo che ne ha generato la realizzazione.<br />Il metodo è quello dell&#8217;ipotesi-tesi, che può venire o meno avvalorata e che nei casi in dubbio è considerata degna di condivisione e dibattito.<br />Non interessa qui compiere né lusinghieri elogi né stroncature dell&#8217;opera in esame, ma ipotizzare che l&#8217;architettura selezionata sia come un paziente che si presta di buon grado a un consulto medico e/o a un intervento sul tavolo operatorio. Ma tale metafora può chiamare in causa altre discipline, prima tra tutte la psicologia, dato che ci interessa comprendere il più possibile quali sono le tensioni presenti nell&#8217;universo creativo dei progettisti che hanno concepito l&#8217;opera.<br />La scaturigine del progetto e lo stormo delle sue idee primigenie sono qui investigate tramite ipotesi aperte, con calviniana – ma talvolta anche kunderiana – leggerezza, una qualità che non esclude mai il contraddittorio.<br />Così come nella casa del girasole, anche nell&#8217;eurosky la leggerezza, come sopra intesa, è una qualità dell&#8217;architettura che si vuole far riconoscere e che lotta per tale scopo: nel primo caso taglia – in un periodo coevo a fontana – la solidissima massa rocciosa del volume della palazzina di viale bruno buozzi e anticipa “la dolce vita” felliniana; nel secondo caso dà luogo a un colossale trilite di una stonehenge euratica sul quale spuntano in copertura le fragili ali del suo opposto: le pagine di un libro di cui tale dolmen si fa immenso ambone.</p>
<p>Altri volumi pubblicati nella collana editoriale architettura enigmatica:<br />1 L&#8217;enigma del girasole (2012)<br />2 L&#8217;estate romana di Renato Nicolini (2013)<br />3 Il Divenire dell&#8217;europa (2013)</p>
<p>N. 4 volume of ENIGMATIC ARCHITECTURE series directed by Ruggero Lenci</p>
<p>The Eurosky Tower, designed by Franco Purini and Laura Thermes in the centrality EUR-Castellaccio in Rome started from the union of two symmetrical towers, in many respects autonomous: a dolmen that on the roof performs liberating and propitiatory exploits. The ontogeny of Eurosky, recapitulates phylogeny of a series of projects delivered to the history of contemporary architecture. In the first place the constructivist Horizontal Skyscrapers for the center of Moscow, designed in 1924 by El Lissitzky, also called “Irons for the clouds”. But in it is also possible to find futurist images by Antonio Sant&#8217;Elia, those of Hugh Ferriss, as well as the ones of BBPR of the Velasca Tower. </p>
<p>The editorial series “Enigmatic Architecture” is interested in identifying and unveil aspects of communication and functional performance – second and first functions – not entirely apparent in those works of architecture in which they coexist in an indissoluble way, not only in the final result but also in the creative itinerary that led to the act of their creation.<br />The method is the one of hypothesis-thesis, which can be corroborated or not, and that in presence of doubt is considered worthy of sharing and discussion.<br />There is no interest here in making flattering praises nor slating of the analized work, but to assume that the selected piece of architecture is like a patient who, willingly, lends to a medical consultation and/or to an intervention on the surgical table.<br />But this metaphor can be extended to other disciplines, first of all psychology, as we are interested to understand as much as possible which are the tensions in the creative universe of the designers who conceived the work.<br />The wellspring of the project, i.e. the covey of primitive ideas, are here investigated by open hypotheses, non-opinionated, with Calvinian – but sometimes also Kunderian – lightness, a quality that never excludes the cross-examination.<br />As well as in the “Sunflower”, also in Eurosky the lightness, as above intended, is an architectural quality that aims at being recognized and that struggles for this purpose: in the first case it cuts – in a period coeval to Fontana – the solid rocky-mass of the volume of the palazzina in viale Bruno Buozzi in Rome and anticipates the Fellinean “Dolce Vita”; in the second case it gives rise to a colossal trilith of a Stonehenge in the E.U.R. district on whose roof sprout the fragile wings of its opposite: the pages of a book of which this dolmen becomes an immense pulpit.</p>
<p>Other volumes published in the editorial series Enigmatic Architecture:<br />1 The enigma of the Sunflower (2012)<br />2 The Roman Summer of Renato Nicolini (2013)<br />3 The Europe&#8217;s Become (2013)</p>
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		<item>
		<title>Luigi Moretti</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/luigi-moretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 14:04:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per quanto si tratti di uno dei maggiori architetti che hanno operato sulla scena di Roma dal tempo del fascismo a quello del dopoguerra e capace di proiettarsi da quella sulla scena milanese e internazionale, Luigi Moretti è rimasto a lungo in posizione autonoma e isolata, soprattutto dall'Università, sia per la sua adesione agli ideali ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/luigi-moretti/">Luigi Moretti</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto si tratti di uno dei maggiori architetti che hanno operato sulla scena di Roma dal tempo del fascismo a quello del dopoguerra e capace di proiettarsi da quella sulla scena milanese e internazionale, Luigi Moretti è rimasto a lungo in posizione autonoma e isolata, soprattutto dall&#8217;Università, sia per la sua adesione agli ideali politici della giovinezza che per l&#8217;intensa attività professionale svolta… Gli atti di questo Convegno fanno emergere il Moretti architetto profondamente romano, nel quale risuonano all&#8217;unisono il tema della storia sulla via segnata da Gustavo Giovannoni e Vincenzo Fasolo, l&#8217;intenso e aperto rapporto della sua progettazione con l&#8217;astrazione e i processi artistici più innovatori dei suoi anni alimentato anche da un appassionato collezionismo, il personale confronto con la città. dalla presentazione di Francesco Paolo Fiore</p>
<p>Il volume è articolato nelle seguenti sezioni:<br />
CULTURA ITALIANA E DIMENSIONE INTERNAZIONALE<br />
MORETTI E MICHELANGELO / I documenti conservati all&#8217;ACS di Roma<br />
LINGUAGGI DELL&#8217;ARCHITETTURA, DELLE ARTI E DELLE<br />
SCIENZE / Concretezza e trasfigurazione<br />
MODERNITÀ E RADICI ANTICHE / Il primo Novecento<br />
STORICITÀ DEL CONTEMPORANEO / Il secondo Novecento<br />
LA MONOGRAFIA SU LUIGI MORETTI DI CECILIA ROSTAGNI / Discussione<br />
ITINERARI ROMANI / Coordinamento dell&#8217;Osservatorio del Moderno a Roma &#8211; DIAR</p>
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