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	<title>Nesi Attilio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Nesi Attilio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Frattali. &#8220;Parole tra il rosso e il nero&#8221;</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/frattali-parole-tra-il-rosso-e-il-nero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 14:05:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ATTILIO NESI è un pittore architetto e nel presente catalogo dà conto delle sue opere realizzate tra il 2007 e il 2012. Tutte diverse e tutte uguali, le opere mostrano una costanza di contenuti, a dispetto dell'amplissima differenza dei segnali... quasi come se andassero viste tutte insieme, come in un grande ipertesto di rinvii visivi. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ATTILIO NESI è un pittore architetto e nel presente catalogo dà conto delle sue opere realizzate tra il 2007 e il 2012. Tutte diverse e tutte uguali, le opere mostrano una costanza di contenuti, a dispetto dell&#8217;amplissima differenza dei segnali&#8230; quasi come se andassero viste tutte insieme, come in un grande ipertesto di rinvii visivi. Forse un aggettivo si adatta alla produzione di Attilio Nesi: frattale. Ogni parte del suo lavoro, ogni dettaglio è tutto il suo lavoro, e ogni opera è parte dell&#8217;intera produzione, ma nel contempo la contiene. FRATTALE come l&#8217;animo dell&#8217;uomo. (da Marco Maiocchi)</p>
<p>Attilio Nesi è nato a Fuscaldo nel 1944. Dal 1962 vive a Roma, dove opera come pittore e architetto. Sostanzialmente autodidatta, dipinge da giovanissimo e scolpisce a piccola scala, educato all&#8217;esercizio dell&#8217;arte dal padre, medico e artista, e da altri sporadici mentori. La sua pittura accompagna in modo simbiotico il mestiere di architetto e quello di ricercatore. Nell&#8217;ultimo decennio lavora con continuità alla linea di ricerca pittorica: “parole tra il rosso e il nero”. Di essa il testo offre un ampio repertorio. In questo progetto-ricerca restituisce, con le parole e le immagini, ragioni e sentimenti del proprio vissuto, “ricomponendoli” e “comprimendoli” in strutture formali unitarie, spesso insolite per dimensioni e proporzioni.</p>
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		<title>Il mestiere di Architetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-mestiere-di-architetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2012 14:05:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume ha il fine strategico di contribuire a rilanciare, attualizzandola, la cultura del progetto di architettura e il suo ruolo nei processi di avanzamento sociale. Nella prima parte del testo, si restituisce un confronto tra quanti agiscono all'interno o attorno al DASTEC (Dipartimento di Arte, Scienza e Tecnica del Costruire), con riflessioni sul “mestiere ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume ha il fine strategico di contribuire a rilanciare, attualizzandola, la cultura del progetto di architettura e il suo ruolo nei processi di avanzamento sociale. Nella prima parte del testo, si restituisce un confronto tra quanti agiscono all&#8217;interno o attorno al DASTEC (Dipartimento di Arte, Scienza e Tecnica del Costruire), con riflessioni sul “mestiere dell&#8217;architetto”, tenendo conto delle nuove complessità interne ed esterne alla sfera del progetto, offrendo la propria interpretazione delle declaratorie scientifiche più recenti, delle sfide tematiche più attuali e significative, delle nuove tendenze e delle opportunità deducibili dalla recente legislazione universitaria in materia di formazione, oltre che di ricerca di base e di servizio per il territorio. La seconda parte del testo raccoglie, invece, gli eventi culturali promossi dal DASTEC dal 2005 al 2011, con un obiettivo in parte filologico, volendo ribadire, attraverso la testimonianza di esperienze concrete e realizzate con ampia partecipazione interna ed esterna, i due principi generali che in questi anni hanno orientato il cammino del Dipartimento: pensare al progetto come luogo centrale dell&#8217;architettura, esercitarlo, nella pratica e nella formazione, con approcci e metodi scientifici.</p>
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		<title>Progettare con l&#8217;informazione &#8211; Design with information</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/progettare-con-linformazione-design-with-information/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni l'edilizia è passata da una secolare stagione di certezze alla necessità di una completa riformulazione dei propri riferimenti e delle proprie regole. Le certezze erano rappresentate da consolidate regole dell'arte, da una manualistica statica ma capace di codificare bene quelle regole, e dalla loro trasmissione diretta tra le diverse generazioni di artigiani ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni l&#8217;edilizia è passata da una secolare stagione di certezze alla necessità di una completa riformulazione dei propri riferimenti e delle proprie regole. Le certezze erano rappresentate da consolidate regole dell&#8217;arte, da una manualistica statica ma capace di codificare bene quelle regole, e dalla loro trasmissione diretta tra le diverse generazioni di artigiani e costruttori. Gli stessi materiali descritti dai trattatisti dell&#8217;architettura sono rimasti, per secoli, pressoché invariati. In pochi decenni la situazione è del tutto cambiata: non solo per i molti materiali &#8220;nuovi&#8221; proposti dalla produzione, ma anche perché gli stessi materiali della tradizione non sono più gli stessi, per complessità e per prestazioni. A fronte di ciò, recenti esigenze legislative e normative, hanno introdotto questioni nuove e non semplici per il nostro sistema produttivo, come la richiesta di certificazione dei materiali e dei prodotti intermedi e la validazione del progetto esecutivo. Il nuovo quadro esige che il progettista disponga di informazioni su materiali e componenti che siano certe e sufficienti al fine di raggiungere i propri obiettivi e per poterli descrivere correttamente nel progetto esecutivo. Questa disponibilità è ancora limitata e parziale, per la scarsa capacità/volontà della produzione d&#8217;informare,ma anche per l&#8217;oggettiva instabilità dei prodotti di base e intermedi, la cui evoluzione pone esigenze di aggiornamenti non facili da soddisfare. Rispetto a questo quadro, la ricerca PRIN, restituita nel testo, propone di avviare un&#8217;informativa tecnica su alcuni &#8220;nuovi&#8221;materiali; scelti tra quelli che, ad oggi, sono ancora scarsamente storicizzati e per i quali non si è del tutto compiuto il passaggio dalla ricerca all&#8217;applicazione diffusa. Ciò è avvenuto all&#8217;interno di specifiche strutture scientifiche, intermedie e terze rispetto alla produzione e ai progettisti; interfacciandosi con la produzione, acquisendo, elaborando e archiviando informazioni davvero &#8220;utili&#8221; ai fini di un&#8217;elaborazione controllata e affidabile del progetto. L&#8217;Unità operativa dell&#8217;Università di Napoli Federico II si è occupata dei compositi FRP, quella di Venezia delle nuove tecnologie del vetro, la sede di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; dei compositi in legno, la sede di Milano dei tessili tecnici, la sede di Reggio Calabria delle leghe di alluminio per usi strutturali.</p>
<p>ATTILIO NESI (Fuscaldo 1944), architetto, professore ordinario di Tecnologia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria. Svolge attività di ricerca all&#8217;interno del DASTEC (Dipartimento di Arte Scienza e Tecnica del Costruire) coordinando l&#8217;Unità Operativa di ricerca S.T.O.A. (Scienze e Tecnologie per l&#8217;Operatività in Architettura) che indaga, in collegamento con la didattica, i temi del controllo della qualità edilizia e della qualità in esercizio, della normativa e dell&#8217;informazione tecnica, delle valutazioni di fattibilità, della progettazione ambientale e tecnica, della tecnologia del recupero edilizio.</p>
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		<item>
		<title>La permanenza in architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-permanenza-in-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 14:08:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine permanenza, riferito all'architettura, significa mantenimento e affermazione nel tempo dei valori tecnici, funzionali e simbolici degli edifici; indica una precisa categoria di vita utile. Sul piano operativo, richiama anche la programmazione della durata e il progetto della obsolescenza fisica e funzionale; un'azione prioritaria il cui controllo acquisisce valore strategico ai fini della realizzazione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine permanenza, riferito all&#8217;architettura, significa mantenimento e affermazione nel tempo dei valori tecnici, funzionali e simbolici degli edifici; indica una precisa categoria di vita utile. Sul piano operativo, richiama anche la programmazione della durata e il progetto della obsolescenza fisica e funzionale; un&#8217;azione prioritaria il cui controllo acquisisce valore strategico ai fini della realizzazione stessa dell&#8217;intervento. Oggi, al concetto di permanenza è sempre più spesso contrapposto quello di temporaneità: due paradigmi che, nella loro contrapposizione, toccano e, per questo, ci inducono a indagare importanti questioni di politica tecnica ed edilizia, con significative ricadute anche su altri campi, come l&#8217;economia e, soprattutto, le politiche ambientali. In altre parole, è giusto che il tema della programmazione della durata edilizia si affianchi sempre più all&#8217;esigenza di un uso più razionale delle risorse disponibili. Del tema, il testo propone riflessioni sui termini storici, terminologici e problematici e, in conclusione, su alcune questioni prettamente operative.</p>
<p>The word permanence, when related to architecture, means maintaining and assurance of technical, functional and symbolic values of buildings during the time; it denotes a specific category of service life. At operational level, it also refers to service life planning and to management of physical and functional obsolescence; an overriding action whose control takes on a strategic value in order to project construction in itself. Today, it is more and more often contrasted the idea of permanence besides that of temporariness: two paradigms that, in their opposition, concern and, owing to this, persuade us to investigate important matters related to technical and construction politics, with meaningful consequences on other fields too, as well as economy and, above all, environmental politics. In other words, it is right that service life planning of buildings comes more and more abreast of need of a more rational use of available resources. On such theme, the work proposes some notes about historical, terminological and problematic background and, last of all, on some typically operational issues.</p>
<p>Massimo Lauria (Reggio Calabria, 1964) architetto, professore associato di Tecnologia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria. Svolge attività di ricerca, nell&#8217;Unità Operativa STOA del Dipartimento Arte Scienza e Tecnica del Costruire, nel campo della progettazione dell&#8217;esistente, con particolare attenzione ai temi della riqualificazione tecnologica e della manutenzione edilizia.</p>
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		<item>
		<title>Tecnologie per una nuova igiene del costruire</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tecnologie-per-una-nuova-igiene-del-costruire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 14:08:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Assunta come irrinunciabile e prioritaria la necessità di realizzare ambienti sicuri e salubri, il testo vuole promuovere il progetto e l'uso di strumenti regolamentari organici, capaci di favorire condizioni di benessere, in rapporto ai luoghi nei quali l'organismo edilizio si colloca, alle attività che negli ambienti interni di esso si esercitano e alle modalità costruttive. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Assunta come irrinunciabile e prioritaria la necessità di realizzare ambienti sicuri e salubri, il testo vuole promuovere il progetto e l&#8217;uso di strumenti regolamentari organici, capaci di favorire condizioni di benessere, in rapporto ai luoghi nei quali l&#8217;organismo edilizio si colloca, alle attività che negli ambienti interni di esso si esercitano e alle modalità costruttive. Si tratta della necessità di &#8220;accompagnare&#8221; i progettisti nella valutazione e gestione dei rischi per la salute, specie quelli connessi con l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria indoor (IAQ); indicando protocolli efficaci nella prevenzione, nel controllo e nella correzione. Si propone, in chiave non manualistica ma problematica, una rilettura del Regolamento Edilizio Comunale; concettualmente diverso, operativamente alternativo a quelli in corso. Riconducendo questo strumento regolamentare all&#8217;utilità e ai significati originari, l&#8217;ottica è di fargli riassumere un ruolo di controllo e di indirizzo dell&#8217;attività edilizia, che esplichi i suoi effetti al momento di esaminare le richieste d&#8217;intervento e nelle verifiche sulla qualità delle costruzioni. Un obiettivo, che può essere raggiunto solo attraverso azioni collaborative e secondo linee metodologiche ed operative comuni e condivise, tra strutture che operano sul territorio, con diverse competenze tecnico-edilizie e igienico-sanitarie.</p>
<p>It is unquestionable that safety and healthy environments have become a necessity, therefore the text&#8217;s aim is to encourage the planning and employment of ordinary devices which preserve and support safety conditions relating to the building&#8217;s location, the activities carried out inside the premises and the developing conditions. The purpose is to help architectsrduring the estimate and management of health risks, mainly concerning indoor air pollution and suggest efficient procedures as to prevention, control and revision. The book suggests a revision of the Building Code by a problematic, not informative means, which is theoretically different and effectively alternative to the one in use. The purpose is to take it back to its original building supervising and managing role, so as to examine intervention requests and building quality inspections. This goal can only be accomplished by collaborative efforts, following practical ordinary common procedures amongst different organisations, operating in the same territory with different technical, building, hygienic and sanitary areas of expertise.</p>
<p>Alberto De Capua (Reggio Calabria, 1964), architetto, professore associato in Tecnologia dell&#8217;Architettura presso la facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria. Svolge la sua attività di ricerca nell&#8217;Unità Operativa STOA del Dipartimento Arte, Scienza e Tecnica del Costruire, privilegiando tematiche relative la definizione di strumenti di controllo tecnologico della qualità ambientale del progetto e della sostenibilità dei processi realizzativi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Normativa tecnica locale per il progetto dell&#8217;esistente premoderno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/normativa-tecnica-locale-per-il-progetto-dellesistente-premoderno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2003 14:01:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il testo pone il problema di come intervenire nei centri storici minori della Calabria, attraverso un particolare manuale del recupero, articolato in tre sezioni: "Codici di Pratica" e un "Piano Programma di Conoscenza" regionale, con i caratteri identificativi, morfologici e materiali, dei centri campione rilevati; un sistema di "Protocolli" diagnostici e valutativi, per guidare e ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo pone il problema di come intervenire nei centri storici minori della Calabria, attraverso un particolare manuale del recupero, articolato in tre sezioni: &#8220;Codici di Pratica&#8221; e un &#8220;Piano Programma di Conoscenza&#8221; regionale, con i caratteri identificativi, morfologici e materiali, dei centri campione rilevati; un sistema di &#8220;Protocolli&#8221; diagnostici e valutativi, per guidare e controllare il comportamento di progettisti, esecutori e amministratori; infine, una &#8220;Normativa Tecnica Locale&#8221;, per rendere utilizzabili &#8220;codici di pratica&#8221; e &#8220;protocolli&#8221;, nelle diverse situazioni e per le diverse categorie d&#8217;intervento.<br />Per molte ragioni, il testo non presenta un solo carattere metodologico e cognitivo: <br />è conoscitivo, nel porre alla base dei processi decisionali un &#8220;programma di conoscenza&#8221;: la documentazione è mezzo, nell&#8217;indirizzare le domande di trasformazione, ed è fine, nel senso che propone criteri per un aggiornamento permanente sui caratteri identificativi dei luoghi;<br />è teorico, negli aspetti che attengono alla definizione degli strumenti e dei metodi, per classificare, scomporre e selezionare le informazioni tecniche; <br />è applicativo, nei caratteri del prodotto finale, che propone regole, tecniche e procedure, per una normalizzazione flessibile delle azioni, un know-how per nuove politiche e nuove gestioni dei processi di trasformazione.<br />Le ricerche alle quali si rifà il testo hanno anche finalità più generali e strategiche: <br />dare un contributo esplicito alla cultura delle &#8220;azioni&#8221;, che, in materia di recupero, cerca di affermarsi, contrapponendosi a quella tradizionale del &#8220;vincolo&#8221; e della &#8220;conservazione&#8221;; guidare i soggetti preposti al governo dei processi trasformativi verso un uso controllato, responsabile  e sostenibile delle risorse; avviare, a livello locale e regionale, una politica della conoscenza, dell&#8217;archiviazione e della divulgazione dei caratteri precipui delle risorse storiche interne; <br />promuovere processi di formazione e innovazione, attraverso la conoscenza delle capacità e potenzialità produttive del territorio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Valutare l&#8217;affidabilità in edilizia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/valutare-laffidabilita-in-edilizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2000 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La durata di un oggetto edilizio è annoverata, da sempre e da tutti, tra gli obbiettivi fondamentali della produzione; questo apprezzamento viene considerato con ancora maggiore attenzione da quando la si considera elemento fondamentale e indicatore della sostenibilità delle costruzioni. Ma chi voglia progettare o costruire oggetti durevoli, posto di fronte alle scelte che possono ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La durata di un oggetto edilizio è annoverata, da sempre e da tutti, tra gli obbiettivi fondamentali della produzione; questo apprezzamento viene considerato con ancora maggiore attenzione da quando la si considera elemento fondamentale e indicatore della sostenibilità delle costruzioni. Ma chi voglia progettare o costruire oggetti durevoli, posto di fronte alle scelte che possono incidere sulla durata, non può che prendere atto della carenza inaccettabile d&#8217;informazioni utili. L&#8217;insieme conoscitivo che può usare lo instrada verso una valutazione della durata di tipo probabilistico: verso l&#8217;affidabilità, cioè la probabilità dell&#8217; oggetto di rispondere adeguatamente alle funzioni richieste per un definito periodo di tempo in determinate condizioni. Il fatto di essere espressa come probabilità fa si che i libri più importanti che affrontano l&#8217;argomento sono in gran parte compendi di matematica statistica in forma applicativa e non altro; ciò non può essere gestito nel normale lavoro di un progettista. Anche le informazioni sui «difetti nelle costruzioni», per quanto sistematizzate, costringono i progettisti a lunghissime analisi di dati, spesso poco comprensibili e poco adattabili. È sostanzialmente per queste ragioni che da diversi anni, in diverse sedi universitarie e in diverse forme di ricerca, sono stati condotti studi, con l&#8217;obiettivo di incidere in forma pratica e contribuire all&#8217;evoluzione di questo settore di conoscenze. Alcuni di questi risultati si reputano interessanti e sono qui raccolti e presentati in forma il più possibile semplice.</p>
<p>Giuseppe Morabito (Mongiana, 1931), architetto, professore ordinario di Sperimentazione di sistemi e componenti, svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Innovazione Tecnologica nell&#8217;Architettura e Cultura dell&#8217;Ambiente dell&#8217;Università degli Studi di Roma «La Sapienza», privilegiando i temi della prefabbricazione edilizie e del ruolo dell&#8217;informazione nel progetto di architettura. Cura la realizzazione dell&#8217;edizione italiana del sistema SfB e organizza per Università «La Sapienza» di Roma l&#8217;agenzia Italiana.</p>
<p>Attilio Nesi (Fuscaldo, 1944), architetto, professore ordinario di Tecnologia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Svolge attività di ricerca e coordina l&#8217;Unità Operativa &#8220;STOA&#8221; presso il Dipartimento Arte, Scienza e Tecnica del Costruire, privilegiando i temi del controllo della qualità edilizia, della qualità in esercizio, della normativa e dell&#8217;informazione tecnica, delle valutazioni di fattibilità, della progettazione ambientale e tecnica, della tecnologia del recupero edilizio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/valutare-laffidabilita-in-edilizia/">Valutare l&#8217;affidabilità in edilizia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Progetto per incrementare la fruizione dei parchi nazionali a fasce di cittadini deboli</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/progetto-per-incrementare-la-fruizione-dei-parchi-nazionali-a-fasce-di-cittadini-deboli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presente studio propone azioni normative e indirizzi tecnici utili al fine di promuovere, presso i soggetti competenti o in qualche modo coinvolti nella gestione di aree naturali protette (non solo parchi nazionali), la conoscenza delle problematiche relative alla libera fruizione dei luoghi aperti più o meno antropizzati. L'obiettivo è di promuovere l'accesso e una ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/progetto-per-incrementare-la-fruizione-dei-parchi-nazionali-a-fasce-di-cittadini-deboli/">Progetto per incrementare la fruizione dei parchi nazionali a fasce di cittadini deboli</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presente studio propone azioni normative e indirizzi tecnici utili al fine di promuovere, presso i soggetti competenti o in qualche modo coinvolti nella gestione di aree naturali protette (non solo parchi nazionali), la conoscenza delle problematiche relative alla libera fruizione dei luoghi aperti più o meno antropizzati. L&#8217;obiettivo è di promuovere l&#8217;accesso e una fruizione agevole e sicura, tenendo in particolare conto delle difficoltà delle persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali, quali anziani, bambini, persone con disabilità permanenti o temporanee.</p>
<p>Il tema è, da alcuni anni, abbastanza dibattuto e, da tempo, propone uno stato dell&#8217;arte ampio e articolato. Il presente studio, oltre a fornire un&#8217;informazione selettiva e orientata sulle cose già esperite, intende privilegiare diversi obiettivi operativi che appartengono ad un&#8217;unica strategia ambientale: guidare i responsabili degli interventi alla conoscenza rigorosa dei luoghi, introdurre nei processi di trasformazione criteri normativi e protocolli metaprogettuali fortemente operativi, ma anche orientati all&#8217;acquisizione del concetto di “limite”; in altre parole, offrire un insieme sistematico d&#8217;indicazioni che, oltre ad orientare sul piano tecnico, contribuiscano a educare nel senso della sostenibilità dell&#8217;uso e delle trasformazioni del territorio. Una necessità certamente suggerita dalla particolarità dei contesti studiati.</p>
<p>FRANCESCO BAGNATO,<br />(Reggio Calabria 1960), Professore Associato<br />di Tecnologia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà<br />di Architettura dell&#8217;Università “Mediterranea”<br />di Reggio Calabria.<br />Svolge attività di ricerca all&#8217;interno dell&#8217;Unità Operativa “STOA” presso il dipartimento di Arte, Scienza e Tecnica del Costruire (DASTEC), orientando in particolar modo i propri interessi<br />alle tematiche relative all&#8217;intervento sull&#8217;edilizia preesistente e ai processi di autocostruzione assistita.<br />È docente del corso di Accessibilità, fruibilità<br />e sicurezza degli spazi nella Facoltà di Architettura di Reggio Calabria e svolge studi<br />e sperimentazioni in materia di abbattimento<br />delle barriere architettoniche, per committenti pubblici e per associazioni promuovendo i concetti dell&#8217;Universal Design per una progettazione universale all&#8217;interno del processo edilizio.</p>
<p>ATTILIO NESI,<br />(Fuscaldo 1944), Professore Ordinario<br />di Tecnologia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà<br />di Architettura dell&#8217;Università “Mediterranea”<br />di Reggio Calabria.<br />Svolge attività di ricerca e coordina l&#8217;Unità Operativa “STOA” presso il dipartimento di Arte, Scienza e Tecnica del Costruire (DASTEC), privilegiando i temi del Controllo della Qualità<br />in Architettura, delle Normative e dell&#8217;Informazione Tecnica, della Progettazione Ambientale<br />e del Recupero. Ha svolto numerosi studi normativi e sperimentazioni in materia<br />di abbattimento delle barriere architettoniche,<br />per committenti pubblici e per finalità teoriche<br />e operative; alcuni di questi sono stati utilizzati<br />in provvedimenti legislativi regionali<br />e nazionali ancora vigenti.</p>
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