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	<title>Pagano Sergio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Pagano Sergio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Vita reclusa sul monte Soratte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fondato nel 1573 nel modesto borgo di Sant'Oreste sul monte Soratte, il monastero di S. Nicola, composto allora da sole tre «zitelle» del luogo, ebbe una vita lunga e singolare, perché in quanto istituito in un feudo nullius dioecesis come Sant'Oreste, non soggetto al vescovo locale ma soltanto all'abate commendatario delle Tre Fontane di Roma ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fondato nel 1573 nel modesto borgo di Sant&#8217;Oreste sul monte Soratte, il monastero di S. Nicola, composto allora da sole tre «zitelle» del luogo, ebbe una vita lunga e singolare, perché in quanto istituito in un feudo nullius dioecesis come Sant&#8217;Oreste, non soggetto al vescovo locale ma soltanto all&#8217;abate commendatario delle Tre Fontane di Roma (potente abbazia medievale), fu in pratica un cellula del tessuto religioso cittadino e locale. Le prime Regole per le monache di S. Nicola furono scritte, o almeno curate, dal grande cardinale Alessandro Farnese; questi pose la nascente istituzione sotto la regola di s. Agostino e le monache di S. Nicola furono perciò dette Agostiniane. Nel 1598 il vecchio monastero di S. Nicola, posto in luogo non salubre, cambiò sede e fu sistemato nel grande palazzo abbaziale del cardinale commendatario Pietro Aldobrandini, nipote di Clemente VIII: qui assunse il nome della chiesina del luogo, Santa Croce. Favorite dalla comunità di Sant&#8217;Oreste, dotate di beni immobili nella regione vicina, le Agostiniane di S. Croce vissero per più di tre secoli nella quasi totale autonomia dal resto dell&#8217;Ordine, soggette soltanto alle Regole farnesiane (confermate dal cardinale commendatario Costantino Patrizi nel 1839) e al commendatario delle Tre Fontane, che aveva giurisdizione civile e religiosa sul borgo di Sant&#8217;Oreste. Soppresso il monastero dai francesi nel 1809, fu ripristinato nel 1815 o forse nel 1816, ma le mutate condizioni sociali e religiose dell&#8217;Ottocento ridussero di molto la comunità monastica, che si estinse nel 1904. L&#8217;Autore ripercorre le vicende storiche del monastero e pubblica per la prima volta il testo originale farnesiano delle Regole con altri documenti istituzionali.</p>
<p>Sergio Pagano, barnabita, è Prefetto dell&#8217;Archivio Segreto Vaticano dal 1997. Eletto vescovo titolare di Celene da Benedetto XVI il 4 agosto 2007, è Direttore della Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica, Consultore storico della Congregazione per le Cause dei Santi, membro perdurante munere della Pontificia Accademia delle Scienze e del Pontificio Comitato di Scienze Storiche. Ha pubblicato, oltre a numerosi articoli e saggi, Nuovi documenti su Vittoria Colonna e Reginald Pole (Città delVaticano 1989), Il processo di Endimio Calandra e l&#8217;Inquisizione a Mantova nel 1567-1568 (Città del Vaticano 1991), Il cardinale Uberto Gambara vescovo di Tortona (Firenze 1995), L&#8217;epistolario «vaticano» di Lorenzo Perosi (Genova 1996), Paesi infetti. Magia, eresia e faide familiari nel tortonese durante il secolo XVI (Roma 2003), I processi inquisitoriali di Vittore Soranzo (1550-1558), Edizione critica, in collaborazione con Massimo Firpo (Città del Vaticano 2004), I documenti vaticani del processo di Galileo Galilei (1611-1741). Nuova edizione accresciuta, rivista e annotata (Città del Vaticano 2009),GalileoGalilei. Lo splendore e le pene di un «divin uomo» (Firenze 2009), Il censimento degli archivi ecclesiastici d&#8217;Italia del 1942, in collaborazione con Gianni Venditti (Città del Vaticano 2010-2011).</p>
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		<title>Le ragioni temporali di un Vescovo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-ragioni-temporali-di-un-vescovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2000 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interno alla vasta diocesi di Tortona vi è un territorio, già denominato "Vescovato", sul quale i presuli locali vantavano diritto di piena giurisdizione (mero et mixto imperio) fin dal X secolo, producendo a riprova documenti storici, imperiali e pontifici (che datano però a partire dal sec. XI). Tale stato di cose, tollerato più o meno ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Interno alla vasta diocesi di Tortona vi è un territorio, già denominato &#8220;Vescovato&#8221;, sul quale i presuli locali vantavano diritto di piena giurisdizione (mero et mixto imperio) fin dal X secolo, producendo a riprova documenti storici, imperiali e pontifici (che datano però a partire dal sec. XI). Tale stato di cose, tollerato più o meno pacificamente durante il Basso Medioevo e nella prima Età Moderna, venne palesemente in conflitto con la crescente politica di espansione del ducato di Milano, governato dai Visconti e dagli Sforza, quindi dai francesi e dagli spagnoli. E proprio all&#8217;epoca del dominio dei governatori di Filippo Il di Spagna su Milano e sulla Lombardia risale il conflitto giurisdizionale che vide fronteggiarsi, a suon di documenti e di processi, il senato milanese da una parte, e i vescovi di Tortona Cesare Gambara (1548-1591) e Maffeo Gambara (1592-1612) dall&#8217;altra parte. Quest&#8217;ultimo ebbe un forte attrito con il senato di Milano attorno agli anni 1593-1596 in materia di giurisdizione sul Vescovato, a difesa del quale sostenne una lunga causa, radunando tutta la documentazione in possesso dei propri archivi a riprova del rivendicato dominio temporale su quelle terre, umiliato dal soldati spagnoli e usurpato (a suo credere) dal re di Spagna. Il presente saggio riassume questa singolare silloge documentaria, di recente ritrovata, ne registra i documenti e ne illustra il quadro storico giuridico in cui si colloca.</p>
<p>SERGIO PAGANO, Barnabita, è Prefetto dell&#8217;Archivio Segreto Vaticano (dal 1997), docente di Diplomatica Pontificia nella Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica, Consultore Storico della Congregazione per le Cause dei Santi e membro perdurante del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e della Pontificia Accademia delle Scienze. Ha pubblicato, fra l&#8217;altro, Nuovi documenti su Vittoria Colonna e Reginald Pole, Città dei Vaticano 1989; Il processo di Endimío Calandra e; Inquisizione a Mantova nel 1567-1568, Città dei Vaticano 1991; Il cardinale Uberto Gambara vescovo di Tortona (1489-1549), Firenze 1995. </p>
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		<title>Archivio Segreto Vaticano</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/archivio-segreto-vaticano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2000 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'inizio di questa esposizione sull'archivio centrale della Santa Sede, l'Archivio Segreto Vaticano, mi viene suggerito da una celebre frase di Tertulliano, riguardante Gesù Cristo sotto il profilo etnico-religioso, nella quale c'è un riferimento anche agli archivi romani: "E tuttavia, come avrebbe potuto Gesù Cristo essere ammesso nella sinagoga, così all'improvviso, così ignoto, tanto che di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inizio di questa esposizione sull&#8217;archivio centrale della Santa Sede, l&#8217;Archivio Segreto Vaticano, mi viene suggerito da una celebre frase di Tertulliano, riguardante Gesù Cristo sotto il profilo etnico-religioso, nella quale c&#8217;è un riferimento anche agli archivi romani: &#8220;E tuttavia, come avrebbe potuto Gesù Cristo essere ammesso nella sinagoga, così all&#8217;improvviso, così ignoto, tanto che di lui non si conosceva con certezza neppure la tribù, il popolo, la famiglia, e infine la posizione nel censimento di Augusto, censimento che gli archivi romani custodiscono come veridica testimonianza della nascita di Cristo?&#8221;. Il riferimento è quanto mai suggestivo ed interessante, anche se la notizia anagrafica non è più verificabile a causa delle ingenti distruzioni, saccheggi, perdite subite nel corso dei secoli dagli archivi delle antiche civiltà, ivi compresi quelli di Roma. Restano immutati tuttavia il significato e il valore della testimonianza, dalla quale emergono, come in genere da tutte le fonti documentarie, quanti e quali possano essere gli elementi di prova, conferma o meno, riscontrabili negli archivi, nell&#8217;ambito della ricerca storica.</p>
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		<title>Paesi infetti</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/paesi-infetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un inedito manoscritto ritrovato dall'Autore nell'Archivio storico Diocesano di Tortona consente di risalire a taluni processi inquisitoriali celebrati a Tortona fra il 1553 e il 1589 contro eretici (o presunti tali), poligami e maghi (o praticanti la magia) nei centri limitrofi alla cittadina piemontese e in alcuni paesi della sua diocesi, specialmente a Varzi, in ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un inedito manoscritto ritrovato dall&#8217;Autore nell&#8217;Archivio storico Diocesano di Tortona consente di risalire a taluni processi inquisitoriali celebrati a Tortona fra il 1553 e il 1589 contro eretici (o presunti tali), poligami e maghi (o praticanti la magia) nei centri limitrofi alla cittadina piemontese e in alcuni paesi della sua diocesi, specialmente a Varzi, in Valle Staffora. Dall&#8217;insieme dei processi, di cui si possiedono sommari, copie di atti, sunti e sentenze l&#8217;Autore ricava ed illustra il quadro religioso, sociale e culturale in cui si stagliano singole figure di &#8220;eretici&#8221;, di semplici furfanti, di umili commercianti, di potenti e prepotenti arcipreti, di famiglie in aspro conflitto, di inimicizie ataviche e sempre identiche nel tempo. Il severo tribunale dell&#8217;Inquisizione, che lungo il sec. XVI ampliò di molto le sue &#8220;competenze&#8221; oltre l&#8217;eresia formale, giungendo a controllare anche l&#8217;ambito morale e disciplinare dei cristiani, appare nei suoi documenti qui riassunti o pubblicati come l&#8217;ultimo tentativo (in molti casi) di ripicche e di vendette mosse dai denuncianti a carico dei loro &#8220;capitali inimici&#8221;, sui quali si cercava di volgere una condanna dell&#8217;Inquisizione che causasse la loro rovina. Uno sfondo di faida soggiace alle nostre vicende inquisitoriali, dalle quali affiorano inoltre elementi certi di devianze religiose (in quel di Sale, come di Varzi, come di Montacuto o di Serravalle), nutrite dai libri proibiti che circolavano fra il popolo, in alcuni ambiti insoddisfatto della pratica sacramentale della Chiesa e quasi affascinato dalle idee della riforma (salvezza per la sola fede, negazione dei meriti, del purgatorio, delle indulgenze, dell&#8217;invocazione dei santi, della potestà del papa, ecc.).</p>
<p>Sergio Pagano, barnabita, è prefetto dell&#8217;Archivio Segreto Vaticano, docente di Diplomatica Pontificia nella Scuola Vaticana di Paleografia, Consultore Storico della Congregazione per le Cause dei Santi, membro perdurante munere del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e della Pontificia Accademia delle Scienze. Ha pubblicato, oltre numerosi articoli, &#8220;I documenti del processo di Galileo Galilei&#8221; (Città del Vaticano 1984), &#8220;Nuovi documenti su Vittoria Colonna e Reginald Pole&#8221; (Città del Vaticano 1989), &#8220;Il processo di Endimio Calandra e l&#8217;Inquisizione a Mantova nel 1567-1568 &#8220;(Città del Vaticano 1991), &#8220;Il cardinale Uberto Gambara vescovo di Tortona&#8221; (Firenze 1995). Sono di imminente pubblicazione, in collaborazione con Massimo Firpo, &#8220;I processi inquisitoriali di Vittore Soranzo (1550-1558): edizione critica&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/paesi-infetti/">Paesi infetti</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Gli Statuti dei mazzieri pontifici del 1437 &#8211; The statutes of the papal mace-bearers in 1437</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Documenti rari e curiosi dall'Archivio Segreto Vaticano n.2Sorto probabilmente verso il secolo XII, il collegio dei servientes armorum (detto poi dei sergentes armorum e quindi dei mazzieri pontifici) era uno dei numerosi uffici o corpi di cui si componeva la corte papale e assunse maggiore rilevanza dal secolo XVI, iniziando il suo declino nella ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Documenti rari e curiosi dall&#8217;Archivio Segreto Vaticano n.2</p>
<p>Sorto probabilmente verso il secolo XII, il collegio dei servientes armorum (detto poi dei sergentes armorum e quindi dei mazzieri pontifici) era uno dei numerosi uffici o corpi di cui si componeva la corte papale e assunse maggiore rilevanza dal secolo XVI, iniziando il suo declino nella seconda metà del XIX secolo. Fu soppresso da Paolo VI nel 1968. Vengono qui pubblicati gli statuti più antichi del collegio dei mazzieri pontifici, redatti verso il 1436 e approvati a Bologna da Eugenio IV nel 1437. L&#8217;Archivio Segreto Vaticano conserva – all&#8217;interno del fondo Palazzo Apostolico – il manoscritto di tali statuti. Si tratta di un codice di pergamena, tipico per la bella scrittura e importante per la conoscenza del collegio dei mazzieri; un codice «vissuto» (si direbbe), visto che senza dubbio è servito per il prescritto giuramento delle reclute dei mazzieri dal secolo XV fino a Pio IX e forse anche oltre. Si propone qui l&#8217;edizione fotografica del manoscritto e la sua precisa trascrizione diplomatica, introdotte da un saggio storico sull&#8217;origine e l&#8217;evoluzione del collegio curiale.</p>
<p>The college of the servientes armorum (later called the sergentes armorum and then papal mace-bearers), one of the many offices or corps of the Papal Court, was probably established in the twelfth century. It became more important in the sixteenth century only to decline in the mid-nineteenth century. In 1968, the college was abolished by Pope Paul VI. The book contains the oldest statutes of the college of papal mace-bearers written around 1436 and approved in 1437 in Bologna by Pope Eugene IV. The manuscript of these statutes is housed in the Vatican Secret Archives as part of the Apostolic Palace collection. The parchment code, with its beautiful handwriting, provides us with important information about the college of mace-bearers. We could call it a “living” code, since it was certainly used during the swearing-in ceremony of the recruits from the end of the fifteenth century until the papacy of Pope Pius IX and perhaps even afterwards. This book presents a photographic version of the manuscript with an accurate “diplomatic” transcription of the text as well as a short introductory essay on the origins and history of the curial college.</p>
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