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	<title>Palazzo delle Esposizioni di Roma Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Palazzo delle Esposizioni di Roma Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Trialogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2000 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo catalogo, ideato come un progetto d'artista, accompagna la mostra Trialogo, ospitata al Palazzo delle Esposizioni a Roma e curata da Martha Boyden. Il volume costituisce una sorta di libro visivo, in cui ad ognuno dei tre artisti di fama internazionale, Giuseppe Gallo (Italia), Antony Gormley (Inghilterra) e David Hammons (Stati Uniti) sono state assegnate ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo catalogo, ideato come un progetto d&#8217;artista, accompagna la mostra Trialogo, ospitata al Palazzo delle Esposizioni a Roma e curata da Martha Boyden. Il volume costituisce una sorta di libro visivo, in cui ad ognuno dei tre artisti di fama internazionale, Giuseppe Gallo (Italia), Antony Gormley (Inghilterra) e David Hammons (Stati Uniti) sono state assegnate quaranta pagine per la presentazione delle proprie scelte, introdotte dai loro scritti.<br />La presentazione di Giuseppe Gallo è intitolata &#8220;Le dita della mente&#8221; ed include venti fotografie in bianco e nero della mano dell&#8217;artista ripresa come uno strumento della pittura e del disegno. Antony Gormley ha creato una serie di venti disegni, intitolato &#8220;Inside Rome&#8221;, che costituiscono un&#8217;analisi del residuo nella forma umana. David Hammons ha selezionato una serie di giornali cinesi, spruzzandoli parzialmente di pittura nera e lasciando leggibile soltanto lo spazio centrale. La scelta di un articolo su Muhammad Ali, il pugile afro-americano, dimostra l&#8217;interesse costante dell&#8217;artista per le continue impollinazioni culturali del mondo in cui viviamo.</p>
<p>Trialogue <br />This catalogue accompanies the exhibition, Trialogue, hosted by the Palazzo della Esposizione, Rome, and curated by Martha Boyden. It was conceived as an artists&#8217; project and constitutes a form of visual handbook where each of the three contemporary international artists, Guiseppe Gallo (Italy), Antony Gormley (England), and David Hammons (American) were given forty pages to create a contribution of their own choosing. The artists&#8217; written testimonies appear in the beginning of the book.<br />Giuseppe Gallo&#8217;s presentation entitled &#8220;Le dita della mente&#8221; is comprised of twenty black and white photographs of the artist&#8217;s hand as an instrument of painting and drawing. Antony Gormley has created a series of twenty drawings entitled &#8220;Inside Rome&#8221; that investigate the residue within the human form. <br />David Hammons has chosen a Chinese newspaper that he has partially sprayed black leaving only the inner core legible. The choice of an article on Muhammad Ali, the Afro-American boxer, reflects his continuing interest in the cultural cross-pollination of the world in which we live.</p>
<p>Giuseppe Gallo<br />Nato a Rogliano nel 1954, Giuseppe Gallo vive e lavora a Roma. Ha avuto la sua prima mostra personale nel 1976 alla Galleria Ferro di Cavallo di Roma, per poi proseguire con importanti mostre alla Galleria di Ugo Ferranti a Roma (1980, 1982, 1983), Louver Gallery di Los Angeles (1987, 1990, 1993) e presso la Galleria Sperone sia a Roma che a New York. Il suo lavoro è stato visto a Tokyo alla Akida Ikeda Gallery, a Parigi alla Galerie Di Meo, a Basilea alla Galerie Triebold, e in Italia a Milano, Galleria Gian Ferrari Arte Contemporanea, alla Galleria Bagnai di Siena e Otto di Bologna. Ha partecipato alle più importanti manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia (1986 e nel 1990 con una sala personale) e la Quadriennale di Roma (1986, 1999), ed a importanti mostre collettive, come &#8220;Roma Interna&#8221; al Museum Modern Kunst di Vienna (1991), &#8220;Drawn in the 90s&#8221; al Katonah Museum of Art di New York (1992) e &#8220;Minimalia&#8221; al momento al P.S.1 di New York.</p>
<p>Antony Gormley<br />Nato a Londra nel 1950, Antony Gormley continua a vivere e a lavorare in questa città. Ha avuto le sue prime mostre personali nel 1981 alla Whitechapel Art Gallery e alla Serpentine Gallery, e da allora ha esposto nelle più importanti gallerie e musei in tutto il mondo. Molte le mostre personali che tiene nella Galleria di Salvatore Ala sia a Milano che a New York (dal 1984 al 1991), in moltissime gallerie private e in prestigiosi musei: Contemporary Sculpture Centre di Tokyo 1988 e 1992; Museum of Modern Art, Louisiana, Scottish National Gallery of Modern Art, Edimburgo; Art Gallery of New South Wales, Sydney 1989; Modern Art Museum, Forth Worth 1991; Hayward Gallery, Londra 1996; The Royal Academy, Londra 1998. Ha partecipato alle più importanti manifestazioni internazionali: La Biennale di Venezia (1982, 1986), Documenta di Kassel (1987), Lisbona, EXPO &#8217;98 e ha partecipato ad innumerevoli mostre collettive.<br />Nel 1994 riceve il prestigioso premio: &#8220;Turner Prize&#8221;.</p>
<p>David Hammons <br />Artista americano, vive e lavora in Africa, Italia e Giappone. La sua residenza è New York. Tiene la sua prima mostra personale nel 1971 alla Brockman Gallery di Los Angeles e dopo pochi anni, nel 1980, tiene la sua prima personale in un museo, al The New Museum of Contemporary Art di New York, per approdare nel 1990 al P.S.1 e negli anni successivi al San Diego Museum of Contemporary Art di La Jolla nel 1991, The Illinois State Museum di Springfield e il San Francisco Museum of Modern Art nel 1993 e il Kunstverein di Salisburgo nel 1995. Partecipa ad importanti manifestazioni internazionali, come Documenta IX (1992), e alle più significative mostre collettive, come &#8220;American Art of the 20th Century&#8221; che si è svolta a Londra, alla Royal Academy e poi a Berlino e a San Francisco.<br />Nel 1991 vince il &#8220;MacArthur Foundation Fellowship&#8221;, uno dei più prestigiosi riconoscimenti culturali negli Stati Uniti.</p>
<p>Martha Boyden<br />Pittrice e curatrice americana, dal 1988 vive e lavora a Roma. Nata in Massachusetts, ha vissuto a Taiwan e a Malawi, Africa. Trasferita a New York tiene la sua prima mostra personale Room Project al P.S.1 nel 1978. Come curatrice promuove soprattutto un programma di mostre incentrate sullo scambio e l&#8217;incontro fra l&#8217;arte Italiana e quella internazionale: Sol Lewitt-Marco Tirelli (1990), Joseph Kosuth-Michelangelo Pistoletto (1992), David Hammons-Jannis Kounellis (1993), Nunzio-Martin Puryear (1998), all&#8217;American Academy in Rome.<br />Alcune delle altre mostre da lei curate sono: L&#8217;Arte Americana nelle collezioni private italiane (1994), Russell Page ­ ritratti di giardini italiani (1998), Cy Twombly (1998) all&#8217;American Academy in Rome. Come cocuratore ha contribuito alla sezione Frank Stella per la mostra Meier-Stella al Palazzo delle Esposizioni (1993) e I love Pop al Chiostro del Bramante (1999). <br />Sta preparando una mostra di Jim Dine per il Comune di Siena, prevista per il prossimo autunno. </p>
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		<title>Sogni segni e variazioni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/sogni-segni-e-variazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 1997 14:07:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo volume raccoglie più di quaranta tavole a colori e più di venti disegni in bianco e nero della produzione di Domenico Pertica, artista che nella vita ha riscosso ampli successi e riconoscimenti anche come scrittore, come poeta e come attore. Le tempere di Pertica seguono un percorso che sembra prediligere la dimensione fantastica e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume raccoglie più di quaranta tavole a colori e più di venti disegni in bianco e nero della produzione di Domenico Pertica, artista che nella vita ha riscosso ampli successi e riconoscimenti anche come scrittore, come poeta e come attore. Le tempere di Pertica seguono un percorso che sembra prediligere la dimensione fantastica e metafisica. Tuttavia, è ben presente nell&#8217;artista anche la vena di attento narratore capace, con pochi tratti di matita e di colore, di cogliere l&#8217;essenza profonda del carattere dei personaggi. Come nei freschissimi disegni eseguiti per illustrare il &#8220;diario di bordo&#8221; che Pertica annota durante le fasi di lavorazione dei film di Fellini o come nella divertente serie dei ritratti a tempera de &#8220;Les Pouponnes&#8221;, donnine che abitano in una surreale atmosfera della Parigi fin de siècle.</p>
<p>Domenico Pertica vive a Roma dove esercita la professione di giornalista. Scrive su La Repubblica e su Avvenimenti. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni e riconoscimenti: premio &#8220;Viareggio-opera prima 1979&#8221;, premio &#8220;Un libro per l&#8217;Estate 1980&#8221;, premio &#8220;Presidenza del Consiglio 1992&#8221;, &#8220;Premio Fregene 1995&#8221;. Come pittore ha esposto in Italia e all&#8217;estero, sul set di Federico Fellini è stato attore in Amarcord, E la nave va, Ginger e Fred. Ha ideato e fondato con Aldo Palazzeschi e Vittorio De Sica il &#8220;Premio della Simpatia&#8221; che, da più di vent&#8217;anni, si assegna in Campidoglio quale tradizionale avvenimento cittadino. </p>
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