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	<title>Panella Raffaele Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Panella Raffaele Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Architettura e città. Questioni di progettazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con questo secondo Print Lello Panella propone un bilancio ed anzi lo chiede, condividendo l'esigenza non posso che essergli grato di avere scelto il nostro Dipartimento di Architettura per insistere su quei rapporti forti tra didattica e ricerca che prima d'ogni altra cosa ci accomunano, anche con questi ombrosi chiari di luna. Rapporti che sono ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo secondo Print Lello Panella propone un bilancio ed anzi lo chiede, condividendo l&#8217;esigenza non posso che essergli grato di avere scelto il nostro Dipartimento di Architettura per insistere su quei rapporti forti tra didattica e ricerca che prima d&#8217;ogni altra cosa ci accomunano, anche con questi ombrosi chiari di luna. Rapporti che sono importanti sia sul versante dell&#8217;esercizio progettuale, dove ci accomunano anzitutto un interesse per il contesto urbano ovvero per l&#8217;urbano tout court, fino al suo &#8220;incorporare la dimensione urbana nel progetto di architettura&#8221;, sia su quello di un metodo formativo fondato sulla scelta intenzionata di modelli di riferimento raccolti dai docenti nel campo disciplinare vasto di quello che definisco il Modernocontemporaneo. Scontentando, lo so, simmetricamente modernisti e contemporaneisti ad oltranza, tutti presi adesso dal superamento del postmodernismo e dal problema davvero critico della crisi della critica (la quale non si era forse voluta confondere con la teoria, che dovrebbe essere sua complementare dialettica, universalizzante quanto quella relativizzante, come del resto nella baraonda fecero anche le poetiche, che dissimulavano la propria necessaria quanto libera soggettività?).<br />Ci distinguiamo, ma guardandoci spero a vicenda, per accentuazioni delle scelte nella polarizzazione continuità-dis/continuità nonché nella apertura ed articolazione del campo disciplinare, io più avventato e spratico forse preferendo una discontinuità verso la continuità ed un riconoscimento più azzardato di due esigenze, per la regina in crisi delle arti del non più solo disegno: da un lato, riconoscere i sempre nuovi materiali (pratici e poetici) e assemblaggi non più solo &#8220;compositivi&#8221;; dall&#8217;altro, riconoscersi come un soggetto &#8211; certamente, assiale! &#8211; nella multisoggettività e professionalità che agisce disordinatamente nella disordinata Roma città mediterranea.<br />&#8220;L&#8217;architettura va considerata non soltanto come l&#8217;arte del costruire ma anche come l&#8217;arte di impaginare lo spazionel senso più alto…spazio interno di un edificio… spazio esterno agli edifici, studiati entro i loro reciproci rapporti entro il nucleo urbano&#8221;.<br />Così, chiaro e semplice, Gillo Dorfles nel lontano 1972, L&#8217;architettura moderna. Egli stesso temeva che il peso cresciuto del Design pervasivo &#8211; dal product design allo shelter design (sì: l&#8217;architettura come design cioè progetto del riparo) al city planning eccetera &#8211; potesse diventare eccessivo. Con lui tuttavia accetterei quella sfida di separazioni e interferenze e contaminazioni, come quelle dei nuovi mattoni della sostenibilità (pratica, non declamata) oppure dello &#8220;spazio <vago>&#8221; cui &#8220;conferire misura architettonica&#8221; come scrive di nuovo Lello.<br />Con il quale del resto i fatti stessi della Roma da entrambi amata mi ricongiungono, quando soprattutto nella piana flaminia i nostri contesti e testi o modelli diventano analoghi, dal Monolite del Foro italico all&#8217;Auditorium parco della musica, da Moretti a Zaha Hadid, nella reinterpretazione infinita che Monumenti totalitari e Oggetti singolari se non anarchici portano all&#8217;impianto storico ancora non abbastanza stratificato.<br />Ricordati di ricordare, Remember to remember, è un titolo di Henry Miller, quello non proprio bene ordinato in exergo di La torre di Babele a proposito del caos come ordine che ancora non comprendiamo. Ecco, il Lello del binomio radicamento-deformazione ed io forse di quello deformazione &#8211; radicamento sappiamo che ricordare è attività non naturale ma intenzionale, che riguarda sempre all&#8217;indietro con gli occhi e i temi dell&#8217;oggi (sapendo anche che gli Antichi Maestri ti guardano a loro volta), e che -oltre gli usi pubblici della storia &#8211; le etimologie stesse ci chiedono sottigliezze e talenti difficili: ri-cordare, ri-membranze, ram-mentare, memorizzare, mnestico come Mnemosine madre delle Muse di cui è Maestro Apollo-Dioniso, sono cose differenti di cui farci carico senza schematismi. Confrontandoci anche con il rapporto acutamente dialettico di Koolhaas con Le Corbusier, di Nouvel di Sanaa di Zumthor con Mies van der Rohe, per esempio.<br />Poiché pur criticando -nella crisi dell&#8217;architettura italiana… e… dell&#8217;organismo urbano?- accettiamo la   pluralità basica del mondo modernocontemporaneo, dentro la quale scegliere (di proporre-imporre) le nostre verità senza pretendere di sottoporre ad una nostra verità universale &#8211; teorica ovvero apodittica- il mondo.<br />Spero di avere così steso miei primi appunti per quel dibattito che Lello propone, e che chiede, credo, messe a punto con qualche mossa a destra e qualcun&#8217;altra a sinistra. Una ricerca sulla didattica deve partire dalla coscienza del carattere introduttivo e progressivo della formazione, quindi dei suoi limiti intrinseci, compensando reciprocamente coraggiose aperture alla attitudine inventiva (critica e mitica) e responsabili riduzioni di codici-canoni appropriati all&#8217;apprendimento, da parte di quello che è il prodotto ultimo, attraverso il processo ed il prodotto progettuale: il soggetto architetto nelle sue appropriate sfaccettature.</p>
<p>Dalla presentazione di Antonino Terranova</p>
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		<title>Questioni di progettazione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/questioni-di-progettazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pratica a cultura del progetto devono diventare un binomio inseparabile per l'apprendista architetto. Solo così la problematica progettuale ha solidi punti di riferimento e da qui può iniziare a battere le strade impervie della espressione artistica. Il volume raccoglie i contributi di carattere teorico alla definizione di alcune fondamentali "questioni" di progettazione architettonica e i ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pratica a cultura del progetto devono diventare un binomio inseparabile per l&#8217;apprendista architetto. Solo così la problematica progettuale ha solidi punti di riferimento e da qui  può iniziare a battere le strade impervie della espressione artistica. <br />Il volume raccoglie i contributi di carattere teorico alla definizione di alcune fondamentali &#8220;questioni&#8221; di progettazione architettonica e i risultati conseguiti in sede progettuale. </p>
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		<title>Per la città</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/per-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro che vi accingete a leggere, a consultare o a sfogliare (le tre opzioni sono aperte e in certo modo previste nella sua struttura) non è la consueta monografia sull'opera di un architetto di fama.La figura di Raffaele Panella – operatore culturale che spazia fra esperienze didattiche e di ricerca e esperienze di direzione ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro che vi accingete a leggere, a consultare o a sfogliare (le tre opzioni sono aperte e in certo modo previste nella sua struttura) non è la consueta monografia sull&#8217;opera di un architetto di fama.<br />La figura di Raffaele Panella – operatore culturale che spazia fra esperienze didattiche e di ricerca e esperienze di direzione scientifica entro l&#8217;Università, esperienze professionali nel campo dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica, esperienze di organizzazione e gestione degli interventi presso gli enti locali, sfiorando spesso l&#8217;impegno politico diretto nelle amministrazioni – è una figura così poliedrica e sfaccettata da non poter essere incasellata senza sbiadire di tono in uno solo dei suddetti settori di attività.<br />La frequente tangenza della sua opera con discipline “sorelle” all&#8217;architettura, dalla pianificazione territoriale alla sociologia urbana, dalle scienze della terra all&#8217;archeologia, in un empito vivo di dialogo interdisciplinare, ne rende ancora più complesso il quadro di attività e di risultati acquisiti.<br />Infine la costante volontà di trasfondere tali esperienze in brani di teoria della progettazione della città, rendendole patrimonio di ricerca e fonti per l&#8217;innovazione didattica, completa la ragnatela di relazioni con cui l&#8217;opera di Panella si presenta, rinviando ai suoi numerosi e tuttavia non sistematici scritti intorno all&#8217;architettura e alla città.<br />La complessità della sua produzione e della sua figura di didatta e di operatore culturale e politico pare quasi ricalcarsi con sorprendente coincidenza sulle linee di sviluppo che caratterizzavano la personalità del suo primo e indimenticato maestro, Giuseppe Samonà, figura centrale dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica italiana, oltre che delle scuole d&#8217;architettura europee, nel secolo XX, sulla cui opera non a caso non esiste a tutt&#8217;oggi una monografia esauriente e veramente rivelatrice.Raffaele Panella  vive e lavora  a Roma  come architetto e come docente presso la  Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni della Sapienza . Si è laureato a Venezia presso l&#8217;IUAV con Giuseppe Samonà dove ha partecipato con Carlo Aymonino ed altri al Gruppo Architettura. Ha diretto il Dipartimento di Architettura e Analisi della città ed è attualmente membro del senato accademico della Sapienza.<br />I suoi scritti e i suoi progetti sono pubblicati in volumi e riviste</p>
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