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	<title>Paolini Cesira Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Paolini Cesira Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Guidonia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/guidonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 14:09:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Progetto e costruzione dell'architettura diretta da Stefania Mornati e Laura Greco Nei primi anni Trenta del Novecento la Regia Aeronautica avvia la realizzazione di un avveniristico Centro Studi ed Esperienze presso l'Aeroporto di Montecelio. L'intervento non si limita a rispondere alle necessità di ricerca, ma altresì a contribuire alla produzione della flotta aerea per ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Progetto e costruzione dell&#8217;architettura diretta da Stefania Mornati e Laura Greco</p>
<p>Nei primi anni Trenta del Novecento la Regia Aeronautica avvia la realizzazione di un avveniristico Centro Studi ed Esperienze presso l&#8217;Aeroporto di Montecelio. L&#8217;intervento non si limita a rispondere alle necessità di ricerca, ma altresì a contribuire alla produzione della flotta aerea per il paese. Perciò comprende anche uno Stabilimento di Costruzioni Aeronautiche e un nuovo abitato a ridosso del centro, una company town a servizio della Regia Aeronautica.<br />
In poco tempo, nel 1934, sull&#8217;onda del successo di propaganda delle città di fondazione pontine, si decide di fare dell&#8217;abitato un&#8217;ennesima città nuova del regime, la futura Guidonia, affidandone realizzazione e gestione all&#8217;Istituto Case Popolari. Con il caotico sviluppo edilizio manifestatosi dalla fine degli anni Cinquanta si assiste al veloce snaturamento del rapporto con il compendio aeronautico e al tradimento del disegno urbano e civile della città. Negli ultimi decenni si nota però una nuova affezione dei cittadini alle qualità dell&#8217;ormai storica città di Guidonia che spinge gli autori a consegnare alle stampe una ricerca condotta nel corso di vent&#8217;anni col fine di porre in luce i valori culturali e materiali di un inestimabile patrimonio architettonico e industriale del Novecento.</p>
<p>Edoardo Currà è professore associato di Architettura Tecnica presso il Dipartimento DICEA della Sapienza Università di Roma e presidente di AIPAI. PhD in Ingegneria edile-architettura, compie gli studi in Ingegneria edile a Roma e quelli in Architettura a Firenze. Presso Sapienza coordina ricerche, studi e sperimentazioni meta-progettuali sui temi dell&#8217;edilizia storica; dei processi di patrimonializzazione dei beni industriali; degli strumenti digitali per la conoscenza, il progetto e la gestione dei beni culturali. È membro di ICOMOS e direttore scientifico della rivista «Patrimonio Industriale».</p>
<p>Cesira Paolini è ricercatore di Architettura Tecnica presso il Dipartimento DICEA della Sapienza Università di Roma. PhD in Ingegneria edile, compie gli studi in Ingegneria civile-edile a Roma. La sua attività di ricerca è volta allo studio della edilizia storica, dell&#8217;architettura italiana del Novecento e del patrimonio industriale, con particolare riferimento all&#8217;evoluzione delle tecniche costruttive ed al rapporto tra queste e la qualità architettonica. È membro del direttivo della rivista «Patrimonio Industriale».</p>
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		<title>Patrimonio industriale a Shanghai – Industrial heritage in Shanghai</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/patrimonio-industriale-a-shanghai-industrial-heritage-in-shanghai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 14:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla metà degli Anni Trenta Shanghai era già la principale città industriale della Cina; le fabbriche e gli opifici occupavano il suo tessuto più periferico, fatto di canali e case operaie, e quello centrale, dove la city si era consolidata maestosamente sul Bund, il lungo fiume delle concessioni che lambisce anche la città imperiale. Nella ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla metà degli Anni Trenta Shanghai era già la principale città industriale della Cina; le fabbriche e gli opifici occupavano il suo tessuto più periferico, fatto di canali e case operaie, e quello centrale, dove la city si era consolidata maestosamente sul Bund, il lungo fiume delle concessioni che lambisce anche la città imperiale. Nella struttura urbana attuale emerge ancora con forza la particolare configurazione policentrica della città storica, che riflette con chiarezza la struttura economica, le classi sociali e le diverse culture che l&#8217;hanno generata. Tali elementi si collocano oggi in rapporto ad una megalopoli che nella parabola degli ultimi trent&#8217;anni ha ritrovato rapidamente la collocazione commerciale e produttiva di un tempo. Primo terminal portuale del mondo per circolazione di merci, Shanghai porta tale primato nella sua ennesima fase di maturità. Contestualmente cresce l&#8217;interesse per il patrimonio storico che, nelle sue diverse accezioni, rappresenta il fi le rouge sotteso tra le diverse stagioni di fioritura della città. Esigenze ambientali e patrimoniali hanno posto le aree industriali urbane al centro di importanti fenomeni di rigenerazione. Il volume investiga la natura del rapporto tra industria e città storica ed esplora il contesto entro cui maturano i primi riusi, offrendo le basi per una lettura critica delle esperienze attuali.</p>
<p>In the mid-1930s Shanghai was already China&#8217;s main industrial city. Its urban fabric, innervated by a dense network of canals, was dotted with industries from the suburbs to the center of the city, as far as the financial city on the Bund. The polycentrism that characterises the current urban structure reflects its particular economic, social, and cultural history. Shanghai, in this umpteenth phase of maturity, consciously lives this legacy. The interest in the city&#8217;s historical-industrial heritage is growing; in its various incarnations it represents the common thread running through the different seasons of the city&#8217;s flowering. Environmental and heritage needs have placed urban industrial areas at the center of important regeneration phenomena. This book investigates the nature of the relationship between industry and the historical city, and explores the context of the first practices of reuse, offering the basis for a critical reading of current experiences.</p>
<p>Con presentazione di with presentation by Carlo Cecere; con saggi di with text by Antonio Cappuccitti, Edoardo Currà, Cesira Paolini, Marina Pugnaletto, Alessandra Russo, Conghui Zhou.</p>
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		<title>Ingegnerie a Guidonia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ingegnerie-a-guidonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Ingegnerie a Guidonia” è il titolo scelto per la pubblicazione che raccoglie i contributi del gruppo di lavoro interdisciplinare che si è impegnato a risolvere un problema comune a più istituzioni: l'Aeronautica Militare, l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Comune di Guidonia.Il titolo si presta ad una pluralità di interpretazioni.L'ingegneria è stata ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ingegnerie a Guidonia” è il titolo scelto per la pubblicazione che raccoglie i contributi del gruppo di lavoro interdisciplinare che si è impegnato a risolvere un problema comune a più istituzioni: l&#8217;Aeronautica Militare, l&#8217;Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Comune di Guidonia.<br />Il titolo si presta ad una pluralità di interpretazioni.<br />L&#8217;ingegneria è stata presente a Guidonia sotto più vesti: nel Centro Studi ed Esperienze dell&#8217;Aeronautica, ove sono state condotte negli anni ‘30 importantissime ricerche nel campo del volo, nella costruzione della città stessa, nelle persone dei progettisti che l&#8217;hanno ideata prima e realizzata poi, è presente, oggi, nella volontà più volte espressa di proiettare a Guidonia le attività formative e di ricerca dei Corsi di studio per la laurea e la laurea specialistica in Ingegneria Aerospaziale della Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.</p>
<p>Il titolo, nell&#8217;idea di chi l&#8217;ha proposto, assume un particolare significato.<br />È rapportato, in particolare, a quelle opere di ingegneria, la Vasca Idrodinamica, il Padiglione Aeronautico e la Centrale Elettrica che, ciascuna nella sua specificità e nella singolare condizione di “reperto” di una archeologia della contemporaneità, circoscrivono l&#8217;ambito di interventi di recupero tali da ricondurre le ingegnerie di ieri alle ingegnerie del domani.<br />Ciò non solo nella ricostruzione e rifunzionalizzazione di quegli edifici destinabili ad accogliere la ricerca e la didattica nel settore dell&#8217;aerospazio, ma anche nell&#8217;intento di proporre interventi di riprogettazione che possano condurre non tanto alla mera ricomposizione delle unità formali, oggi largamente compromesse, quanto piuttosto alla riproposizione di una nuova qualità architettonica e tecnologica.</p>
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		<title>Tradizione costruttiva e terremoto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tradizione-costruttiva-e-terremoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Forme e materiali dell'edificato storico minore sono depositari di un saper fare quasi sempre relegato nell'anonimato delle maestranze e trasmesso, per via di esperienza, generazione dopo generazione. Alle volte quelle stesse forme e materiali derivano da un sapere empirico-scientifico applicato alla risoluzione di problemi imposti da drammatici eventi naturali che si traducono in accorgimenti tecnici ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Forme e materiali dell&#8217;edificato storico minore sono depositari di un saper fare quasi sempre relegato nell&#8217;anonimato delle maestranze e trasmesso, per via di esperienza, generazione dopo generazione. Alle volte quelle stesse forme e materiali derivano da un sapere empirico-scientifico applicato alla risoluzione di problemi imposti da drammatici eventi naturali che si traducono in accorgimenti tecnici integrati indelebilmente nelle costruzioni. Speroni murari, capochiave in ferro, archi murari di collegamento tra edifici, tra quelli visibili, oltre a intelaiature e incatenamenti lignei tra quelli non visibili, come pure proposte tipologiche e distributive ipotizzate come resistenti al sisma, fanno parte di un patrimonio di cultura tecnica, nella quale convergono molta esperienza e una scienza antisismica ancora agli albori. La linea di ricerca che viene presentata in questo volume, linea lungo la quale l&#8217;autrice opera da molti anni all&#8217;interno del “Dipartimento di Architettura e Urbanistica per l&#8217;Ingegneria” dell&#8217;Università di Roma “La Sapienza”, nella cura con la quale è riproposta la lettura di alcune soluzioni costruttive antisismiche adottate nel passato, specialmente in ambito meridionale, vuole contribuire a far emergere e a spiegare i perché sottesi alle forme e alle costruzioni, comprensibili certamente dallo specialista ma spesso ignoti ai più. Tra i valori del volume, oltre a quello di ricerca, emerge quello didattico inteso come invito alla più completa conoscenza del patrimonio edilizio storico minore e alla riflessione sull&#8217;apporto del pensiero, prima empirico e poi scientifico, alla forma del costruito comunque fortemente debitrice, nella sua realtà fisica, al valore della tecnica, anche la più povera.</p>
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		<title>Archeologia del Novecento</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/archeologia-del-novecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il restauro del moderno costituisce un ambito disciplinare in cui sono chiamati ad operare studiosi e tecnici secondo metodologie consolidate e strumentazioni operative anche innovative. Il campo di applicazione si amplia progressivamente man mano che il passare del tempo colloca nella storia ciò che è appartenuto ad un presente da poco trascorso. Molte opere rientrano ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il restauro del moderno costituisce un ambito disciplinare in cui sono chiamati ad operare studiosi e tecnici secondo metodologie consolidate e strumentazioni operative anche innovative. Il campo di applicazione si amplia progressivamente man mano che il passare del tempo colloca nella storia ciò che è appartenuto ad un presente da poco trascorso. Molte opere rientrano nel novero delle eccellenze, per il carattere tipologico e costruttivo innovativo loro attribuito dai protagonisti della progettazione architettonica della prima metà del Novecento, e per questo sono già presenti nella storia dell&#8217;architettura. Altre opere, dovute all&#8217;impegno di progettisti alle volte misconosciuti o derivanti dal lavoro collettivo di uffici tecnici, non hanno ricevuto un particolare tributo anche se, per la singolarità del loro essere, hanno la dignità di monumenti non voluti. Tra queste, risaltano, per imponenza e caratteri tipologici e costruttivi, i tre fabbricati del Centro Studi ed Esperienze situati, a Guidonia, nell&#8217;aeroporto A. Barbieri; risaltano soprattutto per le condizioni di profondo degrado che hanno suggerito il consulto di specialisti per dimostrare la fattibilità di un loro recupero.</p>
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