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	<title>Paolucci Antonio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Paolucci Antonio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Michelangelo e la Sistina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 14:08:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cinquecento anni dallo svelamento della volta Sistina gli affreschi più celebri di Michelangelo non cessano di stimolare nuove e inedite letture. Secondo un taglio iconografico e iconologico aggiornato all'indagine contestuale, questo volume raccoglie i contributi più significativi degli studiosi che hanno affrontato con tagli diversi e complementari l'interpretazione dei significati del ciclo della Genesi, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A cinquecento anni dallo svelamento della volta Sistina gli affreschi più celebri di Michelangelo non cessano di stimolare nuove e inedite letture. Secondo un taglio iconografico e iconologico aggiornato all&#8217;indagine contestuale, questo volume raccoglie i contributi più significativi degli studiosi che hanno affrontato con tagli diversi e complementari l&#8217;interpretazione dei significati del ciclo della Genesi, rivelandone la complessità simbolica e dottrinale, funzionale all&#8217;immaginazione creativa di Michelangelo, e il forte impatto comunicativo. I saggi di Antonio Paolucci, Maurizio Calvesi, Silvia Danesi Squarzina, Heinrich Pfeiffer, Thimoty Verdon, Gianluigi Colalucci, Costanza Barbieri, Lucina Vattuone propongono letture fondate sulla cultura agostiniana, sul gioachimismo, sul francescanesimo, sul neoplatonismo e sulla storia delle immagini. Emergono così le profonde radici storico-religiose delle scelte figurative del Buonarroti e dei teologi che lo hanno affiancato. In questa prospettiva, i contenuti giustificano le forme e danno sostanza alle scelte compositive: l&#8217;accurata tecnica esecutiva del Giona sopra l&#8217;altare, ad esempio, che ha richiesto ben dodici giornate di lavoro, si spiega con la centralità teologica del profeta nell&#8217;economia dei significati della Sistina.<br />Completa il volume un&#8217;appendice con i risultati inediti delle indagini diagnostiche non invasive sul Ritratto di Michelangelo che mostra i suoi disegni (Amburgo, collezione privata), condotte dalle più importanti istituzioni italiane ed estere (Firenze, Opificio delle Pietre Dure e INOA; Università di Perugia, CNR-ISTM e centro SMAART; Università di Anversa, Dipartimento di Chimica). Ne emergono dati spettacolari che gettano luce non solo sul nodo del problema attributivo, ma rivelano, negli strati pittorici soggiacenti al ritratto, la presenza di un dipinto di Andrea del Sarto raffigurante una Madonna con Bambino e San Giovannino, che i documenti associano inequivocabilmente al committente Pierfrancesco Borgherini, ad Andrea del Sarto, a Michelangelo e a Sebastiano del Piombo.</p>
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		<title>Il Tuscolo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-tuscolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 14:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A soli 30 chilometri a sud est di Roma esiste un luogo affascinante, il colle del Tuscolo, dove natura, storia e mito si sovrappongono e si confondono, in un'unica stupenda cornice. Qui si trovano i resti archeologici di Tusculum, una delle più antiche città laziali, che nell'arco di circa 1500 anni fu a lungo rivale ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A soli 30 chilometri a sud est di Roma esiste un luogo affascinante, il colle del Tuscolo, dove natura, storia e mito si sovrappongono e si confondono, in un&#8217;unica stupenda cornice. Qui si trovano i resti archeologici di Tusculum, una delle più antiche città laziali, che nell&#8217;arco di circa 1500 anni fu a lungo rivale della stessa Roma, per il controllo della Valle Latina, e che, all&#8217;apice dello splendore e della potenza della sua famiglia più illustre, i Conti di Tuscolo, arrivò anche a dominarla, imponendole pontefici ed alti magistrati. Con la sua distruzione, nel 1191, ad opera dei Romani, Tusculum fu sottratta alla storia e se ne persero addirittura le tracce. Divenne un autentico mito storico e letterario e a nulla valse nei secoli la ricerca delle sue vestigia. Solo nella prima metà dell&#8217;ottocento Tusculum fu ritrovata, grazie alla lungimiranza di Luciano Bonaparte e di Maria Cristina di Savoia, che incaricarono delle ricerche veri studiosi &#8211; su tutti Luigi Canina &#8211; ai quali si deve un contributo fondamentale alla nascita della archeologia moderna. L&#8217;opera di quei pionieri della ricerca archeologica e degli studi storici su Tusculum continua tuttora, con risultati scientifici di grande importanza, ed è lungi dall&#8217;essere conclusa. Questo libro vuole far conoscere al lettore i tesori naturali e paesaggistici, archeologici e storici, artistici e culturali che il colle del Tuscolo custodisce, ma anche rendere omaggio agli studiosi di ieri e di oggi che ci hanno restituito l&#8217;antica Tusculum. </p>
<p>Contributi di: Giovanna Cappelli, Barbara Nobiloni, Carlotta Caruso, Massimiliano Valenti, Daniela Biancolini, Giuseppina Ghini, Alessia Chiappini, Claudia Valeri.</p>
<p>Prefazione di Antonio Paolucci.</p>
<p>Franco Portelli è nato a Roma e vive a Rocca di Papa, nei Castelli Romani. Laureato in giurisprudenza e specializzato in sociologia e ricerca sociale, si è dedicato allo studio delle organizzazioni complesse, collaborando con il COSPOS (Comitato per le Scienze Politiche e Sociali) e con l&#8217;IRSTA (Istituto di Ricerche sullo Stato e l&#8217;Amministrazione). Nel Gruppo Olivetti per oltre 25 anni, si è occupato di organizzazione aziendale, gestione e sviluppo delle risorse umane, relazioni industriali e sindacali. È stato Direttore del Personale e Consigliere di Amministrazione di varie società del Gruppo Olivetti. Ha svolto attività di consulenza per l&#8217;Alta Direzione di imprese nazionali ed estere. Da sempre appassionato di fotografia (d&#8217;arte e di architettura, in particolare) e di musica (lirica, in particolare). Collabora con il Consorzio Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani, nell&#8217;ambito del progetto Sagre&#038;Profane, e con la rivista d&#8217;area VivaVoce, per la promozione e la valorizzazione del ricco patrimonio naturalistico, storico, archeologico, artistico e culturale dei Castelli Romani. Ha pubblicato il volume fotografico L&#8217;Abbazia Greca di Grottaferrata.</p>
<p>Valeria Beolchini è nata a Bologna, si è laureata in storia medievale presso l&#8217;Università “La Sapienza” di Roma e ha conseguito il titolo europeo di dottore di ricerca in archeologia medievale presso l&#8217;Università di Alicante (Spagna). È ricercatrice presso l&#8217;Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC e si dedica principalmente al progetto Tusculum, cui collabora in maniera continuativa dal 1996. È autrice di due libri e di diversi articoli, la maggior parte dei quali dedicati alla storia ed alla evoluzione di Tusculum in epoca medievale.</p>
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		<title>Armonie e disarmonie degli stati d&#8217;animo. Ginna futurista</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/armonie-e-disarmonie-degli-stati-danimo-ginna-futurista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arnaldo Ginanni Corradini, in arte Ginna, è stato, insieme al fratello Bruno Corra, una delle figure più complesse, eclettiche ed affascinati dell'inizio del Novecento.Nato a Ravenna nel 1890, negli anni Dieci si trasferisce a Firenze, dove partecipa al fertile ambiente culturale cittadino e dà vita col fratello a numerosi periodici.Attento conoscitore di scienze occulte, teosofia ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arnaldo Ginanni Corradini, in arte Ginna, è stato, insieme al fratello Bruno Corra, una delle figure più complesse, eclettiche ed affascinati dell&#8217;inizio del Novecento.<br />Nato a Ravenna nel 1890, negli anni Dieci si trasferisce a Firenze, dove partecipa al fertile ambiente culturale cittadino e dà vita col fratello a numerosi periodici.<br />Attento conoscitore di scienze occulte, teosofia e filosofie orientali, fin dagli anni giovanili si dedica alla sperimentazione di nuovi orizzonti linguistici, che spaziano dalla pittura al cinema, dalle arti applicate alla letteratura, dal teatro alla musica.<br />L&#8217;incontro col gruppo futurista nella casa milanese di Filippo Tommaso Marinetti è una delle tappe fondanti del percorso di Ginna, che conserverà sempre una sua personale propensione verso una pittura di puro colore, visionaria ed astratta, intessuta di forti inflessioni spiritualistiche.</p>
<p>Il catalogo è a cura di Micol Forti, Lucia Collarile, Mariastella Margozzi, con testi e contributi di: Maria Vittoria Marina Clarelli, Antonio Paolucci, Mario Verdone, Lucia Collarile, Mariastella Margozzi, Micol Forti, Giorgio Patrizi, Daniela Carmosino, Francesca Boschetti.</p>
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		<title>Cantiere Uffizi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/cantiere-uffizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Uffizi nei loro oltre quattro secoli di storia hanno conosciuto molte mutazioni. Sono stati "wunderkammer" e "speculum mundi" nel tempo dell'Antico Regime. Nell'Ottocento e nel primo Novecento, nell'età del positivismo e degli specialismi, sono diventati biblioteca di figure. Si sono trasformati nel catalogo dei massimi autori e della suprema qualità e dunque nel manuale ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Uffizi nei loro oltre quattro secoli di storia hanno conosciuto molte mutazioni. Sono stati &#8220;wunderkammer&#8221; e &#8220;speculum mundi&#8221; nel tempo dell&#8217;Antico Regime. Nell&#8217;Ottocento e nel primo Novecento, nell&#8217;età del positivismo e degli specialismi, sono diventati biblioteca di figure. Si sono trasformati nel catalogo dei massimi autori e della suprema qualità e dunque nel manuale base della grande storia artistica europea. Nella seconda metà del secolo scorso, di fronte al turismo dei grandi numeri e al nuovo uso sociale del museo, gli Uffizi sono stati costretti a diventare &#8220;grandi&#8221; e comunque &#8220;nuovi&#8221;.  &#8220;In fine omnis motus velocior&#8221; recita un principio fondamentale della cinetica. Ci sono voluti quasi 35 anni &#8211; dagli elaborati di Nello Bemporad del &#8217;64 all&#8217;atto di indirizzo del &#8217;99 &#8211; perché l&#8217;idea dei Nuovi Uffizi prendesse forma compiuta. Sono bastati pochi mesi &#8211; dall&#8217; agosto del 2003 al febbraio del 2004 perché si mettesse a punto il progetto esecutivo. Fra quattro anni un&#8217;idea venuta dal cuore del Novecento avrà concluso il suo percorso. Ciò che conta è che non si sia perso nelle mutazioni succedutesi nei secoli, e non si perda nell&#8217;ultima che stiamo per avviare, il carattere di un luogo che è stato esemplare per la civiltà del mondo.</p>
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