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	<title>Pesiri Giovanni Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Pesiri Giovanni Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Fondi nel Medioevo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 14:08:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale tenutosi a Fondi nell&#8217;ottobre 2013, che si poneva come obiettivo prioritario quello di far conoscere le straordinarie testimonianze storico-artistiche di età medievale emerse nell&#8217;ultimo quindicennio nella città di Fondi e nel suo territorio, grazie ad una incisiva campagna di restauro e valorizzazione. Tra i monumenti e le opere riscoperti e restaurati figurano il monastero di San Magno, il complesso di San Domenico, con la chiesa di San Tommaso d&#8217;Aquino, i dipinti di Palazzo Caetani, il sito archeologico medievale di Casale Mosillo, i frammenti pittorici di Suio. Oltre alla manifesta quanto ovvia importanza del ritrovamento in sé, buona parte delle opere riportate alla luce consente di riflettere su un lungo periodo della storia artistica di Fondi – dall&#8217;alto Medioevo al principio del Trecento – rimasto finora in parziale ombra, a favore della più tarda fase rinascimentale. Le nuove scoperte permettono ora di accendere i riflettori anche su “un&#8217;altra Fondi”, svelando un panorama ricco e articolato, vincolato per sua natura alla produzione artistica della storica Terra di Lavoro ma aperto anche a quella della Marittima medievale o, addirittura, di Roma. Fondi, dunque, si rivela già in questi secoli come polo culturale e cerniera tra l&#8217;Urbe e il Regnum, inserendosi a pieno nel problematico e a volte persino paritetico rapporto tra “centro” e “periferia”, che fino al maturo XIII secolo strinse Roma e Montecassino al proprio circondario.</p>
<p>Manuela Gianandrea è docente di storia dell&#8217;arte medievale presso la Sapienza Università di Roma e curatrice del Museo domenicano di Santa Sabina all&#8217;Aventino. Ha organizzato diversi convegni internazionali e pubblicato numerosi saggi sul Medioevo romano e sul Meridione, intesi quale rilettura dei fenomeni artistici attraverso l&#8217;analisi delle fonti e il riesame della storiografia. </p>
<p>Mario D&#8217;Onofrio, già docente di storia dell&#8217;arte medievale alla Sapienza Università di Roma, è autore tra l&#8217;altro di importanti studi dedicati al romanico europeo, all&#8217;arte armena, a quella carolingia e, più recentemente, alla committenza artistica dei papi a Roma nel Medioevo. Ha promosso altresì alcune mostre e convegni di carattere internazionale.</p>
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		<title>Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/atlante-dei-beni-culturali-delle-aree-naturali-protette-di-romanatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. È un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l&#8217;esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. È un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento le cui macerie non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che l&#8217;arte talvolta riesce a ritrovare. Marc Augé, Rovine e macerie. Il senso del tempo, Torino 2004</p>
<p>Il paesaggio, insegnano gli esperti di quello che è ormai diventato un argomento disciplinare, è qualcosa che ha più a che fare con la Storia che con la Geografia. È la memoria storica di un territorio, così come ci appare grazie ai tanti elementi che lo compongono. Il territorio (la geografia), così come è stato determinato dalla natura, ma anche come è stato trasformato dalla specie umana nelle diverse epoche (la storia). Il paesaggio, quindi, è storia naturale, ma anche storia di genti, di culture, di tradizioni, di eventi e accadimenti, di vittorie e di sconfitte, di costruzioni e distruzioni. Ogni elemento di un paesaggio è insieme evento in sé e testimone di eventi, testimone di ciò che lo stesso paesaggio ricorda e rappresenta. Il territorio compreso nelle Riserve Naturali di RomaNatura fa parte di quella vasta area attorno a Roma conosciuta come Campagna Romana, un ambiente emblematico della peculiarità del paesaggio agrario italiano dove la presenza umana costituisce un fattore condizionante e al tempo stesso caratterizzante. Il filo conduttore del volume è dato appunto dai Beni Culturali in quanto interpreti e testimoni della memoria storica ed insieme segni connotativi del paesaggio. L&#8217;individuazione di sistemi di paesaggio che contengono i Beni Culturali quale espressione di rilievo, costituisce la maglia progettuale del volume; all&#8217;interno, i diversi tematismi-sistemi (le fortificazioni, i casali, i luoghi del sacro ecc.) si articolano in percorsi narrativi sviluppati prevalentemente in senso diacronico, corredati da schede descrittive dedicate ai singoli monumenti e/o siti del passato più antico e di quello più recente. Le singole sezioni accolgono inoltre alcuni approfondimenti su tematismi di particolare rilievo (le famiglie baronali, il Grand Tour ecc.) ed una sezione ricorrente &#8220;Osservare il paesaggio. Un punto di vista&#8221; che ospita contributi intesi come uno sguardo d&#8217;insieme sul paesaggio e le sue trasformazioni. A raccontare questo territorio, insieme ai testi, un ricco apparato iconografico, dove le immagini fotografiche si fondono con i colori delle mappe acquerellate del Catasto Alessandrino o con le rappresentazioni di artisti come S. Corrodi, F.M. Granet, I. Caffi, A. Pinelli, J.M.W. Turner, R.M. Mazzacurati o ancora si alternano agli scatti d&#8217;epoca di fotografi-viaggiatori della Collezione Ashby, in un unico sguardo incantato.</p>
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